Appelli

Mafie nell’area di Sorrento, Castellammare di Stabia… ecc

Tempo fa abbiamo pubblicato sul sito web dell’Associazione Caponnetto un articolo con il quale intendevamo lanciare un nostro grido di allarme sulle attività della criminalità organizzata sul territorio di Sorrento e dell’intera area ad essa circostante e richiamare, inoltre, una particolare attenzione della magistratura e delle forze dell’ordine su quell’area per eventualmente aiutarle e non lasciarle sole a combattere contro una criminalità imprenditrice che si nasconde indossando… abiti puliti e firmati.
Un amico ci ha descritto quel territorio come una sorta della “cuccia del cane che, dormendo sul posto, va a defecare fuori dal posto dove dorme”.
In sostanza egli ha voluto dire che i clan stanno a Sorrento, ma, un pò come il cane che va a fare i suoi bisogni fuori dalla sua cuccia, vanno a commettere le violenze altrove.
A Sorrento non fanno chiasso ed investono solamente montagne di capitali, comprando tutto.
Una camorra che assume il volto dell’imprenditore e che non spara.
Una camorra che si impossessa di quasi tutto, in tutti i settori economici, da quello alberghiero a quello della ristorazione e dei bar, da quello balneare a quello del gioco e del tempo libero o dell’abbigliamento firmato.
Magari- anzi sicuramente- utilizzando “facce pulite”, prestanome e mai uno appartenente notoriamente ai clan che dominano il territorio, i D’Alessandro, i Cesarano ecc.
Sorrento e il suo territorio distano poco più di una decina di chilometri da paesi e città come Castellammare di Stabia, Gragnano, Pimonte, Santa Maria la Carità, S. Antonio
Abate, dove la camorra è padrona anche dell’aria che respiri ed esercita il suo dominio assoluto con tutti i mezzi, anche sparando.
Ed e’ assurdo pensare che essa abbia lasciato indenne un’area – quella della penisola sorrentina- che, distando dieci o poco più chilometri, rappresenta un enclave dove poter investire i suoi miliardari proventi illeciti.
In passato c’è stato da parte della società civile qualche tentativo di reazione a questo stato di cose.
Lo prova, appunto, questo vecchio articolo che sotto riportiamo.

Eccolo: “A Sorrento e nella penisola sorrentina è necessario ed urgente dar vita ad un particolare apparato di vigilanza. Su un territorio così ricco la camorra è fortemente interessata e, ovviamente, presente ed attiva Pubblicato 26 Agosto 2014 | Da admin2 SORRENTO – Le rivelazioni degli investimenti della camorra stabiese in penisola sorrentina arrivano dal pentimento del braccio destro di Enzo D’Alessandro. E’… a raccontare come le scommesse e i videopoker sono i principali settori di interessi per il riciclaggio dei soldi sporchi. LE REAZIONI «Onestamente è come se fosse stata scoperta l’acqua calda. In effetti è da anni che si sente il fiato sul collo della malavita. La penisola sorrentina è una terra florida, invidiata ovunque. Ma che attira interessi criminali a cui bisogna contrapporre un’energica e furiosa rivolta per far sì che qui si evitino pericoli scongiurando il rischio che l’isola felice di una volta non torni mai più e diventi uno sbiadito ricordo da conservare nei libri di storia». È il commento, secco e preciso, del presidente della commissione Trasparenza del Comune di Sorrento, Rosario Fiorentino. Che interviene a piedi uniti nell’ampio dibattito politico riscoppiato negli ultimi giorni dopo le nuove rivelazioni sui rapporti fra la criminalità e la penisola sorrentina. C’è il timore che le cose possano peggiorare, il… , ha rilanciato l’appello ai sindaci: ovvero vigilare e combattere di più le attività illecite. Proprio loro, i primi cittadini, nelle scorse settimane rispedirono al mittente il disegno secondo il quale Sorrento e la penisola fossero accerchiate dalla camorra. Ma le ultime notizie vanno in senso opposto. Qui, dunque, serve un cambio di marcia. «Perché – sottolinea Fiorentino – più passa il tempo e più si peggiora. Serve arginare la costiera in tutti i modi dagli interessi della malavita. Non è
semplice, ma è necessario scendere in campo con più vigore. Qui non possiamo continuare a vivere con la presunzione che la penisola sorrentina sia una realtà completamente distaccata da un circondario in cui la criminalità ha messo radici per poi espandersi lì dove è possibile reinvestire con riscontri i propri proventi illeciti. Bisogna aprire un capitolo di indagini sulla questione riciclo. Qui in penisola sorrentina mi pare che tale tematica sia di prioritaria importanza. Siamo accerchiati. Le rivelazioni sull’espansione dei clan a Sorrento sono decisive perché sconfessano le certezze dei sindaci confermando quel che dicevamo da tempo: c’è un problema, grosso, da affrontare. In penisola la malavita si presenta sotto forme diverse da quelle “abituali” in realtà così vicine. Occhio alle transazioni, alle operazioni immobiliari, all’arrivo di capitali di dubbia matrice. Gli investimenti sono una valvola di sfogo con cui la criminalit

Bruciano le aziende in terra di camorra???!!! Lettera aperta dell’Associazione Caponnetto al Prefetto ed al Questore di Napoli. La prevenzione come arma principale della legalità

In solo due giorni due incendi hanno distrutto due attività, l ‘ una poco distante dall altra: la prima una nota torrefazione a Boscoreale e la seconda una concessionaria di auto in Poggiomarino.

Bisogna essere cauti sulle cause, poiché ci sono indagini in corso, ma non ci stupirebbe la pista dolosa, un gesto punitivo della camorra che cerca altre vittime di estorsione.
Una camorra sempre più spietata e con i vertici decapitati dagli ultimi arresti, ma certo un modus operandi che ci fa riflettere su come una nuova generazione criminale stia prendendo piede.

L’ Associazione Caponnetto chiede al Prefetto ed al Questore di Napoli di non abbassare la guardia e di essere vicini a chi denuncia. La prevenzione deve essere la vera arma della legalità.

Appello dell’Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” a tutte le persone oneste e coraggiose d’Italia

OPERAZIONE TESSERAMENTO 2015 ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

