Comunicati

Francesco Furlan ed Adriano Pagano licenziati da H24 Notizie.Le preoccupazioni e la solidarietà nei loro confronti dell’Associazione Caponnetto

 Francesco Furlan ed Adriano Pagano  licenziati da H24 Notizie.Le preoccupazioni e la solidarietà nei loro confronti dell’Associazione Caponnetto
Abbiamo accolto la notizia  del loro licenziamento come un fulmine a ciel sereno perché non ce la saremmo mai aspettata considerato il loro valore e le loro qualità di  giornalisti dalle  eccezionali qualità.
Ma,purtroppo,nel sud pontino c’é da aspettarsi di tutto.
Due voci libere  sono state così messe a tacere ,peraltro  in un periodo nel quale ce ne sarebbe stato bisogno in maniera particolare.
Una brutta notizia che aumenta le nostre preoccupazioni.
Ad entrambi sentiamo di dover  esprimere i nostri più vivi sentimenti di vicinanza  e di solidarietà con il più affettuoso augurio che  entrambi trovino al più presto  una  migliore sistemazione.
                                                                                                                                                                                                                      Associazione Caponnetto

.Un’Associazione Caponnetto più forte ed aggressiva contro il malaffare e le mafie,Venite a darci una mano !

Notizie

COMUNICATI. Aperta la campagna tesseramento all’Associazione Caponnetto per il 2017. Affrettatevi perché a metà aprile dovremo fare l’Assemblea degli iscritti per dar vita ad un nuovo Consiglio Direttivo Nazionale

LE ABBIAMO SUBITE DI TUTTE MA CON ORGOGLIO OGGI POSSIAMO DIRE CHE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO SI AVVIA AD ESSERE UNA DELLE POCHE ASSOCIAZIONI ANTIMAFIA IN ITALIA PIU’ APPREZZATE ED AMATE DA CHI SERIAMENTE COMBATTE E VUOLE COMBATTERE IL MALAFFARE E LA CRIMINALITA’ MAFIOSA.

Avvertimenti “amichevoli” di Prefetti ed uomini delle istituzioni che ci “consigliavano” di non parlare di mafia “altrimenti fate scappare da questa provincia turisti ed imprenditori”;

tentativi di infiltrazione da parte di boss ed uomini di clan;

tentativi di delegittimazione da parte di soggetti,individuali e collettivi,politici e non,che pur dicono di perseguire i nostri stessi obiettivi;

tentativi di strumentalizzazione dell’Associazione per fini politici ed elettorali di tizio o caio o,addirittura,economici;

offerte di “collaborazioni” e “sostegni” con l’evidente obiettivo di piegarci al servizio dei loro autori;

querele e richieste risarcitorie;

intimidazioni;

tradimenti;

di tutto e di più!
….e di recente anche un “avvertimento” pesante con la tranciatura dell’apparato di fornitura della corrente elettrica.
Ma noi non ci arrendiamo e non ci arrenderemo mai perche siamo dalla parte della legalità e dalla Giustizia e difendiamo non i nostri interessi ma quelli dell’intera collettività e dello Stato di diritto,quello vero che ci hanno lasciato i nostri padri combattendo.

Abbiamo sofferto,pianto,passato notti insonni,ci siamo svenati personalmente per aiutare anche chi ci ha piantato il pugnale alle spalle ed oggi possiamo dire con orgoglio di averle superate tutte con successo.

Oggi l’Associazione Caponnetto in Italia é l’Associazione Caponnetto! 

“Altro” ed “Alto”!!!!

Rispettata,stimata,apprezzata per la sua operatività e la sua serietà,amata.

Ed anche temuta ed odiata perché tutti sanno che essa non dipende da chicchessia e non fa sconti a nessuno.

E non ha paura di nessuno.

Ripetiamo ,di nessuno.

In 15 anni di duro lavoro,siamo riusciti a trasformarci da gruppo locale ,prima in provinciale,poi regionale ed,infine,nazionale.

Abbiamo selezionato un gruppo dirigente di primissimo ordine,uno zoccolo duro composto da persone serie,affidabili,operative,libere,

Ci siamo attrezzati con un “ufficio ricerche” in grado di fare visure camerali,schedatura ed incroci di notizie importanti ,una sorta di database che ci consente di risalire all’identità dei soggetti che attenzioniamo;con un ” ufficio legale” coordinato da un principe del foro del livello del Prof.Alfredo Galasso.

Abbiamo iscritti esperti sul piano investigativo ed anche parlamentari che portano la nostra voce e le nostre istanze nelle sedi istituzionali.

Chi “conta”,ai vertici,sa il valore del lavoro che facciamo e,perciò,ci stima e ci rispetta.

Il tutto,senza che chiediamo nulla a nessuno,se non ai nostri iscritti,con la quota annuale del tesseramento,che é di 30 euro, e quella del 5 x mille.

Punto.

Quello che resta lo cacciamo dalle tasche personali di qualcuno di noi,sottraendolo alle nostre famiglie.

Anche quello che dovesse servire per aiutare qualcuno che ne abbia bisogno ( il che non é capitato raramente, finora).

Il nostro orgoglio ed il nostro vanto ,dai quali deriva la nostra “diversità“.

Fatti e non chiacchiere.

Massima operatività e niente retorica.

Indagine,denuncia e proposta,il nostro motto; 

e sostegno alla magistratura ed alle forze dell’ordine nella lotta alle mafie ed alla corruzione.

Non a caso ci siamo dati il nome di un Magistrato – il “papà di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ” -, la cui memoria non intendiamo disonorare.

Costi quello che costi.

Mai !

Serietà estrema,riservatezza ed operatività sono le qualità che chiediamo a chi intende aderire all’Associazione Caponnetto,un sodalizio che ha come fine quello di combattere non un nemico comune,ma la più grande impresa e potenza del mondo:la MAFIA!

Con l’operazione “Tesseramento” che apriamo quest’anno,come negli anni trascorsi,ci proponiamo di continuare e rafforzare un’opera di vera,mai interrotta, ristrutturazione ,come una macchina che periodicamente si sottopone alla revisione,al rodaggio.

All’immagine ed al ruolo di prestigio che siamo riusciti a darci grazie ad un duro lavoro che ha avuto inizio quindici anni fa – ed il Convegno del 14 e 15 ottobre scorsi organizzato da noi insieme all’Associazione Nazionale Magistrati ed al Collegio Nazionale Forense nell’Aula Magna della Cassazione che ha visto la partecipazione del Presidente del Senato Grasso,del Ministro della Giustizia Orlando ,della Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Bindi,del Procuratore Nazionale Antimafia Roberti,dei Procuratori di Roma Pignatone,di Palermo Lo Voi e di altri ancora di mezza Italia, ne é la dimostrazione plastica-,intendiamo unire quello delle massime efficienza ed operatività.

Non vogliamo assolutamente deludere le aspettative e le speranze della parte sana dell’Italia,di quanti sognano un Paese democratico e civile ripulito da tutte le schifezze che lo affliggono.

Ci servono “combattenti”,persone serie e motivate ,che credono nei valori della democrazia e che non siano animate da finalità personalistiche ed affaristiche.

Venite a darci una mano in questa guerra che abbiamo il dovere di fare per non lasciare i nostri figli ed i giovani tutti in un inferno.

Ci é stata preannunciata l’adesione di amici esperti sul piano investigativo e sul loro arrivo contiamo moltissimo perché questo é l’aspetto che ci interessa di più.
Per difendere e salvaguardare lo Stato di diritto servono persone che sanno dove è necessario andare a mettere le mani e non parolai e gaglioffi pronti a darsi a gambe levate al primo schioppo.

Auguri Dr Cortese e buon lavoro

Renato Cortese è stato nominato, con decorrenza dal primo marzo, questore di Palermo. Cortese, a capo del Servizio centrale della polizia, ha 52 anni, e è entrato in polizia nel 1991. L’11 aprile del 2006 era capo della sezione Catturandi della squadra mobile di Palermo e catturò il superlatitante Bernardo Provenzano.

