Appelli

Ma lo stavo dove’?

Una lettera,quella pervenutaci dal Testimone di Giustizia Luigi Coppola e che sentiamo il dovere di rendere pubblica,che dovrebbe far vergognare lo Stato e che ci costringe a domandarci ed a domandare da quale parte sta questo,dalla parte della camorra o di chi la combatte?   Associazione Caponnetto
“NON  AVREI  MAI IMMAGINATO CHE ,AIUTANDO LO STATO E LA SOCIETA  NELLA LOTTA ALLA CAMORRA CERCANDO DI ESSERE DI AIUTO AD EMARGINARE LA CRIMINALITA’, L VERI EMARGINATO  SAREMMO  DIVENTATI IO E  LA MIA FAMIGLIA .GIA’ PERCHE E’ COSI’ CHE SI E CONCLUSA LA VICENDA DI UN “EROE”,COSi’ COME  VENIVO DEFINITO QUANDO CI FURONO ARRESTI ,PROCESSI E CONDANNE. ORA ,PERO’, TUTTI MI TRATTANO COME UN AVANZO DELLA SOCIETA’. ORA SONO RIDOTTO A FARE  L’ELEMOSINANTE PER UN TETTO SULLA TESTA PER ME E FAMIGLIA  E LO FACCIO COSTRETTO A VIVERE IN UN PAGLIAIO  E SENZA UN EURO  PER COMPRARE IL PANE NEL COMUNE DI POMPEI CHE MINACCIA,PERALTRO,DI REVOCARMI LA RESIDENZA.HO CHIESTO AL COMUNE DI POMPEI UN MINIMO DI ASSISTENZA MA MI RISPONDONO CHE NON HO DIRITTO A NIENTE.

ED E’ PER QUESTO CHE IN QUESTI GIORNI DI GIORNATE DEDICATE A  DON GIUSEPPE DIANA, ALLA LEGALITA’ E ALLE VITTIME DI MAFIA NOI CI SENTIAMO GIA’ MORTI IN ATTESA CHE LA CAMORRA VENGA A DARMI IL COLPO FINALE E COMPLETI QUELLO CHE UNO STATO COMPLICE HA INIZIATO
Luigi coppola
Testimone di giustizia
Pompei
Li 19 marzo 2014”

Iscrivetevi all’Associazione Caponnetto e venite con noi a combattere sul campo le mafie

Carissimi,
15 anni circa insieme , con la maggioranza di voi a

combattere battaglie difficili contro le organizzazioni criminali, ci hanno fatto diventare quasi come una grande famiglia.
Anni ed anni a sforzarci di “capire”,di “interpretare”,di “leggere” quanto avveniva ed avviene intorno ad ognuno di noi,nei rispettivi territori di residenza,con un occhio alla situazione generale del Paese,laddove la presenza delle mafie,grazie soprattutto alle complicità politiche ed istituzionali,é diventata e diventa sempre più invasiva ed oppressiva.

Montagne di capitali investiti dalle mafie a comprare di tutto ed a corrompere tutto e tutti stanno trasformando l’intero Paese in una holding criminale che sta minando le basi stesse di quello Stato di diritto che i nostri nonni ed i nostri genitori hanno contribuito,chi più e chi meno,a creare con tante lotte e con lo spargimento del sangue di molti di loro.

Noi ci stiamo assumendo la tremenda responsabilità di vanificare ,con l’inerzia e l’indifferenza di molti di noi,i

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loro sacrifici e,quel che é più grave,di lasciare ai nostri figli e nipoti una società da brivido che nulla ha a che vedere con una società civile.
Il motivo per il quale chi scrive,insieme ad un pugno di altri amici ed amiche,sta da sempre bombardandovi supplicandovi di pensare e fare un’antimafia “diversa” da quella di tanti altri,va ricercato nella preoccupazione di renderci EFFETTIVAMENTE utili nella guerra contro le mafie.

Mafie che -attenzione- non rappresentano solamente un fenomeno delinquenziale,ma che,al contrario,sono connaturate con il Potere e che si identificano spesso con questo.

Mafie-stato,mafie-politica,mafie-istituzioni.
C’é una minoranza in e fra questi e nella società che tenta di opporsi a questo fenomeno di involuzione e di imbarbarimento e noi siamo orgogliosi di appartenere a quella minoranza,insieme ad altri onesti cittadini,intellettuali,magistrati,componenti delle forze dell’ordine.
E’ una vera guerra che stiamo sostenendo contro un nemico potentissimo che talvolta é manifesto e si vede ,mentre il più delle volte non lo é e non si vede perché nascosto fra le stesse pieghe dello Stato e dei partiti politici.
Noi abbiamo sognato,sin dalla sua costituzione,di fare dell’Associazione Caponnetto uno strumento capace di fare seriamente la guerra contro le mafie.
Se si é deciso e si decide di combattere le mafie,bisogna essere convinti di quello che si vuole e si DEVE fare. Altrimenti si resta a casa,con la consapevolezza,però,di aver deciso di vestire le vesti di un disertore che non ha,pertanto,alcun diritto,poi, di lamentarsi e di criticare.

Disertore che oggettivamente si trasforma in complice delle mafie e dei mafiosi.
Noi non abbiamo mai chiesto e mai chiederemo a TUTTI i nostri aderenti di venire in prima linea perché ci rendiamo conto del fatto che non si può pretendere che tutti abbiano la stessa dose di coraggio e le stesse qualità.

In un esercito che va alla guerra ci sono le prime linee e,poi,ci sono le retrovie composte da coloro che sono addetti al vettovagliamento,all’approvvigionamento delle truppe in prima linea.

