Richiesta di chiarezza su una vicenda che riguarda un appartenente al corpo della polizia di stato

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO PREGANDO IL MINISTRO DELL’INTERNO LAMORGESE ED IL CAPO DELLA POLIZIA GABRIELLI DI FARE CHIAREZZA SU QUESTA DELICATA VICENDA CHE RIGUARDA UN APPARTENENTE AL CORPO DELLA POLIZIA DI STATO IMPEGNATO NELL’ATTIVITA’ SINDACALE

 

 

CRONISTORIA

Bruno RULLO – QUESTORE CORTESE

 

Sono l’Assistente Capo della Polizia di Stato, entrato in Polizia nell’ottobre 2002, 17 anni di onorato servizio e per 5 anni sono stato SEGRETARIO REGIONALE per la SICILIA del sindacato di polizia P.N.F.D., ed ho svolto ATTIVITA’ SINDACALE sempre in modo leale e deciso per cercare di cambiare le sorti della Polizia di Stato che in Sicilia purtroppo non vive un bel momento storico.

Negli anni 2016 e 2017 a Palermo c’era il sig. questore dott. LONGO con cui c’è stato sempre un rapporto di cordialità e di rispetto.

Il sottoscritto ha sempre segnalato e denunciato tramite comunicati sindacali le problematiche presenti presso la Questura di Palermo e presso i Commissariati.

Lo stesso Questore di Palermo dott. GUIDO LONGO decideva anche di aggregarmi presso il Commissariato di Partinico, per dare la possibilità allo scrivente di stare più vicino casa ad Alcamo, distante 15 km, e stare vicino al proprio figlio considerato anche l’intervenuta separazione coniugale.

Il sottoscritto, come detto aggregato ad Alcamo, fino a quando è stato in carica il Questore Longo non ha avuto particolari problemi di comunicazione e/o di svolgimento della propria attività sindacale. C’era dialogo con l’Ufficio della Questura e spesso ci si confrontava su questioni e problematiche di carattere sindacale, unitamente ai segretari nazionali FRANCO PICARDI e CARLO ALIBERTI della medesima sigla sindacale.

In questo quadro, la situazione però presso il Commissariato di Partinico iniziò a degenerare in quanto presso il medesimo Commissariato spesso le pulizie non venivano fatte, le condizioni igienico-sanitarie iniziavano a peggiorare, (periodo ottobre 2016-marzo 2017), l’ascensore spesso era guasto e le telecamere di videosorveglianza non sempre erano funzionanti.

Ho quindi deciso di scrivere alcune relazioni di servizio al dirigente dottor SIRAGUSA Salvatore per segnalare tutte queste anomalie, compilando il modulo di 1 ora di straordinario per ogni relazione che redigevo.

Tuttavia al dirigente di Partinico tutto questo non piaceva e cosi decise di formularmi CONTESTAZIONE DI ADDEBITI, contestando nello specifico i moduli di straordinario, anche perché -a dire del dirigente-, c’era una disposizione secondo cui le anomalie dovevano essere segnalate a voce e non per iscritto.

E’ da premettere che a marzo 2017 si insediava come Questore di Palermo il dott. Renato Cortese, che sin da subito decise di farmi RITORNARE A PALERMO, facendo quindi TERMINARE LA MIA AGGREGAZIONE A PARTINICO, PERCHE’ SCOMODO SINDACALISTA.

Ovviamente il rientro a Palermo, mi ha aggravato la situazione di visita a mio figlio minore e mi ha comportato un notevole impedimento nel rispettare gli impegni lavorativi e familiari.

Ad ogni modo preciso che durante gli incontri avuti nell’Ufficio del Questore con lo scrivente, il sig. FRANCO PICARDI e il sig. CARLO ALIBERTI, IL QUESTORE CORTESE dichiarava che il mio atteggiamento di “SINDACALISTA SEGNALATORE” era sbagliato e che NON VOLEVA PIU’ AGGREGARMI A PARTINICO.

