Comunicati

Premio Amato Lamberti-lunedì la premiazione a Palazzo San Giacomo-cs

COMUNICATO
STAMPA
Premio Amato Lamberti 2016
Lunedì ore 11 la cerimonia a Palazzo San Giacomo
Lunedì prossimo 27 giugno alle ore 11, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo,
cerimonia di consegna del Premio Amato Lamberti 2016, consistente
nell’assegnazione di due Borse di studio da mille euro ciascuna ad altrettanti
giovani ricercatori impegnati con la loro attività scientifica negli studi sul contrasto
alle mafie.
I vincitori di quest’anno sono Laura Mascaro dell’Università di Pisa per la tesi
magistrale su Lamezia Terme e la ‘ndrangheta. Omicidi di mafia e assetti
geocriminali (1985-2015), realizzata in collaborazione con l’Unità anticrimine di
Catanzaro, e Diego Gavini dell’Università di Roma Tor Vergata, per la tesi di
dottorato dal titolo La prima Commissione parlamentare antimafia nella Repubblica
dei partiti (1962-1976).
La Giuria del Premio, presieduta dal Procuratore Nazionale Antimafia Franco
Roberti, ha prescelto i loro lavori fra le tante interessanti ricerche presentate da
giovani studiosi delle Università di tutta Italia.
Alla cerimonia di lunedì prossimo interverranno, fra le numerose autorità, il
procuratore aggiunto di Napoli Alfonso D’Avino in rappresentanza della Procura
retta da Giovanni Colangelo, e, per la Commissione Parlamentare Antimafia, il
segretario Francesco Comparone.
Alla cerimonia prenderanno parte lo stesso procuratore nazionale antimafia Franco
Roberti ed i membri del comitato scientifico: Nino Daniele, assessore alla Cultura
del Comune di Napoli, lo storico della camorra e docente all’Università Suor Orsola
Benincasa Isaia Sales, i professori della Federico II Enrica Amaturo, Gabriella
Gribaudi, Giuseppe Acocella, Luciano Brancaccio, Annamaria Zaccaria, e il
giornalista Arnaldo Capezzuto.
Ci saranno inoltre i componenti dell’Associazione Amato Lamberti che organizza il
Premio: Roselena Glielmo Lamberti con i figli Daniele e Marco, ed Amedeo
Zeni, allievo di Lamberti e coordinatore dell’Associazione. Sarà presente inoltre
l’imprenditore Luigi Giamundo presidente del Museo del Vero e del Falso, sponsor
di una delle Borse di studio.
Assegnando i riconoscimenti ai due giovani ricercatori impegnati sul tema del
contrasto alle mafie, l’Associazione anche in questa terza edizione porta a
compimento la propria finalità, che è quella di trasmettere alle nuove generazioni la
lezione scientifica e l’esempio morale di Amato Lamberti.
I VINCITORI
LAURA MASCARO, 26 anni, nata a Poggibonsi, dopo la laurea triennale in Storia
contemporanea all’Università di Siena nel 2006, quest’anno ha conseguito la
Laurea magistrale all’Università di Pisa con il punteggio massimo. Nella tesi
vincitrice del Premio Amato Lamberti ha ricostruito per la prima volta delitti di
sangue ed altre attività del crimine organizzato verificatesi negli ultimi trent’anni
a Lamezia Terme, territorio della famiglie mafiose più pericolose della Calabria.
In quanto non udente, Laura Mascato ha condotto il suo percorso scolastico ed
accademico con serietà ed impegno per affrontare gli ostacoli di comunicazione che ha
incontrato.
DIEGO GAVINI, nato a Frascati nel 1985, ad aprile di quest’anno ha
conseguito il dottorato di ricerca in Storia e Scienze Filosofico-Sociali a
Tor Vergata. Le sue ricerche sono state finora rivolte ai fenomeni mafiosi
e all’istituto delle commissioni parlamentari di inchiesta in età
repubblicana. Fra 2014 e 2016 Gavini ha collaborato a due progetti di
ricerca promossi dalla Fondazione di Studi Storici Filippo Turati, occupandosi prima dei
sindacalisti uccisi dalla mafia nel dopoguerra e in seguito della Commissione parlamentare
d’inchiesta sul disastro del Vajont. Dal primo progetto è scaturito il volume collettaneo
“Una strage ignorata. Sindacalisti agricoli uccisi dalla mafia 1944-48” (Agra, 2014) al quale
ha contribuito con il saggio “Sicilia 1944-1948: la mafia e le vittime del movimento
sindacale nelle carte della prima Commissione Antimafia”. Dal 2014 è membro di un
gruppo di ricerca interdisciplinare, finanziato dall’Università di Tor Vergata nell’ambito del
programma “Uncovering Excellence”, che sta promuovendo studi relativi all’immaginario
devozionale fra mafia e antimafia. All’interno di questo percorso Gavini si occupa in
particolare della ritualità funeraria nella criminalità mafiosa e della memoria delle vittime di
mafia.
L’Associazione “Museo del Vero e del Falso” è stata fondata da un gruppo di imprenditori
campani aderenti al sistema confindustriale per contrastare le illegalità diffuse in termini di
contraffazione che si verificano su tutti i mercati e che, nella maggior parte dei casi, sono
frutto dell’operato di organizzazioni malavitose.
La collaborazione con l’Associazione Amato Lamberti rafforza l’impegno sociale di
entrambe, ovvero contrastare l’illegalità, diffondere la cultura della legalità e far prendere
sempre più corpo a quella coscienza sociale che deve essere stimolata e sviluppata con
progetti rivolti al pubblico, accessibili a tutti e fruibili da ogni cittadino. Questi gli intenti
dell’Associazione “Museo del Vero e del Falso”, che perciò ha deciso di finanziare la borsa
di studio offerta dall’Associazione Amato Lamberti.
Napoli, 23 Giugno
Rita
Pennarola
contatti:
347.3615263
mail
domina.comunicazione@libero.it

