Comunicati

Latina, la re-intestatazione ad Arnaldo Mussolini del parco Falcone e Borsellino

l’Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” apprende con vivo disappunto che un sito di Latina intitolato a due martiri della giustizia e della democrazia possa essere re- intestato ad Arnaldo Mussolini.

La proposta appare, infatti, priva di qualsiasi attuale giustificazione, quindi chiaramente propagandistica.

Se nulla a suo tempo imponeva di modificare la precedente intestazione, intitolando a Falcone e Borsellino, l’uno di ispirazione di sinistra, l’altro di ispirazione di destra, un diverso e distinto sito cittadino, ben a maggior ragione oggi nulla spiegherebbe questo postumo ripensamento, se non una totale indifferenza verso gli attuali intestatari.

Riteniamo che tale sia l’opinione della maggior parte dei cittadini e delle cittadine di Latina, a qualsiasi orientamento politico facciano riferimento.

Simona Ricotti

l.r.

associazione nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”.

Istruzioni per l’iscrizione all’associazione A.Caponnetto

asscaponnettocv@gmail.com  E’ L’EMAIL CUI INVIARE LE DOMANDE DI ISCRIZIONE PER COLORO  CHE VOGLIONO ISCRIVERSI PER LA PRIMA VOLTA ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.

LE DOMANDE DOVRANNO ESSERE COMPLETE DI TUTTI I DATI ANAGRAFICI,RESIDENZA,INDIRIZZI,NUMERI DI TELEFONO,NUMERO DI CODICE FISCALE,PROFESSIONE E  NON , DOVRANNO ESSERE ACCOMPAGNATE DA ALCUN VERSAMENTO CHE POTRA’ ESSERE EFFETTUATO SOLAMENTE DOPO L’ESAME  DA PARTE DEL  DIRETTIVO E  IN CASO DI EVENTUALE  COMUNICAZIONE  DI ACCETTAZIONE.

I VECCHI ISCRITTI SONO INVITATI A REGOLARIZZARE LA LORO POSIZIONE PER L’ANNO 2021 PROVVEDENDO A RIMETTERE LA QUOTA SOCIALE ANNUALE DI 30 EURO TRAMITE ESCLUSIVAMENTE BOLLETTINO POSTALE  ASL CONTO N.86015211 INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE  CAPONNETTO.

NON SARANNO ACCETTATI VERSAMENTI A MANO,

LA SEGRETERIA NAZIONALE DELL’ASS,CAPONNETTO

TEL. 3287182629

SOLIDARIETA’ AL COMANDANTE MAIELLO DI POMIGLIANO MINACCIATO DI MORTE

SOLIDARIETA’ AL COMANDANTE MAIELLO DI POMIGLIANO MINACCIATO DI MORTE

di Francesco de Notaris – vice segretario nazionale – già Senatore della Repubblica

Esiste in Italia una categoria di vigliacchi ed insieme di criminali che immagina di potere fare ciò che vuole.

A Pomigliano D’Arco in provincia di Napoli c’è il Comandante dei Vigili Urbani Luigi Maiello che è un uomo di Stato ed è un pubblico dipendente che deve fare il proprio dovere perché opera in nome del popolo italiano e deve fare rispettare le leggi. Maiello ha ricevuto anonime minacce di morte perché opera secondo la legge.

Quindi è una persona fedele ad un impegno preso e ad un mandato ricevuto.

Il Comandante riceve minacce di morte in forma anonima.

Chi minaccia si nasconde perché sa di sbagliare grandemente e non ha il coraggio di prendere iniziative assumendosene la responsabilità. Sa di sbagliare e di sbagliare due volte. E poi la minaccia di morte mostra il massimo della stupidità da parte del soggetto anonimo.

Anzitutto l’anonimo protesta, minacciando in quanto quasi certamente colpito perché ha subito una sanzione giusta per un motivo che non condivide. Avrà commesso un reato.

Poi minaccia di morte un cittadino che compie il dovere e che non ha motivo di assumere una iniziativa se non perché esecutore di ordini o perché ha assunto iniziative doverose in seguito a leggi dello Stato.

Se qualcuno incorre in sanzioni, in accertamenti ed è inquisito e poi rinviato in giudizio ed anche condannato è perché è autore di violazioni che ha compiuto.

Per tale motivo l’anonimo , anziché riconoscere di essere un border line rispetto alle leggi dello Stato o addirittura un malfattore, pretende che lo Stato di diritto chiuda un occhio e dovrebbe permettergli ciò che non è permesso ad altri.

E Lo Stato ed i rappresentanti dello Stato dovrebbero soggiacere all’arroganza di singoli o di gruppi che si ritengono ‘legibus soluti’ perché essi stessi si pongono ‘fuori’ dalla Costituzione? Pretesa folle!

E noi della Caponnetto solidarizziamo con il Comandante Maiello.

La nostra solidarietà non deve somigliare a un rito che ha momenti scontati: minaccia, sconcerto, solidarietà e tutto finisce con parole usuali pronunciate da Autorità, da Colleghi, da Associazioni e persone sensibili e, come nei Tg, voltiamo pagina. La nostra solidarietà deve educare. La solidarietà non è uno slogan.

Se la solidarietà attiva non è condivisa ed affermata dai Cittadini di Pomigliano, se non scatta una forma di dissenso visibile verso chi delinque, se non si modificano convincimenti e comportamenti addirittura la condizione di vita di una Città peggiora per tutti.

Ecco che la Caponnetto non si piega ad una liturgia che prevede solidarietà, marce, fiaccole e lenzuola. Tutto serve. Ma non basta.

Occorre essere esigenti verso i rappresentanti delle Comunità in cui avvengono tali episodi perché siano rispettosi della legalità non a parole ma sempre nella concreta attività dell’Amministrazione.