Compito anche questo importante ed essenziale.
Ma vogliamo – questo sì – che l’esercito sia ben composto,robusto e convinto di quello che bisogna fare. Ognuno,poi,contribuisce a seconda delle proprie capacità. Abbiamo,grazie a Dio,un nucleo,piccolo ma efficiente,di amici ed amiche che si sono specializzati nel fare INDAGINI,utilizzando soprattutto lo strumento delle “visure camerali” che ci consentono di risalire spesso all’individuazione dei veri attori – i mafiosi o i loro prestanomi -,e questo ci permette di confezionare documentazione che contiene piste investigative preziose per coloro che poi debbono proseguire il lavoro. Un’antimafia,quella nostra insomma,”altra” ed “alta” che colpisce e fa male.
Ecco perché molti ci odiano in quanto noi, involontariamente ,siamo diventati,peraltro, in un’Italia spesso troppo parolaia,superficiale ed inconcludente, una pietra di paragone rispetto a quanti non usano le nostre strategie e tattiche e pensano che si possa fare la guerra con la retorica,con il racconto di cose passate e con le commemorazioni e lasciando da parte,invece, quello che sta avvenendo e,soprattutto, avverrà.

L’arma nostra é la DENUNCIA,nome e cognome. Quest’anno,il 2014,dovrà essere l’anno del SALTO DI QUALITA’,l’ennesimo ma determinante,dell’Associazione Caponnetto.

Abbiamo bisogno di amici ed amiche nuovi,freschi,pieni di voglia di combattere veramente,capaci e desiderosi di dedicarsi in maniera PRIORITARIA SE NON ESCLUSIVA,alla lotta alle mafie.

Il nuovo Consiglio Direttivo,al quale abbiamo dato vita durante l’Assemblea svoltasi a Napoli il 9 marzo scorso é più ristretto rispetto a quello precedente ma più qualificato in quanto é composto da amici ed amiche,vecchi e nuovi iscritti all’Associazione Caponnetto, determinati,convinti, speriamo tutti attivi al massimo e decisi a combattere in prima linea.

L’appello che rivolgiamo a TUTTE le persone oneste e che vogliono SERIAMENTE combattere contro le mafie,è quello di
ISCRIVERSI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.

Lo si può fare mandando una richiesta di adesione,con tutti i dati anagrafici,indirizzi postale e telematico,numeri di telefono ecc. alla mail

info@comitato-antimafia-lt.org

(attenti ai punti ed ai trattini)
e,quando si riceverà la comunicazione di accoglimento,versando la quota annuale di iscrizione di 30 euro ESCLUSIVAMENTE tramite bollettino di conto corrente postale intestato all’Associazione Caponnetto

n.86015211. Questo per i nuovi iscritti.

I vecchi iscritti,invece,sono invitati a provvedere AL PIU’ PRESTO alla spedizione, sempre tramite conto corrente postale ,della quota annuale ed anche

LA SEGRETERIA

invito ad incrementare il tesseramento

 

Un nostro appello al Capo dello Stato,al Ministro degli Interni,al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia ed al Prefetto di Napoli a favore del Testimone di Giustizia Luigi Coppola ridotto a vivere ,insieme alla sua famiglia,in una sorta di pagliaio senza un minimo di protezione e di assistenza economica.

Luigi Coppola

La vicenda di Gennaro Ciliberto,un Testimone di Giustizia preziosissimo …

… che ha messo in gioco tutto della sua vita e che lo Stato,questo stato,tardava a riconoscere dopo 4 anni dalle sue denunce.
Quanta amarezza,ma,al contempo,quanta nobiltà di animo in queste persone eccezionali che fanno il paio con la viltà e la disonestà intellettuale e morale di tantissime altre

Il Viterbese. E’ sempre più necessario che si accendino al massimo i riflettori

E’ una cappa pesante,quella che grava sul territorio viterbese e si spinge fino alla Toscana.

Aria di troppi silenzi che durano da sempre,mentre le mafie fanno il bello e cattivo tempo.

Qualche coraggioso ha tentato di scalfire il sistema omertoso che non ha consentito finora di intravvedere la luce in fondo al tunnel.

C’é stato un ottimo saggio di Daniele Camilli,un giornalista- scrittore che ha documentato con precisione la situazione.

Ma,purtroppo,i silenzi continuano a gravare,come e forse più di prima.

Noi abbiamo cercato di raccogliere alcune notizie ed il nostro compianto Vice Segretario Gigi Daga,purtroppo morto qualche anno fa,ne fece materia di segnalazione agli organismi competenti.

Ma Gigi,poi,ci ha lasciati.

Recentemente abbiamo reso pubblico un lungo elenco di attentati,incendi ed altri episodi che denotano il clima pesante esistente in quel territorio,forse finora poco attenzionato da noi stessi che abbiamo incentrato,anche a causa di deficienze strutturali interne,l’attenzione più su altre aree che non su quella.

Ma si tratta di “reati spia” dietro i quali potrebbe una situazione più complessa,più delicata,più grave.

“Reati spia” che dovrebbero,secondo notizie pervenuteci,costituire anche materia di un’interrogazione parlamentare.

Manca,però, il “quadro” complessivo delle attività mafiose,attività soprattutto di natura economica.

Investimenti di capitali da parte delle mafie ed eventuali collegamenti di queste con soggetti politici ed istituzionali.

“O sistema”.

Gigi Daga ci accennava qualcosa su tali investimenti sospetti e stava raccogliendo al riguardo il maggior numero possibile di notizie che ci avrebbero consentito,se non fosse morto anzitempo,di confezionare un dossier da trasmettere,poi,agli organi centrali competenti,così come é nostra abitudine.

Egli ci fece incontrare anche degli amici suoi della provincia di Grosseto che erano ben informati sulla situazione che riguardava l’intero territorio che si estende da Civitavecchia in sù.

Ma ,poi,purtroppo,la cattiva sorte non ci ha consentito di proseguire il lavoro di raccolta di notizie da lui iniziato.

Ora stiamo tentando,fra mille difficoltà,di proseguire il cammino intrapreso cercando di muovere le acque e confidando in qualche aiuto che,finalmente,potrebbe consentirci di accendere i riflettori anche su quei territori.

