Convegni

I LAVORI DEL CONVEGNO DEL 27 GENNAIO A FORMIA SARANNO COORDINATI E DIRETTI DAL SEN.FRANCESCO DE NOTARIS,RESPONSABILE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PER LA CAMPANIA.

Venerdì 27 gennaio 2017 dalle ore 16 Tutti a Formia.

Convegno a Formia

Magistrati,Avvocati e dirigenti dell’Ass.Caponnetto al Convegno in Cassazione a Roma

Importante convegno a Roma nell’Aula Magna della Corte di Cassazione promosso dall’Associazione Caponnetto,dall’Associazione Nazionale Magistrati e dal Consiglio Nazionale Forense per il 14 e 15 Ottobre

foto di Barbara Forte.
foto di Barbara Forte.
foto di Barbara Forte.

.Programma Convegno 14 e 15 ottobre Aula Magna Suprema Corte di Cassazione L’Associazione “A. Caponnetto” ha il piacere di invitarLa al Convegno che si terrà a Roma nell’Aula Magna della Cassazione nei giorni 14 e 15 ottobre. Con i migliori saluti Ina Schimmenti

14 e 15 ottobre Convegno a Roma nell’Aula Magna della Corte di Cassazione dell’Associazione Nazionale Caponnetto,dell’Associazione Nazionale Magistrati e del Consiglio Nazionale Forense

                                                                                                                IL PROGRAMMA

ASSOCIAZIONE NAZIONALE “A.CAPONNETTO “ 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

“IL PROCESSO DI MAFIA TRENT’ANNI DOPO”

14 e 15 OTTOBRE
CORTE DI CASSAZIONE
AULA MAGNA
ROMA

VENERDI’ 14 OTTOBRE
ORE 9,00

APERTURA:
Giovanni Canzio
Primo Presidente
Corte Cassazione

SALUTI:

Franco Roberti
Procuratore Nazionale Antimafia

Rosy Bindi
Presidente Commissione
Parlamentare Antimafia

ORE 9,30
Prima Sessione

Introduce e presiede:
Alfredo Galasso
Presidente Associazione Nazionale
“A.Caponnetto”

“Il primo maxiprocesso”
Pietro Grasso
Presidente del Senato
Giuseppe Ayala

“Il processo di mafia oggi”
Licia D’Amico
Alessandra Dolci

“Il concorso esterno
nell’associazione di tipo mafioso”
Sergio Beltrani
Mauro Ronco

ore 13 Break
ore 15 Seconda Sessione 

Introduce e presiede:
Luca Poniz
V.Presidente ANM

“Lo scambio politico mafioso”
Francesco Lo Voi
Francesco Siracusano

“La criminalità economica”
Giuseppe Pignatone
Antonio Calabrò

“Collaboratori e Testimoni
di Giustizia”
Maurizio De Lucia
Gioacchino Sbacchi

“Gli enti e le associazioni antimafia”
Daniele Marannano
Salvo Caradonna

SABATO 15 OTTOBRE
ore 9,00

Intervento di:
Andrea Orlando
Ministro della Giustizia

Ore 9,15 Terza Sessione

Introduce e presiede:
Andrea Mascherin
Presidente del CNF

” Il regime dell’art.41 bis”
Luigi Manconi
Sebastiano Ardita

“Le inchieste e la cronaca”
Alessandra Ziniti

“Le misure di prevenzione”
Francesco Menditto
Vinicio Nardo

Ore 12,30
Intervento conclusivo:
Enzo Ciconte

 

 

 

CHI INTENDE PARTECIPARVI  CE LO COMUNICHI  ENTRO E NON OLTRE LE ORE 17 DI LUNEDI’  3  OTTOBRE p.v. AL SEGUENTE INDIRIZZO :info@comitato-antimafia-lt.org

 

 

 

                                                                           LA SEGRETERIA

Primo elenco partecipanti Associazione Caponnetto al Convegno del 14 e 15 ottobre a Roma nell’Aula Magna della Corte di Cassazione

 

Ad oggi hanno assicurato la loro presenza al Convegno   nell’Aula Magna  della Corte di Cassazione  promosso dall’Associazione Caponnetto,dall’Associazione Nazionale Magistrati e dal Consiglio Nazionale Forense i seguenti amici:

PRIMO ELENCO   PARTECIPANTI

ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

CONVEGNO  AULA  MAGNA   CORTE  CASSAZIONE

14 E 15 OTTOBRE

 

 

Bruno Fiore  

Simona Ricotti

Pasquale Valente

Romano De Luca

Luigi Gallo

Gennaro Ciliberto

Luciano Zambelli 

Elvio Di Cesare

Gerardo Tommasone

Roberto D’Aloisio

 

 

TUTTI GLI ALTRI CHE VOLESSERO  INTERVENIRE SONO PREGATI DI FARCELO SAPERE  ENTRO E NON OLTRE  LE ORE 17 DI LUNEDI’  3 OTTOBRE  COMUNICANDOCELO  AL NOSTRO INDIRIZZO  info@comitato-antimafia-lt.org

 

 

                                                                                                                                                         LA SEGRETERIA 

 

 

Il Basso Lazio …………..é “provincia di Casale”!

