Appelli

Governatore della Sicilia e Ministro della Salute aiutate questa famiglia disperata: L’appello disperato della figliola del disoccupato che si è dato fuoco perché gli hanno tolto la casa per un debito di 10.000 euro. Che vergogna per l’Italia intera!!!

Tratto da change.org – leggi

Appello dell’Associazione Caponnetto al Capo dello Stato. Tolte scorta ed auto blindata ad Angela Napoli, il Testimone Gennaro Ciliberto si offre per farle da autista. Due persone- Angela Napoli e Gennaro Ciliberto- ad altissimo rischio, abbandonate da uno Stato ingrato, dopo aver combattuto in prima linea contro le mafie.

Tolta scorta ed auto blindata ad Angela Napoli e Gennaro Ciliberto si offre per farle da autista.
Due nomi, due persone ad altissimo rischio – Napoli e Ciliberto – abbandonate da uno Stato ingrato che, anzicché stendere tappeti rossi a due cittadini esemplari, li lascia alla mercè dei delinquenti che essi hanno contribuito a far indagare.
Brutte, bruttissime storie che la dicono lunga sulla reale volontà della classe di governo di contrastare seriamente le mafie.
Non troviamo parole per definire appieno tutta la carica di rabbia e di sdegno che avvertiamo da quando abbiamo appreso la notizia, come non le abbiamo trovate per esternare il disappunto ed il dolore che stiamo provando da quando abbiamo cominciato ad occuparci del “caso” di Gennaro Ciliberto, il Testimone che ha consentito con le sue dichiarazioni agli organi competenti di scoprire un vasto sistema di illegalità sparso in mezza Italia.
Ci troviamo ancora una volta in presenza di comportamenti da parte di organi dello Stato che ci lasciano sbigottiti e con l’amaro in bocca in quanto ci fanno sorgere il dubbio che non si vogliano proteggere quei cittadini perbene che, a difesa dello Stato di diritto e del bene comune, hanno il coraggio di denunciare malaffare e mafie.
L’Associazione Caponnetto rivolge il suo grido di dolore direttamente al Capo dello Stato e lo invita ad intervenire urgentemente per evitare che altri due cittadini perbene
continuino a correre il rischio di restare vittime delle reazioni dei mafiosi.  Associazione Caponnetto

Inizio modulo Mi piace · · Promuovi · Condividi o Elvio Di Cesare Ecco come questo Stato tratta coloro cher si espongono in prima persona nella lotta contro le mafie!!! Gennaro Ciliberto, Testimone abbandonato anch’ egli dallo Stato, si offre per andare a fare l’autista all’On. Napoli.
Fine modulo

Firmate e fate firmare il 5 per mille in favore dell’Associazione Caponnetto. Il suo Codice Fiscale è 91079510599.

RACCOMANDAZIONE A TUTTI GLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI
L’Associazione Caponnetto è fra le poche in Italia che non usufruisce di finanziamenti pubblici.
Sostenetela firmando e facendo firmare sulla dichiarazione dei redditi il 5 per mille.
Il suo codice fiscale è
91079510599

Date la scorta a Ballestra ed Abbondanza

Articolo tratto da www.ilfattoquotidiano.it – leggi l’articolo

Murales. Togo. Centro Sanitario. Aiutiamoli!

Leggi il progetto

Ministro dell’Economia e delle Finanze, Prof. Vittorio Grilli, salviamo l’azionariato popolare diffuso!

Articolo tratto da www.change.org – leggi l’articolo

Appello congiunto delle Segreteria nazionali dell’UNADIR E DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO. PROCESSIAMO QUANTI OSTACOLANO L’ACCERTAMENTO DELLA VERITA.

COMUNICATO CONGIUNTO UNADIR – ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

Lo Stato siamo noi. E’ venuto il momento di processare quanti ostacolano l’accertamento della verità. Sono stati sacrificati onesti servitori dello Stato, giornalisti, quanti si sono impegnati per far emergere le illegalità e che sono stati schiacciati da ricostruzioni di fatti distorti proprio per coprire le verità.

Da chi tutte queste persone sono state sacrificate? Dalla mafia?

E’ aperta una campagna di sottoscrizione di firme da parte di tutti coloro che si sentono con noi parte dello Stato di diritto.

Lanciamo un appello all’Unione Europea affinché si renda parte attiva per l’avvio di un processo di moralizzazione all’interno di questo Paese verificando il corretto operato a qualunque livello soprattutto ai più alti livelli per rimuovere quel blocco di resistenze create ed inventate per impedire l’affermazione della verità.

