Testimoni

E siamo alle solite.Servizio Centrale Protezione o Servizio Centrale Sprotezione? On.Minniti ,sopprima questo servizio che non serve a niente se non ad umiliare i Testimoni di Giustizia

Al P.M Dott. Cimmarotta

Lo scrivente Ciliberto  Gennaro testimone di giustizia come da vs nulla osta per il rientro in località di origine Comunica quanto segue
Ad oggi non risulta alcun dispositivo di tutela per lo scrivente e conviventi con un bimba di 4 mesi ed uno di 4 anni.
Avendo subito u.s minacce in presenza dei casabinieri di scorta chiedo alla S.V un intervento urgente  in merito .
Se devo essere ammazzato dai criminali basta saperlo ma i miei figli perché devono pagare con la vita .
Dopo 7 anni di esilio questo merito?
La prego di tutelare la mia vita e quella della mia famiglia sono disposto a tutto pur di ricevere il rispetto e l applicazione della legge.
Non posso essere usa e getta.

Se Accadrà qualunque cosa allo scrivente e famiglia sarete responsabili .

io non sono usa e getta e ho da fare altri processi…. perché devo morire.
Passare da un terzo livello di scorta a nulla e mettere la firma .
Prefetto Pagano da tre giorni sono fuori al Senato si sta approvando la legge 3500 tdg e forse una punizione ?
i tdg devono essere rispettati vuoi cosi facendo ci umiliate .
ora posterò tutte le tv fuori alla prefettura perché il popolo deve sapere .
Sette anni di esilio mai un natale a casa ed ora mi lasciate da solo .

Lettera al Sindaco di Torre Annunziata del Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto:” Presto a Torre Annunziata per lavare la vergogna dell’oltraggio a Giovanni Falcone”

Al Sindaco di Torre Annunziata
Con la speranza che la S.V sia al ns fianco

Ennesimo attacco alla legalità e alla memoria di Falcone non può passare indifferente
Torre Annunziata,parco penniniello un insediamento popolare dove le piazze di spaccio la fanno da padrone e la camorra alleva i suoi discepoli.
Un monumento che per la camorra ha il sapore della beffa.
In una terra dove  la violenza e l anti Stato  la fanno da padroni quell’ opera che ricordava un martire un uomo di legge un vero eroe ha dato fastidio .La sola pronuncia  del nome di Giovanni Falcone in questo territorio mette paura.
La camorra sta dimostrando di aver paura e alza il tiro per dimostrare ancor a una volta il suo vile e volgare volto..
Questo ennesimo sconcio non è solo un atto vandalico contro la memoria del giudice Falcone ma è un chiaro messaggio della criminalità al popolo onesto.
Dopo le barbare scritte di Castellammare di Stabia ora tocca a Torre Annunziata città dove la mentalità criminale prende il sopravvento sulla cultura democratica del bene.
Un far west dove ogni criminale detta le sue regole.
A breve andremo in quella zona a cancellare non solo  quella scritta criminale ma a gridare forte che lo Stato c è e che la camorra non vale nulla.
Ci sarà un sit-in dove faremo vedere che non bastano quattro criminali per cancellare la memoria di Giovanni Falcone e di chi vive con l esempio di coloro che hanno perso la vita per la giustizia e che quotidianamente si impegnano per far si’ che queste città possano un giorno essere libere dalla Camorra.
Gennaro Ciliberto
Testimone di Giustizia

.Riceviamo e pubblichiamo

.Riceviamo e pubblichiamo come da  autorizzazione ed espresso desiderio della Signora Franze’.Non possiamo che esprimere il mostro più profondo sconcerto e la  rabbia di tutti coloro che espongono la propria vita a rischi inenarrabili per servire la Giustizia e lo Stato di diritto e si vedono trattati in questo modo.La Signora Franzè ci ha preannunciato la presentazione di una querela con richiesta di danni a carico dei responsabili del Servizio Centrale Protezione del Ministero dell’Interno e noi dell’Associazione Caponnetto  possiamo già dire che ci costituiremo parte civile in suo sostegno e a sostegno della Giustizia.VERGOGNA !!!!
All’attenzione:- Ministero dell’interno,ministro Marco Minniti

-Commissione centrale ex art.10 sottosegretario Mansione

-DNA Roma dott. De Raho

-DDA Catanzaro dott. Nicola Gratteri

-Commissione parlamentare antimafia dott.ssa Rosi Bindi

-Associazione nazionale antimafia Caponnetto dott. Elvio di Cesare

DENUNCIA PUBBLICA

La sottoscritta Franzé Francesca,Testimone di Giustizia, intende denunciare l’ennesima attacco personale da parte del servizio centrale di protezione .

Nella giornata di domenica 5/11/2017 sono dovuta ricorrere urgentemente presso il pronto soccorso dell’ospedale dove sono sottocura in quanto la mia patologia di salute si è aggravata. Qui mi hanno prescritto un urgente visita neurologica e prescritto esami particolari riguardanti la mia patologia. Nella giornata del 10/11/2017 io presento ,con dovute riscontri documentati ,regolare richiesta tramite NOP in quanto non abbiamo introiti di guadagni ma dovremmo avere il diritto alla salute. Cosa gravissima mi viene notificato nel pomeriggio del 15/11/2017 che non ho diritto ad alcuna anticipazione per recarmi dal professore di cui sono sottocura perché a loro parere sono in debito di circa 15.000€ solo per essermi recata dai magistrati della DDA di catanzaro(questo già denunciato) . Sembrerebbe  in questo caso che il colonnello della seconda divisione e il contabile erano favorevoli al riconoscermi COME NEL MIO DIRITTO  a curarmi ma c’è stato un “stop” da parte del direttore Caridi. A questo punto,come nel passato e anche in questo caso,  il direttore si scaglia contro  la mia famiglia come se fosse un conto personale. Il mio status di salute è così peggiorato in quanto costretti  a vivere in una condizione di indigenza costretta anche a lavare il bucato dentro la vasca da bagno ; per non parlare della quantità di amianto presente a pochi metri da dove viviamo ,insomma un azienda agricola in aperta campagna in un ex granaio adibito a loculi che loro chiamano “monolocali”. Ma è una punizione di un qualcosa per essermi presentata alla DDA di cz anche su loro conoscenza di notifica? O di non avere abbassato la testa quando mi proposero di recarmi dai magistrati e dire di non volere essere testimoni di giustizia se volevo ottenere qualcosa? Io denuncio sotto le mie responsabilità il direttore Caridi per aver esercitato il suo grado di potere istituzionale contro la mia persona e la mia famiglia reputandolo personalmente RESPONSABILE di quello che è successo e potrà succedere e di quanto già denunciato alla DDA di cz con tutte le prove. Ancora una volta chiedo l’intervento con la massima urgenza delle massime cariche istituzionali come sopra riportato a fare luce su tale fatti delittuosi.

Concludo affermando e sostenendo che da quando vi è questo direttore tale Caridi ha esercitato abuso di potere costringendo e tenendo in ostaggio persone in stato di bisogno. Intendo precisare che esiste la DIGNITÀ di una persona e nessuno la può toccare nemmeno il direttore del servizio centrale .

Franzé Francesca

Autorizzo l’associazione Caponnetto- il dott. ELVIO DI CESARE alla piena divulgazione di questa mia denuncia pubblica.