Aperta la campagna tesseramento all’Associazione Caponnetto per il 2017. Affrettatevi perché a metà aprile dovremo fare l’Assemblea degli iscritti per dar vita ad un nuovo Consiglio Direttivo Nazionale

 

LE ABBIAMO SUBITE DI TUTTE MA CON ORGOGLIO OGGI POSSIAMO DIRE CHE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO SI AVVIA AD ESSERE UNA DELLE POCHE ASSOCIAZIONI ANTIMAFIA IN ITALIA PIU’ APPREZZATE ED AMATE DA CHI SERIAMENTE COMBATTE E VUOLE COMBATTERE IL MALAFFARE E LA CRIMINALITA’ MAFIOSA.

Avvertimenti “amichevoli” di Prefetti ed uomini delle istituzioni che ci “consigliavano” di non parlare di mafia “altrimenti fate scappare da questa provincia turisti ed imprenditori”;

tentativi di infiltrazione da parte di boss ed uomini di clan;

tentativi di delegittimazione da parte di soggetti,individuali e collettivi,politici e non,che pur dicono di perseguire i nostri stessi obiettivi;

tentativi di strumentalizzazione dell’Associazione per fini politici ed elettorali di tizio o caio o,addirittura,economici;

offerte di “collaborazioni” e “sostegni” con l’evidente obiettivo di piegarci al servizio dei loro autori;

querele e richieste risarcitorie;

intimidazioni;

tradimenti;

di tutto e di più!
….e di recente anche un “avvertimento” pesante con la tranciatura dell’apparato di fornitura della corrente elettrica.
Ma noi non ci arrendiamo e non ci arrenderemo mai perche siamo dalla parte della legalità e dalla Giustizia e difendiamo non i nostri interessi ma quelli dell’intera collettività e dello Stato di diritto,quello vero che ci hanno lasciato i nostri padri combattendo.

Abbiamo sofferto,pianto,passato notti insonni,ci siamo svenati personalmente per aiutare anche chi ci ha piantato il pugnale alle spalle ed oggi possiamo dire con orgoglio di averle superate tutte con successo.

Oggi l’Associazione Caponnetto in Italia é l’Associazione Caponnetto! 

“Altro” ed “Alto”!!!!

Rispettata,stimata,apprezzata per la sua operatività e la sua serietà,amata.

Ed anche temuta ed odiata perché tutti sanno che essa non dipende da chicchessia e non fa sconti a nessuno.

E non ha paura di nessuno.

Ripetiamo ,di nessuno.

In 15 anni di duro lavoro,siamo riusciti a trasformarci da gruppo locale ,prima in provinciale,poi regionale ed,infine,nazionale.

Abbiamo selezionato un gruppo dirigente di primissimo ordine,uno zoccolo duro composto da persone serie,affidabili,operative,libere,

Ci siamo attrezzati con un “ufficio ricerche” in grado di fare visure camerali,schedatura ed incroci di notizie importanti ,una sorta di database che ci consente di risalire all’identità dei soggetti che attenzioniamo;con un ” ufficio legale” coordinato da un principe del foro del livello del Prof.Alfredo Galasso.

Abbiamo iscritti esperti sul piano investigativo ed anche parlamentari che portano la nostra voce e le nostre istanze nelle sedi istituzionali.

Chi “conta”,ai vertici,sa il valore del lavoro che facciamo e,perciò,ci stima e ci rispetta.

Il tutto,senza che chiediamo nulla a nessuno,se non ai nostri iscritti,con la quota annuale del tesseramento,che é di 30 euro, e quella del 5 x mille.

Punto.

Quello che resta lo cacciamo dalle tasche personali di qualcuno di noi,sottraendolo alle nostre famiglie.

Anche quello che dovesse servire per aiutare qualcuno che ne abbia bisogno ( il che non é capitato raramente, finora).

Il nostro orgoglio ed il nostro vanto ,dai quali deriva la nostra “diversità“.

Fatti e non chiacchiere.

Massima operatività e niente retorica.

Indagine,denuncia e proposta,il nostro motto; 

e sostegno alla magistratura ed alle forze dell’ordine nella lotta alle mafie ed alla corruzione.

Non a caso ci siamo dati il nome di un Magistrato – il “papà di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ” -, la cui memoria non intendiamo disonorare.

Costi quello che costi.

Mai !

Serietà estrema,riservatezza ed operatività sono le qualità che chiediamo a chi intende aderire all’Associazione Caponnetto,un sodalizio che ha come fine quello di combattere non un nemico comune,ma la più grande impresa e potenza del mondo:la MAFIA!

Con l’operazione “Tesseramento” che apriamo quest’anno,come negli anni trascorsi,ci proponiamo di continuare e rafforzare un’opera di vera,mai interrotta, ristrutturazione ,come una macchina che periodicamente si sottopone alla revisione,al rodaggio.

All’immagine ed al ruolo di prestigio che siamo riusciti a darci grazie ad un duro lavoro che ha avuto inizio quindici anni fa – ed il Convegno del 14 e 15 ottobre scorsi organizzato da noi insieme all’Associazione Nazionale Magistrati ed al Collegio Nazionale Forense nell’Aula Magna della Cassazione che ha visto la partecipazione del Presidente del Senato Grasso,del Ministro della Giustizia Orlando ,della Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Bindi,del Procuratore Nazionale Antimafia Roberti,dei Procuratori di Roma Pignatone,di Palermo Lo Voi e di altri ancora di mezza Italia, ne é la dimostrazione plastica-,intendiamo unire quello delle massime efficienza ed operatività.

Non vogliamo assolutamente deludere le aspettative e le speranze della parte sana dell’Italia,di quanti sognano un Paese democratico e civile ripulito da tutte le schifezze che lo affliggono.

Ci servono “combattenti”,persone serie e motivate ,che credono nei valori della democrazia e che non siano animate da finalità personalistiche ed affaristiche.

Venite a darci una mano in questa guerra che abbiamo il dovere di fare per non lasciare i nostri figli ed i giovani tutti in un inferno.

Ci é stata preannunciata l’adesione di amici esperti sul piano investigativo e sul loro arrivo contiamo moltissimo perché questo é l’aspetto che ci interessa di più.
Per difendere e salvaguardare lo Stato di diritto servono persone che sanno dove è necessario andare a mettere le mani e non parolai e gaglioffi pronti a darsi a gambe levate al primo schioppo.

Ladispoli,Cerveteri e circondario.Una situazione inquietante e tutta da indagare a fondo

 

 

 

 

 

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                             info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

                                                                                   tel.3470515527

 

                          COMUNICATO  STAMPA

 

 

“ IL LITORALE E’ UNA VERA E PROPRIA COLONIA DEL CRIMINE “ La recente operazione messa in atto dalla DIA di Roma sul territorio di Cerveteri e Ladispoli ha costituito, semmai ce ne fosse bisogno, la riprova della presenza della criminalità organizzata nelle aree a nord di Roma. Una presenza che andiamo denunciando da anni, e che ormai nessuno può permettersi di ignorare, visto il crescendo, da parte delle forze dell’ordine, di operazioni di contrasto (solo per citarne alcune la “Novae Caere”, la “New Generation”, “Giostra”, “Vesuvio”, “Land”, “Alsium” etc ) ed arresti di personaggi legati a clan malavitosi quali i Mazzarella, i Sarno, i Giuliano, i Casamonica, i Birra-Iacovino etc, e che, purtroppo, ha visto il territorio teatro anche di gravi atti di violenza e di sangue. Un’indifferenza che, visto quanto accade sul territorio, fluttua tra la complicità e l’ignavia visto il reiterarsi dei cosiddetti REATI SPIA ovvero incendi, pestaggi, danneggiamenti, intimidazioni. e finanche omicidi, in numero cosi ingente da far percepire all’opinione pubblica una grave mancanza di sicurezza tant’è che qualche giorno fa è partita dai cittadini una raccolta firme al fine di sensibilizzare il Ministero dell’Interno ad avere un Commissariato su Ladispoli, Cerveteri e Santa Marinella. I sequestri di volta in volta effettuati, inoltre, avvalorano l’assunto che la presenza delle mafie costituisce un grave danno all’economia sana dei territori. Molte sono le situazioni da esaminare attentamente: dagli appalti milionari per servizi insoddisfacenti, all’abusivismo edilizio, al dilagare di attività e proprietà intestate a persone il cui tenore di vita non è giustificabile (esattamente come in quest’ultimo caso. Per questo invitiamo gli amministratori ad un bagno di umiltà, a non sottovalutare e a non ritenere, come invece sembra emergere dalle dichiarazioni, ma soprattutto dalle NON dichiarazioni, che quello delle mafie sia una presenza estranea al territorio e, in quanto tale, episodica. E’ stata questa una sottovalutazione pericolosissima che ha consentito si giungesse a questo punto.. Le mafie RADICANO la dove gli anticorpi sociali e istituzionali sono deboli e dove davanti alle illegalità, la politica chiude un occhio. Per combattere la mafia non bisogna attendere solo lo sviluppo delle operazioni della D.I.A. ma serve il concorso di tutti e senza alcun alibi di non conoscenza, sarebbe soltanto ridicolo. Noi continueremo a vigilare e a segnalare a chi di dovere le anomalie che registreremo sul territorio. Ci auguriamo di essere in questo affiancati dalle istituzioni.