Fra poco daremo inizio all’operazione “tesseramento 2015″ all’Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie ” A. Caponnetto”.
Quindici anni di azioni costanti, ininterrotte, dure, incisive di osservazione, indagini, denunce, accompagnate da una serie infinita di convegni, riunioni, incontri tesi tutti a stimolare le persone a praticare uno stile di antimafia non parolaia e retorica, ma, al contrario, tutta caratterizzata da un modello di combattere le mafie attraverso l’INDAGINE, la DENUNCIA e la PROPOSTA, ci danno titolo per rivolgerci a tutte le persone oneste e coraggiose del Paese per invitarle ad iscriversi per fare in modo che in ogni angolo possibile del Paese si possa aprire una trincea per combattere il crimine.
Ci rivolgiamo anche a coloro che. eventualmente scoraggiati e delusi per non aver incontrato finora soggetti coerenti con le finalità esposte nei loro Statuti che non hanno contribuito a dare un’immagine corretta a tutto il fronte dell’antimafia sociale, sono rimasti finora alla finestra.
Troppa politica e troppa retorica, con una scarsa, scarsissima attività di indagine e di denuncia e, talvolta, anche affarismo e protagonismo.
Attività di INDAGINE E di DENUNCIA che deve essere, invece, il fulcro dell’azione di una vera Associazione antimafia.
L’Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” non ha MAI chiesto ed ottenuto soldi o privilegi di qualsiasi natura da Comuni, Province, Regioni, Stato centrale – se si escludono quelle due-tre migliaia di euro del 5 x mille che ci pervengono dalle persone che ci stimano -, nè ha consentito ad alcuno di utilizzare la sua sigla per attività di natura politica di qualsiasi stampo.
E, quando per i convegni -che non vedono mai un politico fra i relatori, ma solo magistrati, esponenti delle forze dell’ordine e giornalisti d’inchiesta – e per le centinaia di “visure camerali”che chiediamo per scovare le ditte mafiose, quei pochi soldi che ci arrivano attraverso il Tesseramento – che è molto selettivo, ad evitare infiltrazioni di malavitosi e di gente che vorrebbe entrare per tentare di strumentalizzare politicamente l’Associazione- ed il 5 x mille, non bastano, qualcuno di noi mette mani alle proprie tasche.
Vorremmo, questo sì, essere di più ad operare, ma, purtroppo, di gente onesta e coraggiosa se ne trova poca.
Ecco perché questa volta facciamo appello a tutte quelle persone, sparse nel paese, pulite intellettualmente e moralmente e desiderose di dare un loro contributo perché l’Italia non finisca di cadere nel baratro, perché vengano nella nostra Associazione a combattere contro la corruzione e le mafie.
Iscrivetevi all’Associazione Caponnetto e costituite in ogni angolo d’Italia un suo nucleo di combattimento.

Ass. Caponnetto

info@comitato-antimafia-lt.org
Tel 3470515527

Il problema del “Recupero crediti” e delle “aste giudiziarie” in provincia di Latina

Il PROBLEMA DEL “RECUPERO CREDITI” E DELLE “ASTE GIUDIZIARIE”.
UN APPPELLO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO AI PROCURATORI CAPO DELLE DDA DI ROMA E DI NAPOLI, AL NUOVO QUESTORE DE MATTEIS ED AL COMANDANTE PROVINCIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA COLONNELLO RECCIA DI LATINA
Un problema complesso che richiede competenze specifiche ed intorno al quale potrebbero muoversi interessi colossali.
E diffusi.
Ci venimmo a contatto quando ci furono le grandi manifestazioni di qualche anno fa indette dall’organizzazione di Danilo Calvani a Latina e non solo nel mondo contadino e, dopo aver raccolto una serie di notizie sulla crisi gravissima che colpisce molte aziende agricole, lo sottoponemmo all’attenzione di chi di dovere.
Sappiamo che è stata avviata un’indagine da parte della Questura di Latina, ma non ne conosciamo, ad oggi, l’esito.
Nè sappiamo se essa è ancora in corso.
Le voci erano tante e si parlava di possibili mani della camorra su alcune aziende dell’agro pontino cadute in gravi difficoltà economiche e perciò costrette a rivolgersi al sistema creditizio di banche o privati.
Un terreno scivoloso, questo, nel quale non riesci mai ad addentrarti come si deve per assenza di informazioni complete a causa dell’omertà della gente che ha paura di parlare e di denunciare.
Ci guidano, pertanto, le sensazioni, oltre le quali non riusciamo ad andare per due motivi:
il primo, perché non spetta a noi svolgere un’azione sostitutiva rispetto alle istituzioni preposte;
il secondo, perché, pur volendolo fare, non abbiamo gli strumenti ed i mezzi necessari.
Ma certo è che le “voci” che raccogliamo e le parole a mezza bocca che ci pervengono sono tante e ci inquietano.
Qualcuno parla di ” professionisti ” insospettabili che opererebbero in rete fra di essi nell’area bancaria e del recupero crediti e che svolgerebbero un’azione che tenderebbe a sottrarre ai proprietari le aziende in crisi.
Non siamo in grado di andare oltre in quanto non ci è stato possibile, ad oggi, raccogliere nomi e riscontri.
Certo, però, è che, se si volesse, non sarebbe difficile risalire al bandolo della matassa acquisendo presso le ” sezioni fallimentari” dei Tribunali di Latina, Cassino ecc. e gli uffici che si occupano del “recupero crediti” che operano per conto del sistema bancario gli elenchi delle aziende in crisi, di quelle già passate di mano e di quelle che stanno passando di mano, convocando vecchi e nuovi proprietari ed interrogandoli.
Un lavoro delicato e meticoloso, ma, ripetiamo, non difficile, che potrebbe aprire scenari davvero inquietanti in quanto potrebbe far luce sulla “provenienza” di quella massa enorme di capitali che da decenni si stanno investendo in provincia di Latina e nel Basso Lazio e di cui ne hanno parlato anche l’altro giorno a Formia, durante un convegno organizzato per la presentazione di un libro che tratta delle attività mafiose, il Dr. Conzo della DDA di Napoli e l’ex Procuratore Capo, sempre di Napoli, Dr. Lepore.
Un lavoro – forse questo è l’aspetto più importante – che potrebbe, peraltro e finalmente, disvelare le dimensioni e le attività di
quella “quinta mafia”, costituita da soggetti locali che operano sinergicamente con le organizzazioni storiche, camorra e ndrangheta soprattutto..

Signori, comprendeteci, non possiamo…

SIGNORI, COMPRENDETECI, NON POSSIAMO…

Noi confidiamo nell’onestà intellettuale di coloro che ci seguono, ritenendo che essi siano persone le più intelligenti ed in grado di comprendere il senso ed il valore del nostro agire.
Ci pervengono in continuazione, oltre a richieste di aiuto in denaro, anche di pareri o prese di posizione di natura politica.
Molti, infatti, ci inviano documenti che implicano l’assunzione di una posizione su situazioni e comportamenti che si riferiscono a fatti politici.
In 15 anni di attività, l’associazione Caponnetto ha sempre rifiutato di schierarsi con questo o quel partito politico, con questo o quello schieramento di partiti ed è stata sempre rigida nel salvaguardare e difendere la sua autonomia da qualsiasi formazione partitica.
Pagando anche prezzi altissimi.
Il processo di degenerazione in corso nei partiti politici ci costringe a marcare la nostra distanza da tutto e da tutti.
Noi non siamo dei qualunquisti ed ognuno di noi ha la sua idea politica e vota, ma non vogliamo assolutamente sentirci subordinati o accumunati a e con tizio o caio in quanto la corruzione – stavamo per scrivere “la mafiosità” – che alligna sempre di più nel quadro politico del nostro Paese ci induce a marcare la distanza da tutto e da tutti, pur tenendo conto, a livello personale, delle diversità originarie di ogni formazione rispetto all’altra.
In parole povere, nessuno di noi è un qualunquista, ma ciò non deve indurre a pensare che noi siamo al servizio di tizio o caio perché la degenerazione in atto nelle burocrazie di tutti i partiti politici ci induce a marcare le distanze, come soggetto associativo, da tutto e da tutti.
Le mafie non hanno colore politico ed un’antimafia seria non può e non deve avere una posizione diversa.
Se vuole essere una vera “antimafia”!!!
Il tentativo di chi vuole tirarci per la giacca per vederci allineati con questo o con quello è, quindi, maldestro e non gradito.
Ognuno di noi conosce la storia e la genesi dei fenomeni sociali ed economici e, quindi, anche politici.
Ma ognuno di noi conosce, al contempo, le mutazioni e le degenerazioni di quei fenomeni.
Talché, senza alcuna presunzione, chi fa un’antimafia seria, sul campo e non asservita a poteri economici o politici, può a ben ragione definirsi ed essere definito come colui o colei che ha acquisito, senza schermature e forzature di sorta, quell’autonomia e quella maturità che gli/le consentono quella libertà di giudizio e, quindi, quella capacità di espressione personale, anche con il voto, delle sue preferenze.
Senza mai intaccare l’autonomia degli altri consociati.
Un’Associazione seria si comporta in questo modo!
Quindi, vi supplichiamo: non costringeteci ad esprimere giudizi impietosi e limitatevi ad accettarci per quello che siamo, con la nostra identità vera e per il nostro impegno quotidiano contro le mafie, soprattutto quelle politiche ed annidate nelle istituzioni.
Le vere mafie!!!

