Appelli

Svegliatevi!!!

QUANDO NOI DICIAMO CHE MENTRE LE MAFIE SI SONO AMMODERNATE ED HANNO FATTO SUL PIANO DELLE TATTICHE E DELLE STRATEGIE DI CONQUISTA DEL POTERE ASSOLUTO E DELLA RICCHEZZA GLOBALE PROGRESSI ENORMI LA COSIDDETTA ” ANTIMAFIA ” E’ RIMASTA INDIETRO DI 5O ANNI FERMA A METODOLOGIE DI CONTRASTO OBSOLETE E RIDICOLE, AGLI APPELLI, ALLE COMMEMORAZIONI, ALLE FIACCOLATE, ALLE INVOCAZIONI, ALLE FIACCOLATE, AI FILM RAFFIGURANTI ANCORA IL ” PADRINO”, AI RACCONTI DELLA NONNINA.
Tutte cose ridicole ed innocue che non fanno nemmeno il solletico ai mafiosi i quali, intanto, hanno conquistato gran parte della ricchezza nazionale e mondiale ed un potere infinito tale da assoggettare larga parte della politica e delle istituzioni ai loro voleri, alle loro scelte.
Ci si illude di poter fare la guerra contro armate dotate di carri armati e missili con un esercito sgangherato di sprovveduti e di ragazzini e non raramente di affaristi che pensano di farsi gli affari propri approfittando della babele determinata da una Roma in fiamme.
Fino a quando si continuerà a ciurlare nel manico credendo e facendo credere agli sprovveduti che le mafie vanno identificate nei Totò Riina o nei Provenzano o negli Schiavone e in uomini rozzi ed analfabeti e non, invece, nel banchiere, nel ministro, nel deputato, nel senatore, nel sindaco, nell’assessore, nel generale, nell’imprenditore, nel commercialista, nel notaio, nell’avvocato e, talvolta, anche fra i magistrati, i carabinieri, i poliziotti, i finanzieri che sono venuti meno al giuramento di fedeltà allo Stato di diritto, non faremo molta strada ancora e diventeremo tutti complici del più orrendo delitto: quello di aver distrutto lo Stato di diritto e di aver consegnato il Paese nella mani di bande di criminali, compromettendo, così – la cosa piu’ grave – l’avvenire dei nostri figli e dei giovani.
Noi non ci stiamo e vogliamo lottare fino all’ultimo per conservare, se non altro, il diritto a poter guardare negli occhi, con la coscienza a
posto di aver fatto il nostro dovere di genitori e di cittadini, i nostri figli.
Svegliatevi!!!
Svegliatevi presto, in tempo per poter combattere seriamente la mafia che, oggi, non è più quella che, coscientemente o incoscientemente, ci viene raffigurata in maniera del tutto diversa da quella che effettivamente è:
la mafia-stato, la mafia diventata potere.
E con la mafia-stato e la mafia -potere non si fa la guerra con un esercito di ragazzini, di gente impreparata e sprovveduta che quando le indichi la luna, anziché guardare questa, guarda il dito con il quale gliela indichi o, peggio, con bande di affaristi che, con la scusa di fare la lotta alle mafie, approfitta per farsi gli affari propri, costi quello che costi e fregandosene delle sorti del Paese e dei cittadini perbene.
Falcone diceva (scomodiamolo una sola volta anche noi):
“Seguite il filone dei soldi e troverete la mafia”.
I soldi!
E chi ha i soldi ha il potere che, alla lunga, si trasforma nel Potere.
Quello assoluto che ti strozza e ti toglie anche l’aria per respirare.
Svegliatevi!!!

Aiutiamo Bennardo

E’ UN APPELLO ACCORATO CHE LANCIAMO A TUTTA ITALIA E CHE RIPETEREMO PIU’ VOLTE:
AIUTIAMO BENNARDO!!!
EGLI E’ UN ARTIGIANO STROZZATO A PALERMO DAGLI USURAI E CHE, DOPO AVERLI DENUNCIATI, PER SOPRAVVIVERE E CURARE UN FIGLIO AFFETTO DA UNA MALATTIA RARA SI VEDE COSTRETTO A VENDERE UN RENE.
LO SI PUO’ AIUTARE ORDINANDOGLI E FACENDOSI INVIARE PER CONTRASSEGNO LE SUE PRODUZIONI.

 

Chi è Bennardo Mario Raimondi

Il 19 Luglio 2011 durante la commemorazione della morte di Paolo Borsellino, alcune agende rosse hanno conosciuto un artigiano palermitano, che, vittima del racket e delle estorsioni, un giorno ha deciso di denunciare tutto. La sua vita da quel momento non è di certo migliorata. Fa difficoltà ad andare avanti, difficoltà economiche che si sommano al fatto di avere un figlio malato, che periodicamente dev’ essere portato a Roma perché affetto da una malattia rara. Per cercare di continuare a curare il figlio Bennardo si è visto costretto a vendere un rene. Scopo di questo blog è di creare una vetrina sui suoi prodotti, sperando che possa riprendere a lavorare regolarmente. Nel frattempo si può versare qualcosa sulla carta poste pay, le cui coordinate trovate nella colonna di destra. Nella sezione Prodotti una vetrina di ciò che produce e vende. Qualora foste interessati ad effettuare degli ordinativi o ad aiutarlo ad allestire degli stand con i suo prodotti, potete chiamarlo sul numero di cellulare: 3391327950

 