L’OMERTA’ E L’INDIFFERENZA  DELLA GENTE,I PEGGIORI NEMICI NELL’AZIONE DI CONTRASTO ALLE MAFIE.

IL BASSO LAZIO   E’  PARTE DELLA………..
“PROVINCIA DI CASALE “

E’ un errore imperdonabile il pensare che tutto il peso della lotta alle mafie debba essere accollato sulle sole spalle della magistratura e delle forze dell’ordine,gridò Paolo Borsellino  durante un’assemblea di studenti del nord Italia poco prima di essere ammazzato.

Un grido accorato,il suo,che mirava a coinvolgere  almeno la parte più viva,acculturata,informata  e pensosa del bene comune del Paese nell’azione di contrasto al mostro che lo sta divorando.

L’altra sera,ritornando da Sperlonga,nel sud della provincia di Latina,dopo un convegno che ha visto la partecipazione di  un grande  numero di persone provenienti non solo dai centri vicini ma addirittura da altre regioni come la Campania,l’Abruzzo,il Molise e la Calabria,commentavamo,amareggiati,con un amico di Gaeta,l’assenza più totale di persone di quest’ultima città.

Eppure Gaeta dista da Sperlonga appena 7-8 chilometri e rappresenta il centro di grandi affari della camorra che vi ha investito fior di milioni in vari settori economici.

C’é da considerare ,inoltre, che proprio a Gaeta,stando alle rivelazioni di alcuni giornali  e personaggi importanti,si sarebbero svolti incontri e trattative fra esponenti della camorra e dello Stato che riguardano  la vita e l’avvenire  dell’intero territorio del Basso Lazio.

Vita ed avvenire che hanno rappresentato  il cuore del problema trattato nel Convegno con la partecipazione del fior fiore dei magistrati impegnati sul versante della lotta alle mafie.

In un cinema affollato,ha commentato l’amico di Gaeta con il quale parlavamo dell’ andamento del Convegno,ho contato un solo mio concittadino,uno solo.

Con me ,siamo stati in due,egli ha aggiunto con una punta di amarezza.

Quando un popolo non sente l’esigenza di partecipare ad un incontro importante,con persone importanti,nel quale si discute degli interessi propri e dell’avvenire dei propri figli,non ha davanti a sè che la morte civile,economica,culturale  e politica.

Quella morte  che la mafia vuole per rafforzare  il suo predominio sul Basso Lazio.

Aveva ragione Carmine Schiavone nel dire che il Basso Lazio ed il sud pontino sono “provincia di Casale”,di Casal di Principe cioè!

Il Convegno della Caponnetto a Sperlonga.Risultati , attese e prossime nostre azioni.

 Il Convegno della Caponnetto a  Sperlonga.Risultati , attese  e prossime nostre azioni.
Se qualcuno dovesse ritenere che con il Convegno  si sia esaurita l’azione di denuncia delle carenze  delle istituzioni locali  sul piano della lotta alle mafie  nel Bassp Lazio  si sbaglierebbe di grosso.
Quando noi abbiamo parlato nel breve saluto iniziale di “blindatura”,un termine  il cui significato profondo non tutti hanno compreso,volevamo appunto riferirci al tipo di impegno  relativo alle azioni che metteremo in campo.Non più solo denuncia ma soprattutto,da oggi in avanti,azioni a livello parlamentare con interrogazioni,mozioni e quant’altro  e segnalazioni,esposti agli organismi giudiziari centrali.La situazione é così drammatica che noi non possiamo più scherzare ,nè possiamo permettere a chiunque,costi quello che costi,di scherzare.Sulla pelle della gente e soprattutto dei nostri figli e nipoti e di tutti  gli altri giovani  non é consentito a nessuno di scherzare.Ne andrebbe della nostra dignità,della nostra credibilità e della nostra coscienza.
Ed allora ,bando alle chiacchiere,alle parole vuote, ed avanti con i FATTI.
FATTI  significa elevare il livello qualitativo delle indagini sul “predominio” mafioso nel Basso Lazio ed in provincia di Latina.C’é un area  collusa , o quanto meno contigua alle mafie,che va tutta individuata,circoscritta e perseguita.La lotta alle mafie non si fa  solo correndo dietro ai clan  storici .Bisogna alzare il livello e cominciare a guardare ai piani alti.
Per fare ciò occorre personale motivato e preparato che oggi manca .
Via subito ad un Supercommissariato  a Formia,con una sezione della Squadra Mobile composta  da una decina di persone specializzate e non dalle 2 come si é fatto a Cassino ed un 1° Dirigente.Il gruppo CO della Guardia di Finanza  di Formia,oggi composto da un paio di marescialli e basta,deve essere rafforzato e raggiungere  anche esso una decina di persone preparate.A Formia o a Fondi va istituito anche una Sezione staccata della DIA di Roma che può trovare subito,senza  spese,allocazione nella Caserma della GDF di Fondi o in quella dei Carabinieri di Sperlonga ,entrambe abbastanza capienti per personale ed attrezzature..C’é,poi, l’esigenza di istituire un Commissariato della Polizia di Stato ad Aprilia dove la situazione e più che drammatica.Questo per quanto riguarda GdF e Polizia di Stato.I Carabinieri,poi,hanno anche essi bisogno di una decina di  sottufficiali  di grande esperienza e preparazione nel campo di reati associativi mafiosi  e di indagini patrimoniali quali sono quelli del ROS.
Tutto ciò per quanto riguarda le forze dell’ordine.Restano la Prefettura -che deve  cominciare a fare un’azione di prevenzione  seria e serrata costituendo ,o rafforzando se già c’é sulla carta,il Gruppo Ispettivo ,stilando una lista delle imprese in odor di mafia  e iniziando ad emettere interdittive come finora non ha mai fatto- e la Procura della Repubblica .Di quest’ultima  parleremo in altra occasione.
Alla ripresa autunnale cominceremo con una raffica di interrogazioni e mozioni parlamentari e di interventi nella varie sedi istituzionali centrali.