                                                 

 

LA SEGRETERIA NAZIONALE

Ass.A.Caponnetto

Un’omertà ed un finto disinteresse che destano in noi molti sospetti……………………………..

A GAETA,IN PROVINCIA DI LATINA MA QUASI AL CONFINE CON QUELLA DI CASERTA E CON LA CAMPANIA,IN UN TERRITORIO CHE IL PENTITO CARMINE SCHIAVONE DEFINI’ ” PROVINCIA DI CASAL DI PRINCIPE” PERCHE’  EVIDENTEMENTE I CASALESI LO  RITENGONO ” CASA NOSTRA”,

NON SENTIRETE MAI PRONUNCIARE  LA PAROLA MAFIA DA PARTITI,ECCETTO IL M5S E PRC,ESPONENTI POLITICI,CITTADINI.

QUALUNQUE NOSTRA INIZIATIVA CONTRO  LA CAMORRA NON HA TROVATO MAI UNA PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO.

IN UNA SERIE DI CONVEGNI DA NOI FATTI  ANCHE NELLE VICINANZE,FORMIA,SPERLONGA,FONDI ECC,SI SONO VISTI  AL MASSIMO 3 (RIPETIAMO 3) CITTADINI DI GAETA.

NON E’ QUESTO UN SEGNALE DI ALLARME CHE FA SOSPETTARE  L’ESISTENZA DI UN’AREA DI CONTIGUITA’  ,SE NON DI COLLUSIONE,ALMENO OGGETTIVE,CON LA CAMORRA ?

CHIUNQUE SAPPIA QUALCOSA ,CHE POSSA FORNIRCI  QUALCHE PISTA  INVESTIGATIVA ,UN CONSIGLIO,UN’INDICAZIONE,PUO’ CONTATTARCI .

ASSICURIAMO A TUTTI LA MASSIMA RISERVATEZZA.

            ASS. CAPONNETTO

A marzo scadono i termini per le nuove iscrizioni all’Associazione Caponnetto e per il rinnovo delle vecchie.A metà aprile assemblea per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo nazionale

A marzo scadono i termini per le nuove iscrizioni all’Associazione Caponnetto e per il rinnovo delle vecchie.A metà aprile assemblea per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo nazionale
PERSONE SERIE;PERSONE SERIE E CORAGGIOSE.
NON PAROLAIE ,TRASFORMISTE ED OPPORTUNISTE !!!!!!!!!!!
PERSONE ATTENTE A QUELLO CHE SUCCEDE INTORNO,CHE SEGNALANO E NON HANNO PAURA DI DENUNCIARE,AIUTANDO COSI’ LA MAGISTRATURA INQUIRENTE E LE FORZE DELL’ORDINE.
COMUNICATI. Aperta la campagna Tesseramento per il 2017 all’Associazione Caponnetto
LE ABBIAMO SUBITE DI TUTTE MA CON ORGOGLIO OGGI POSSIAMO DIRE CHE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO SI AVVIA AD ESSERE UNA DELLE POCHE ASSOCIAZIONI ANTIMAFIA IN ITALIA PIU’ APPREZZATE ED AMATE DA CHI SERIAMENTE COMBATTE E VUOLE COMBATTERE IL MALAFFARE E LA CRIMINALITA’ MAFIOSA.
Avvertimenti “amichevoli” di Prefetti ed uomini delle istituzioni che ci “consigliavano” di non parlare di mafia “altrimenti fate scappare da questa provincia turisti ed imprenditori”;
tentativi di infiltrazione da parte di boss ed uomini di clan;
tentativi di delegittimazione da parte di soggetti,individuali e collettivi,politici e non,che pur dicono di perseguire i nostri stessi obiettivi;
tentativi di strumentalizzazione dell’Associazione per fini politici ed elettorali di tizio o caio o,addirittura,economici;
offerte di “collaborazioni” e “sostegni” con l’evidente obiettivo di piegarci al servizio dei loro autori;
querele e richieste risarcitorie;
intimidazioni;
tradimenti;
di tutto e di più!
Abbiamo sofferto,pianto,passato notti insonni,ci siamo svenati personalmente per aiutare anche chi ci ha piantato il pugnale alle spalle ed oggi possiamo dire con orgoglio di averle superate tutte con successo.
Oggi l’Associazione Caponnetto in Italia é l’Associazione Caponnetto! 
“Altro” ed “Alto”!!!!
Rispettata,stimata,apprezzata per la sua operatività e la sua serietà,amata.
Ed anche temuta ed odiata perché tutti sanno che essa non dipende da chicchessia e non fa sconti a nessuno.
E non ha paura di nessuno.
Ripetiamo ,di nessuno.
In 15 anni di duro lavoro,siamo riusciti a trasformarci da gruppo locale ,prima in provinciale,poi regionale ed,infine,nazionale.
Abbiamo selezionato un gruppo dirigente di primissimo ordine,uno zoccolo duro composto da persone serie,affidabili,operative,libere,
Ci siamo attrezzati con un “ufficio ricerche” in grado di fare visure camerali,schedatura ed incroci di notizie importanti ,una sorta di database che ci consente di risalire all’identità dei soggetti che attenzioniamo;con un ” ufficio legale” coordinato da un principe del foro del livello del Prof.Alfredo Galasso.
Abbiamo iscritti esperti sul piano investigativo ed anche parlamentari che portano la nostra voce e le nostre istanze nelle sedi istituzionali.
Chi “conta”,ai vertici,sa il valore del lavoro che facciamo e,perciò,ci stima e ci rispetta.
Il tutto,senza che chiediamo nulla a nessuno,se non ai nostri iscritti,con la quota annuale del tesseramento,che é di 30 euro, e quella del 5 x mille.
Punto.
Quello che resta lo cacciamo dalle tasche personali di qualcuno di noi,sottraendolo alle nostre famiglie.
Anche quello che dovesse servire per aiutare qualcuno che ne abbia bisogno ( il che non é capitato raramente, finora).
Il nostro orgoglio ed il nostro vanto ,dai quali deriva la nostra “diversità“.
Fatti e non chiacchiere.
Massima operatività e niente retorica.
Indagine,denuncia e proposta,il nostro motto; 
e sostegno alla magistratura ed alle forze dell’ordine nella lotta alle mafie ed alla corruzione.
Non a caso ci siamo dati il nome di un Magistrato – il “papà di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ” -, la cui memoria non intendiamo disonorare.
Costi quello che costi.
Mai !
Serietà estrema,riservatezza ed operatività sono le qualità che chiediamo a chi intende aderire all’Associazione Caponnetto,un sodalizio che ha come fine quello di combattere non un nemico comune,ma la più grande impresa e potenza del mondo:la MAFIA!
Con l’operazione “Tesseramento” che apriamo quest’anno,come negli anni trascorsi,ci proponiamo di continuare e rafforzare un’opera di vera,mai interrotta, ristrutturazione ,come una macchina che periodicamente si sottopone alla revisione,al rodaggio.
All’immagine ed al ruolo di prestigio che siamo riusciti a darci grazie ad un duro lavoro che ha avuto inizio quindici anni fa – ed il Convegno del 14 e 15 ottobre scorsi organizzato da noi insieme all’Associazione Nazionale Magistrati ed al Collegio Nazionale Forense nell’Aula Magna della Cassazione che ha visto la partecipazione del Presidente del Senato Grasso,del Ministro della Giustizia Orlando ,della Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Bindi,del Procuratore Nazionale Antimafia Roberti,dei Procuratori di Roma Pignatone,di Palermo Lo Voi e di altri ancora di mezza Italia, ne é la dimostrazione plastica-,intendiamo unire quello delle massime efficienza ed operatività.
Non vogliamo assolutamente deludere le aspettative e le speranze della parte sana dell’Italia,di quanti sognano un Paese democratico e civile ripulito da tutte le schifezze che lo affliggono.
Ci servono “combattenti”,persone serie e motivate ,che credono nei valori della democrazia e che non siano animate da finalità personalistiche ed affaristiche.
Venite a darci una mano in questa guerra che abbiamo il dovere di fare per non lasciare i nostri figli ed i giovani tutti in un inferno.
Ci é stata preannunciata l’adesione di amici esperti sul piano investigativo e sul loro arrivo contiamo moltissimo perché questo é l’aspetto che ci interessa di più.
Per difendere e salvaguardare lo Stato di diritto servono persone che sanno dove è necessario andare a mettere le mani e non parolai e gaglioffi pronti a darsi a gambe levate al primo schioppo