Certo é che non si può continuare a restare silenziosi su una situazione che ci preoccupa notevolmente e della quale sospettiamo che non siano pochi coloro che non vogliono parlare.

Una situazione che,stante l’invasività delle mafie,si va aggravando giorno dopo giorno.

Possibile che non ci siano persone volenterose e sensibili al bene comune di quelle popolazioni disposte a darci una mano concreta nello sforzo che stiamo facendo per diradare le nebbie che gravano su quell’area?

Iscrivetevi all’Associazione Caponnetto se veramente volete cominciare a combattere le mafie e venite con noi in trincea

NON BASTA ” CONDIVIDERE”,DIRCI “BRAVI”,”ANDATE AVANTI”.
CHI VUOLE VERAMENTE IMPEGNARSI CONTRO LE MAFIE DEVE ISCRIVERSI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PER AIUTARLA A STANARE E DENUNCIARE I MAFIOSI,NOMI E COGNOMI,UNO PER UNO
Non possiamo fare i miracoli e stare dovunque.
Non siamo un esercito e non riusciamo a far fronte a tutte le necessità di una guerra contro armate potentissime e con milioni di persone al soldo.
La lotta alle mafie non si fa con le “condivisioni”,gli appelli,le analisi storiche o sociologiche,il racconto di cose avvenute già.
La lotta alle mafie si fa prevenendo le cose,scoprendole e denunciandole prima che avvengano,minuto dopo minuto,secondo dopo secondo.
Raccontare semplicemente e non sporcandosi le mani,INDAGANDO E DENUNCIANDO,significa prendersi e prendere in giro la gente perché,così facendo,ai mafiosi non si fa nemmeno il solletico.
Chi conosce la mentalità dei mafiosi sa molto bene che
essi non hanno paura nemmeno della galera in quanto
l’hanno messa nel conto.
Essi hanno paura solamente di una cosa : della perdita dei
loro beni.
Ma,per sottrarre ad essi i beni illecitamente
accumulati,occorrono l’INDAGINE E la DENUNCIA.
Non serve altro.
Quella cosiddetta “cultura della legalità” che giustifica
tanti sprechi di denaro pubblico e che non serve a niente in
un Paese,come il nostro , mafioso all’80 per cento.
Ma a che serve dire ai ragazzi in classe che debbono
……”rispettare le regole”,non attraversare la strada
quando il semaforo é rosso,quando,poi,usciti dalla classe,
ritornano a casa e trovano il padre e la madre e tutti gli
altri familiari che la pensano e si comportano in maniera
diametralmente opposta?
Ma a che serve la “cultura della legalità” quando
partiti,associazioni,società e le stesse istituzioni sono in
gran parte corrotte e mafiose?
Ma a che serve la “cultura della legalità” insegnata in classe
quando non c’é sintonia fra le grandi agenzie educatrici ed
anche negli ambienti dove non dovrebbero esserci,come la
Chiesa,ci sono molte ombre,come giustamente denuncia lo
stesso Papa Francesco?
Il cancro va prima estirpato,se siamo ancora in tempo;
la società va prima ripulita dal malaffare e dalla corruzione;
e,poi,si può cominciare a parlare di rispetto delle regole e
di quant’altro del genere.
Oppure le due azioni vanno condotte
contemporaneamente,dando però più pregnanza a quella
di bonifica.
L’ecologia della politica e delle istituzioni.
Le mafie fuori dalla politica e dalle istituzioni.
Perché é nello stato che si annida la mafia più pericolosa .
Ecco perché occorrono non le chiacchiere,i “condivido”,il
plauso,ma,al contrario,l’impegno diretto e personale in
un’Associazione,però,che non fa chiacchiere,ma INDAGINI
e DENUNCE.
Come ha sempre fatto la Caponnetto.
Iscrivetevi e venite a combattere in trincea con noi !!!!!!!!!

Petizione a favore di Pietro Di Costa. Diffondi e firma. Aiutiamo i cittadini onesti che denunciano le mafie Change. org

Leggi QUI

On. Bubbico, V. Ministro degli Interni, a noi una lettera del genere ci farebbe arrossire per la VERGOGNA!