Il Convegno di Sperlonga

A PROPOSITO  DELLA MANCANZA DI TEMPO PER TALUNI INTERVENTI DA PARTE DI  AMICI DEL PUBBLICO  NEL CORSO DEL CONVEGNO DEL 7 LUGLIO A SPERLONGA

 

Ci dispiace dal profondo del cuore che taluni amici facenti parte del pubblico non abbiamo avuto la possibilità, per mancanza di tempo ,di intervenire nel dibattito come desideravano.

Ci dispiace ,in particolare,per il giornalista Pagano,per Nicola Reale già consigliere comunale di Sperlonga  e per il Dr.Ciorra proprietario delle Terme di Suio di Castelforte ,di recente  rimasto vittima di un avvertimento di fuoco mafioso.

Forse,se essi fossero rimasti fino alla fine dei lavori,avremmo trovato qualche spazio per i loro interventi.

Chiediamo scusa a tutti e tre.

Detto questo,però,va anche sottolineato che gli interventi puntuali dell’Ing.Pollio e dell’ex consigliere comunale di Fondi Enzo Trani hanno ben espresso  il pensiero,le preoccupazioni e la rabbia di tutte le centinaia di presenti di fronte alla situazione drammatica esistente nel Basso Lazio e nel sud pontino in particolare a causa della condotta inqualificabile  della politica e delle istituzioni pontine  e dei comportamenti omissivi degli organi responsabili locali.

D’altra parte non si poteva impedire ai magistrati ,al Sen.Giarrusso ed al Questore di Latina di avere tutto il tempo per  svolgere le loro relazioni ,trattandosi di persone tutte  impegnate in prima linea nella lotta al crimine ed alle bande criminali  che infestano il territorio.

Siamo certi che  le Autorità presenti,a cominciare dal Prefetto di Latina,abbiano avuto la possibilità e tutti gli elementi,dal tono degli applausi e dalle espressioni di approvazione ed anche di disapprovazione provenienti dalla platea,per giudicare lo stato d’animo ed il pensiero della gente illuminata.

Mai vista,infatti,una platea così attenta,sensibile e partecipe come quella dell’altra sera a Sperlonga.

Un cinema strapieno e con persone anche  in piedi lungo le pareti,alcune delle quali  provenienti anche da altre province e regioni come la Campania e l’Abruzzo-Molise,che hanno fatto centinaia di chilometri  per manifestare con la loro presenza il loro interesse e la loro volontà di lotta contro le mafie  e la politica ed il potere corrotti e mafiosi.

Un buon segnale  che  da una parte ci aiuta ad individuare la parte viva,più sensibile  e combattiva della società civile e dall’altra ci stimola ad essere sempre più incisivi ed efficaci nel nostro lavoro.

Una persona che noi non conoscevamo e che ci ha detto di essere venuta da un paesino al confine con la Calabria ci ha detto fuori del Cinema:” E’ la prima volta che ho preso parte ad un Convegno nel quale hanno parlato combattenti di prima linea e non quacquaraquà e corrotti.Ho  sentito parlare dell’Associazione Caponnetto  da un mio amico Testimone di Giustizia  ed ho voluto fare circa 4 ore di macchina  per venire personalmente ad ascoltarvi. Grazie per quello che fate.Sono con voi “.

Queste cose ci inorgogliscono e ci gratificano di  tutte le amarezze ,le sofferenze,le delusioni  di cui siamo vittime a causa dell’indifferenza  di gran parte delle popolazioni locali incapaci di rendersi conto dei pericoli che sta correndo l’intero Paese assalito da un esercito sterminato  di malfattori e mafiosi .