Comunicato Stampa Terzo Premio Nazionale Amato Lamberti

Carissimi Colleghi Giornalisti,
Vi preghiamo di aiutarci nella diffusione del comunicato stampa in allegato, lo stesso vale come invito per il Terzo Premio Nazionale Amato Lamberti.
Grazie
Amedeo Zeni
Coordinatore Associazione Amato Lamberti

Premio Amato Lamberti 2016 – i vincitori – Lunedì 27 la cerimonia di premiazione a Palazzo San Giacomo – cs

 

comunicato stampa

 

Premio Amato Lamberti 2016 – I vincitori

 

 

 

Sono Laura Mascaro   di Siena e Diego Gavini di Frascati i due giovani studiosi di fenomeni connessi alla criminalità organizzata vincitori di questa edizione 2016 del Premio Amato Lamberti, intitolato alla memoria del grande sociologo fondatore dell’Osservatorio Anticamorra. Fra le decine di lavori pervenuti anche quest’anno da tutta Italia al concorso, la giuria presieduta da Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia, ha infatti prescelto la tesi magistrale di Laura Mascaro dell’Università di Pisa su “Lamezia Terme e la ‘ndrangheta. Omicidi di mafia e assetti geocriminali (1985-2015)”, realizzata in collaborazione con l’Unità anticrimine di Catanzaro, e la tesi di dottorato di Diego Gavini dell’Università di Roma Tor Vergata dal titolo “La prima Commissione parlamentare antimafia nella Repubblica dei partiti (1962-1976)”.

 

La consegna dei riconoscimenti – due Borse di studio da mille euro ciascuna – avverrà il prossimo lunedì 27 giugno alle ore 11 nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, nel corso di una cerimonia cui prenderanno parte Franco Roberti, presidente della Commissione scientifica, ed i suoi componenti Nino Daniele, assessore alla Cultura del Comune di Napoli, lo storico della camorra e docente all’Università Suor Orsola Benincasa Isaia Sales, i professori della Federico II Enrica AmaturoGabriella GribaudiGiuseppe AcocellaLuciano BrancaccioAnnamaria Zaccaria, e il giornalista Arnaldo Capezzuto. Alla cerimonia interverrà il segretario della Commissione parlamentare antimafia Francesco Comparone.