L’APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA “A. CAPONNETTO” PER SALVARE “LA VOCE DELLE VOCI”

Il prossimo 16 settembre la Corte d’Appello dell’Aquila dovrà decidere il destino della testata antimafia “La Voce delle Voci”.

Dopo trent’anni di battaglie contro le connection tra malavita organizzata e poteri deviati, la testata ha infatti dovuto sospendere le pubblicazioni a causa di una sentenza di condanna per presunta diffamazione pronunciata dal Tribunale di Sulmona.

A seguito della sentenza la denunciante, esponente sulmonese dell’IDV, ha pignorato la testata, chiedendone la vendita al migliore offerente.

Ora la Corte d’Appello dell’Aquila dovrà pronunciarsi sulla richiesta di sospensione della provvisoria esecuzione avanzata dagli avvocati della “Voce delle Voci” sulla base di nuovi elementi emersi alla Procura della Repubblica di Campobasso, competente per territorio su Sulmona, che ha iscritto nel registro degli indagati il giudice estensore della sentenza di primo grado, nell’ambito di una indagine penale in cui figurano come parti offese i giornalisti della Voce.

Una vicenda sconcertante, al punto da essere stata trasmessa al Consiglio Superiore della Magistratura dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Dalla decisione della Corte d’Appello dipenderà in buona parte il destino di questa storica testata, cui fino a marzo hanno regolarmente collaborato con i loro articoli personalità come, per fare solo alcuni nomi, Ferdinando Imposimato, Giulietto Chiesa, Jacopo Fo, Elio Lannutti, Sandro Provvisionato, Luciano Scateni, Elio Veltri.

Ma ” La Voce delle Voci” è stata soprattutto negli ultimi dieci anni testata di riferimento della Associazione Nazionale Antimafia “Antonino Caponnetto”, cui collaborano da volontari i suoi giornalisti. La “Caponnetto” e la “Voce” organizzano da anni incontri pubblici di sensibilizzazione ed informazione dei cittadini.

Migliaia di persone hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con i magistrati di prima linea nel contrasto alle mafie, come avvenuto lo scorso 23 maggio a Napoli, quando è intervenuto il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti.

Proprio in nome di questo comune impegno teso a ripristinare condizioni di civiltà in un Paese devastato dalle mafie, l’Associazione Antimafia”A. Caponnetto” scende in campo al fianco de “La Voce delle Voci “e rivolge un appello affinché non vada dispersa una esperienza coraggiosa di giornalismo indipendente durata trent’anni, così privando gli italiani di uno strumento indispensabile d’informazione ed incontro per le forze sane del Paese.

Svegliatevi!!!

QUANDO NOI DICIAMO CHE MENTRE LE MAFIE SI SONO AMMODERNATE ED HANNO FATTO SUL PIANO DELLE TATTICHE E DELLE STRATEGIE DI CONQUISTA DEL POTERE ASSOLUTO E DELLA RICCHEZZA GLOBALE PROGRESSI ENORMI LA COSIDDETTA ” ANTIMAFIA ” E’ RIMASTA INDIETRO DI 5O ANNI FERMA A METODOLOGIE DI CONTRASTO OBSOLETE E RIDICOLE, AGLI APPELLI, ALLE COMMEMORAZIONI, ALLE FIACCOLATE, ALLE INVOCAZIONI, ALLE FIACCOLATE, AI FILM RAFFIGURANTI ANCORA IL ” PADRINO”, AI RACCONTI DELLA NONNINA.
Tutte cose ridicole ed innocue che non fanno nemmeno il solletico ai mafiosi i quali, intanto, hanno conquistato gran parte della ricchezza nazionale e mondiale ed un potere infinito tale da assoggettare larga parte della politica e delle istituzioni ai loro voleri, alle loro scelte.
Ci si illude di poter fare la guerra contro armate dotate di carri armati e missili con un esercito sgangherato di sprovveduti e di ragazzini e non raramente di affaristi che pensano di farsi gli affari propri approfittando della babele determinata da una Roma in fiamme.
Fino a quando si continuerà a ciurlare nel manico credendo e facendo credere agli sprovveduti che le mafie vanno identificate nei Totò Riina o nei Provenzano o negli Schiavone e in uomini rozzi ed analfabeti e non, invece, nel banchiere, nel ministro, nel deputato, nel senatore, nel sindaco, nell’assessore, nel generale, nell’imprenditore, nel commercialista, nel notaio, nell’avvocato e, talvolta, anche fra i magistrati, i carabinieri, i poliziotti, i finanzieri che sono venuti meno al giuramento di fedeltà allo Stato di diritto, non faremo molta strada ancora e diventeremo tutti complici del più orrendo delitto: quello di aver distrutto lo Stato di diritto e di aver consegnato il Paese nella mani di bande di criminali, compromettendo, così – la cosa piu’ grave – l’avvenire dei nostri figli e dei giovani.
Noi non ci stiamo e vogliamo lottare fino all’ultimo per conservare, se non altro, il diritto a poter guardare negli occhi, con la coscienza a
posto di aver fatto il nostro dovere di genitori e di cittadini, i nostri figli.
Svegliatevi!!!
Svegliatevi presto, in tempo per poter combattere seriamente la mafia che, oggi, non è più quella che, coscientemente o incoscientemente, ci viene raffigurata in maniera del tutto diversa da quella che effettivamente è:
la mafia-stato, la mafia diventata potere.
E con la mafia-stato e la mafia -potere non si fa la guerra con un esercito di ragazzini, di gente impreparata e sprovveduta che quando le indichi la luna, anziché guardare questa, guarda il dito con il quale gliela indichi o, peggio, con bande di affaristi che, con la scusa di fare la lotta alle mafie, approfitta per farsi gli affari propri, costi quello che costi e fregandosene delle sorti del Paese e dei cittadini perbene.
Falcone diceva (scomodiamolo una sola volta anche noi):
“Seguite il filone dei soldi e troverete la mafia”.
I soldi!
E chi ha i soldi ha il potere che, alla lunga, si trasforma nel Potere.
Quello assoluto che ti strozza e ti toglie anche l’aria per respirare.
Svegliatevi!!!