Le reazioni della stampa al Convegno di Sperlonga.

La Riviera dei Boss – incontro pubblico dell’Antimafia Caponnetto a Sperlonga giovedì 7 luglio

comunicato stampa

 

La Riviera dei boss – Il predominio della criminalità organizzata nel basso Lazio  – Nuove strategie di contrasto. 

Confronto pubblico a Sperlonga giovedì 7 luglio ore 16.30

L’avanzata della criminalità organizzata nel basso Lazio, divenuta ormai predominante a vari livelli anche della cosa pubblica, sarà il fenomeno posto sotto i riflettori da magistrati, parlamentari ed esperti antimafia giovedì prossimo, 7 luglio, in un luogo simbolo, Sperlonga.

 

Organizzato dall’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto e dal periodico online Voce delle Voci onlus, l’incontro si terrà nella sala del Cinema Augusto, in via Torre del Nibbio, nel centro storico di Sperlonga.

 

A rivolgere il saluto d’apertura saranno due storici fondatori della Caponnetto: il segretario nazionale Elvio Di Cesare e il componente del direttivo Benito Di Fazio, già consigliere comunale a Sperlonga ed anche recentemente bersaglio di intimidazioni per la sua lunga, incessante battaglia in difesa della legalità.

 

I lavori saranno introdotti da Alfredo Galasso, presidente onorario della Caponnetto, noto avvocato antimafia e docente universitario. Seguiranno le relazioni dei magistrati (Lucia Aielli, oggi in Cassazione e per anni in servizio a Latina,  il pm della DDA partenopea Alessandro D’Alessio, il procuratore aggiunto di Roma Michele PrestipinoCesare Sirignano della Procura Nazionale Antimafia), inframmezzate da interventi del pubblico, e gli interventi di Giuseppe De Matteis, questore di Latina, e  Mario Giarrusso della Commissione Parlamentare Antimafia.

 

Le conclusioni sono affidate al magistrato Antonio Esposito, presidente del Comitato scientifico della Caponnetto.

 

Conduce l’incontro Rita Pennarola, giornalista della Voce delle Voci.

 

Roma, 1 luglio  2016

 

Associazione Antimafia Caponnetto

Ufficio stampa Voce delle Voci

contatti: 347 0515527 – 347.3615263

  http://www.comitato-antimafia-lt.org/ - www.lavocedellevoci.it

La Riviera dei Boss – incontro pubblico dell’Antimafia Caponnetto a Sperlonga giovedì 7 luglio

comunicato stampa

 

La Riviera dei boss – Il predominio della criminalità organizzata nel basso Lazio  – Nuove strategie di contrasto. 

Confronto pubblico a Sperlonga giovedì 7 luglio ore 16.30

L’avanzata della criminalità organizzata nel basso Lazio, divenuta ormai predominante a vari livelli anche della cosa pubblica, sarà il fenomeno posto sotto i riflettori da magistrati, parlamentari ed esperti antimafia giovedì prossimo, 7 luglio, in un luogo simbolo, Sperlonga.

 

Organizzato dall’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto e dal periodico online Voce delle Voci onlus, l’incontro si terrà nella sala del Cinema Augusto, in via Torre del Nibbio, nel centro storico di Sperlonga.

 

A rivolgere il saluto d’apertura saranno due storici fondatori della Caponnetto: il segretario nazionale Elvio Di Cesare e il componente del direttivo Benito Di Fazio, già consigliere comunale a Sperlonga ed anche recentemente bersaglio di intimidazioni per la sua lunga, incessante battaglia in difesa della legalità.

 

I lavori saranno introdotti da Alfredo Galasso, presidente onorario della Caponnetto, noto avvocato antimafia e docente universitario. Seguiranno le relazioni dei magistrati (Lucia Aielli, oggi in Cassazione e per anni in servizio a Latina,  il pm della DDA partenopea Alessandro D’Alessio, il procuratore aggiunto di Roma Michele PrestipinoCesare Sirignano della Procura Nazionale Antimafia), inframmezzate da interventi del pubblico, e gli interventi di Giuseppe De Matteis, questore di Latina, e  Mario Giarrusso della Commissione Parlamentare Antimafia.

 

Le conclusioni sono affidate al magistrato Antonio Esposito, presidente del Comitato scientifico della Caponnetto.

 

Conduce l’incontro Rita Pennarola, giornalista della Voce delle Voci.

Roma, 1 luglio  2016

 

Associazione Antimafia Caponnetto

Ufficio stampa Voce delle Voci

contatti: 347 0515527 – 347.3615263

  http://www.comitato-antimafia-lt.org/ - www.lavocedellevoci.it

.Il Convegno di giovedì 7 luglio p.v. a Sperlonga,in provincia di Latina,dell’Associazione Caponnetto

Operativo,pratico,attuale,il Convegno dell’Associazione Caponnetto – in collaborazione con la “Voce delle Voci”,testata storica della  lotta alle mafie ed alla corruzione e perciò tartassata da un sistema avverso

- e che vede come protagonisti magistrati,poliziotti ,parlamentari ,giornalisti d’inchiesta   ed uomini e donne  di prima fila nell’azione  di contrasto al  crimine  organizzato ed al malaffare.