Occorre essere esigenti verso gli elettori che non possono votare i soliti personaggi propensi a fare promesse, a favorire, a preferire alcuni e a danneggiare altri, mostrando non il servizio ma il dominio e la discrezionalità del potere.

In alcuni Paesi della Campania costruzioni abusive, interi quartieri sono stati costruiti mentre gli Amministratori dormivano e non si accorgevano del movimento che accadeva intorno a loro. Ed i cittadini silenziosi ed impauriti da imprenditori che si arricchivano e vendevano appartamenti invendibili e che sono ingannatori e sono contro il popolo ed i legittimi interessi di chi ha diritto alla casa, diritto costituzionale.

L’Associazione Caponnetto si costituirà parte civile nei processi che riguardano attività tipiche della criminalità organizzata.

E la criminalità organizzata è all’origine dello sviluppo distorto, dell’usura, del lavoro nero; è contro la fruizione della scuola che educa i cittadini, è contro il lavoratore perché non vuole sicurezza nel lavoro ma precariato e instabilità.

La criminalità è contro il presente ed il futuro e anche gli affiliati sono carne da macello. I capi delle organizzazioni criminali usano gli altri per continuare ad avere un potere su di loro e per arricchirsi nei modi noti.

Luigi Maiello è un esempio anche per numerosi Colleghi e va incoraggiato non soltanto a continuare nel proprio lavoro ma va invogliato dagli Amministratori a tenere incontri nelle scuole, a partecipare ad incontri qualificati, ad essere soggetto attivo in scuole di formazione nelle quali non basta parlare ma occorre dimostrare di testimoniare.

Luigi Maiello non è un eroe. In questi tempi sembra che chi vive la normalità di un impegno debba essere additato come personalità eccezionale.

Il Comandante dei vigili di Pomigliano è una persona normale. E’ un Padre di famiglia, un lavoratore, un difensore dei diritti dei cittadini.

I miserabili sono coloro che minacciano. Speriamo che capiscano che non possono continuare a negare una umanità che pure hanno. Se non prendono coscienza anche costoro la società non migliora. E le generazioni future non devono soffrire perché i loro padri sono irresponsabili.

Dobbiamo convenire che viviamo tutti sulla stessa Terra e le conseguenze delle nostre imprese positive o negative ricadono su tutti noi.

La questione dei rifiuti insegna che le malattie ricadono su tutti.

arresto Tosini – comunicato stampa dell’associazione Caponetto

E’ ormai dato acclarato che il ciclo dei rifiuti sia un settore particolarmente delicato sia sotto l’aspetto ambientale, sia per l’interesse con cui viene guardato dalla criminalità organizzata che ormai da decenni ha compreso l’importante mole di denaro che ne può fruttare a fronte di un ampio margine di impunità rispetto ad altri settori criminali.

Ed è proprio sulla base di tali consapevolezze che ancor più grave appare quanto accaduto nel settore rifiuti della Regione Lazio con l’arresto dell’Ing. Flaminia Tosini, Dirigente della Direzione Regionale politiche ambientali e ciclo dei rifiuti e dell’imprenditore Valter Lozza.

Quello che appare dalle carte, oltre allo squallore dei personaggi, è un vero e proprio sistema, un “Meccanismo criminoso” come viene definito dal Gip. Annalisa Marzano “ben collaudato, estremamente pericoloso e pregiudizievole” per la “.. complessiva gestione degli interessi inerenti la gestione delle attività dedite allo smaltimento dei rifiuti e alla gestione delle discariche.”

Ed ancora : “L’intero dipartimento della Regione Lazio, cruciale per la salvaguardai dell’interesse ambientale del territorio laziale, a causa delle condotte illecite poste in essere dalla sua Dirigente, Tosini Flaminia,….è stato totalmente ripiegato sugli interessi privati di Lozza Valter.”

Affermazioni gravi che gettano una luce sinistra sull’intera istituzione regionale – la Tosini dirigeva ben 8 settori –, ne screditano il ruolo e minano fortemente l’autorevolezza dei provvedimenti assunti – si legge nell’ordinanza – “…in dispregio di ogni minima regola di trasparenza e imparzialità della Pubblica Amministrazione”.

È veramente inquietante pensare che questa dirigente descritta come “donna totalmente indifferente ai risvolti pericolosi delle sue illecite determinazioni” e di cui viene delineato “lo spregevole tratto affaristico” con il quale ha governato l’ambito di sua competenza, sia lo stesso funzionario pubblico chiamato a rappresentare a Marzo dello scorso anno, proprio mentre architettava la propria strategia criminosa, la delicata situazione del settore rifiuti della Regione Lazio presso la Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e dei reati ambientali connessi”. E lascia basiti, alla luce di quanto avvenuto, la superficialità con la quale si è trovata a rispondere proprio sui temi che oggi ne hanno determinato l’arresto.

Non possiamo non pensare che quanto venuto alla luce sia solo un aspetto parziale di questa malagestione della cosa pubblica e che quello scoperto sia l’unico interesse privato favorito. Per questo riteniamo doveroso che Zingaretti e la sua giunta, non potendo certo sottrarsi alle responsabilità politiche di quanto svelato dall’indagine, procedano a sottoporre ad un attenta revisione i provvedimenti assunti dalla dirigente in questione nei propri campi di competenza ed auspichiamo che la Magistratura inquirente prosegua nel lavoro di approfondimento di quanto accaduto nel settore dal 2015, anno in cui la dirigente in questione ha assunto il proprio ruolo in Regione, ad oggi.