Appello agli iscritti ed ai simpatizzanti dell’Associazione Caponnetto

LETTERA APERTA AGLI ISCRITTI ED AI SIMPATIZZANTI
DELL’ASSOCIAZIONE “A. CAPONNETTO”
La specificità dell’Associazione Caponnetto sta nello sforzo quotidiano che essa compie per individuare tutti quegli atti che vengono compiuti per agevolare, direttamente od indirettamente, l’espansione del fenomeno mafioso nei vari territori.
L’Associazione Caponnetto non è un soggetto asservito a questo o quello schieramento politico, a questa o quella formazione politica, anche se essa guarda ai fatti della politica con un occhio favorevole a quelle forze politiche che dovessero eventualmente impegnarsi più delle altre nel contrastare le mafie e la corruzione.
Ma il suo compito esclusivo è quello di individuare i mafiosi e gli amici dei mafiosi, denunciarli, farli processare, condannare e far sottrarre ad essi i beni accumulati in maniera illecita.
A questo compito si accompagna un altro, non secondario, che riguarda il comportamento delle istituzioni nella lotta alle mafie ed alla corruzione, le omissioni, le opacità, le collusioni di pezzi di queste, la qualità delle prestazioni in materia di lotta alle illegalità ed il miglioramento/cambiamento di queste:
INDAGINE, DENUNCIA, PROPOSTA.
Niente di più, niente di meno.
E’ profondamente sbagliato sostenere che ci sono aree nel Paese in cui ” la mafia non c’è”.
LE MAFIE SONO DOVUNQUE.
ANZI E’ PROPRIO DOVE SEMBRA CHE NON CI SIANO CHE CI SONO DI PIU’ PERCHE’ VUOL DIRE CHE ESSE SONO RIUSCITE E RIESCONO A MIMETIZZARSI A TAL PUNTO DA NON APPARIRE..
La bravura e le capacità di un ognuno che voglia fare un’attività seria contro le mafie si misurano proprio dal suo saper individuare o meno i mafiosi, soprattutto quelli in giacca e cravatta, quell’”area grigia” di colletti bianchi che rappresenta l’ossatura delle mafie.
E’ un errore imperdonabile il continuare a raffigurare il mafioso nel “padrino” che estorce, spara e fa sparare.
Questa è una figura che appartiene al passato, ad un passato lontano.
Il mafioso, oggi, e’ il politico, l’uomo delle istituzioni, il prete, il poliziotto, il carabiniere, l’avvocato, l’ingegnere, il commercialista, il notaio, l’imprenditore, il deputato, l’uomo di governo, talvolta il magistrato, il direttore di banca, l’imprenditore, colui che frequenta i salotti buoni.
Sono questi i soggetti che un’Associazione antimafia seria DEVE saper individuare e DENUNCIARE.
Se non fa questo, essa non assolve ai suoi doveri.
Non è un’associazione che combatte le mafie.
Fa altra cosa.
Notiamo che non tutti hanno compreso e comprendono appieno il senso del nostro essere e del nostro agire.
In passato si sono avvicinate a noi, con l’intento evidentemente di strumentalizzare l’Associazione a fini politici – e qualcuno anche, forse, speculativi, – persone di ogni specie.
Il nome, il prestigio e la storia sono appetibili.
Orbene è opportuno che tutti sappiano che nell’Associazione Caponnetto non c’è spazio per quanti non siano disponibili ad impegnarsi UNICAMENTE per scoprire e denunciare i mafiosi ed i loro sodali.
In qualunque partito politico, ufficio o assise essi siano.
Punto.
Giova, a questo punto, ricordare a tutti che noi abbiamo approntato in anni ed anni di duro lavoro un database che ci consente di fare accurate ricerche su imprese e soggetti in odor di mafia.
Ciò ci è costato e ci costa enormi sacrifici e ci consente, però, di fare un’azione veramente incisiva di indagine e di denuncia, nomi e cognomi, dei mafiosi.
Invitiamo ancora una volta tutti gli iscritti e simpatizzanti ad inviarci tutte quelle notizie utili a farci individuare nei rispettivi territori presenze, insediamenti, atti, investimenti di capitali e quant’altro del genere di natura sospetta.
Senza di questo non si conduce alcuna azione significativa contro le mafie.

Aiutiamo Bennardo Mario Raimondi, un artigiano palermitano ridotto alla miseria dagli usurai e che per curare un figlio affetto da una malattia rara si è visto costretto a vendersi un rene

E’ UN APPELLO ACCORATO CHE LANCIAMO A TUTTA ITALIA E CHE RIPETEREMO PIU’ VOLTE:
AIUTIAMO BENNARDO!!!
EGLI E’ UN ARTIGIANO STROZZATO A PALERMO DAGLI USURAI E CHE, DOPO AVERLI DENUNCIATI, PER SOPRAVVIVERE E CURARE UN FIGLIO AFFETTO DA UNA MALATTIA RARA SI E’ VISTO COSTRETTO A VENDERE UN RENE.
LO SI PUO’ AIUTARE ORDINANDOGLI E FACENDOSI INVIARE PER CONTRASSEGNO LE SUE PRODUZIONI.

Il 19 Luglio 2011 durante la commemorazione della morte di Paolo Borsellino, alcune agende rosse hanno conosciuto un artigiano palermitano , che, vittima del racket e delle estorsioni, un giorno ha deciso di denunciare tutto. La sua vita da quel momento non è di certo migliorata. Fa difficoltà ad andare avanti,difficoltà economiche che si sommano al fatto di avere un figlio malato, che periodicamente dev’ essere portato a Roma perchè affetto da una malattia rara. Per cercare di continuare a curare il figlio Bennardo si è visto costretto a vendere un rene. Scopo di questo blog è di creare una vetrina sui suoi prodotti, sperando che possa riprendere a lavorare regolarmente. Nel frattempo si può versare qualcosa sulla carta poste pay , le cui coordinate trovate nella colonna di destra. Nella sezione Prodotti una vetrina di ciò che produce e vende. Qualora foste interessati ad effettuare degli ordinativi o ad aiutarlo ad allestire degli stand con i suo prodotti,, nella sezione Contatti trovate il form per scrivergli,o se volete potete anche chiamarlo sul numero di cellulare : 3391327950

No alla discarica di Cupinoro

Cupinoro: lettera-petizione al Presidente del Consiglio dei Ministri

Riceviamo, aderiamo e pubblichiamo la lettera/petizione che verrà inviata domani, merc.9 luglio, a Renzi, in previsione della decisione del consiglio dei ministri sul futuro della discarica di Cupinoro e della Bracciano Ambiente. Si chiede a comitati e associazioni di sottoscriverla, dando il consenso corredato dal nome esatto da inserire e da un recapito. La lettera verrà inviata corredata delle firme, senza loghi e intestazioni, con “domicilio eletto del mittente” presso l’ass. Salviamo Bracciano e spedita con gli allegati.
Inviare adesioni a: salviamo.bracciano@gmail.com