E’ un diritto di tutti ma in modo particolare delle vittime innocenti,  denunciare quanti si arrogano il diritto di negarci l’accertamento delle trame oscure che hanno regnato indisturbate e che continuano ad ingannare il Popolo. Occorre oggi più che mai smascherarli tutti e far affiorare le verità nascoste e dissimulate.

Chiunque – enti, associazioni, singoli politici , amministratori onesti, liberi cittadini – si identifica in questa iniziativa è chiamato ad aderire ad essa oggi e solo oggi senza concedere neppure un attimo in più ai mistificatori della realtà, scardinatori della solidità delle Istituzioni.

OGGI E SOLO OGGI O MAI PIU’ PER NON SPROFONDARE NELLE SABBIE MOBILI DEL MALAFFARE E DEI MISTIFICATORI. CORAGGIO E FERMEZZA CI ANIMINO IN QUESTO MOMENTO BUIO DEL NOSTRO PAESE.

Fuori i corrotti, i politici collusi, le figure istituzionali che non sono più degne di rappresentare la nostra Italia, l’Italia degli onesti, l’Italia democratica.

Anche a quei leader politici che si identificano con gli italiani onesti chiediamo la sottoscrizione del presente appello. Non compartimenti stagni ma un blocco unico, coeso e determinato per far avanzare la giusta e sacrosanta  pretesa.

Coraggio e forza ci determino per l’affermazione della legalità, fuori da ogni esitazione, fuori dalle ambiguità e da ogni sospetto di contiguità e/o di collusione con le tante mafie che infestano e soffocano il Paese , a vantaggio delle certezze, per il bene di ciascuno di noi e delle generazioni future, per far sì che il nostro diventi un Paese degno di essere democratico, per l’affermazione dei diritti e delle libertà di espressione delle proprie idee, nel pieno rispetto dei dettami costituzionali.

Noi e solo noi siamo lo Stato e ne rivendichiamo la legittima appartenenza.

LE SEGRETERIE NAZIONALI DELL’UNADIR E DELL’ASS.CAPONNETTO


APPELLO URGENTE “CHIEDIAMO LA SCORTA PER IL PRESIDENTE DELLA CASA DELLA LEGALITA’” ed invito ad aderire

La ‘Ndrangheta non perdona. Non tollera chi la indica nei suoi affari e legami con politica, economia e pezzi dello Stato. Non accetta che si rompa l’omertà ed il silenzio che le garantisce di poter agire indisturbata. Chi la combatte seriamente ed in modo efficace è al centro del mirino. Non solo i magistrati, ma anche i giornalisti ed i cittadini liberi che hanno scelto di puntare l’indice sugli ‘ndranghetisti, sui loro affari e sulla loro rete di relazioni, connivenze, contiguità e complicità.

Christian Abbondanza, presidente della “Casa della Legalità – Onlus” (http: //www. casadellalegalita. info/ | http: //www. casadellalegalita. org/), è uno dei bersagli della ‘ndrangheta. E’ sempre di più in pericolo.

Con il lavoro che ha promosso in questi anni, fatto a viso aperto, in modo assolutamente indipendente, è diventato “il problema” per molteplici esponenti ed affari di alcune delle più potenti cosche della ‘ndrangheta in Liguria e nel Nord-Ovest, a partire dai GULLACE-RASO-ALBANESE, PIROMALLI, MAMMOLITI, GIOFFRE’-SANTAITI, e MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI.