“La riviera dei boss.il predominio della criminalità organizzata nel Basso Lazio”,un titolo  che é un programma ed una finestra  su una realtà che molti si ostinano a non voler riconoscere.
La lotta alle mafie non si fa né a Palermo,né a Reggio Calabria,nè a Napoli,né a Milano,a Genova o a Torino,ma a Roma,nella Capitale del Paese,dove  si concentra il Potere,dove si fanno le leggi,si intrecciano i rapporti,si fanno i patti.Nelle periferie ci sono e si combattono  la manovalanza,la mafia militare,il livello basso,gli esecutori .
Le  defaillance,le opacità,i chiaroscuri,le carenze ed omissioni,ma anche le proposte,tutto sul tavolo,per l’affermazione di quello Stato-Stato,lo Stato di diritto per il quale noi ci battiamo contro lo stato-mafia.
La situazione nel Lazio – e nel Basso Lazio in particolare – é tragica per  l’assenza endemica ed antica  di  uno Stato che,mentre da una parte dichiara tutta  la sua avversione al malaffare ed alle mafie,dall’altra ha fatto poco o niente per contrastarli. Una sorta di Giano bifronte.E’ solo da quando  alla Procura della Repubblica di Roma sono venuti  i nuovi vertici,il Procuratore Capo Pignatone,l’Aggiunto Prestipino ed altri bravi e coraggiosi magistrati, che  la lotta alle mafie ed alla corruzione ha preso vigore.Ma c’é,specialmente nelle periferie,tutto  un arretrato  da recuperare fatto di disattenzione,di impreparazione,di ignoranza, talvolta di collusioni.Ritardi accumulatisi nei decenni nei quali non si vedeva e talvolta non si voleva vedere tutto ciò che  ha consentito  ai clan di insediarsi e di impadronirsi di tutto,corrompendo ed infettando  gran parte  dell’economia ed anche della politica e delle istituzioni,invadendo la Capitale e portando la linea della palma sempre più in sù,in alto,al nord del Paese e non solo.
Un convegno non retorico,ma,al contrario com’é prassi dell’Associazione Caponnetto,che mette le mani nella realtà.

Il Convegno dell’Associazione Caponnetto di Sperlonga del 7 luglio prossimo

CON IL CONVEGNO DI SPERLONGA DEL 7 LUGLIO PROSSIMO L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO OFFRE IL MEGLIO DI SE STESSA CON UN APPARATO DI PRIMISSIMO ORDINE.

UN SEGNALE DELLA PARTICOLARITA’  DELLA SITUAZIONE ESISTENTE NEL BASSO LAZIO E NEL SUD PONTINO IN PARTICOLARE DOVE OPERANO CLAN DEI PIU’ AGGUERRITTI,PROBABILMENTE PEZZI DEVIATI DELLO STATO,UOMINI A CAVALLO FRA POLITICA  , ISTITUZIONI  ED AFFARI CHE REMANO CONTRO,GRUPPI DI INTERESSI FORTI,UNA  MISCELA DI SOGGETTI  CHE RENDE DIFFICILE,TALVOLTA VANA,OGNI AZIONE  CONTRO LA CRIMINALITA’  MAFIOSA.

 

 

L’allarme é scattato  con il “caso Fondi”,dove,a fronte di una situazione esplosiva,nemmeno un Prefetto della statura di Bruno Frattasi é riuscito a venirne a capo e dove un Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza dalle doti eccezionali  come il Capitano Fedele Conti ha messo fine alla sua carriera ed alla sua vita.

Un luogo dalle frequentazioni eccellenti che inducono a sospettare che il  gioco é alto,molto alto.

E’ nel triangolo Fondi-Sperlonga-Gaeta che si concentra il Potere,quel Potere i cui contorni sono molto confusi perché  non si sa dove e come finiscono e da chi é composto ,oltre che dalla componente nota.

Alcune reazioni stizzite che si registrano ogni volta che  si mette mano  su quel territorio rappresentano la prova plastica dell’esistenza di un “qualcosa ” cui non é agevole avvicinarsi.

D’altra parte non va dimenticato che proprio a Sperlonga villeggiava l’avvocato Chianese,il re della munnezza,il quale si era costruita una sontuosa villa che la Magistratura ha confiscato.

Come anche non va trascurato il fatto che proprio nella confinante Gaeta si sarebbero svolti,secondo le rivelazioni de Il Mattino,di Terra ed altri giornali campani,quei famosi incontri fra uomini delle istituzioni e della camorra che avrebbero dato vita ad una sorta di “patto” fra mafia e Stato,un secondo patto dopo quello di Palermo.