L’Associazione Caponnetto, dal suo canto, essendo venuta in possesso di documenti di probabile interesse nel procedimento, in ottemperanza al proprio ruolo di associazione contro le illegalità e le mafie e nel rispetto dei troppi territori avvelenati e devastati da una gestione criminale delle matrici ambientali, provvederà a depositarli presso i competenti magistrati.

Roma, 23.03.2021

La Segreteria

Simona Ricotti

Ci lasciano sorridere le prese di posizione di talune forze politiche sull’operazione denominata RESET

Dopo l’ennesima operazione della DIA di Roma, in collaborazione con la Procura e le forze dell’ordine di Latina, denominata RESET, che fa seguito alle operazioni denominate DON’T TOUCH, ARPALO, ALBA PONTINA ecc, non possiamo che congratularci con la Magistratura inquirente e con le Forze dell’ ordine, con tutte le donne e gli uomini che ne fanno parte, per gli ottimi risultati ottenuti con il loro instancabile lavoro.

Il colpo assestato con l’operazione RESET risulta senza dubbio decisivo per far intravedere l’epilogo del dominio della criminalità mafiosa a Latina e nel comprensorio; ma, nella purtroppo piena consapevolezza che molto ancora c’è da fare contro la criminalità organizzata e mafiosa nel territorio pontino, ci sentiamo, anche se siamo certi non ve ne sia bisogno, di affermare che è ora che le indagini inaugurino altri filoni, come quelli delle coperture e collaborazioni date a queste organizzazioni criminali dai colletti bianchi e dalla politica…..E cioè è necessario colpire ogni forma di copertura e di riferimento che questa delinquenza ha avuto sul territorio, come peraltro evidenziato da diversi pentiti, affinché non possa più rigenerarsi.

Sono anni che l’Associazione Caponnetto denuncia all’opinione pubblica e alla Magistratura le malefatto di questo sistema di potere, anche presenziando nelle aule giudiziarie come parte civile.

Per questo ci lasciano sorridere le prese di posizione di talune forze politiche, da sempre silenti su quanto accadeva nel territorio e nel tempo molto vicine a quanti coinvolti nelle citate operazioni, che oggi esultano per l’operato delle forze dell’ordine. Ma tant’è, vogliamo auspicare che queste prese di posizione preludano ad un reale repulisti nelle proprie organizzazioni da elementi contigui alla criminalità senza la necessità di interventi giudiziari, che pur auspichiamo.

Ne gioverebbe l’intero territorio pontino, la sua economia e il suo tessuto sociale, e, non da ultimo, il concetto stesso di politica.

La Segreteria

Comunicato Stampa sui rifiuti nella terra dei fuochi

La Procura della Repubblica di Napoli Nord ha sancito la relazione causale e concausale tra la presenza di siti di rifiuti incontrollati e l’eccesso di patologie tumorali nel territorio della cosiddetta Terra dei Fuochi, riconoscendo, quindi, la fondatezza delle numerose denunce inoltrate dall’Associazione A. Caponnetto a varie Procure d’Italia circa il nesso fra i veleni interrati dalla camorra e le migliaia di morti tumorali nei territori interessati. Stiamo lavorando affinché tutte le altre Procure, a cominciare da quella di Napoli Centrale, facciano la stessa cosa. Riteniamo che non si possa assistere inerti ed indifferenti di fronte allo spettacolo doloroso che sta vedendo morire tantissime persone, a migliaia, come profetizzò il pentito di camorra Carmine Schiavone che le quantificò in 5 milioni. Ringraziamo il Procuratore Capo Dr.Greco di Napoli Nord, ricordando, commossi per tanta solerzia, la telefonata fattaci da una sua collaboratrice, disperata che non trovava la copia della nostra denuncia e l’interrogazione del senatore Lannutti che, su nostra richiesta, aveva posto il problema in sede parlamentare e governativa, chiedendo l’intervento del Governo centrale. Roba che nessun altro ha fatto. Stiamo predisponendo gli atti per chiedere ai Procuratori Generali di Campania, Lazio, Molise ed Abruzzo l’avocazione dei fascicoli delle Procure rimaste finora inerti. Stanno morendo intere popolazioni e, come ha ben chiarito il Procuratore Greco, al quale rinnoviamo la nostra stima, non ci sono più alibi, bisogna assolutamente procedere con la bonifica, il risanamento del territorio e, ovviamente, con la ricerca dei responsabili ad ogni livello. Non agire significa rendersi complici di questa carneficina.

La Segreteria Simona Ricotti

rapporto ISS

ABBIAMO VINTO LA BATTAGLIA DEL RICONOSCIMENTO DA PARTE DELLA PROCURA DI NAPOLI NORD DEL NESSO ESISTENTE FRA MALATTIE TUMORALI E RIFIUTI TOSSICI

ABBIAMO VINTO LA BATTAGLIA DEL RICONOSCIMENTO DA PARTE DELLA PROCURA DI NAPOLI NORD DEL NESSO ESISTENTE FRA MALATTIE TUMORALI E RIFIUTI TOSSICI INTERRATI DALLA CAMORRA IN TUTTA L’AREA DELLA COSIDDETTA “TERRA DEI FUOCHI ” IN CAMPANIA.

CON QUESTO RICONOSCIMENTO DECINE DI MIGLIAIA DI VITTIME CHE CI HANNO RIMESSO LA VITA PER TALE ATTO CRIMINALE ( IL PENTITO DI CAMORRA CARMINE SCHIAVONE HA DICHIARATO AI MAGISTRATI CHE CI SARANNO 5 MILIONI DI MORTI ) OTTERRANNO FINALMENTE GIUSTIZIA.