Aiutiamo Bennardo

E’ UN APPELLO ACCORATO CHE LANCIAMO A TUTTA ITALIA E CHE RIPETEREMO PIU’ VOLTE:
AIUTIAMO BENNARDO!!!
EGLI E’ UN ARTIGIANO STROZZATO A PALERMO DAGLI USURAI E CHE, DOPO AVERLI DENUNCIATI, PER SOPRAVVIVERE E CURARE UN FIGLIO AFFETTO DA UNA MALATTIA RARA SI VEDE COSTRETTO A VENDERE UN RENE.
LO SI PUO’ AIUTARE ORDINANDOGLI E FACENDOSI INVIARE PER CONTRASSEGNO LE SUE PRODUZIONI.

 

Chi è Bennardo Mario Raimondi

Il 19 Luglio 2011 durante la commemorazione della morte di Paolo Borsellino, alcune agende rosse hanno conosciuto un artigiano palermitano, che, vittima del racket e delle estorsioni, un giorno ha deciso di denunciare tutto. La sua vita da quel momento non è di certo migliorata. Fa difficoltà ad andare avanti, difficoltà economiche che si sommano al fatto di avere un figlio malato, che periodicamente dev’ essere portato a Roma perché affetto da una malattia rara. Per cercare di continuare a curare il figlio Bennardo si è visto costretto a vendere un rene. Scopo di questo blog è di creare una vetrina sui suoi prodotti, sperando che possa riprendere a lavorare regolarmente. Nel frattempo si può versare qualcosa sulla carta poste pay, le cui coordinate trovate nella colonna di destra. Nella sezione Prodotti una vetrina di ciò che produce e vende. Qualora foste interessati ad effettuare degli ordinativi o ad aiutarlo ad allestire degli stand con i suo prodotti, potete chiamarlo sul numero di cellulare: 3391327950

 

Appello agli iscritti ed ai simpatizzanti dell’Associazione Caponnetto

LETTERA APERTA AGLI ISCRITTI ED AI SIMPATIZZANTI
DELL’ASSOCIAZIONE “A. CAPONNETTO”
La specificità dell’Associazione Caponnetto sta nello sforzo quotidiano che essa compie per individuare tutti quegli atti che vengono compiuti per agevolare, direttamente od indirettamente, l’espansione del fenomeno mafioso nei vari territori.
L’Associazione Caponnetto non è un soggetto asservito a questo o quello schieramento politico, a questa o quella formazione politica, anche se essa guarda ai fatti della politica con un occhio favorevole a quelle forze politiche che dovessero eventualmente impegnarsi più delle altre nel contrastare le mafie e la corruzione.
Ma il suo compito esclusivo è quello di individuare i mafiosi e gli amici dei mafiosi, denunciarli, farli processare, condannare e far sottrarre ad essi i beni accumulati in maniera illecita.
A questo compito si accompagna un altro, non secondario, che riguarda il comportamento delle istituzioni nella lotta alle mafie ed alla corruzione, le omissioni, le opacità, le collusioni di pezzi di queste, la qualità delle prestazioni in materia di lotta alle illegalità ed il miglioramento/cambiamento di queste:
INDAGINE, DENUNCIA, PROPOSTA.
Niente di più, niente di meno.
E’ profondamente sbagliato sostenere che ci sono aree nel Paese in cui ” la mafia non c’è”.
LE MAFIE SONO DOVUNQUE.
ANZI E’ PROPRIO DOVE SEMBRA CHE NON CI SIANO CHE CI SONO DI PIU’ PERCHE’ VUOL DIRE CHE ESSE SONO RIUSCITE E RIESCONO A MIMETIZZARSI A TAL PUNTO DA NON APPARIRE..
La bravura e le capacità di un ognuno che voglia fare un’attività seria contro le mafie si misurano proprio dal suo saper individuare o meno i mafiosi, soprattutto quelli in giacca e cravatta, quell’”area grigia” di colletti bianchi che rappresenta l’ossatura delle mafie.
E’ un errore imperdonabile il continuare a raffigurare il mafioso nel “padrino” che estorce, spara e fa sparare.
Questa è una figura che appartiene al passato, ad un passato lontano.
Il mafioso, oggi, e’ il politico, l’uomo delle istituzioni, il prete, il poliziotto, il carabiniere, l’avvocato, l’ingegnere, il commercialista, il notaio, l’imprenditore, il deputato, l’uomo di governo, talvolta il magistrato, il direttore di banca, l’imprenditore, colui che frequenta i salotti buoni.
Sono questi i soggetti che un’Associazione antimafia seria DEVE saper individuare e DENUNCIARE.
Se non fa questo, essa non assolve ai suoi doveri.
Non è un’associazione che combatte le mafie.
Fa altra cosa.
Notiamo che non tutti hanno compreso e comprendono appieno il senso del nostro essere e del nostro agire.
In passato si sono avvicinate a noi, con l’intento evidentemente di strumentalizzare l’Associazione a fini politici – e qualcuno anche, forse, speculativi, – persone di ogni specie.
Il nome, il prestigio e la storia sono appetibili.
Orbene è opportuno che tutti sappiano che nell’Associazione Caponnetto non c’è spazio per quanti non siano disponibili ad impegnarsi UNICAMENTE per scoprire e denunciare i mafiosi ed i loro sodali.
In qualunque partito politico, ufficio o assise essi siano.
Punto.
Giova, a questo punto, ricordare a tutti che noi abbiamo approntato in anni ed anni di duro lavoro un database che ci consente di fare accurate ricerche su imprese e soggetti in odor di mafia.
Ciò ci è costato e ci costa enormi sacrifici e ci consente, però, di fare un’azione veramente incisiva di indagine e di denuncia, nomi e cognomi, dei mafiosi.
Invitiamo ancora una volta tutti gli iscritti e simpatizzanti ad inviarci tutte quelle notizie utili a farci individuare nei rispettivi territori presenze, insediamenti, atti, investimenti di capitali e quant’altro del genere di natura sospetta.
Senza di questo non si conduce alcuna azione significativa contro le mafie.

Aiutiamo Bennardo Mario Raimondi, un artigiano palermitano ridotto alla miseria dagli usurai e che per curare un figlio affetto da una malattia rara si è visto costretto a vendersi un rene

E’ UN APPELLO ACCORATO CHE LANCIAMO A TUTTA ITALIA E CHE RIPETEREMO PIU’ VOLTE:
AIUTIAMO BENNARDO!!!
EGLI E’ UN ARTIGIANO STROZZATO A PALERMO DAGLI USURAI E CHE, DOPO AVERLI DENUNCIATI, PER SOPRAVVIVERE E CURARE UN FIGLIO AFFETTO DA UNA MALATTIA RARA SI E’ VISTO COSTRETTO A VENDERE UN RENE.
LO SI PUO’ AIUTARE ORDINANDOGLI E FACENDOSI INVIARE PER CONTRASSEGNO LE SUE PRODUZIONI.