Quanti ancora mesi , anni, oppure un eterno silenzio, fatto di promesse, smentite , ultimatum, di rimbalzi tra un capo all altro dell Italia.
Ogni volte a spiegare la mia storia , il mio ruolo, chi sono, chi ero .
Sembra una tragicommedia, una commedia all Italiana .
Quelle “carte ” che non ci sono , o ,se ci sono, sono Segrete, qui Ministri che non rispondono , anche perché hanno ben altro da fare , e a non avere un cognome celebre , accade anche che possono passare anche più di tre anni , certo che sono ancora vivo potrebbe esclamare qualche buon “super intenditore di anti mafia” ma costui cosi virtuale ma esistente e credetemi esiste , cosa ne sanno  lui e la sua lobby di come io soffro, di quanto dolore io provi ogni qual volta che un vigliacco pezzo di merda attenta alla mia tranquillità , cosa ne sa costui dei miei viaggi della disperazione ?
Non sa nulla , tanto nulla , da non trovare le carte , da non sapere io cosa ho denunciato,  non sapere che in Italia , in autostrada , ci sono stati dei crolli di strutture , tutte da me denunciate , cosa sa costui che dall ‘alto del suo ruolo con fare da Ponzio Pilato asserisce che bisogna rispettare la legge , anche per Ciliberto bisogna rispettare la legge , ma quale ? LEGGE !
Quella che non vede, non sente e non parla ?
Quella stessa che ha umiliato due persone che hanno subito un sopruso, e dove ?
Nella piazza antistante il Palazzo del Viminale !!!!
Esiste una logica a tutti questi silenzi ?
Ebbene certo che sì !
Più passano i mesi e più mi tornano in mente queste parole dette nel 2012
che riporto;
” se ti uciderranno andranno in carcere e NOI li arresteremo , tu devi stare tranquillo prenderanno l ergastolo ”
Allora ditemi Voi come si può rispondere a tale affermazione!
Come si può restare calmi se a minacciarti è un già condannato al 416 bis , uno che a dire di altri è un folle , criminale.
Come si può comprendere e giustificare tutto ciò che mi è accaduto dopo il 2011, tutte quelle strane situazioni che certo non accadono a chiunque.
Come posso e devo interpretare quella frase detta da più persone al servizio delle istituzioni ” Non devi rientrare per nessuno motivo a Napoli, devi stare attento, non devi incontrare nessuno dei tuoi vecchi “colleghi ” , stai attento e qualunque cosa chiama il 113 “Tu sei uno sveglio vedrai che c è la farai”.
E poi capita che quando chiami il 113 la pattuglia che interviene dice: “a noi non non risulta nulla , ha delle CARTE?  “
Lei chi è ?? Chi sono !!! Non lo so nemmeno io !
Oppure può capitare che sempre uomini al servizio delle istituzioni dicano …..
“Questo luogo non è più sicuro , ormai sanno che sei qui , non e meglio che ti sposti ?”
Ogni volta la stessa storia ……
E dopo tre anni e più , quasi con l ultimo sospiro,  l ultima forza , quella della disperazione ,vado da chi dovrebbe essere garante della Sicurezza Pubblic in Italia e cosa mi  sento dire ???
Le Carte !!!!!!!!
Allora BASTA , ve lo chiedo per piacere, BASTA!
Ora oltre ad essere complici offendete non solo la mia intelligenza, ma state calpestando la DIGNITÀ di un uomo onesto !
Ed allora io vi dico e ve lo dico per l ennesima volta .
IO VOGLIO VIVERE, VOGLIO VEDERE CRESCERE I MIEI FIGLI
IO PRETENDO ,CARO VICE MINISTRO BUBBICO ,CHE LEI QUELLE CARTE LE MANDI A PRENDERE ,CHE DAL SOMMO DEL SUO POTERE FACCIA PRESTO , CHE LEI PER UN SOLO MILLESIMO DI SECONDO LEGGA IO CHI SONO COSA “CAVOLO”HO DENUNCIATO E LE CHIEDO PER PIACERE NON RIDA , NON MOSTRI QUEL SORRISO CHE TANTO MI HA FERITO, IO STO SOFFRENDO DA TRE ANNI E PIÙ.
IO LA RENDO RESPONSABILE CARO VICE MINISTRO DI TUTTO CIÒ CHE POSSA ACCADERMI PERCHÉ IO DA CITTADINO LIBERO NON VOGLIO PIÙ SCAPPARE , NON VOGLIO PIÙ NASCONDERMI .
ORA LA MIA  VITA È NELLE SUE MANI ,NE FACCIA CIÒ CHE VUOLE , MA NON FACCIA IL PONZIO PILATO E NON DICA CHE NON HA LE “CARTE “PERCHÉ NONOSTANTE LA MIA MISERIA QUELLE “CARTE” IO GLIELE RIPORTO ANCHE IL 24 DICEMBRE .
Ciliberto Gennaro

Fatelo partecipare alla sedura della Commissione Centrale per fargli esporre la sua situazione

Leggi QUI

Gennaro Ciliberto chiede la protezione dopo aver denunciato fatti gravi. VOLETE MUOVERVI O NO O ASPETTATE CHE LO AMMAZZINO???

AL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA

A.S.E. DOTT.SSA ANNAMARIA CANCELLIERI

A.S.E dott. Il Prefetto  di Napoli Francesco Antonio MUSOLINO
Al Questore di Napoli dr. Luigi MEROLLA

Lo scrivente Ciliberto Gennaro nato a Napoli  il   …………….. chiede a .S.E Dott. Prefetto di Napoli di valutare il rischio reale del sottoscritto se lo stesso rientrasse in localita’ di origine ……………
Infatti dopo le varie denunce fatte dal sottoscritto  alla Dia di Milano nel 04/02/2011 e altre testimonanzie rese in varie Dia e Procure d Italia, lo stesso si vede costretto a scappare e nascondersi per tutta Italia , poiche’  braccato e minacciato di morte , ha  denunciato   reati di Infiltrazione Mafiosa e disatro colposo e corruzioni  in appalti pubblici Autostrade . La vicenda vede coinvolta una intera famiglia di Castellammare di Stabia  della quale  un condannato in Cassazione per reati di stampo cammorristico con l ‘aggravente dell art. 7 ed oggi sottoposto a regime di sorveglianza speciale .Anche una ditta dei sopraccitati  soggetti   e’ gia stata interdetta per mafia e tale provvedimento é stato  confermato con sentenza del Consiglio di Sato.
Tale neccesita’ di rientro la si deve al fatto che mi sono ammalato di diabete e che sono ben 28 mesi che scappo e non ho piu’ soldi  ne una casa stabile.Inoltre  a ……………risiede mia figlia di anni 12 con la madre che si e’ dissociata dalle mie scelte di denunciare . Non avendo una casa e vivendo di ospitalita’ e carita’ , anche dormendo in auto , chiedo di esaminare  l’opportunità di un  mio rientro .Sia le forze dell oridne che la magistratura mi hanno sempre sconsigliato di rientrare alla località di origine . Alla data odierna presso il Tribunale di Monza ci sono 5 rinviati a giudizio per i reati di disastro colposo , minacce che vedono la mia persona parte offesa e testimone.
Inoltre per ben due volte ho fatto richiesta di essere sottoposto a protezione ma la Commissione Centrale di Roma mi ha risposto che non aveva avuto alcuna segnalazione dalle Procure interessate che sono ben otto.( Napoli, santa Maria C.v., Monza, Firenze,Torino, Alba e non ultima Trento). Nel mese di gennaio mi sono recato presso la Questura di Trento e ho denunciato il tentativo di infiltrazione di una delle ditte che riconducono alla famiglia  vicina al clan D’alessandro ,noto clan dell’aria stabiese.
Il mio e’ un appello disperato  alla vs. competenze e chiedo di esprimervi    in modo celere  sulla necessità di   un mio rientro presso la residenza paterna .