.Un’operazione davvero importante.Grazie,grazie di cuore.

UN GRAZIE SENTITO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO AI MAGISTRATI DELLA DDA DI NAPOLI E,POI,AL DR.LINARES ED AI SUOI SOTTOPOSTI DELLA DIA DI NAPOLI,OLTRE CHE AL PERSONALE  DELLA SQUADRA MOBILE DI CASERTA,AI CARABINIERI DI CASAL DI PRINCIPE  E,CONSENTITECELO, ANCHE ALLA GUARDIA DI FINANZA DI FORMIA CHE,PUR CON UN  NUMERO NON ADEGUATO DI PERSONALE IMPEGNATO NELLA LOTTA ALLE MAFIE ,STA DIMOSTRANDO DI SAPER OPERARE IN MANIERA ECCELLENTE.

GRAZIE,GRAZIE,GRAZIE DI CUORE .

OPERAZIONE ANTICAMORRA – ESECUZIONE O.C.C. – CLAN DEI CASALESI – FAZIONE BIDOGNETTI – NOTIZIA FLASH

OPERAZIONE ANTICAMORRA – ESECUZIONE O.C.C. – CLAN DEI CASALESI – FAZIONE BIDOGNETTI .

 

 

NOTIZIA FLASH

 

All’alba di oggi, 02 febbraio 2017, in Casal di Principe (CE),  Parete (CE), Formia (LT) e L’Aquila,  personale del Centro Operativo della DIA di Napoli, della Squadra Mobile della Questura di Caserta, del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia e della Compagnia Carabinieri di Casal di Principe ha notificato 31 ordinanze di custodia cautelare, emesse dall’Ufficio GIP del Tribunale di Napoli – su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli – ad altrettante persone ritenute  appartenenti al clan dei casalesi, ed, in particolare, all’agguerrita fazione BIDOGNETTI, attiva nell’intera provincia di Caserta e nel basso Lazio. L’operazione ha riguardato, da una parte, alcune vicende delittuose riguardanti le attività illecite poste in essere dagli appartenenti alla famiglia BIDOGNETTI, dall’altro alcune vicende estorsive commesse da affiliati militari del clan, operanti sul territorio. Gli arrestati sono stati ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, ricettazione ed estorsione, delitti, questi ultimi, aggravati ex art. 7 L. 203/91 (l’aver commesso tali reati per favorire il clan dei casalesi e/o per essersi avvalsi dei metodi mafiosi).

 

Le indagini della D.I.A. si sono concentrate sugli appartenenti alla famiglia genetica BIDOGNETTI(gli arrestati sono stati ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, ricettazione ed estorsione, delitti, questi ultimi, aggravati ex art. 7 L. 203/91, per aver commesso tali reati per favorire il clan dei casalesi e/o per essersi avvalsi dei metodi mafiosi).

 

L’odierna operazione rappresenta il coronamento degli sforzi investigativi di quattro diversi Uffici di Polizia Giudiziaria (D.I.A., Polizia di Stato, Arma dei carabinieri e Guardia di Finanza), i quali hanno operato sotto le direttive e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni di numerosissimi collaboratori di giustizia e delle imprescindibili attività di intercettazione (telefoniche, ambientali e telematiche), il tutto rigorosamente riscontrato dalle dichiarazioni rese, non senza timore, dalle parti offese e dai tradizionali servizi di polizia giudiziaria (osservazione e pedinamenti).

 

 

SEGUONO ULTERIORI NOTIZIE

 

 

Segreteria Capo Centro D.I.A. Napoli – dr. Giuseppe LINARES

Tel. 081 6020350

 

 

Una brillante operazione con numerosi arresti che ha interessato oltre che centri della Campania,anche Formia e L’Aquila.A disporre ed operare tutto personale della DIA e di altre forze di polizia campane ,alle quali va aggiunta la Guardia di Finanza di Formia.

OPERAZIONE ANTICAMORRA – ESECUZIONE O.C.C. – CLAN DEI CASALESI – FAZIONE BIDOGNETTI .

NOTIZIA FLASH

 

All’alba di oggi, 02 febbraio 2017, in Casal di Principe (CE),  Parete (CE), Formia (LT) e L’Aquila,  personale del Centro Operativo della DIA di Napoli, della Squadra Mobile della Questura di Caserta, del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia e della Compagnia Carabinieri di Casal di Principe ha notificato 31 ordinanze di custodia cautelare, emesse dall’Ufficio GIP del Tribunale di Napoli – su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli – ad altrettante persone ritenute  appartenenti al clan dei casalesi, ed, in particolare, all’agguerrita fazione BIDOGNETTI, attiva nell’intera provincia di Caserta e nel basso Lazio. L’operazione ha riguardato, da una parte, alcune vicende delittuose riguardanti le attività illecite poste in essere dagli appartenenti alla famiglia BIDOGNETTI, dall’altro alcune vicende estorsive commesse da affiliati militari del clan, operanti sul territorio. Gli arrestati sono stati ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, ricettazione ed estorsione, delitti, questi ultimi, aggravati ex art. 7 L. 203/91 (l’aver commesso tali reati per favorire il clan dei casalesi e/o per essersi avvalsi dei metodi mafiosi). 

Le indagini della D.I.A. si sono concentrate sugli appartenenti alla famiglia genetica BIDOGNETTI(gli arrestati sono stati ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, ricettazione ed estorsione, delitti, questi ultimi, aggravati ex art. 7 L. 203/91, per aver commesso tali reati per favorire il clan dei casalesi e/o per essersi avvalsi dei metodi mafiosi). 

L’odierna operazione rappresenta il coronamento degli sforzi investigativi di quattro diversi Uffici di Polizia Giudiziaria (D.I.A., Polizia di Stato, Arma dei carabinieri e Guardia di Finanza), i quali hanno operato sotto le direttive e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni di numerosissimi collaboratori di giustizia e delle imprescindibili attività di intercettazione (telefoniche, ambientali e telematiche), il tutto rigorosamente riscontrato dalle dichiarazioni rese, non senza timore, dalle parti offese e dai tradizionali servizi di polizia giudiziaria (osservazione e pedinamenti). 

 

SEGUONO ULTERIORI NOTIZIE

 

 

Segreteria Capo Centro D.I.A. Napoli – dr. Giuseppe LINARES

Tel. 081 6020350

A MARZO SCADONO I TERMINI PER LE ISCRIZIONI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PER IL 2017

 A MARZO SCADONO I TERMINI PER LE ISCRIZIONI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PER IL 2017
Si ricorda a tutti i vecchi iscritti all’Associazione Caponnetto che  a marzo scadono i termini per il rinnovo dell’iscrizione all’Associazione per il 2017.La somma di e.30 dovra’ essere versata UNICAMENTE  tramite bollettino postale  intestato all’Associazione Caponnetto n.86015211.A metà aprile ci sarà l’assemblea generale per il rinnovo del Consiglio Direttivo Nazionale .
Cordiali saluti
Elvio Di Cesare

Relazione DIA sull’attività svolta e risultati conseguiti – I^ semestre 2016

DIREZIONE INVESTIGASTIVA ANTIMAFIA

Centro Operativo di Napoli

 

Si comunica che è stata pubblicata, sul sito  internet del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, e anche sul sito istituzionale della D.I.A. (web: http://direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it) la “Relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento sull’attività svolta e risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia” nel I^ semestre 2016”, con riferimento anche alla criminalità organizzata campana.

