Appelli

Ministro Minniti,non si trattano così i Testimoni di Giustizia !!!!!!

L’ODISSEA  DEI CONIUGI GRASSO-FRANZE’,TESTIMONI DI GIUSTIZIA CALABRESI

 

Ieri abbiamo seguito in continuo contatto telefonico  l’odissea vissuta da Pino e Francesca,i quali ,stando in…..”località protetta” ( si fa per dire !!!!) hanno deciso di andare a manifestare al Viminale tutto il loro disappunto  per il trattamento che ricevono dal Servizio Centrale Protezione del Ministero.

Stiamo parlando di marito e moglie,due ex imprenditori,che hanno denunciato  uno dei clan più pericolosi quali sono i Mancuso e che ancora oggi vengono chiamati a deporre,senza ovviamente un minimo di protezione  e di scorta,nei processi contro la ndrangheta.

La Signora Francesca versa in condizioni fisiche estremamente delicate e già ha subito interventi molto seri.I medici le hanno fatto presente che ha bisogno di  altri interventi urgenti e molto seri.

Al Ministero non hanno voluto nemmeno riceverli e li hanno dirottati al Servizio Centrale Protezione che,però,ha risposto già ai loro avvocati che ……….”non hanno soldi” per farla assistere…….

Dopo una giornata di stress e di freddo sono dovuti rientrare alla base facendosi peraltro prestare i soldi per la benzina da un amico.

Gli avvocati già hanno fatto giungere le loro rimostranze a chi di dovere e domani  interverremo noi  denunciando la situazione al Ministro dell’Interno ed al Procuratore Nazionale Antimafia.

 

Ecco come vengono trattati in Italia i Testimoni di Giustizia.VERGOGNA  !

Le Prefetture si allertino a 360 gradi !!!!!!!! Attenzione ,ci riprovano

In Campania a breve ci saranno aggiudicazioni milionarie per nuovi svincoli autostradali.

Il sistema camortistico “spa” già si sta organizzando.Costituite già aziende in Toscana e Veneto ; ci riprovano e alla regia ci sono sempre gli stessi personaggi.
Un sistema clientelare mafioso collaudato che potrebbe avere  le basi sulla corruzione di apparati nelle stazioni appaltanti.
Oggi 13 gennaio 2017 noi lanciamo un allarme e speranzosi che le Prefetture interessate vigilino a 360 gradi.
Non è difficile provare questa nostra intuizione fondata da info riservate e concrete ,basta vedere chi ci sarà sui cantieri ,chi saranno i responsabili delle aziende aggiudicatrici .
Loro,i camorristi non mollano i Business milionario e certo non basta una preventiva certificazione antimafia ad evitare l’infiltrazione.
Bisognerebbe capire come piccole aziende edili ad un tratto acquisiscono certificazioni Soa,come le stesse ad un tratto possano concorrere in appalti milonari,come possano aggiudicarsi appalti a ribassi che vanno dal 40% sino al 60%.
Inutile e dannoso attendere l’intervento a posteriori della magistratura.
Prevenzione …….questo è l’unico metodo efficace.

Avanti con un’Associazione Caponnetto più aggressiva nei confronti delle mafie e meglio organizzata,Dobbiamo dare senso e concretezza al suo motto “Altro” ed “Alto”

LE MUTAZIONI DELLA MAFIA  E L’ESIGENZA DI AGGIORNARE  STRATEGIE E TATTICHE DI CONTRASTO

 

E’ un grosso errore quello di continuare a guardare   la mafia  così come ci viene prospettata dalla maggioranza dei media,un sodalizio,cioè, di persone che   sparano,uccidono,violentano,rapinano,commerciano droga e così via.

Questo é il livello basso della mafia,quello militare,quello del quale si servono,all’occorrenza,i livelli superiori.

Sono questi ultimi ,i livelli alti,che  contano ed ai quali pochi,purtroppo,guardano perché  non raramente essi si confondono con il Potere e non tutti hanno il coraggio di  mettersi contro questo.

Mafia e Potere connaturali l’una con l’altro e che si autolegittimano a vicenda.

Aveva ragione Paolo Borsellino quando sosteneva che la migliore rivoluzione,  rispetto a questo scenario ,può farla il popolo  con la matita nell’urna,con il trasferimento,cioé,di porzioni  del Potere dalla mafia alla società civile.

Puntando,in parole povere,ad una diversa articolazione  di questo ed all’assunzione  da parte del popolo,dei cittadini,di un ruolo attivo e positivo.

E’ questa la DEMOCRAZIA!

Un ruolo determinante,stante la sfiducia del  popolo nella maggior parte dei partiti politici  rivelatisi,purtroppo,permeabili alle suggestioni di quel  Potere diventandone  essi stessi non raramente   uno strumento,le cosiddette  associazioni antimafia.

Ma ad una condizione,quella di non lasciarsi anche esse intrappolare ,con blandizie,privilegi,concessioni ,mantenendo  l’autonomia più assoluta  e rifiutandosi  in ogni modo di trasformarsi in instrumentun regni.

E’ la condizione senza la quale  tutto si trasforma in una farsa,nella più colossale presa in giro.

Prendere soldi o altro da un Potere gestito dalla mafia significa  rinunciare  alla possibilità di  combattere la mafia  e,quel che é peggio,trasformarsi in  strumento di questa.

Non si può stare con lo stesso piede in due staffe.

O di qua o di là,tertium non datur.

Ma lo  stare  contro la mafia obbliga ad atti concreti,non solo  con le  parole,con le chiacchiere,con la retorica,rispondendo anche qua all’appello di Borsellino  quando diceva che é un errore imperdonabile il pensare che tutto il peso della lotta alle mafie  debba continuare a gravare sulle sole spalle della magistratura e delle forze dell’ordine.

Sono queste,Magistratura e forze dell’ordine,gli unici pilastri di legalità e di Giustizia,che lo Stato di diritto mette a disposizione dei cittadini,oggi,in un momento storico nel quale  la corruzione sta corrodendo  il Paese e sta portandolo nel baratro.

Sentiamo spesso dirci:”ma queste sono anch’esse corrotte “.

Non é vero perché può anche trovarsi il singolo magistrato,il singolo poliziotto,il singolo carabiniere o finanziere corrotti,ma le istituzioni  sono sane e bisogna avere fiducia in esse,aiutandole concretamente nella  lotta contro mafie e malaffare.

Fornendo ad esse notizie,piste investigative e mettendole in condizione di operare al meglio.

Questo significa fare antimafia vera.

Ciò  comporta,ovviamente,la conoscenza  delle strutture competenti,delle strade da seguire,dei canali  da percorrere.

Questi sono  il compito,il ruolo dell’Associazione,senza della quale si rischia  di non seguire le vie giuste e di andare a sbattere contro il muro ,non ottenendo,peraltro, il risultato che si auspica.

L’organizzazione,insomma,lo strumento del  quale si è attrezzata la mafia  ma del quale  la maggioranza dei cittadini perbene tarda a capirne l’importanza,la necessità.

Un’organizzazione  che sia in grado  di “capire” ,di “leggere” i fatti,le cose e che  si doti di quegli strumenti minimi di conoscenza,come una sorta di datebase,che mettano nelle condizioni,con le visure camerali,gli archivi,gli intrecci di notizie e quant’altro,di fornire e di evidenziare  la notizia criminis agli inquirenti istituzionali.

Combattere la mafia ,oggi,non é come giocare a carte o vendere noccioline.

La mafia é oggi la più grande impresa del mondo  e per combatterla non servono gaglioffi,saltimbanchi,parolai,affaristi,persone che hanno paura e se la danno a gambe al primo botto,ma uomini e donne convinti,determinati,seri,ricchi di senso civico e dello Stato.

Persone  serie e che sanno il fatto proprio,non quaquaraquà,insomma.

Sono anni  che siamo impegnati  sul versante della selezione  della classe dirigente della nostra Associazione e sono anni che  proviamo e riproviamo ogni singolo che chiede di aderire alla Caponnetto.

Molte delusioni,ma anche molte soddisfazioni perché a fatica ma con successo stiamo portando avanti la più grande operazione selettiva che ci porterà ai livelli massimi di efficienza e di significatività.

l’Associazione Caponnetto,dopo 15 anni di sacrifici e di lotte ,già gode  di un livello di stima e di rispetto eccezionali ai livelli centrali e periferici.

L’iniziativa  da essa assunta nell’ottobre scorso insieme all’Associazione Nazionale Magistrati ed al Consiglio Nazionale Forense presso la Cassazione a Roma,non é che una delle prove.

Ora é in corso la campagna tesseramento per il 2017 ed é con questo e attraverso questo che  siamo alla ricerca di energie nuove e migliori.

Il sogno di chi scrive è quello ,prima di cedere il passo e di passare in seconda linea,di vedere ,a chiusura del tesseramento nel marzo prossimo,un Consiglio Direttivo composto da Testimoni di Giustizia,uomini e donne delle forze dell’ordine,avvocati,militanti di prima linea abituati alla lotta,cittadini motivati e ben informati,parlamentari ed ex parlamentari puliti.

Persone  esperte ed oneste,che  sanno di cosa stiamo parlando  e sanno cosa fare ,combattenti e non rami secchi,capaci  di assestare  a mafiosi e ladri colpi mortali.

I Testimoni di giustizia sono pronti a manifestare per i loro diritti.Evitiamo loro il calvario riservato ad essi dal precedente governo Renzi-Alfano-Bubbico

I Testimoni di giustizia sono pronti a manifestare per i loro diritti.Evitiamo loro  il calvario riservato ad essi dal precedente governo Renzi-Alfano-Bubbico
Un altro governo si è  insediato ma restano i problemi per i testimoni di giustizia e le vittime del racket .