LETTERA/PETIZIONE Al Presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi

Aggiungiamo che:
- la politica dell’”emergenza” cui fanno solitamente ricorso i vari livelli di governo non è più accettabile. Sono anni che il cittadino vede calpestato il proprio diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente con questo tipo di risposta politica che di fatto ha favorito affaristi, catttivi amministratori e politici, malaffare. L’art.32 della Costituzione grida vendetta.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Quando vuole, la politica sa come affrettare tempi e interventi a suon di decreti fulminei, magari quelli a danno delle tasche e delle scelte di vita dei cittadini-sudditi. Trovi anche questa volta una soluzione rapida e drastica con un piano di gestione dei rifiuti degno della vera emergenza, l’EMERGENZA INQUINAMENTO, l’EMERGENZA CORRUZIONE e il GRAVE DEGRADO CULTURALE che questo paese sta ingiustamente patendo. Se i politici al governo non sanno come si fa, si rivolgano alle figure professionali di valore che hanno saputo resistere alle lusinghe di un sistema asservito a un modello economico lineare, ovvero alla proliferazione del rifiuto di tutti i tipi, all’esaurimento delle risorse rimaste, all’inquinamento sempre più diffuso, e infine… all’estinzione della specie, come ci ricorda l’epigenetica. Cupinoro è l’emblema di questa tendenza.
Grazie al pesante silenzio di Amministratori Locali e dei vari piani di governo, i cittadini, già gravemente penalizzati, per difendere il proprio diritto alla salute e a un ambiente salubre si trovano oltretutto costretti a mettersi le mani in tasca per fare ricorsi al TAR, a impegnare tutte le loro ore libere per informarsi e autoformarsi, quando c’è tutta una classe politica e amministrativa che non salta un solo stipendio e vive di privilegi. La buona politica è puro servizio.
Quindi, niente “emergenza”, ma duro impegno e onestà d’intenti per una svolta radicale nel ciclo di gestione dei rifiuti… senza centrali a biogas e tutte le altre diavolerie della cosiddetta “green economy”, nuova culla dei lobbisti trasmigrati da altri settori di affari.

Uniti per i nostri diritti di uomini e donne onesti che continueranno a combattere contro ogni forma di illegalità.

Tutti i processi di legalità richiedono un impegno, un sacrificio. Noi il ns lo abbiamo dato senza se e senza ma, oggi chiediamo solo che chi è preposto alla nostra sicurezza, chi deve essere garante della nostra rivincita sociale, faccia il proprio lavoro e non ci illuda. La sofferenza nostra e dei nostri cari non può più continuare, siamo ormai allo stremo, non dobbiamo chiedere nulla per piacere perché l’educazione è una delle nostre virtù.
Noi siamo e saremo sempre corretti e rispettosi delle leggi, delle regole; quel grande senso che ci lega alle istituzioni e’ parte del nostro dna e mai ci pentiremo di aver denunciato le mafie e la corruzione.
Mercoledì 11 giugno noi saremo davanti a Palazzo Chigi per chiedere che una volta per tutte il governo attuale mantenga gli impegni presi, che i Ministri diano la giusta priorità alle vicende dei tdg. Noi meritiamo rispetto e dobbiamo continuare ad essere esempi positivi in questa Italia che vuole risorgere da decenni di malaffare.

Oggi amici, vi chiedo un ultimo sforzo, un ultimo atto di coraggio e di speranza, dobbiamo essere uniti, mantenere la calma e volerci bene; anche chi non potra’ esserci mercoledi, sarà con noi, nel nostro cuore. Noi non vogliamo divisioni, incomprensioni ne’ liti.

Noi vogliamo l’ unione, il gruppo.

Il condividere la sofferenza ne allevia il dolore.
Lo Stato non è un nostro nemico, ma dobbiamo svegliare i dormienti e chiarire di chi sono le responsabilità di questo netto stato di abbandono.
Chiederemo a nome di tutti al presidente Renzi un atto di lealtà politica e morale e di farsi garante della costituzione della commissione centrale ex art.10 e del decreto attuativo.

Siamo certi che egli saprà essere leale ed impegnarsi concretamente affinché anni di promesse diventino realtà.
Mercoledì vi aspettiamo tutti numerosi insieme a quel popolo onesto che ci ha sempre sostenuto.

Saremo a Roma per gridare alle mafie che noi tdg siamo e resteremo esempi di legalità.

I Testimoni di Giustizia

Venite a manifestare con i Testimoni di Giustizia MERCOLEDI’ 11 giugno dalle ore 10 in poi vicino a Palazzo Chigi a Roma. La lotta alle mafie si fa difendendo chi le denuncia prima che venga ammazzato e NON DOPO!!!

LA LOTTA ALLE MAFIE SI FA DIFENDENDO CHI LE DENUNCIA E METTENDO A REPENTAGLIO LA PROPRIA VITA E QUELLA DEI SUOI FAMILIARI, NON CHIACCHIERANDO SOLAMENTE E PRIMA CHE EGLI VENGA AMMAZZATO E NON COMMEMORANDOLO DOPO LA MORTE. CHI ABITA A ROMA O, COMUNQUE, NEL LAZIO, O NON LONTANO, VENGA CON NOI A MANIFESTARE INSIEME AI TESTIMONI DI GIUSTIZIA MERCOLEDI’ 11 GIUGNO, DALLE ORE 10 IN POI, VICINO A PALAZZO CHIGI.

Un appello al quale l’Associazione Caponnetto risponde positivamente. Noi ci saremo come sempre

Cari amici,
forti anche del sostegno e della presenza garantitaci da don Luigi Ciotti, con la lettera in allegato siamo a chiederVi l’adesione alla iniziativa di protesta che abbiamo organizzato a partire da lunedì 19 maggio p. v. alle ore 10.30, al fine di richiedere con forza l’approvazione del decreto attuativo della legge n.125 del 30 ottobre 2013 (GU Serie Generale n.255 del 30-10-2013), in merito al tema dell’assunzione dei Testimoni di Giustizia all’interno della Pubblica Amministrazione. Vi preghiamo di diffondere il nostro appello anche attraverso il vostro sito internet e social network.

In attesa di una Vostra gentile risposta, Vi salutiamo cordialmente.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE TESTIMONI DI GIUSTIZIA

ASSOCIAZIONE NAZIONALE TESTIMONI DI GIUSTIZIA

Sede legale contrada San Leonardo, Bivona (AG)

www. associazionetestimonidigiustizia. jimdo. com

uff. stampa. antdg@hotmail. com

 

Cari amici,
come sapete la delicata questione dei Testimoni di Giustizia in Italia è lungi dall’essere risolta, nonostante nel corso della passata legislatura il legislatore abbia provveduto all’approvazione in via definitiva del ddl n.1015-B di conversione in legge del decreto legge 31 agosto 2013, n.101.
La nuova legge, n.125 del 30 ottobre 2013 (GU Serie Generale n.255 del 30-10-2013), recita all’articolo 7, al comma 1:
· alla lettera a), capoverso e-bis), dopo le parole: « ad accedere » sono inserite le seguenti: «, anche se non più sottoposti allo speciale programma di protezione, »;
· alla lettera b), capoverso 2-bis, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Con il medesimo decreto sono espressamente stabiliti i criteri di riconoscimento del diritto ai soggetti non più sottoposti allo speciale programma di protezione, anche in relazione alla qualità ed entità economica dei benefici già riconosciuti e alle cause e modalità della revoca del programma di protezione ».