Dopo le efficaci inchieste sul controllo nella Sanità calabrese da parte della ‘Ndrangheta, e quelle, ad esempio, sulla corruzione, voto di scambio ed infiltrazioni negli appalti pubblici nel capoluogo ligure, l’azione di denuncia pubblica ed alle Autorità hanno contribuito in modo efficace nell’azione di prevenzione e contrasto. Qualche risultato: sequestri, confische e già alcune condanne per alcuni dei boss storici del centro storico genovese (Caci, Canfarotta, Zappone); arresto ed incriminazione, con sequestro dei beni, al boss Antonio Fameli; interdizione “atipica”, sequestri e incriminazioni per Andrea Nucera; condanna per corruzione, interdizione “atipica” ed ulteriori indagini per i Mamone. Ed ancora, per citare alcuni esempi: contribuito ad indagini e provvedimenti contro i Pellegrino e Barilaro nell’imperiese ed i Gullace-Fazzari nel savonese; interdizione, indagini e richiesta di sequestro e confisca per i Fotia; indagini sul traffico illecito di rifiuti tra Liguria e basso-Piemonte e sull’influenza della ‘ndrangheta su economia e politica nell’alessandrino; scioglimento e commissariamento per condizionamento della ‘ndrangheta delle Amministrazioni di Bordighera e Ventimiglia; documentato l’influenza della ‘ndrangheta nel voto alle elezioni regionali del 2010; individuazione di prestanome e collettori politica-affari di diverse cosche; l’attivazione di una sezione della DIA a Bologna con competenza sull’Emilia-Romagna; individuazione di professionisti ed imprese “insospettabili” al servizio delle cosche… Ha poi la “colpa” di aver contribuito in modo determinante a rompere il muro di “negazionismo” sulla presenza ed attività delle mafie al Nord, spingendo giorno dopo giorno il mondo dell’informazione e pezzi della società civile a parlarne ed affrontare il problema.

Sono molteplici i casi, noti alle Autorità, per cui, Abbondanza, con la Casa della Legalità, è considerato (e indicato) da esponenti della ‘Ndrangheta (ed anche di Cosa Nostra), come “il problema” da eliminare.

L’ex Prefetto di Genova, Musolino, fece scattare la Vigilanza Generica Radiocollegata a tutela di Abbondanza. Una misura ormai insufficiente, soprattutto alla luce delle indagini sempre più pesanti che scaturivano dalle inchieste che Abbondanza portava avanti e che davano quindi impulso a provvedimenti dell’Antimafia e di diverse Procure. Per questo fu proposto di aumentare il livello di protezione, con la scorta. Misura, però, bloccata da resistenze forti nei Palazzi.

Forse perché Abbondanza e la Casa della Legalità non si sono limitati ad indicare i mafiosi, ma anche chi li ha protetti – tra le Forze dell’Ordine e la stessa Magistratura – con inerzie e sottovalutazioni, quando non con più pesanti responsabilità.

Abbondanza, con la Casa della Legalità, aveva indicato da tempo, ad esempio, problemi e criticità all’interno della DDA di Genova, e queste critiche hanno poi trovato, purtroppo, conferma nel naufragare di alcune importanti indagini e, forse, anche nel provvedimento di rimozione di due magistrati dalla stessa DDA del capoluogo ligure.

Se i molteplici tentativi di fermare l’azione di informazione e denuncia di Abbondanza e della Casa della Legalità non hanno avuto effetto, pur con l’uso di minacce, intimidazioni e con una pioggia di querele e procedimenti per “diffamazione”, l’isolamento di Abbondanza e della Casa della Legalità permane, con le pesanti iniziative, spesso promosse direttamente dagli esponenti delle cosche ‘ndranghetiste, attraverso il continuo tentativo di delegittimazione, volto a minarne la possibilità di azione, spianando, così, la strada all’intenzione di colpirlo definitivamente da parte di alcuni dei più pericolosi ‘ndranghetisti. Ora possono colpirlo quando vogliono, in ogni movimento e circostanza. Occorre che le Autorità, senza più tentennamenti, gli garantiscano un’adeguata protezione. Gli deve essere assegnata una scorta prima che sia troppo tardi…

Abbondanza non è solo e sottoscrivendo questo appello chiediamo che venga disposta immediatamente la scorta per garantirne la necessaria sicurezza.

L’Appello promosso da:

“Liberi Cittadini di Certosa” e “Liberi Cittadini della Maddalena”

Il gruppo di sostegno alla Casa della Legalità – Onlus

sostegnocasalegalita@gmail. com

Casa della Legalità e della Cultura ONLUS

THE FUTURE IS UNWRITTEN KNOW YOUR RIGHTS

Un appello del Vice Presidente Nazionale dell. Ass. Naz. Vittime della Strada al Sindaco di Terracina.

Chi salva una vita, salva il mondo intero.

Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare,

costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana.

‘Giovanni Falcone’

Oggetto: Parco Giochi Terracina

Al Signor Sindaco di Terracina : Nicola Procaccino

Al Signor Prefetto di Latina : Antonio D’Acunto

In qualità di Presidente dell’Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada, con la presente siamo ad informarVi che numerosi cittadini si sono rivolti alla scrivente Associazione per sollevare il problema della sicurezza relativamente alla struttura di, cui in oggetto, palesemente a rischio di eventuali incidenti gravi stradali per la vicinanza alla strada Pontina (SS 148).

