Lettere

SERVIZIO CENTRALE DI PROTEZIONE O DI SPROTEZIONE ??????

SERVIZIO CENTRALE DI PROTEZIONE O DI SPROTEZIONE ??????

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO ESTERNANDO  TUTTI I SENTIMENTI DI RABBIA E DI ORRORE PER COME VENGONO TRATTATI COLORO CHE DENUNCIANO E FANNO ARRESTARE I MAFIOSI ED I LADRI IN ITALIA,I TESTIMONI DI GIUSTIZIA. VERGOGNA .

Giuseppe Francesca Grasso

Vibo Valentia

06/01/18, 00:07

Inviato da GiuseppeFrancesca 6 Gennaio

2018

CARISSIMO DOTTORE ELVIO DI CESARE MI CHIAMO FRANZE’ FRANCESCA SONO TESTIMONE DI GIUSTIZIA SIN DAL LONTANO 2005. HO AVUTO SEMPRE LA PIENA ATTENDIBILITA’, SIA IO CHE MIO MARITO ANCH’EGLI TESTIMONE TESTIMONE DI GIUSTIZIA, DA PARTE DELLA MAGISTRATURA. CI SIAMO RECATI NELLE AULE DEI TRIBUNALI A TESTIMONIARE SENZA CURARMI CHE NON CI VENIVA DATA UNA SCORTA MA DOVEVAMO FARE IL NOSTRO DOVERE DA CITTADINI E DA STATO. SEMPRE PRONTI QUANDO VENIVAMO E VENIAMO CHIAMATI DALLA MAGISTRATURA. ABBIAMO PASSATO E STIAMO PASSANDO INSIEME ALLA MIA FAMIGLIA L INFERNO. GIA’ AL SERVIZIO DI PROTEZIONE NON BASTA AVERMI FATTO AGGRAVARE NEL MIO STATUS DI SALUTE, ANZI SONO RIMASTI DELUSI NEL SAPERE CHE ERO VIVA. CI HANNO TENUTI PER PIU’ DI UN MESE IN UN GRANAIO TANTO DA FARMI ANDARE IN OSPEDALE. HANNO COSTRETTO MIA FIGLIA A RITIRARSI DAGLI STUDI,CI IMPEDISCONO DI ANDARE AI PROCESSI, NON RIMBORSANO LE FATTURE PER VISITE MEDICHE. MA IO MI CHIEDO LA MAGISTRATURA STA INDAGANDO?STASERA ALLE 21 30 CI VENIVA COMUNICATO TELEFONICAMENTE CHE LA G DI CATANZARO, SEMPRE TELEFONICAMENTE, AVEVA RISPOSTO AD UNA NOSTRA RICHIESTA PER ALTRO LEGATA A PROBLEMI CHE IL SERVIZIO CENTRALE HA PROVOCATO. IO NON SO SE QUELLO RIFERITOMI DAL SERVIZIO SIA VERO PERCHE’ SAREBBE MOLTO GRAVE. NOI TESTIMONI METTIAMO LA NOSTRA VITA IN MANO AI MAGISTRATI E LORO HANNO IL DOVERE ALMENO DI ASCOLTARE IL NOSTRO GRIDO D AIUTO PERCHE’ QUANDO SUCCEDERA’ L’ IRREPARABILE CREDO CHE LA COSCIENZA DI CHI SA E NON HA VOLUTO SENTIRE, NE LEGGERE, NE ASCOLTARE, NON POTRA’ FAR FINTA DI NULLA. IO HO PORTATO DOCUMENTI COMPROVANTI LE ANGHERIE CHE IL SERVIZIO DI PROTEZIONE APPLICA A NOI TESTIMONI NON CURANDOSI NEMMENO DI ROVINARE LA VITA AD UN INTERA FAMIGLIA FIGLI COMPRESI. IL SERVIZIO DI PROTEZIONE E BUONO SOLO PER I PENTITI VISTO CHE IN QUELLA SCATOLA CINESE LAVORANO PERSONE PEGGIO DI LORO. IL PENTITO UCCIDE CON LA PISTOLA IL SERVIZIO TI FA MORIRE PIANO PIANO. SI INTENDE CHE QUESTO NON E IL SOLITO SFOGO MA UNA DENUNCIA PUBBLICA VISTO CHE QUELLE FATTE DAVANTI A ORGANI DI PG ANCORA DAL CASSETTO NON SI SONO MOSSE E CREDO NON SI MUOVERANNO CI SONO GROSSI INTERESSI DI MEZZO, GIA’! MA VORREI PURE CHE MI SPIEGASSERO COME MAI I COLLABORATORI PENTITI CHE SIANO VENGONO CAPITALIZZATI ANCORA PRIMA CHE EFFETTIVAMENTE HANNO DECISO VERAMENTE DI ”CAMBIARE VITA” E IO E MIO MARITO ANCHE AVENDO TUTTI I PARERI FAVOREVOLI NON CI CAPITALIZZANO! ALMENO SI FINISCE QUESTO CALVARIO! ALLA NOSTRA DOMANDA CI VIENE RISPOSTO CHE NOI ANCORA GLI SERVIAMO, MA A CHI ? NOI SIAMO PERSONE, NON CARNE DA MACELLO! IL MIO AMARO GRIDO CHE DOPO QUATTORDICI ANNI DI CALVARIO NON E’ STATO MAI PUNITO VERAMENTE CHI COMANDA IL MASSACRO CONTRO NOI TESTIMONI E NON E’ AFFATTO VERO CHE NON CI SONO PROVE PER CUI LA MAGISTRATURA NON POSSA INTERVENIRE. COLPIRE SEMPRE I SOLITI MAFIOSI CONOSCIUTI DA TUTTI NON PORTA A NULLA SI DEVE PRIMA COLPIRE I CAPI VERI CHE STANNO DIETRO LE QUINTE. IO E LA MIA FAMIGLIA NON PERMETTIAMO A NESSUNO DI USARE PRESSIONI PER ABBASSARCI A CERTI LIVELLI. IO E MIO MARITO POSSIAMO STARE A TESTA ALTA. E RINNOVIAMO LA NOSTRA RICHIESTA DI FUORIUSCITA DA QUESTO SERVIZIO DI PROTEZIONE CHE NON E’ ALTRO CHE LA CONTINUAZIONE DEGLI ABUSI SUBITI DALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA.

LA SOTTOSCRITTA FRANZE’ FRANCESCA AUTORIZZA IL DOTTORE ELVIO DI CESARE A PUBBLICARE LA MIA DENUNCIA PUBBLICA PRECISANDO CHE IN QUALSIASI MOMENTO LA MAGISTRATURA VORRA’ DELLE DELUCIDAZIONI SONO A COMPLETA  DISPOSIZIONE FRANZE’ FRANCESCA

NOTE PER L’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

Due, anzi tre,  sono state le  mie preoccupazioni appena fondata ,16 anni fa,l’Associazione Caponnetto :

-la prima è quella di preservarla da ogni tentativo dei partiti di  soggiogarla  ai propri interessi  privandola di ogni autonomia. In questo quadro feci in modo di far sancire il principio di non chiedere né accettare qualunque  aiuto di natura economica  o di   gestione di beni da parte di chicchessia, pubblico o privato, e di basare tutta l’azione  su tre elementi fondamentali: INDAGINE, DENUNCIA, PROPOSTA ;

-la seconda è quella di  creare una rete di rapporti con le forze politiche disponibili  e coerenti con  i nostri principi, in modo da  ottenere , in caso di bisogno e pur nel rispetto dell’autonomia di ognuno, tutti gli aiuti possibili nelle sedi parlamentari ed istituzionali;

-la terza è quella di individuare  e selezionare negli ambiti  giudiziari ed investigativi i soggetti affidabili e quelli non affidabili rispetto ai fini che noi perseguiamo in difesa dello Stato di diritto   e della legalità.

Tre compiti delicati e complessi ,considerato l’altissimo grado di corruzione morale, intellettuale e materiale esistente in Italia, che richiedono acume ,onestà, forti motivazioni ideali ed una profonda conoscenza di gente e territori.

Ci siamo trovati subito  di fronte ad una serie infinita di defaiances di persone che aderivano all’Associazione Caponnetto con il proposito di perseguire interessi diversi o di natura personalistica ed affaristica o di carriera.

Abbiamo poi avuto pesanti infiltrazioni di persone sospettate di appartenere ad ambienti camorristici e mafiosi, per non parlare di destabilizzatori impegnati a demolire quello che mano mano noi andavamo costruendo  sul piano dei rapporti con la forze politiche che ci facevano e ci fanno da supporto nelle nostre attività di denuncia e di proposta.

In occasione della nostra richiesta di trasferire dalle Prefetture alle DDA, stante l’inefficienza della maggior parte delle prime, le competenze in materia di prevenzione antimafia, noi ci siamo rivolti a tutte le forze politiche, da destra a sinistra, ma a risponderci e a riceverci in Parlamento è stato solo il gruppo parlamentare del M5 S, come pure per quanto riguarda la nostra richiesta di interrogazioni, mozioni, proposte, interventi ,sono stati solamente  Giovanni Russo Spena di Rifondazione e Giarrusso, D’Uva, Lannutti  ed altri del M5S.

Eppure  chi scrive aveva  mostrato inizialmente  un’apertura di credito anche nei riguardi del PD partecipando e facendo da relatore anche a qualche Festa dell’Unità nella Capitale.

Da destra nemmeno a parlarne perché sin dall’inizio abbiamo sempre  subito attacchi vergognosi.

Questa è  la realtà.

Abbiamo dovuto difendere l’Associazione da nemici interni ed  esterni per  mantenerne l’integrità morale e l’osservanza rigorosa dei  fini  per i quali siamo nati:la lotta dura  alle mafie e la difesa dello Stato di diritto.

Chi scrive ha combattuto una vita per la democrazia e la giustizia, pagando peraltro prezzi alti e tutto con le proprie  tasche  e suo padre ha versato il suo sangue per gli stessi fini.

Consentitemi questo richiamo personale nel momento in cui sto per cedere il passo ad altri amici perché serva da monito e da coordinata a tutti gli altri.

Così è nata l’Associazione Caponnetto e così deve continuare.

La mafia non è quella che ci viene rappresentata,quella delle coppole e degli incolti.

La mafia vera è nel Palazzo,costituita da professionisti,imprenditori,politici,banchieri e gente che conta.

Spesso anche da magistrati e da rappresentanti delle forze dell’ordine e dello Stato.

Per combatterla seriamente c’è bisogno di persone motivate, coraggiose, informate e che non coltivino interessi personali o di gruppi.

Persone che  hanno il senso della comunità e dello Stato, disposte anche a sacrifici e rinunce personali.

Ad esse il mio abbraccio affettuoso.