Ora la preoccupazione sarà su come e quando questo governo deciderà di nominare il Commissario Antiracket .
Come la nostra preoccupazione sarà su chi ricoprirà il ruolo di Vice ministro dell’ interno e il relativo ruolo di presidente della Commissione Centrale ex art.10 .
Ora come già accaduto in passato tra il passaggio dal Governo Letta a quello Renzi dove ci fu’ un blocco di ben sette mesi dell’ operatività della Commissione Centrale ex art.10.
Alfano impiegò più di sette mesi per dare la delega al Vice Bubbico trasformatosi in un incubo e sofferenza per i testimoni di giustizia che in molti casi attendono da anni una delibera.
Tutto fermo per quanto tempo?
Confidiamo nel neo Ministro Minniti già in passato presidente della Commissione Centrale , un Vice ministro che conosce bene la problematica di una commissione che non riesce a smaltire il lavoro arretrato , ma dietro a tutto ciò c è  sofferenza , vite umane,gente che ha dato la vita per la legalità e che troppo spesso viene umiliata da una politica che predica bene ma nel concreto non fa nulla.
L’esasperazione è tanta e noi siamo al corrente di tante vicende che ci strappano il cuore e ci rendono partecipe di quanto delicata siano le vite di questa nobile categoria .
Il neo Ministro Minniti dovrebbe dare una immediata sterzata di rotta dando dimostrazione che lo Stato è vicino ai testimoni e alle vittime di racket .
Una legge assunzioni che resta legge fantasma , una carta dei diritti mai attuata e una nuova legge che rimbalza tra le varie  commissioni .
Troppe chiacchiere troppe promesse ora i testimoni chiedono i loro diritti e uniti tra loro confluiranno in una unica voce .
I testimoni di giustizia sono pronti ad un sit-in permanente,questa volta andranno via solo se il Ministro Minniti saprà concretamente mettere in atto ciò che la legge prevede e che tristemente non viene attuata .
Questa è una battaglia per la legalità e nessuno si deve sentire escluso .

Dopo la manifestazione sotto la Galleria Sordi a Roma insieme ai Testimoni di Giustizia,entro oggi l’Associazione Caponnetto chiederà a Gentiloni e Minnitti di nominare subito il nuovo Commissario Antiracket ed antiusura.

Sono 5 mesi che il vecchio commissario é andato in pensione ed il governo Renzi non si é preoccupato,malgrado le sollecitazioni ricevute,di nominare il suo successore.
Decine e decine ,per non dire centinaia ,di pratiche sono così bloccate e migliaia di persone vittime di estorsione ed usura sono  letteralmente sul lastrico.
L’insensibilità di questa classe politica dirigente  é davvero qualcosa di vergognoso.

 TUTTI SABATO 3 DICEMBRE,DALLE ORE 10 IN POI, DAVANTI A PALAZZO CHIGI A ROMA,A SOSTENERE GENNARO CILIBERTO CHE INIZIERA’ LO SCIOPERO DELLA FAME A DIFESA DEI DIRITTI DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA.NESSUNO MANCHI.L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CI SARA’!
Testimone di Giustizia sit-in Roma palazzo Chigi 03/12/2016
Ora basta il Governo e il Ministro Alfano devono accettare che il sistema protezione non funziona.
Il servizio di Protezione lamenta carenza di fondi e la protezione subisce tagli.
I testimoni di Giustizia sono un bene prezioso e il Ministro  Alfano più volte a parole ha detto che lo Stato non li abbandona ……solo chiacchiere da BAr.
Una legge “assunzioni “nazionale che non è partita.
Una “protezione “che è solo sulle carte.
Un “supporto psicologico” inesistente e continue umiliazioni mettono a dura prova il percorso di un Testimone di Giustizia inserito a programma di protezione.
Noi testimoni di giustizia crediamo nella magistratura e ringraziamo i nostri angeli custodi , uomini e donne delle scorte che operano in condizioni disastrose.
Chiediamo a Il segretario del Sap Tonelli di essere al nostro fianco e agli uomini delle scorte , che in Italia hanno due pesi e due misure , la scorta di un politico è come da dispaccio e protocollo quella dei testimoni è una tutela all’avventura.
Cosa aspetta il governo?
Che ci rimetta la vita qualche testimone di giustizia?
Noi uomini e donne sotto tutela non abbiamo bisogno di taxi nè di autisti ma di protezione vera.
Il Vice Ministro Bubbico dovrebbe poter vivere qualche mese inserito nel programma di (S) protezione, solo allora capirebbe cosa significa essere umiliato e disprezzato ogni santo giorno, cosa significa vivere esiliato e cosa significa attendere anni una risposta dalla Commissione centrale ex art. 10 da Lui presieduta.
a tal punto meglio rottamare questo carrozzone che costa più di ottanta milioni di euro.
Oggi grazie all’ On. Mattiello e la Commissione Antimafia,presieduta dal  Presidente On, Bindi c’è una nuova legge in cantiere la 3500 Bindi , ma sembra che a qualcuno non piace perchè le poltrone le tengono strette.
Un testimone di giustizia non deve lesinare o umiliarsi l’applicazione della legge….
A questo punto noi lanciamo un appello al popolo ” LA DENUNCIA DEVI FARE MA NELLA TUA TERRA DEVI RESTARE” perchè dopo le nostre denuncie non possiamo lottare con apparati dello Stato che in più occasioni ci hanno definito , pazzi,  approfittatori r anche rompi coglioni, lo Stato deve una volta e per tutte dire che Vi è in atto la distruzione della figura del Testimone di Giustizia .
in tutto questo le mafie e i corrotti ringraziano per il trattamento riservatoci dopo averli mandati in galera .
CILIBERTO GENNARO 
TESTIMONE DI GIUSTIZIA

APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

 

 

 

UN’ ASSOCIAZIONE SEMPRE PIU’ AGGRESSIVA E DETERMINATA,CONSIDERATA LA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE CHE VEDE SEMPRE PIU’ LE MAFIE CONQUISTARE  SPAZI IMMENSI DI POTERE.

NON BASTA PIU’  GENTE CHE PARLA,STA DIETRO UNA TASTIERA E SI LIMITA A QUESTO;SERVONO PERSONE  CHE PARLANO POCO MA CHE,INVECE, AGISCONO  SEGNALANDOCI  FATTI,SITUAZIONI  IN ODOR DI MAFIA,MA PURCHE’  SIANO PROVABILI  E NON FRUTTO DI FANTASIA.

INDAGINE,DENUNCIA E PROPOSTA: QUESTO E’ IL MOTTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.

CON LA NUOVA CAMPAGNA DI TESSERAMENTO  ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO OGNUNO CHE LO VOGLIA SERIAMENTE  HA LA POSSIBILITA’  DI  SVOLGERE UN RUOLO ATTIVO NELLA LOTTA ALLE MAFIE ED ALLA CORRUZIONE.

SERVONO PERSONE SERIE,COMBATTIVE,ONESTE PER COMBATTERE MAFIOSI E LADRI.

VENITE A DARCI UNA MANO.  ISCRIVETEVI.

 

 

CON IL 1° DICEMBRE IL VIA ALLA NUOVA CAMPAGNA PER IL TESSERAMENTO ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PER IL 2017

Con il 1° dicembre p.v.parte la campagna per il nuovo tesseramento all’Associazione Caponnetto per il 2017.

I vecchi tesserati dovranno provvedere a rimettere la somma di 30 euro tramite bollettino di conto corrente postale n.86015211, mentre chi vuole iscriversi per la prima volta dovrà spedirci via mail all’indirizzo info@comitato-antimafia-lt.org

una domanda contenente tutti i suoi dati anagrafici (nome,cognome,luogo e data di nascita,indirizzo postale,email,numeri di telefono,professione,codice fiscale ecc).

L’invito é rivolto in particolare a tutte quelle persone che,animate da un’ansia di cambiamento della vita del Paese,vogliono dare il loro fattivo contributo per ripulirlo dal marciume che lo sta opprimendo.

L’Associazione Caponnetto,per la natura che si é data di sodalizio di prima linea,ha bisogno di persone combattive,coraggiose,che non hanno paura,che hanno il senso dell’organizzazione e che,insieme a tante altre e rifuggendo dalla retorica,vogliono CONCRETAMENTE -e non solo a parole- battersi contro le mafie e la corruzione che stanno uccidendo il Paese privando le giovani generazioni,i nostri stessi figli e nipoti,di ogni prospettiva di una vita serena e certa.

Cosa significa “CONCRETAMENTE “?

Noi non demonizziamo chicchessia e rispettiamo tutti,ma c’é modo e modo di fare “antimafia”.

C’é chi la fa in prima linea,con l’INDAGINE,la DENUNCIA e la PROPOSTA,come facciamo noi, e c’é chi intende farla stando nelle retrovie limitandosi alle parole.

Tutto é utile,per carità,purché tutto sia mirato ,senza interessi di natura partitica od altro,ad abbattere il muro di omertà esistente nel Paese ed a diffondere la consapevolezza della gravità della situazione nella quale esso si trova.

Noi abbiamo scelto l’ATTACCO e la TRINCEA perché riteniamo che,stante la drammaticità della situazione in cui si trova un’Italia sommersa dalle mafie e dalla corruzione,le parole non servono più.

Come non serve il semplice racconto delle cose che sono già avvenute perché é necessario PREVENIRLE e non limitarsi a raccontarle quando i buoi sono già scappati dalle stalle.

L’INDAGINE e la DENUNCIA,quindi,perché senza queste, ai mafiosi -che già hanno conquistato gran parte del Potere – non facciamo nemmeno il solletico.