Ci saranno inoltre i componenti dell’Associazione Amato Lamberti che organizza il Premio: Roselena Glielmo Lamberti con i figli, e Amedeo Zeni, allievo di  Lamberti.

Assegnando i riconoscimenti ai due giovani ricercatori impegnati sul tema del contrasto alle mafie, l’Associazione anche in questa terza edizione porta a compimento la propria finalità, che è quella di di trasmettere alle nuove generazioni la lezione scientifica e l’esempio morale di Amato Lamberti.

Di seguito le note biografiche dei vincitori.

 

I VINCITORI

Laura Mascaro, 26 anni, nata a Poggibonsi, dopo la laurea triennale  in Storia contemporanea all’Università di Siena nel 2006, quest’anno ha conseguito la Laurea magistrale all’Università di Pisa con il punteggio massimo. Nella tesi vincitrice del Premio Amato Lamberti ha ricostruito per la prima volta delitti di sangue ed altre attività del crimine organizzato verificatesi negli ultimi trent’anni a Lamezia Terme, territorio della famiglie mafiose più pericolose della Calabria.

In quanto non udente, Laura Mascato ha condotto  il  suo percorso scolastico ed accademico con serietà ed impegno per affrontare gli ostacoli di comunicazione che ha incontrato.

 

Diego Gavininato a Frascati nel 1985, ad aprile di quest’anno ha conseguito  il dottorato di ricerca in Storia e Scienze Filosofico-Sociali a Tor Vergata. Le sue ricerche sono state finora rivolte ai fenomeni mafiosi e all’istituto delle commissioni parlamentari di inchiesta in età repubblicana. Fra 2014 e 2016 Gavini ha collaborato a due progetti di ricerca promossi dalla Fondazione di Studi Storici Filippo Turati, occupandosi prima dei sindacalisti uccisi dalla mafia nel dopoguerra e in seguito della Commissione parlamentare d’inchiesta sul disastro del Vajont. Dal primo progetto è scaturito il volume collettaneo “Una strage ignorata. Sindacalisti agricoli uccisi dalla mafia 1944-48” (Agra, 2014) al quale ha contribuito con il saggio “Sicilia 1944-1948: la mafia e le vittime del movimento sindacale nelle carte della prima Commissione Antimafia”.  Dal 2014 è membro di un gruppo di ricerca interdisciplinare, finanziato dall’Università di Tor Vergata nell’ambito del programma “Uncovering Excellence”, che sta promuovendo studi relativi all’immaginario devozionale fra mafia e antimafia. All’interno di questo percorso Gavini si occupa in particolare della ritualità funeraria nella criminalità mafiosa e della memoria delle vittime di mafia.

 

 

 

Napoli, 17 giugno 2016

  Centro Studi Associazione Amato Lamberti C.F.95146010657
email: associazioneamatolamberti@gmail.com
Via Luigi Guercio, 84134, Salerno, (SA)

Domenica presentazione di Luci a Scampia in occasione della Festa della Ciliegia-cs

comunicato stampa

Sabato 18 e domenica 19 giugno a Chiaiano

in occasione della Festa della Ciliegia

il saluto di Angelo Pisani ai cittadini della Municipalità 

e la presentazione del suo libro “Luci a Scampia”

 

Giunge quest’anno alla 45esima edizione la “Festa della Ciliegia” di Chiaiano, storica kermesse che si terrà il prossimo weekend, sabato 18 e domenica 19 giugno, nel Parco Cupa Spinelli di Chiaiano, con un calendario come sempre ricco di eventi aperti alla popolazione.