Purtroppo, la legge è rimasta priva del necessario ed opportuno decreto attuativo. Pertanto, la norma che avrebbe quantomeno dovuto risolvere l’annosa questione del reinserimento lavorativo del TdG è di fatto una norma “fantasma”.
Nonostante l’impegno profuso dai componenti dell’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia e da don Luigi Ciotti, la cui solidarietà e sostegno a favore di noi Testimoni di Giustizia non è mai venuta meno – basti ricordare il suo intervento nell’ambito del convegno del 20/12/2013 presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana – da mesi la legge rimane inapplicata.
Non ultimo le recenti prese di posizione dei TdG attraverso i mass media nazionali (Presa Diretta) e locali e la recente costituzione in seno alla Commissione Parlamentare Antimafia del comitato d’inchiesta coordinato dal Deputato Davide Mattiello non hanno sortito l’esito sperato; anzi, nel corso della recente audizione in Commissione Parlamentare Antimafia del Viceministro Filippo Bubbico è apparso chiaro che la strada da percorrere per una reale e concreta risoluzione dei nostri problemi risulta tuttora piuttosto complessa ed articolata, lontana da una rapida soluzione.
Questa Associazione non ha mai perso la speranza di restituire la serenità alle proprie famiglie, ma con altrettanta consapevolezza non può non denunciare che ciò che è venuto meno è proprio la fiducia nelle Istituzioni dello Stato. Oggi, con rammarico, denunciamo che i TdG sono “prigionieri” di una politica resa sorda, muta e cieca da una burocrazia estranea alle reali esigenze dei cittadini onesti di questo paese. “La mafia uccide solo d’estate”, ma la burocrazia offende ogni giorno la nostra dignità di onesti cittadini dello Stato.
L’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia fa pertanto appello a tutto il movimento antimafia a sostenere apertamente questa battaglia di civiltà, giuridica e sociale. Sentiamo il bisogno di chiedere umilmente di condividere con noi e con le nostre famiglie l’iniziativa che abbiamo organizzato per il 19/05 p. v. con lo spirito, anzi, in continuità con quella positiva esperienza che è stato Contromafienel 2006 e nel 2009.
L’iniziativa ha come scopo la richiesta dell’approvazione in tempi certi e ben definiti del decreto attuativo, nonché delle necessarie coperture economiche ivi incluso l’individuazione delle amministrazioni centrali e/o periferiche destinatarie del decreto di assunzione dei TdG. L’iniziativa proseguirà ad oltranza fino all’ottenimento di quanto sopra.
Per tutti coloro che lo vorranno, l’appuntamento è per il prossimo 19 maggio alle ore 10: 30 davanti al Ministero dell’Interno in Piazza del Viminale, 1 in Roma.
Da soli non si va da nessuna parte, da soli si corre il rischio di dare sfogo al proprio io. Sarebbe bello se arrivassimo a condividere con gioia, in previsione dell’evento di Contromafie del prossimo ottobre 2014, l’approvazione del decreto attuativo quale strumento privilegiato nella lotta contro la criminalità organizzata di stampo mafioso, a beneficio non solo dei diretti interessati, cioè i TdG, ma anche a vantaggio di tutti i cittadini onesti che vedranno così pienamente tutelato il diritto alla denuncia.
In attesa della Vostra cortese e sollecita risposta, Vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Lotta alle mafie – progetto Ruotolo contro le mafie

Progetto “Rocco Ruotolo”contro il racket e l’usura.
Mi chiamo Rocco Ruotolo, sono un testimone di giustizia da qualche anno. La mia è stata ed è una battaglia di legalità e giustizia. Tale esperienza ha segnato la mia vita e quella della mia famiglia. In questi anni ho conosciuto altri testimoni di giustizia, tante persone finite nel giro dell’usura. L’azione dello stato è lenta, le persone purtroppo finiscono in un mondo senza speranza e sole. Mi sono chiesto spesso: “cosa si può fare per sconfiggere il racket e l’usura? Cosa posso fare io oggi? Voi cittadini cosa potreste fare?” Dopo attenta riflessione e con il sostegno della mia famiglia, ho deciso di condividere con voi cittadini, il seguente “progetto Rocco Ruotolo”: sono proprietario di un parco con sei ville da ultimare, le metto a disposizione della comunità per realizzare un centro attivo contro il racket e l’usura. Le ville sono da ultimare, per questo chiedo il sostegno a voi tutti. Il centro una volta ultimato, dovrebbe erogare servizi ai cittadini, alle aziende, a chiunque sia in difficoltà, possa trovare un sostegno concreto. Per ultimare i lavori chiedo aiuto a tutti: cittadini, fondazioni, associazioni, istituzioni, politica compresa. In un mondo sempre più difficile, dove lo Stato ha difficoltà e ritardi, i cittadini rimangono soli, spesso indifesi contro strutture mafiose, organizzate piramidalmente e militarmente. Oggi la mafia non è solo lupara. Le mafie sono un “stato” nello Stato. Si presentano con il volto sorridente e profumato, sono: avvocati, commercialisti, notai, uomini politici, imprenditori, giornalisti, gente qualunque che chiede “favori”. Sono titolari di imperi economici e hanno facile accesso al credito, spesso sono titolari di finanziarie che prestano soldi facilmente, sembra tutto legale, fino a quando non incastrano le persone e diventano loro prigioniere: devi cedergli tutto e diventare loro partner! Io mi sono ribellato. Se vogliamo una società migliore, solidale, meno violenta, dove chi è in difficoltà (non siamo santi e tutti possiamo commettere errori!) possa essere aiutato a rialzarsi in modo legale e riprendere la propria vita, iniziamo una collaborazione con un obiettivo ben preciso: “fare qualcosa di concreto per noi stessi, per i nostri figli, per una società migliore”. Iniziamo con un progetto concreto: “un parco con sei ville da destinare alla legalità, contro il racket e l’usura. Io metto a disposizione il parco con le ville, voi mi aiutate a terminare i lavori!”. Chi è interessato a sostenere tale progetto per la legalità può riempire il form con i dati e quale tipo di contributo intende offrire.
Se desiderate sostenere tale iniziative, riempite il form con vostri dati e quale tipo di aiuto intendete offrire. Se avete un’azienda edile potreste offrire personale per i lavori, se siete proprietari di una fabbrica di infissi potreste offrire infissi e così via, oppure contribuire offrendo un sostegno finanziario. E’ un progetto di speranza e per persone di buona volontà. Una volta ricevuto il form verrete ricontattati: per dirvi grazie e poi per passare alla fase pratica e attuativa.