Urge aiutare concretamente quella parte delle istituzioni – la magistratura e le forze dell’ordine soprattutto – che non si é fatta corrompere a portare avanti la battaglia per la legalità e la Giustizia,quella vera.

Sentiamo di farlo non solo per assolvere ai nostri obblighi di cittadini e non di sudditi di uno stato criminale ,ma anche per poter guardare negli occhi, in punto di morte,senza dover abbassare lo sguardo per la vergogna di averli traditi,i nostri figli,i nostri nipoti ed i giovani tutti.

Sappiamo che il compito che ci siamo assunti é difficile e complesso e non tutti reggono allo sforzo che noi chiediamo ad ogni nostro iscritto.

Alcuni,infatti,cedono di tanto in tanto,ma é così che avviene la selezione dei migliori,dei più forti e coraggiosi.

E sono appunto questi che servono all’Associazione Caponnetto,ad un’Associazione – ripetiamo – di PRIMA LINEA.

Taluni ritengono che le battaglie possono essere fatte stando da soli,dietro una scrivania o una tastiera del computer.

La mafia sin dal suo nascere ha compreso l’esigenza dell’ORGANIZZAZIONE ed é solo con l’ORGANIZZAZIONE che essa può essere combattuta.

Senza l’organizzazione – l’Associazione nel nostro caso- NON si va da nessuna parte.

E’ questo che dobbiamo far capire alla gente onesta e che vuole impegnarsi a fare qualcosa per non lasciare ai nostri figli l’inferno.

L’altro giorno il Procuratore Capo della Repubblica della Capitale ha dichiarato che la mafia e la corruzione sono in Italia “il primo problema”.

Noi concordiamo al 100% con la sua analisi perché mafia significa miseria,sottosviluppo,arretratezza economica,morale,politica,culturale ,inciviltà.

Nessun imprenditore serio,straniero o italiano che esso sia,andrà mai ad investire i suoi capitali in un territorio devastato dalla mafia e dalla corruzione.

Nessuno va a rischiare i suoi soldi in un luogo infestato dai mafiosi e dai ladri.

Talvolta noi ci imbattiamo in persone che,da sole ed in piena solitudine,hanno pensato e pensano di poter combattere contro il potere mafioso.

“Io ho denunciato ma non é successo niente”,ci dicono.

A noi non é successo,non succede e non succederà.

Almeno lo speriamo,perché ,se dovesse succedere, sappiamo COME e DOVE agire.

Le denunce bisogna saperle impostare e sapere a CHI inoltrarle,su QUALI scrivanie farle pervenire.

Ecco l’organizzazione,l’Associazione cioè.

L’Associazione Caponnetto in 15 anni di difficile e duro lavoro,durante il quale abbiamo subito di tutto – dai tentativi di infiltrazione,a quelli di delegittimazione,dalle minacce alle querele intimidatorie ed altro ancora – ha saputo conquistarsi,insieme all’odio di taluni,credibilità e rispetto.

A tutti i livelli ed in tutti gli ambienti,periferici e centrali.

E questo si deve -sì- al nome prestigioso che portiamo,ma ,soprattutto, alla nostra serietà,alla nostra operatività,alla nostra determinazione.

Ed é,appunto,gente seria,operativa e determinata che noi cerchiamo;gente di poche parole e molti fatti.

Ed é a questa e solo a questa che noi ci rivolgiamo chiedendole di venire,con noi,in trincea.

LA SEGRETERIA

Un appello accorato di Don Patriciello: “ Non ce la facciamo più. Un fetore nauseabondo non fa respirare più noi cittadini di Caivano e comuni limitrofi.La puzza insopportabile arriva dalla zona industriale.Chi deve controllare controlli”

Questa sera – venerdì 9 settembre  – un fetore nauseabondo, stomachevole si è riversato sull’ intera cittadina di Caivano. Credo che  la puzza sia stata  avvertita   anche nei paesi limitrofi.  Ormai siamo allo stremo. La gente non ne può più. Questa sera abbiamo celebrato la Messa con il fazzoletto sul naso. È inammissibile. Inconcepibile. Il fetore di questa sera non proveniva dai roghi. Non era puzzo di bruciato. Proveniva – e lo sanno tutti -  dalla zona industriale. Chi ha il dovere di controllare questa  zona? I nostri amministratori locali hanno da darci qualche spiegazione? Facciamo qualcosa. Mettiamoci insieme. Per amore del nostro popolo non possiamo tacere. Se lo facciamo grideranno le pietre al posto nostro. E ci condanneranno. Padre Maurizio Patriciello.

La situazione é grave.Le mafie si sono impossessate di gran parte dell’economia del Paese,sono nelle istituzioni,nella politica,condizionano,determinano.Non é più tempo delle chiacchiere,della retorica,degli slogan,degli appelli,delle commemorazioni e dei ricordi.E’ tempo,invece,di LOTTA corpo a corpo,di impegno sul territorio,di DENUNCIA,nomi e cognomi,a sostegno della Magistratura e delle forze dell’ordine,delle parti sane di queste.C’é bisogno di un’antimafia aggressiva e non parolaia.Non lasciateci soli !

NON E’ PIU’ TEMPO DI CHIACCHIERE.
CHI HA VOGLIA E CORAGGIO VENGA A DARCI UNA MANO

Forse non tutti hanno capito appieno il senso del nostro impegno.
Alcuni fanno addirittura finta di non capirlo.

Il problema é che noi siamo i sostenitori di un modo “diverso” di fare antimafia,più autentico,adeguato ai tempi.
Non che ci riteniamo i migliori,i più bravi,per carità.
Ogni modo è buono,tutti i modi sono buoni,anche il solo parlare di mafie é buono.
Noi abbiamo deciso di andare “oltre”,di aggredire le mafie corpo a corpo,di affrontarle alla luce del sole,allo scoperto,stanando i mafiosi uno per uno.
Ci riusciamo?
Finora ci siamo riusciti più volte e ci sono anche degli atti che parlano dandocene atto.
Noi riteniamo che,stante la gravità della situazione che vede ormai le mafie padrone di gran parte della ricchezza del Paese,non ci sia più tempo per ca@@eggiare ( ci si passi il termine).
Rispettiamo,comunque,il pensiero di chi la pensa diversamente.
Gli avvenimenti futuri daranno ragione a noi o agli altri.
Ma non é tanto per questo che vogliamo marcare una certa nostra “diversità” quanto ,soprattutto, per talune incompatibilità che ineluttabilmente si creano con altri.
Incompatibilità -sia ben inteso – di natura in particolare tattica se non del tutto strategica,in quanto le divergenze,se così possiamo chiamarle, ci sono sul piano della scelta delle armi di attacco.
Noi siamo per lo sfondamento,per la DENUNCIA,nomi e cognomi,per un’azione di ” supporto” alla Magistratura ed alle forze dell’ordine,a quelle parti di queste attive ovviamente,appunto perché riteniamo che,oggi,così come stanno le cose,questo sia rimasto l’unico modo per combattere con efficacia le mafie.
Non c’é più tempo per la retorica,per le chiacchiere.

MAGGIORE ATTENZIONE,AMICI ,A QUANTO SUCCEDE INTORNO A NOI !

 

 

 

Non pretendiamo affatto che tutti gli amici e le amiche che aderiscono all’Associazione Caponnetto diventino di colpo tutti degli investigatori ,ma il fatto che ce ne siamo alcuni  che mostrano una disattenzione totale rispetto a tutto ciò che avviene attorno ad essi é assolutamente intollerabile, data la natura  e le finalità del nostro sodalizio.

Noi siamo nati  come una punta di attacco a tutto il malaffare e le mafie che stanno travolgendo il nostro Paese e quasi tutta l’azione che  svolgiamo da 15 anni in qua é basata sull’osservazione di quanto avviene attorno a noi,sulla raccolta di notizie significative che riguardino attività sospette di investimenti di soggetti o gruppi che perseguono finalità incompatibili con l’interesse collettivo e sulla loro trasmissione a chi di dovere.

Bisogna stare attenti,molto attenti,a non identificare il mafioso solamente con quello che spara,che estorce,che usa violenza. Questo é  il livello basso della mafia,quello militare,la manovalanza.

A noi viene da ridere quando leggiamo o sentiamo definire un Totò Riina il “capo dei capi”.

Un analfabeta,uno che a malapena  sa scrivere il suo nome,una persona rozza ed incolta,non ha le qualità per essere il………”capo dei Capi”.E nemmeno ……..un “capo” !

La mafia é un’”altra” cosa ed é composta da “altre” persone.

Quella che ci viene rappresentata dall’ informazione  in gran parte manipolata é tutto il contrario della vera mafia. Essa é lo strumento,il braccio armato,dei quali si servono menti raffinate,persone che frequentano i salotti buoni,che rappresentano i ceti dominanti e che si identificano con un certo tipo del Potere.  Persone,cioè,che fanno parte dei ceti privilegiati,che gestiscono la ricchezza e la vita del Paese e dei Paesi.

La mafia,quella vera e più insidiosa ,non sta a Palermo.o a Reggio Calabria ,o a Bari o a Napoli,ma a Roma,nella Capitale,il centro dove vengono assunte le decisioni ,dove si  approvano le leggi,da dove partono le direttive e dove  risiedono ed operano  i Capi,quelli veri ed effettivi.

Il centro dove si intessono le relazioni e si fanno i patti per modellare e strutturare lo Stato in una maniera anziché in un’altra.