Il 19 Luglio 2011 durante la commemorazione della morte di Paolo Borsellino, alcune agende rosse hanno conosciuto un artigiano palermitano , che, vittima del racket e delle estorsioni, un giorno ha deciso di denunciare tutto. La sua vita da quel momento non è di certo migliorata. Fa difficoltà ad andare avanti,difficoltà economiche che si sommano al fatto di avere un figlio malato, che periodicamente dev’ essere portato a Roma perchè affetto da una malattia rara. Per cercare di continuare a curare il figlio Bennardo si è visto costretto a vendere un rene. Scopo di questo blog è di creare una vetrina sui suoi prodotti, sperando che possa riprendere a lavorare regolarmente. Nel frattempo si può versare qualcosa sulla carta poste pay , le cui coordinate trovate nella colonna di destra. Nella sezione Prodotti una vetrina di ciò che produce e vende. Qualora foste interessati ad effettuare degli ordinativi o ad aiutarlo ad allestire degli stand con i suo prodotti,, nella sezione Contatti trovate il form per scrivergli,o se volete potete anche chiamarlo sul numero di cellulare : 3391327950

No alla discarica di Cupinoro

Cupinoro: lettera-petizione al Presidente del Consiglio dei Ministri

Riceviamo, aderiamo e pubblichiamo la lettera/petizione che verrà inviata domani, merc.9 luglio, a Renzi, in previsione della decisione del consiglio dei ministri sul futuro della discarica di Cupinoro e della Bracciano Ambiente. Si chiede a comitati e associazioni di sottoscriverla, dando il consenso corredato dal nome esatto da inserire e da un recapito. La lettera verrà inviata corredata delle firme, senza loghi e intestazioni, con “domicilio eletto del mittente” presso l’ass. Salviamo Bracciano e spedita con gli allegati.
Inviare adesioni a: salviamo.bracciano@gmail.com

LETTERA/PETIZIONE Al Presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi

Aggiungiamo che:
- la politica dell’”emergenza” cui fanno solitamente ricorso i vari livelli di governo non è più accettabile. Sono anni che il cittadino vede calpestato il proprio diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente con questo tipo di risposta politica che di fatto ha favorito affaristi, catttivi amministratori e politici, malaffare. L’art.32 della Costituzione grida vendetta.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Quando vuole, la politica sa come affrettare tempi e interventi a suon di decreti fulminei, magari quelli a danno delle tasche e delle scelte di vita dei cittadini-sudditi. Trovi anche questa volta una soluzione rapida e drastica con un piano di gestione dei rifiuti degno della vera emergenza, l’EMERGENZA INQUINAMENTO, l’EMERGENZA CORRUZIONE e il GRAVE DEGRADO CULTURALE che questo paese sta ingiustamente patendo. Se i politici al governo non sanno come si fa, si rivolgano alle figure professionali di valore che hanno saputo resistere alle lusinghe di un sistema asservito a un modello economico lineare, ovvero alla proliferazione del rifiuto di tutti i tipi, all’esaurimento delle risorse rimaste, all’inquinamento sempre più diffuso, e infine… all’estinzione della specie, come ci ricorda l’epigenetica. Cupinoro è l’emblema di questa tendenza.
Grazie al pesante silenzio di Amministratori Locali e dei vari piani di governo, i cittadini, già gravemente penalizzati, per difendere il proprio diritto alla salute e a un ambiente salubre si trovano oltretutto costretti a mettersi le mani in tasca per fare ricorsi al TAR, a impegnare tutte le loro ore libere per informarsi e autoformarsi, quando c’è tutta una classe politica e amministrativa che non salta un solo stipendio e vive di privilegi. La buona politica è puro servizio.
Quindi, niente “emergenza”, ma duro impegno e onestà d’intenti per una svolta radicale nel ciclo di gestione dei rifiuti… senza centrali a biogas e tutte le altre diavolerie della cosiddetta “green economy”, nuova culla dei lobbisti trasmigrati da altri settori di affari.

Uniti per i nostri diritti di uomini e donne onesti che continueranno a combattere contro ogni forma di illegalità.

Tutti i processi di legalità richiedono un impegno, un sacrificio. Noi il ns lo abbiamo dato senza se e senza ma, oggi chiediamo solo che chi è preposto alla nostra sicurezza, chi deve essere garante della nostra rivincita sociale, faccia il proprio lavoro e non ci illuda. La sofferenza nostra e dei nostri cari non può più continuare, siamo ormai allo stremo, non dobbiamo chiedere nulla per piacere perché l’educazione è una delle nostre virtù.
Noi siamo e saremo sempre corretti e rispettosi delle leggi, delle regole; quel grande senso che ci lega alle istituzioni e’ parte del nostro dna e mai ci pentiremo di aver denunciato le mafie e la corruzione.
Mercoledì 11 giugno noi saremo davanti a Palazzo Chigi per chiedere che una volta per tutte il governo attuale mantenga gli impegni presi, che i Ministri diano la giusta priorità alle vicende dei tdg. Noi meritiamo rispetto e dobbiamo continuare ad essere esempi positivi in questa Italia che vuole risorgere da decenni di malaffare.

Oggi amici, vi chiedo un ultimo sforzo, un ultimo atto di coraggio e di speranza, dobbiamo essere uniti, mantenere la calma e volerci bene; anche chi non potra’ esserci mercoledi, sarà con noi, nel nostro cuore. Noi non vogliamo divisioni, incomprensioni ne’ liti.

Noi vogliamo l’ unione, il gruppo.

Il condividere la sofferenza ne allevia il dolore.
Lo Stato non è un nostro nemico, ma dobbiamo svegliare i dormienti e chiarire di chi sono le responsabilità di questo netto stato di abbandono.
Chiederemo a nome di tutti al presidente Renzi un atto di lealtà politica e morale e di farsi garante della costituzione della commissione centrale ex art.10 e del decreto attuativo.

Siamo certi che egli saprà essere leale ed impegnarsi concretamente affinché anni di promesse diventino realtà.
Mercoledì vi aspettiamo tutti numerosi insieme a quel popolo onesto che ci ha sempre sostenuto.

Saremo a Roma per gridare alle mafie che noi tdg siamo e resteremo esempi di legalità.

I Testimoni di Giustizia

Venite a manifestare con i Testimoni di Giustizia MERCOLEDI’ 11 giugno dalle ore 10 in poi vicino a Palazzo Chigi a Roma. La lotta alle mafie si fa difendendo chi le denuncia prima che venga ammazzato e NON DOPO!!!

LA LOTTA ALLE MAFIE SI FA DIFENDENDO CHI LE DENUNCIA E METTENDO A REPENTAGLIO LA PROPRIA VITA E QUELLA DEI SUOI FAMILIARI, NON CHIACCHIERANDO SOLAMENTE E PRIMA CHE EGLI VENGA AMMAZZATO E NON COMMEMORANDOLO DOPO LA MORTE. CHI ABITA A ROMA O, COMUNQUE, NEL LAZIO, O NON LONTANO, VENGA CON NOI A MANIFESTARE INSIEME AI TESTIMONI DI GIUSTIZIA MERCOLEDI’ 11 GIUGNO, DALLE ORE 10 IN POI, VICINO A PALAZZO CHIGI.

Un appello al quale l’Associazione Caponnetto risponde positivamente. Noi ci saremo come sempre

Cari amici,
forti anche del sostegno e della presenza garantitaci da don Luigi Ciotti, con la lettera in allegato siamo a chiederVi l’adesione alla iniziativa di protesta che abbiamo organizzato a partire da lunedì 19 maggio p. v. alle ore 10.30, al fine di richiedere con forza l’approvazione del decreto attuativo della legge n.125 del 30 ottobre 2013 (GU Serie Generale n.255 del 30-10-2013), in merito al tema dell’assunzione dei Testimoni di Giustizia all’interno della Pubblica Amministrazione. Vi preghiamo di diffondere il nostro appello anche attraverso il vostro sito internet e social network.