 

«Sarà l’occasione – annuncia l’avvocato Angelo Pisani, che per cinque anni ha guidato l’Ottava Municipalità – per uno scambio di saluti con i cittadini di Chiaiano, Piscinola, Marianella, Scampia, cui mi legano sentimenti di reciproco affetto per lo straordinario cammino che ci ha uniti in questi cinque anni».

 

Un cammino che Pisani ripercorre, tappa dopo tappa, in “Luci a Scampia”, il suo libro appena uscito dall’editrice Minerva, che non a caso sarà presentato proprio a Villa Spinelli, in occasione della Festa della Ciliegia, domenica 19 giugno alle ore 19.30 nell’ambito delle tante manifestazioni previste per la kermesse chiaianese, organizzate come sempre da Pina Pascarella e dalla sua “Donare è… Amore”. La stessa associazione pochi giorni fa ha organizzato una serata di beneficenza al Maschio Angioino in favore dei piccoli scolari del Benin, cui è stato devoluto da Angelo Pisani il ricavato dalla vendita di “Luci a Scampia”.

 

Alla presentazione di domenica sera interverranno giornalisti e personalità cittadine.

 

Napoli, 15 giugno 2016


Riceviamo e pubblichiamo :” LA NUOVA PIOVRA”

  Sindacato  Unitario  Lavoratori  Comparti

                             Corso Italia n. 54 – 80010 Quarto (Na)                       

                        E-mailsindacatoeuropeo@gmail.com  - PEC  siulc@pec.it

                                               Tel. 329.4218633 – 081.8761988  -  Fax  081.8060617 – 081.4620252      

                        

                                                                                             SICUREZZA                                                      

       COMUNICATO STAMPA

LA NUOVA “PIOVRA”

         Da anni il Si.U.L.C. ha messo in guardia i Governi, i Ministri, le Prefetture e le Direzioni Provinciali del Lavoro dell’anomalia rappresentata da decine e decine di Istituti di Vigilanza Privata che hanno fagocitato miliardi di euro dalle casse dello Stato sotto forma di cassa integrazione falsa, false mobilità, falsi stati di crisi, contratti “anomali” stranamente stipulati, prima del fallimento, con una sola sigla sindacale, etc.

Tutto questo infinito giro di miliardi è sempre stato fatto presente, in tempi non sospetti, a tutti gli Organi competenti e, ciò nonostante, solo la Magistratura è dovuta intervenire per fermare, anche se tardi, quelle associazioni a delinquere finalizzate alla truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e alle tasche dei cittadini senza soldi.

Questo ultradecennale miliardario “giro di affari”, che vede tutti coinvolti, dagli pseudo Istituti di Vigilanza, gestiti sempre dagli stessi “comitati di affari familiari”, ai vari Organi dello Stato, compresi i Ministri ALFANO e POLETTI,   e che erano, e sono, a perfetta conoscenza di queste illegalità ramificate come una piovra, che hanno, e stanno, dissanguato le casse dell’I.N.P.S. e delle Regioni.

Quel che colpisce è il fatto che a fronte degli innumerevoli e “sempre piu’ strani” fallimenti degli istituti di Vigilanza, le autorizzazioni e licenze per nuovi Istituti di Vigilanza vengono continuamente rilasciati dagli Enti preposti.

Ma se vengono dichiarati continui stati di crisi miliardari da parte di questi pseudo-Istituti, come mai se ne fanno aprire altri che poi, guarda caso, falliscono a loro volta in modo milionario?

Dopo questi continui, ed “inarrestabili” scandali al sole, il Senatore Sergio PUGLIA, del M5S, insieme ai Senatori SANTANGELO, PAGLINI, GIARRUSSO, SERRA, MORONESE e DONNO, ha presentato una interrogazione parlamentare ad hoc di cui se ne attende la calendarizzazione.