Se non si riesce a capire questo ,vuol dire non capire le dinamiche di una società complessa ed articolata qual’é  quella di un Paese,quello nostro,  dove a ragione si parla dell’esistenza di  DUE Stati,lo Stato-Stato – quello nel quale ci identifichiamo noi insieme a tutte le persone perbene ed oneste- e lo stato-mafia,quello dei corrotti,dei ladri,dei disonesti. Dei mafiosi,appunto.

Due Stati contrapposti,in lotta fra di loro e che usano metodologie diverse:lo Stato-Stato ,il Diritto e lo stato-mafia, la violenza,la prepotenza,il sopruso. Con articolazioni diverse  e contrapposte ;il primo,associazioni,sodalizi,gruppi di cittadini che si battono per la Giustizia ed il bene comune; il secondo,clan,cosche,delinquenti di ogni specie che combattono per gli interessi individuali,di caste,di gruppi di affari.

Affari loschi,ovviamente. 

Questa  ,oggi,é purtroppo l’Italia.

L’aver deciso o il decidere di stare con e nell’ Associazione Caponnetto significa aver fatto o volere fare una scelta,quella di stare con lo Stato-Stato,con la Giustizia,con il Diritto,dalla parte del bene collettivo.

Una scelta seria,radicale,definitiva che richiede un impegno totale , non marginale o residuale.

Grazie a Dio,in quindici anni di sacrifici   siamo riusciti ad enucleare un gruppo di amici ed amiche che,coscienti appieno del valore della loro scelta e dell’importanza dell’impegno che ci siamo assunti nell’interesse del Paese,non si risparmiano per dare un senso alla loro  appartenenza ad uno strumento importante , dal nome prestigioso qual’é il nostro,chiamato a svolgere una funzione “altra” ed “alta” contro la mafia ed al servizio dello Stato-Stato. 

Un gruppo di una decina di persone sparse in varie parti del Paese che rappresentano il cuore ed il cervello dell’Associazione Caponnetto. Giornalisti,funzionari,magistrati,professionisti,pensionati,cittadini , uomini e donne,di altissimo spessore morale ed intellettuale,che hanno piena consapevolezza della delicatezza e della serietà del lavoro che siamo chiamati a svolgere.

Ma va detto anche che non tutti mostrano di avere la stessa consapevolezza.

Come  va detto anche che non una sola volta ci siamo visti costretti a contrastare tentativi di infiltrazione da parte di soggetti che volevano usare l’Associazione per finalità partitiche o affaristiche e addirittura di persone appartenenti a famiglie camorristiche il cui solo nome fa venire i brividi.

Evidentemente il nome che portiamo  ed ancor più il prestigio che l’Associazione Caponnetto  ha saputo conquistarsi in anni ed anni di duro lavoro di INDAGINE , di DENUNCIA e PROPOSTA ,senza essere pagata da chicchessia,istituzioni o  privati ed in piene   e  fiere autonomia e distanza  da partiti politici,fanno gola – ed anche paura -  a molti.

Ed é per tutto questo che chiediamo fermissimamente a tutti i nostri iscritti ed a coloro che vogliono iscriversi di essere al massimo attivi,di non limitarsi ad enunciazioni di principi e basta,di essere attenti a tutto ciò che avviene sui territori e di segnalarci qualunque cosa  desti sospetti di attività mafiose.

La mafia non si combatte stando seduti alla scrivania  e pensando……….ai papariello ed ai franceschiello,ma scovandone uno per uno gli attori e denunciandoli ,nomi e cognomi.

Solo così si servono lo Stato-Stato,lo Stato di Diritto e la Giustizia,collaborando con i fatti e non con le chiacchiere,con la Magistratura inquirente.

Come auspicava anche  Paolo Borsellino !

La mafia,il nostro nemico,non fa chiacchiere,ma FATTI  e ,per contrastarla efficacemente ,anche noi DOBBIAMO  fare FATTI e non chiacchiere.

Altrimenti stiamocene a casa.

Aspettando,come fa lo struzzo, che essa  finisca di impossessarsi del Paese intero.

Con la presente email si invita a diffondere il bando del Terzo Premio Nazionale Amato Lamberti sui temi della criminalità organizzata, dei traffici criminali, della corruzione e delle economie illegali. In allegato il comunicato stampa e il bando. Grazie, Amedeo Zeni Coordinatore Associazione Amato Lamberti

L’urgenza di un impegno concreto,operativo di tutte le persone oneste contro le mafie e la corruzione,Non bastano più le parole.Abbiamo bisogno del loro aiuto per continuare a combattere in una situazione del Paese che diventa sempre più grave,di un Paese che sta cadendo definitivamente sotto il dominio della mafia.

L’AMBIZIONE  DEL  VECCHIO COMBATTENTE  AL MOMENTO IN CUI VUOLE PREPARARSI AD ABBANDONARE LA TRINCEA  PER LASCIARLA IN MANI  MENO STANCHE E PIU’ FERME  PER IMBRACCIARE  LE ARMI…………..

 

C’è , al fronte,  l’esigenza di  rigenerare spesso le prime linee sostituendole,a scadenze ravvicinate, con truppe sempre più fresche, equipaggiate e meglio  addestrate.

Con personale nuovo ,possibilmente più motivato,carico,determinato,pronto in ogni momento  ad uscire dalla trincea per l’assalto alle  linee nemiche.

Senza avere paura delle raffiche di queste.

La paura,la codardia,l’indeterminatezza.la fellonia sono  i peggiori nemici di un esercito in guerra.

Il discorso della guerra e militare  può sembrare  esagerato,inappropriato nel caso nostro,ma non lo é perché noi tutti dobbiamo acquisire la consapevolezza di stare in guerra.Per le strade  si spara e si ammazza,Quasi tutti i giorni.E non é solo quello perché non tutte le guerre si fanno sparando ed ammazzando.Ci sono guerre,infatti,che si combattono e si vincono con altri mezzi ed in silenzio.Senza stragi apparenti,

Il problema  di fronte al quale ci troviamo é tutto qua:

nell’acquisizione di tale consapevolezza,nel far comprendere a tutti  la realtà.Quella vera.

E la guerra  contro un nemico potente,ben equipaggiato e dotato delle armi più moderne non si può affrontare con un esercito  sgangherato di antiche memorie  ,composto  da soldati  che hanno paura,pronti  al primo botto a scappare  buttando la divisa e l’armamento e girando le spalle al nemico.

Noi siamo in guerra  e anche fra di noi c’é gente che non riesce a rendersene conto.

Siamo in guerra contro un esercito potente  e ben armato che sta occupando il Paese piegandolo  tutto ,con la violenza o con le armi più subdole, quali sono quelle della corruzione e della barbarie morale e culturale di  un’informazione manipolata,servile e drogata,ai propri interessi ed ai propri voleri.

In ogni guerra  la storia ci ha insegnato che ci sono stati manipoli di traditori  che per soldi hanno aperto le porte  del Paese al nemico.

Oggi ci sono delle varianti rispetto alla storia passata:la prima riguarda la trasformazione dei vecchi manipoli in eserciti senza limiti,in armate e gruppi di armate;la seconda,la  constatazione che il nemico non é più esterno,ma interno.

Esso é già “dentro”.Non viene più “da fuori”i confini.

Esso sta “dentro” il Palazzo,”dentro” le nostre case.

A causa di ciò,sono cadute anche le”prime linee”,é caduto il fronte  ed ogni palazzo,ogni strada,ogni luogo sono un fronte ed una trincea.E’ guerriglia,ormai,dovunque  e comunque.24 ore su 24.

Altro che ………………”qua non c’é mafia;c’é solo riciclaggio”,come tempo fa ci diceva una persona che evidentemente non ha capito niente,niente di niente di quello che é successo e succede nel nostro Paese.

La mafia,cari amici,sta conquistando il Potere  e sta diventando  sempre più  “il” Potere.

Essa già controlla  militarmente ( ecco la necessità  di usare la terminologia militare) mezza Italia e ne sta occupando l’altra metà.

E ,forse,aveva ragione colui che parlava alcuni anni fa  di “pezzi deviati dello Stato” alludendo a chi,come noi,sta  dalla parte dello Stato-Stato,ormai minoritario rispetto allo stato-mafia che sta vincendo la sua guerra contro il primo.

Perché qua – diciamocelo chiaramente-noi  che stiamo con lo Stato-Stato ,con lo Stato vero,quello del diritto e della legalità,rischiamo di essere definiti “pezzi deviati dello stato” da chi é dall’altra parte,da quella dello Stato-mafia  che sta soppiantando lo Stato-Stato.

Lo stato-mafia che  sta diventando “lo ” Stato e,quindi,noi diventiamo “pezzi deviati” di questo nuovo stato,lo stato-mafia appunto.

Questa é la situazione in Italia.

Rischiamo,continuando così  ed agendo come un esercito alla  “franceschiello”,di reiterare  lo spettacolo  pietoso dell’orchestra che continuava a suonare  sulla nave che   affondava.

Quando noi diciamo,gridando o supplicando,che la guerra alla mafia non si fa con le sceneggiate e gli appelli,con le commemorazioni ed i racconti della nonnina,ma con le denunce,nomi e cognomi,aiutando  i magistrati inquirenti  nelle difficili battaglie che essi conducono minuto dopo minuto,lo facciamo per richiamare tutti alla realtà tragica nella quale si trovano il Paese e lo Stato di diritto.

Occorrono truppe  e comandanti freschi,motivati,convinti,determinati,gente seria  che ha il senso dello Stato,quello vero  e con la s maiuscola,non gente che sta alla finestra o,tutt’al più,dietro una tastiera a dirti “bravo”,”condivido” ma che non si scolla da essa ,pur di fronte agli esempi di coraggio e di onestà  datici dai vari Luigi Leonardi, Gennaro Ciliberto, Salvatore Barbagallo, Pino Grasso o Francesca Franzè e di  tutti gli altri che stanno soffrendo le  pene di un inferno  e rischiano la pelle per aver denunciato gli aguzzini  che ci stanno uccidendo tutti  e,quel che é peggio ancora,stanno uccidendo il Paese  e l’avvenire dei nostri figli.