Porgo distinti saluti

29/04/2013

CILIBERTO GENNARO 

Il PD e SEL si stanno comportando nel “caso Gennaro” in maniera scandalosa .La pagheranno

SOLIDARIETA’ a GENNARO CILIBERTO CHE STA FACENDO LO SCIOPERO DELLA FAME DAVANTI AL VIMINALE A ROMA DA PARTE DEI PARLAMENTARI DEL M5S.
SILENZIO, INVECE, ED INDIFFERENZA DA PARTE DI QUELLI DEL
PD, DI SEL E DEGLI ALTRI PARTITI
CHE VERGOGNA!!!
E, POI, PARLANO DI LOTTA ALLE MAFIE…
E poi parlano di lotta alle mafie!
Stamane, per la seconda volta, parlamentari del M5S si sono recati a trovare davanti al Viminale Gennaro Ciliberto che da quasi 10 giorni sta facendo lo sciopero della fame.
Si stanno interessando al “caso” nelle sedi parlamentari e governative e gli stanno procurando anche l’insulina di cui Gennaro ha un estremo bisogno a causa delle sue precarie condizioni fisiche.
Speravamo che anche quelli degli altri partiti si facessero vivi, a cominciare da quelli del PD e di SEL che tanto si riempiono la bocca di parole come lotta alle mafie, per la legalità e per la giustizia, ma, purtroppo, dobbiamo registrare un’assenza ed un silenzio davvero scandalosi.
Si vergognino tutti e non si accostino per chiedere voti quando i nodi verranno al pettine…

Gennaro Ciliberto ha bisogno urgente di coperte ed insulina. Non c’é nessuno a Roma disposto ad aiutarlo?

APPELLO URGENTISSIMO
Cari amici, vi ringraziamo per le… “condivisioni”.
Ma nel caso di Gennaro Ciliberto che vi abbiamo segnalato e che sta facendo da una settimana lo sciopero della fame chiuso in una gelida macchina posteggiata a Roma davanti al Viminale le… condivisioni non servono a molto.
Serve, invece, qualche anima buona che va a portargli un paio di coperte perché sta morendo dal freddo e, possibilmente, dell’insulina della quale ha un estremo bisogno per le sue precarie condizioni fisiche.
Possiamo sperare ancora che ci sia qualche brava persona?

E’ URGENTE. Qualche amico di Roma porti immediatamente delle coperte a Gennaro Ciliberto che sta facendo da circa una settimana lo sciopero della fame chiuso in una macchina parcheggiata davanti al Viminale a Rpma

UN APPELLO URGENTISSIMO AGLI AMICI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI DI ROMA E PROVINCIA
QUALCUNO DI VOI FACCIA LA CORTESIA DI PORTARE IMMEDIATAMENTE A GENNARO CILIBERTO – CHE STA FACENDO DA 5-6 GIORNI LO SCIOPERO DELLA FAME CHIUSO IN UNA MACCHINA PARCHEGGIATA DAVANTI AL VIMINALE A ROMA- DELLE COPERTE NECESSARIE PER PRESERVARLO DAL FREDDO DI QUESTI GIORNI.
LE SUE PRECARIE CONDIZIONI FISICHE IMPONGONO LA MASSIMA URGENZA.
GRAZIE.

Un caloroso appello a tutti i nostri iscritti, simpatizzanti e cittadini onesti del Paese: sempre più pratici ed operativi!

UN APPELLO A TUTTI I NOSTRI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI:
PIU’ PRATICI, AMICI, PIU’ PRAGMATICI ED OPERATIVI.
L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO RAPPRESENTA L’ANTIMAFIA DEL FARE, NON DEL DIRE.
Se anche noi ci abbandoniamo alla retorica, alla pratica delle commemorazioni ed ai racconti del passato e, peggio ancora, alle divagazioni della politica ed alle analisi sociologiche, amici carissimi, tradiamo le finalità che ci siamo date al momento in cui abbiamo fondato l’Associazione Caponnetto.
Noi siamo nati per un ALTRO tipo di antimafia.
Un’antimafia OPERATIVA, del FARE e non delle chiacchiere, un’antimafia tutta basata sull’INDAGINE e sulla DENUNCIA.
Ci servono, perciò, COMBATTENTI, non PAROLAI, persone convinte, coraggiose, che non hanno paura e che, soprattutto, non hanno interessi di natura politica ed economica.
Abbiamo, grazie a Dio, un drappello di amici e di amiche bravi, bravissimi, che per ovvie ragioni teniamo “coperti” e di cui non sveliamo l’identità per non esporli e che fanno un lavoro eccezionale.
Ce ne vorrebbero di più ed è questo il motivo per il quale noi rinnoviamo in continuazione, anche a distanza di una quindicina di
anni dalla fondazione dell’Associazione, le nostre strutture direttive.
Proviamo e riproviamo ogni singolo per valutarne le qualità, per cronometrare il percorso di crescita di ognuno, perché abbiamo fretta di selezionare una classe dirigente di altissimo profilo.
Noi siamo -perché così abbiamo voluto sin dall’inizio- distinguerci da tantissimi altri perché siamo i sostenitori di un MODELLO di antimafia operativa e non chiacchierona.
Non facciamoci illusioni.
Le mafie stanno vincendo tutte le battaglie contro lo Stato di diritto e manca pochissimo perché vincano la guerra.
Tutti i settori della politica, delle istituzioni, dell’economia, della società sono ormai fortemente contaminati e infiltrati da mafiosi.
Non se ne salva uno.
Ormai lo Stato-Stato sta per essere soppiantato dallo stato-mafia e non c’è più un ufficio, una sezione, una qualunque sede, una qualunque attività economica pubblica o privata che non pullulino di talpe al servizio delle mafie politiche, istituzionali, economiche, militari.
Non c’è più tempo per attardarci in divagazioni, chiacchiere, elucubrazioni, fantasie.
Occorrono ” ZAPPATORI”, per usare quel termine di quel Colonnello dei Carabinieri della DIA – del quale abbiamo parlato
in una nota pubblicata su questo stesso sito e sulla nostre pagine Facebook – che anni volle incontrarci per uno scambio di informazioni su una certa situazione che ha portato alla cattura di decine di mafiosi ed al recupero da parte dello Stato di beni per centinaia di migliaia di euro.
“ZAPPATORI” significa persone che non chiacchierano, per lo più tacciono, ma osservano, annotano e segnalano all’Associazione perché questa, poi, elabori il quadro generale che va fornito, poi, a chi di dovere.
Anche la più piccola informazione può rivelarsi utile, perché nel lavoro di intreccio, di interrelazioni, di scavo, può portare alla formazione di piste investigative che conducono ad operazioni importanti.
Di cammino, amici, ne abbiamo fatto ed oggi siamo rispettati, apprezzati per la qualità del lavoro che facciamo e anche temuti da molti.
Non dimentichiamo mai l’importanza del nome che porta la nostra Associazione e quello di colui che è il nostro Presidente onorario: entrambi due grandi Magistrati…
E’ il nostro biglietto da visita e, al contempo, la migliore raffigurazione di chi siamo e di cosa vogliamo…
Ma proprio per questo dobbiamo sempre migliorare il lavoro che facciamo.
Avanti così e sempre più pragmatici ed operativi.
La parte migliore del Paese ci guarda e ci apprezza e noi dobbiamo sempre più essere responsabili ed attivi per poter dire un giorno ai nostri figli ed ai giovani tutti, guardandoli negli occhi e non abbassandoli come dovranno fare in molti:
” noi abbiamo fatto il nostro dovere di genitori e di cittadini”.