Il Si.U.L.C. chiede che per far terminare questo infinito scandalo, che vede le Istituzioni colpite e apparentemente coinvolte, in modo pregnante, stante il loro anomalo immobilismo, con questa INARRESTABILE E MILIARDARIA PIOVRA, venga, finalmente, istituito il tanto promesso Registro delle Guardie Giurate, da dove le Guardie Giurate devono essere assunte per evitare il proliferare di migliaia di armi nelle Città, nonostante l’allarme terrorismo e mafia, l’applicazione e rispetto del cd. Decreto Maroni” che stabilisce la “capacità tecnica” di un Istituto di Vigilanza per potere operare così da evitare “fallimenti miliardari e truffe continue ed aggravate” di cui le cronache sono piene.

Il Si.U.L.C. attende che vengano salvaguardati i livelli occupazionali e che i lavoratori ed i cittadini vengano salvaguardati da questi pseudo imprenditori “a conduzione familiare” che pensano solo ad arricchirsi dalle casse dell’erario e sulla disperazione di migliaia di famiglie.

 

Il Segretario Nazionale

DI BONITO Salvatore

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Riaperte le indagini sull’assassinio di Don Boschin avvenuto nel 1995 nei pressi della discarica di Borgo Montello a Latina

Riaperte le indagini sull’assassinio di Don Boschin avvenuto nel 1995  nei pressi della discarica di Borgo Montello a Latina

ESPRIMO GRANDE SODDISFAZIONE PER LA RIAPERTURA DELLE INDAGINI, DA PARTE DELLA PROCURA DI LATINA,
PER L’UCCISIONE BARBARA DI DON CESARE BOSCHIN; GRAZIE AL MIO LIBRO INCHIESTA
” Quello Strano Delitto di Don Cesare Boschin” Merito va all’Avv. Stefano Maccioni e alla criminologa Imma Giuliani
che hanno avviato e risolto le procedure presso la Procura. Condivido la soddisfazione con gli amici di Borgo Montello,
con Don Luigi Ciotti. con Luciano Boschin, Lucia Cazzaro, Monica Zornetta, Angela Di Pietro, Elvio Di Cesare e l’editore Gian Luca Campagna.
L’insegnamento che si trae da questa vicenda? Non Fernarsi mai di fronte alle difficoltà.

Sentenza presso il Tribunale di Monza per la vicenda della Passerella SS 36

Il 15 giugno 2016  ore 9.30 in  Monza ci sarà la sentenza del Processo Passarella s s 36 .Tutto il procedimento é nato dalle denunce del Testimone di Giustizia Ciliberto Gennaro.E’ stato  tutto confermato dall’accusa  e  p.m Dott.ssa Macchia ha chiesto pene pesanti per i Vuolo . Il  sindaco Pd  di Cinisello Balsamo ,comune dove la  struttura metallica ricade ,anche questa volta invitato dal Ciliberto per il giorno della sentenza non sarà presente in Tribunale a Monza .La motivazione data al Ciliberto che ha più volte chiesto la  presenza delle Istituzioni è la presente:” non opportuno”.
Bene anche questo comportamento segna la distanza tra le istituzioni e i testimoni di Giustizia, .Ricordiamo  al Sindaco di Cinisello Balsamo che persone come Gennaro Ciliberto dovrebbero essere insignite con la cittadinanza onoraria ,mentre,invece,egli  lo evita da anni.

.Governo:ministro interni , vice ministro e commissione centrale ex art 10 meriterebbero tutti di essere mandati a casa.Giocare sulla pelle dei Testimoni di Giustizia,di coloro,cioé,che hanno messo a repentaglio la propria vita denunciando i mafiosi e schierandosi dalla parte della Giustizia e sono,pertanto,oggi quasi tutti ridotti alla miseria,é un atto odioso .Ci denuncino pure e ci portino in Tribunale così dimostreremo davanti a tutto il Paese come essi stanno facendo oggettivamente il gioco delle mafie