Appello dei Testimoni di Giustizia della Campania a tutti i Testimoni di Giustizia d’Italia: il governo non rispetta gli impegni e prepariamoci, perciò, per andare tutti a manifestare a Roma

APPELLO DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA DELLA CAMPANIA A TUTTI I TESTIMONI DI GIUSTIZIA D’ITALIA

STIAMO SEGUENDO CON PARTICOLARE ATTENZIONE GLI SVILUPPI IN MERITO AL RILASCIO DELLA DELEGA PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE CENTRALE EX ART 10 LEGGE 82 1991
DELEGA CHE DOVEVA GIA’ ARRIVARE – SECONDO LE ASSICURAZIONI FORNITECI NEL COLLOQUIO DA NOI AVUTO CON I DIRIGENTI DEL MINISTERO DEGLI INTERNI ANCHE ALLA PRESENZA DEI PARLAMENTARI IANNUZZI E SARTI DEL M5S, – AL VICEMINISTRO DELL’INTERNO SENATORE FILIPPO BUBBICO DA PARTE DEL MINISTRO DELL’INTERNO ANGELINO ALFANO, MA CHE, INVECE, AD OGGI, 28 MAGGIO, E’ ANCORA DI LA’ DA VENIRE.
La delega di cui sopra è assolutamente necessaria per la ricostituzione della Commissione Centrale preposta all’esame ed alla soluzione dei tanti problemi dei testimoni di giustizia, primo fra tutti quello relativo all’applicazione, con l’approvazione del decreto attuativo della legge che prevede l’ assunzione presso la pubblica amministrazione.
Purtroppo sembra che agli impegni assunti non stiano seguendo i fatti.
E’ bene, pertanto, che ci manteniamo tutti pronti ad andare nuovamente a manifestare davanti al Viminale per chiedere l’osservanza degli impegni assunti.

Luigi coppola
Per il gruppo testimoni campani

Invito ad iscritti e simpatizzanti a sottoscrivere il 5 x mille a favore dell’Associazione Caponnetto

Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie

“Antonino Caponnetto” “Antonino Caponnetto”

www.comitato-antimafia-lt.org info@comitato-antimafia-lt.org

tel 3470515527

UN INVITO A TUTTI A SOTTOSCRIVERE IL 5 x 1000

A FAVORE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO,UNA DELLE ASSOCIAZIONI ANTIMAFIA IN ITALIA CHE HA RIFIUTATO,PER SALVAGUARDARE LA SUA AUTONOMIA DA TUTTO E DA TUTTI,DI USUFRUIRE FINANZIAMENTI ED ALTRI BENEFICI DA PARTE DELLE ISTITUZIONI E DEI PARTITI POLITICI.
IL SUO CODICE FISCALE E ‘

91079510599
LA SEGRETERIA

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Comunicato importante dell’Associazione Caponnetto: tutti a Roma il 12 aprile davanti al Viminale alla manifestazione indetta dagli amici delle Agende Rosse a difesa dei magistrati impegnati nel processo Stato-mafia

COMUNICATO IMPORTANTE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

IL 12 APRILE MANIFESTAZIONE NAZIONALE PROMOSSA DAGLI AMICI DELLE “AGENDE ROSSE” A ROMA ,DAVANTI AL PALAZZO DEL VIMINALE ,PER CHIEDERE UN’ADEGUATA PROTEZIONE DEI MAGISTRATI IMPEGNATI NEL PROCESSO CHE RIGUARDA LE TRATTATIVE FRA STATO E MAFIA.

L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO E’ BEN LIETA DI ADERIRE ALL’INIZIATIVA DELLA NOSTRA CONSORELLA ED ASSICURA SIN D’ORA LA SUA SENTITA PARTECIPAZIONE.

SI INVITANO PERTANTO TUTTI GLI ISCRITTI ED I SIMPATIZZANTI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO AD INTERVENIRE IN MASSA E AD ESTENDERE L’INVITO AL MAGGIOR NUMERO POSSIBILE DI LORO FAMILIARI ED AMICI .

E’, QUESTA,UN’OCCASIONE PER FAR SENTIRE A QUESTO STATO TUTTA L’INDIGNAZIONE DELLA GENTE PERBENE DEL PAESE PER IL COMPORTAMENTO DI MOLTI DEI SUOI RAPPRESENTANTI I QUALI ,CON LE LORO AZIONI ,DANNO SPESSO L’IMPRESSIONE DI VOLERE LASCIARE SOLI ED ESPOSTI ALLA VENDETTA DEI MAFIOSI QUANTI SI BATTONO PER LA GIUSTIZIA E LA LEGALITA’,SIANO ESSI MAGISTRATI , COME NEL CASO DI DI MATTEO,TERESI E TUTTI I LORO COLLEGHI DI PALERMO IMPEGNATI IN QUESTO DIFFICILE

PROCESSO,O TESTIMONI E COLLABORATORI DI GIUSTIZIA E DI TUTTI COLORO CHE NON SI LIMITANO A FARE UN’ANTIMAFIA SOLO CON LA RETORICA.

TUTTI A ROMA,QUINDI,IL 12 APRILE DAVANTI AL MINISTERO DEGLI INTERNI.

SUL SITO E SULLE PAGINE FACEBOOK DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO COMUNICHEREMO l’ORARIO IN CUI CONFLUIRE SUL POSTO INDICATO.

LA SEGRETERIA

Ma lo stavo dove’?

Una lettera,quella pervenutaci dal Testimone di Giustizia Luigi Coppola e che sentiamo il dovere di rendere pubblica,che dovrebbe far vergognare lo Stato e che ci costringe a domandarci ed a domandare da quale parte sta questo,dalla parte della camorra o di chi la combatte?   Associazione Caponnetto
“NON  AVREI  MAI IMMAGINATO CHE ,AIUTANDO LO STATO E LA SOCIETA  NELLA LOTTA ALLA CAMORRA CERCANDO DI ESSERE DI AIUTO AD EMARGINARE LA CRIMINALITA’, L VERI EMARGINATO  SAREMMO  DIVENTATI IO E  LA MIA FAMIGLIA .GIA’ PERCHE E’ COSI’ CHE SI E CONCLUSA LA VICENDA DI UN “EROE”,COSi’ COME  VENIVO DEFINITO QUANDO CI FURONO ARRESTI ,PROCESSI E CONDANNE. ORA ,PERO’, TUTTI MI TRATTANO COME UN AVANZO DELLA SOCIETA’. ORA SONO RIDOTTO A FARE  L’ELEMOSINANTE PER UN TETTO SULLA TESTA PER ME E FAMIGLIA  E LO FACCIO COSTRETTO A VIVERE IN UN PAGLIAIO  E SENZA UN EURO  PER COMPRARE IL PANE NEL COMUNE DI POMPEI CHE MINACCIA,PERALTRO,DI REVOCARMI LA RESIDENZA.HO CHIESTO AL COMUNE DI POMPEI UN MINIMO DI ASSISTENZA MA MI RISPONDONO CHE NON HO DIRITTO A NIENTE.