Elvio Di Cesare

LETTERA DI UN TESTIMONE DI GIUSTIZIA

Al Presidente Commissione Antimafia

Sen. Morra

Al On. Aiello

Presidente comitato tdg e cdg

Al Presidente Commissione centrale ex art.10

Sen. Crimi

Alla Ministra dell’Interno

S.E Prefetto Luciana Lamorgese

Al Ministro della Difesa

On Guerini

 

 

Località 17/11/2020

 

Ill.mo Presidente Morra in questa nazione dove un testimone di giustizia vede ledere ogni proprio diritto, dove siamo numeri in pratiche che restano tra Via dell’arte e Piazza del Viminale, dove nonostante io le chieda aiuto e le scrivo nessuna risposta giunge.

Ill.mo Presidente Sen. Morra cortesemente segni pure quest’altra, circa un mese fa mi veniva notificato dai c c tutela in località protetta una notifica che mi vede citato testimone nel processo contro esponenti della criminalità Pugliese, già detenuti per associazione mafiosa e omicidi, a tal proposito Presidente Sen. Morra nel seguirLa sulle pagine dei social proprio ieri Lei pubblicava un post sugli arresti della mafia foggiana.

Ma adesso entro nello specifico, nonostante la notifica da un mese il giorno 19 c.m dovro’ essere in Tribunale a Bari a testimoniare e in che modo ci arriveremo a Bari, in aereo ? NO, in treno ? No ….troppo facile e sicuro ci andremo in auto logicamente non blindata perchè non è a disposizione e percorreremo circa mille km, si solo andata e mille al ritorno e mica qualcuno al SCP o Al Ministero dell’Interno si è preoccupato che il testimone di giustizia Ciliberto gennaro è invalido civile con patologia cronica diabetico insulino 1 impiantato con microinfusore insulinico, mica qualcuno si è preoccupato che lo scrivente è cardiopatico e in scompenso diabetico e che se nè fregano se c ‘è l’emergenza covod-19 e l’auto non è sanificata e per minimo 11 ore saremo in tre all’interno di un abitacolo, tanto che importa del testimone di giustizia e dei carabinieri di scorta, se poi a viaggiare mica siamo con un  Audi o una Mercedes o un’auto in dotazione a qualche sottosegretario che la usa per gli spostamenti a Roma.

Vede Presidente Sen. Morra poteri non andare ad adempiere ad un mio dovere ma da dieci anni e ripeto dieci anni non sono mai mancato nelle aule di tribunale e anche a volte a mie spese, adesso Le chiedo dov’è la sicurezza nell’affrontare oltre 11 ore di viaggio,

Più passa il tempo e più mi vengono in mente le parole di un ufficiale della Dia era il febbraio del 2011 nel 2010 in pochi credettero alle mie denuncie sulla corruzione in appalti Aspi e le anomalie costruttive delle opere, in pochi, oggi a distanza di dieci anni tutti sono pronti a dire vogliamo la verità la giustizia.

Invio questa lettera alle massiche cariche dello Stato e ad esponenti politici nonché  agli organi di stampa perchè ciò che accade al testimone di giustizia Ciliberto è solo la condanna che una parte di stato ha destinato a chi denuncia le mafie e la corruzione.

In attesa di una sua eventuale risposta che non arriverà Le porgo distinti saluti

 

 

CILIBERTO GENNARO

Testimone di Giustizia

RICEVIAMO DA UN TESTIMONE DI GIUSTIZIA E PUBBLICHIAMO LA SEGUENTE NOTA DIRETTA AL SENATORE MORRA ED ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

Al Presidente dell’ordine Avvocati di Nola

E p.c Direttore

Testata Wordnews

Dott. Paolo De Chiara

Dichiarazioni avvocato Antonio Bucci,lettera Presidente on.Morra e Associazione Antonino Caponetto

Segretario Dott.Di Cesare Elvio

Testimoni di giustizia zona grigia.

Pregiatissimo Presidente Morra e p.c Associazione Antonino Caponetto .

Nel leggere questo articolo e leggendo le dichiarazioni dell’Avvocato Bucci legale dell’ex collaboratore di giustizia,il quale definisce i testimoni di giustizia una zona grigia.

Da testimone di giustizia ritengo gravi le affermazioni dell’avvocato Bucci e in offesa a tutti i testimoni di giustizia che hanno dato la loro vita per la legalità.

L’ordinamento giuridico ben definisce la figura del testimone di giustizia persona incensurata estranea ai fatti e denunciate e parte lesa,figura che dopo anni ed anni trova la netta differenza dal collaboratore di giustizia.

Dichiarazione dette da un legale,da persona colta e preparata sul profilo giuridico.

Purtroppo Presidente  on. Morra finché ci saranno persone che umiliano i testimoni di giustizia allora nulla potrà veramente cambiare in questa amata nazione.

Con Osservanza

Ciliberto Gennaro

https://www.wordnews.it/fiore-davino-non-e-mai-tornato-a-somma-smentisco-gli-spargitori-di-false-notizie

LETTERA APERTA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO AL SOTTOSEGRETARIO ALL’INTERNO VITO CRIMI

SOTTOSEGRETARIO CRIMI ,

I COLLABORATORI DI GIUSTIZIA,QUELLI VERI ED ATTENDIBILI OVVIAMENTE,VANNO PROTETTI ADEGUATAMENTE CON TUTTE LE LORO FAMIGLIE.

SENZA LA LORO COLLABORAZIONE MOLTI PROCESSI CONTRO LE MAFIE NON POTREBBERO NEMMENO ESSERE INCARDINATI.

LEGGIAMO DA TEMPO DI UNA LORO DIFFUSA INSODDISFAZIONE CIRCA IL SISTEMA DI PROTEZIONE.

QUESTO LORO STATO D’ANIMO POTREBBE AVERE DELLE RICADUTE INQUIETANTI OVE DOVESSE PERDURARE E DIFFONDERSI IN QUANTO POTREBBE INDURRE MOLTI A NON COLLABORARE PIU’ CON LA GIUSTIZIA OLTRE AD INDURRE CHI VUOLE PENTIRSI A NON FARLO.

SE CIO’ DOVESSE VERIFICARSI SAREBBE UN COLPO MORTALE A TUTTA l’AZIONE ANTIMAFIA CHE MAGISTRATURA INQUIRENTE E FORZE DELL’ORDINE VANNO CONDUCENDO.

L’INVITO CHE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO LE RIVOLGE UFFICIALMENTE E’ DI CONVOCARE LA COMMISSIONE CENTRALE CHE LEI PRESIEDE CON UNICO PUNTO DEL GIORNO IL PROBLEMA DELLA PROTEZIONE DEI COLLABORATORI E DEI LORO FAMILIARI E LA SUA SOLUZIONE PREVIO ESAME CASO PER CASO.

CONTIAMO SULLA SUA SENSIBILITA’ E SUL SENSO DELLO STATO.

LA SEGRETERIA NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

 

CONTRO I ROGHI TOSSICI IN CAMPANIA L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO HA CHIESTO L’INTERVENTO DEL GOVERNO

Al Signor Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio

Al Signor Ministro dell’Interno

Al Signor Ministro della Difesa

Al Signor Ministro della Giustizia

OGGETTO : roghi tossici in Campania

Signori Ministri,

iniziata l’estate,sono iniziati anche,com’è ormai una disgraziata consuetudine di tutti gli anni,i roghi tossici in una delle più belle ma sfortunate regioni d’Italia qual’è la Campania.

Una regione stupenda ma devastata,purtroppo,dalla presenza asfissiante della camorra ,presenza alla quale si aggiungono spesso l’inefficienza ,l’insipienza e l’insensibilità di soggetti ed apparati istituzionali collusi con l’organizzazione criminale.

Questa Associazione più volte si è fatta portavoce,con convegni,segnalazioni,esposti a varie Autorità Giudiziarie,del grido di allarme e della richiesta di aiuto da parte di una popolazione che sta morendo a causa della patologie tumorali conseguenti a tale stato di cose,non ottenendo ad oggi ,però,riscontro alcuno.

L’ultima volta lo ha fatto nei confronti dell’ex Ministro dell’Interno Salvini, al quale si chiedeva una maggiore attenzione. ed un migliore coordinamento delle forze in campo,ma per poco non si è finiti da accusatori in accusati per lesa maestà.

Dietro tutta la dolorosa vicenda non è difficile intravvedere l’ombra della camorra la quale si serve ,per il perseguimento dei suoi interessi criminali,di soggetti disperati e senza scrupoli per appiccare gli incendi e provocare così un vero e proprio genocidio di un popolo.

Lo Stato non può e non deve continuare ad assistere inerte a tale sterminio del popolo della Campania e delle regioni confinanti ed ha il dovere di intervenire con rapidità e senza ulteriori indugi e con tutte l’autorevolezza e le risorse di uomini e mezzi necessari.

L’appello che la scrivente Associazione rivolge alle SS:LL. mira ad ottenere tre cose:

a)l’approntamento ad horas di un apparato di vigilanza 24 su 24,anche con l’impiego dell’Esercito e di un sistema di videosorveglianza, di tutte le discariche e dei luoghi di raccolta ,autorizzati e non ,dei rifiuti campani;

b)un coordinamento fra tutte le forze dell’ordine,polizia municipale compresa, con una centrale unica d’intervento in modo che ognuna di queste possa rapidamente interagire con le altre tre;

c) una più decisa e veloce azione delle Procure della Repubblica per l’individuazione e la punizione dei soggetti autori di tali atti criminali.

Ovviamente a tutto ciò si aggiunge la richiesta di una bonifica radicale di tutti i siti inquinati.

Si confida nella sensibilità di ognuna delle SS.LL. e,in attesa di cortesi riscontri, distintamente si saluta

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Dr.Elvio Di Cesare

AEROPORTO MILITARE DI GUIDONIA MONTECELIO-STRUTTURE DSSE-INTERVENTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO TESO A FUGARE TIMORI DI POSSIBILI APPETITI SPECULATIVI DI  GRUPPI PRIVATI.

AEROPORTO MILITARE DI GUIDONIA MONTECELIO-STRUTTURE DSSE-INTERVENTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO TESO A FUGARE TIMORI DI POSSIBILI APPETITI SPECULATIVI DI  GRUPPI PRIVATI.

 

Roma,21.06.2020

 

Sen.Mario Pittoni

Mario.pittoni@email.it,

ROMA

Gentili Senatori,

gli amici del Consiglio Regionale del Lazio dell’Associazione “Italia Nostra “hanno interessato la scrivente relativamente alla questione,come sotto esposto,che interessa l’utilizzo del sito comprendente le strutture della DSSE nell’aeroporto militare di Guidonia Montecelio in provincia di Roma.

L’interesse di questa Associazione nazionale antimafia deriva dalla forti preoccupazioni di possibili appetiti di carattere speculativo di gruppi affaristici privati sull’area interessata.

Al fine di fugare tali timori,si rivolge una calda preghiera alle SS.LL. perché vogliano velocizzare l’esame del problema con la conseguente adozione delle soluzioni nel senso indicato sia da “Italia Nostra “ che dal Senatore Elio Lannutti che in proposito ha presentato un’apposita interrogazione.