Inviato da iPhone

Manifestazione di protesta  pacifica ad oltranza  davanti al Vimimale da venerdì 24 novembre a favore dei Testimoni di Giustizia coniugi Giuseppe Grasso-Francesca Franzè

Manifestazione di protesta  pacifica ad oltranza  davanti al Vimimale da venerdì 24 novembre a favore dei Testimoni di Giustizia coniugi Giuseppe Grasso-Francesca Franzè allocati dal Servizio Centrale Protezione del Ministero dell’Interno in una sola stanza,senza riscaldamento,di un ex granaio.

 

 

 

PRONTI A STAZIONARE AD OLTRANZA PER PROTESTA DAVANTI AL VIMINALE DA VENERDI’ 24 NOVEMBRE SE ENTRO TALE DATA IL MINISTERO DELL’INTERNO NON PROVVEDERA’ A SISTEMARE IN UN APPARTAMENTO DECENTE I TESTIMONI DI GIUSTIZIA CONIUGI FRANCESCA FRANZE’-GIUSEPPE GRASSO ALLOCATI OGGI IN UNA SOLA STANZA,INSIEME AI FIGLI, SENZA RISCALDAMENTO E IN UN EX GRANAIO.

DOMATTINA AVVERTIREMO UFFICIALMENTE IL MINISTRO MINNITTI ED IL SOTTOSEGRETARIO MANZIONE,LA STAMPA ED I PARLAMENTARI PIU’ SENSIBILI AL TEMA DELLA LOTTA ALLE MAFIE.

LA SEGRETERIA NAZIONALE ASS.CAPONNETTO.

Ministro Minniti e Sottosegretario Manzione  vergognatevi

Ministro Minniti e Sottosegretario Manzione  vergognatevi per il trattamento riservato ai Testimoni di Giustizia Francesca Franzè e Pino Grasso.Siamo pronti a  venire ad accamparci davanti al Viminale per protestare,anche a costo di farci arrestare

 

MINISTRO MINNITI E SOTTOSEGRETARIO MANZIONE VERGOGNATEVI PER IL TRATTAMENTO RISERVATO AI DUE TESTIMONI DI GIUSTIZIA FRANCESCA FRANZE’ E PINO GRASSO.

SE ENTRO 10 GIORNI NON DISPONETE CHE VENGA DATA LORO UNA CASA DECENTE E DIVERSA DA QUELLA ATTUALE COMPOSTA DA UNA SOLA STANZA PER 4 PERSONE ADULTE ,SENZA RISCALDAMENTO ED IN EX GRANAIO,VERRO’ IO PERSONALMENTE CON LORO DUE E CI ACCAMPEREMO DAVANTI AL VIMINALE CHIAMANDO TELEVISION I,GIORNALI E PARLAMENTARI.

MANDATECI PURE AD ARRESTARE PERCHE’ E’ PROPRIO QUELLO CHE IO CERCO,PENSATE A QUANTO E’ BELLA UNA NOTIZIA DEL GENERE:

“ARRESTATI IL SEGRETARIO NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO E DUE TESTIMONI DI GIUSTIZIA PERCHE’ PROTESTAVANO DAVANTI AL VIMINALE PER IL TRATTAMENTO DISUMANO E BARBARO CHE IL MINISTERO DELL’INTERNO RISERVA A QUESTI ULTIMI DUE “.CHE BELLO !!!!

10 GIORNI DI TEMPO A DECORRERE DA DOMANI 13 OTTOBRE ED IL 24 OTTOBRE SAREMO DAVANTI AL VIMINALE.

SIETE AVVERTITI.

Orrore

Nonostante la nomina del Dott.Manzione a presidente della commissione centrale ex art 10.

Dopo circa un mese la stessa ancora Non si riunisce.
Ci chiediamo il perché?
E dove vuole arrivare questo Governo ?
Con tale comportamento ,in aggiunta a quello perpetrato dal Servizio Centrale Di Protezione che letteralmente distrugge la vita di chi é  testimone di giustizi,.il Governo vuol far capire che se ne frega di Testimoni,Collaboratori e della Giustizia.
Senza la Commissione centrale ex art.10 operativa ogni decisione resta inevasa e parliamo di vite umane.
Questo Governo dovrà dar conto di tale comportamento. Questa è la prova che della lotta alle mafie a questo Governo non può fregar di meno

Il grande bluff.

Il grande bluff.Un appello ai Testimoni di Giustizia “ RESTATE UNITI.NON DIVIDETEVI E TENETEVI PRONTI PER UNA GRANDE MANIFESTAZIONE DAVANTI AI PALAZZI ROMANI DEL POTERE CONTRO LE PRESE IN GIRO SISTEMATICHE DEL GOVERNO E DEL MINISTERO DELL’INTERNO!!”

 

 

 

Seguiamo con attenzione le vicissitudini dei testimoni di giustizia.

Dopo il bluff della carta dei diritti e dei doveri tanto annunciata dall’ ex Vice Ministro Bubbico ma mai resa pubblica e cosa più grave mai attuata,ora è il tempo del bluff lavoro.

Ci troviamo che a gestire questa classifica di beneficiari della legge n 204 sia un solo soggetto per lo più un civile in forza al Servizio Centrale di Protezione.

Non tocca a noi ricordare come in questi anni il Servizio Centrale di Protezione abbia trattato la categoria dei testimoni di giustizia .

Come è noto che circa 600 mila euro siano spariti dalle casse del SCP.

Ma ritorniamo alla legge bluff.

Questa legge che ad oggi non ha prodotto il risultato prefissato rende ancora una volta la categoria dei testimoni di giustizia una categoria di serie B.

Infatti dopo l assunzione dei testimoni di giustizia Siciliani,assunti solo grazie ad una legge regionale,la restante parte di testimoni di giustizia attende.

Da precisare che molti testimoni di giustizia sono letteralmente ridotti alla fame e che gran parte di questi uomini e donne hanno in media cinquanta anni.

Ci chiediamo come uno Stato non riesca a collocare poco più di 80 testimoni di giustizia,come questo Governo non riesca ad alleviare le pene di chi si è fidato dello Stato.

Come è possibile che questo Governo si renda colpevole di questa “tortura”.

Uno Stato che non attua una legge nazionale è uno Stato non credibile.

Lotte politiche hanno mandato in frantumi la legge 3500.

Ora che dire noi resteremo sempre in allerta e pronti a sostenere i testimoni di giustizia come sempre abbiamo fatto.

Chiederemo al Ministro dell’ interno chiarimenti sul mancato funzionamento della legge assunzioni e se per caso in qualche cassetto del Viminale ci sia la carta dei diritti e dei doveri di paternità di Bubbico.