Occorrono combattenti  da prima linea,non uomini e donne mezzi mezzi che non hanno capito niente della situazione italiana  e che magari vengono  pensando ,rimanendo inerti e senza darti il benchè minimo supporto,di acquisire una medaglietta da esibire ,poi,su tavoli politici o di altra natura.

Combattenti,combattenti.

L’Associazione Caponnetto DEVE  essere un’associazione di combattenti perché  di questi hanno bisogno il Paese e lo Stato e perché,peraltro,non possiamo  sporcare il Nome che portiamo e tradire le speranze di tanta gente onesta che guarda a noi con fiducia.

Ecco il senso della nostra chiamata alle armi alle persone  che mostrano di apprezzarci ma che,forse,non hanno ancora la piena consapevolezza  della gravità della situazione e dell’urgenza di venire in trincea .

Non ce la facciamo a stare eternamente  al fronte ,da soli ed in pochi,a combattere un nemico che ha un numero illimitato di mezzi,risorse e persone.

Abbiamo bisogno urgente  di ricambio,anche per riprendere un pò di energia stando nelle retrovie e per ritornare a combattere in prima linea.

Non continuate a lasciarci soli.

Il Paese delle persone oneste e lo Stato-Stato  hanno bisogno urgente di un vostro impegno sul campo.

Un accorato appello di un Testimone di Giustizia : Non reggo più ,chiedo Aiuto

Ogni giorno è una continua umiliazione, una sofferenza,diritti fatti passare per piaceri ,ricatti silenziosi che sono vergognosamente consumati sulla pelle di un uomo onesto che ha un unica colpa aver creduto nella giustizia e nelle promesse di uno Stato che per legge dovrebbe tutelare i testimoni.
Nessuno  che ha vissuto “l’esilio di stato”  ,nessuno che inserito in un programma di protezione potrà mai dire che questo è  un programma di protezione perché la mente del tutelato viene distrutta quotidianamente,si vive di frustrazione e negazioni,non c’è giorno in cui le “regole”  non cambino all’improvviso  come un Walzer i passa carte e i  scaricabarile” giocano “con la vita tua e dei tuoi cari ponendosi con quell’aria di saccenti e sfidando la tua resistenza mentale.
Forse  vi è un unico scopo ed è quello della resa poi c’è quel  logorante pensiero che ti mette faccia allo specchio e ti fa dire “perché l’ho fatto” perché ……perché. ..perché. …
…perche……perché ….
forse il messaggio è  incitare un uomo onesto a dire “Non Denunciate” lasciando campo libero alle mafie?
c’è  altra spiegazione plausibile se non questa?
Chi dovrebbe tutelarti ,chi dovrebbe applicare la legge,chi dovrebbe rendere la tua vita serena si impegna invece affinché sia un inferno,affinché la tua mente crolli.
Come Don Chisciotte si combatte una battaglia impari, con una burocrazia che e’ l’arma vincente del sistema.
Corpo e mente non reggono più  e l’idea di farla finita aumenta sempre giorno dopo giorno  ,cancellare la sofferenza perpetua in un istante per molti è atto di vigliaccheria,ma come si può resistere lo chiedo a Voi tutti uomini onesti, come si può vivere sapendo di essere un bersaglio,un bersaglio dato in pasto a chi ti vuole morto,la consapevolezza che la tua vita non vale nulla.
La Mafia  e i mafioso ridono nel vedere come vengono trattati i testimoni di come la loro sofferenza non trovi pace.
Ed è per questo che attendono la loro vendetta,vendetta che viene consumata nel tempo.
Non posso più resistere la mia mente abbandona l’idea di lottare,il vaso è  colmo e la colpa è  unica inequivocabile ha nomi e cognomi.
Se dovesse accadere qualsiasi atto di violenza nei miei confronti e di familiari prossimi la responsabilità è  del Servizio Centrale di Protezione e di coloro preposti alla sicurezza .

Invito dell’Associazione Caponnetto a Don Luigi Ciotti a desistere dal proposito di denunciare il coraggioso PM della DDA di Napoli Catello Maresca.

Caro Don Luigi, abbiamo letto  sulla stampa del tuo proposito di sporgere querela  nei riguardi  del PM della DDA di Napoli.Non vogliamo credere  a tale notizia e vogliamo  pensare che essa sia nata da una cattiva interpretazione  da parte di qualche giornalista.Ma ,ove essa fosse fondata,consentici di esternarti tutto il nostro dolore  in quanto  il Dr.Maresca  é uno dei migliori e più coraggiosi  magistrati della DDA di Napoli.Sai come noi quanto sia importante non far sentire  mai solo chi combatte in prima linea contro le mafie e quanto dal canto loro queste puntino ad isolare,per colpirli,i loro nemici.Se insorgono dei malintesi  fra coloro che stanno sullo stesso fronte contro la criminalità organizzata si  ricorre ai chiarimenti,mai alle querele in quanto  con queste indirettamente si  fa un piacere alle mafie.
Ti preghiamo,pertanto,sempre che la notizia sia fondata,di voler desistere  dal proposito di  denunciare questo coraggioso e valido Magistrato.
Ci contiamo.
Un cordiale saluto
                                                       Associazione A.Caponnetto

Don Luigi Ciotti denuncerà per diffamazione il pm Catello Maresca, il quale in una intervista accusa l’associazione “Libera” di albergare “persone senza scrupoli” e di aver acquisito “interessi di natura economica” simili agli interessi della mafia: “Registro e osservo che associazioni nate per combattere la mafia hanno acquisito l’attrezzatura mentale dell’organizzazione criminale e tendono a farsi mafiose loro stesse”.
Parole pesanti che il fondatore di Libera non intende lasciar passare senza un intervento forte. “Noi questo signore lo denunciamo domani mattina, abbiamo deciso di farlo”, dichiara don Ciotti, non nuovo a profonde critiche all’associazione antimafia. “Uno tace una volta, due volte, tre volte, ma poi si pensa che siamo nel torto. Quando viene distrutta la dignità di migliaia di giovani è dovere ripristinare verità e chiarezza”.
Le parole di Maresca, sostituto procuratore della Repubblica di Napoli che coordinò le indagini e la cattura di un superboss del clan dei Casalesi come Michele Zagaria, sono affidate a una intervista in edicola giovedì sul settimanale Panorama:
“Se un’associazione, come Libera, diventa troppo grande, se acquisisce interessi che sono anche di natura economica, e il denaro spesso contribuisce a inquinare l’iniziale intento positivo, ci si possono inserire persone senza scrupoli che approfittando del suo nome per fare i propri interessi”.

“Libera gestisce i beni attraverso cooperative non sempre affidabili. Io ritengo che questa antimafia sia incompatibile con lo spirito dell’antimafia iniziale”, dichiara Maresca.
“Llibera è stata un’importante associazione antimafia. Ma oggi mi sembra un partito che si è auto-attribuito un ruolo diverso. Gestisce i beni sequestrati alle mafie in regime di monopolio e in maniera anticoncorrenziale. Personalmente sono contrario alla sua gestione: la ritengo pericolosa”, continua il pm.
“Oggi, aggiunge Maresca, per combattere la mafia è necessario smascherare gli “estremisti dell’antimafia”, i monopolisti di valori, le false cooperative con il bollino, le multinazionali del bene sequestrato. “Registro e osservo – continua il pm – che associazioni nate per combattere la mafia hanno acquisito l’attrezzatura mentale dell’organizzazione criminale e tendono a farsi mafiose loro stesse”.
Il magistrato insiste: “Purtroppo queste associazioni hanno esasperato il sistema. Sfruttano beni che non sono di loro proprietà, utilizzano risorse e denaro di tutti. Vedo insomma l’estremismo dei settaristi e non di un’associazione ogni qual volta sento dire che ‘si deve fare sempre cosi”.
“Oggi è in atto una semplificazione per demolire il percorso di Libera con la menzogna”, ha detto don Luigi Ciotti davanti alla Commissione parlamentare antimafia. “Ci possono essere degli errori, si può criticare, ma non può essere calpestata la verità. Libera gode di buona salute, il movimento giovanile chiede, partecipa, c’è un fermento impressionante di ragazzi che cercano punti di riferimento veri e credibili. Io rappresento un noi non un io”.
“Il tema dell’infiltrazione è reale – ha proseguito don Ciotti, rispondendo alle domande del senatore Lumia Pd e del vicepresidente della Commissione Antimafia Fava (Sinistra Italiana) – le nostre rogne sono iniziate con i 17 processi in cui siamo parte civile, lì ci sono situazioni complesse e questo ci ha creato qualche problema. Altri problemi vengono dalle cooperative, cammin facendo abbiamo scoperto che delle situazioni erano mutate. Di fatto noi siamo dovuti intervenire, abbiamo avuto anche processi di lavoro che sono stati vinti da noi. Ogni 6 mesi chiediamo la verifica ma qualche tentativo di infiltrazione c’e’ ed è trasversale a molte realtà. Libera è 1600 associazioni e qualche tentativo, qualche ammiccamento c’è stato. Abbiamo allontanato dal consorzio Libero Mediterraneo delle realtà che non avevano piu i requisiti e queste realtà gettano il fango, sono le prime a farlo. Chiediamo di darci una mano alle autorità“.
“Alcune situazioni creano sconcerto: io non ho rilasciato alcuna intervista, neppure quella che mi è stata attribuita tempo fa su Repubblica”, ha concluso don Ciotti.
A difendere don Ciotti è intervenuta Rosy Bindi: le affermazioni del pm Maresca “sono offensive ed era giusto far replicare don Luigi Ciotti. Sono affermazioni che non mi sento minimamente di condividere, accuse assolutamente gratuite e infondate”, ha detto la presidente della Commissione parlamentare antimafia.
Nemmeno Claudio Fava (Si) ha apprezzato le parole del magistrato: “affermazioni calunniose e ingenerose: c’è una falsificazione di ciò che viene descritto in quanto Libera non gestisce i beni. Ma c’è anche un elemento di ingenerosità: va ricordato che in questi 20 anni Libera ha avuto il compito di anticipare scelte che la politica non ha avuto il coraggio di fare”.
“Per la gestione dei beni confiscati Libera non riceve contributi pubblici, le convenzioni vengono stipulate solo per lo svolgimento delle attività statutarie” ha specificato il fondatore di Libera contro le mafie. “Tanto fango fa il gioco dei mafiosi”, ha aggiunto, anche riferendosi alle parole del pm napoletano antimafia Maresca.
E ancora: “Libera non riceve nessun bene, che viene dato ai comuni e da questi affidato alle cooperative”. “C’è un equivoco: qualcuno vuole attribuire a don Ciotti la capacità di concentrare beni e poteri economici. Non è assolutamente così: ci sono pochissime cose assegnate direttamente a Libera. Libera è un coordinamento di 1600 associazioni che opera con oltre 5 mila scuole e ha protocolli con 64 facoltà universitarie”.
“L’antimafia non può essere una carta di identità che uno tira fuori a secondo delle circostanze, è un problema di coscienza”, ha aggiunto don Ciotti. “Le trappole dell’antimafia sono davanti agli occhi, mai come oggi. Si deve togliere anche questa parola Antimafia, rischiamo di essere travolti”, ha aggiunto, dopo aver ricordato gli allarmi lanciati da Libera sui rischi di infiltrazioni mafiose subito dopo la riapertura del “Caffè de Paris” a Roma nel 2011.
“Quando abbiamo avuto elementi, siamo andati dai magistrati a consegnarli: se alcuni processi sono in atto è anche perché abbiamo fornito noi elementi per istruirli”, ha concluso, riferendosi anche alle critiche arrivate da alcuni ambienti che li hanno accusati “di non essere intervenuti per tempo e di aver taciuto sulla situazione a Roma”.