Fiduciosi in un V/s intervento ed in attesa di un cortese cenno di assicurazione al riguardo,ringraziamo anticipatamente e distintamente salutiamo

 

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Dr.Elvio Di Cesare

 

Richiesta di chiarezza su una vicenda che riguarda un appartenente al corpo della polizia di stato

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO PREGANDO IL MINISTRO DELL’INTERNO LAMORGESE ED IL CAPO DELLA POLIZIA GABRIELLI DI FARE CHIAREZZA SU QUESTA DELICATA VICENDA CHE RIGUARDA UN APPARTENENTE AL CORPO DELLA POLIZIA DI STATO IMPEGNATO NELL’ATTIVITA’ SINDACALE

 

 

CRONISTORIA

Bruno RULLO – QUESTORE CORTESE

 

Sono l’Assistente Capo della Polizia di Stato, entrato in Polizia nell’ottobre 2002, 17 anni di onorato servizio e per 5 anni sono stato SEGRETARIO REGIONALE per la SICILIA del sindacato di polizia P.N.F.D., ed ho svolto ATTIVITA’ SINDACALE sempre in modo leale e deciso per cercare di cambiare le sorti della Polizia di Stato che in Sicilia purtroppo non vive un bel momento storico.

Negli anni 2016 e 2017 a Palermo c’era il sig. questore dott. LONGO con cui c’è stato sempre un rapporto di cordialità e di rispetto.

Il sottoscritto ha sempre segnalato e denunciato tramite comunicati sindacali le problematiche presenti presso la Questura di Palermo e presso i Commissariati.

Lo stesso Questore di Palermo dott. GUIDO LONGO decideva anche di aggregarmi presso il Commissariato di Partinico, per dare la possibilità allo scrivente di stare più vicino casa ad Alcamo, distante 15 km, e stare vicino al proprio figlio considerato anche l’intervenuta separazione coniugale.

Il sottoscritto, come detto aggregato ad Alcamo, fino a quando è stato in carica il Questore Longo non ha avuto particolari problemi di comunicazione e/o di svolgimento della propria attività sindacale. C’era dialogo con l’Ufficio della Questura e spesso ci si confrontava su questioni e problematiche di carattere sindacale, unitamente ai segretari nazionali FRANCO PICARDI e CARLO ALIBERTI della medesima sigla sindacale.

In questo quadro, la situazione però presso il Commissariato di Partinico iniziò a degenerare in quanto presso il medesimo Commissariato spesso le pulizie non venivano fatte, le condizioni igienico-sanitarie iniziavano a peggiorare, (periodo ottobre 2016-marzo 2017), l’ascensore spesso era guasto e le telecamere di videosorveglianza non sempre erano funzionanti.

Ho quindi deciso di scrivere alcune relazioni di servizio al dirigente dottor SIRAGUSA Salvatore per segnalare tutte queste anomalie, compilando il modulo di 1 ora di straordinario per ogni relazione che redigevo.

Tuttavia al dirigente di Partinico tutto questo non piaceva e cosi decise di formularmi CONTESTAZIONE DI ADDEBITI, contestando nello specifico i moduli di straordinario, anche perché -a dire del dirigente-, c’era una disposizione secondo cui le anomalie dovevano essere segnalate a voce e non per iscritto.

E’ da premettere che a marzo 2017 si insediava come Questore di Palermo il dott. Renato Cortese, che sin da subito decise di farmi RITORNARE A PALERMO, facendo quindi TERMINARE LA MIA AGGREGAZIONE A PARTINICO, PERCHE’ SCOMODO SINDACALISTA.

Ovviamente il rientro a Palermo, mi ha aggravato la situazione di visita a mio figlio minore e mi ha comportato un notevole impedimento nel rispettare gli impegni lavorativi e familiari.

Ad ogni modo preciso che durante gli incontri avuti nell’Ufficio del Questore con lo scrivente, il sig. FRANCO PICARDI e il sig. CARLO ALIBERTI, IL QUESTORE CORTESE dichiarava che il mio atteggiamento di “SINDACALISTA SEGNALATORE” era sbagliato e che NON VOLEVA PIU’ AGGREGARMI A PARTINICO.

Da quel momento (marzo 2017) a oggi, è iniziata una FORTE PERSECUZIONE, RITORSIONE, VIOLENZA PRIVATA E ABUSO DA PARTE DEL QUESTORE NEI MIEI CONFRONTI, CON LA COMPIACENZA E L’APPOGGIO DEL DIRIGENTE DI PARTINICO DOTTOR SIRAGUSA.

In particolare:
– nel mese di marzo e aprile il dirigente di Partinico SIRAGUSA mi contestava 2 contestazioni di addebiti:

1) ESSERE ARRIVATO 10 MINUTI IN RITARDO NEL TURNO 15:25\18:25 DI STRAORDINARIO PROGRAMMATO, NONOSTANTE IL SOTTOSCRITTO AVESSE CHIAMATO IL COMMISSARIATO COMUNICANDO CHE AVEVA FORATO E STAVA PROVVEDENDO A RIPARARE LA GOMMA (1 CONTESTAZIONE CHE LEI HA NEI FASCICOLI CHE LE HO DATO)

2) AVER DORMITO, A DIRE DEL DIRIGENTE, UNA NOTTE IN COMMISSARIATO, IN QUANTO NON ERO PIU’ AGGREGATO E NON POTEVO DORMIRE; MA IL SOTTOSCRITTO NON HA MAI DORMITO QUELLA NOTTE, 12 APRILE, IN COMMISSARIATO, E IL TUTTO VIENE CONFERMATO DA UN TESTIMONE -ELISEO INCARDONA- CHE VIENE SENTITO DAL COMMISSARIATO DI ALCAMO A SOMMARIE INFORMAZIONI E CONFERMA CHE QUELLA NOTTE IL SOTTOSCRITTO DORMIVA A CASA SUA E CHE NELLA MATTINATA CI RECAVAMO INSIEME A RITIRARE GLI UTLIMI SUPPELLETTILI PRESENTI AL COMMISSARIATO PARTINICO; NELLA CONTESTAZIONE MOSSA DAL DIRIGENTE C’E’ LA RELAZIONE DI UN POLIZIOTTO DI TURNO 07\13 CHE NELLA RELAZIONE SCRIVEVA CHE MI CHIAMAVA SUL CELLULARE E SENTIVA AL TELFONO LA VOCE ASSONNATA E NON VI E’ ALCUNA TRACCIA DI RELAZIONE NE’ DEL POLIZIOTTO DI TURNO DI NOTTE CHE AVREBBE DOVUTO RELAZIONARE LA MIA PRESUNTA PRESENZA E TALE RELAZIONE NON C’E’ NE’ C’E SCRITTO NULLA SUL BROGLIACCIO (CONTESTAZIONE CHE LEI HA A FASCICOLO).

Entrambe le contestazioni sono state confermate dal Questore di Palermo CORTESE che mi ha punito con un richiamo scritto e pena pecuniaria, sulla base del nulla, ma solo due relazioni di servizio molto scarne e nonostante avessi presentato testimoni che confermavano che il sottoscritto non aveva mai dormito quella notte in Commissariato e che aveva chiamato prima dell’inizio del servizio comunicando che avevo forato la gomma.


Quindi nei mesi di febbraio-marzo 2017 avevo inviato relazioni di servizio e comunicati segnalando anomalie presenti al commissariato Partinico e per tale attività sindacale sono stato punito con il mezzo della disciplina, SANZIONI APERTE DOPO MESI E MESI DAL PRESUNTO AVVENIMENTO CONTESTATOMI.
Ad aprile sono quindi ritornato a lavorare presso il complesso “TRE TORRI” a Palermo e nei mesi di aprile-maggio-giugno-luglio-agosto-settembre-ottobre-novembre-dicembre 2017 ho inoltrato una serie di comunicati sindacali per segnalare:
1)CARENZE IGIENICO SANITARIE PRESSO IL COMMISSARIATO MONDELLO, VIOLAZIONI LEGGE 81\2008, CARENZE STRUTTURALI DEL COMMISSARIATO MONDELLO
2)CARENZE IGIENICO-SANITARIE DEGLI ALLOGGI DELLE TRE TORRI, UTILIZZO SPROPOSITATO DELLO STRAORDINARIO EMERGENTE, UTILIZZO DI UN SOLO OPERATORE IN ALCUNE VIGILANZE DELLA QUESTURA
3)CARENZE DI POLIZIOTTI PRESSO IL COMMISSARIATO PARTINICO, CARENZE IGIENICO SANITARIE PRESSO IL COMMISSARIATO PARTINICO

Per tali comunicati e tali segnalazioni ho ricevuto una serie di CONTESTAZIONI DI ADDEBITI da parte del QUESTORE DI PALERMO E LE CONTESTAZIONI, APERTE TUTTE DOPO 6-7 MESI SONO STATE:


1) ESSERMI PRESENTATO CON MIO FIGLIO SUL POSTO DI LAVORO, AUTORIZZATO DAL DOTTOR FUCARINI, E A DIRE DEL POLIZIOTTO D’AGOSTINO CARLO NON AVER INDOSSATO LA DIVISA, NON VERITIERO PERCHE’ LA DIVISA LA STAVO ANDANDO A INDOSSARE E MIO FIGLIO ERA STATO AUTORIZZATO DAL FUNZIONARIO DOTTOR FUCARINI A RIMANERE SUL POSTO, MA SUBITO DOPO MI CHIAMAVANO DALLA QUESTURA DICENDOMI DI SMONTARE DAL LAVORO;


2)ESSERE ARRIVATO 2 MINUTI IN RITARDO SUL POSTO DI LAVORO, DOPO AVER CHIAMATO IL COLLEGA PER AVVERTIRE DEL RITARDO CAUSA UN IMPREVISTO. SI BADI CHE IL COLLEGA CHE FACEVA LA RELAZIONE DEL MIO RITARDO NON ERA IL COLLEGA A CUI DOVEVO DARE IL CAMBIO (CONTESTAZIONE MICELI-GIACOBBE CHE PUO’ VEDERE NEI FASCICOLI), MA IL COLLEGA A CUI DOVEVO DARE IL CAMBIO ERA GIA’ ANDATO VIA;


3)ESSERE GIUNTO QUALCHE MINUTO IN RITARDO UN POMERIGGIO, NONOSTANTE AVESSI CHIAMATO LA QUESTURA E GLI AVESSI RIFERITO CHE AVEVO L’AUTO PRESSO IL CENTRO REVISIONE E IL CENTRO NON POTEVA CONSEGNARMI L’AUTO PER EVITARE MULTE DAL CENTRO OPERATIVO DI ROMA IN QUANTO IL CENTRO STESSO NON AVEVA ULTIMATO LA REVISIONE E NON POTEVA CONSEGNARMI L’AUTO (TESTIMONI IL TITOLARE E I DIPENDENTI GANGUZZA SIMONA E GASPARE MESSI NELLE GIUSTIFICAZIONI PRESENTATE), QUINDI ANCHE IN QUESTO CASO CHIAMATO IN ANTICIPO E AVVISATO;


4) AVER APERTO LA SBARRA CON QUALCHE SECONDO DI RITARDO E NON AVERE AL SEGUITO IL CINTURONE, SEMPRE A DIRE DI ALCUNI POLIZIOTTI, MA IO APRIVO LA SBARRA CON REGOLARITA’ E IL CINTURONE CE LO AVEVO AL SEGUITO; (CONTESTAZIONE MARRA-ALECCI-TUDISCA, COLLEGHI CHE HANNO FATTO COPIA-INCOLLA CON LE RELAZIONI), qui avevo chiesto di visionare le immagini perchè TUDISCA non era presente sul posto ma nella conferma della sanzione si legge che le immagini non potevano essere consegnate perchè erano passati 6 mesi, certo, contestandomi le sanzioni dopo 6-7- mesi e’ normale che le immagini hanno una visualizzazione limitata;


5) Contestazione formulata per una condanna di un anno e 15 giorni per non aver rispettato gli orari stabiliti dal giudice per tenere il proprio figlio.