ORA QUEL RICONOSCIMENTO APRIRA’ LE PORTE PER ALTRE AZIONI CHE GIA’ STIAMO PREPARANDO IN ALTRE AREE DEL PAESE,COME NELLA STESSA CAMPANIA,NEL LAZIO,NEL MOLISE,IN ABRUZZO ECC,- DOVUNQUE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO E’ PRESENTE -PER OTTENERE LO STESSO RISULTATO.

QUALCUNO ,COME IL PROF.MUSACCHIO DELL’OSSERVATORIO MOLISANO PER LA LEGALITA’,HA AVUTO L’ONESTA’ INTELLETTUALE DI SCRIVERE CHE IL MERITO DI TALE RICONOSCIUTO VA ATTRIBUITO ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO E QUESTO E’ VERO PERCHE’ CI ABBIAMO SPESO ANNI A STENDERE DENUNCE,A VARIE PROCURE DEL LAZIO,DELLA CAMPANIA,DEL MOLISE,A CONSUMARCI NOTTATE PER FARLO,,A FARE CONVEGNI,AD INCONTRARE PERSONE DISPERATE,A TORMENTARE IL SENATORE ELIO LANNUTTI DEI 5 STELLE PER PREGARLO DI PRESENTARE VARIE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI,IL TUTTO IN UN OCEANO DI SILENZI,DI COMPLICITA’ ISTITUZIONALI ANCHE ALTE ED ANCHE A COSTO DI QUALCHE INSULTO A NOI CHE NE SIAMO STATI GLI AUTORI.

LA STESSA ONESTA’ INTELLETTUALE DEL PROF. MUSACCHIO SPINGE ME,ORA CHE DA UN PAIO DI MESI NON SONO PIU’ IL SEGRETARIO NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO E CHE NON HO MAI NUTRITO FORME DI AUTOESALTAZIONE , A RENDERE NOTO CHE SE NON CI FOSSE STATO ROMANO DE LUCA NELL’ASSOCIAZIONE,A QUESTO RISULTATO NON CI SAREMMO MAI GIUNTI.

INFATTI E’ ROMANO.UN EX POLIZIOTTO CHE OGGI E’ LA COLONNA PIU’ VALIDA E ROBUSTA DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO,CHE HA RACCOLTO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA,L’AUTORE DI TUTTO,COMPRESI GLI ESPOSTI CHE IO HO SOLO FIRMATI NELLA VESTE DI RAPPRESENTANTE LEGALE E DI SEGRETARIO NAZIONALE.

IL MERITO E’ TUTTO E SOLO SUO .

LA POLIZIA DI STATO,OLTRE A POCHE PERSONE MARCE ,PARTORISCE QUESTE PERSONE DI ALTO SPESSORE MORALE E DI ALTA FEDELTA’ AGLI INTERESSI GENERALI DEL PAESE.

GRAZIE AD ESSA E A ROMANO IN PARTICOLARE !!!!

UN GRAZIE DI TUTTO CUORE.

ELVIO DI CESARE

TERRACINA IN CHIAROSCURO.L’ALLARME DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

Comunicato Stampa

Abbiamo visto, con non poco sconcerto, la registrazione dello svolgimento del consiglio comunale di Terracina svoltosi lo scorso 25 gennaio.

Appare, infatti, estremamente grave che in una città dove si susseguono episodi criminosi, gravi atti intimidatori, dove è conclamata la presenza ingombrante degli imputati di importanti inchieste, come l’operazione DirtY Glass, i rappresentanti

delle Istituzioni, nell’ambito del Consiglio Comunale, massima assise cittadina per eccellenza, piuttosto che fornire risposte a chi pone domande e tranquillizzare la popolazione circa il proprio impegno a tutela della legalità, visti anche i recenti sequestri, incentrino le proprie energie a fornire dati sensibili di chi alcune operazioni attualmente oggetto di inchiesta ha denunciato, quasi a dar il senso che si sia attuato una qualche forma di dossieraggio nei loro confronti.

Altrettanto grave, e francamente inquietante, ci è parso il sollevare sospetti di illegittimità e anomalie, minacciandone la verifica della correttezza, come se il dovere di verifica del rispetto delle norme, precipuo compito di chi amministra la cosa pubblica, si possa utilizzare come strumento di pressione o, peggio ancora di intimidazione, piuttosto che come adempimento del proprio ruolo istituzionale.

Parimenti da stigmatizzare ci è parso il comportamento dell’intero Consiglio Comunale dove, nessuno, negli scarsi interventi, si è sentito in dovere di condannare l’atteggiamento minatorio del Vice Sindaco né, tantomeno, ha ritenuto di dover approfondire nel merito le ombre speculative che sempre più cupe incombono su un’area di pregio della città, posta a soli 50 metri lineari dalla battigia, o di chiarire in onore alla trasparenza che appare doverosa in questa fase in cui è stata accertata la presenza nel tessuto sociale e produttivo locale della malavita organizzata, chi si muova dietro lo strano gioco di

scatole cinesi nella composizione societaria degli investitori e quale tracciabilità abbiano i fondi che verranno investiti.

Riteniamo non siano queste le modalità per stimolare la crescita dei doverosi anticorpi che un tessuto sociale sano dovrebbe avere come reazione al reiterarsi di episodi criminali, né tantomeno che con questo atteggiamento si possa riuscire a diradare quel velo di sospetto, spesso, purtroppo, fondato, come i fatti attestano, che ormai avvolge ogni singola operazione economica sul territorio, foss’anche l’apertura di una nuova attività commerciale.

In tale contesto, davanti ad atteggiamenti che ricordano modalità molto diverse da quelle che dovrebbe avere un ente pubblico, che hanno avuto quale unico effetto quello di farci alzare il livello di guardia, vogliamo esprimere la nostra piena

solidarietà a quanti, forze ambientaliste, politiche e singoli/e cittadini/e, sono stati oggetto di tali inaccettabili condotte, spronandoli a rimanere vigili e ringraziandoli

per la loro pratica di cittadinanza attiva, che dovrebbe essere di esempio all’intera collettività.