Vi invito pertanto a prendere opportuni provvedimenti nel rispetto della sicurezza dei frequentatori delle struttura.

Latina, 04/06/2012

il Vice Presidente Nazionale

Delle Cave

Un appello dell’Associazione Caponnetto ai cittadini di Gaeta in vista delle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio pp. vv.

ASSOCIAZIONE REGIONALE PER LA LOTTA CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE “ANTONINO CAPONNETTO”

www. comitato-antimafia-lt. org

‘Il pericolo che noi paventiamo, come conseguenza delle imminenti elezioni amministrative nei comuni di Minturno e, in particolare, di Gaeta, è la possibile saldatura fra grossi interessi poco chiari di soggetti che potrebbero essere annidati nella politica ed elementi della criminalità organizzata già da tempo presenti sul territorio.

Per noi è essenziale che da tali elezioni venga fuori una classe dirigente politica trasparente e determinata a combattere con tutti i mezzi le mafie.

E’ questo il punto dolente perché non vediamo affatto, ad oggi, una consapevolezza ed una sensibilità assolutamente necessarie in una situazione che vede la provincia di Latina e, soprattutto, il sud pontino sotto il tallone delle mafie.

Abbiamo chiesto, perciò, ai partiti politici un pronunciamento netto e chiaro in ordine alla volontà di combattere le organizzazioni criminali.

Tale pronunciamento c’è stato, ad oggi, solamente da parte di Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori e la coalizione che fa capo a Di Maggio..

Lo stesso pronunciamento ci sarebbe stato sicuramente, crediamo, anche da parte del PD locale, stanti le posizioni lodevoli che questo partito ha assunto in provincia di Latina, ma le esecrabili vicende interne di questa formazione e la cecità politica dei vertici locali del centrosinistra, hanno fatto sì che sia diventata più ardua la costituzione di un fronte politico antimafia a Gaeta e nel sud pontino in un periodo in cui la già massiccia presenza mafiosa rischia di ampliarsi a dismisura di fronte ad una fragilità della politica non sufficientemente valutata dal tessuto sociale locale. che si mostra, purtroppo, molto disattento e disinformato e, talvolta, in parte, anche inquinato.

A Gaeta soprattutto manca la consapevolezza della gravità della situazione dovuta appunto alle dimensioni del fenomeno mafioso ed al pericolo, come è successo già a Formia prima ed a Fondi poi (leggete gli atti delle inchieste “Formia Connection, ”, ”Damasco”, e quanto ha scritto la Commissione di accesso al Comune di Fondi) di una possibile saldatura fra individui spregiudicati che potrebbero annidarsi negli interstizi della politica e criminali mafiosi.

Bisogna assolutamente evitare che succeda a Gaeta quanto è successo già in altri comuni.

Ecco perché invitiamo tutti i cittadini onesti ad essere estremamente attenti.

Associazione Regionale antimafia “Antonino Caponnetto”

www. comitato-antimafia-lt. org

Invitiamo tutti i nostri amici a firmare, diffondere ed inviare l’adesione alla petizione a favore di Emanuela Orlandi

Ciao a tutti, sono Pietro Orlandi

a voi che tra i primi avete aderito alla petizione al Papa, contribuendo in modo decisivo alla sua riuscita, volevo comunicare l’andamento della raccolta di adesioni. Siamo arrivati, in poco più di un mese, a oltre 27 mila firme. La partecipazione e il grido corale per la verità e la giustizia, a partire dalla tragedia di mia sorella Emanuela, danno grande conforto e speranza a tutta la mia famiglia. Ma spero anche che siano di impulso per combattere altri casi di ingiustizia e di intreccio tra criminalità e pubblici poteri nel nostro Paese.
Ho intenzione di recarmi in Vaticano prima del prossimo Natale a consegnare la lettera a papa Ratzinger, ma propongo che le adesioni non si interrompano e proseguano fino a che non arriveremo a una verità. Ritengo infatti che la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, anche grazie al sostegno di molti di voi che si sono impegnati personalmente e mi hanno scritto per esortarmi ad andare avanti, sia fondamentale. Il nostro cammino insieme dunque prosegue. E se ognuno di noi convincesse almeno un altro suo amico o conoscente ad aderire, saremmo a quasi 60 mila nominativi. Se due, 90 mila… Se dieci, 300 mila… Verrà un momento in cui la ragione di Stato, l’omertà e i reticenti silenzi dovranno capitolare davanti a una richiesta così imponente (da ogni angolo d’Italia e anche dall’estero) di trasparenza e verità. Quel giorno, spero vicino, sarà fatta chiarezza sul rapimento di Emanuela e i responsabili ne dovranno rispondere.
Vi abbraccio tutti, di cuore