Infine rivolgiamo un appello a tutti i testimoni di giustizia

RESTATE UNITI

Il dramma dei Testimoni di Giustizia a causa di uno Stato ingrato e bugiardo

Credevamo di essere salvi ….ma invece !!!!!
Ogni vittima ha un carnefice,ma quando i carnefici si  individuano in coloro che sulla carta dovrebbero essere la tua salvezza ….allora è la fine .
Testimoni di giustizia che dopo le mille sofferenze per una scelta che cambia la vita si trovano a lottare contro un sistema che li stritola e li distrugge.
I danni prodotti dal programma di protezione sono irreversibili e devastanti.
Vite condannate per sempre all’ esilio ma cosa peggiore sottoposti ad umiliazioni di ogni genere,vessazioni e pressioni psicologiche che rendono i testimoni fragili e al tempo stesso destabilizzano la quiete familiare e la psiche.
Dovrebbe essere diverso…perché il programma di protezione che sulla carta in un certo qual modo è ben programmato, ma purtroppo dobbiamo costatare che nell’ applicazione c è il vero accanimento.
Uomini che dovrebbero applicare la legge ma nel più dei casi la interpretano a loro gusto e piacere.
Ancora oggi non si comprende perché nonostante le mille lamentele e le tante segnalazioni portate dai testimoni e i propri legali a chi  di dovere (Ministro bell interno e Vice Ministro  e commissione centrale ex art 10) nulla cambi.
Quasi come se questo sistema si senta attaccato e messo in discussione per le proprie inadempienze o addirittura per l incompetenza nel gestire vite umane.
Una chiusura  totale di dialogo tra testimoni e sistema  che aumenta la distanza tra cittadini e istituzioni,le stesse che predicano bene per poi abbandonare letteralmente i testimoni di giustizia.
Promesse fatte ma mai e poi mai attuate.
Una carta dei doveri e dei diritti mai portata a conoscenza delle parti in causa.
Una legge sul lavoro che resta uno specchietto delle allodole.
Per poi non parlare del famoso inserimento socio lavorativo …un bluff.
Per terminare con la sicurezza che in molti casi è solo utopia.
Chi osa ribellarsi al sistema viene punito in maniera eclatante,quasi come voler mandare un messaggio agli altri 78….qui comandiamo noi ….voi o subite in silenzio …oppure vi buttiamo fuori .
Questa è la minaccia più ricorrente  ….VI BUTTIAMO FUORI !!!!!
Testimoni che dopo aver testimoniato nelle aule di tribunale contro mafiosi e corrotti vengono gettati in pasto come sardine ai pesce cani,ridotti in più dei casi alla fame,vite distrutte con la sola ed unica  complicità di quella parte di Stato che volutamente punisce chi ha contribuito a fare giustizia e ha smascherare i collusi.
Immaginate cosa voglia significare per un uomo o una donna che dopo aver denunciato  ed essere stati minacciati dalle mafie e  aver dovuto lasciare la propria terra e vivere da fantasmi  ….si ci ritrovi ad essere maltrattati per il solo gusto di punire o di obbedire ad un ordine superiore.
Si paga con la vita  una scelta nobile e coraggiosa,ma  giorno dopo giorno ….goccia dopo goccia vedi scomparire ogni piccola speranza di salvezza,il tuo grido disperato di aiuto viene ignorato dalle istituzioni che non solo sono silenti ma a volte si spingono oltre ogni immaginazione,basti pensare che molti testimoni di giustizia sono stati arrestati, ingiustamente,per poi essere  stati scagionati da qualsiasi capo di imputazioni,miglia di euro spesi in avvocati per ricorsi al Tar solo per aver chiesto e  riconosciuto un  proprio diritto .
Continue richieste inevase e diritti negati.
Questo sistema fatto da uomini che hanno giurato fedeltà alla Repubblica troppo spesso dimentica di applicare la legge e succede che lo Stato che con una mano ti da’ e con il braccio prepotentemente si riprende tutto,lasciandoti nella più totale povertà.
Una sicurezza che stranamente scompare per i testimoni di giustizia ma resta a vita per politici e Vip.
Pensare che poi sistematicamente e con un progetto ben definito il sistema ha voluto frammentate l unione tra i testimoni di giustizia,false notizie e pettegolezzi ma cosa più grave calunnie sono state volutamente fatte circolare al solo scopo di creare una lotta tra “poveri” e tristemente la  cosa  è riuscita.
Per poi non parlare di chi ha letteralmente usato i testimoni di giustizia per fini politici e mediatici.
Il sistema teme  tanto questa  unione tra testimoni di giustizia ….
Perché ???
il sistema teme che le notizie vengano portate fuori dal palazzo di marmo ,il sistema che gestisce milioni  di euro all’ anno ha paura di dover dare conto di come vengono spesi i soldi  e purtroppo molti di questi denari sono stati trafugati da indegni operatori, la verità e’ Che  la gestione dei testimoni di giustizia possa essere oggetto di indagini da parte dell autorità giudiziaria e far scoperchiare molte ingiustizie o cosa ancora più grave molte verità occultate.
Immaginate per un attimo 78 o più testimoni uniti fuori al Viminale con una scorta civica composta dal popolo onesto a chiedere che la legge venga applicata.
Immaginate che la politica che predica la lotta alle mafie vedendo 78 vite umane distrutte possa tacere?
O continuare a bleffare?
Immaginate per un attimo la faccia di chi per anni ha “torturato” i testimoni di giustizia ……
Forse è giunto il momento di mettere da parte ogni personalismo ogni rancore ed ogni indifferenza….
I testimoni di giustizia meritano giustizia e solo uniti il sistema potrà essere portato allo scoperto.
Un testimone di giustizia

Ecco come vengono trattati  i Testimoni di Giustizia.Vergogna !

 

MI CHIAMA STAMANE FRANCESCA FRANZE‘,UNA TESTIMONE DI GIUSTIZIA ” SOTTO PROTEZIONE “( SI FA SEMPRE PER DIRE ) E MI DICE :
“CI HANNO SPOSTATO.CI HANNO PORTATO PRIMA IN UNA CATAPECCHIA DOV’E’ MORTA UNA PERSONA ED E’ TUTTO IN CADENZA E SPORCO E,DOPO,AL MIO DINIEGO,IN UNA STANZA DI UN RESIDENCE.UNA SOLA STANZA IN 4 PERSONE ADULTE. DI SOLDI APPENA L’OMBRA E NON CI BASTANO NEMMENO PER MANGIARE,MIA FIGLIA HA SMESSO GLI STUDI ALL’UNIVERSITA’ PERCHE’ NON ABBIAMO UN EURO PER LE TASSE… ED I LIBRI ED IO NON POSSO NEMMENO OPERARMI PUR ESSENDO GRAVE.QUESTA VOLTA ANDIAMO DAVANTI AL VIMINALE E VEDI IL CASINO CHE TI COMBINO “.
” FRANCESCA,INFORMA SUBITO I MAGISTRATI DELLA DDA E DELLA DNA DEL COMPORTAMENTO DEL SERVIZIO CENTRALE PROTEZIONE E,POI, DAVANTI AL VIMINALE CI VENGO ANCHE IO E VEDIAMO SE HANNO IL CORAGGIO DI ARRESTARCI .FAMMI LEVARE IL PENSIERO DEL CONVEGNO DEL 31 A NAPOLI E POI CI MUOVIAMO .TU INTANTO INFORMA SUBITO LE DUE PROCURE “.
E VEDIAMO QUESTA VOLTA CHI LA SPUNTA!!!!!!!!!!!
VERGOGNA ! E PARLANO ANCHE DI LOTTA ALLE MAFIE !!!!!

.Lettera dall’ “inferno” sistema di ” S ” protezione testimoni di giustizia

Quel silenzio di Stato complice  …..c è sempre più distanza tra i testimoni di giustizia e quella parte di istituzioni che dovrebbe tutelare noi testimoni di giustizia.Accadde che l arma silenziosa di questi apparati colpisce chi ha dato alla giustizia la propria vita e quella dei familiari.Non è possibile che dopo aver fatto arrestare e condannare mafiosi e corrotti si debba combattere con lo Stato per poter vedersi riconoscere i propri diritti.Diritti sanciti da una legge alla quale i lor signori applicano a piacimento e discrezione .Cosa più grave che chi dovrebbe vigilare sull’ operato della struttura preposta è silente ,mai una risposta .Un ministro dell interno che vive lontano dalla realtà e in questa sua veste di capo di un Ministero sceglie il silenzio.Come può un politico non rispondere al grido di dolore di tanti testimoni ,come può il Ministro Minniti essere complice della distruzione dei testimoni di giustizia ,proprio lui che conosce bene cosa voglia dire la parola testimone di giustizia.