Appello URGENTE per Gennaro Ciliberto al Ministro degli Interni ed al Procuratore Capo della Repubblica di Roma

APPELLO URGENTE PER GENNARO CILIBERTO
Lo abbiamo avuto anche come testimone, insieme a Valeria Grasso, in un convegno dell’Associazione Caponnetto alcuni mesi fa a Formia.
La storia di questa persona meravigliosa è ormai nota in tutta Italia.
Si tratta di un ex carabiniere, che finito il periodo di ferma militare, è stato assunto come addetto alla sicurezza da una ditta campana chiacchierata.
Egli ha visto che questa ditta usava per lavori importanti realizzati in varie parti d’Italia materiale presumibilmente non conforme a quanto stabiliscono regolamenti e leggi ed ha denunciato a varie Procure d’Italia la cosa.
Dal momento in cui ha presentato le denunce, tre-quattro anni fa, ha avuto inizio per lui e la famiglia l’inferno al punto che egli, per paura di ritorsioni, da anni vaga per tutta Italia, senza un lavoro, senza alcun sostegno economico, senza alcuna protezione e, peraltro, impossibilitato ad acquistare le medicine di cui ha un estremo bisogno.
Per legge, gli dovrebbe essere riconosciuto lo status di TESTIMOME DI GIUSTIZIA CON TUTTI I BENEFICI PREVISTI, ma la lentezza delle procedure burocratiche e giudiziarie, pur essendo egli stato ascoltato da tempo da varie Procure, non essendo stati
incardinati i relativi processi, vive senza un minimo di protezione e senza un euro.
Sfinito fisicamente e psicologicamente, egli da alcuni giorni sta con la sua vecchia e malandata autovettura facendo lo sciopero della fame davanti al Ministero degli Interni a Roma con il fine di ottenere la velocizzazione delle procedure giudiziarie e ministeriali perché gli venga appunto riconosciuto lo status di Testimone di Giustizia.
Ci appelliamo con il cuore in mano al Ministro degli Interni ed al Procuratore Capo della Repubblica di Roma e a tutte le altre Autorità competenti perché intervengano per mettere fine CON URGENZA al dramma di questo cittadino onesto che sta pagando prezzi altissimi per aver creduto nella Giustizia.
Prima che muoia…!!!

Un grosso regalo alle mafie, l’ennesimo. Vogliono trasferire il Generale Costa. L’Italia degli onesti ha il dovere di insorgere ad evitare che ancora una volta lo stato-mafia prevalga sullo Stato-Stato

UN ALTRO COLPO MORTALE DELLO STATO-MAFIA ALL’ANTIMAFIA ED ALLO STATO-STATO!!!
SI VUOLE FARE UN GROSSO FAVORE ALLE MAFIE
VOGLIONO TRASFERIRE IL GENERALE COSTA, UN VERO SERVITORE DELLO STATO, INVENTORE, PERALTRO, DI UN METODO INNOVATIVO CHE STA PORTANDO ALLA SCOPERTA DEI VELENI SOTTO TERRA SENZA NEMMENO PIU’ IL CONTRIBUTO DEI COLLABORATOTI DI GIUSTIZIA.
SE NON SI RIESCE A BLOCCARE SUBITO QUESTO TRASFERIMENTO LO STATO-MAFIA AVRA’ ANCORA UNA VOLTA PRESO IL SOPRAVVENTO RISPETTO ALLO STATO-STATO.
L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO, RACCOGLIENDO E FACENDO PROPRIO L’APPELLO DI DON PATRICIELLO CHE HA BUTTATO L’ALLARME, SI RIVOLGE A TUTTE LE ASSOCIAZIONI ANTIMAFIA, A TUTTI I PARLAMENTARI ONESTI, A TUTTI I CITTADINI PERBENE DEL PAESE, PERCHE’ FACCIANO SENTIRE AL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA ED ALLA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA LA PROTESTA UNANIME DEL PAESE DEGLI ONESTI.
BISOGNA ASSOLUTAMENTE FAR ANNULLARE IL TRASFERIMENTO DEL GENERALE COSTA!!!