La Segreteria Nazionale

SOLIDARIETA’ DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO ALLA POLIZIA DI STATO DOPO L’INCENDIO A TERRACINA ( LATINA ) DI UNA MACCHINA CONFISCATA E  IN SUO USO.

SOLIDARIETA’ DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO ALLA POLIZIA DI STATO DOPO L’INCENDIO A TERRACINA ( LATINA ) DI UNA MACCHINA CONFISCATA E  IN SUO USO.

IN PROVINCIA DI LATINA NON SI INDAGA CONTRO LA MAFIA

‘”IN PROVINCIA DI LATINA NON SI INDAGA CONTRO LA MAFIA “.L’ASSUNTO E’ STATO SMENTITO STANOTTE CON LA BRILLANTE OPERAZIONE DEI CARABINIERI COORDINATI DALLA DDA DI ROMA CON LA CATTURA DI 19 SOGGETTI FRA CASTELFORTE, SS.COSMA E DAMIANO E COMUNI LIMITROFI,TUTTI NEL SUD PONTINO NEL BASSO LAZIO ED A CONFINE CON LA CAMPANIA.

LE ACCUSE RIVOLTE. AI 19 SONO – A DIVERSO TITOLO – DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE DI TIPO MAFIOSO.ASSOCIAZIONE FINALIZZATA ALLO SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, DETENZIONE ILLEGALE DI ARMI COMUNI DA SPARO,ESTORSIONE,RAPINA ,DANNEGGIAMENTO ED INCENDIO,TUTTI DELITTI AGGRAVATI DAL METODO MAFIOSO. 

UN’OPERAZIONE DI TUTTO RISPETTO CHE ROMPE IL MURO DELLA PRESENZA MAFIOSA NELL’AREA PONTINA E CHE SFATA IL MITO DELL’IMPUNIBILITA’ DEI REATI ASSOCIATIVI IN PROVINCIA DI LATINA.

UN’ OPERAZIONE CHE PERALTRO APRE ALLA SPERANZA CHE DA UN MOMENTO ALL’ALTRO, OLTRE AI GRUPPI ARMATI DELLA MAFIA, SI PASSI ANCHE A QUELLI DEI COSIDDETTI “COLLETTI BIANCHI “,POLITICI E PROFESSIONISTI CORROTTI,CHE HANNO INONDATO LA PROVINCIA DI LATINA A VARIO TITOLO DI MONTAGNE DI SOLDI DI DUBBIA PROVENIENZA.

L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO NON PUO’ NON ESSERE FELICE PER TALE OPERAZIONE E SOPRATTUTTO PER QUANTO ESSA RAPPRESENTA E SIGNIFICA COME PROPEDEUTICA A BEN ALTRE ANCORA PIU’ IMPORTANTI ED INCISIVE AI LIVELLI PIU’ ALTI.

ESSA PERTANTO ESPRIME IL SUO PLAUSO E LA SUA GRATITUDINE AL PROCURATORE PRESTIPINO E A TUTTA LA DDA DI ROMA CHE l’HA COORDINATA ED ALL’ARMA DEI CARABINIERI CHE L’HA CONDOTTA. 

COMPLIMENTI E GRAZIE.

LA SEGRETERIA NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

CONSIDERAZIONI DELL’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA A. CAPONNETTO DOPO 8 ANNI DI ATTIVITA’ DI LOTTA ALLE INFILTRAZIONI MALAVITOSE NELLA REGIONE MOLISE

CONSIDERAZIONI DELL’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA A. CAPONNETTO DOPO 8 ANNI DI ATTIVITA’ DI LOTTA ALLE INFILTRAZIONI MALAVITOSE NELLA REGIONE MOLISE

L’Associazione Antimafia A. Caponnetto diventa operativa nella Regione Molise dal 2012, l’intento era quello di aiutare con il nostro operato le istituzioni nella lotta alle infiltrazioni malavitose che oramai anche in questa regione hanno allungato i loro tentacoli. Certamente, ed è sotto gli occhi di tutti, abbiamo fatto una grande attività di denunzia con grande sacrificio anche economico degli iscritti, attività, che ha portato la stampa a parlare di questo grave fenomeno riconoscendoci anche dei meriti. Il nostro intervento è stato a 360 gradi,  facendo da portavoce per le situazioni di illegalità di cui venivamo a conoscenza girando sui territori. Invero, ci siamo accorti subito che anche nella Regione Molise si evidenziavano carenza nel sistema di contrasto alle infiltrazioni malavitose così come messo in atto dalle Forze dell’Ordine e il nostro intervento è stato indirizzato, anche con critiche, al fine di spronarle ad adeguarsi agli standard di altre regioni. Certamente visto le piccole dimensioni territoriali del Molise e visto il numero degli operatori della sicurezza presenti, nulla dovrebbe passare inosservato. Purtroppo dobbiamo registrare che da qualche anno si susseguono incursioni in questo territorio di Reparti speciali Ros, Gigo, Squadre Mobili, Dia, coordinate da DDA di altre Regioni, per confische e sequestri di beni appartenenti a soggetti malavitosi infiltrati sul territorio. Ciò, sta a significare che oramai questa realtà non è più un’isola felice, come veniva definita anni fa, ciò dovrebbe indurre chi ha la responsabilità della sicurezza pubblica e la stessa Magistratura ad allungare la vista verso orizzonti diversi dagli accadimenti locali, indirizzando lo sguardo contro forme di illegalità sofisticate soprattutto nel campo finanziario  che sfociano nel riciclaggio, intestazione fittizia di beni, traffico illecito di rifiuti (come successo l’altro giorno a Venafro con sequestro di beni da parte della DDA di Firenze). Pertanto esortiamo la Magistratura e Forze dell’Ordine a rivolgere l’attenzione verso questi obbiettivi con assidue indagini patrimoniali e contrasto soprattutto al traffico illecito di rifiuti che su questo territorio da quanto abbiamo evidenziato nelle nostre denunzie, vede la presenza di soggetti gravati da precedenti di mafia dediti a tale traffico. E non ad impegnare il proprio tempo per estrometterci da qualche processo come capitatoci da parte di qualche Pm, non siamo noi i nemici.