Pietro

P.s.
Ho creato su Facebook un gruppo dedicato a Emanuela e alla petizione che si chiama   petizione.emanuela@libero.it – gruppo ufficiale fondato da Pietro Orlandi – al quale potete aggiungervi
per facilitare le comunicazioni (messaggi, appuntamenti, novità o aggiornamenti). Per aderire
alla petizione resta valida la solita procedura, inviando una mail a  petizione.emanuela@libero.it
senza passare da altri siti.
Grazie ancora

petizione al papa

Ennesimo, caldo appello a tutti i cittadini onesti del Lazio. La situazione criminale è sempre più grave ed è dovere di tutti impegnarsi. Aiutateci!

L’ aggravarsi continuo della situazione criminale nel Lazio impone un ulteriore sforzo di tutti coloro che, consapevoli della gravità del fenomeno mafioso, senza chiacchiere e retorica, vogliono dare il loro contributo per combattere questo cancro che sta privando grado a grado i nostri territori di ogni spazio di vivibilità civile e democratica e di ogni speranza per l’ avvenire dei nostri figli e nipoti.

Le mafie.

Mafie che non vanno intese, come comunemente si ritiene. come un fenomeno meramente ed esclusivamente delinquenziale, ma, al contrario, come soggetti ormai quasi padroni assoluti della nostra stessa vita economica, sociale, culturale, politica ed istituzionale.

Mafie annidate nei partiti, nelle istituzioni, nelle professioni, nella società.

Non basta più gridare “ al lupo al lupo”.

Non serve più a niente.

Ciò, perché il livello della loro penetrazione nella politica e nello Stato, oltre che nella mentalità stessa di tanti incoscienti, è talmente alto che esige un’ inversione di tendenza nell’ approccio al fenomeno.

Ognuno di noi ha il dovere di cominciare a fare qualcosa di concreto, di più incisivo, efficace, possibile..

L’ allarme lanciato da un imprenditore come Diego Della Valle attraverso i più prestigiosi giornali italiani dimostra che anche la parte più illuminata e non corrotta dell’ imprenditoria italiana si è resa conto della necessità di passare dalle chiacchiere ai fatti.

Della Valle non è un sovversivo, né un sognatore.

Egli si è reso conto del fatto che le mafie, le caste, stanno strozzando la nostra economia.

E, quindi, lo Stato, le istituzioni.

E noi stessi.

Compromettendo il nostro stesso sistema democratico, il nostro avvenire e quello dei nostri giovani.

E’ allarme rosso.

Non si può continuare a rimanere inerti assumendosi, così, oggettivamente la responsabilità morale e civile di far precipitare il nostro Paese nel baratro.

Non è, quindi, solo una questione politica.

E’ una questione civile e anche di sopravvivenza.

Il nostro non vuole essere… … … … qualunquismo, ma al contrario.

Anche chi scrive ha il suo pensiero politico e vota, scegliendo chi è meno compromesso ed amico dei mafiosi.

E’ , quindi, un nostro, di ognuno di noi, interesse a salvarci ed a salvare i nostri figli da un avvenire criminale, senza democrazia e prospettive..

Chi ancora non l’ abbia fatto ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità.

Individualmente.

Venendo con noi, aiutandoci nell’ azione quotidiana per individuare e colpire, caso per caso, luogo per luogo, i malfattori ed i mafiosi.

Uno per uno.

Denunciandoli e non con la retorica.

Senza confusione di ruoli, di dimensioni, di obiettivi e finalità.

Noi stiamo tentando da anni di mobilitare il massimo possibile di persone, qualche volta con estrema difficoltà causata dal senso di irresponsabilità e di viltà di taluni.

A coloro che hanno senso civico e coscienza democratica ci rivolgiamo per l’ ennesima volta per invitarli ad impegnarsi con noi a combattere i mafiosi.

Dovunque essi siano.

Con le assemblee e le riunioni in programma nei prossimi giorni a Roma, vogliamo costituire dei veri e propri capisaldi su ogni territorio.

Non servono chiacchieroni e gente che magari pensa di strumentalizzare l’ Associazione per altri fini.