“In una villa di Gaeta dei Servizi”,si é detto e nessuno ha smentito.

E che l’ombra di elementi dei Servizi ritorni quando si parla di  vicende del sud pontino è provato dalla storia raccontata dal Procuratore Aggiunto della DDA di Roma Prestipino del rinvenimento addosso ad una persona perquisita dai Carabinieri di bobine relative ad intercettazioni delicatissime e segretissime di alcune inchieste giudiziarie in corso proprio nel sud pontino.

Quando si verificano fatti così gravi é normale sospettare dell’esistenza di “talpe” annidate in ogni angolo ed in ogni ambiente ed  il cui fine é quello di condizionare tutta l’attività tesa ad assicurare un andamento normale della vita pubblica e privata di una comunità.

Questo é il “quadro” nel quale si é costretti a muoversi in un’area vitale,qual’é appunto la provincia di Latina,collocata a confine con la Campania ed alle porte della Capitale d’Italia.

Da ciò scaturisce tutta la nostra caparbietà,la nostra insistenza nel  dispiegare il massimo delle energie su quel territorio,uno dei più “caldi”,se non il più “caldo” d’Italia ,se si considera che esso rappresenta  la porta di accesso a Roma e,di conseguenza,la testa di ponte attraverso la quale tutte le mafie del sud sono passate per l’occupazione della Città Eterna.

Gaeta,Fondi,Sperlonga,il triangolo di fuoco.

Il Convegno di Sperlonga si apre con un’introduzione di Alfredo Galasso,il principe del foro artefice di tante battaglie contro le mafie,dal maxiprocesso di Palermo a quello Pecorelli contro Andreotti,al “Capaci bis”,a  Mafia Capitale e a tantissimi altri ancora e si chiude con Antonio Esposito,l’ex Presidente della 2° Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione,quella,per intenderci,che ha condannato in via definitiva Berlusconi.

Presidente onorario e Capo dell’Ufficio Legale della Caponnetto Alfredo Galasso,già Presidente onorario ed attuale Coordinatore del Comitato Scientifico sempre della Caponnetto Antonio Esposito.

Due icone,due simboli della lotta alle mafie ed al malaffare di questo Paese sfortunato.

Nel mezzo magistrati di spessore come Prestipino,D’Alessio,Sirignano,Aielli,in rappresentanza delle DDA di Roma e Napoli,della DNA e della Corte di Cassazione,il Questore di Latina e giornalisti di attacco come Rita Pennarola.

C’é anche Mario Giarrusso,senatore del M5S,componente autorevole della Commissione Parlamentare Antimafia.

Un parterre di primissimo piano chiamato a confrontarsi su  una situazione e su temi scottanti e per far capire a tutti  che le cose debbono cambiare.

Nel vivo dei problemi………………………………….

Le mafie nel Basso Lazio, convegno a Sperlonga

Giovedì / luglio p.v.alle ore 16,30,tutti a Sperlonga in provincia di Latina

Giovedì / luglio p.v.alle ore 16,30,tutti a Sperlonga in provincia di Latina

Caso Caivano – Pisani: incompatibili le posizioni processuali di Raimondo Caputo e Marianna Fabozzi

 

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comunicato stampa

A Caivano l’incontro pubblico giovedì 26 maggio. Pisani: incompatibili le posizioni processuali di Raimondo Caputo e Marianna Fabozzi

 

Le atrocità a danno di bambini nel Parco Verde, costate la vita ai piccoli Fortuna Loffredo e Antonio Giglio, saranno al centro di un incontro pubblico fra autorità, esperti e cittadinanza in programma giovedì 26 maggio a partire dalle ore 15 nella Biblioteca del Castello medievale di Caivano, in piazza Cesare Battisti. All’incontro parteciperanno la criminologa Roberta Bruzzone, che sta seguendo il caso, don Aniello Manganiello dell’Associazione “Ultimi” di Scampia, il sindaco di Caivano Simone Monopoli, il magistrato Nicola Graziano, gli avvocati Angelo e Sergio Pisani che assistono i familiari delle piccole vittime del Parco Verde, il penalista Damiano De Rosa, docente alla Scuola di Specializzazione Professioni legali all’Università del Molise, la psicologa Emiliana Basile, Roberto Mirabile dell’Associazione La Caramella Buona Onlus, il rappresentante Unicef Mimmo Pesce, lo psicologo dell’età evolutiva Germano Guarna, oltre ad esponenti della società civile e delle associazioni. L’incontro nasce per iniziativa congiunta tra gli avvocati Angelo e Sergio Pisani di Pronto Intervento Legale, il Comune di Caivano e l’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, i cui rappresentanti saranno giovedì in prima fila, a cominciare dal penalista Gerardo Tommasone e dalla giornalista di Julie Italia Rita Pennarola, componente del comitato scientifico della Caponnetto, che condurrà i lavori.