Da quel momento (marzo 2017) a oggi, è iniziata una FORTE PERSECUZIONE, RITORSIONE, VIOLENZA PRIVATA E ABUSO DA PARTE DEL QUESTORE NEI MIEI CONFRONTI, CON LA COMPIACENZA E L’APPOGGIO DEL DIRIGENTE DI PARTINICO DOTTOR SIRAGUSA.

In particolare:
– nel mese di marzo e aprile il dirigente di Partinico SIRAGUSA mi contestava 2 contestazioni di addebiti:

1) ESSERE ARRIVATO 10 MINUTI IN RITARDO NEL TURNO 15:25\18:25 DI STRAORDINARIO PROGRAMMATO, NONOSTANTE IL SOTTOSCRITTO AVESSE CHIAMATO IL COMMISSARIATO COMUNICANDO CHE AVEVA FORATO E STAVA PROVVEDENDO A RIPARARE LA GOMMA (1 CONTESTAZIONE CHE LEI HA NEI FASCICOLI CHE LE HO DATO)

2) AVER DORMITO, A DIRE DEL DIRIGENTE, UNA NOTTE IN COMMISSARIATO, IN QUANTO NON ERO PIU’ AGGREGATO E NON POTEVO DORMIRE; MA IL SOTTOSCRITTO NON HA MAI DORMITO QUELLA NOTTE, 12 APRILE, IN COMMISSARIATO, E IL TUTTO VIENE CONFERMATO DA UN TESTIMONE -ELISEO INCARDONA- CHE VIENE SENTITO DAL COMMISSARIATO DI ALCAMO A SOMMARIE INFORMAZIONI E CONFERMA CHE QUELLA NOTTE IL SOTTOSCRITTO DORMIVA A CASA SUA E CHE NELLA MATTINATA CI RECAVAMO INSIEME A RITIRARE GLI UTLIMI SUPPELLETTILI PRESENTI AL COMMISSARIATO PARTINICO; NELLA CONTESTAZIONE MOSSA DAL DIRIGENTE C’E’ LA RELAZIONE DI UN POLIZIOTTO DI TURNO 07\13 CHE NELLA RELAZIONE SCRIVEVA CHE MI CHIAMAVA SUL CELLULARE E SENTIVA AL TELFONO LA VOCE ASSONNATA E NON VI E’ ALCUNA TRACCIA DI RELAZIONE NE’ DEL POLIZIOTTO DI TURNO DI NOTTE CHE AVREBBE DOVUTO RELAZIONARE LA MIA PRESUNTA PRESENZA E TALE RELAZIONE NON C’E’ NE’ C’E SCRITTO NULLA SUL BROGLIACCIO (CONTESTAZIONE CHE LEI HA A FASCICOLO).

Entrambe le contestazioni sono state confermate dal Questore di Palermo CORTESE che mi ha punito con un richiamo scritto e pena pecuniaria, sulla base del nulla, ma solo due relazioni di servizio molto scarne e nonostante avessi presentato testimoni che confermavano che il sottoscritto non aveva mai dormito quella notte in Commissariato e che aveva chiamato prima dell’inizio del servizio comunicando che avevo forato la gomma.