E’ evidente che la situazione familiare del sottoscritto, all’indomani della separazione, si complicava sempre di più avendo, da una parte, un orario da rispettare per il diritto di visita con il figlio minore del sottoscritto e, dall’altra parte, contemporaneamente rispettare il servizio a distanza di svariati chilometri, considerato il termine della mia aggregazione a Partinico ed il mio rientro a Palermo.

In occasione di tale condanna fu addirittura proposta la DESTITUZIONE nonostante la condanna riguardasse l’ambito familiare e gli orari di visita del figlio minore.  

Nei mesi da GENNAIO 2018 ad APRILE 2018, mi sono stati aperti altri due procedimenti disciplinari in concomitanza con la segnalazione e la denunzia di anomalie presenti in QUESTURA (ESTINTORI SCADUTI, BAGNI FATISCENTI PRESSO COMMISSARIATO MONDELLO, QUESTURA PALERMO, ALLOGGI POLIZIOTTI PRESSO COMPLESSO TRE TORRI).

Peraltro la contestazione con proposta di DESTITUZIONE PER CONDANNA mi veniva contestata il giorno prima che io andassi a Roma a parlare con le Iene per un servizio giornalistico.


Tutte le contestazioni, inoltre, sono state formulate in forte ritardo rispetto ai presunti fatti, alcune contestazioni addirittura sono state elevate dopo 6-7 MESI dai fatti contestati.

Preciso che i comunicati li ho sempre inviati al QUESTORE DI PALERMO E AL CAPO DELLA POLIZIA.

Sono stato anche contattato dalla dott.ssa DE BARTOLOMEIS nei mesi di Marzo e Aprile 2018 che mi riferiva al telefono che il CAPO DELLA POLIZIA mi voleva incontrare e risolvere questa annosa questione-diatriba tra il Questore di PALERMO e me (ho una registrazione Audio della telefonata tra me e la la dott.ssa De Bartolomeis).


Faccio altresì presente che nei mesi NOVEMBRE-DICEMBRE 2017 e quelli a seguire IL QUESTORE DI PALERMO ha trasferito un poliziotto al Commissariato di Partinico nonostante tale poliziotto fosse sedicesimo in graduatoria. Egli è così andato a scavalcare gli altri 15 dipendenti. Così facendo, faccio presente che sono state commesse violazioni di legge anche ai sensi dell’art. 44 – MOBILITA’ INTERNA.

A mio avviso, si è anche abusato del proprio potere e non solo per ledere il sottoscritto.


Nel mese di aprile 2018, sono stato contattato dal CAPO DI GABINETTO dott. ALBERELLI al fine di incontrarmi per parlare.

NELL’INCONTRO AVUTO NEL SUO UFFICIO, unitamente a mio figlio ed al dott. VALENTI, mi si riferiva che il Questore di PALERMO avrebbe voluto aggregarmi al COMMISSARIATO DI PARTINICO.

Tale Aggregazione mi veniva proposta perché in modo indiretto si voleva che io non NON EFFETTUASSI VOLANTINAGGIO DI PROTESTA IL GIORNO 10 APRILE durante la festa della Polizia

E ciò per evitare che facessero una brutta figura e che uscissero fuori le disfunzioni e le irregolarità esistenti IN QUESTURA A PALERMO, ed in PROVINCIA.

MA IL SOTTOSCRITTO RIFERIVA CHE IL VOLANTINAGGIO SAREBBE AVVENUTO COMUNQUE E CHE NON ACCETTAVA TALE RICHIESTA DI AGGREGAZIONE IN QUANTO SI ERA BEN AL CORRENTE CHE IL SOTTOSCRITTO AVEVA UNA DOMANDA DI TRASFERIMENTO PRESSO PARTINICO DA 5 ANNI E NEI MESI PRECEDENTI IL QUESTORE MAI AVEVA PENSATO DI TRASFERIRE IL SOTTOSCRITTO, NONOSTANTE I SEGNALATI PROBLEMI PERSONALI E FAMIGLIARI.

MA ERA EVIDENTE CHE LA IMPROVVISA PROPOSTA DI AGGREGAZIONE ERA SOLO PER indurmi a FERMARE IL VOLANTINAGGIO CHE, PERO’ IL SOTTOSCRITTO – COME e in quanto SINDACATO – NON HO FERMATO, effettuandolo come era previsto in data 10.04.2018.

Il giorno dopo la manifestazione – volantinaggio mi sono state notificate conferme di PENE PECUNIARIE, con conseguente contrazione dello stipendio e dal mese di MAGGIO 2018 All’APRILE 2019 sono stato ANCORA UNA VOLTA DESTINATARIO DI ANCORA 4 SANZIONI DISCIPLINARI, TRA CUI 3 SOSPENSIONI DAL SERVIZIO E LA DESTITUZIONE (LICENZIAMENTO) AVVENUTO IN DATA 20.04.2019.

Tutti i procedimenti sanzionatori sono stati avviati e conclusi dopo molti mesi dai fatti contestati.

LA SANZIONE DISCIPLINARE DELLA DESTITUZIONE È AVVENUTA, A LORO DIRE, PER AVER RILASCIATO UN’INTERVISTA A CRONACA VERA DOVE SEGNALAVO E DENUNCIAVO IN QUALITA’ DI SINDACALISTA E NON IN QUALITÀ DI POLIZIOTTO, COME INVECE LORO SOSTENGONO, ILLEGALITÀ E IRREGOLARITÀ ALL’INTERNO DELLA POLIZIA DI STATO A PALERMO E PROVINCIA.  

IL 10 AGOSTO 2018, CON ABUSO PERPETRATO DA PARTE DI 2 FUNZIONARI, ESSENDO IN DISTACCO SINDACALE, MI RECAVO AL COMMISSARIATO BRANCACCIO PER LASCIARE SOLO DELLE GIUSTIFICAZIONI E ENTRANDO NELLA STANZA DEL FUNZIONARIO MI SONO RITROVATO UN FUNZIONARIO DELLA QUESTURA DI PALERMO CHE CON FARE ALTEZZOSO E ARROGANTE MI PREMEVA PER FIRMARE UN DOCUMENTO DI ENNESIMO avvio di procedimento PER TRASFERIMENTO DI INCOMPATIBILITÀ A CAGLIARI (poi conclusosi con provvedimento di trasferimento notificatomi nel novembre 2018 che ho impugnato nel gennaio 2019).

Si segnala ancora che io sono padre di un figlio minore e sono separato.

Il Trasferimento addirittura a Cagliari mi avrebbe comportato certamente un gravissimo disagio oltre che lavorativo anche familiare nel rispetto degli orari di visita. Il TAR, pur non sospendendo il provvedimento, ha suggerito la possibilità per l’Amministrazione di provvedere in autotutela a soddisfare le esigenze familiari per il tramite dell’accoglimento della mia istanza di trasferimento in altro luogo… ma l’Amministrazione non si è mai mossa in tal senso)

Ad ogni modo, in quell’occasione (10-8-2018), nonostante fossi in distacco sindacale, insistevano nel farmi firmare le carte che io alla fine ho firmato (HO LA REGISTRAZIONE AUDIO DI QUANTO STO DICHIARANDO E CHE E’ ACCADUTO QUEL GIORNO).

Per tale episodio, viene avviato un altro procedimento disciplinare, sul rilievo di aver minacciato i miei superiori. Al riguardo ho una registrazione dei fatti.  

IL 24 OTTOBRE 2018, DOPO ESSERMI MESSO IN MALATTIA PER FORTI DOLORI AL GINOCCHIO DESTRO E PER ALTERAZIONE PSICOFISICA CHE CON IL LORO FARE MI HANNO ARRECATO, MI CONVOCANO PRESSO L’UFFICIO SANITARIO DI PALERMO PER SINCERARSI DELLE MIE CONDIZIONI (LA LORO VERSIONE TELEFONICA). 

DI FATTO IL GIORNO DELLA VISITA NON SONO STATO MAI VISITATO, E SONO STATO RESO IDONEO DA 2 MEDICI DELLA POLIZIA (DA ME DENUNCIATI PER FALSO IDEOLOGICO E DI CUI HAI LA DENUNCIA VIA EMAIL CHE LE HO INVIATO) NONOSTANTE AVESSI 2 STAMPELLE PER IL FORTE DOLORE AL GINOCCHIO, QUESTA LORO IDONEITÀ AVEVA LO SCOPO DI RENDERMI DESTINATARIO DI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI ULTERIORI

Infatti, dopo pochi minuti si presentava un altro funzionario della Questura di PALERMO, che aspettava lì fuori (mi chiedo come facesse a sapere che io sarei stato dichiarato idoneo) PER NOTIFICARMI IL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DI UN MESE (ANCHE QUI HO REGISTRAZIONE AUDIO E VIDEO DOVE SI SENTE TUTTO E PUOI ASCOLTARE CIO’ CHE DI VERGOGNOSO MI ACCADE).

IL GIORNO STESSO MI RECAVO PRESSO L’OSPEDALE DI ALCAMO PER FORTISSIMO DOLORE AL PETTO E DOLORI ALLA GAMBA DESTRA E TRAMITE UNA RADIOGRAFIA L’ESITO DELLA GAMBA DESTRA DOLORANTE ERA INVECE: “SOSPETTA LESIONE PIATTO TIBIALE” E CIOE’ TUTTO IL CONTRARIO DELL’IDONEITÀ FATTA DA 2 MEDICI DELLA POLIZIA. 

MI FANNO PRESCRIZIONE MEDICA DI RECARMI ALL’OSPEDALE DI TRAPANI PER UN CONSULTO E L’ORTOPEDICO MI INGESSA LA GAMBA CON PROGNOSI DI 30 GIORNI INIZIALI E ASSOLUTO RIPOSO. 

Nonostante mi trovassi CON UNA GAMBA INGESSATA e con prescrizione di  ASSOLUTO RIPOSO, LA QUESTURA DI PALERMO ha continuato a bersagliarmi AVVIANDOMI ALTRI 2 procedimenti disciplinari (sempre molti mesi dopo dai presunti accadimenti) che sono sfociate nelle seguenti due SANZIONI DISCIPLINARI:

– altra SOSPENSIONE DI 6 MESI;

– DESTITUZIONE (LICENZIAMENTO) NOTIFICATO IL 20 APRILE 2019. 