Con l’occasione si invita la stampa a rettificare quanto diffuso nel primo comunicato del Comune di Caivano sul nome della sigla organizzatrice, che è Pronto Intervento Legale, ma era stata erroneamente definita “Pronto Soccorso legale”, nome riferibile invece ad altra realtà.

Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani intanto, in attesa dei risvolti delle loro indagini difensive e delle nuove tecniche investigative richieste (in primis l’accesso alle immagini satellitari), ed anche alla luce di quanto accaduto nell’incidente probatorio, quando Caputo invitò il giudice a porre delle domande alla Fabozzi, rimaste senza risposta da parte della compagna, ritengono ormai che le posizioni processuali dei due risulteranno evidentemente incompatibili: «pertanto Caputo o la Fabozzi dovranno per forza avere difese diverse e ci saranno nuovi scenari da approfondire». «Solo in tal modo, da un loro confronto – aggiungono i legali -  potranno emergere nuovi scenari investigativi, quali ad esempio un rimpallo di responsabilità, che potrà fare maggior luce sulla vicenda».

 

Al termine dell’incontro pubblico di giovedì, intorno alle ore 18.00, partirà dal Castello la marcia silenziosa di popolazione, esperti ed autorità dal centro storico fino al Parco Verde, dove saranno liberati al cielo centinaia di palloncini bianchi  in ricordo di Chicca e di Antonio.

 

Napoli, 24 maggio 2016   

Ufficio stampa Studio Legale Pisani & Partners

 

Studio Pisani & Co.
Piazza Vanvitelli 15
80129 Napoli, IT

- Tel.: 081 556.77.77     www.angelopisani.it

contatti: stampapisani@gmail.com – 335.417420 – 347.3615263

 

Convegno di Caserta-interventi e proposte – cs Associazione Antimafia Caponnetto

 

Risultati e proposte dal confronto tra magistrati, politici, giornalisti e gente comune nel confronto organizzato a Caserta dalla Caponnetto

 

E’ stato un confronto serrato, non privo in alcuni momenti di toni aspri e di velate polemiche, quello che ha tenuto banco ieri pomeriggio, dinanzi ad un folto e partecipe pubblico, nella sala multimediale della chiesa Santissimo Nome di Maria, a Caserta, territorio prescelto per ‘seminare’ le esperienze della Caponnetto sui territori a più alto predominio mafioso, come ormai sua consuetudine da anni.

Condotti dalla giornalista della Caponnetto Rita Pennarola, i lavori sono stati aperti dalla emozionante testimonianza di due mamme della Terra dei Fuochi che hanno perso i loro figli per l’avvelenamento ambientale di queste terre.

Incalzante e appassionato, a seguire, il lungo intervento di Ida Teresi, magistrato di prima linea della DDA di Napoli, la quale ha inteso soffermarsi su vecchi e nuovi ostacoli che si frappongono sul non facile percorso di individuazione dei responsabili di crimini camorristici, come gli sversamenti tossici andati avanti per decenni, specie nell’attuale momento che vive la giustizia. Rispondendo a un’osservazione di Rita Pennarola sui magistrati dalla “denuncia facile” nei confronti dei giornalisti, soprattutto in sede civile, con relativo effetto intimidatorio sulla stampa, la dottoressa Teresi ha infatti affermato che addirittura tale fenomeno talvolta colpisce gli stessi esponenti delle forze dell’ordine incaricati delle indagini, tanto che il pm si trova qualche volta costretto ad indagare per reato connesso sullo stesso maresciallo che sta conducendo gli accertamenti sui clan. Un clima difficile, nel quale – ha aggiunto Teresi – il camorrista che personalmente si presenta dai negozianti per le estorsioni è molto spesso la stessa persona che apre un ristorante a Ibiza.

Corinna Forte, gip a Santa Maria Capua Vetere e per anni coordinatrice del Collegio Misure di prevenzione, dopo essersi soffermata a lungo proprio sulle diverse tipologie di personaggi connessi al binomio impresa-camorra, ha dichiarato dal canto suo che il giudice è un tecnico, deve applicare la legge e sfuggire alla notorietà, mettendo al bando le immagini di pm-sceriffo che troppo spesso si vedono attraverso i media.

Efficace l’intervento di Massimiliano Manfredi, esponente renziano della Commissione Parlamentare Antimafia e tra gli autori del Decreto Terra dei Fuochi, provvedimento che è stato da lui rivendicato con forza «perché – ha chiarito – prima che censissimo le aree inquinate, rivelatesi poi solo pari al 2% dei suoli potenzialmente agricoli, era passato nell’opinione pubblica internazionale il concetto che tutto il prodotto agricolo proveniente dalla Campania era inquinato, con gravissimi riflessi sull’export e sulla commercializzazione. Una visione errata, smentita dalle analisi scientifiche, tanto che ormai da tempo le nostre imprese del settore agroalimentare hanno ripreso vigore”. Significativi anche i primi effetti della nuova legge sugli ecoreati – “perfettibile, ma intanto c’è” – e soprattutto la proposta, che sta andando avanti, di inserire un soggetto pubblico con le necessarie competenze, quale è Invitalia, nella gestione dei beni confiscati, molti del quali finora, a livello di imprese, andavano in malora per diverse ragioni, compresa la mancanza di manager all’altezza di tale difficile compito.