La DENUNCIA ,ELEMENTO FONDAMENTALE PER LA LOTTA ALLE MAFIE . SENZA DENUNCIA LA COSIDDETTA “ANTIMAFIA” E’ UNA PAROLA SENZA SENSO !

Senza la DENUNCIA,nomi e cognomi, la  parola “antimafia” non ha alcun senso.
Stiamo tentando di far capire a tutti che  la DENUNCIA è l’elemento fondamentale ,l’arma insostituibile ,senza i quali  il parlare di mafia e di “antimafia”  é pura retorica.
Che non serve a niente.
La mafia va combattuta sul campo,prima che si insedi e che  provochi i disastri che tutti conosciamo.
Questo é il senso profondo del Convegno dell’Associazione Caponnetto domani venerdì 18 dicembre a Caivano,in provincia di Napoli.

E’ aperto il tesseramento per l’anno 2016 all’Associazione Caponnetto

Il lavoro più difficile e duro che ci siamo  trovati   ad affrontare  é stato quello di  scremarla  dal gravame  costituito da tutta  una serie di  persone   venute o che intendevano  venire  con l’intento  di utilizzare il suo nome ed il suo prestigio   per ben altri scopi  che non fossero esclusivamente quelli della lotta  alle mafie  ed alla corruzione.

Scopi di natura  economica  , politica  o,più  semplicemente ,di prestigio personale .

Scopi,comunque,  estranei  alle finalità di un ‘Associazione antimafia  di altissimo  profilo morale  e combattiva,  qual’é,appunto,l’Associazione Caponnetto.

Un’Associazione,fra le pochissime in Italia,che non ha mai voluto prendere un solo euro  di finanziamento pubblico o privato,eccetto quello costituito dalle  poche migliaia di euro che  le provengono dal 5 x mille, e che,quindi,é  libera  da tutto e da tutti,istituzioni e partiti politici.

La sua forza!

Da  taluni  la possibilità di poter  vantare  un’appartenenza  all’Associazione  Caponnetto é stata vista ed é vista ,oltre che uno strumento  di vanto, soprattutto come  un titolo di merito per il perseguimento di altri  scopi che nulla hanno a che fare  con quelli  da noi perseguiti.

Ci siamo dovuti difendere da tentativi di infiltrazione addirittura da parte di  soggetti appartenenti a notissime famiglie camorristiche,le più note in Italia, come pure  da parte di   esponenti politici appartenenti  ad amministrazioni  comunali sciolte per mafia ,i quali  evidentemente vedevano nell’iscrizione  all’Associazione Caponnetto lo strumento per  crearsi  una nuova immagine  e ripulirsi da quella vecchia 

E  quale immagine più  prestigiosa di quella dell’Associazione Caponnetto,essi hanno sicuramente pensato  ?

Un’opera difficilissima ,insomma,quella che abbiamo dovuto compiere e dobbiamo quotidianamente compiere  per filtrare le persone che chiedono di aderire all’associazione ,ad evitare l’ingresso di mafiosi,di opportunisti,di  affaristi ed anche di parolai.,di gente,insomma,non affidabile  e per questo pericolosa .

Sì,di parolai,perché non  sono pericolosi  solamente i mafiosi e coloro che  vorrebbero  utilizzare l’Associazione Caponnetto,sfruttando il prestigio di cui essa gode,per finalità  economiche o politiche,ma altrettanto lo sono – tenuto conto del fatto che  la nostra Associazione  basa tutta la sua identità,il suo ruolo,la sua  attività su tre elementi fondamentali ed  esclusivi 

l’INDAGINE,

la DENUNCIA,

la  PROPOSTA – i parolai,coloro ,cioè,che non ti fanno una segnalazione,non ti forniscono una notizia,un’indicazione  o  un semplice indizio  che possa  mettere gli organi  dell’Associazione  nelle condizioni di attivarsi per  attrarre l’attenzione dell’autorità giudiziaria  sulle azioni  della  criminalità organizzata  e dei settori politici ed istituzionali che le tengono bordone e la sostengono.

Gente che non serve all’Associazione Caponnetto e che non porta alcun contributo ad un sodalizio ed  una causa  che hanno  bisogno di COMBATTENTI per assolvere ai  quei doveri morali e civili al servizio del bene della collettività e della GIUSTIZIA, che si é proposto  un’Associazione antimafia,quella riconoscibile attraverso il NOME  che ci siamo dati ,un NOME -CAPONNETTO- che é il nostro biglietto da visita ed il nostro distintivo di riconoscimento.

MAFIOSI E POLITICI CORROTTI,LORO  ALLEATI E CONSANGUINEI,HANNO CAPITO  L’” UTILITA” , PER I LORO SCOPI PERVERSI,DI POTERSI FREGIARE DI TALE  DISTINTIVO,MENTRE  MOLTA GENTE COMUNE ,CHE PUR PARLA DI LEGALITA’  E DI LOTTA ALLE MAFIE,NON RIESCE O NON VUOLE COMPRENDERLA .

Sta tutta qua   la superiorità  intellettuale,anche se perversa.  dei mafiosi ,lo strumento vitale che  schiude ad essi le porte  del POTERE assoluto e definitivo.

Essi,purtroppo,hanno   saputo comprendere  quello che   la gente  comune  non é riuscita a capire o,peggio, non vuole capire !!!!

E non é di certo tramite lo strumento politico che oggi la mafia può essere combattuta, con la speranza di batterla, in quanto é proprio la politica ,in senso lato,che la sostiene  e se ne serve e,pertanto,non é credibile.

Sono ormai  15 anni che l’Associazione Caponnetto esiste in Italia e ,nata nel Lazio come una realtà regionale,essa ha saputo trasformarsi in nazionale ,attestandosi con una  significativa  e qualificata presenza  ed attività in altre regioni  importanti del Paese come la Sicilia,la Campania  ed il Molise , con  un’  appendice  in qualche altra  area  sia del Sud che del Nord  del Paese.

Il sogno dei suoi fondatori é quello,prima  di dar luogo, il più presto possibile , ad  un giusto avvicendamento gestionale,di vederla presente e soprattutto attiva nelle aree  non ancora coperte.

Grazie a Dio ,in 15 anni di lavoro durissimo fatto senza risorse economiche  e grazie allo spirito di sacrificio  di pochi ,pochissimi  volenterosi che hanno sopportato enormi sacrifici , rischi  e costi di ogni genere,essa é stata  capace di selezionare una classe dirigente di altissimo profilo e di grandi capacità  morali ed intellettuali ,al punto  di sapersi conquistare  il rispetto  e l’ammirazione  in ambienti  alti  della magistratura  ,delle forze dell’ordine  e delle professioni  che non disdegnano di manifestarle,  anche pubblicamente  ,attraverso la partecipazione ai suoi convegni ,il loro plauso e la loro stima  nei suoi confronti,dal  Procuratore  Nazionale Antimafia ,ai Procuratori  di molte Direzioni Distrettuali Antimafia di punta  quali  quelle di Roma,Napoli  ed altre ancora  , sempre presenti come relatori ai suoi convegni insieme ad  esponenti della DIA e di altre forze dell’ordine.