 

Il Responsabile Associazione A. Caponnetto per il Molise

Romano De Luca

 

Nota di protesta inviata per il trattamento riservato ai testimoni di giusta

LA SEGRETARIA NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO SIMONA RICOTTI – CON UNA NOTA INVIATA POCHI ISTANTI FA VIA PEC AL CAPO DELLO STATO, AL MINISTRO DELL’INTERNO ED AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA – HA CONDANNATO DURAMENTE IL TRATTAMENTO RISERVATO DAL SERVIZIO CENTRALE PROTEZIONE DEL MINISTERO DELL’INTERNO AI TESTIMONI DI GIUSTIZIA.

OVE TALE TRATTAMENTO NON DOVESSE CAMBIARE, L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO DARA’ VITA AD ULTERIORI E PIU’ FORTI AZIONI DI PROTESTA IN PUBBLICO.

ASS. A.CAPONNETTO

1055611900

Assemblea degli iscritti

Associazione nazionale di lotta alle illegalità e alle mafie

 “A.  Caponnetto” O.D.V.

Via Germanico, 197  – 00192 ROMA

Codice fiscale 91 079 510 599

info@comitato-antimafia-lt.org

Assemblea degli iscritti

I Sigg. Soci della ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI LOTTA ALLE ILLEGALITA’ E ALLE MAFIE “A. CAPONNETTO” ODV, sono invitati a partecipare alla Assemblea ordinaria degli iscritti, che si terrà in videoconferenza, sabato 28 novembre, in prima convocazione, con inizio alle ore 06,00 e, in seconda convocazione, domenica 29 novembre con inizio alle ore 9,30

ORDINE DEL GIORNO

1.    Presentazione e approvazione Bilancio consuntivo al 31/12/2019;

2.    Dimissioni Consiglio Direttivo;

3.    Elezione nuovo Consiglio Direttivo;

4.    Proposte iniziative per anno 2021;

5.    Varie ed eventuali.

Si ricorda che possono partecipare all’Assemblea i Soci in regola con il versamento della quota associativa anno 2020.

Roma, lì 24 novembre 2020

Il Segretario nazionale

Dott. Elvio Di Cesare

Per partecipare alla videoconferenza è necessario collegarsi con il proprio computer, tablet, i-phone o telefono cellulare ai seguenti indirizzi:

Non modificare questa sezione della descrizione. Questo evento include una videochiamata. Partecipa: https://meet.google.com/isc-yxxh-rfq (IT) +39 02 3046 1990 PIN: 980285025# Visualizza altri numeri di telefono: https://tel.meet/isc-yxxh-rfq?pin=4670019998852&hs=7 Visualizza il tuo evento in https://calendar.google.com/calendar/event?action=VIEW&eid=NHVwNDdqaHJmaXBwcmVoMXNrY2ViZTNuaG8gYnJmaW9yZUBt&tok=MzAjaW5mb0Bjb21pdGF0by1hbnRpbWFmaWEtbHQub3JnZDlkNjM0NGZjN2U5OGJhOWE5NzNhMDgyNGNkYTc4NWVhNjE2ZmRkNQ&ctz=Europe%2FRome&hl=it&es=1. 

COMUNICATO PER L’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

COMUNICATO PER L’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

Si informano i Soci che l’*Assemblea dell’Associazione “A. Caponnetto”*, *convocata per Domenica 29 novembre, con inizio alle ore 9,30, considerata l’emergenza sanitaria, * *_si terrà esclusivamente in videoconferenza._* I Soci, che risultano regolarmente iscritti, per poter ricevere il link di accesso devono comunicare, entro il 27 novembre, il proprio *indirizzo e-mail o il proprio numero di telefono cellulare* al seguente indirizzo: *brfiore@gmail.com*. Cordiali saluti. Il Segretario Dott. Elvio Di Cesare

 

 

Convocazione dell’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

COMUNICATO

L’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CONVOCATA PER DOMENICA 29 NOVEMBRE P.V. ALLE ORE 8 IN PRIMA CONVOCAZIONE ED ALLE 9,30 IN SECONDA, SI SVOLGERA’,  STANTE LA PANDEMIA IN ATTO, IN VIDEO.

APPENA PRONTO IL LINK CUI COLLEGARSI, LINK AL QUALE STANNO LAVORANDO I TECNICI,SARA’ RESO NOTO.

ASS.CAPONNETTO.

CAMORRA AD ARZANO

Il 21 febbraio scorso si è tenuto, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Palazzo Serra di Cassano, con l’organizzazione dell’Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” un importante convegno avente come tema: “Giornalisti in terra di camorra– Dall’omicidio di Giancarlo Siani ad oggi – Quali misure per proteggere la libertà di stampa da interferenze, minacce e intimidazioni “.

Nell’occasione, alla presenza di Autorità di rilievo, sono state raccolte le testimonianze dei giornalisti minacciati e tra queste quelle del giornalista Mimmo Rubio che hanno destato maggiore interesse in quanto rappresentative dell’atroce realtà nella quale vivono i cronisti in terra di camorra, soprattutto in quei contesti ove settori della politica risultano condizionati dalla criminalità organizzata.