ED E’ PER QUESTO CHE IN QUESTI GIORNI DI GIORNATE DEDICATE A  DON GIUSEPPE DIANA, ALLA LEGALITA’ E ALLE VITTIME DI MAFIA NOI CI SENTIAMO GIA’ MORTI IN ATTESA CHE LA CAMORRA VENGA A DARMI IL COLPO FINALE E COMPLETI QUELLO CHE UNO STATO COMPLICE HA INIZIATO
Luigi coppola
Testimone di giustizia
Pompei
Li 19 marzo 2014”

Iscrivetevi all’Associazione Caponnetto e venite con noi a combattere sul campo le mafie

Carissimi,
15 anni circa insieme , con la maggioranza di voi a

combattere battaglie difficili contro le organizzazioni criminali, ci hanno fatto diventare quasi come una grande famiglia.
Anni ed anni a sforzarci di “capire”,di “interpretare”,di “leggere” quanto avveniva ed avviene intorno ad ognuno di noi,nei rispettivi territori di residenza,con un occhio alla situazione generale del Paese,laddove la presenza delle mafie,grazie soprattutto alle complicità politiche ed istituzionali,é diventata e diventa sempre più invasiva ed oppressiva.

Montagne di capitali investiti dalle mafie a comprare di tutto ed a corrompere tutto e tutti stanno trasformando l’intero Paese in una holding criminale che sta minando le basi stesse di quello Stato di diritto che i nostri nonni ed i nostri genitori hanno contribuito,chi più e chi meno,a creare con tante lotte e con lo spargimento del sangue di molti di loro.

Noi ci stiamo assumendo la tremenda responsabilità di vanificare ,con l’inerzia e l’indifferenza di molti di noi,i

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loro sacrifici e,quel che é più grave,di lasciare ai nostri figli e nipoti una società da brivido che nulla ha a che vedere con una società civile.
Il motivo per il quale chi scrive,insieme ad un pugno di altri amici ed amiche,sta da sempre bombardandovi supplicandovi di pensare e fare un’antimafia “diversa” da quella di tanti altri,va ricercato nella preoccupazione di renderci EFFETTIVAMENTE utili nella guerra contro le mafie.

Mafie che -attenzione- non rappresentano solamente un fenomeno delinquenziale,ma che,al contrario,sono connaturate con il Potere e che si identificano spesso con questo.

Mafie-stato,mafie-politica,mafie-istituzioni.
C’é una minoranza in e fra questi e nella società che tenta di opporsi a questo fenomeno di involuzione e di imbarbarimento e noi siamo orgogliosi di appartenere a quella minoranza,insieme ad altri onesti cittadini,intellettuali,magistrati,componenti delle forze dell’ordine.
E’ una vera guerra che stiamo sostenendo contro un nemico potentissimo che talvolta é manifesto e si vede ,mentre il più delle volte non lo é e non si vede perché nascosto fra le stesse pieghe dello Stato e dei partiti politici.
Noi abbiamo sognato,sin dalla sua costituzione,di fare dell’Associazione Caponnetto uno strumento capace di fare seriamente la guerra contro le mafie.
Se si é deciso e si decide di combattere le mafie,bisogna essere convinti di quello che si vuole e si DEVE fare. Altrimenti si resta a casa,con la consapevolezza,però,di aver deciso di vestire le vesti di un disertore che non ha,pertanto,alcun diritto,poi, di lamentarsi e di criticare.

Disertore che oggettivamente si trasforma in complice delle mafie e dei mafiosi.
Noi non abbiamo mai chiesto e mai chiederemo a TUTTI i nostri aderenti di venire in prima linea perché ci rendiamo conto del fatto che non si può pretendere che tutti abbiano la stessa dose di coraggio e le stesse qualità.

In un esercito che va alla guerra ci sono le prime linee e,poi,ci sono le retrovie composte da coloro che sono addetti al vettovagliamento,all’approvvigionamento delle truppe in prima linea.

Compito anche questo importante ed essenziale.
Ma vogliamo – questo sì – che l’esercito sia ben composto,robusto e convinto di quello che bisogna fare. Ognuno,poi,contribuisce a seconda delle proprie capacità. Abbiamo,grazie a Dio,un nucleo,piccolo ma efficiente,di amici ed amiche che si sono specializzati nel fare INDAGINI,utilizzando soprattutto lo strumento delle “visure camerali” che ci consentono di risalire spesso all’individuazione dei veri attori – i mafiosi o i loro prestanomi -,e questo ci permette di confezionare documentazione che contiene piste investigative preziose per coloro che poi debbono proseguire il lavoro. Un’antimafia,quella nostra insomma,”altra” ed “alta” che colpisce e fa male.
Ecco perché molti ci odiano in quanto noi, involontariamente ,siamo diventati,peraltro, in un’Italia spesso troppo parolaia,superficiale ed inconcludente, una pietra di paragone rispetto a quanti non usano le nostre strategie e tattiche e pensano che si possa fare la guerra con la retorica,con il racconto di cose passate e con le commemorazioni e lasciando da parte,invece, quello che sta avvenendo e,soprattutto, avverrà.

L’arma nostra é la DENUNCIA,nome e cognome. Quest’anno,il 2014,dovrà essere l’anno del SALTO DI QUALITA’,l’ennesimo ma determinante,dell’Associazione Caponnetto.

Abbiamo bisogno di amici ed amiche nuovi,freschi,pieni di voglia di combattere veramente,capaci e desiderosi di dedicarsi in maniera PRIORITARIA SE NON ESCLUSIVA,alla lotta alle mafie.

Il nuovo Consiglio Direttivo,al quale abbiamo dato vita durante l’Assemblea svoltasi a Napoli il 9 marzo scorso é più ristretto rispetto a quello precedente ma più qualificato in quanto é composto da amici ed amiche,vecchi e nuovi iscritti all’Associazione Caponnetto, determinati,convinti, speriamo tutti attivi al massimo e decisi a combattere in prima linea.