Non a caso essa  può vantarsi di aver avuto come suoi Presidenti onorari  fino ad ieri  un Presidente di una Sezione della Suprema Corte di Cassazione  e da poco uno  dei più rinomati  Avvocati  d’Italia  che ha rappresentato le parti civili nei più grandi processi italiani,dal maxiprocesso di Palermo contro Cosa Nostra a quello Pecorelli contro Andreotti a Perugia e a tantissimi altri  ancora.

Le migliori menti italiane  nel settore della Giustizia  e nel mondo della legalità stimano ed amano  l’Associazione Caponnetto come questa  stima ed ama loro.

Questa é l’Associazione Caponnetto e questo  essa vuole essere sempre di più.

Ma,per essere all’altezza della situazione,essa  ha bisogno di  COMBATTENTI  e non di parolai,opportunisti,gente con un piede  di qua ed un altro di là,gente inattiva ,che vuole  e non vuole dare.

Gente che  vuole  utilizzare  il nome dell’Associazione Caponnetto  per altri scopi.

Il nostro nome é  pesante ed impegnativo e chi decide di  aderire  ed operare sotto la nostra bandiera  è  OBBLIGATO  ad esserne pienamente consapevole ed a comportarsi di conseguenza.

Non possiamo e non dobbiamo  infangare il NOME della PERSONA  ai cui valori  ci siamo ispirati  e vogliamo sempre più ispirarci.

All’Associazione Caponnetto si viene  per COMBATTERE LE MAFIE  ED I CORROTTI,non per chiacchierare o  per perseguire altre finalità che non ci interessano  e sono estranee ai nostri modelli di vita,di pensiero ed azione.

Punto.

Il tempo stringe,La mafia,già massicciamente  presente  ed attiva  in tutti gli interstizi del POTERE e la situazione drammatica  in cui si trova il Paese ,non consentono tentennamenti ,incertezze,pavidità,giochi sgradevoli  e sporchi  che sono sempre l’anticamera  di tradimenti e di ostacoli  tesiti con il fine di sabotarti..

L’Associazione Caponnetto  non ha bisogno ,per combatterli, di eserciti rumorosi  e  disordinati,fatti di gente raccogliticcia  e sempre pronta a disertare .Essa non  é per  l’installazione di bandierine  che cadono al primo vento,ma,al contrario,per la costruzione   di TRINCEE  che debbono essere  occupate da  COMBATTENTI  disponibili  e  determinati  ad assaltare il nemico.

Noi non siamo né vogliamo essere dei teatranti ,con tutto il rispetto che merita  questa  categoria,Noi siamo e vogliano essere  i figli ed i difensori dello Stato di diritto,della Democrazia,della Giustizia  e della solidarietà verso i deboli e le vittime dell’ingiustizia  e della violenza  mafiosa e  massonica.

Dobbiamo farlo  per il bene del Paese  e per quello ,soprattutto,dei nostri figli,dei nostri nipoti e per tutte le giovani generazioni ,costretti sempre più ad andare via dall’Italia  ,all’estero,per vivere  e  guadagnarsi il pane .

Dall’Italia stanno partendo per l’estero 50.000 ragazzi all’anno e tutto ciò per colpa nostra ,di noi tutti che non abbiamo saputo e voluto   combattere  per evitare che si verificasse questa immane tragedia.

L’”operazione tesseramento  2016 all’Associazione Caponnetto”,che oggi apriamo ,DEVE  servire appunto  a perseguire questi obiettivi,a creare,cioé,quelle TRINCEE,  dovunque sia possibile ed utile,di COMBATTENTI ,di persone  consapevoli,responsabili,serie,determinate ,oneste e che non hanno paura.

E che non coltivino altri interessi e non perseguano altri scopi.

Dobbiamo farlo  nell’interesse del Paese e delle giovani generazioni !

Iscrivetevi all’Associazione Caponnetto e costituite in ogni regione ,insieme ed intorno a voi  dove ancora non esista,la TRINCEA  di cui abbiamo parlato.

Solo così  si possono combattere  la mafia e la corruzione  in Italia.

 

 

LA SEGRETERIA DELL’ASSOCIAZIONE  A.CAPONNETTO

 

www.comitato-antimafia-lt.org

A Roma,a Roma ……………………C’é un “caso Latina” che va affrontato e risolto. Subito ed a tutti i costi.Le denunce del poliziotto coraggioso al quale non sarebbe stato consentito di svolgere certe indagini delicate rappresentano l’ennesimo campanello di allarme su un’”emergenza” investigativa quando si tratta di combattere le mafie che non si può più tollerare………………..(sulle pagine Facebook dell’Associazione Caponnetto si può ascoltare il video realizzato da IL FATTO QUOTIDIANO e diffuso da TZE TZE che riporta le dichiarazioni allarmanti del poliziotto.Ascoltatele.)

QUANTO DENUNCIATO IN QUESTO VIDEO DAL SOSTITUTO COMMISSARIO E SOPRATTUTTO QUANTO RIPORTATO DA ” LATINA OGGI” DEL 2 SETTEMBRE 2009 A PROPOSITO DELLE DICHIARAZIONI CHE AVREBBERO FATTO I PM DE MARTINO E CURCIO RELATIVAMENTE A ” COME ” VENGONO TRATTATE LE COSE NEL DISTRETTO GIUDIZIARIO DI LATINA IN MERITO ALL”AZIONE DI CONTRASTO ALLE MAFIE AVREBBERO DOVUTO ATTIRARE L’ATTENZIONE DEGLI ORGANI CENTRALI COMPETENTI E DI QUELLA PARTE DELLA POLITICA DELLA QUALE CI SI PUO’ ANCORA FIDARE ED INDURLI AD APRIRE UN ” CASO LATINA” ED ANDARE A VERIFICARE SE NON ESISTA UNA VERA E PROPRIA “EMERGENZA” NELL’IMPIANTO INVESTIGATIVO E GIUDIZIARIO.
UNA COSA DEL GENERE SAREBBE STATA ASSOLUTAMENTE NECESSARIA PER CAPIRE “COME” E “PERCHE” UNA PROVINCIA IMPORTANTE COM’E’ QUELLA DI LATINA – CHE STA AL CONFINE CON LA CAPITALE D’ITALIA E CHE QUINDI E’ LA PORTA DI ACCESSO A QUESTA – SI E’ TRASFORMATA IN UN TERRITORIO SOTTO IL TALLONE DELLE MAFIE E DOVE PERFINO UN PREFETTO DELLA REPUBBLICA,COME BRUNO FRATTASI,VIENE RIMOSSO SOLO PERCHE’ SI AZZARDA A METTERE IL NASO ,COME PRESCRIVE LA LEGGE.IN CERTE SITUAZIONI.
NON E’ SUCCESSO NIENTE ,NON SI E’ MOSSO NESSUNO E TUTTI SONO STATI ZITTI.
ALLORA E’ FACILE DEDURRE CHE QUA IL PROBLEMA E’ “ALTRO” ED “ALTO” E PIU’ CHE ALL’INTERNO DELLA MAFIA INTESA IN SENSO TRADIZIONALE E COME SEMPLICE ORGANIZZAZIONE CRIMINALE MILITARE O ANCHE ECONOMICA,BISOGNA ANDARE ALL’INTERNO STESSO DELLE ISTITUZIONI A VEDERE COSA NON VA E COSA,EVENTUALMENTE,POTREBBE CONFIGURARSI COME QUELLO STATO-MAFIA DI CUI SI PARLA TANTO ED E’ MATERIA DI DIBATTITO NELL’AMBITO DEL PROCESSO DI PALERMO.
IL PROBLEMA DI LATINA E’ COMPLESSO E QUESTA SUA COMPLESSITA’ CI SPIEGA PERCHE’ ,QUANDO SI PARLA DI MAFIA E DI ATTIVITA’ DELLA MAFIA – CHE ORMAI HA COMPRATO TUTTO ED E’ PADRONA DI TUTTO,PERFINO DELL’ARIA CHE SI RESPIRA- QUASI TUTTI SI GIRANO DALL’ALTRA PARTE E NON SI INDAGA COME SI DOVREBBE E CI SI VEDE COSTRETTI AD ASCOLTARE LE GRAVISSIME ACCUSE CHE QUALCHE POLIZIOTTO CORAGGIOSO (PECCATO CHE SE NE TROVINO POCHI,POCHISSIMI) FA PUBBLICAMENTE,COME IN QUESTO VIDEO REALIZZATO DA “IL FATTO QUOTIDIANO” E DIFFUSO DA TZE TEZ.
ORMAI LE TREMENDE DENUNCE SONO PBBLICHE AVENDOLE LETTE SU “LATINA OGGI” PRIMA E SU “IL FATTO QUOTIDIANO” POI E NESSUNO PUO’ ACCUSARE NOI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO DI ESSERE I SOLITI “CATASTROFISTI” E “SFASCIACARROZZE ” CHE VEDONO MAFIA DOVUNQUE..
QUA BISOGNA ANDARE A VEDERE “PERCHE’ ” DALLA PREFETTURA DI LATINA NON PARTE UNA SOLA INTERDITTIVA ANTIMAFIA,PERCHE’ A LATINA NON SI FANNO INDAGINI CONTRO LA MAFIA SE NON INTERVENGONO LA DDA DI ROMA O QUELLA DI NAPOLI,LA DIA DI ROMA O QUELLA DI NAPOLI ,”PERCHE’” DEL “CASO SPERLONGA”,DOPO TUTTO IL CAN CAN CHE ABBIAMO LETTO SUI GIORNALI,NON SI PARLA PIU’ E NON SI SA COME SONO ANDATE A FINIRE TUTTE LE INCHIESTE,”PERCHE” A GAETA,A FORMIA NON SI INDAGA E LA MAFIA PUO’ CONTINUARE A FARE IL BELLO ED IL CATTIVO TEMPO,”PERCHE”,”PERCHE’ “,”PERCHE’”………………..
QUA BISOGNA APRIRE A ROMA,IN PARLAMENTO ,SUI GIORNALI E NELLE PIAZZE UN “CASO LATINA” PRIMA CHE NON CI SIA PIU’ NIENTE DA FARE !!!!!!!
SUBITO,QUINDI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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ASCOLTATE BENE QUESTO VIDEO.
LEGGETE CON ATTENZIONE QUELLO CHE HANNO SCRITTO NEL 2009,A PROPOSITO DEL “CASO FONDI” ( VEDI “LATINA OGGI” DI MERCOLEDI’ 2 SETTEMBRE 2009 IN UN ARTICOLO DAL TITOLO “LE SVISTE SULLE COSCHE LOCALI”) I PM DIANA DE MARTINO E FRANCESCO CURCIO DELLA DNA:
“NELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CASI SI E’ PROCEDUTO DA PARTE DELLE DIVERSE AUTORITA’ GIUDIZIARIE DI QUESTO DISTRETTO ,RUBRICANDO LA MASSA DEI FATTI OGGETTO DI INDAGINE ,IN REALTA’ DI STAMPO MAFIOSO,IN FATTI DI CRIMINALITA’ COMUNE “.
LE CONCLUSIONI CIRCA LE CONDIZIONI IN CUI UN’ASSOCIAZIONE SERIA COME LA CAPONNETTO SI VEDE COSTRETTA AD OPERARE IN UNA PROVINCIA IMPORTANTE QUAL’E’ QUELLA DI LATINA ,LA PORTA DELLA CAPITALE D’ITALIA E NON UNA DEL SUD, LE LASCIAMO A VOI LETTORI !!!!!!!!!
E TUTTI ZITTI !!!!
ASSOCIAZIONE A.CAPONNETTO