Silenzi….che hanno un perché….
Che hanno un mandante …..
Un obbiettivo …….

Ndrangheta, il collaboratore di giustizia: “I servizi segreti ci mangiavano con i sequestri di persona”

Il Fatto Quotidiano, 19 ottobre 2017

Ndrangheta, il collaboratore di giustizia: “I servizi segreti ci mangiavano con i sequestri di persona”

Dottori, queste sono cose delicate perché questi sono uomini di legge…”. Interrogato dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Gaetano Paci e dai sostituti della Dda Stefano Musolino e Simona Ferraiuolo, il pentito Nicola Femia sa che le sue dichiarazioni rischiano di riaprire storie vecchie e mai del tutto chiarite

di Lucio Musolino

Con la stagione dei sequestri di persona gestiti dalla ‘ndrangheta, ci mangiavano tutti: le cosche calabresi ma anche pezzi delle istituzioni che con le famiglie mafiose più potenti della provincia di Reggio non avrebbero esitato a sedersi allo stesso tavolo. Servizi segreti, poliziotti e mediatori che, in un modo o nell’altro, si sono spesi per dare un’immagine di uno Stato che reagisce all’Anonima sequestri. Anche a costo di entrare nelle sanguinarie dinamiche dell’Aspromonte non esitando a scarcerare boss della ‘ndrangheta come Vincenzo Mazzaferro e a far circolare, per tutta la Locride, una valigetta con dentro 500 milioni di vecchie lire. Erano i soldi che lo Stato ha pagato per la liberazione di Roberta Ghidini, sequestrata il 15 novembre 1991 a Centenaro di Lonato, in provincia di Brescia, e liberata in Calabria dopo 29 giorni. Un sequestro per il quale è stato condannato il boss Vittorio Jerinò al termine di un processo nelle cui pieghe, forse, ancora si nasconde il resto di una storia che, se confermata, dimostrerebbe come lo Stato non ha trattato solo con Cosa nostra per fermare le stragi del 1993. Lo ha fatto ancora prima, in Calabria, avventurandosi tra i sentieri dell’Aspromonte con i boss della ‘ndrangheta.

L’archiviazione della Procura di Brescia
“Dottori, queste sono cose delicate perché questi sono uomini di legge…”. Interrogato dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Gaetano Paci e dai sostituti della Dda Stefano Musolino e Simona Ferraiuolo,
il collaboratore di giustizia Nicola Femia sa che le sue dichiarazioni rischiano di riaprire storie vecchie e mai del tutto chiarite, nonostante i rapporti tra uomini in divisa e clan siano stati oggetto di un’indagine poi archiviata dalla Procura di Brescia per la quale – riportava un’Ansa del 1996 – “restano semplici sospetti insufficienti a sostenere delle accuse davanti a un tribunale”.

Quei sospetti, oggi, sono confermati dal boss Femia arrestato nell’inchiesta “Black monkey” sugli affari delle cosche calabresi in Emilia Romagna. Condannato in primo grado, Femia ha deciso di pentirsi. Ai magistrati della Procura di Reggio ha raccontato di non essere mai “stato affiliato alla ‘ndrangheta. Io praticamente ero un uomo ‘riservato’ di Vincenzo Mazzaferro”. I pm lo interrogano a giugno e il verbale finisce nel fascicolo del processo “Gotha” che vede alla sbarra la componente “riservata” della ‘ndrangheta, tra cui gli avvocati Paolo Romeo e Giorgio De Stefano. Non è un caso che nei capi di imputazione contestati nel processo ci sia anche il riferimento alla famiglia mafiosa dei Mazzaferro di Marina di Gioiosa Jonica.

Ai magistrati, Femia descrive gli anni in cui viveva in Calabria, sempre al fianco del boss Vincenzo Mazzaferro. Racconta di quando lo accompagnava a casa di don Paolino De Stefano e della famiglia Tegano, delle rapine commesse in gioventù e per le quali avrebbe dato una parte a un maresciallo dei carabinieri. Parla dei miliardi portati a Milano e in Vaticano: “Sono andato dentro le mura praticamente. – dice -Portavo i soldi a lui e c’era un garage, in una specie di alberghetto… portavo la macchina là e se la vedeva tutto lui”. Lui era un “certo Antonio” che aveva il compito di andare in Colombia dove i miliardi delle cosche si trasformavano in tonnellate di droga.

Una trattativa Stato-‘ndrangheta per liberare l’ostaggio

Ma è la seconda parte del verbale, quella dedicata ai sequestri di persona degli anni 80 e 90, che ha spinto il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo (nella foto) e il pm Stefano Musolino a inserire numerosi “omissis” per coprire i nomi pronunciati da Femia sulla trattativa Stato-‘ndrangheta per la liberazione di Roberta Ghidini. Fascicoli che, adesso, la Dda sta rispolverando per incrociarli con le dichiarazioni di Femia secondo cui quel sequestro “lo aveva fatto Vittorio Jerinò”. Per convincere quest’ultimo a rilasciare l’ostaggio, entrano in gioco i servizi segreti che – ricorda Femia – “si muovono con i soldi”. Ma i soldi non bastano: servono anche contatti, numeri di telefono, persone disposte a stare nel mezzo. In una parola, mediatori capaci di entrare in contatto con Jerinò. “E hanno trovato Vincenzo Mazzaferro” che però, in quel momento, era detenuto e doveva “uscire dal carcere”. Detto fatto: “I soldi tramite loro (i servizi, ndr) sono arrivati, so che si sono mossi ed è uscito Vincenzo Mazzaferro dal carcere. Era detenuto a Regina Coeli, a Roma, ed è uscito”. Quando la ‘ndrangheta prende un impegno, non ci sono dubbi che lo porti a termine: il boss parla con Vittorio Jerinò e gli dà i soldi che gli deve dare, liberano l’ostaggio e tutti amici.

Vincenzo Mazzaferro ritorna in carcere? – domanda il procuratore aggiunto Paci – Cioè come esce?”. “No, che ritorna. Esce. Femia ricorda tutto quello che gli ha confidato Mazzaferro ma non ha le risposte a ogni domanda: “Farete le indagini voi per vedere che cosa è successo, io non vi posso dire niente perché sono fatti di Stato”.

Fatti di Stato e ‘ndrangheta. Servizi segreti e cosche che, almeno per quanto riguarda Mazzaferro, si parlavano attraverso un confidente, un informatore del quale Nicola Femia fa anche il nome: “Isidoro Macrì. Basta che vi informate alla questura di Reggio Calabria. Era l’autista… l’autista perché Vincenzo Mazzaferro era strano… questo Isidoro portava l’imbasciata avanti e indietro, faceva pure la persona normale… perché lui lo mandava… i rapporti con i marescialli glieli faceva tenere direttamente a lui e non a persone che magari erano di fiducia per non sputtanarsi”. A un certo punto, le cose cambiano. La ‘ndrangheta lascia stare i sequestri e il suo core-business diventa il traffico internazionale di droga.