 

Si inviano cordiali saluti.

 

Segreteria del Capo Centro DIA Napoli

Tel. 081 6020350

 

Ultima Relazione della DIA

Ultima Relazione della DIA

“Bravi,complimenti,ma ………………”armiamoci e partite “

“BRAVI,BRAVI,COMPLIMENTI!”,MA,POI,….

…….” ARMIAMOCI E  PARTITE ” !!!!!!!!!!

 

La partecipazione,amici,la partecipazione.

Siamo soli,in pochi,con il livello delle scontro che si alza sempre di piu’.

Tutti bravi,DIETRO LE TASTIERE,a predicare,commentare,esprimere giudizi ,talvolta strampalati,ma la guerra chi la fa?

Oggi la mafia é il Potere e la si trova dovunque.

In ogni ambiente.

Noi non abbiamo a che fare con i bruscolini,ma con un nemico potente che si annida dovunque.

Magari anche fra di noi perché non una sola  volta ci siamo dovuti difendere da trame e tranelli di persone che avevano aderito alla nostra Associazione ma che tramavano per portarci nel baratro ed ucciderci.

Nessuno ha diritto a lamentarsi più se non si decide a venire,con noi,a combattere sul campo.

SUL CAMPO e non con la retorica,la sociologia,la filosofia e la storia.

Materie che,se voglio,ripasso a casa mia con le centinaia di libri che ho,ma non in piazza o per istrada.

Ricordate sempre che é in gioco l’avvenire dei nostri figli e dei nipoti i quali avranno tutto il diritto,un giorno ,di maledirci se avremo lasciato ad essi un domani d’inferno.

Anzichè stare attaccati alle tastiere,cominciate a guardarvi attorno ,indagare ,segnalare:

un supermercato che si insedia?

Chi é il proprietario o chi sono i proprietari?

Un piano regolatore?

Quali sono le persone che ne traggono vantaggio e  chi si vuole  favorire ?

Viva Falcone,viva Borsellino,viva Dalla Chiesa,

viva tizio e viva Caio va bene ,ma se non si aiutano forze dell’ordine e, soprattutto, i magistrati inquirenti a scovare e perseguire i mafiosi,se non li si stimola e si fornisce ad essi le piste,non si va da nessuna parte.

“Fateci sentire il fiato sul collo e ci muoviamo”,disse Falcone.

Non dimenticatelo mai e prima di dire “viva Falcone,viva Borsellino,viva questo e viva quello”,non dimentichiamo  mai quello che essi dicevano e chiedevano alle persone oneste e responsabili.

Cosa diceva Borsellino ? E’ un errore imperdonabile il pensare che tutto il peso della lotta alle mafie debba essere accollato sulle sole spalle di magistrati e forze dell’ordine.

La gente,la gente onesta e piena di senso civico e dello Stato,DEVE AIUTARLI  perché da soli non potranno mai farcela.

Ma aiutarli concretamente,nomi e cognomi, e non con le chiacchiere  con i trattati di sociologia!!!!!!

Stasera,giovedì 26 gennaio,Elvio Di Cesare,dell’Associazione Caponnetto.a Teleuniverso


COMUNICA STAMPA

Se le varie forme di criminalità organizzata si sono letteralmente impossessate del Basso Lazio, e del sud-pontino in particolare, inquinando ampie fette della sana economia locale ed inserendosi nel tessuto politico ed istituzionale, le cause sono diverse e molteplici. Alla disattenzione ed al disinteresse delle stesse istituzioni, della politica  e della società civile – “che hanno sempre fatto finta di non vedere e di non sapere” – si è aggiunta “l’inadeguatezza  dell’azione messa in campo dagli apparati investigativi locali che ancora oggi continuano a mostrare “vistose  deficienze  di carattere qualitativo e quantitativo”.                                                                                                  Numero da non perdere, il 17°,  quello di questa sera, giovedì  26 gennaio, alle ore 22.35, di “Vista sul Golfo”, la rubrica settimanale di Teleuniverso dedicata al sud pontino. La trasmissione anticipa di un giorno l’importante convegno organizzato dall’associazione anti-mafia “Antonino Caponnetto”  che, dal titolo “Mafie nel Basso Lazio, tante luci,ma…” vedrà confrontarsi presso la sala “E.Ribaud” del Palazzo Municipale di Formia i rappresentanti di quattro attori impegnati nella lotta al crimine organizzato: l’amministrazione comunale, il Movimento dei Poliziotti Democratici e progressisti, la commissione parlamentare antimafia e, appunto, l’associazione “Caponetto”. Il suo attivo segretario nazionale, Elvio Di Cesare, sarà questa sera ospite di Saverio Forte per fare il punto sulle attività svolte e anticipare  quelle in agenda per tentare di sconfiggere il cancro che, più tutti, rende assai nebuloso il futuro  di un comprensorio “di confine” qual è quello del Golfo. Da tempo l’associazione “Caponnetto” osserva come nella lotta al crimine organizzato se non fossero finora intervenute le Direzione Distrettuali Antimafia di Roma e di Napoli, i corpi speciali, quasi tutti di fuori provincia ,come la Dia, il Gico della Finanza ed il Ros dei Carabinieri “nemmeno quel poco che é stato realizzato finora  si sarebbe potuto ottenere”.                                                                Di Cesare rinnoverà l’esigenza, partecipando a “Vista sul Golfo”, di rafforzare sotto il profilo qualitativo i presidi di Polizia in provincia di Latina con esperti in indagini di carattere  finanziario, economico e patrimoniale. Così come riproporrà la necessità di istituire a Formia un “Supercommissariato”, alla stessa stregua di quanto fatto nel quartiere napoletano di Scampia, diretto da un 1° Dirigente  esperto nell’azione di contrasto alle mafie  e  dotato di una Sezione della Squadra Mobile composta da una ventina di persone esperte. E, oltre al Supercommissariato a Formia, sarà riproposta l’istanza di istituire una sezione distaccata della Dia nel Basso Lazio che potrebbe  trovare allocazione, senza spese aggiuntive, nella Caserma della Tenenza della Guardia di Finanza di Fondi o in quella della Stazione Carabinieri di Sperlonga, i cui locali  sono ampi ed adeguati per accogliere personale ed attrezzature.                                                                          Vista sul Golfo” andrà in onda sui canali 16 e 198 del digitale terrestre in tutto il Lazio, sul canale 89 per quanto riguarda l’Abruzzo, sul canale 617 per il Molise e – come sempre – con un ‘ora di differita su Teleuniverso +1  (canale 661) oltre che in streaming sul sito internet.  La replica della puntata di “Vista sul Golfo” sarà in programma venerdì 27 gennaio, alle 10,30, di Teleuniverso e nei prossimi giorni sulle altri reti e sul canale Youtube del gruppo editoriale.


D.I.A. Napoli – Esecuzione di Ordinanza di custodia cautelare in carcere – Clan Lo Russo

D.I.A. Napoli – Esecuzione di Ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di SCOGNAMIGLIO Luigi – (Clan Lo Russo)

 

 

In data odierna questo C.O. ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere in oggetto indicata emessa in pari data  dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della D.D.A. nei confronti di SCOGNAMIGLIO Luigi,  gioielliere e titolare del noto marchio di  orologi “Calabritto 28”, con negozi nella centrale  zona Chiaia e Vomero,  ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento personale  con l’aggravante dell’art. 7 L.203/91 .

In particolare all’indagato è contestato di avere favorito la latitanza di  LO RUSSO Antonio, esponente di vertice dell’omonimo clan, oggi c.d.g.  a sottrarsi alle ricerche ed ad eludere le investigazioni dell’Autorità, fornendo al predetto assistenza logistica e materiale.