NEL MESE DI APRILE HO TENTATO IL SUICIDIO, PERCHE’ NON CE LA FACEVO PIU’ AD ANDARE AVANTI IN QUESTO STATO E NON VEDEVO ALCUNA GIUSTIZIA E SOLO PER AVER SEGNALATO E DENUNCIATO LA VERITÀ MI SONO RITROVATO IN QUESTE CONDIZIONI A ESSERE LICENZIATO PER ECCESSO DI VERITÀ…

HO PRESENTATO 2 DENUNCE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, HO PRESENTATO TUTTI I RICORSI AL TAR (cfr. schema che segue) PER LE SANZIONI DISCIPLINARI E HO UNA SERIE DI REGISTRAZIONI AUDIO, VIDEO E DOCUMENTI CHE ATTESTANO CIO’ CHE DI ILLEGALE MI HANNO FATTO TRA ABUSI, FALSO IDEOLOGICO, VIOLENZA PRIVATA E TANTO ALTRO ANCORA. 

Pongo all’attenzione anche questo secondo accadimento.

Per il tramite dei miei avvocati ho impugnato, tra le altre, anche la sanzione espulsiva della destituzione del 20 aprile 2019. Il TAR, in sede cautelare, ha accolto le istanze cautelari svolte dai miei avvocati ed ha ordinato all’Amministrazione di riesaminare i fatti del procedimento disciplinare – entro 60 gg – alla luce della mia (all’epoca) carica sindacale e in un’ottica di diversa sanzione disciplinare, tenendo conto delle mie esigenze familiari (figlio minore da mantenere) e del gravissimo danno arrecatomi.

Con successivo provvedimento, peraltro adottato fuori PURE dai termini richiesti dal TAR, l’Amministrazione ha NUOVAMENTE confermato la destituzione, che ovviamente ho dovuto nuovamente impugnare e che è confluita nel giudizio già avviato per la prima destituzione.

In sintesi: ho 9 procedimenti aperti avanti al TAR come da schema estratto dal sito del TAR Palermo che segue

E’ intuitivo che mi si vuole non solo portare alla fame (senza stipendio e con avvocati da pagare) ma anche sfinire psicologicamente

VOGLIO FARTI POI NOTARE CHE IN SICILIA LE DATE SONO IMPORTANTI. INFATTI QUANDO LA MAFIA VUOLE COMMETTERE UN OMICIDIO, SCEGLIE DELLE DATE BEN PRECISE IN MODO CHE LA FESTA CHE SUBITO DOPO VIENE I PARENTI SE LO RICORDANO PER MOLTI ANNI. NEL MIO CASO IL PROVVEDIMENTO DELLA DESTITUZIONE ERA PRONTO IL 18 MARZO MA LA NOTIFICA ME L’HANNO FATTA IL 20 APRILE 2019, CIOE’ LA VIGILIA DI PASQUA.  Qui di seguito elenco i ricorsi pendenti che sono stato costretto a proporre per impugnare la maggior parte delle sanzioni che mi sono state inflitte.

RG Sezione Data Deposito Stato Fascicolo Ricorrente Oggetto
201902807 1 27/12/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO PROVVEDIMENTO DI REIEZIONE DI RICORSO GERARCHICO AVVERSO LA SANZIONE DISCIPLINARE DELLA PENA PECUNIARIA NELLA MISURA DI 3/30 DELLO STIPENDIO  
201902802 1 27/12/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO PROVVEDIMENTO DI RIGETTO DEL RICORSO GERARCHICO AVVERSO LA SANZIONE DISCIPLINARE DELLA PENA PECUNIARIA NELLA MISURA DI 5/30 DELLO STIPENDIO.  
201901531 1 05/07/2019 ASSEGNATO AD UDIENZA RULLO BRUNO DESTITUZIONE DALL’AMMINISTRAZIONE DELLA PUBBLICA SICUREZZA.  
201901281 1 07/06/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO SANZIONE DISCIPLINARE  
201901278 1 07/06/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO SANZIONE DISCIPLINARE  
201901275 1 06/06/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO SANZIONE DISCIPLINARE – PENA PECUNIARIA  
201901271 1 06/06/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO SANZIONE DISCIPLINARE – SOSPENSIONE DAL SERVIZIO  
201900757 1 09/04/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO SANZIONE DISCIPLINARE DELLA SOSPENSIONE DAL SERVIZIO  
201900321 1 08/02/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO TRASFERIMENTO AD ALTRA SEDE  

LETTERA APERTA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO AL CAPO DELLO STATO,AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ED AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

QUESTA VOLTA NON INTENDIAMO FARCI PRENDERE PER I FONDELLI DA NESSUNO.

NON CI INTERESSA NEMMENO SAPERE SE QUALCUNO CI HA MARCIATO O HA SBAGLIATO.

CHIEDIAMO LA SUA DESTITUZIONE E BASTA.

OLTRE ALLA REVOCA IMMEDIATA DELLE SCARCERAZIONI.

NOI BUTTIAMO IL SANGUE NELLA LOTTA ALLA MAFIA RIMETTENDOCI SOLDI,AFFETTI,SALUTE E TUTTO IL RESTO E NON PERMETTIAMO A NESSUNO,DIRETTORI GENERALI,FUNZIONARI,MAGISTRATI CHE SIANO,DI PRENDERE IN GIRO NOI ED IL PAESE..

E’ UNA VERGOGNA PER L’ITALIA.

Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” ODV – “Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org

info@comitato-antimafia-lt.org

ass.caponnetto@pec.it

00192 ROMA-via Germanico 197

Tel.3470515527

Note sul “Decreto Liquidità”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Le novità previste dal Decreto Liquidità riportate dalle principali testate giornalistiche economico-finanziarie fanno riferimento a diverse tipologie di prestiti alle imprese legati al loro fatturato:

1-Grandi Imprese e PMI: finanziamenti garantiti da Sace (con importo massimo di garanzie in tutto pari a 200 miliardi di euro) e soglia del prestito pari al 25% del fatturato 2019

2-Solo PMI: finanziamento a Imprese con fatturato fino a 3,2 milioni di euro (senza istruttoria del Fondo sul merito di credito) e soglia del prestito pari al minor importo tra il 25% del fatturato 2019 e 800mila euro

3-Solo PMI: finanziamento a Imprese con fatturato fino a 800mila euro (con istruttoria del Fondo sul merito di credito) e soglia del prestito pari al 15% del fatturato 2019

4-PMI e Persone Fisiche con attività di Impresa, Arti, Professioni: finanziamento automatico pari al 25% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio e soglia del prestito pari a 25mila euro

Nessuna eccezione viene prevista, per come riferiscono gli organi di stampa, per quelle Imprese il cui fatturato è fortemente ridotto o addirittura azzerato perché colpite dalle mafie che hanno impedito gravemente l’attività produttiva e quindi le relative, adeguate possibilità di fatturazione che avrebbero potuto effettuare in assenza delle azioni delittuose di stampo mafioso.

Se anche le norme attuative del “Decreto Liquidità” confermano quanto continuano a riferire gli organi di stampa, In assenza di adeguati provvedimenti da parte dello Stato, si assisterà alla distruzione legalizzata delle aziende colpite dalle mafie, in quanto anche la stessa Legge 44/99, da tempo, si continua a rivelare insufficiente a sostenere adeguatamente le imprese colpite dalle mafie.

Riceviamo da Gennaro Ciliberto,Testimone di Giustizia,la seguente nota che pubblichiamo

La voce del Dott.Gaetti non si è fatta attendere·

Oggi leggiamo dal profilo Facebook del Dott Gaetti ,gia sottosegretario agli Interni e presidente della commissione centrale ex art 10,una risposta all’ex tdg Cutro.

Il sottoscritto Ciliberto Gennaro testimone di giustizia deve riconoscere nel Dott.Gaetti una figura tra le più alte che abbia ricoperto il ruolo di presidente della commissione centrale.

Un uomo serio che l’ 8 maggio del 2019 ha salvato lo scrivente e famiglia scrivendo una delibera storica.

A lui il nostro ringraziamento per l’impegno a favore dei testimoni di giustizia.

Ora bisogna vedere come Ignazio Cutrò risponderà al Dott.Gaetti,anche perché abbiamo sempre avuto dubbi sull’operato dell’associazione nazionale testimoni di giustizia.

Forse è giunto il momento di fare molta chiarezza su come alcuni soggetti abbiano strumentalizzato la figura del testimone di giustizia.

Una piccola nota:

a noi nessuno ha dato un lavoro;

lo abbiamo conquistato vincendo i concorsi;

a noi nessuno ha pagato nessuna cartella esattoriale,;

le abbiamo pagate facendo il 5° di stipendio.

Questa è la differenza tra noi e loro .

Gennaro Ciliberto

Testimone di Giustizia”

Dalla “Legge della strada” a quella “dei Palazzi” …

A quando la vera giustizia?

Cresciuto all’ombra delle Vele di Scampia, un calcio ad un pallone e le orecchie sempre “appizzate” come diceva nonno Gino.

In un luogo dove l’istituzione più presente è la camorra e avere “Ciro e Gennaro” come compagni di banco è stata la routine.

Un posto bello, bellissimo, fatto di colori, voci e panni stesi ai balconi, ma… “Raimondo a mamma, alle 17 rientra che il sole va via e non si sa mai…”

“Questo”, il fardello delle mamme di casa mia. Ma com’è che disse una volta Borsellino? “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ne ha, muore una volta sola.”

Ed io non sono morto, ma di morti ammazzati ne ho visti; e cresceva in me la voglia di fare, d’essere utile, di migliorare questo posto, di riscattare quello che agli occhi non solo dell’Italia ma del mondo era droga e faide. E allora la laurea in legge e nel 2017, finalmente (dopo 20 anni d’attesa) il concorso in Polizia…Ce l’ho fatta! Sono idoneo. Poi una legge dagli effetti retroattivi, ha fatto sì che io ed altri 454 colleghi (di sventura per ora) venissimo scavalcati da chi ha punteggi nettamente inferiori ai nostri, con l’unico merito, d’avere solo un’età inferiore la nostra, facendoci sentire vecchi a 26, 27 e 30 anni e facendoci così “conquistare” oltre l’idoneità, il titolo di riservisti. Siamo in causa! Siamo in causa proprio con quello Stato che avrei voluto servire! 130 giorni, oggi, che siamo a casa, quando dovrei essere con i miei colleghi altrove, 130 giorni di speranze e promesse disattese… Mille le volte

che prendendo per buone le parole di politici e funzionari di Stato, abbiamo preparato le valigie, gli occhi lucidi dei tuoi genitori, che ti vedono oramai pronto a realizzare il tuo sogno e poi, puntualmente, sprofondare nell’angoscia più totale per tutte quelle volte che quelle valigie sono state disfatte.