Così la ‘ndrangheta decise di chiudere con i sequestri

“Hanno fatto in modo che non si dovevano fare più sequestri”. Per il pentito Femia è stato un vero e proprio accordo tra le famiglie della Locride: “All’epoca – dice – erano iniziati i traffici con la droga e calcolate che a Mazzaferro gli arrivavano 1000 chili di droga, 2000 chili di droga ogni tre mesi. Lui la pagava un milione e ottocentomila lire. La dava a tutte le famiglie a 10 milioni al chilo”. Con i sequestrati in Aspromonte e i controlli della polizia non si poteva trafficare in droga. Ecco perché ci fu un summit di ‘ndrangheta in cui si decise di chiudere con la stagione dei sequestri. Una strategia voluta dai boss Peppe Nirta, Vincenzo Mazzaferro e Pepé Cataldo, tutti morti ammazzati da lì a qualche anno e tutti in periodi in cui le loro famiglie non erano coinvolte in faide: “Di smettere con i sequestri. – fa mettere a verbale Femia – non gli è stato bene a qualcuno… a personaggi che lavorano con i servizi, non lo so a chi”.

Il pentito: “I servizi ci mangiavano con i sequestri”

Il collaboratore ha paura, il pm Musolino lo capisce e lo tranquillizza: “Non sia timoroso”. Femia continua e lascia intendere che dietro quegli omicidi potrebbero esserci moventi diversi da quelli esclusivamente mafiosi: “Chi lo doveva ammazzare Vincenzo Mazzaferro? – si domanda – Aveva la macchina blindata e non la prendeva più, con gli Aquino (clan rivale, ndr) aveva fatto la pace, chi lo doveva toccare?”. Le risposte il pentito non ce l’ha. Sa solo che “i servizi ci mangiavano con i sequestri. Se arrivavano cinque miliardi, due miliardi se li prendevano i servizi”.

 

Riceviamo e pubblichiamo

 Lo sfogo di un Testimone di Giustizia.Vado via dall’Italia.Non c’è posto per le persone oneste in questo Paese.
Al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
SEN. MATTARELLA
Vado via dall’ Italia per il bene dei miei figli
Per sette lunghi anni ho lottato contro la camorra imprenditoriale,contro un mostro chiamato corruzione.
Ho fatto emergere la più grande inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nelle grandi opere ,le stesse costruite in modo anomalo tanto da crollare.
Ho poi dovuto combattere contro un sistema che dovrebbe difendere i cittadini che denunciamo le mafie ma che in realtà è solo l inizio dell’inferno.
Mi è stato impedito di poter divulgare la cultura della legalità di poter raccontare come vive un testimone di giustizia .
Ho subito in varie occasioni la limitazione della libertà personale e preciso sono un cittadino libero ed incensurato nonché testimone di giustizia .
Ho vissuto per anni con la paura delle conseguenze delle  lacune del sistema protezione tanto ad arrivare a comprare un giubbotto antiproiettile poiché quelli in dotazione erano scaduti.
Ho rischiato di morire per una auto blindata che andava a fuoco le cui porte erano difettose e per fuggire ho dovuto fare acrobazie.
Non dimentico che mi è stato negato la felicità di partecipare ad una comunione ad un matrimonio e ancora più grave non poter dare l ultimo saluto ad un proprio caro
No  ho potuto più essere un uomo libero ricattato da del sistema che mi ha reso una matricola.
Con tutte le mie forze ho denunciato.
Ho denunciato gli ammanchi di denaro i soprusi.
Il risultato è stato ricevere una vera e propria vendetta da parte di chi indossa indegnamente una divisa .
I miei figli hanno sofferto colpe non loro ,chi mi è stato vicino ha pagato il caro prezzo dell’ esilio di Stato.
Non potrò mai dimenticare ciò che abbiamo subito .
Nove spostamenti ……case luride ….vessazioni è prepotenze …istigazioni.
Oggi dopo sette lunghi anni ho capito che l uomo manager che ha denunciato la camorra spa in questa nazione nessuno lo vuole .
Ho cercato disperatamente lavoro nel mio settore ….le risposte “ma lei ha denunciato nessuno si fida più e poi…” quel poi che significa che sei un diverso .
Ho trovato lavoro con le mie sole ed uniche capacità ….pulendo i bagni per poi dopo anni conquistare una scrivania.
Ma ora ho deciso …per tutto quello che ho visto e ho denunciato non c è speranza  .
La mia non è una resa ma un atto di dovere nei confronti dei miei figli .
Questo nostro paese Italia non merita uomini e donne onesti perché troppo spesso si condanna chi denuncia e si assolve chi ha rubato

Riceviamo e pubblichiamo.

L’IRA DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA.STATO INGRATO !!!!!
Buttati come limoni spremuti …
Noi testimoni di giustizia veniamo buttati come limoni spremuti appena il nostro valore giudiziario è terminato.
Ma oggi accade che anche in imminenza di importanti processi contro la camorra la commissione centrale ex art 10 decide di far cessare lo speciale programma di protezione.
Da una parte la magistratura che chiede la giusta tutela per i testimoni e familiari dall’ altra parte una politica che indifferentemente abbandona il testimone di giustizia nelle grinfie della criminalità.
Troppi gli errori commessi in questi 20 anni da parte di chi dovrebbe tutelare noi tdg.
Troppi gli attacchi subiti da chi è preposto alla gestione dei tdg.
Non è ammissibile che moltissimi tdg siano dovuti ricorrere ai tribunali amministrativi per vedersi riconoscere i propri diritti,e pure a dire delle statistiche milioni di euro vengono stanziati per la gestione dei tdg.
Troppo spesso quell’ illusione dell’inserimento socio lavorativo si rileva un bluff.
Una sorte di ben servito al tdg …..
Se poi dovesse accadere che lo stesso tdg venga ammazzato dalla criminalità ….allora li basterà un comunicato stampa del Ministero dell’ interno ” non era più nel programma di protezione” ed allora in un walzer di responsabilità tra Prefetture e organi di polizia il tutto passerà come una morte di  cui nessuno poteva evitare.
Un bel ricordo ogni anno …qualche targa e il bluff è servito .
Ma come si può mai immaginare che l odio e la vendetta di intere famiglie criminali possa ad un tratto cessare ….
Come si può dichiarare che da domani sei senza protezione ma se hai bisogno puoi chiamare il 112.
Mai nessun tdg ha ricevuto giusta ed adeguata protezione ….
È inutile raccontare favole oppure essere servi di un sistema che fa acqua da tutte le parti .
Come può una commissione deliberante non ascoltare più tdg?
Questo è un bluff che parte dello Stato riserva a noi cittadini  onestii, esempi di legalità e grande senso civico .
Attendere una nuova legge la 3500 sapendo che la 45/2001 non è mai stata applicata rende voi che gestite le nostre vite non credibili.
Ciliberto Gennaro
Testimone di Giustizia

Ministro Minniti,si vergogni !