Mimmo Rubio è un giornalista che unitamente al suo collega Giuseppe Bianco, svolge la professione con serietà, imparzialità e soprattutto con coraggio. Con molti dei suoi articoli, Rubio ha denunciato l’invasività dei clan camorristici di Scampia sul territorio di Arzano e soprattutto episodi di infiltrazione di esponenti della criminalità organizzata in quella amministrazione comunale di Arzano, poi sciolta per infiltrazione mafiose dal Capo dello Stato con D.P.R. 23.2.2019 e contestuale insediamento di una Commissione governativa che è stata prorogata nelle funzioni con D.P.R. 01.10.2020 per ulteriori mesi sei a causa del permanere di fattori esterni potenzialmente idonei alla reiterazione di episodi affaristici-mafiosi nella realtà comunale. 

Purtroppo, Mimmo per questa suo contributo a disvelare sulla stampa tali inquietanti episodi e per la sua vicinanza alle Istituzioni è stato oggetto di minacce che hanno reso necessaria l’applicazione di misure di tutela. Per l’impegno profuso nella ricerca della verità sui fatti accaduti nell’amministrazione comunale sciolta per mafia, Rubio è stato oggetto di episodi che sembrano avere natura intimidatoria, tra questi si cita la querela presentata dell’ex sindaco, definita allo stato con sentenza n. 9667/2019 del 17.2.2020 emessa dal Tribunale di Napoli Nord con la quale gli articoli di stampa di Mimmo Rubio sono stati dichiarati pienamente legittimi.

Gli episodi più gravi, a danno di Mimmo Rubio, si sono visti la settimana scorsa, allorquando all’indomani dell’adozione delle misure anti covid da parte della Commissione governativa che amministrati il Comune di Arzano sciolto per mafia, Mimmo Rubio è stato affrontato e intimidito da un noto pregiudicato locale, tale Sergio Martino sorvegliato speciale (nell’occasione è dovuta intervenire in sua difesa la Giornalista Marilena Natale presente sul posto) e poi successivamente lo stesso Rubio è stato destinatario di animate proteste, per le misure anti covid messe in campo dalla Commissione Straordinaria, nonché di gravi minacce da parte di un gruppo di persone a volto coperto. Diversi video attinti dalla rete dei social ritraggono tra i facinorosi che protestano contro le misure anti covid di Arzano e contro Rubio persone ritenute vicino alla disciolta amministrazione comunale e tra gli altri anche tale Gennaro Moscato, proprietario del bar chiuso dall’Autorità locale per gravi irregolarità, nei cui locali si svolgevano i festeggiamenti elettorali con la partecipazione di Rosario Errichiello, già consigliere di maggioranza dell’amministrazione sciolta per condizionamento mafioso. Le inchieste di Mimmo Rubio hanno, tra l’altro, fornito un significativo contributo di spunto investigativo ai fini dell’adozione delle misure antimafia adottate dallo Stato per riportare la legalità ad Arzano.

I recenti episodi inscenati ad Arzano da frange della criminalità hanno dimostrato come le misure di contrasto al diffondersi del Covid, con le conseguenti necessarie limitazioni di mobilità personale, siano strumentalmente utilizzate contro le Istituzioni per finalità deviate rispetto all’interesse pubblico. Ne è la riprova quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato scorso a Napoli. I Videi diffusi sui social mostrano gruppi di soggetti con il volto coperto che incendiano cassonetti e aggradiscono le Forze di Polizia. L’arresto, nell’occasione, di due spacciatori di stupefacenti presenti tra i facinorosi, fa ritenere fondato ancora una volta il sospetto che la criminalità utilizzi queste iniziative per difendere i propri interessi criminali.

Un vivo ringraziamento viene rivolto alla Tenenza dei Carabinieri di Arzano che ha dimostrato anche nella difficile realtà Arzano, una elevatissima professionalità ed imparzialità e per questo motivo riteniamo sia stata oggetto, con riferimento ad operatori di grandi capacità investigative di quel presidio di legalità, di strumentali e fallaci critiche da parte di soggetti che hanno sostenuto l’amministrazione comunale sciolta per condizionamento camorristico.

Roma, 25.10..2020

Associazione Antimafia Caponnetto

contatti: 347 0515527 – 3381824523 – https://www.comitato-antimafia-lt.org

DOPO LE MINACCE DI MORTE AI DANNI DEL GIORNALISTA MIMMO RUBIO AD ARZANO URGE LA PROTEZIONE DA PARTE DELLO STATO.INTERVENTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

DOPO LE MINACCE DI MORTE AI DANNI DEL GIORNALISTA MIMMO RUBIO AD ARZANO URGE LA PROTEZIONE DA PARTE DELLO STATO.INTERVENTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

Roma 19.10.2020

Signor Prefetto

NAPOLI

Signor Procuratore Capo della Repubblica

NAPOLI

Gentili Signor Prefetto e Signor Procuratore Capo,

dopo le minacce di morte pronunciate l’altra giorno ad Arzano da pericolosi pregiudicati nei riguardi dei giornalisti Mimmo Rubio e Marilena Natale,vi comunichiamo che in data odierna alcuni motociclisti si sono presentati con chiaro intento intimidatorio sotto l’abitazione del primo..

Riteniamo che non ci sia bisogno di illustrare alle SS.LL. la pericolosità dello stato di sicurezza esistente in quel territorio gravato da una presenza inquietante della camorra.

Ciò ci induce a nutrire un forte sospetto che quei delinquenti vogliano far seguito alle minacce con atti di violenza ai danni di Mimmo Rubio e dei suoi familiari..