Quindi nei mesi di febbraio-marzo 2017 avevo inviato relazioni di servizio e comunicati segnalando anomalie presenti al commissariato Partinico e per tale attività sindacale sono stato punito con il mezzo della disciplina, SANZIONI APERTE DOPO MESI E MESI DAL PRESUNTO AVVENIMENTO CONTESTATOMI.
Ad aprile sono quindi ritornato a lavorare presso il complesso “TRE TORRI” a Palermo e nei mesi di aprile-maggio-giugno-luglio-agosto-settembre-ottobre-novembre-dicembre 2017 ho inoltrato una serie di comunicati sindacali per segnalare:
1)CARENZE IGIENICO SANITARIE PRESSO IL COMMISSARIATO MONDELLO, VIOLAZIONI LEGGE 81\2008, CARENZE STRUTTURALI DEL COMMISSARIATO MONDELLO
2)CARENZE IGIENICO-SANITARIE DEGLI ALLOGGI DELLE TRE TORRI, UTILIZZO SPROPOSITATO DELLO STRAORDINARIO EMERGENTE, UTILIZZO DI UN SOLO OPERATORE IN ALCUNE VIGILANZE DELLA QUESTURA
3)CARENZE DI POLIZIOTTI PRESSO IL COMMISSARIATO PARTINICO, CARENZE IGIENICO SANITARIE PRESSO IL COMMISSARIATO PARTINICO

Per tali comunicati e tali segnalazioni ho ricevuto una serie di CONTESTAZIONI DI ADDEBITI da parte del QUESTORE DI PALERMO E LE CONTESTAZIONI, APERTE TUTTE DOPO 6-7 MESI SONO STATE:


1) ESSERMI PRESENTATO CON MIO FIGLIO SUL POSTO DI LAVORO, AUTORIZZATO DAL DOTTOR FUCARINI, E A DIRE DEL POLIZIOTTO D’AGOSTINO CARLO NON AVER INDOSSATO LA DIVISA, NON VERITIERO PERCHE’ LA DIVISA LA STAVO ANDANDO A INDOSSARE E MIO FIGLIO ERA STATO AUTORIZZATO DAL FUNZIONARIO DOTTOR FUCARINI A RIMANERE SUL POSTO, MA SUBITO DOPO MI CHIAMAVANO DALLA QUESTURA DICENDOMI DI SMONTARE DAL LAVORO;


2)ESSERE ARRIVATO 2 MINUTI IN RITARDO SUL POSTO DI LAVORO, DOPO AVER CHIAMATO IL COLLEGA PER AVVERTIRE DEL RITARDO CAUSA UN IMPREVISTO. SI BADI CHE IL COLLEGA CHE FACEVA LA RELAZIONE DEL MIO RITARDO NON ERA IL COLLEGA A CUI DOVEVO DARE IL CAMBIO (CONTESTAZIONE MICELI-GIACOBBE CHE PUO’ VEDERE NEI FASCICOLI), MA IL COLLEGA A CUI DOVEVO DARE IL CAMBIO ERA GIA’ ANDATO VIA;


3)ESSERE GIUNTO QUALCHE MINUTO IN RITARDO UN POMERIGGIO, NONOSTANTE AVESSI CHIAMATO LA QUESTURA E GLI AVESSI RIFERITO CHE AVEVO L’AUTO PRESSO IL CENTRO REVISIONE E IL CENTRO NON POTEVA CONSEGNARMI L’AUTO PER EVITARE MULTE DAL CENTRO OPERATIVO DI ROMA IN QUANTO IL CENTRO STESSO NON AVEVA ULTIMATO LA REVISIONE E NON POTEVA CONSEGNARMI L’AUTO (TESTIMONI IL TITOLARE E I DIPENDENTI GANGUZZA SIMONA E GASPARE MESSI NELLE GIUSTIFICAZIONI PRESENTATE), QUINDI ANCHE IN QUESTO CASO CHIAMATO IN ANTICIPO E AVVISATO;


4) AVER APERTO LA SBARRA CON QUALCHE SECONDO DI RITARDO E NON AVERE AL SEGUITO IL CINTURONE, SEMPRE A DIRE DI ALCUNI POLIZIOTTI, MA IO APRIVO LA SBARRA CON REGOLARITA’ E IL CINTURONE CE LO AVEVO AL SEGUITO; (CONTESTAZIONE MARRA-ALECCI-TUDISCA, COLLEGHI CHE HANNO FATTO COPIA-INCOLLA CON LE RELAZIONI), qui avevo chiesto di visionare le immagini perchè TUDISCA non era presente sul posto ma nella conferma della sanzione si legge che le immagini non potevano essere consegnate perchè erano passati 6 mesi, certo, contestandomi le sanzioni dopo 6-7- mesi e’ normale che le immagini hanno una visualizzazione limitata;


5) Contestazione formulata per una condanna di un anno e 15 giorni per non aver rispettato gli orari stabiliti dal giudice per tenere il proprio figlio.