L’appello che rivolgiamo a TUTTE le persone oneste e che vogliono SERIAMENTE combattere contro le mafie,è quello di
ISCRIVERSI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.

Lo si può fare mandando una richiesta di adesione,con tutti i dati anagrafici,indirizzi postale e telematico,numeri di telefono ecc. alla mail

info@comitato-antimafia-lt.org

(attenti ai punti ed ai trattini)
e,quando si riceverà la comunicazione di accoglimento,versando la quota annuale di iscrizione di 30 euro ESCLUSIVAMENTE tramite bollettino di conto corrente postale intestato all’Associazione Caponnetto

n.86015211. Questo per i nuovi iscritti.

I vecchi iscritti,invece,sono invitati a provvedere AL PIU’ PRESTO alla spedizione, sempre tramite conto corrente postale ,della quota annuale ed anche

LA SEGRETERIA

invito ad incrementare il tesseramento

 

Un nostro appello al Capo dello Stato,al Ministro degli Interni,al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia ed al Prefetto di Napoli a favore del Testimone di Giustizia Luigi Coppola ridotto a vivere ,insieme alla sua famiglia,in una sorta di pagliaio senza un minimo di protezione e di assistenza economica.

Luigi Coppola

La vicenda di Gennaro Ciliberto,un Testimone di Giustizia preziosissimo …

… che ha messo in gioco tutto della sua vita e che lo Stato,questo stato,tardava a riconoscere dopo 4 anni dalle sue denunce.
Quanta amarezza,ma,al contempo,quanta nobiltà di animo in queste persone eccezionali che fanno il paio con la viltà e la disonestà intellettuale e morale di tantissime altre

Il Viterbese. E’ sempre più necessario che si accendino al massimo i riflettori

E’ una cappa pesante,quella che grava sul territorio viterbese e si spinge fino alla Toscana.

Aria di troppi silenzi che durano da sempre,mentre le mafie fanno il bello e cattivo tempo.

Qualche coraggioso ha tentato di scalfire il sistema omertoso che non ha consentito finora di intravvedere la luce in fondo al tunnel.

C’é stato un ottimo saggio di Daniele Camilli,un giornalista- scrittore che ha documentato con precisione la situazione.

Ma,purtroppo,i silenzi continuano a gravare,come e forse più di prima.

Noi abbiamo cercato di raccogliere alcune notizie ed il nostro compianto Vice Segretario Gigi Daga,purtroppo morto qualche anno fa,ne fece materia di segnalazione agli organismi competenti.

Ma Gigi,poi,ci ha lasciati.

Recentemente abbiamo reso pubblico un lungo elenco di attentati,incendi ed altri episodi che denotano il clima pesante esistente in quel territorio,forse finora poco attenzionato da noi stessi che abbiamo incentrato,anche a causa di deficienze strutturali interne,l’attenzione più su altre aree che non su quella.

Ma si tratta di “reati spia” dietro i quali potrebbe una situazione più complessa,più delicata,più grave.

“Reati spia” che dovrebbero,secondo notizie pervenuteci,costituire anche materia di un’interrogazione parlamentare.

Manca,però, il “quadro” complessivo delle attività mafiose,attività soprattutto di natura economica.

Investimenti di capitali da parte delle mafie ed eventuali collegamenti di queste con soggetti politici ed istituzionali.

“O sistema”.

Gigi Daga ci accennava qualcosa su tali investimenti sospetti e stava raccogliendo al riguardo il maggior numero possibile di notizie che ci avrebbero consentito,se non fosse morto anzitempo,di confezionare un dossier da trasmettere,poi,agli organi centrali competenti,così come é nostra abitudine.

Egli ci fece incontrare anche degli amici suoi della provincia di Grosseto che erano ben informati sulla situazione che riguardava l’intero territorio che si estende da Civitavecchia in sù.

Ma ,poi,purtroppo,la cattiva sorte non ci ha consentito di proseguire il lavoro di raccolta di notizie da lui iniziato.

Ora stiamo tentando,fra mille difficoltà,di proseguire il cammino intrapreso cercando di muovere le acque e confidando in qualche aiuto che,finalmente,potrebbe consentirci di accendere i riflettori anche su quei territori.

Certo é che non si può continuare a restare silenziosi su una situazione che ci preoccupa notevolmente e della quale sospettiamo che non siano pochi coloro che non vogliono parlare.

Una situazione che,stante l’invasività delle mafie,si va aggravando giorno dopo giorno.

Possibile che non ci siano persone volenterose e sensibili al bene comune di quelle popolazioni disposte a darci una mano concreta nello sforzo che stiamo facendo per diradare le nebbie che gravano su quell’area?

Iscrivetevi all’Associazione Caponnetto se veramente volete cominciare a combattere le mafie e venite con noi in trincea

NON BASTA ” CONDIVIDERE”,DIRCI “BRAVI”,”ANDATE AVANTI”.
CHI VUOLE VERAMENTE IMPEGNARSI CONTRO LE MAFIE DEVE ISCRIVERSI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PER AIUTARLA A STANARE E DENUNCIARE I MAFIOSI,NOMI E COGNOMI,UNO PER UNO
Non possiamo fare i miracoli e stare dovunque.
Non siamo un esercito e non riusciamo a far fronte a tutte le necessità di una guerra contro armate potentissime e con milioni di persone al soldo.
La lotta alle mafie non si fa con le “condivisioni”,gli appelli,le analisi storiche o sociologiche,il racconto di cose avvenute già.
La lotta alle mafie si fa prevenendo le cose,scoprendole e denunciandole prima che avvengano,minuto dopo minuto,secondo dopo secondo.
Raccontare semplicemente e non sporcandosi le mani,INDAGANDO E DENUNCIANDO,significa prendersi e prendere in giro la gente perché,così facendo,ai mafiosi non si fa nemmeno il solletico.
Chi conosce la mentalità dei mafiosi sa molto bene che
essi non hanno paura nemmeno della galera in quanto
l’hanno messa nel conto.
Essi hanno paura solamente di una cosa : della perdita dei
loro beni.
Ma,per sottrarre ad essi i beni illecitamente
accumulati,occorrono l’INDAGINE E la DENUNCIA.
Non serve altro.
Quella cosiddetta “cultura della legalità” che giustifica
tanti sprechi di denaro pubblico e che non serve a niente in
un Paese,come il nostro , mafioso all’80 per cento.
Ma a che serve dire ai ragazzi in classe che debbono
……”rispettare le regole”,non attraversare la strada
quando il semaforo é rosso,quando,poi,usciti dalla classe,
ritornano a casa e trovano il padre e la madre e tutti gli
altri familiari che la pensano e si comportano in maniera
diametralmente opposta?
Ma a che serve la “cultura della legalità” quando
partiti,associazioni,società e le stesse istituzioni sono in
gran parte corrotte e mafiose?
Ma a che serve la “cultura della legalità” insegnata in classe
quando non c’é sintonia fra le grandi agenzie educatrici ed
anche negli ambienti dove non dovrebbero esserci,come la
Chiesa,ci sono molte ombre,come giustamente denuncia lo
stesso Papa Francesco?
Il cancro va prima estirpato,se siamo ancora in tempo;
la società va prima ripulita dal malaffare e dalla corruzione;
e,poi,si può cominciare a parlare di rispetto delle regole e
di quant’altro del genere.
Oppure le due azioni vanno condotte
contemporaneamente,dando però più pregnanza a quella
di bonifica.
L’ecologia della politica e delle istituzioni.
Le mafie fuori dalla politica e dalle istituzioni.
Perché é nello stato che si annida la mafia più pericolosa .
Ecco perché occorrono non le chiacchiere,i “condivido”,il
plauso,ma,al contrario,l’impegno diretto e personale in
un’Associazione,però,che non fa chiacchiere,ma INDAGINI
e DENUNCE.
Come ha sempre fatto la Caponnetto.
Iscrivetevi e venite a combattere in trincea con noi !!!!!!!!!