Al Ministro dell’ Interno
On. MINNITI
Egr. Onorevole Ministro, Lei si sta rendendo responsabile  e complice della distruzione di una nobile figura,quale i testimoni di giustizia.
Come può una figura politica come Lei di elevata esperienza ,già in passato presidente di commissione centrale ex art 10 essere silente alle numerose richieste di intervento ed aiuto di molti testimoni di giustizia.
Lei con questo suo silenzio istituzionale passerà alla storia ,negativamente.
Oggi con l assenza di un Vice Ministro dell interno  e la relativa mancanza di un presidente della commissione centrale ex art 10 l’intero apparato che determina decisioni importanti per i testimoni di giustizia è fermo.
Vite umane appesa ad un filo con l’incertezza di quando le risposte arriveranno, e se arriveranno ….questioni di vita o di morte che dipendono da una politica sempre più lontana dalle esigenze dei testimoni di giustizia.
Una proposta di  legge,la 3500 ferma che addirittura potrebbe restare tale… una proposta di Legge.
Una legge assunzioni per i testimoni che vede ogni giorno allontanare un diritto al lavoro.
Basta Egr. Ministro Minniti questa volta noi grideremo a gran voce questo ennesimo atto contro noi uomini e donne onesti.
Noi abbiamo dato allo Stato ma lo Stato non può abbandonarci una volta terminato i nostri impegni giudiziari.
Lei non può vergognosamente restare in silenzio
,oppure limitarsi a girare queste nostre email al servizio centrale che troppo spesso si accanisce su di noi,non considerando le nostre richieste giuste e legittime ma addirittura alterando la verità per farsi’ che Vi giunga un messaggio distorto.
Oppure rendendosi autore di vere e proprie persecuzioni ai nostri danni.
Noi a breve saremo fuori al Viminale questa volta uniti e pacificamente dimostreremo al popolo italiano che noi testimoni di giustizia siamo il vero esempio di legalità un una nazione troppo spesso ostaggio delle mafie e la corruzione .
Ciliberto Gennaro
Testimone di Giustizia

Senza parole. C’é bisogno di commenti ? Solo uno.VERGOGNA!

 

Sono la testimone di giustizia Franzè Francesca mi rivolgo all’associazione ma sopratutto a lei dott Elvio di Cesare,persona molto attenta alle problematiche dei testimoni di giustizia. È dal mese di marzo per non citare altro che io e la mia famiglia stiamo subendo delle gravi pressioni da parte del servizio di protezione. Mi spiego: nel mese di marzo veniamo trasferiti in altra località ; qui ci ritroviamo a divid…ere l abitazione con altre persone dove vi è un via vai di uomini . Da parte del servizio ci viene detto che loro non sono stati messi a conoscenza di ciò che è stato il reparto logistico ; fatto sta che neanche dopo la loro constatazione sono intervenuti, ma abbiamo dovuto conviverci ,praticamente in un “puttanaio” per essere educata . Nel mese di luglio siamo chiamati in località d origine per impegni giudiziari prolungatesi anche ad agosto ,la beffa è stata che nonostante le notifiche che ci sono pervenute tramite il servizio loro hanno ribadito che non ne sanno nulla . La mia qualità di testimone di giustizia e di mio marito anch’egli testimone, mi impone a rispettare gli impegni giudiziari evidentemente al servizio da fastidio la nostra collaborazione. Di tutta questa vicenda è informata la dda di Catanzaro ,la commissione centrale , il servizio centrale ,la DNA di Roma ,procura di Roma ,ma ,io mi chiedo: il direttore Caridi come opera in questo servizio? perché lui essendo il direttore sa della merita schifezza che stanno esercitando i suoi colleghi nei nostri confronti ! Non vorrei pensare che a lui va bene tutto questo, altrimenti sarebbe non grave, ma gravissimo ! Il direttore Caridi è andato ad accertarsi perché è stato affittato un alloggio dove abitavano persone a loro dire facente parte ad una associazione? il direttore Caridi è andato a riscontrare se il medico mandato da lui ha scritto ciò che era riportato sui referti medici o si è prodigata a eseguire un ordine stabilito da qualcuno del servizio? e perché bloccare il contributo nonostante i nulla osta dei magistrati? Ah dimenticavo, per loro non conta nulla la parola del magistrato ( così mi è stato riferito)! Io chiedo fermamente l intervento urgente del ministro Marco Minniti e il sottosegretario Filippo Bubbico, ma contemporaneamente che intervenga la procura di Roma e Catanzaro ribadendo che qui c’è di mezzo la vita di una famiglia che crede nelle istituzioni ma sono proprio alcune persone istituzionali che hanno deciso tutto ciò . Ringrazio anticipatamente l’associazione Caponetto se mi darà voce portando a conoscenza queste vere crudeltà fatte a due testimoni di giustizia .
Franzè Francesca

L’Associazione Caponnetto interviene per i  coniugi  Grasso-Franze’.

L’Associazione Caponnetto interviene per i  coniugi  Grasso-Franzé,Testimoni di Giustizia,ai quali il Ministero dell’Interno ha interrotto il contributo mensile da alcuni mesi swnza alcun motivo

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

 

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

ass.caponnetto@pec.it

 

Tel. 3470515527

 

Roma,03.10.2017

 

 

On.Marco Minniti

Ministro dell’Interno

ROMA

 

Sen.Filippo Bubbico

V.Ministro dell’Interno

ROMA

 

On.Rosy Bindi

Pres.Com.Parl.Antimafia

ROMA

 

Dr.Franco Roberti

Proc.Naz. Antimafia e Antiterrorismo

ROMA

 

 

 

Oggetto:Testimoni di Giustizia

coniugi Grasso-Franzè

 

 

 

Abbiamo ricevuto  la nota di cui in calce da parte della Testimone di Giustizia Francesca Franzè in Grasso,lettera che ci ha lasciati  letteralmente sconvolti.

Le affermazioni in essa contenute,se supportate da elementi probatori, ci delineano un quadro estremamente inquietante al punto da raffigurare una vera e propria azione di  ostacolo all’attività  giudiziaria svolta da qualche elemento del Servizio Centrale Protezione di codesto Ministero che,anzichè favorire la messa a disposizione dei  coniugi Grasso dell’AG,l’avrebbe ostacolata giungendo  , come una sorta di punizione,addirittura  ad interrompere in loro favore l’erogazione  del contributo mensile previsto dalla legge per i Testimoni di Giustizia.

Attualmente i predetti coniugi,dopo aver risposto all’invito della Magistratura di recarsi  a testimoniare in processi contro la ndrangheta,proprio a causa della sospensione del pagamento di tale contributo,non hanno nè più le risorse per sopravvivere nè,tanto meno,quelle per fare rientro nella località “protetta” di provenienza.

Alla luce di quanto  sopra,preghiamo le SS.LL.di voler disporre con tutta urgenza un’inchiesta approfondita atta a chiarire la dinamica dei fatti con il conseguente ripristino del pagamento del contributo di cui alla legge.