E’ evidente che la situazione familiare del sottoscritto, all’indomani della separazione, si complicava sempre di più avendo, da una parte, un orario da rispettare per il diritto di visita con il figlio minore del sottoscritto e, dall’altra parte, contemporaneamente rispettare il servizio a distanza di svariati chilometri, considerato il termine della mia aggregazione a Partinico ed il mio rientro a Palermo.

In occasione di tale condanna fu addirittura proposta la DESTITUZIONE nonostante la condanna riguardasse l’ambito familiare e gli orari di visita del figlio minore.  

Nei mesi da GENNAIO 2018 ad APRILE 2018, mi sono stati aperti altri due procedimenti disciplinari in concomitanza con la segnalazione e la denunzia di anomalie presenti in QUESTURA (ESTINTORI SCADUTI, BAGNI FATISCENTI PRESSO COMMISSARIATO MONDELLO, QUESTURA PALERMO, ALLOGGI POLIZIOTTI PRESSO COMPLESSO TRE TORRI).

Peraltro la contestazione con proposta di DESTITUZIONE PER CONDANNA mi veniva contestata il giorno prima che io andassi a Roma a parlare con le Iene per un servizio giornalistico.


Tutte le contestazioni, inoltre, sono state formulate in forte ritardo rispetto ai presunti fatti, alcune contestazioni addirittura sono state elevate dopo 6-7 MESI dai fatti contestati.

Preciso che i comunicati li ho sempre inviati al QUESTORE DI PALERMO E AL CAPO DELLA POLIZIA.

Sono stato anche contattato dalla dott.ssa DE BARTOLOMEIS nei mesi di Marzo e Aprile 2018 che mi riferiva al telefono che il CAPO DELLA POLIZIA mi voleva incontrare e risolvere questa annosa questione-diatriba tra il Questore di PALERMO e me (ho una registrazione Audio della telefonata tra me e la la dott.ssa De Bartolomeis).


Faccio altresì presente che nei mesi NOVEMBRE-DICEMBRE 2017 e quelli a seguire IL QUESTORE DI PALERMO ha trasferito un poliziotto al Commissariato di Partinico nonostante tale poliziotto fosse sedicesimo in graduatoria. Egli è così andato a scavalcare gli altri 15 dipendenti. Così facendo, faccio presente che sono state commesse violazioni di legge anche ai sensi dell’art. 44 – MOBILITA’ INTERNA.

A mio avviso, si è anche abusato del proprio potere e non solo per ledere il sottoscritto.


Nel mese di aprile 2018, sono stato contattato dal CAPO DI GABINETTO dott. ALBERELLI al fine di incontrarmi per parlare.

NELL’INCONTRO AVUTO NEL SUO UFFICIO, unitamente a mio figlio ed al dott. VALENTI, mi si riferiva che il Questore di PALERMO avrebbe voluto aggregarmi al COMMISSARIATO DI PARTINICO.

Tale Aggregazione mi veniva proposta perché in modo indiretto si voleva che io non NON EFFETTUASSI VOLANTINAGGIO DI PROTESTA IL GIORNO 10 APRILE durante la festa della Polizia

E ciò per evitare che facessero una brutta figura e che uscissero fuori le disfunzioni e le irregolarità esistenti IN QUESTURA A PALERMO, ed in PROVINCIA.