Dopo gli interventi del testimone di giustizia Luigi Leonardi, cui Manfredi ha assicurato un interessamento per il rapido iter della nuova norma sui testimoni, già in itinere, e dell’avvocato Gerardo Tommasone, che assiste la Caponnetto come parte civile in numerosi processi di camorra, le conclusioni sono state affidate al presidente onorario della Caponnetto, il professor Alfredo Galasso. «La percezione della giustizia nel nostro Paese – ha affermato il docente ed avvocato palermitano – non è conforme a quanto chiedono i cittadini, che troppo spesso escono dalle aule di giustizia delusi, quando non disperati”. Ed ha chiarito: “il Paese chiede, come lo chiedeva al tempo di Giovanni Falcone e di Rocco Chinnici – che la magistratura faccia bene il suo lavoro, solo questo, ma purtroppo non è ciò che sempre accade”. “Anche il giornalismo – ha incalzato Galasso – dovrebbe mostrare maggiore senso di responsabilità, soprattutto in memoria dei colleghi che hanno perso la vita come Impastato o Siani. Ma si ricordava di tutto questo Bruno Vespa, quando ha portato sotto i riflettori di Porta a Porta il figlio di Totò Riina?», ha polemicamente aggiunto Galasso, che non ha risparmiato critiche anche alla politica. “Lei ha parlato – ha aggiunto rivolto a Manfredi – di ‘ravvedimento operoso’ per le imprese che lavorano ‘al nero’. Ma non sarebbe il caso che sia proprio la politica a mettere in atto su se stessa un salutare ‘ravvedimento operoso’, rispetto ad omissioni ed inefficienze andate avanti per decenni anche in queste Terre dei Fuochi?”.

Non meno dure le parole di Elvio Di Cesare, segretario nazionale della Caponnetto, intervenuto proprio su questo punto per ricordare “quel patto scellerato tra camorra e servizi segreti che ha garantito per anni l’impunità sugli sversamenti tossici,  senza contare le centinaia e centinaia di denunce ‘insabbiate’ su tali fenomeni, con gravi responsabilità quindi non solo della politica, ma anche di una certa, consistente parte della magistratura”.

Dai lavori sono emerse alcune proposte concrete, rivolte principalmente alla Commissione Parlamentare Antimafia rappresentata a Caserta da Massimiliano Manfredi. Il professor Galasso ha esortato infatti la Commissione a non limitarsi a lunghe audizioni nelle quali i componenti sostanzialmente si sentono ripetere quanto già letto sui giornali, ma piuttosto a formulare concrete proposte di modifica dell’apparato legislativo nelle tante parti carenti, cominciando fra l’altro a cambiare il termine “misure di prevenzione”, perché non più di prevenzione si tratta, come era ai tempi in cui fu emanata la norma, bensì di “restituzione” allo Stato di quanto accumulato con metodi illeciti e mafiosi. E questo – ha aggiunto il professore -  anche per amplificare l’effetto deterrenza sui criminali, oltre a fornire i beni confiscati di una più sicura destinazione a favore della collettività.

Rita Pennarola ha infine avanzato la richiesta alla Commissione Parlamentare presieduta da Rosy Bindi di aprire punti di ascolto protetti sui territori maggiormente infestati dalla criminalità organizzata, in primis Napoli e provincia, al fine di facilitare le denunce delle vittime, attualmente ostacolate da soffocanti burocrazie, oltre che condizionate dalla logica dei sospetti, che ricade anche su chi intende collaborare con lo Stato. “Ho personalmente seguito il dramma di tante madri che volevano strappare i figli al loro destino nelle fila dei clan, ma non hanno trovato la possibilità di farlo – ha aggiunto Pennarola – perché provenienti tutte da ambienti evidentemente già segnati da fatti criminali e quindi esposte non solo a possibili ritorsioni della camorra, ma anche a indagini a proprio carico da parte degli stessi inquirenti cui andavano a portare le loro disperate segnalazioni”.

 

Due ore prima che iniziassero i lavori del convegno, negli stessi locali si era riunito  il Comitato Scientifico della Caponnetto presieduto dal giudice Antonio Esposito, che ha approvato numerose proposte dei suoi componenti, fra cui quella di un incontro pubblico a metà giugno per l’inaugurazione della nuova sede dell’associazione a Palermo, per la cui organizzazione è già in campo il professor Alfredo Galasso.

 

Roma, 8 maggio 2016                                                    Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto

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