In attesa di cortese ed urgente assicurazione,distintamente salutiamo

 

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Dr.Elvio Di  Cesare

 

 

 

Sono la testimone di giustizia Franzè Francesca mi rivolgo all’associazione ma sopratutto a lei dott Elvio di Cesare,persona molto attenta alle problematiche dei testimoni di giustizia. È dal mese di marzo per non citare altro che io e la mia famiglia stiamo subendo delle gravi pressioni da parte del servizio di protezione. Mi spiego: nel mese di marzo veniamo trasferiti in altra località ; qui ci ritroviamo a dividere l abitazione con altre persone dove vi è un via vai di uomini . Da parte del servizio ci viene detto che loro non sono stati messi a conoscenza di ciò che è stato il reparto logistico ; fatto sta che neanche dopo la loro constatazione sono intervenuti, ma abbiamo dovuto conviverci ,praticamente in un “puttanaio” per essere educata . Nel mese di luglio siamo chiamati in località d origine per impegni giudiziari prolungatesi anche ad agosto ,la beffa è stata che nonostante le notifiche che ci sono pervenute tramite il servizio loro hanno ribadito che non ne sanno nulla . La mia qualità di testimone di giustizia e di mio marito anch’egli testimone, mi impone a rispettare gli impegni giudiziari evidentemente al servizio da fastidio la nostra collaborazione. Di tutta questa vicenda è informata la dda di Catanzaro ,la commissione centrale , il servizio centrale ,la DNA di Roma ,procura di Roma ,ma ,io mi chiedo: il direttore Caridi come opera in questo servizio? perché lui essendo il direttore sa della merita schifezza che stanno esercitando i suoi colleghi nei nostri confronti ! Non vorrei pensare che a lui va bene tutto questo, altrimenti sarebbe non grave, ma gravissimo ! Il direttore Caridi è andato ad accertarsi perché è stato affittato un alloggio dove abitavano persone a loro dire facente parte ad una associazione? il direttore Caridi è andato a riscontrare se il medico mandato da lui ha scritto ciò che era riportato sui referti medici o si è prodigata a eseguire un ordine stabilito da qualcuno del servizio? e perché bloccare il contributo nonostante i nulla osta dei magistrati? Ah dimenticavo, per loro non conta nulla la parola del magistrato ( così mi è stato riferito)! Io chiedo fermamente l intervento urgente del ministro Marco Minniti e il sottosegretario Filippo Bubbico, ma contemporaneamente che intervenga la procura di Roma e Catanzaro ribadendo che qui c’è di mezzo la vita di una famiglia che crede nelle istituzioni ma sono proprio alcune persone istituzionali che hanno deciso tutto ciò . Ringrazio anticipatamente l’associazione Caponetto se mi darà voce portando a conoscenza queste vere crudeltà fatte a due testimoni di giustizia .
Franzè Francesca

Denuncia pubblica .

DI FRONTE AD UNA DENUNCIA PUBBLICA DEL
GENERE,NON ABBIAMO NULL’ALTRO DA AGGIUNGERE SE NON UNA FORTE ESPRESSIONE DI
RABBIA NEI CONFRONTI DEGLI AUTORI DI QUESTI  ORRIBILI COMPORTAMENTI CHE
LASCIANO  L’AMARO IN BOCCA ACCOMPAGNATO DALLA DOMANDA SE CI SI TROVI DI
FRONTE A SERVITORI DELLO STATO,DI QUESTO STATO,QUELLO DI DIRITTO, O DI UN
ALTRO  STATO.
TRATTARE IN TAL MODO DUE TESTIMONI  DI GIUSTIZIA CHIAMATI A TESTIMONIARE
DALLA MAGISTRATURA IN IMPORTANTI  PROCESSI CONTRO LA NDRANGHETA,LEVARE  LORO
IL CONTRIBUTO MENSILE  SENZA MOTIVARLO E LASCIARLI SENZA ALCUNA PROTEZIONE
E’ QUANTO MENO VERGOGNOSO.OGGI I CONIUGI  GRASSO-FRANZE’,OLTRE A NON AVERE
NEMMENO I MEZZI PER MANGIARE,NON LI HANNO NEMMENO PER AFFRONTARE LE SPESE DI
VIAGGIO PER RIENTRARE NELLA LOCALITA’ DI PROVENIENZA.IL LORO LEGALE HA
DENUNCIATO ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA IL COMPORTAMENTO ASSURDO DEL PERSONALE
DEL SERVIZIO CENTRALE PROTEZIONE DEL MINISTERO DELL’INTERNO E L’ASSOCIAZIONE
CAPONNETTO ,NEL CASO DI UN EVENTUALE GIUDIZIO,SI COSTITUIRA’ COME PARTE LESA
CONTRO COLORO  CHE VERRANNO INDIVIDUATI  COME GLI AUTORI DI QUESTO
IGNOMINIOSO COMPORTAMENTO .

ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

Sono la testimone di giustizia Franzè Francesca mi rivolgo all’associazione
ma sopratutto a lei dott Elvio di Cesare,persona molto attenta alle
problematiche dei testimoni di giustizia. È dal mese di marzo per non citare
altro che io e la mia famiglia stiamo subendo delle gravi pressioni da parte
del servizio di protezione. Mi spiego: nel mese di marzo veniamo trasferiti
in altra località ; qui ci ritroviamo a dividere l abitazione con altre
persone dove vi è un via vai di uomini . Da parte del servizio ci viene
detto che loro non sono stati messi a conoscenza di ciò che è stato il
reparto logistico ; fatto sta che neanche dopo la loro constatazione sono
intervenuti, ma abbiamo dovuto conviverci ,praticamente in un “puttanaio”
per essere educata . Nel mese di luglio siamo chiamati in località d origine
per impegni giudiziari prolungatesi anche ad agosto ,la beffa è stata che
nonostante le notifiche che ci sono pervenute tramite il servizio loro hanno
ribadito che non ne sanno nulla . La mia qualità di testimone di giustizia e
di mio marito anch’egli  testimone, mi impone a rispettare gli impegni
giudiziari evidentemente al servizio da fastidio la nostra collaborazione.
Di tutta questa vicenda è informata la dda di Catanzaro ,la commissione
centrale , il servizio centrale ,la DNA di Roma  ,procura di Roma ,ma ,io mi
chiedo: il direttore Caridi come opera in questo servizio? perché lui
essendo il direttore sa della merita schifezza che stanno esercitando i suoi
colleghi nei nostri confronti ! Non vorrei pensare che a lui va bene tutto
questo, altrimenti sarebbe non grave, ma gravissimo ! Il direttore Caridi è
andato ad accertarsi perché è stato affittato un alloggio dove abitavano
persone a loro dire facente parte ad una associazione? il direttore Caridi è
andato a riscontrare se il medico mandato da lui ha scritto ciò che era
riportato sui referti medici o si è prodigata a eseguire un ordine stabilito
da qualcuno del servizio? e perché bloccare il contributo nonostante i nulla
osta dei magistrati? Ah dimenticavo, per loro non conta nulla la parola del
magistrato ( così mi è stato riferito)!  Io chiedo fermamente l intervento
urgente del ministro Marco Minniti e il sottosegretario Filippo Bubbico, ma
contemporaneamente che intervenga la procura di Roma e Catanzaro ribadendo
che qui c’è di mezzo la vita di una famiglia che crede nelle istituzioni ma
sono proprio alcune persone istituzionali che hanno deciso tutto ciò .
Ringrazio anticipatamente l’associazione Caponetto se mi darà voce portando
a conoscenza queste vere crudeltà fatte a due testimoni di giustizia .
Franzè Francesca

Vergognoso quel  Dis-Servizio Centrale Protezione  del Ministero dell’Interno.Dipendesse da noi lo sopprimeremmo entro 24 ore

V E R G O G N O S O !!!!!!!!!!!!