MA IL SOTTOSCRITTO RIFERIVA CHE IL VOLANTINAGGIO SAREBBE AVVENUTO COMUNQUE E CHE NON ACCETTAVA TALE RICHIESTA DI AGGREGAZIONE IN QUANTO SI ERA BEN AL CORRENTE CHE IL SOTTOSCRITTO AVEVA UNA DOMANDA DI TRASFERIMENTO PRESSO PARTINICO DA 5 ANNI E NEI MESI PRECEDENTI IL QUESTORE MAI AVEVA PENSATO DI TRASFERIRE IL SOTTOSCRITTO, NONOSTANTE I SEGNALATI PROBLEMI PERSONALI E FAMIGLIARI.

MA ERA EVIDENTE CHE LA IMPROVVISA PROPOSTA DI AGGREGAZIONE ERA SOLO PER indurmi a FERMARE IL VOLANTINAGGIO CHE, PERO’ IL SOTTOSCRITTO – COME e in quanto SINDACATO – NON HO FERMATO, effettuandolo come era previsto in data 10.04.2018.

Il giorno dopo la manifestazione – volantinaggio mi sono state notificate conferme di PENE PECUNIARIE, con conseguente contrazione dello stipendio e dal mese di MAGGIO 2018 All’APRILE 2019 sono stato ANCORA UNA VOLTA DESTINATARIO DI ANCORA 4 SANZIONI DISCIPLINARI, TRA CUI 3 SOSPENSIONI DAL SERVIZIO E LA DESTITUZIONE (LICENZIAMENTO) AVVENUTO IN DATA 20.04.2019.

Tutti i procedimenti sanzionatori sono stati avviati e conclusi dopo molti mesi dai fatti contestati.

LA SANZIONE DISCIPLINARE DELLA DESTITUZIONE È AVVENUTA, A LORO DIRE, PER AVER RILASCIATO UN’INTERVISTA A CRONACA VERA DOVE SEGNALAVO E DENUNCIAVO IN QUALITA’ DI SINDACALISTA E NON IN QUALITÀ DI POLIZIOTTO, COME INVECE LORO SOSTENGONO, ILLEGALITÀ E IRREGOLARITÀ ALL’INTERNO DELLA POLIZIA DI STATO A PALERMO E PROVINCIA.  

IL 10 AGOSTO 2018, CON ABUSO PERPETRATO DA PARTE DI 2 FUNZIONARI, ESSENDO IN DISTACCO SINDACALE, MI RECAVO AL COMMISSARIATO BRANCACCIO PER LASCIARE SOLO DELLE GIUSTIFICAZIONI E ENTRANDO NELLA STANZA DEL FUNZIONARIO MI SONO RITROVATO UN FUNZIONARIO DELLA QUESTURA DI PALERMO CHE CON FARE ALTEZZOSO E ARROGANTE MI PREMEVA PER FIRMARE UN DOCUMENTO DI ENNESIMO avvio di procedimento PER TRASFERIMENTO DI INCOMPATIBILITÀ A CAGLIARI (poi conclusosi con provvedimento di trasferimento notificatomi nel novembre 2018 che ho impugnato nel gennaio 2019).

Si segnala ancora che io sono padre di un figlio minore e sono separato.

Il Trasferimento addirittura a Cagliari mi avrebbe comportato certamente un gravissimo disagio oltre che lavorativo anche familiare nel rispetto degli orari di visita. Il TAR, pur non sospendendo il provvedimento, ha suggerito la possibilità per l’Amministrazione di provvedere in autotutela a soddisfare le esigenze familiari per il tramite dell’accoglimento della mia istanza di trasferimento in altro luogo… ma l’Amministrazione non si è mai mossa in tal senso)

Ad ogni modo, in quell’occasione (10-8-2018), nonostante fossi in distacco sindacale, insistevano nel farmi firmare le carte che io alla fine ho firmato (HO LA REGISTRAZIONE AUDIO DI QUANTO STO DICHIARANDO E CHE E’ ACCADUTO QUEL GIORNO).