In attesa di una Vostra gentile risposta, Vi salutiamo cordialmente.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE TESTIMONI DI GIUSTIZIA

ASSOCIAZIONE NAZIONALE TESTIMONI DI GIUSTIZIA

Sede legale contrada San Leonardo, Bivona (AG)

www. associazionetestimonidigiustizia. jimdo. com

uff. stampa. antdg@hotmail. com

 

Cari amici,
come sapete la delicata questione dei Testimoni di Giustizia in Italia è lungi dall’essere risolta, nonostante nel corso della passata legislatura il legislatore abbia provveduto all’approvazione in via definitiva del ddl n.1015-B di conversione in legge del decreto legge 31 agosto 2013, n.101.
La nuova legge, n.125 del 30 ottobre 2013 (GU Serie Generale n.255 del 30-10-2013), recita all’articolo 7, al comma 1:
· alla lettera a), capoverso e-bis), dopo le parole: « ad accedere » sono inserite le seguenti: «, anche se non più sottoposti allo speciale programma di protezione, »;
· alla lettera b), capoverso 2-bis, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Con il medesimo decreto sono espressamente stabiliti i criteri di riconoscimento del diritto ai soggetti non più sottoposti allo speciale programma di protezione, anche in relazione alla qualità ed entità economica dei benefici già riconosciuti e alle cause e modalità della revoca del programma di protezione ».

Purtroppo, la legge è rimasta priva del necessario ed opportuno decreto attuativo. Pertanto, la norma che avrebbe quantomeno dovuto risolvere l’annosa questione del reinserimento lavorativo del TdG è di fatto una norma “fantasma”.
Nonostante l’impegno profuso dai componenti dell’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia e da don Luigi Ciotti, la cui solidarietà e sostegno a favore di noi Testimoni di Giustizia non è mai venuta meno – basti ricordare il suo intervento nell’ambito del convegno del 20/12/2013 presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana – da mesi la legge rimane inapplicata.
Non ultimo le recenti prese di posizione dei TdG attraverso i mass media nazionali (Presa Diretta) e locali e la recente costituzione in seno alla Commissione Parlamentare Antimafia del comitato d’inchiesta coordinato dal Deputato Davide Mattiello non hanno sortito l’esito sperato; anzi, nel corso della recente audizione in Commissione Parlamentare Antimafia del Viceministro Filippo Bubbico è apparso chiaro che la strada da percorrere per una reale e concreta risoluzione dei nostri problemi risulta tuttora piuttosto complessa ed articolata, lontana da una rapida soluzione.
Questa Associazione non ha mai perso la speranza di restituire la serenità alle proprie famiglie, ma con altrettanta consapevolezza non può non denunciare che ciò che è venuto meno è proprio la fiducia nelle Istituzioni dello Stato. Oggi, con rammarico, denunciamo che i TdG sono “prigionieri” di una politica resa sorda, muta e cieca da una burocrazia estranea alle reali esigenze dei cittadini onesti di questo paese. “La mafia uccide solo d’estate”, ma la burocrazia offende ogni giorno la nostra dignità di onesti cittadini dello Stato.
L’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia fa pertanto appello a tutto il movimento antimafia a sostenere apertamente questa battaglia di civiltà, giuridica e sociale. Sentiamo il bisogno di chiedere umilmente di condividere con noi e con le nostre famiglie l’iniziativa che abbiamo organizzato per il 19/05 p. v. con lo spirito, anzi, in continuità con quella positiva esperienza che è stato Contromafienel 2006 e nel 2009.
L’iniziativa ha come scopo la richiesta dell’approvazione in tempi certi e ben definiti del decreto attuativo, nonché delle necessarie coperture economiche ivi incluso l’individuazione delle amministrazioni centrali e/o periferiche destinatarie del decreto di assunzione dei TdG. L’iniziativa proseguirà ad oltranza fino all’ottenimento di quanto sopra.
Per tutti coloro che lo vorranno, l’appuntamento è per il prossimo 19 maggio alle ore 10: 30 davanti al Ministero dell’Interno in Piazza del Viminale, 1 in Roma.
Da soli non si va da nessuna parte, da soli si corre il rischio di dare sfogo al proprio io. Sarebbe bello se arrivassimo a condividere con gioia, in previsione dell’evento di Contromafie del prossimo ottobre 2014, l’approvazione del decreto attuativo quale strumento privilegiato nella lotta contro la criminalità organizzata di stampo mafioso, a beneficio non solo dei diretti interessati, cioè i TdG, ma anche a vantaggio di tutti i cittadini onesti che vedranno così pienamente tutelato il diritto alla denuncia.
In attesa della Vostra cortese e sollecita risposta, Vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Lotta alle mafie – progetto Ruotolo contro le mafie

Progetto “Rocco Ruotolo”contro il racket e l’usura.
Mi chiamo Rocco Ruotolo, sono un testimone di giustizia da qualche anno. La mia è stata ed è una battaglia di legalità e giustizia. Tale esperienza ha segnato la mia vita e quella della mia famiglia. In questi anni ho conosciuto altri testimoni di giustizia, tante persone finite nel giro dell’usura. L’azione dello stato è lenta, le persone purtroppo finiscono in un mondo senza speranza e sole. Mi sono chiesto spesso: “cosa si può fare per sconfiggere il racket e l’usura? Cosa posso fare io oggi? Voi cittadini cosa potreste fare?” Dopo attenta riflessione e con il sostegno della mia famiglia, ho deciso di condividere con voi cittadini, il seguente “progetto Rocco Ruotolo”: sono proprietario di un parco con sei ville da ultimare, le metto a disposizione della comunità per realizzare un centro attivo contro il racket e l’usura. Le ville sono da ultimare, per questo chiedo il sostegno a voi tutti. Il centro una volta ultimato, dovrebbe erogare servizi ai cittadini, alle aziende, a chiunque sia in difficoltà, possa trovare un sostegno concreto. Per ultimare i lavori chiedo aiuto a tutti: cittadini, fondazioni, associazioni, istituzioni, politica compresa. In un mondo sempre più difficile, dove lo Stato ha difficoltà e ritardi, i cittadini rimangono soli, spesso indifesi contro strutture mafiose, organizzate piramidalmente e militarmente. Oggi la mafia non è solo lupara. Le mafie sono un “stato” nello Stato. Si presentano con il volto sorridente e profumato, sono: avvocati, commercialisti, notai, uomini politici, imprenditori, giornalisti, gente qualunque che chiede “favori”. Sono titolari di imperi economici e hanno facile accesso al credito, spesso sono titolari di finanziarie che prestano soldi facilmente, sembra tutto legale, fino a quando non incastrano le persone e diventano loro prigioniere: devi cedergli tutto e diventare loro partner! Io mi sono ribellato. Se vogliamo una società migliore, solidale, meno violenta, dove chi è in difficoltà (non siamo santi e tutti possiamo commettere errori!) possa essere aiutato a rialzarsi in modo legale e riprendere la propria vita, iniziamo una collaborazione con un obiettivo ben preciso: “fare qualcosa di concreto per noi stessi, per i nostri figli, per una società migliore”. Iniziamo con un progetto concreto: “un parco con sei ville da destinare alla legalità, contro il racket e l’usura. Io metto a disposizione il parco con le ville, voi mi aiutate a terminare i lavori!”. Chi è interessato a sostenere tale progetto per la legalità può riempire il form con i dati e quale tipo di contributo intende offrire.
Se desiderate sostenere tale iniziative, riempite il form con vostri dati e quale tipo di aiuto intendete offrire. Se avete un’azienda edile potreste offrire personale per i lavori, se siete proprietari di una fabbrica di infissi potreste offrire infissi e così via, oppure contribuire offrendo un sostegno finanziario. E’ un progetto di speranza e per persone di buona volontà. Una volta ricevuto il form verrete ricontattati: per dirvi grazie e poi per passare alla fase pratica e attuativa.