L’appello lanciato in occasione del Convegno di Formia del 12 ottobre dall’Associazione Caponnetto

BONIFICA POLITICA E BONIFICA DEI TERRITORI
PRIORITA’ ED ERRORI DA NON COMMETTERE
Ai primi di settembre cominciano le rivelazioni di Carmine Schiavone sull’interramento di rifiuti super tossici – e anche radioattivi – nelle terre del casertano e del Basso Lazio. Secondo Schiavone nei prossimi anni ci sarà un’ecatombe, 5 milioni di morti. Tutto ciò è avvenuto per mano di camorra, ma con la complicità di imprese, politici, colletti bianchi, funzionari pubblici, istituzioni. Chi doveva controllare non lo ha fatto, chi doveva indagare ha chiuso occhi e orecchie.
Schiavone ha cominciato a collaborare con la giustizia esattamente vent’anni fa. E da allora ha fornito elemento anche sulla localizzazione degli sversamenti illegali e dei fusti tossici.
Dopo le interviste di settembre – in primo luogo attraverso Sky – si sono registrati comportamenti difformi. Da un lato le vibrate proteste delle popolazioni locali, esposte ad un ultradecennale massacro; dall’altro, una sorta di indifferenza istituzionale, testimoniata anche da alcune importanti prese di posizioni tendenti a screditare la figura di Schiavone come fonte attendibile, e minimizzando nel contempo la gravità della situazione.
A questo punto è necessario scendere in campo e pretendere chiarezza da parte dello Stato nelle sue massime espressioni. E per questo l’Associazione Antimafia Antonimo Caponnetto chiede di porsi di fronte e “contarsi” su alcuni punti fondamentali, senza cui è impossibile ipotizzare un futuro di legalità, fuori da omertà e collusioni che uccidono ogni speranza in un futuro diverso.
a) Le inchieste devono essere maggiormente coordinate ed eventualmente unificate. E’ necessario che tutta la montagna di verbalizzazioni e dichiarazioni – passate e recenti di Schiavone – trovino una sintesi e una verifica definitiva.
b) Schiavone fa decine di nomi contigui, collusi o al soldo dei Casalesi. Se si tratta di calunnie, si proceda contro Schiavone. Altrimenti, vengano accertate le responsabilità penali di chi per anni ha goduto di assoluta impunità.
c) E’ prioritaria una BONIFICA POLITICA radicale. Gli amministratori pubblici collusi vanno espulsi dai partiti, indagati, processati e spediti in galera. Oltre a ciò, è necessario recuperare, via sequestri e confische, non solo il bottino dei clan, ma anche degli “associati” politici.
d) E’ essenziale una CHIAREZZA SCIENTIFICA, per sapere in modo inequivocabile lo stato di salute dei cittadini costretti a vivere nelle terre dei fuochi & nel triangolo della morte. Una verifica epidemiologica definitiva, per sapere se siamo condannati a morte o se ci sono ancora speranze di sopravvivenza e vita decente.
e) Evidentemente, è necessaria la BONIFICA DELLE TERRE AVVELENATE. Ma per far questo, non basta essere tutti d’accordo a parole, caso mai stanziando i fondi derivanti dalle confische ai clan. Occorre definire il “MODELLO” per le bonifiche, al fine di evitare – e su questo ci vuole chiarezza totale – che i danari pubblici, ancora una volta, finiscano per finanziare chi ha già distrutto e massacrato l’ambiente, e cioè le stesse imprese di camorra o in odore di camorra, oppure il solito carrozzone pubblico di copertura. Nel secondo caso, per essere più espliciti, occorre evitare nel modo più assoluto il modello “emergenze” e “commissariati regionali”, come già tragicamente successo per il dopo terremoto in Campania del 1980 e per la sciagurata ultradecennale gestione commissariale dei rifiuti, culminata con il clamoroso, recentissimo crac della partecipata regionale Astir. Perseverare in quegli errori – grande occasione perduta per i
cittadini e fattore di crescita esponenziale per la Camorra e i suoi referenti politici – sarebbe diabolico.
Per questo, ribadiamo con forza: BONIFICA DELLA POLITICA, senza se e senza ma. E BONIFICA DEI TERRITORI AVVELENATI, senza consegnare il futuro a chi ci ha già massacrato.

Tribunale e Procura di Cassino debbono diventare capisaldi effettivi dello Stato nella guerra alla camorra. Dobbiamo pretenderlo