Petizione a favore di Pietro Di Costa. Diffondi e firma. Aiutiamo i cittadini onesti che denunciano le mafie Change. org

Leggi QUI

On. Bubbico, V. Ministro degli Interni, a noi una lettera del genere ci farebbe arrossire per la VERGOGNA!

Quanti ancora mesi , anni, oppure un eterno silenzio, fatto di promesse, smentite , ultimatum, di rimbalzi tra un capo all altro dell Italia.
Ogni volte a spiegare la mia storia , il mio ruolo, chi sono, chi ero .
Sembra una tragicommedia, una commedia all Italiana .
Quelle “carte ” che non ci sono , o ,se ci sono, sono Segrete, qui Ministri che non rispondono , anche perché hanno ben altro da fare , e a non avere un cognome celebre , accade anche che possono passare anche più di tre anni , certo che sono ancora vivo potrebbe esclamare qualche buon “super intenditore di anti mafia” ma costui cosi virtuale ma esistente e credetemi esiste , cosa ne sanno  lui e la sua lobby di come io soffro, di quanto dolore io provi ogni qual volta che un vigliacco pezzo di merda attenta alla mia tranquillità , cosa ne sa costui dei miei viaggi della disperazione ?
Non sa nulla , tanto nulla , da non trovare le carte , da non sapere io cosa ho denunciato,  non sapere che in Italia , in autostrada , ci sono stati dei crolli di strutture , tutte da me denunciate , cosa sa costui che dall ‘alto del suo ruolo con fare da Ponzio Pilato asserisce che bisogna rispettare la legge , anche per Ciliberto bisogna rispettare la legge , ma quale ? LEGGE !
Quella che non vede, non sente e non parla ?
Quella stessa che ha umiliato due persone che hanno subito un sopruso, e dove ?
Nella piazza antistante il Palazzo del Viminale !!!!
Esiste una logica a tutti questi silenzi ?
Ebbene certo che sì !
Più passano i mesi e più mi tornano in mente queste parole dette nel 2012
che riporto;
” se ti uciderranno andranno in carcere e NOI li arresteremo , tu devi stare tranquillo prenderanno l ergastolo ”
Allora ditemi Voi come si può rispondere a tale affermazione!
Come si può restare calmi se a minacciarti è un già condannato al 416 bis , uno che a dire di altri è un folle , criminale.
Come si può comprendere e giustificare tutto ciò che mi è accaduto dopo il 2011, tutte quelle strane situazioni che certo non accadono a chiunque.
Come posso e devo interpretare quella frase detta da più persone al servizio delle istituzioni ” Non devi rientrare per nessuno motivo a Napoli, devi stare attento, non devi incontrare nessuno dei tuoi vecchi “colleghi ” , stai attento e qualunque cosa chiama il 113 “Tu sei uno sveglio vedrai che c è la farai”.
E poi capita che quando chiami il 113 la pattuglia che interviene dice: “a noi non non risulta nulla , ha delle CARTE?  “
Lei chi è ?? Chi sono !!! Non lo so nemmeno io !
Oppure può capitare che sempre uomini al servizio delle istituzioni dicano …..
“Questo luogo non è più sicuro , ormai sanno che sei qui , non e meglio che ti sposti ?”
Ogni volta la stessa storia ……
E dopo tre anni e più , quasi con l ultimo sospiro,  l ultima forza , quella della disperazione ,vado da chi dovrebbe essere garante della Sicurezza Pubblic in Italia e cosa mi  sento dire ???
Le Carte !!!!!!!!
Allora BASTA , ve lo chiedo per piacere, BASTA!
Ora oltre ad essere complici offendete non solo la mia intelligenza, ma state calpestando la DIGNITÀ di un uomo onesto !
Ed allora io vi dico e ve lo dico per l ennesima volta .
IO VOGLIO VIVERE, VOGLIO VEDERE CRESCERE I MIEI FIGLI
IO PRETENDO ,CARO VICE MINISTRO BUBBICO ,CHE LEI QUELLE CARTE LE MANDI A PRENDERE ,CHE DAL SOMMO DEL SUO POTERE FACCIA PRESTO , CHE LEI PER UN SOLO MILLESIMO DI SECONDO LEGGA IO CHI SONO COSA “CAVOLO”HO DENUNCIATO E LE CHIEDO PER PIACERE NON RIDA , NON MOSTRI QUEL SORRISO CHE TANTO MI HA FERITO, IO STO SOFFRENDO DA TRE ANNI E PIÙ.
IO LA RENDO RESPONSABILE CARO VICE MINISTRO DI TUTTO CIÒ CHE POSSA ACCADERMI PERCHÉ IO DA CITTADINO LIBERO NON VOGLIO PIÙ SCAPPARE , NON VOGLIO PIÙ NASCONDERMI .
ORA LA MIA  VITA È NELLE SUE MANI ,NE FACCIA CIÒ CHE VUOLE , MA NON FACCIA IL PONZIO PILATO E NON DICA CHE NON HA LE “CARTE “PERCHÉ NONOSTANTE LA MIA MISERIA QUELLE “CARTE” IO GLIELE RIPORTO ANCHE IL 24 DICEMBRE .
Ciliberto Gennaro

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