Amici ,la storia é importante……………,ma attenti che essa non venga usata per portare avanti un processo della …………più grande “distrazione di massa” rispetto alla realtà criminale che sta trasformano l’Italia in un Paese da terzo mondo

Quel “salto di qualità” che noi invochiamo da sempre da parte di tutti coloro che dicono di voler combattere le mafie!!!!!!!
Non vorremmo  che ,mentre noi ci attardiamo nell’ esaltare il passato,distratti su quanto avviene giorno dopo giorno,secondo dopo secondo,le mafie  completino l’occupazione e la devastazione del nostro bel Paese.
Un Paese che  agli occhi del mondo intero sta apparendo  sempre di più come la “riserva” del crimine.
E non vorremmo ,parimenti ,che  ci sia qualcuno che usi la storia come lo strumento per portare avanti avanti quel processo di “distrazione di massa” rispetto alle realtà attuali.
Le commemorazioni,i ricordi,la memoria sono,sì,importanti,ma intanto  amministratori disonesti continuano a saccheggiare le risorse pubbliche,a devastare il Paese,a rubare i soldi dei cittadini,a piegare le istituzioni agli interessi sporchi di mafia e massoneria.
Chi opera nei territori  ,scontrandosi con le realtà e non limitandosi a stare davanti ad un computer, sa molto bene  quanto é difficile ed anche pericoloso combattere  per fare in modo che la legalità e la giustizia,quella con la G maiuscola,non vengano messe sotto i piedi ,ridotte a carta straccia.
Chi opera nei territori sa molto bene  quanto   e come molti comuni,molte amministrazioni pubbliche e molti altri presidi dello Stato  sono ridotti ormai a centri di malaffare e di ingiustizia.
Si violano sistematicamente le leggi, si dilapidano le risorse pubbliche,si ruba,si appaltano i lavori ai mafiosi,si lascia fare a questi i loro comodi ed interessi.
Non passa giorno senza  che noi leggiamo di magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine infedeli,  di sindaci,assessori,dirigenti  corrotti  che  appaltano lavori ad imprese mafiose,di Prefetti che non esercitano il  potere di prevenzione antimafia,di funzionari e politici che intascano mazzette ,di affidamenti  di opere pubbliche con il sistema della “somma urgenza”,il meccanismo diabolico,questo,per giustificare e far passare tutte le porcherie  ed  i favoritismi ai corrotti ed ai mafiosi.
Sono questi i problemi che un’associazione antimafia seria  DEVE  affrontare e tentare di risolvere e non limitarsi a raccontare il passato e quello che é già accaduto.
ESSA DEVE SAPER PREVENIRE I FATTI,CONTROLLANDO,VERIFICANDO GIORNO PER GIORNO,MINUTO PER MINUTO  E DENUNCIANDO,DENUNCIANDO,DENUNCIANDO ,ANCHE IL PREFETTO,IL MAGISTRATO,IL MARESCIALLO DEI CARABINIERI CHE EVENTUALMENTE NON FACCIANO IL LORO DOVERE.
Questo è il compito di una VERA   associazione antimafia e di chiunque altro voglia effettivamente combattere le mafie .
Tutto il resto é retorica,bla bla,aria fritta,che non servono a niente.
Anzi,meglio,servono  a “distrarre” la gente rispetto ai problemi reali ed alla situazione drammatica in cui  ci hanno portato………………
Quel processo della più grande “distrazione di massa” della storia infelice dell’Italia !!!!!!!!!!

L’Associazione Caponnetto invita il Vice Ministro Bubbico a far presenziare all’esposizione del Rapporto di cui parla tutti i Testimoni di Giustizia attualmente inseriti nel programma di protezione.Ci possiamo contare ?

 

Testimoni di giustizia: Bubbico, pronte proposte per riforma

Rapporto del gruppo di lavoro sarà presentato il 28/10 a Roma
12:35 – 08/10/2015

(ANSA) – ROMA, 8 OTT – Il rafforzamento dell’assistenza personale e psicologica dei testimoni di giustizia, ovvero coloro che denunciano mafie, criminalità e malaffare e una maggiore efficienza nell’uso delle risorse dedicate attraverso il sostegno mirato al reinserimento sociale e lavorativo delle persone protette: sono alcune delle misure previste dal Rapporto messo a punto dal gruppo di lavoro in materia di misure di protezione dei testimoni e collaboratori di giustizia, che ha appena portato a termine il proprio impegno. Il Rapporto “Per una nuova frontiera in materia di testimoni e collaboratori di giustizia” sarà presentato ufficialmente il prossimo 28 ottobre e contiene una serie di proposte di riforma in materia di testimoni e collaboratori di giustizia.

“Si è trattato di un lavoro delicato e proficuo. Era necessario confrontarsi su questa materia che ha bisogno di essere adeguata ai cambiamenti intervenuti negli anni e di risposte nuove rispetto alle criticità evidenziate nell’applicazione”, spiega il viceministro all’Interno Filippo Bubbico che ha la delega sulla materia e ha istituito nei mesi scorsi il gruppo di lavoro.

Il rapporto sarà presentato il prossimo 28 ottobre a Roma in un seminario all’Accademia dei Lincei, alla presenza del ministro Alfano, del ministro Orlando, del presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi e del Procuratore Nazionale Antimafia Roberti. In Italia i testimoni di giustizia e i loro familiari sono un migliaio, i collaboratori e i loro familiari sono circa cinquemila.(ANSA).

.Stiamo vicini a Luigi Leonardi! Sta rischiando la vita e questo Stato se ne frega!Ministro Alfano e Vice Ministro Bubbico vergognatevi.Cosa state aspettando che la camorra lo uccida ?

Ora più che mai, ho bisogno di voi!

Ad ottobre inizia l’ultima fase del “mio” secondo processo, il N° 16210/08 RGNR a carico di Cataldo Domenico ed altri 8. 

Il… 6 Ottobre alle ore 9 presso il tribunale penale al Centro Direzionale ci sarà la requisitoria del Sostituto Procuratore dott. De Falco. Entro fine mese ci sarà la sentenza finale di primo grado.

Le accuse a questi soggetti, appartenenti ai clan degli scissionisti di Melito, dei Vanella-Grassi di Secondigliano, dei Mallardo di Giugliano e dei Russo di Cardito, vanno dall’estorsione aggravata dal metodo mafioso, alla detenzione e porto abusivo di armi, fino alla violenza e sequestro di persona a mio carico.

Insieme all’avv. Giacinto Inzillo di Vibo Valentia, specializzato in testimoni di giustizia, abbiamo fatto la richiesta di ammissione al programma di protezione ex art. 11 D.L. n.8 del 1991. 

La domanda ancora non è stata ammessa, e purtroppo, la data della sentenza sta arrivando.

Ho richiesto protezione qua in Campania perché questa è la mia terra, ed è qui che voglio restare, è qui che voglio lavorare, è qui che voglio tornare a vivere e morire. 

Nel primo maxi processo che ho fatto, il n. 15304/08 RGNR, a carico di Aliperti + 81, arrivato a sentenza con oltre 700 anni di reclusione, ho fatto il mio dovere da imprenditore libero, ho confermato tutto, ho confermato le estorsioni, ed esattamente una settimana dopo, mi hanno incendiato il negozio.

Ora ho paura, perché se non dovessi essere ammesso al programma di protezione per i testimoni di giustizia, dopo la sentenza, divento carne da macello, e la camorra più che mai potrà fare quello che vuole, come ha gia fatto con me in passato. Solo che, a differenza del precedente processo, adesso i clan mi trovo a fronteggiare ben 4 clan.

Ora più che mai ho bisogno del vostro sostegno, del vostro aiuto, della vostra voce.

O io o loro!

Grazie
Luigi Leonardi.

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