Appello dei Testimoni di Giustizia della Campania a tutti i Testimoni di Giustizia d’Italia: il governo non rispetta gli impegni e prepariamoci, perciò, per andare tutti a manifestare a Roma

APPELLO DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA DELLA CAMPANIA A TUTTI I TESTIMONI DI GIUSTIZIA D’ITALIA

STIAMO SEGUENDO CON PARTICOLARE ATTENZIONE GLI SVILUPPI IN MERITO AL RILASCIO DELLA DELEGA PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE CENTRALE EX ART 10 LEGGE 82 1991
DELEGA CHE DOVEVA GIA’ ARRIVARE – SECONDO LE ASSICURAZIONI FORNITECI NEL COLLOQUIO DA NOI AVUTO CON I DIRIGENTI DEL MINISTERO DEGLI INTERNI ANCHE ALLA PRESENZA DEI PARLAMENTARI IANNUZZI E SARTI DEL M5S, – AL VICEMINISTRO DELL’INTERNO SENATORE FILIPPO BUBBICO DA PARTE DEL MINISTRO DELL’INTERNO ANGELINO ALFANO, MA CHE, INVECE, AD OGGI, 28 MAGGIO, E’ ANCORA DI LA’ DA VENIRE.
La delega di cui sopra è assolutamente necessaria per la ricostituzione della Commissione Centrale preposta all’esame ed alla soluzione dei tanti problemi dei testimoni di giustizia, primo fra tutti quello relativo all’applicazione, con l’approvazione del decreto attuativo della legge che prevede l’ assunzione presso la pubblica amministrazione.
Purtroppo sembra che agli impegni assunti non stiano seguendo i fatti.
E’ bene, pertanto, che ci manteniamo tutti pronti ad andare nuovamente a manifestare davanti al Viminale per chiedere l’osservanza degli impegni assunti.

Luigi coppola
Per il gruppo testimoni campani

Invito ad iscritti e simpatizzanti a sottoscrivere il 5 x mille a favore dell’Associazione Caponnetto

Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie

“Antonino Caponnetto” “Antonino Caponnetto”

www.comitato-antimafia-lt.org info@comitato-antimafia-lt.org

tel 3470515527

UN INVITO A TUTTI A SOTTOSCRIVERE IL 5 x 1000

A FAVORE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO,UNA DELLE ASSOCIAZIONI ANTIMAFIA IN ITALIA CHE HA RIFIUTATO,PER SALVAGUARDARE LA SUA AUTONOMIA DA TUTTO E DA TUTTI,DI USUFRUIRE FINANZIAMENTI ED ALTRI BENEFICI DA PARTE DELLE ISTITUZIONI E DEI PARTITI POLITICI.
IL SUO CODICE FISCALE E ‘

91079510599
LA SEGRETERIA

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Comunicato importante dell’Associazione Caponnetto: tutti a Roma il 12 aprile davanti al Viminale alla manifestazione indetta dagli amici delle Agende Rosse a difesa dei magistrati impegnati nel processo Stato-mafia

COMUNICATO IMPORTANTE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

IL 12 APRILE MANIFESTAZIONE NAZIONALE PROMOSSA DAGLI AMICI DELLE “AGENDE ROSSE” A ROMA ,DAVANTI AL PALAZZO DEL VIMINALE ,PER CHIEDERE UN’ADEGUATA PROTEZIONE DEI MAGISTRATI IMPEGNATI NEL PROCESSO CHE RIGUARDA LE TRATTATIVE FRA STATO E MAFIA.

L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO E’ BEN LIETA DI ADERIRE ALL’INIZIATIVA DELLA NOSTRA CONSORELLA ED ASSICURA SIN D’ORA LA SUA SENTITA PARTECIPAZIONE.

SI INVITANO PERTANTO TUTTI GLI ISCRITTI ED I SIMPATIZZANTI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO AD INTERVENIRE IN MASSA E AD ESTENDERE L’INVITO AL MAGGIOR NUMERO POSSIBILE DI LORO FAMILIARI ED AMICI .

E’, QUESTA,UN’OCCASIONE PER FAR SENTIRE A QUESTO STATO TUTTA L’INDIGNAZIONE DELLA GENTE PERBENE DEL PAESE PER IL COMPORTAMENTO DI MOLTI DEI SUOI RAPPRESENTANTI I QUALI ,CON LE LORO AZIONI ,DANNO SPESSO L’IMPRESSIONE DI VOLERE LASCIARE SOLI ED ESPOSTI ALLA VENDETTA DEI MAFIOSI QUANTI SI BATTONO PER LA GIUSTIZIA E LA LEGALITA’,SIANO ESSI MAGISTRATI , COME NEL CASO DI DI MATTEO,TERESI E TUTTI I LORO COLLEGHI DI PALERMO IMPEGNATI IN QUESTO DIFFICILE

PROCESSO,O TESTIMONI E COLLABORATORI DI GIUSTIZIA E DI TUTTI COLORO CHE NON SI LIMITANO A FARE UN’ANTIMAFIA SOLO CON LA RETORICA.

TUTTI A ROMA,QUINDI,IL 12 APRILE DAVANTI AL MINISTERO DEGLI INTERNI.

SUL SITO E SULLE PAGINE FACEBOOK DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO COMUNICHEREMO l’ORARIO IN CUI CONFLUIRE SUL POSTO INDICATO.

LA SEGRETERIA

Ma lo stavo dove’?

Una lettera,quella pervenutaci dal Testimone di Giustizia Luigi Coppola e che sentiamo il dovere di rendere pubblica,che dovrebbe far vergognare lo Stato e che ci costringe a domandarci ed a domandare da quale parte sta questo,dalla parte della camorra o di chi la combatte?   Associazione Caponnetto
“NON  AVREI  MAI IMMAGINATO CHE ,AIUTANDO LO STATO E LA SOCIETA  NELLA LOTTA ALLA CAMORRA CERCANDO DI ESSERE DI AIUTO AD EMARGINARE LA CRIMINALITA’, L VERI EMARGINATO  SAREMMO  DIVENTATI IO E  LA MIA FAMIGLIA .GIA’ PERCHE E’ COSI’ CHE SI E CONCLUSA LA VICENDA DI UN “EROE”,COSi’ COME  VENIVO DEFINITO QUANDO CI FURONO ARRESTI ,PROCESSI E CONDANNE. ORA ,PERO’, TUTTI MI TRATTANO COME UN AVANZO DELLA SOCIETA’. ORA SONO RIDOTTO A FARE  L’ELEMOSINANTE PER UN TETTO SULLA TESTA PER ME E FAMIGLIA  E LO FACCIO COSTRETTO A VIVERE IN UN PAGLIAIO  E SENZA UN EURO  PER COMPRARE IL PANE NEL COMUNE DI POMPEI CHE MINACCIA,PERALTRO,DI REVOCARMI LA RESIDENZA.HO CHIESTO AL COMUNE DI POMPEI UN MINIMO DI ASSISTENZA MA MI RISPONDONO CHE NON HO DIRITTO A NIENTE.