NON SAPPIAMO COME ALTRO DEFINIRE IL COMPORTAMENTO DEL SERVIZIO CENTRALE PROTEZIONE DEL MINISTERO DELL’INTERNO-UN SERVIZIO CHE DIPENDESSE DA NOI SOPPRIMEREMMO ENTRO 24 ORE PER LA SUA INUTILITA’ PER NON DIRE PER I DANNI CHE FA – E DELLO STESSO MINISTERO NEI RIGUARDI DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA.
OGGI FRANCESCA FRANZE’ ED IL SUO AVVOCATO CI HANNO TELEFONATO PER COMUNICARCI CHE LE E’ STATO REVOCATO IL CONTRIBUTO MENSILE SUO E DEL MARITO GIUSEPPE
GRASSO,ENTRAMBI TESTIMONI DI GIUSTIZIA SOTTO PROGRAMMA SPECIALE DI PROTEZIONE.
IL MOTIVO SAREBBE L’AVER RISPOSTO AGLI INVITI DELLA GIUSTIZIA DI ANDARE A TESTIMONIARE IN UN IMPORTANTE PROCESSO CONTRO LA NDRANGHETA E L’ESSERSI SPOSTATI DALLA LOCALITA’ PROTETTA.
I CONIUGI GRASSO-FRANZE’ AVEVANO AVVERTITO,PRIMA DI SPOSTARSI,CHI DI DOVERE.
NELLA COSIDDETTA LOCALITA’ PROTETTA – CHE TALE NON E’ PERCHE’ TUTTI SANNO CHI SONO-I DUE TESTIMONI SONO OBBLIGATI A CONVIVERE CON SOGGETTI ALQUANTO SOSPETTI.
STIAMO ASPETTANDO LA DOCUMENTAZIONE DAL LORO LEGALE PER PORTARE IL LORO PROBLEMA NELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA.

V E R G O G N A !!!!!!

Uno  Stato che non rispetta e tutela chi denuncia la mafia é uno Stato che oggettivamente favorisce la mafia.

Lettera di Gennaro Ciliberto,Testimone di Giustizia in…..”regime di protezione” (si fa per dire ).
Quel “colpo” finale sferrato dallo Stato
Come in passato continuano le sofferenze dei testimoni di giustizia,uomini e donne che hanno avuto il coraggio di denunciare le mafie.
Uomini e donne che si sono fidati dello Stato.
Ma l essersi fidati ci ha rovinato.
Dopo la denuncia inizia il vero incubo.
Un continuo attacco da parte di chi dovrebbe garantire al testimone di giustizia la vita quella serenità perduta per aver puntato il dito contro i mafiosi.
Ma quella burocrazia e quei “passa carte” si accaniranno su di te e la tua famiglia.
Pochi testimoni di giustizia possono affermare di aver trovato nello Stato ciò in cui credevano,le tante promesse resteranno tali e ogni volta che chiederai un tuo diritto ci sarà il silenzio.
Oggi posso affermare che lo Stato non vuole più testimoni di giustizia oggi questo Stato elimina i testimoni di giustizia portandoli alla fame .
E posso gridarlo a gran voce …
Non si capisce per quale motivo ad una famiglia di tre persone con una bimba in arrivo viene sospeso il contributo.
Senza alcun avviso e incuranti di come il testimone di giustizia possa vivere ,mangiare,trovandosi a 1100 km dalla sua terra.
Quella terra in cui lo stesso prima delle denuncie era un uomo ricco e felice.
Forse c é tanta cattiveria ed invidia in chi é preposto alla gestione dei testimoni di giustizia oppure c é un ordine superiore che vuol punire chi non chiede altro che l applicazione della legge.
Quella legge che sulla carta é perfetta ma che mai e poi mai viene rispettata.
Forse quei 600 mila euro rubati al scp hanno talmente inciso sul budget che qualcuno ha deciso di non erogare il contributo al testimone di giustizia.
Forse i capi stanno per attendere un gesto disperato del testimone di giustizia.
Oppure il vice ministro Bubbico vuol vedere il testimone di giustizia andare alla caritas per mangiare.
Tutto questo é ciò che tocca ai testimoni di giustizia prima o poi toccherà a tutti coloro che si sono fidati dello Stato.
La vergogna per questi uomini di potere non esiste perché i loro figli non patiranno mai le sofferenze dei ns figli,le loro mogli non avranno le lacrime delle nostre mogli che per non farci soffrire si chiudono nel  silenzio.
Vedete noi testimoni di giustizia abbiamo dignità da vendere e siamo uomini onesti non non rubiamo e per dare a mangiare i nostri figli andiamo anche a pulire i bagni o a chiedere un pacco alla caritas.
In noi c è quell orgoglio di aver denunciato le mafie …voi
..cosa avete oggi ?
Il potere …..?
Ma di certo non avete la ns dignità e la ns onestà che certamente non sono in vendita.
I ricatti lasciateli da parte …perché prima o poi sarete chiamati da un tribunale ….quello divino
  Gennaro Ciliberto
Un testimone di giustizia

Riceviamo e pubblichiamo :Quel “colpo” finale sferrato dallo Stato

Come in passato continuano le sofferenze dei testimoni di giustizia,uomini e donne che hanno avuto il coraggio di denunciare le mafie.
Uomini e donne che si sono fidati dello Stato.
Ma l essersi fidati ci ha rovinato.
Dopo la denuncia inizia il vero incubo.
Un continuo attacco da parte di chi dovrebbe garantire al testimone di giustizia la vita quella serenità perduta per aver puntato il dito contro i mafiosi.
Ma quella burocrazia e quei “passa carte” si accaniranno su di te e la tua famiglia.
Pochi testimoni di giustizia possono affermare di aver trovato nello Stato ciò in cui credevano,le tante promesse resteranno tali e ogni volta che chiederai un tuo diritto ci sarà il silenzio.
Oggi posso affermare che lo Stato non vuole più testimoni di giustizia oggi questo Stato elimina i testimoni di giustizia portandoli alla fame .
E posso gridarlo a gran voce …
Non si capisce per quale motivo ad una famiglia di tre persone con una bimba in arrivo viene sospeso il contributo.
Senza alcun avviso e incuranti di come il testimone di giustizia possa vivere ,mangiare,trovandosi a 1100 km dalla sua terra.
Quella terra in cui lo stesso prima delle denuncie era un uomo ricco e felice.
Forse c é tanta cattiveria ed invidia in chi é preposto alla gestione dei testimoni di giustizia oppure c é un ordine superiore che vuol punire chi non chiede altro che l applicazione della legge.
Quella legge che sulla carta é perfetta ma che mai e poi mai viene rispettata.
Forse quei 600 mila euro rubati al scp hanno talmente inciso sul budget che qualcuno ha deciso di non erogare il contributo al testimone di giustizia.
Forse i capi stanno per attendere un gesto disperato del testimone di giustizia.
Oppure il vice ministro Bubbico vuol vedere il testimone di giustizia andare alla caritas per mangiare.
Tutto questo é ciò che tocca ai testimoni di giustizia prima o poi toccherà a tutti coloro che si sono fidati dello Stato.
La vergogna per questi uomini di potere non esiste perché i loro figli non patiranno mai le sofferenze dei ns figli,le loro mogli non avranno le lacrime delle nostre mogli che per non farci soffrire si chiudono nel  silenzio.
Vedete noi testimoni di giustizia abbiamo dignità da vendere e siamo uomini onesti non non rubiamo e per dare a mangiare i nostri figli andiamo anche a pulire i bagni o a chiedere un pacco alla caritas.
In noi c è quell orgoglio di aver denunciato le mafie …voi
..cosa avete oggi ?
Il potere …..?
Ma di certo non avete la ns dignità e la ns onestà che certamente non sono in vendita.
I ricatti lasciateli da parte …perché prima o poi sarete chiamati da un tribunale ….quello divino
CilibertoGennaro
Un testimone di giustizia

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