Servono combattenti, amici che non hanno paura e disposti a fare ognuno la sentinella sul proprio territorio, come fanno, in maniera lodevole, gli amici di Civitavecchia nell’ Alto Lazio e di Formia nel Basso Lazio, ai quali va la gratitudine di tutta l’ Associazione..

Amici che ci segnalino comportamenti, fatti concreti.

Anche sospetti, intuizioni.

Penserà l’ Associazione a vagliare le segnalazioni, a selezionarle ed ad incanalarle agli organismi competenti.

Stiamo mettendo su un pool di avvocati che ci aiuteranno e penseranno a far costituire l’ Associazione come parte civile in tutti i processi antimafia nel Lazio. Già abbiamo alcune adesioni, da Viterbo, da Latina, da Roma. Ed altre ne aspettiamo.

Aiutateci, quindi ed aderite all’ Associazione!

Ennesimo, caldo appello a tutti i cittadini onesti del Lazio. La situazione criminale è sempre più grave ed è dovere di tutti impegnarsi. Aiutateci!

L’aggravarsi continuo della situazione criminale nel Lazio impone un ulteriore sforzo di tutti coloro che, consapevoli della gravità del fenomeno mafioso, senza chiacchiere e retorica, vogliono dare il loro contributo per combattere questo cancro che sta privando grado a grado i nostri territori di ogni spazio di vivibilità civile e democratica e di ogni speranza per l’avvenire dei nostri figli e nipoti..

Le mafie.

Mafie che non vanno intese, come comunemente si ritiene. come un fenomeno meramente ed esclusivamente delinquenziale, ma, al contrario, come soggetti ormai quasi padroni assoluti della nostra stessa vita economica, sociale, culturale, politica ed istituzionale.

Mafie annidate nei partiti, nelle istituzioni, nelle professioni, nella società.

Non basta più gridare “al lupo al lupo”.

Non serve più a niente.

Ciò, perché il livello della loro penetrazione nella politica e nello Stato, oltre che nella mentalità stessa di tanti incoscienti, è talmente alto che esige un’inversione di tendenza nell’approccio al fenomeno.

Ognuno di noi ha il dovere di cominciare a fare qualcosa di concreto, di più incisivo, efficace, possibile..

L’allarme lanciato da un imprenditore come Diego Della Valle attraverso i più prestigiosi giornali italiani dimostra che anche la parte più illuminata e non corrotta dell’imprenditoria italiana si è resa conto della necessità di passare dalle chiacchiere ai fatti.

Della Valle non è un sovversivo, né un sognatore.

Egli si è reso conto del fatto che le mafie, le caste, stanno strozzando la nostra economia.

E, quindi, lo Stato, le istituzioni.

E noi stessi.

Compromettendo il nostro stesso sistema democratico, il nostro avvenire e quello dei nostri giovani.

E’ allarme rosso.

Non si può continuare a rimanere inerti assumendosi, così, oggettivamente la responsabilità morale e civile di far precipitare il nostro Paese nel baratro.

Non è, quindi, solo una questione politica.

E’ una questione civile e anche di sopravvivenza.

Il nostro non vuole essere… qualunquismo, ma al contrario.

Anche chi scrive ha il suo pensiero politico e vota, scegliendo chi è meno compromesso ed amico dei mafiosi.

E’, quindi, un nostro, di ognuno di noi, interesse a salvarci ed a salvare i nostri figli da un avvenire criminale, senza democrazia e prospettive..

Chi ancora non l’abbia fatto ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità.

Individualmente.

Venendo con noi, aiutandoci nell’azione quotidiana per individuare e colpire, caso per caso, luogo per luogo, i malfattori ed i mafiosi.

Uno per uno.

Denunciandoli e non con la retorica.

Senza confusione di ruoli, di dimensioni, di obiettivi e finalità.

Noi stiamo tentando da anni di mobilitare il massimo possibile di persone, qualche volta con estrema difficoltà causata dal senso di irresponsabilità e di viltà di taluni.

A coloro che hanno senso civico e coscienza democratica ci rivolgiamo per l’ennesima volta per invitarli ad impegnarsi con noi a combattere i mafiosi.

Dovunque essi siano.

Con le assemblee e le riunioni in programma nei prossimi giorni a Roma, vogliamo costituire dei veri e propri capisaldi su ogni territorio.

Non servono chiacchieroni e gente che magari pensa di strumentalizzare l’Associazione per altri fini.