Per tale episodio, viene avviato un altro procedimento disciplinare, sul rilievo di aver minacciato i miei superiori. Al riguardo ho una registrazione dei fatti.  

IL 24 OTTOBRE 2018, DOPO ESSERMI MESSO IN MALATTIA PER FORTI DOLORI AL GINOCCHIO DESTRO E PER ALTERAZIONE PSICOFISICA CHE CON IL LORO FARE MI HANNO ARRECATO, MI CONVOCANO PRESSO L’UFFICIO SANITARIO DI PALERMO PER SINCERARSI DELLE MIE CONDIZIONI (LA LORO VERSIONE TELEFONICA). 

DI FATTO IL GIORNO DELLA VISITA NON SONO STATO MAI VISITATO, E SONO STATO RESO IDONEO DA 2 MEDICI DELLA POLIZIA (DA ME DENUNCIATI PER FALSO IDEOLOGICO E DI CUI HAI LA DENUNCIA VIA EMAIL CHE LE HO INVIATO) NONOSTANTE AVESSI 2 STAMPELLE PER IL FORTE DOLORE AL GINOCCHIO, QUESTA LORO IDONEITÀ AVEVA LO SCOPO DI RENDERMI DESTINATARIO DI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI ULTERIORI

Infatti, dopo pochi minuti si presentava un altro funzionario della Questura di PALERMO, che aspettava lì fuori (mi chiedo come facesse a sapere che io sarei stato dichiarato idoneo) PER NOTIFICARMI IL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DI UN MESE (ANCHE QUI HO REGISTRAZIONE AUDIO E VIDEO DOVE SI SENTE TUTTO E PUOI ASCOLTARE CIO’ CHE DI VERGOGNOSO MI ACCADE).

IL GIORNO STESSO MI RECAVO PRESSO L’OSPEDALE DI ALCAMO PER FORTISSIMO DOLORE AL PETTO E DOLORI ALLA GAMBA DESTRA E TRAMITE UNA RADIOGRAFIA L’ESITO DELLA GAMBA DESTRA DOLORANTE ERA INVECE: “SOSPETTA LESIONE PIATTO TIBIALE” E CIOE’ TUTTO IL CONTRARIO DELL’IDONEITÀ FATTA DA 2 MEDICI DELLA POLIZIA. 

MI FANNO PRESCRIZIONE MEDICA DI RECARMI ALL’OSPEDALE DI TRAPANI PER UN CONSULTO E L’ORTOPEDICO MI INGESSA LA GAMBA CON PROGNOSI DI 30 GIORNI INIZIALI E ASSOLUTO RIPOSO. 

Nonostante mi trovassi CON UNA GAMBA INGESSATA e con prescrizione di  ASSOLUTO RIPOSO, LA QUESTURA DI PALERMO ha continuato a bersagliarmi AVVIANDOMI ALTRI 2 procedimenti disciplinari (sempre molti mesi dopo dai presunti accadimenti) che sono sfociate nelle seguenti due SANZIONI DISCIPLINARI:

– altra SOSPENSIONE DI 6 MESI;

– DESTITUZIONE (LICENZIAMENTO) NOTIFICATO IL 20 APRILE 2019. 

NEL MESE DI APRILE HO TENTATO IL SUICIDIO, PERCHE’ NON CE LA FACEVO PIU’ AD ANDARE AVANTI IN QUESTO STATO E NON VEDEVO ALCUNA GIUSTIZIA E SOLO PER AVER SEGNALATO E DENUNCIATO LA VERITÀ MI SONO RITROVATO IN QUESTE CONDIZIONI A ESSERE LICENZIATO PER ECCESSO DI VERITÀ…

HO PRESENTATO 2 DENUNCE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, HO PRESENTATO TUTTI I RICORSI AL TAR (cfr. schema che segue) PER LE SANZIONI DISCIPLINARI E HO UNA SERIE DI REGISTRAZIONI AUDIO, VIDEO E DOCUMENTI CHE ATTESTANO CIO’ CHE DI ILLEGALE MI HANNO FATTO TRA ABUSI, FALSO IDEOLOGICO, VIOLENZA PRIVATA E TANTO ALTRO ANCORA. 