L’inerzia degli apparati istituzionali  incaricati della cura  dei problemi dei Testimoni di Giustizia  ha raggiunto livelli insopportabili.
Una Commissione Centrale che non delibera e che punisce chi chiede i propri diritti,un Vice Ministro  dalle facili  promesse ma sempre più sordo alle esigenze dei Testimoni  ,un Servizio Centrale di protezione che costa milioni di euro ma che non può operare poiché braccio della Commissione Centrale.
Tante vite, tante famiglie che attendono risposte,gente che vorrebbe iniziare a vivere ma che viene ignorata .Qualche Testimone ci ha riferito che  sarebbe stato minacciato di arresto se dovesse osare di  manifestare   in Piazza del Viminale.
L’opinione pubblica deve sapere che lo spot del Governo”denuncia e non sarai solo” è una menzogna.
Questo Vice Ministro ,nonché Presidente della Commissione ,deve dimettersi per  manifesta incapacità..
Il nostro appello a tutti i testimoni di Giustizia :UNITEVI e non fate il gioco di queste persone  che per anni hanno solo prodotto sofferenza e dolore a chi ha denunciato le mafie.

                                                                                                                                                               Associazione Caponnetto

Noi amiamo Claudio Fava,ma………………………………

NOI AMIAMO CLAUDIO FAVA MA……………

 

 

Noi amiamo Claudio Fava,il V.Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia,per tre motivi:

-il primo ,perché é una persona perbene;

-il secondo, perché la sua famiglia é  vittima della mafia;

-il terzo,perché egli ha la stessa estrazione politica di chi scrive,cioé La Rete,dove stavano anche,dopo il pensionamento,Nino Caponnetto,oltre che  l’attuale nostro Presidente onorario Prof.Alfredo Galasso.

Tutti dalla stessa scuola e con la stessa formazione.

Egli,però,quando parla di mafie a Latina e nel Lazio  non deve farsi distogliere dalla realtà da qualcuno che probabilmente  vuole che le cose restino come stanno.

Il problema delle forze dell’ordine e dell’apparato investigativo  non va affrontato partendo da un’ottica  solo numerica.

I carabinieri,i poliziotti,i finanzieri che stanno in provincia di Latina bastano ed avanzano.

Non facciamo,come qualche volta é stato fatto nel passato,che con 3-4 poliziotti o carabinieri o finanzieri in più,si pensa di risolvere i problemi.

Questi,al contrario,vanno risolti sul piano delle capacità,della qualità,dell’esperienza ,di intelligence insomma e di……….VOLONTA’.

Perché fino a quando  si permetterà che ci sia gente che probabilmente rema in direzione opposta andremo a sbattere sempre contro il muro e ci saranno sempre persone che  rubricheranno i reati di natura mafiosa come reati comuni o che intercetteranno  le indagini della DDA o che  non andranno  a mettere il naso dove ,invece,bisogna metterlo.

Allora ,per concludere,servono :

1) 5- 6 uomini del ROS al Comando Provinciale dell’Arma a  Latina;

2) altrettanti  dello SCO alla Questura di Latina dalla cui Squadra Mobile vanno prelevati una decina di uomini e spostati a Formia il cui Commissariato deve  assorbire quello di Gaeta che,così come stanno le cose,non serve più;

-5-6 sottufficiali CO  al Comando Gruppo della Guardia di Finanza di Formia .

Il problema,insomma,é qualitativo  e non numerico e,soprattutto,il tutto dipende  dalla VOLONTA’ di fare.

Riprenderemo questo discorso,magari in maniera riservata e separata perché la questione é grossa e delicata ed  in  modo da poter fare liberamente  ogni valutazione.