Servono combattenti, amici che non hanno paura e disposti a fare ognuno la sentinella sul proprio territorio, come fanno, in maniera lodevole, gli amici di Civitavecchia nell’Alto Lazio e di Formia nel Basso Lazio, ai quali va la gratitudine di tutta l’Associazione..

Amici che ci segnalino comportamenti, fatti concreti.

Anche sospetti, intuizioni.

Penserà l’Associazione a vagliare le segnalazioni, a selezionarle ed ad incanalarle agli organismi competenti.

Stiamo mettendo su un pool di avvocati che ci aiuteranno e penseranno a far costituire l’Associazione come parte civile in tutti i processi antimafia nel Lazio. Già abbiamo alcune adesioni, da Viterbo, da Latina, da Roma. Ed altre ne aspettiamo.

Aiutateci, quindi ed aderite all’Associazione!

Berlusconi sta applicando alla lettera il decalogo di Licio Gelli della P2. Bisogna assolutamente bloccare la legge bavaglio che favorisce la criminalità

L’associazione contro le illegalità e le mafie A. Caponnetto aderisce alla manifestazione
contro la legge bavaglio che si terrà domani alle ore 11,00 davanti alla Procura della
Repubblica di Civitavecchia.
Un gesto di solidarietà verso i magistrati e i giornalisti, una pacifica protesta a difesa della
libertà di stampa e contro il grave vulnus alla democrazia che si vuole porre in essere.
Con l’approvazione di questa nuova legge vergogna iI cittadini non potranno più sapere
degli abusi, delle ruberie e delle collusioni con la criminalità della classe politica ed
imprenditoriale corrotta poché la stampa libera non potrà più raccontarlo.
I magistrati non potranno perseguire in maniera efficace i crimini a causa delle forti
limitazioni alle intercettazioni a scopo investigativo; il contrasto alle mafie e alla criminalit
organizzata sarà fortemente penalizzato e nulla avremo più modo di sapere su i tanti
aspetti della vita politica economica del nostro paese che forse non costituiranno veri e
propri reati (magari perché depenalizzati con qualche decreto ad personam), ma che certo
contrastano con quell’etica che dovrebbe essere il faro della politica e della gestione della
cosa pubblica.
Saremo quindi fuori il Tribunale di Civitavecchia a difesa della legalità, della libertà di
stampa e della stessa democrazia.

Associazione Antonino Caponnetto

Tutti a Fondi domenica 11 ottobre alle ore 17,30 davanti al nuovo Comune!

FONDI: IL COMUNE CHE NON DEVE ESSERE SCIOLTO PER MAFIA

Il Consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi ha deciso di non sciogliere il Consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose, così come richiesto dalla Commissione d’accesso del Prefetto di Latina Bruno Frattasi. Ci troviamo di fronte ad uno stravolgimento della normativa prevista dall’Art. 143 del TUEL e alla totale resa, per puri calcoli politico-elettorali, alle mafie che continueranno con maggior vigore a colonizzare i territori del sud pontino.

Tutto ciò comporta delle conseguenze gravissime che travalicano il “caso Fondi”. Nella sostanza, con la vergognosa non decisione di oggi il Consiglio dei Ministri ha creato un precedente che consentirà ad ogni amministrazione comunale indagata per infiltrazioni mafiose di rassegnare le dimissioni ed evitare lo scioglimento straordinario.

Per quel che riguarda Fondi il commissariamento ordinario durerà fino a marzo del 2010, quando torneremo alle elezioni amministrative, concomitanti con quelle regionali. Con la possibilità da parte dei consiglieri comunali dimissionari, tranne l’ex Sindaco, di ripresentarsi al giudizio degli elettori. Saranno sei mesi di dura campagna elettorale.

Tutto ciò ha il sapore e la sostanza della beffa. Una beffa che offende la Città di Fondi che è stata lasciata in balia di un gruppo di potere poltico-affaristico, che potrà gridare alla non condanna, facendola passare per assoluzione. Il Consiglio dei Ministri non ha avuto il coraggio di dire che nel Consiglio comunale di Fondi non vi erano condizionamenti mafiosi, ma ha avuto la faccia tosta di soprassedere semplicemente a decidere nel merito con un lavarsi le mani alla Ponzio Pilato. Quanti danni procurerà alla collettività di Fondi questa farsa non è possibile nemmeno immaginarselo in questo momento.