ED E’ PER QUESTO CHE IN QUESTI GIORNI DI GIORNATE DEDICATE A  DON GIUSEPPE DIANA, ALLA LEGALITA’ E ALLE VITTIME DI MAFIA NOI CI SENTIAMO GIA’ MORTI IN ATTESA CHE LA CAMORRA VENGA A DARMI IL COLPO FINALE E COMPLETI QUELLO CHE UNO STATO COMPLICE HA INIZIATO
Luigi coppola
Testimone di giustizia
Pompei
Li 19 marzo 2014”

Iscrivetevi all’Associazione Caponnetto e venite con noi a combattere sul campo le mafie

Carissimi,
15 anni circa insieme , con la maggioranza di voi a

combattere battaglie difficili contro le organizzazioni criminali, ci hanno fatto diventare quasi come una grande famiglia.
Anni ed anni a sforzarci di “capire”,di “interpretare”,di “leggere” quanto avveniva ed avviene intorno ad ognuno di noi,nei rispettivi territori di residenza,con un occhio alla situazione generale del Paese,laddove la presenza delle mafie,grazie soprattutto alle complicità politiche ed istituzionali,é diventata e diventa sempre più invasiva ed oppressiva.

Montagne di capitali investiti dalle mafie a comprare di tutto ed a corrompere tutto e tutti stanno trasformando l’intero Paese in una holding criminale che sta minando le basi stesse di quello Stato di diritto che i nostri nonni ed i nostri genitori hanno contribuito,chi più e chi meno,a creare con tante lotte e con lo spargimento del sangue di molti di loro.

Noi ci stiamo assumendo la tremenda responsabilità di vanificare ,con l’inerzia e l’indifferenza di molti di noi,i

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loro sacrifici e,quel che é più grave,di lasciare ai nostri figli e nipoti una società da brivido che nulla ha a che vedere con una società civile.
Il motivo per il quale chi scrive,insieme ad un pugno di altri amici ed amiche,sta da sempre bombardandovi supplicandovi di pensare e fare un’antimafia “diversa” da quella di tanti altri,va ricercato nella preoccupazione di renderci EFFETTIVAMENTE utili nella guerra contro le mafie.

Mafie che -attenzione- non rappresentano solamente un fenomeno delinquenziale,ma che,al contrario,sono connaturate con il Potere e che si identificano spesso con questo.

Mafie-stato,mafie-politica,mafie-istituzioni.
C’é una minoranza in e fra questi e nella società che tenta di opporsi a questo fenomeno di involuzione e di imbarbarimento e noi siamo orgogliosi di appartenere a quella minoranza,insieme ad altri onesti cittadini,intellettuali,magistrati,componenti delle forze dell’ordine.
E’ una vera guerra che stiamo sostenendo contro un nemico potentissimo che talvolta é manifesto e si vede ,mentre il più delle volte non lo é e non si vede perché nascosto fra le stesse pieghe dello Stato e dei partiti politici.
Noi abbiamo sognato,sin dalla sua costituzione,di fare dell’Associazione Caponnetto uno strumento capace di fare seriamente la guerra contro le mafie.
Se si é deciso e si decide di combattere le mafie,bisogna essere convinti di quello che si vuole e si DEVE fare. Altrimenti si resta a casa,con la consapevolezza,però,di aver deciso di vestire le vesti di un disertore che non ha,pertanto,alcun diritto,poi, di lamentarsi e di criticare.

Disertore che oggettivamente si trasforma in complice delle mafie e dei mafiosi.
Noi non abbiamo mai chiesto e mai chiederemo a TUTTI i nostri aderenti di venire in prima linea perché ci rendiamo conto del fatto che non si può pretendere che tutti abbiano la stessa dose di coraggio e le stesse qualità.

In un esercito che va alla guerra ci sono le prime linee e,poi,ci sono le retrovie composte da coloro che sono addetti al vettovagliamento,all’approvvigionamento delle truppe in prima linea.

Compito anche questo importante ed essenziale.
Ma vogliamo – questo sì – che l’esercito sia ben composto,robusto e convinto di quello che bisogna fare. Ognuno,poi,contribuisce a seconda delle proprie capacità. Abbiamo,grazie a Dio,un nucleo,piccolo ma efficiente,di amici ed amiche che si sono specializzati nel fare INDAGINI,utilizzando soprattutto lo strumento delle “visure camerali” che ci consentono di risalire spesso all’individuazione dei veri attori – i mafiosi o i loro prestanomi -,e questo ci permette di confezionare documentazione che contiene piste investigative preziose per coloro che poi debbono proseguire il lavoro. Un’antimafia,quella nostra insomma,”altra” ed “alta” che colpisce e fa male.
Ecco perché molti ci odiano in quanto noi, involontariamente ,siamo diventati,peraltro, in un’Italia spesso troppo parolaia,superficiale ed inconcludente, una pietra di paragone rispetto a quanti non usano le nostre strategie e tattiche e pensano che si possa fare la guerra con la retorica,con il racconto di cose passate e con le commemorazioni e lasciando da parte,invece, quello che sta avvenendo e,soprattutto, avverrà.

L’arma nostra é la DENUNCIA,nome e cognome. Quest’anno,il 2014,dovrà essere l’anno del SALTO DI QUALITA’,l’ennesimo ma determinante,dell’Associazione Caponnetto.

Abbiamo bisogno di amici ed amiche nuovi,freschi,pieni di voglia di combattere veramente,capaci e desiderosi di dedicarsi in maniera PRIORITARIA SE NON ESCLUSIVA,alla lotta alle mafie.

Il nuovo Consiglio Direttivo,al quale abbiamo dato vita durante l’Assemblea svoltasi a Napoli il 9 marzo scorso é più ristretto rispetto a quello precedente ma più qualificato in quanto é composto da amici ed amiche,vecchi e nuovi iscritti all’Associazione Caponnetto, determinati,convinti, speriamo tutti attivi al massimo e decisi a combattere in prima linea.

L’appello che rivolgiamo a TUTTE le persone oneste e che vogliono SERIAMENTE combattere contro le mafie,è quello di
ISCRIVERSI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.

Lo si può fare mandando una richiesta di adesione,con tutti i dati anagrafici,indirizzi postale e telematico,numeri di telefono ecc. alla mail

info@comitato-antimafia-lt.org

(attenti ai punti ed ai trattini)
e,quando si riceverà la comunicazione di accoglimento,versando la quota annuale di iscrizione di 30 euro ESCLUSIVAMENTE tramite bollettino di conto corrente postale intestato all’Associazione Caponnetto

n.86015211. Questo per i nuovi iscritti.

I vecchi iscritti,invece,sono invitati a provvedere AL PIU’ PRESTO alla spedizione, sempre tramite conto corrente postale ,della quota annuale ed anche

LA SEGRETERIA

invito ad incrementare il tesseramento

 

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