E’ evidente,pertanto,l’urgente necessità di predisporre in loro favore un adeguato servizio di protezione a garanzia della loro sicurezza.

Con i più distinti saluti

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Dr.Elvio Di Cesare

La nostra solidarietà a Valeria, che e’ uno dei testimoni di giustizia  piu’ dignitosi  e seri che  noi abbiamo avuto l’onore di conoscere

A VALERIA – CHE E’ UNO DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA  PIU’ DIGNITOSI  E SERI CHE  NOI ABBIAMO AVUTO L’ONORE DI CONOSCERE – ESPRIMIAMO LA SOLIDARIETA’  AFFETTUOSA DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO,SOLIDARIETA’ ALLA QUALE SI AGGIUNGE  L’INVITO AL  MINISTRO LAMORGESE E AL V.MINISTRO CRIMI DELL’INTERNO A DISPORRE IMMEDIATAMENTE TUTTE QUELLE MISURE  DI PROTEZIONE  A LEI ED AI SUOI CARI NECESSARIE PER ASSICURARE LORO UNA VITA SERENA.SEGUIREMO LA QUESTIONE CON PARTICOLARE ATTENZIONE.-

 

Quattro croci davanti casa: la mafia minaccia ancora Valeria Grasso

Da Redazione – 26 Settembre 2020

Quattro croci disegnate con il pennarello nero su un muro. L’incubo che ritorna. E la paura, o peggio la consapevolezza, di essere stati lasciati soli.

Io non chiedo nulla”, dice all’AGI Valeria Grasso, testimone di giustizia costretta a lungo ad una vita da ‘fantasma’: “Mi aspetto solo protezione. Per me e per i miei figli”.
Sei anni fa la ribellione a chi voleva imporle il “pizzo” e la testimonianza che avrebbe portato in carcere esponenti di spicco del clan Madonia; due settimane fa le nuove inquietanti minacce di morte. Portate stavolta fino quasi alla soglia della sua casa romana.

Il secondo ‘avvertimento’

Ero tornata tardi, poco prima di mezzanotte. Tutto tranquillo – racconta l’imprenditrice palermitana – Ma la mattina dopo, appena aperta la porta d’ingresso, sul muro di fronte – il mio appartamento è l’ultimo del terzo piano di un palazzo – ho visto le croci, una più grande in mezzo e le altre tre più piccole sotto. Quattro in tutto e per tutto identiche a quelle che mi fecero trovare sulla vetrata della mia palestra a Palermo: per me e per i miei tre figli”.

Ho subito chiamato il mio capo tutela, che è salito di corsa: non posso dimenticare la sua faccia perplessa, il suo ‘eh no’ detto scuotendo la testa, ‘è proprio una brutta cosa’. Nel giro di pochi minuti il ballatoio si è riempito di carabinieri, tutti visibilmente preoccupati. Ma da quando ho formalizzato la denuncia in caserma, non ho saputo più niente, e non ho visto crescere il livello della mia tutela (il quarto, quello che dà diritto ad un’auto non blindata e ad un solo agente, ndr). Nonostante qualcuno sia arrivato indisturbato davanti alla mia porta di casa. E nonostante non sia il primo ‘avvertimento’ che ricevo qui a Roma”.
“L’anno scorso, più o meno nello stesso periodo – racconta infatti Grasso – mi fecero trovare un sacchetto appeso al ramo di un albero con dentro un piccione morto. L’albero si trova fuori al ristorante del mio compagno. E sta accanto al tavolo dove di solito siedo quando mangio lì. I carabinieri anche allora mi spiegarono che nel linguaggio della mafia si tratta di una chiara minaccia di morte. Ma anche allora non cambio’ niente”.

Sarebbe cambiato, in effetti, ma in peggio, solo qualche mese più tardi. In novembre. Quando la tutela da un giorno all’altro le venne addirittura revocata. Alla vigilia della Giornata contro la violenza sulle donne e poche settimane dopo essere stata tra i premiati della quinta edizione di ‘Women for Women against violence’”.

Un’anomalia sanata nel giro di pochi giorni, con ‘la rimodulazione del dispositivo di tutela da assicurarsi su tutto il territorio nazionale’, ma l’amarezza per lei – che si sente ‘donna dello Stato’ e non vittima di Cosa nostra – fu tanta. E mai completamente smaltita. Come dimostra il ‘grazie’ al ministro Lamorgese, al prefetto, all’Arma, capaci di accogliere tempestivamente il suo appello, e la denuncia dell’”assordante silenzio della politica”.

(AGI)

Fonte:https://www.laspia.it/

 

A CAUSA DI ANOMALIE SULLA RETE INTERNET NON RIUSCIAMO DA ALCUNI GIORNI A POSTARE NOTIZIE SULLE NOSTRE PAGINE FACEBOOK

A CAUSA DI ANOMALIE SULLA RETE INTERNET GESTITA DA VODAFONE NON RIUSCIAMO DA ALCUNI GIORNI A POSTARE NOTIZIE SULLE PAGINE FACEBOOK DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.NELL’ESPRIMERE IL NOSTRO RAMMARICO CI SCUSIAMO CON CHI CI SEGUE

LA SEGRETERIA NAZIONALE ASS.CAPONNETTO

L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO SI E’ COSTITUITA A LATINA PARTE CIVILE NEL PROCESSO DI SILVIO CETRONE

OGGI, MARTEDI’ 15 SETTEMBRE, L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO, TRAMITE L’AVVOCATO LICIA D’AMICO DEL SUO STUDIO LEGALE, SI E’ COSTITUITA A LATINA PARTE CIVILE NEL PROCESSO DI SILVIO CETRONE.

Archivi