Pongo all’attenzione anche questo secondo accadimento.

Per il tramite dei miei avvocati ho impugnato, tra le altre, anche la sanzione espulsiva della destituzione del 20 aprile 2019. Il TAR, in sede cautelare, ha accolto le istanze cautelari svolte dai miei avvocati ed ha ordinato all’Amministrazione di riesaminare i fatti del procedimento disciplinare – entro 60 gg – alla luce della mia (all’epoca) carica sindacale e in un’ottica di diversa sanzione disciplinare, tenendo conto delle mie esigenze familiari (figlio minore da mantenere) e del gravissimo danno arrecatomi.

Con successivo provvedimento, peraltro adottato fuori PURE dai termini richiesti dal TAR, l’Amministrazione ha NUOVAMENTE confermato la destituzione, che ovviamente ho dovuto nuovamente impugnare e che è confluita nel giudizio già avviato per la prima destituzione.

In sintesi: ho 9 procedimenti aperti avanti al TAR come da schema estratto dal sito del TAR Palermo che segue

E’ intuitivo che mi si vuole non solo portare alla fame (senza stipendio e con avvocati da pagare) ma anche sfinire psicologicamente

VOGLIO FARTI POI NOTARE CHE IN SICILIA LE DATE SONO IMPORTANTI. INFATTI QUANDO LA MAFIA VUOLE COMMETTERE UN OMICIDIO, SCEGLIE DELLE DATE BEN PRECISE IN MODO CHE LA FESTA CHE SUBITO DOPO VIENE I PARENTI SE LO RICORDANO PER MOLTI ANNI. NEL MIO CASO IL PROVVEDIMENTO DELLA DESTITUZIONE ERA PRONTO IL 18 MARZO MA LA NOTIFICA ME L’HANNO FATTA IL 20 APRILE 2019, CIOE’ LA VIGILIA DI PASQUA.  Qui di seguito elenco i ricorsi pendenti che sono stato costretto a proporre per impugnare la maggior parte delle sanzioni che mi sono state inflitte.

RG Sezione Data Deposito Stato Fascicolo Ricorrente Oggetto
201902807 1 27/12/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO PROVVEDIMENTO DI REIEZIONE DI RICORSO GERARCHICO AVVERSO LA SANZIONE DISCIPLINARE DELLA PENA PECUNIARIA NELLA MISURA DI 3/30 DELLO STIPENDIO  
201902802 1 27/12/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO PROVVEDIMENTO DI RIGETTO DEL RICORSO GERARCHICO AVVERSO LA SANZIONE DISCIPLINARE DELLA PENA PECUNIARIA NELLA MISURA DI 5/30 DELLO STIPENDIO.  
201901531 1 05/07/2019 ASSEGNATO AD UDIENZA RULLO BRUNO DESTITUZIONE DALL’AMMINISTRAZIONE DELLA PUBBLICA SICUREZZA.  
201901281 1 07/06/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO SANZIONE DISCIPLINARE  
201901278 1 07/06/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO SANZIONE DISCIPLINARE  
201901275 1 06/06/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO SANZIONE DISCIPLINARE – PENA PECUNIARIA  
201901271 1 06/06/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO SANZIONE DISCIPLINARE – SOSPENSIONE DAL SERVIZIO  
201900757 1 09/04/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO SANZIONE DISCIPLINARE DELLA SOSPENSIONE DAL SERVIZIO  
201900321 1 08/02/2019 PRONTO PER UDIENZA RULLO BRUNO TRASFERIMENTO AD ALTRA SEDE  

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