Neanche le ordinanze dei giudici dei tribunali amministrativi non più appellabili hanno sortito effetto. Io cresciuto con il credo che le sentenze si rispettano SEMPRE, resto sconcertato quando è proprio lo Stato a non rispettarle.

Mi piacerebbe poter affermare, pensando a Borsellino, che io non ho paura, ma questa volta mentirei.

Ho paura invece, paura, di rimanerci male ancora una volta. Paura di dover ammettere a me stesso, che quello Stato che ho tanto desiderato di difendere e che mi ha permesso di essere VIVO stia davvero negando a me suo figlio, e ad altri 454 figli il loro sogno, il loro diritto… È vero, questa è la nostra battaglia, ma se è altrettanto vero che è stata commessa un’ingiustizia, perché ingiustizia è stata commessa, sarebbe bello allora, che questa, non fosse più “solo” la nostra battaglia, ma la battaglia di tutti.

Umberto Broccolini

LETTERA APERTA DEL TESTIMONE DI GIUSTIZIA GENNARO CILIBERTO

Roma Tribunale Processo

Gli assenti

9 gennaio 2020

Il governo e politici sempre assenti

Molte volte mi sono chiesto il perché il MIT non si sia mai costituito parte lesa nel processo dive ci sono imputati camorristi,funzionari Aspi,funzionari Pavimental e tecnici che avrebbero dovuto accettare le anomalie costruttive ed evitare i crolli, crolli che purtroppo sono avvenuti.

Tanti politici del movinento 5 stelle oggi parlano di revocare la concessione ma poi …sono assenti al processo,quasi come se nulla interessasse a chi di questa revoca né fa’ una battaglia politica.

Il popolo deve sapere che lo scrivente già nel lontano 2011 denunciava tutte le anomalie costruttive sulla rete autostradale e le infiltrazioni da parte di camorristi già interdetti per mafia ma che stranamente con complicità di alto livello istituzionale continuavano a realizzare opere in autostradali.

Ed allora questo silenzio del Presidente della Commissione antimafia dei leader di partito e dei vari ministri del MIT che si sono avvicendati ha un perché!

Giusto dichiarare in tv via la revoca ai Benetton ma poi ?

Nessuno ci mette la faccia!

Questa nostra Italia che costruisce eroi a tavolino poi volutamente fa im vuoto intorno a chi ha denunciato perdendo tutto.

Sono e resto l unico testimone e denunciante per reati gravissimi,grazie alle mie denuncie per la prima volta fu’ sequestrato il cavalcavia di Ferentino in A1 che se non riparato sarebbe crollato.

Ho evitato che la camorra potesse realizzare lavori per milioni di euro in appalti pubblici.

Ma per questa politica e per i paladini antimafia Ciliberto deve morire e deve morire nel silenzio assoluto.

Almeno avessero la vergogna e stessero in silenzio invece di fare spot elettorali sulla morte delle vittime di Acqualonga e del Morandi.

Voglio sempre sperare che il giornalista Borrometi un giorno abbia la coscienza di rispondere al Testimone di giustizia Ciliberto che come unica colpa ho l’aver denunciato non solo la camorra ma la cricca collusa degli appalti.

Il 9 Gennaio 2019 ore 11 io ci sarò come ho sempre fatto in questi 9 anni per voi politicanti non resta che la vergogna di essere il nulla.

 

 

 

GENNARO CILIBERTO

TESTIMONE DI GIUSTIZIA

 

 

IL Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto sul silenzio del Presidente Morra

Il Silenzio del Presidente Morra

Il Sen.Morra presidente della commissione antimafia non ha trovato un solo minuto per rispondere al mio appello,un grido di aiuto di un testimone di giustizia attualmente testimone in uno dei processi più importanti contro camorristi e colletti bianchi già funzionari di Autostrada e Pavimental oltre a tecnici che avrebbero dovuto certificare le anomalie costruttive.

Ma il presidente Morra cavalcando l onda mediatica ha usato la mia vicenda per un post su Facebook e dopo la puntata di report ha rimarcato il post ma sempre senza fare il mio nome.

Il silenzio del Senatore Morra cosa è?

E quello della deputata Aiello come classificarlo?

Ormai è chiaro che se non sei del loro cerchio magico non gli importa nulla se vivi o se muori o forse se morissi allora il Senatore Morra farebbe un bel post su Facebook.

A volte mi chiedo chi siete e perché vi autoproclamate paladini dell’antimafia.

Anche il buon giornalista Borrometi dopo aver risposto ai miei vari appelli” cosa posso fare per te” e scomparso nel silenzio assoluto,ma d’altronde i 7 proiettili recapitati allo scrivente e alla sua scorta non né valgono uno solo di quelli dei suoi amici.

Io oggi sono senza alcuna tutela ma testimone di giustizia e testimone in un processo ed allora forse per voi è un problema parlare della mia storia ?

Forse per voi tutti schierarvi a favore del testimone Ciliberto vi esclude dalle amicizie potenti ?

Oppure è solo egoismo di essere unici protagonisti di un antimafia che parla …parla ma che nei fatti è silente.

Gennaro Ciliberto

Testimone di Giustizia

SOLO CONTRO POTENTATI E MAFIE.LA VICENDA DI GENNARO CILIBERTO CHE CI OFFRE IL QUADRO DI UN PAESE IN AGONIA E L’ANTIMAFIA QUA QUA

Un silenzio assoluto,un’assenza totale di una politica che volutamente resta inerte.

La complicità di tante associazioni antimafia,tutti silenti per il testimone di giustizia Ciliberto.

Mancano ventiquattro ore è in quell’aula del tribunale ci saranno dodici imputati e un solo testimone.

Il silenzio che uccide,che logora,che devasta l’anima di chi ha sempre creduto nella giustizia.

Non bastano parole per significare ciò che mi è accaduto in questi nove anni,nessuno mai potrà restituirmi la serenità i momenti felici che ogni uomo debba vivere,la fuga,l’esilio il vivere come un fantasma lontano dai propri affetti,tutto questo per salvare vite umane per il prossimo per contrastare quel male assoluto chiamato corruzione,quel puzzo criminale che i camorristi hanno sulla loro pelle.

Ma oggi mi chiedo dov’è il prossimo ?

Dove sono coloro che mi dicevano non resterai solo.

Dove sono coloro che mi dissero sarai protetto.

Lo Stato siamo noi dicono in tanti,quei tanti uniti in cori antimafia ma che voltano lo sguardo dall’altra parte per il testimone di giustizia Gennaro Ciliberto.

Non ho sponsor,ma mai avrei potuto immaginare che ci sarebbero voluti gli sponsor per essere protetto.

Ora già sono morto già ho capito che nulla e nessuno muoverà un solo dito per salvarmi perché ho denunciato il sistema appalti colluso con la camorra.

Chiedo a coloro che non mi hanno mai abbandonato di essere memoria di questa mia sofferenza e di non permettere a nessuno dei falsi paladini di cavalcare la mia storia.

Ciliberto Gennaro

Precisazioni da parte della commissione centrale

RICEVIAMO  E PUBBLICHIAMO,PRECISANDO,PERO’,CHE IL PROBLEMA DA NOI  SOLLEVATO NON E’ STATO ED E’ QUELLO RELATIVO AL FUNZIONAMENTO O MENO DELLA COMMISSIONE CENTRALE MA A QUELLO DELLA MANCATA DELEGA DA PARTE DEL MINISTRO DELL’INTERNO, A DISTANZA DI QUASI DUE MESI DALL’INSEDIAMENTO DEL NUOVO GOVERNO,ALL’ANTIMAFIA AD UNO DEI SUOI SOTTOSEGRETARI.

 

Egr. Dott Di Cesare,con la presente ,Le comunichiamo che commissione centrale ex art 10 presso il Viminale ,funziona,con un Vice Presidente dott Sempreviva.

Lo staff precedente compreso il  segretario della commissione sono cambiati.

La Commissione sta svolgendo il suo ruolo.

Quindi le notizie diffuse non corrispondono alla verità ed alimentano solo confusione in soggetti già vessati.

Questo quanto dovutoLe a Lei e all’Associazione Caponetto .

 

Roma 24/10/19

Comitato tdg

LETTERA APERTA AL COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI LATINA A PROPOSITO DELLE DICHIARAZIONI FATTE DAL SINDACO DI ITRI NELLA RIUNIONE DI FEBBRAIO SCORSO DELLA COMMISSIONE SICUREZZA DELLA REGIONE LAZIO

LETTERA APERTA DALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO AL COLONNELLO VITAGLIANO,COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI LATINA, A PROPOSITO DELLE DICHIARAZIONI FATTE DAL SINDACO DI ITRI NELLA RIUNIONE DI FEBBRAIO SCORSO DELLA COMMISSIONE SICUREZZA DELLA REGIONE LAZIO CON LA RICHIESTA DI CHIARIMENTI.

Gentile Colonnello,

le trasmettiamo per opportuna conoscenza copia di un articolo scritto a febbraio scorso da Latinatu a proposito di una riunione svoltasi alla Commissione Sicurezza della Regione Lazio dei sindaci di alcuni comuni interessati dal fenomeno delle infiltrazioni mafiose.

Fra quei sindaci era presente quello di Itri il quale nel suo intervento sostenne che avrebbe avuto assicurazioni dai Carabinieri di Itri circa la non presenza sul suo territorio di fenomeni camorristici.

Le saremmo grati se volesse cortesemente verificare la fondatezza o meno di quanto dichiarato e,in caso positivo,ci facesse conoscere gli elementi in base ai quali si sarebbe pervenuti a tali conclusioni.

La ringraziamo e salutiamo

Il Segretario nazionale dell’Ass.Caponnetto

Dr.Elvio Di Cesare

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TRA ASSENTI E “NEGAZIONISTI” SOLO FORMIA SCUOTE LA COMMISSIONE ANTIMAFIA

21 Febbraio 2019

di Adriano Pagano

Si è svolta questo pomeriggio la commissione regionale antimafia, presieduta dal presidente Rodolfo Lena, e convocata appositamente per avere in audizione i sindaci di Anzio, Formia, Gaeta, Itri, Minturno, Fondi, Terracina, Castelforte, Santi Cosma e Damiano e il presidente dell’Osservatorio sulla legalità e la sicurezza Dott. Cioffredi, circa le attività antimafia da parte delle autorità preposte. La richiesta di convocazione era stata fatta dalla consigliera regionale Valentina Corrado, sostituita però dalla collega del MoVimento Cinque Stelle Gaia Pernarella, che ha introdotto i lavori ponendo l’accento sui fatti concreti che devono seguire alle parole dei tavoli di confronto, specie alla luce di alcuni passaggi cruciali della Dia rilanciati dalla consigliera.