Noi ci rivolgiamo a tutti i cittadini di Fondi, aldilà delle appartenenze politiche, a tutti quei cittadini che credono nello Stato di diritto e nella legalità, affinché sappiano reagire a questa offesa. E’ per questo che abbiamo indetto una prima iniziativa pubblica per domenica 11 ottobre, con inizio alle ore 17,30, davanti la nuova casa comunale, per ribadire con più forza e convinzione la nostra indignazione a tanta vergognosa impunità.

Fondi, lì 09 ottobre 2009

p. Comitato permanente di lotta alle mafie di Fondi

Bruno Fiore

Le complicità di Maroni (di cui si chiedono le dimissioni)

L’atto del Consiglio dei Ministri di oggi, relativo al mancato scioglimento per mafia del Comune di Fondi, comporta, sotto il profilo politico, l’aberrante trasformazione della Costituzione in un’altra che, di fatto, si sta insinuando, pregiudicando in modo indelebile il rispetto dei principi costituzionali.

Si sta configurando un sistema dispotico che, così come riferito dal Premier in data odierna, non riconosce nel Presidente della Repubblica un ruolo di primazia rispetto alle altre figure costituzionali.

La gravità della situazione richiede un immediato intervento da parte di quell’Italia onesta che vede sancita in data odierna una preoccupante compromissione degli assetti democratici del Paese.

Adesso si apre una battaglia definitiva per debellare la criminalità e per mandare a casa coloro che la tutelano.

Siamo pronti ad ogni tipo di intervento e ci uniamo alla grande manifestazione popolare indetta dall’Italia dei Valori.

Ass. A. Caponnetto

Contro la legge bavaglio anticamera di regime

Difendiamo la libertà di informazione – Firma l’appello di Barbacetto, Corrias, Gomez, Ruotolo e Travaglio

Noi sottoscritti ci riconosciamo nell’articolo 21 della Costituzione Italiana che recita fra l’altro: “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Il disegno di legge n. 1415 sulle intercettazioni e sulla cronaca giudiziaria, cioè la legge-bavaglio, che sta per essere definitivamente approvato al Senato viola apertamente questi principi.

Noi ci dichiariamo pronti all’“obiezione di coscienza”, cioè a continuare a pubblicare gli atti giudiziari (intercettazioni, ma non solo) che non sono segreti, ma di cui la maggioranza di governo vuole impedire la pubblicazione e la conoscenza. Chiediamo agli editori, all’Ordine dei Giornalisti, alla Federazione della Stampa, agli organismi sindacali di tutte le testate (carta stampata, radio e televisione) di aderire a questa forma di protesta civile.

Invitiamo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a valutare i profili di incostituzionalità del disegno di legge e a respingerlo alle Camere.

Chiediamo ai cittadini di aderire al nostro appello, perché hanno il diritto di essere informati correttamente e compiutamente.

Noi giornalisti siamo pronti a pagare in tribunale le conseguenze del nostro gesto, in attesa che la Corte costituzionale e la Corte europea di giustizia di Strasburgo dichiarino illegittima la legge-bavaglio. La nostra libertà di informare riguarda tutti. E’ giunto il momento di difendere la nostra Costituzione.

Gianni Barbacetto, Pino Corrias, Peter Gomez, Sandro Ruotolo, Marco Travaglio

Relazione della DIA 2° semestre 2008

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Una sfida al PD e IDV

PETIZIONI, APPELLI, SOTTOSCRIZIONI, INTERROGAZIONI PARLAMENTARI NON BASTANO PIU’ PER SCONFIGGERE LE TITUBANZE DEL GOVERNO PER QUANTO ATTIENE ALLA RICHIESTA DELLO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI FONDI, IN PROVINCIA DI LATINA, PER CONDIZIONAMENTI MAFIOSI FORMULATA 7 MESI FA DAL PREFETTO DI LATINA.

BISOGNA, INVECE, PROMUOVERE UNA GRANDE MANIFESTAZIONE PACIFICA DAVANTI A PALAZZO CHIGI.

PD ED IDV COMINCINO A FARE SUL SERIO, ANZICHE’ ATTARDARSI A RACCOGLIERE FIRME ED A PERDERE ALTRO TEMPO!

Sostieni l’Associazione Caponnetto con il tuo 5 per mille

AIUTACI DEVOLVENDO 


IL 5  PER MILLE

della tua dichiarazione dei redditi

 

all’ASSOCIAZIONE  REGIONALE PER LA LOTTA

CONTRO LE ILLEGALITA’

E LE MAFIE “ANTONINO CAPONNETTO”

Codice fiscale 

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