In particolare l’imprenditore, durante il primo periodo della latitanza di LO RUSSO Antonio, e sino al suo trasferimento all’estero, metteva a disposizione di quest’ultimo un’abitazione sita in zona Chiaia, fornendogli vitto, occupandosi di ogni sua esigenza personale tra cui la convocazione e l’accompagnamento di affiliati e della moglie, ed, infine, ospitandolo per un periodo, anche nella sua abitazione.

Le indagini – consistite nell’analisi delle dichiarazioni di diversi cc.dd.gg supportatata dalla relativa attività di riscontro -  hanno consentito, in particolare, di ricostruire il “vuoto” relativo al periodo temporale che va dal maggio 2010 – quando LO RUSSO Antonio colpito dall’o.c.c.c. nr. 241/10 per i reati di cui all’art.416 bis e 74 d.p.r. 309/90 riusciva a sfuggire alla cattura -  all’estate del 2010, epoca in cui veniva spostato all’estero proseguendo la latitanza fino al 15 aprile 2014, data in cui veniva arrestato a Nizza.

A far luce su tale periodo di “vuoto” è stato in primis lo stesso Antonio LO RUSSO, che, all’indomani della sua scelta collaborativa, rendeva dichiarazioni, tra l’altro,   sulle persone che avevano favorito la latitanza, tra i quali, oltre che alcuni suoi uomini fedelissimi già tratti in arresto, SCOGNAMIGLIO Luigi, detto “Gigino Elite”, suo vecchio amico essendo originario della zona di Miano, il quale gli aveva messo a disposizione un’abitazione sita nel quartiere Chiaia, precisamente nei pressi del cinema Metropolitan, zona vicina ad uno dei suoi negozi ubicati nella centralissima via Calabritto.

 

Le dichiarazioni rese da Antonio LO RUSSO sono state confermate dalla moglie, GARGANO Anna – sottoposta agli arresti domiciliari per il reato di estorsione in relazione alla vicenda della “imposizione del pane”, la quale ha dichiarato tra l’altro di avere più volte incontrato il marito presso l’abitazione messa a disposizione da “Gigino Elite” che descriveva come “uno degli amici puliti di Tonino”.

Ed in effetti il gioielliere, incensurato,  originario della zona di Miano aveva nel corso degli anni spostato la sua residenza nella zona di Posillipo e la sua attività commerciale nelle zone Chiaia e Vomero.

Anche altri collaboratori di giustizia dell’area criminale Amato- Pagano,  gruppo al quale Antonio LO RUSSO era legato non solo da affari relativi agli stupefacenti ma anche perché Cesare Pagano era stato suo compare di nozze, avevano indicato lo SCOGNAMIGLIO quale soggetto che aveva favorito la latitanza del LO RUSSO.

 

SEGUIRA’ COMUNICATO STAMPA DELLA PROCURA.

 

SONO DISPONIBILI IMMAGINI.

 

 

Segreteria del dr. Giuseppe LINARES – Capo Centro D.I.A. Napoli

Tel. 081 6020350

 

COMUNICATO

 COMUNICATO 

ALL’INIZIO  DEL CONVEGNO DI VENERDI’ 27 GENNAIO A FORMIA  PROIETTEREMO DUE VIDEO  MOLTO “FORTI” CHE DARANNO IL SENSO DI COME  VANNO LE COSE IN PROVINCIA DI LATINA , NEL BASSO LAZIO E NON SOLO.

ASS.CAPONNETTO

www.comitato-antimafia-lt.org

Le dichiarazioni dei Consiglieri comunali di minoranza di Sperlonga dopo l’arresto gli arresti di stamane .Noi,da parte nostra,vogliamo ricordare con profonda commozione l’amico Benito Di Fazio,consigliere anch’egli di opposizione,deceduto di recente e che tanto si spese per la giustizia e la legalità nel suo comune fino al punto da restare vittima di oscure minacce.

“ARRESTI A SPERLONGA.

DICHIARAZIONE STAMPA
DI NICOLA REALE, ALFREDO ROSSI, ENZO MATACCHIONE E BIAGIO GALLI, CONSIGLIERI DI MINORANZA NEL COMUNE DI SPERLONGA NEGLI ANNI TRA IL 2001 E IL 2015.

L’arresto di Armando Cusani e dei tecnici comunali Massimo Pacini e Isidoro Masi non può destare sorpresa e stupore in chi come noi negli ultimi 15 anni ha denunciato all’opinione pubblica e alla magistratura le molteplici situazioni ed i continui comportamenti di conclamata illegalità messi in atto dall’amministrazione comunale di Sperlonga. Nella nostra veste di consiglieri comunali di minoranza avevamo più volte evidenziato e denunciato il complesso sistema corruttivo che è stato architettato e messo in opera nel comune di Sperlonga, riscontrando, purtroppo, non solo l’indifferenza della maggioranza dei cittadini, ma anche le coperture di cui tale sistema ha goduto, sia a livello politico, sia in alcuni settori degli stessi organi inquirenti.
Oggi il nostro sentimento è di profonda amarezza perché l’arresto del sindaco di Sperlonga, proprio perché testimonia il livello di degrado etico, politico e amministrativo al quale è stato condotto il paese, umilia ed offende l’intera collettività sperlongana. Umilia e offende soprattutto quei cittadini che nelle elezioni amministrative di solo 8 mesi fa avevano scelto di dare la loro fiducia al candidato Cusani nonostante egli fosse già gravato da condanne definitive per reati commessi nell’esercizio della sua funzione di amministratore pubblico e nonostante la sua elezione a sindaco lo ponesse in un gigantesco conflitto di interessi.
Rendiamo merito alla parte sana delle Autorità inquirenti che ha lavorato su un terreno difficile com’è quello che riguarda le indagini sui colletti bianchi e sugli uomini politici, nonostante le protezioni insospettabili di cui essi godono, dimostrando coraggio ed elevata professionalità.
Confermiamo la nostra fiducia nell’azione della magistratura, auspicando che nel minor tempo possibile venga fatta piena luce sull’intera vicenda.
In questo momento delicato e difficile per la comunità sperlongana, invitiamo la cittadinanza a restare unita, ad evitare inutili polemiche e a respingere eventuali provocazioni.
Siamo fiduciosi nella capacità e nella volontà dei cittadini di Sperlonga di riprendere quel percorso di legalità, di dignità e di pulizia morale che ha segnato gran parte della storia del nostro paese.
Sperlonga, 16 gennaio 2017
Nicola Reale – Alfredo Rossi – Enzo Matacchione – Biagio Galli”

Siamo preoccupati e diffidenti ! Perché non si riesce a far mettere in piedi nel Basso Lazio un apparato investigativo di alta efficienza ed altissima preparazione in materia di lotta alle mafie?

SIAMO PREOCCUPATI E DIFFIDENTI!

FINO A QUANDO NON AVREMO OTTENUTO DEI CHIARIMENTI  APPROFONDITI E DEFINITIVI  SUL PERCHE’ E SUL COME POSSANO ESSERSI   VERIFICATI FATTI DEL GENERE,NON POTREMO MAI  CAPIRE SE C’E’ O MENO  UNA REALE VOLONTA’ DI COMBATTERE LE MAFIE NEL BASSO LAZIO.CI SONO,INOLTRE,DA COMPRENDERE LE RAGIONI PER LE QUALI ,MALGRADO  TUTTI SOSTENGANO  ORMAI CHE IL TERRITORIO  E’ GRAVATO DA UNA PRESENZA ASFISSIANTE DI TUTTE LE MAFIE CHE VI HANNO INVESTITO MONTAGNE DI CAPITALI,NESSUNO PROVVEDE A METTERE IN PIEDI UN APPARATO  INVESTIGATIVO DI PRIM’ORDINE FATTO DI GENTE COMPETENTE ED ALTAMENTE ESPERTA IN MATERIA DI INDAGINI PATRIMONIALI E FINANZIARIE.

IL PROBLEMA NON E’ LA MAGISTRATURA PERCHE’ QUESTA,ALMENO A LIVELLO DELLE DDA,FA IL SUO DOVERE.