Un appuntamento importante che richiamava a raccolta i principali Comuni di una delle zone più calde d’Italia sotto il profilo dell’azione dilagante delle mafie su quei territori. E invece sono stati appena tre i sindaci intervenuti, Paola Villa di Formia, Antonio Fargiorgio di Itri e Giancarlo Cardillo di Castelforte. Il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli ha delegato il consigliere Gennaro Orlandi. Assenti quindi i sindaci di Gaeta Cosmo Mitrano, quello di Fondi Salvatore De Meo – che ha comunicato la propria assenza congiuntamente al consigliere regionale Giuseppe Simeone che è proprio di Formia -, e poi il primo cittadino di Anzio Candido De Angelis, quello di Terracina Domenico Procaccini e infine assente pure quello di Santi Cosma e Damiano Franco Taddeo. Insomma una scarsa partecipazione incompatibile con ben altro impegno che pure meriterebbe il tema. Tutti luoghi che solo pochi giorni fa, al contrario, la Dia evidenzia nella sua periodica relazione come città ad alto impatto criminale. Ma su questo torneremo.

Il tema, esclusa la sindaca di Formia Paola Villa, anche per i restanti tre comuni presenti non pare affatto così emergenziale. Per Itri e Castelforte è un fenomeno marginale – che non lascia emergere fatti rilevanti (hanno parlato più che altro della chiusura del Tribunale di Gaeta e dei reati predatori) – per Minturno addirittura non risultano esserci episodi di racket ed estorsioni eppure è lo stesso Comune a confermare di essere meta dell’approdo di esponenti della criminalità campana. Cosa vengano a fare a questo punto viene da chiedersi, ma rimarremo con l’eterno dubbio. È stato piuttosto sconcertante e addirittura imbarazzante assistere a una commissione regionale antimafia e vedere così tante sedie vuote e su quelle occupate ascoltare così tante ovvietà o sentire parlare addirittura di videocamer di sorveglianza, educazione scolastica e lotta al commercio abusivo. Quando proprio nelle Istituzioni in questa nuova epoca criminale si annidano le principali roccaforti mafiose.

l luogo dove Campanale ha perso la vita investito dall’auto di Di Caprio. Campanale è morto di fronte all’attività di surgelati del presunto omicida.

Di ben altro raggio l’intervento della Villa che ha snocciolato una lunga serie di fatti di cronaca accaduti in città. A partire dalle minacce al bar Tirreno e a quella stessa palazzina dove abita la famigliaEsposito-Giuliano, e dove sono già avvenuti un incendio e una rissa tra Bardellino ed Esposito, fino al tentato omicidio del giovanissimo Pasquale Vastarella nei confronti di un coetaneo. E ancora le case confiscate ai Bardellino così difficili da assegnare specie a seguito dei caffè intimidatori della famiglia offerti ai dipendenti comunali, l’amicizia di Katia Bidognetti con esponenti politici formiani (Erasmo Merenna), e poi le operazioni contro De Angelis, i fratelli Dell’Aquila e gli Ascione. E per la Villa non è nemmeno un caso che Cristiano Campanale, ucciso brutalmente a Minturno con un investimento, fosse fidanzato con la figlia di Luigi Ascione. Per Minturno nulla di tutto questo.

Infine un altro episodio accaduto proprio oggi, mentre la sindaca raggiungeva la Pisana: racconta lei stessa di aver incrociato a Formia un’auto dalla targa strana di fronte ad un negozio in febbrile movimento per una nuova apertura. Un locale da dove entrano ed escono Angelo, Calisto e Gustavo Bardellino, ma il negozio non è intestato a loro. “È difficile – ha detto la Villa – seguire le richieste e le documentazioni perché puntualmente i rapporti burocratici sono intrattenuti da persone dalla fedina penale limpida. Ogni Comune deve compiere una serie di controlli, specie in quell’area grigia dove operano i professionisti che fanno da trait d’union tra la classe politica e i clan, con moltissima difficoltà”. Un fiume in piena la Villa che ha dato sostanza ad una seduta che senza di lei non avrebbe avuto nessun significato.

La conferma circa la gravità della situazione nel sudpontino arriva dal presidente dell’Osservatorio regionale Antimafia Gianpiero Cioffredi, che ha sottolineato come “non esista in tutta Italia una Provincia – relativamente piccola come quella di Latina – dove sia possibile assistere alla pax mafiosa stretta tra mafia, camorra e Ndrangheta”. Ma c’è di più, perché secondo Cioffredi esiste – come diceva la Villa – un vero e proprio laboratorio criminale che produce cellule autoctone di criminalità organizzata. E Cioffredi poi cita Fondi e Anzio, però assenti, dove esiste una presenza radicata. “Latina – continua Cioffredi – è l’unica provincia del Lazio ad avere aumentato le operazioni finanziarie sospette nel 2018”. Ma il vero campanello d’allarme Cioffredi lo suona per il gioco d’azzardo, con Formia che nel 2017 spende 71 milioni di euro (1890 euro pro capite in un anno), Gaeta 23 milioni, Itri 9 milioni e Anzio 76 milioni: un business che ha palesi interessi della criminalità organizzata.

In definitiva allora cosa fare? Le proposte le fa solo la Villa: una sezione distaccata della direzione distrettuale antimafia o della Squadra Mobile di Latina nel sudpontino, utili alle indagini, specie quelle patrimoniali. Qualsiasi supporto utile fornito alle forze dell’ordine sul territorio è utile, affinchè le denunce dei fatti, dei nomi e dei cognomi, non restino lettera morta, ma trovino il giusto supporto nella lotta alla criminalità organizzata, che resta purtroppo ancora oggi appannaggio dei soliti pochi noti.

Fonte:www.latinatu.it

All’origine della diffusa illegalità

Ho molto a cuore l’incontro con i giovani studenti. Molto spesso, anche per realizzare un progetto pensato con parlamentari eletti in precedenti legislature, mi reco, invitato, nelle scuole della Campania.

Io e gli altri colleghi riceviamo sempre una sorta di arricchimento dal dialogo con i giovani di ogni età.

Sono molto interessanti le osservazioni degli interlocutori più che le nostre proposte , che servono per sollecitare i ragazzi perché riflettano sulla vita, sui grandi valori, sul momento storico che traversiamo.

I nostri studenti guardano al futuro con speranza e preoccupazione, osservano il comportamento degli adulti, sono critici rispetto alla politica dalla quale pretendono attenzione, sono giudici severi rispetto alle evidenti contraddizioni.

Coloro che hanno studiato la storia ed ascoltano gli insegnanti sono informati delle teorie politiche che guidano il mondo e vengono informati sull’importanza della politica come scienza e dei politici come operatori attivi per il bene dell’umanità.

Gli stessi giovani osservano i soggetti che vengono chiamati politici nel loro paese e restano , il più delle volte, disillusi rispetto alle aspettative.

Noi parliamo della necessità dello studio e gli studenti notano che numerosi nostri Amministratori e politici non hanno interesse ai fenomeni culturali e non sanno leggere la nostra storia. Noi parliamo dell’importanza del merito e gli adulti danno importanza alla raccomandazione. Noi chiediamo comportamenti ispirati all’onestà ed ogni giorno i quotidiani e le altre fonti di informazione riportano cronache di diffusa illegalità.

Le domande che ricevo e riceviamo nelle scuole vertono sui diritti al lavoro, alla casa, interrogano sulla giustizia, sulla necessità della solidarietà, sulla esigenza della coerenza tra parole e fatti da parte di coloro che si presentano come guide della società.

Gli studenti delle scuole dei Comuni nei quali siamo stati in Campania raccontano di divisioni tra gli Amministratori, di favori ingiustamente concessi, di discriminazioni verso i cittadini, del silenzio rispetto alle giuste richieste, di conflitti interni finanche tra persone che affermano essere dello stesso Partito.

Insomma è grande l’insoddisfazione e numerosi sono gli esempi presentati, a partire dalle difficili condizioni di vita delle stesse famiglie, dei genitori, tra mille difficoltà.

Ed emergono il pessimismo e l’insicurezza insieme all’incertezza per il futuro lavoro.

I maturandi pensano ad andare via dal loro paese e forse a lasciare l’Italia in cerca di lavoro e pongono in discussione gli insegnamenti ricevuti nella scuola ed il sistema scolastico.

Ed ecco che, nello stesso tempo, l’illegalità diffusa pone radici più profonde. Il fenomeno, infatti, ha cause evidenti, radicate nel territorio.

L’albero che produce frutti di illegalità cresce e non è solo.

Se i diritti ed i doveri, la giustizia e l’eguaglianza non vengono esercitate , lo spazio per la criminalità si accresce.

Se le Amministrazioni dei Comuni operano veramente a servizio del bene di tutti, la criminalità arretra perché le mancano acqua e ossigeno, cioè soldi ed alleanze.

La repressione per eliminare ogni subcultura di camorra va esercitata con grande forza nel reprimere le cause vicine e lontane che la producono.

La denuncia non basta. E’ successiva al reato. La prevenzione si pratica anzitutto col buon governo, esigendo, sul piano politico, il rispetto della nostra Costituzione.

E, ripeto, ogni più leggera contraddizione nel comportamento degli adulti e della classe dirigente ed ogni divisione sotterranea o alla luce del sole da parte dei nostri amministratori e politici sono all’origine di tutti i fenomeni degenerativi presenti nella nostra società.

Francesco de Notaris

 

 

RICHIESTA RETTIFICA SUL CASO Masella

RICHIESTA RETTIFICA

Al Direttore Testata 

Metropolis

E p.c Dott Gaetti Sottosegretario di Stato

Presidente della Commissione centrale ed art 10

C/o Viminale

 

Lo scrivente Ciliberto Gennaro testimone di giustizia chiede la rettifica per l’articolo arresti voto di scambio i nomi .

Infatti nell’articolo pubblicato ed i rete vi è riportato il nome di certo Giovanni Masella-testimone di giustizia.

Nel precisare che tale sig.Masella non è presente quale testimone di giustizia presso il Ministero dell interno riconosciuto dalla legge 45/2001, ma tale status da voi descritto lede l’immagine dei testimoni di giustizia.

Vogliate rettificare tale articolo.

A tutela dell immagine dello scrivente e dei testimoni di giustizia attendiamo la rettifica.

In fede

Ciliberto Gennaro

Testimone di giustizia

LETTERA AL MINISTRO SALVINI PER CONVEGNO A GIUGLIANO INSIEME ALL’ASSOCIAZIONE CARABINIERI

Al Sig. Ministro dell’Interno

On.le Dott. Matteo Salvini

Segreteria del Sig. Ministro

caposegreteria.ministro@interno.it

segreteriatecnica.ministro@interno.it

fax: 06/46549832

 

L’Associazione Antonino Caponnetto, che da sempre è impegnata sul fronte della difesa della legalità, della tutela dei diritti e della sicurezza dei cittadini, ha evinto dalle Sue iniziative di Governo finora avviate, una concreta svolta nella politica della sicurezza pubblica.