A TUTTI GLI AMICI VOLENTEROSI CHE VOGLIANO DARE UN CONTRIBUTO EFFETTIVO ALLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI CHE RIGUARDANO L’EFFICIENZA E L’EFFICACIA DEI PRESIDI DELLO STATO IN MATERIA DI LOTTA ALLE MAFIE
C’è sicuramente un’emergenza che riguarda la presenza dello Stato sui territori.
Siamo particolarmente preoccupati per la situazione esistente nel Basso Lazio, laddove c’è una massiccia e sempre più penetrante presenza delle mafie – e particolarmente della camorra – che sono riuscite ad inquinare, a causa dell’inadeguatezza dell’azione di contrasto, perfino parte degli ambienti politici ed istituzionali.
Dai dati in nostro possesso, che hanno ovviamente bisogno di riscontri la cui incombenza non tocca a noi, rileviamo che la presenza e le attività dei camorristi e dei loro sodali diventa sempre più invasiva e massiccia.
Dopo le decisioni assunte dal Governo centrale in materia di soppressione di taluni tribunali e Procure, dobbiamo rilevare che gli unici presidi rimasti in essere nel Basso Lazio sono quelli di Cassino.
Bene; questi da ora in avanti dovranno assolvere al ruolo di contenimento dell’avanzata della camorra verso il centro ed il nord del Paese, così come è stato ammesso dagli stessi organi governativi che ne hanno decretato il mantenimento.
Va da sè che bisogna ora passare dalle parole ai fatti perché se la situazione dovesse restare qual’è quella attuale sarebbe stata solo una burla.
E questo non possiamo permetterlo, stante l’aggravarsi continuo del “problema mafie”.
iL Tribunale e, soprattutto, la Procura della Repubblica di Cassino DEBBONO diventare un caposaldo effettivo dello Stato-Stato nella… “provincia di Casale” come l’hanno definita Carmine Schiavone e, con lui, l’intero clan dei Casalesi.
Questo comporta un rafforzamento di entrambe le strutture con magistrati esperti in materia di reati di mafia ed una loro responsabilizzazione con l’istituto della delega prevista in materia di reati associativi di stampo mafioso.
Se il Governo non ha soppresso le due strutture della Città martire perché si trovano in terra di mafie, queste DEBBONO assolvere al ruolo che è stato riconosciuto ad esse.
E questo noi DOBBIAMO PRETENDERLO ed aprire una sorta di vertenza con gli organismi centrali competenti: Ministero, CSM, Procura Generale.
Dovremo, appena dopo il Convegno di Formia del 12 ottobre, cominciare a chiedere il rafforzamento dei tre presidi di polizia con una ventina di unità cadauno, oltre a quello del Tribunale e della Procura della Repubblica, dove occorrono magistrati esperti in materia di reati associativi di stampo mafioso, come pure dovremo insistere perché la Procura della
Repubblica locale venga delegata ad indagare per quanto riguarda questi reati.
Ci rivolgiamo, pertanto, a TUTTI GLI AMICI, iscritti e simpatizzanti, perché ci aiutino a redigere un dossier che ci consenta di affrontare l’argomento ai livelli centrali.

Proposta di petizione popolare alla Commissione Europea di messa in stato di accusa delle Autorità italiane per le omissioni, i ritardi, gli abusi e le eventuali collusioni a proposito degli interramenti di fusti contenenti sostanze tossiche in varie regioni del Paese.

APPELLO A TUTTI I MOVIMENTI, LE ASSOCIAZIONI, ORGANIZZAZIONI, CITTADINI DELLA CAMPANIA, DEL LAZIO, DELL’ABRUZZO, DEL MOLISE ECC.
PROPOSTA di ricorso da inoltrare alla Commissione Europea affinché si apra finalmente un’inchiesta seria sui 20 anni di inaudito silenzio ed inerzie delle Autorità Italiane che hanno portato queste a porre perfino il SEGRETO DI STATO SULLE DICHIARAZIONI DI CARMINE SCHIAVONE a proposito degli interramenti da parte di organizzazioni criminali di sostanze tossiche e probabilmente anche radioattive in vari territori dell’Italia Centrale e, in particolare, nelle regioni della Campania, del Lazio, dell’Abruzzo e del Molise.
L’inaudito silenzio e l’inerzia delle Autorità italiane hanno impedito finora le necessarie opere di bonifica dei territori avvelenati e gravemente danneggiato la salute psicofisica dei cittadini italiani
(secondo il pentito di camorra nominato c’è il rischio di morte per 5 milioni di persone).
Ciò dovrà comportare come conseguenza l’apertura di un procedimento d’infrazione contro lo Stato italiano, direttamente rappresentato da esponenti politici, di governo, amministratori pubblici, passati ed attuali, che vanno tutti individuati e perseguiti in quanto rei di aver determinato con le loro omissioni, abusi e
collusioni, un disastro ambientale ed un’emergenza sanitaria di proporzioni incalcolabili che non hanno pari in Europa.
Questo in aperta violazione degli artt.9, 32 ecc della Costituzione italiana nonché delle varie Direttive Europee emanate negli anni.
Mettiamo con le spalle al muro questa indecente classe politica ed amministrativa pretendendo anche l’istituzione di registri tumori in tutte le province.
Per qualsiasi informazione come approntare la Petizione contattare:
ROMANO DE LUCA, componente del Consiglio Direttivo nazionale dell’Associazione Caponnetto e responsabile per l’Abruzzo e Molise, oltre che di questo procedimento.
tel.3922509166
email romano_deluca@virgilio. it
LA SEGRETERIA DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO
www. comitato-antimafia-lt. org

L’Associazione Caponnetto propone una petizione popolare all’Europa contro l’inerzia delle istituzioni a seguito dell’avvelenamento dei territori da parte delle organizzazioni criminali

APPELLO A TUTTI I COMITATI, LE AASSOCIAZIONI, I MOVIMENTI DEL LAZIO, DELLA CAMPANIA, DEL MOLISE E DELL’ABRUZZO
CONTRO L’INERZIA DELLE ISTITUZIONI CHE NON STANNO FACENDO NIENTE DI SERIO E DI RISOLUTIVO PER ACCERTARE LA GRAVITA’ DEL FENOMENO RELATIVO ALL’AVVELENAMENTO DEI NOSTRI TERRITORI – E LA RICADUTA SULLA SALUTE PSICOFISICA DEI NOSTRI CITTADINI – DA PARTE DELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI,
L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO
PROPONE UNA PETIZIONE POPOLARE ALL’APPOSITA COMMISSIONE DELLA COMUNITA’ EUROPEA PER L’APERTURA DI UN PROCEDIMENTO DI INFRAZIONE NEI CONFRONTI DEL NOSTRO PAESE.
LA PROPOSTA SARA’ LANCIATA UFFICIALMENTE IN OCCASIONE DEI DUE CONVEGNI PROMOSSI DALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PER VENERDI’ 20 SETTEMBRE A SORRENTO E PER SABATO 12 OTTOBRE A FORMIA.
LA SEGRETERIA

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