MA, SE SULLE SCRIVANIE DEI MAGISTRATI INQUIRENTI,NON ARRIVANO, DA PARTE DELLE SQUADRE DI POLIZIA GIUDIZIARIA,LE INFORMATIVE,NON SI POSSONO PRETENDERE DAI MAGISTRATI I MIRACOLI.   DOBBIAMO,PERTANTO, CREDERE,SECONDO VOI,ALLE ASSICURAZIONI CHE  IN PROVINCIA DI LATINA E  NEL BASSO LAZIO LE COSE STAREBBERO CAMBIANDO E CHE SI STAREBBE FINALMENTE FACENDO QUALCOSA  CONTRO LE MAFIE ??????

 ABBIAMO TORTO NELL’ESSERE PREOCCUPATI  E DIFFIDENTI ?

1)  Da Il Fatto  Quotidiano.it.

Mafia capitale e la palude di Latina: tra omertà e minacce, indagare non si può

Minacce ai pm, fughe di notizie e decreti di intercettazione appena attivate in mano a chi non doveva averle. Il procuratore aggiunto di Roma: “Senza registrazioni telefoniche e ambientali non riusciamo a fare inchieste sulle organizzazioni mafiose”

di Andrea Palladino | 13 dicembre 2014

         

        

Lo sguardo dei due poliziotti all’ingresso della prefettura diLatina improvvisamente si irrigidisce. Claudio Fazzone – il senatore divenuto famoso per aver difeso la sua città natale Fondi dallo scioglimento per mafia – entra senza guardarsi attorno. Questo è il palazzo da dove partì la commissione d’accesso che andò a verificare l’operato della giunta retta dal suo amico e socio Luigi Parisella, tra il 2008 e il 2009. E questo era l’ufficio dove sedeva Bruno Frattasi, il prefetto che chiese a Maroni di mandare a casa il consiglio comunale fondano, con il sospetto di essere stato troppo tenero con i clan di ‘ndrangheta e camorra. Oggi il senatore Fazzone varca la soglia con un ruolo inaspettato: componente della commissione parlamentare antimafia, arrivata a Latina per capire quanto forte sia il peso della criminalità organizzata a sud di Roma. Presenza, la sua, sorprendente, visto che fino a ieri a palazzo San Macuto non si era fatto mai vedere.

Latina è da decenni un pezzo dello scacchiere delle mafie, dove ‘ndrangheta, Cosa Nostra e camorra si spartiscono affari, pezzi di territorio, conquista del litorale, logistica: “Una presenza ormai radicata e strutturata” avevano spiegato il procuratore della Dda di Roma Giuseppe Pignatone e il suo aggiuntoMichele Prestipino, dopo aver a lungo raccontato l’inchiesta diMafia Capitale, basando le parole sui tanti fascicoli accumulati dall’antimafia da più di un decennio. Processi che hanno visto imputati – poi condannati – gente del calibro di Zagaria, o i fratelli Tripodo, figli del mammasantissima di Reggio Calabria don Mico, nome storico delle cosche del sud, ucciso nel carcere diPoggio Reale negli anni ’70.

Su una cosa Fazzone non ha dubbi: “Il consiglio comunale di Roma va sciolto per infiltrazione mafiosa”, racconta ai giornalisti a margine della audizioni che la commissione parlamentare ha tenuto oggi. In tanti si guardano negli occhi: “A Fondi era differente – aggiunge, intuendo il paradosso delle sue parole – lì non c’era un solo consigliere comunale condannato, solo un assessore finito nell’inchiesta per problemi personali. Qui le mafie non sono strutturate – spiega – la presenza è la conseguenza di qualche personaggio arrivato da fuori. Non generalizziamo, ne va di mezzo l’economia del territorio”. Una realtà ben lontana da quella disegnata dagli ufficiali che nel 2008 analizzarono le carte del comune del sud pontino, sottolineando in rosso gare d’appalto, procedure extra ordinem, amicizie sospette. Se Roma brucia, Latina per il momento sonnecchia.

Dietro l’aria di festa natalizia che già si respira nelle strade c’è ungiudice minacciato pesantemente, con due manifesti funebri appesi davanti alla scuola delle figlie. Si chiama Lucia Aielli, e fu lei a presiedere la sezione penale che giudicò i mafiosi di Fondi. La commissione parlamentare antimafia l’ha convocata per ascoltare il suo racconto, che viene definito “toccante e intenso”. Uscendo dalla sala della prefettura di Latina spiega di aver ricordato il clima pesante che viveva quando doveva giudicare i fratelli Tripodo di Fondi, poi condannati fino in Cassazione per mafia. Sensazioni che difficilmente può dimenticare, che si mescolano con l’immagine di quei due manifesti funebri che una mano ignota le ha dedicato poco meno di un mese fa. Poi tocca al procuratore Andrea De Gasperis, al presidente del Tribunale e ai comandanti delle forze dell’ordine. Cosa hanno raccontato? “Non chiediamo dettagli sulle indagini in corso, neanche in seduta segreta – spiega il capogruppo del M5s in commissione antimafia Francesco D’Uva – perché c’è sempre il rischio che tra i 50 parlamentari commissari vi possa essere qualcuno che poi riferisca le notizie riservate”. Insomma, non si sa mai, di questi tempi meglio non fidarsi. E a Latina certe prudenze assumono un certo peso.

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Il giorno prima della missione e delle audizioni nella capitale pontina è stato il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino a spiegare alla commissione come sia difficile fareindagini antimafia da queste parti. “Vi racconto un episodio significativo”, aveva esordito, chiedendo apertamente di non  secretare il suo racconto. Una storia apparentemente strampalata di spioni e ricatti, ma che bene descrive la palude pontina in fondo mai bonificata del tutto. “Tempo fa un signore querela una persona per molestie. Un fatto banale – ha esordito il magistrato romano – che alla fine termina con una remissione di querela”. I due, però, continuano ad avere screzi e decidono di incontrarsi a Roma per risolvere la questione. La vittima della molestia si presenta con un giubbotto antiproiettile. L’altro si allarma, chiama i carabinieri che lo perquisiscono. E qui c’è una sorpresa degna di una spy story: “I carabinieri trovano addosso all’uomo alcuni decreti d’intercettazione appena attivate, proprio su Latina”, ha raccontato Prestipino davanti a commissari decisamente sorpresi.

Atti d’indagine della Dda di Roma coperti da segreto. La giustificazione è ancora più sorprendente: “Sono un collaboratore dei servizi di sicurezza – ha raccontato l’uomo, un romano, titolare di una società di security a Londra, ma ben noto nella capitale – e ho avuto un incarico da chi si occupa di intercettazioni a Latina”. Peccato che la Ddanon ne sapesse nulla. Alla fine alcuni titolari della ditta incaricata di eseguire quelle delicate attività tecniche d’indagine sono stati indagati. “Capite come è difficile fare indagini a Latina? – ha commentato il magistrato romano – Senza intercettazioni non riusciamo a fare indagini per mafia”. Non è chiaro al momento se questa storia – divenuta pubblica in questi giorni – sia ascrivibile ad una semplice leggerezza. E, soprattutto, non è chiaro il profilo di Molayem, che sosteneva di lavorare perfino per il Mossad. Se Mafia Capitale vuol dire politica, affari e metodo mafioso, la palude pontina aggiunge un altro elemento al quadro. E’ il silenzio. Tra i coloni veneti che qui arrivarono negli anni ’30 si dice spesso “magna e tasi”, mangia e stai zitto. Qui in fondo le mafie investono e a guadagnarci sono in tanti. Forse troppi.

Michele Prestipino, procuratore aggiunto a Roma e titolare dell’inchiesta “Mafia capitale”, ha raccontato in Commissione antimafia un episodio al limite dell’incredibile che riguarda Latina.

In seguito a una banale denuncia un uomo è stato perquisito a Roma. Il soggetto indossava un giubbotto antiproiettile, sotto al quale nascondeva una chiavetta usb contenente un decreto del Gip di autorizzazione per effettuare alcune intercettazioni nell’ambito di un’inchiesta sulla mafia.