A tale proposito mi pregio rappresentare all’On.le Ministro che la situazione dell’ordine e sicurezza pubblica a Napoli e provincia ha oramai raggiunto livelli di grave allarme sociale. Solo per fare alcuni esempio basta citare quanto avviene quotidianamente a Napoli nella zona compresa tra piazza Garibaldi e Via Arenaccia dove cittadini e commercianti italiani, che ivi risiedono, sono costretti a subire ogni sorta di prepotenza e sopraffazione da cittadini extracomunitari. Proprio non tanti mesi fa il gestore di una farmacia è stato aggredito e ferito alla testa da un soggetto di colore che indisturbato pretendeva di spacciare merce contraffatta proprio davanti all’accesso della farmacia stessa.

Analoghe gravi problematiche si riscontarono sui territori dei comuni della provincia di Napoli e Salerno, letteralmente invasi negli ultimi anni da extracomunitari. Basta percorrere le strade della Domiziana tra Castel Volturno e Giugliano in Campania per notare la presenza sui marciapiedi di donne africane dedite alla prostituzione ovvero, come da più parte paventato, di uomini di colore preposti allo spaccio di stupefacenti. Il territorio di Giugliano, peraltro, è invaso anche dalla diffusa presenza di cittadini di etnia rom dediti, tra l’latro, ai più svariati mestieri criminali tra i quali quello più diffuso è il furto negli appartamenti. A ciò si aggiungono, nel territorio di Giugliano i reati contro il patrimonio commessi quasi giornalmente

Ciò premesso

· Nel 2014 alcuni carabinieri in servizio ed in congedo residenti a Giugliano, recependo l’esigenza di legalità e di sicurezza molto auspicata dai numerosi cittadini onesti ivi residenti, stufi di essere afflitti da numerosi episodi di violenza e da forme di depredazione del territorio, accompagnati da una diffusa incuria delle problematiche sociali e da forme degenerative della politica locale, tale da indurre il Ministro dell’interno a disporre lo scioglimento del consiglio comunale per condizionamento da parte della criminalità organizzata, sostenuti vivamente dal loro Vescovo Mons. Angelo Spinillo, posero le basi per un tentativo di rinascita del territorio, in particolare da un punto di vista della legalità e della sicurezza. Per tali motivazioni avendo assunto la decisione, compulsata anche dalla locale comunità parrocchiale, da commercianti e da docenti scolastici locali, decisero di dover fornire offrire il proprio contributo, recependo e sostenendo la sottonotata lettera aperta elaborata a firma di un gruppo di cittadini onesti:

LETTERA APERTA

Premetto che questa lettera nasce da un’esigenza che vibra dentro di noi , persone che si sentono parte di un territorio che giorno dopo giorno diventa irriconoscibile, ed esprimendo questo disagio ad alta voce ci siamo ritrovati il sostegno dei vari parroci della diocesi di Aversa e persino di S.E., il Vescovo Angelo Spinillo, del quale ci onoriamo della presenza odierna,

Senza presunzione alcuna, siamo certi di rappresentare la volontà di tutti i cittadini ONESTI dell’area giuglianese ,che amano un territorio , già martoriato dai noti problemi ambientali e che, negli ultimi tempi, sta facendo registrare anche una notevole recrudescenza dei fenomeni delinquenziali, specie quelli della microminalità quasi del tutto assente negli anni trascorsi.

Tali fenomeni, legati principalmente alle rapine compiute da giovani delinquenti che, con il facile utilizzo delle armi, sono capaci di mettere seriamente a repentaglio la vita dei cittadini; questo infelice recrudescenza ha raggiunto il suo picco da circa un anno, come si nota dal notevole incremento di denunce, molte delle quali relative a rapine di oggetti d’oro e nella fattispecie di fedi nuziali che evidentemente una volta rapinate, vengono facilmente riciclate ai migliori offerenti della categoria dei ricettatori.

Le rapine a persone, fatte in luogo pubblico ed in molti casi nelle ore diurne, vengono perpetrate nelle strade pubbliche mentre la gente si dirige al proprio luogo di lavoro e spesso risultano essere anche un grave attentato alla loro integrità fisica e morale, tutto ciò rende il nostro concittadino sempre più sfiduciato verso le Istituzioni che dovrebbero difenderlo e invece lo lasciano da solo, esposto al pericolo di una tragedia, in caso di reazione di chi non è disposto a sottostare a tali soprusi.

Noi comprendiamo bene tutti gli sforzi posti in essere dai comandi delle forze dell’ordine, distribuite sul territorio (Comando Compagnia Carabinieri, Commissariato di Polizia di Stato e Comando della Guardia di Finanza ), ma vogliamo contribuire con le nostre idee collaborative a combattere questa delinquenza sfrenata, che attanaglia il territorio e che non si riesce a frenare , anche perché mancano nella maniera più assoluta gli idonei servizi preventivi, (in determinate fasce di orario non si registra alcuna presenza di pattuglie, nonostante l’ubicazione nell’ambito del territorio di ben quattro forze di polizia!). Il controllo del territorio non può essere garantito disgiuntamente da ciascuna forza dell’ordine con servizi preventivi a cadenza periodica (quando si riescono ad assicurare) e con ripartizione territoriale.

La nostra proposta collaborativa è di voler rivedere innanzitutto l’attuale dispositivo di sicurezza che non garantisce in alcun modo un lavoro preventivo congiunto tra le forze dell’ordine del territorio che il più delle volte sono chiamate ad intervenire solo nella fase repressiva. Viceversa se tali servizi delle Forze dell’Ordine venissero svolti congiuntamente tra loro anziché disgiuntamente mediante un vero e proprio coordinamento, ciò potrebbe consentire alle stesse il perseguimento ad unisono del seguente duplice fine:

-scongiurare il verificarsi di tali crimini con un sicuro decremento degli stessi;

-ravvicinare il cittadino allo Stato , ridargli fiducia nelle istituzioni, facendo sentire la presenza contemporanea sul territorio di tutte le forze dell’ordine, specie negli orari sensibili. Infatti è da sottolineare che proprio negli orari più “sensibili” della giornata (prima fascia odierna e pomeridiana) che si denota spesso la totale assenza sul territorio di idonei servizi delle auto delle Forze dell’Ordine, che qualora transitassero lungo il perimetro cittadino, scongiurerebbero il posto in essere dei reati di varia natura, nonche’ la continua violazione delle norme al Codice della strada.

Proprio in relazione a quest’ultimo fenomeno, è ancora stampato nella nostra mente, il fatto di cronaca che a Giugliano provoco’ la morte di un ragazzo , colpevole solo di essersi trovato nel posto sbagliato all’orario sbagliato, vittima , così come raccontano le cronache, del comportamento maldestro di avventati automobilisti.

Noi tutti che siamo presenti a questo incontro e che dimostriamo interesse per questo territorio vogliamo individuare, insieme ai Responsabili delle Forze dell’Ordine, il vero problema che non permette alle stesse Forze di interagire ad unisono sul territorio con mirati e congiunti servizi preventivi; Noi vogliamo provare ad intervenire , con lettere aperte o quant’altro si rendesse necessario, sugli organi preposti (Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e quant’altri), affinchè questi, tenendo in considerazione le peculiarità del nostro territorio (estensione geografica e demografica), modifichino quei parametri numerici che impediscono alle valenti Forze dell’Ordine di svolgere congiuntamente questi mirati servizi preventivi giornalieri nell’ambito del perimetro urbano ed extraurbano giuglianese.

Al cittadino onesto può non interessare direttamente che venga assicurato alla Giustizia il latitante di turno, (quello serve per rimpinguare i dati statici), quando di contro non viene garantita la propria sicurezza e quella dei propri figli.

Basti infatti pensare che grazie al servizio di metropolitana ubicata a Giugliano, attraverso una sola fermata, si raggiunge il territorio di Piscinola di Napoli in ben solo 5 minuti, laddove spesso di sono registrati e si registrano episodi di violenza a volte anche sanguinari, come non ultima la barbera aggressione ed uccisione di una guardia giurata sempre più isolate ed abbandonate al proprio destino senza alcun supporto preventivo. Tutto questo devi meglio farci comprendere quanto sia esteso il problema della criminalità che non si pone certamente confini territoriali, quando decide di agire. A parere degli scriventi, una sola voce a volte si disperde, ma le voci congiunte di tutti i presenti a questo incontro potrebbe rappresentare una forza incredibile che, venendo fuori , creerebbe un proselitismo inaspettato e, tutti insieme ci potremmo riconoscere nel seguente slogan: “Contro il Crimine uniamo le Forze , insieme nella lotta, fondendo le esperienze e competenze” . Il cittadino onesto ha diritto ad avere una sicurezza efficiente sul proprio territorio (tra l’altro già martoriato da altri problemi di allarmismo sociale) !!!! ha il diritto di reclamare la vivibilità di una terra che sebbene martoriata ed afflitta da una miriade di altri problemi di allarmismo sociale , non aveva mai fatto registrare in passato una così notevole incremento del fenomeno cruento della microcriminalità cosiddetta “comune”.

Essenziale sarà anche stare al fianco delle scuole dove si combatte giornaliermente il fenomeno del “bullismo”, simile alla delinquenza, meno violento ma forse delle volte addirittura più insidioso, perché subdulo , nascosto e rivolto alle vittime che il mondo, con le sue cattiverie, ancora non lo conosce. Come conseguenza di tale fenomeno un ragazzo su due subisce atti di sopraffazione, il 33 % è vittima di minacce, violenza fisica o verbale e i dati variano da una città all’altra, ma il fenomeno si ripete, ovunque. Le scuole di ogni ordine e grado sono chiamate a fronteggiare questi atti violenti, con le poche conoscenze delle tecniche usate ,delle prepotenze ,discriminazioni ,minacce e violenze che a volte si verificano anche in ambienti multimediali. I luoghi privilegiati dai bulli sono di frequente l’uscita dalla scuola, perché c’è meno sorveglianza e la polizia locale risulta quasi sempre assente o poco attenta.

Noi speriamo di aver gettato un sasso nel lago e, insieme ad altri sassi, far venir fuori una marea che ci permette di raggiungere lo scopo prefisso.

C’è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani:

nel momento in cui uno si impegna a fondo

anche la Provvidenza allora si muove.

Infinite cose accadono per aiutarlo,

cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute ….

Qualunque cosa tu possa pensare di fare, incominciala.

L’audacia ha in sé genio, potere e magia.

Incomincia adesso.”

Wolfgang Goethe

Per tutto questo si informa la S.V. Ill.ma che è intenzione di questa Associazione organizzare, congiuntamente all’associazione Carabinieri di Giugliano, un convegno pubblico in Giugliano, onde potersi confrontare oltre che con la Sua Onorervole persona anche con le diverse Autorità Civili e Militari che saranno invitate, su queste critiche problematiche rappresentate e cercare di addivenire ad unisono ad un’individuazione di idonee soluzioni che assicuri a tutti i cittadini onesti”, un diritto sacrosanto del cittadino e cioè quella “ Sicurezza” tanto bramata ed auspicata.

Certo di un sicuro riscontro, formuLo i miei più distinti ed ossequiosi saluti.

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Dr.Elvio Di Cesare

 

Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafia “Antonino Caponnetto”

info@comitato-antimafia-lt.org

sito https://www.comitato-antimafia-lt.org/

Tel 3470515527

 

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