L’uomo aveva addirittura i primi brogliacci di un’attività investigativa ancora in corso, iniziata da poco e affidata alla DDA di Roma. Aveva anche un finto tesserino del Mossad e di un’azienda inglese che si occupa di intercettazioni telefoniche. Dagli approfondimenti è emerso anche di peggio: questa persona lavorava per una ditta che si occupava di moltissime intercettazioni telefoniche nella zona di Latina. Una sorta di subappalto che coinvolge evidentemente persone non integre, né affidabili.

Un caso gravissimo che, secondo Prestipino, non è assolutamente isolato, tanto che è possibile ipotizzare che molte intercettazioni vengano – dopo alcuni giorni – in qualche modo sottoposte ai diretti interessati, vanificandone l’utilità.

2 )  DA LATINA OGGI  del 2 settembre 2009 ,nell’articolo dal titolo  “Le sviste  sulle cosche locali”:

………..” Nella stragrande maggioranza dei casi – hanno scritto  i sostituti  procuratori della DDA di Roma Diana De Martino  e Francesco Curcio a proposito delle inchieste “Damasco” su Fondi -si é proceduto da parte  delle diverse autorità giudiziarie di  questo distretto,rubricando la massa  dei fatti di oggetto di indagine,in realtà di stampo mafioso ,in fatti di criminalità comune “.

3) Se dovessero risultare  fondate le accuse contenute in questo video,diteci  se non dobbiamo  essere preoccupati per quanto riguarda  l’efficacia dell’azione  che  verrebbe svolta in provincia di Latina contro le mafie .

Latina, l’ex super-poliziotto: “Bloccato quando ho toccato livelli politico-istituzionali”

https://youtu.be/lRcPak0J8Ag

https://youtu.be/lRcPak0J8Ag

.L’Associazione Caponnetto : “Saviano e De Magistris debbono confrontarsi non scontrarsi”

Napoli è una Città nella quale convivono più Città. Sembra non si conoscano ed invece si scontrano di continuo. La diversità di vedute che in questi anni ha diviso  quanti hanno evidenziato aspetti negativi da coloro che hanno parlato del meglio della Città prosegue. Cambiano i protagonisti e non gli argomenti che li contrappongono.

Oggi il Sindaco de Magistris critica fortemente lo scrittore Saviano che replica duramente, mentre il dr.Roberti , Procuratore nazionale antimafia ,invita al dialogo e al confronto. Il copione si ripete da anni.

Il ferimento di una bambina in occasione di uno scontro tra camorristi esattori del pizzo  ed immigrati venditori ambulanti  ostili all’imposta pretesa  ha riportato il tema camorra al centro del dibattito.

Il confronto tra i due protagonisti continuerà e l’uno opporrà le sue ragioni all’altro, negando tesi dell’interlocutore ed avvalorando i propri meriti e la propria visione rispetto alla condizione della Città.

I quotidiani dedicano allo scontro grande spazio.

Noi diciamo che il fenomeno della camorra tocca trasversalmente la Città. La diffusa mentalità camorrista si esprime col fuoco delle armi, con la prevaricazione sui deboli, con l’esercizio del potere da parte dei forti e- diciamolo- con anche piccoli comportamenti quotidiani di taluni.

Napoli  ha bisogno di due elementi fondamentali e senza dei quali non si potra’ mai vedere  la crescita della Città e del territorio:LAVORO e SCUOLA,SCUOLA e  LAVORO.

Vi è necessità di una crescita culturale che fondi le coscienze e che richiede fatica ed un lavoro profondo da parte delle Istituzioni. Importanti ma non determinanti mostre ed eventi occasionali.

Il ruolo di un Sindaco è altro da quello di un commentatore lontano da Napoli. E tutti e due i protagonisti non possono svolgere il ruolo dello Stato attraverso il potere legislativo ed esecutivo, né quello della Magistratura.  Ma tutti insieme dovrebbero operare, ciascuno al proprio posto, per debellare un fenomeno antico, che muta nel tempo e che risente della situazione socio economica e culturale nella quale siamo.

Si batte la camorra anche se si impone ai ragazzi la frequenza della scuola, se la scuola si fa prossima ai problemi delle famiglie, se il lavoro impegna i disoccupati, se la logica dell’appartenenza lascia il campo al merito, se la giustizia sociale si opporrà al profitto ingiusto ed alla speculazione, se il dio denaro ed il facile arricchimento  non saranno  l’ obiettivo delle generazioni giovani, e via dicendo.

La repressione va fatta e le collusioni camorra,massoneria,parti importanti della politica e delle istituzioni  vanno eliminate per sconfiggere ogni illegalità. I numerosi cittadini che svolgono il proprio servizio sono chiamati a svolgere il dovere di propria competenza.

Un Sindaco potrà organizzare meglio la macchina comunale con le risorse che gli sono concesse; uno  scrittore è chiamato non soltanto a denunciare ma a saper leggere ciò che accade e a spingere ogni lettore a compiere un percorso virtuoso. Ciò non basta.  La camorra è questione nazionale e non si può prescindere dall’intervento articolato dello Stato e da un progetto di società rispettoso della dignità di ogni persona.

Purtroppo a Napoli  la politica è assente- per non dire altro -   i Partiti esistono sulla carta e singoli esponenti competono tra loro per gestire potere e pubblico denaro,  le Associazioni di cittadini operano ad intermittenza e talvolta con fini  poco chiari,  le grandi organizzazioni sindacali sono commissariate, gli ordini professionali sono ripiegati su interessi di categoria e manca un vero, forte dibattito democratico, un incontro a più voci con persone autorevoli e credibili, testimoni di vita.

L’Associazione Caponnetto ha il compito di invitare alla pedagogia dell’incontro per combattere ogni mafia e perché si raggiunga il bene comune.

Essa ritiene,condividendo appieno   quanto  sostiene il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo Dr.Franco Roberti,che  solamente attraverso il confronto  leale e fra persone perbene si possano individuare gli elementi per uscire da una crisi drammatica che rischia di travolgere con esiti inimmaginabili non solo Napoli,la Campania  e l’intero Mezzogiorno ma addirittura tutto il Paese.

 

Francesco de Notaris,

già Senatore della Repubblica e responsabile regionale dell’Associazione Caponnetto per la Campania

Irresponsabili.Vergognatevi!!!!

Irresponsabili.Vergognatevi!!!!
ECCO UNO DEI MALI OSCURI DEL PAESE CHE HANNO PORTATO L’ITALIA NEL BARATRO CONSEGNANDOLA A LESTOFANTI E MAFIOSI: L’IRRESPONSABILITA’ DELLE SUE CLASSI DIRIGENTI.
QUANDO IN UNA REGIONE DEVASTATA DALLA CAMORRA E DAL DISAGIO ECONOMICO,SI FA SALTARE UN FINANZIAMENTO DI PARECCHI MILIONI DI EURO NON E’ OGGETTIVAMENTE UN REGALO ALLA CAMORRA ?????????
016-12-31 15:28 
C. metropolitana: Ass.Caponnetto, irresponsabilità politica 
A Napoli dopo mancanza numero legale a seduta Consiglio 
ROMA 
(ANSA) – ROMA, 31 DIC – L’Associazione Caponnetto giudica “grave manifestazione di irresponsabilità politica” ciò che è accaduto ieri, quando al Consiglio della Città Metropolitana di Napoli è mancato il numero legale. Nella seduta erano da approvare con urgenza variazioni di bilancio per opere pari a oltre 16 milioni di euro. “Per tale comportamento i cittadini hanno perso i benefici derivanti da lavori pubblici previsti per 16 milioni di euro. Potrebbe configurarsi come un vero e proprio delitto l’aver disertato il dovere istituzionale”, spiega il segretario dell’Associazione, Elvio Di Cesare.
“Quando la politica non risponde alle giuste attese della popolazione tradisce il suo compito, contribuisce al perpetuarsi di situazioni deplorevoli ed all’impoverimento complessivo, oltre al consolidarsi di ogni forma di illegalità che occupa, particolarmente in Campania, ogni spazio lasciato libero da quanti dovrebbero avere a cuore il bene comune”, conclude l’Associazione.(ANSA).

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