Il calvario dei Testimoni di Giustizia.Tante chiacchiere,tanti slogan,tanti appelli e,poi,alla fine,l’emarginazione e la miseria.La lotta alle mafie é solo uno slogan e chi la fa perché crede ancora nella Giustizia e nella legalità ,paga un conto salato .L’ultimo “caso” é quello di Luigi Gallo al quale va la solidarietà solo nostra e di chi,come lui,ha fatto la stessa scelta. Riceviamo al riguardo la nota del Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto che volentieri pubblichiamo:

“ Da anni si discute come aiutare chi ha denunciato le mafie;commissioni di esperti analizzano e propongono ma poi resta il nulla,solo parole.
Non c’è un solo testimone di Giustizia che abbia resistito al colpo finale,quello dello Stato,della burocrazia,dei poteri forti che alla fine presentano il conto.
In Italia tutti vogliono  che i Testimoni di giustizia siano eroi ,ma poi  essi  finiscono per restare  emarginati e nell’indifferenza totale di un Ministro dell’interno Alfano che a parole elogia la loro scelta  e la loro funzione  ma che poi non li riceve ,ne tanto meno si procede alla calendarizzare la nuova legge a loro favore che resta da mesi nei cassetti polverosi delle varie Commissioni parlamentari. Lo sforzo della Commissione antimafia e dell’On.Mattiello in particolare sembra  cadere nel buio e i mesi passano,la legge dell’assunzione è un miraggio per i tanti testimoni che come unica colpa hanno quella di non essere nati in Sicilia dove  la Regione ha provveduto  a  sostituirsi allo Stato  varando una legge che,però,é valida solo  per l’isola e per i suoi cittadini. UN MINISTRO che non trova mai tempo e soluzioni per ridare dignità a questi uomini e donne onesti è un Ministro latitante.
Ora è toccato a Luigi Gallo subire il colpo finale  ma chi lo ha preceduto non si è salvato.Non solo tradito ma anche beffato !  Molti  testimoni vivono alla fame e senza protezione e lo Stato dal  canto suo lancia spot “chi denuncia non resta solo”.
Noi non diremo mai di non denunciare ma non possiamo mentire su cosa il dopo ci ha riservato.
Se questi testimoni hanno nei loro processi vinto le mafie,vinto  contro la corruzione ed il crimine, mandando in galera mandanti ed esecutori ,oggi questi uomini e donne sono distrutti e alla fine del percorso tutti ricevono il “colpo di grazia”e l’eterna sofferenza da uno Stato ingrato e volutamente indifferente. Forse ci sarà un perché accade tutto ciò.
Gennaro  Ciliberto
Testimone di Giustizia
3318306262

La Grande Notte delle Comunali 2016 – Questa sera a partire dalle ore 22.30 e domani sera a partire dalle ore 20.00 – Solo su Julie Italia!

 


La Grande Notte delle Comunali 2016! 


Vi aspettiamo su Julie Italia questa sera a partire dalle ore 22.30 


e domani sera, lunedì 6 giugno, a partire dalle ore 20. 


Risultati in tempo reale, interviste nei comitati, vox dei cittadini per strada, grandi ospiti in studio…!



http://www.julienews.it/…/domenica-5-giugno-…/59_364310.html

 

Indignazione per lapide Ciro Esposito vandalizzata – L’Associazione Caponnetto condivide le espressioni di indignazione dell’Avvocato Pisani,difensore della famiglia Esposito e condanna severamente l’atto vile e barbaro compiuto a Tor di Quinto contro la lapide in memoria di Ciro

 

comunicato stampa

 

Vandalizzata a Tor di Quinto la lapide in memoria del sacrificio di Ciro Esposito – Pisani: l’hanno ricoperta di rosso come il sangue fatto versare a un innocente

 

L’escalation di violenza bestiale che era culminata col barbaro assassinio di Ciro Esposito sembra non avere mai fine. Poche ore fa la lapide innalzata a Tor di Quinto, luogo dell’aggressione, per ricordare il sacrificio di Ciro Esposito, è stata completamente imbrattata di vernice rossa, quasi a voler cancellare dalla memoria e dalle coscienze degli assassini il ricordo del suo sacrificio per salvare vite innocenti.

 

«Un gesto ignobile – commenta Angelo Pisani, difensore della famiglia Esposito – che accresce il dolore dei genitori, non solo privati di un figlio con un orrendo crimine, ma ora anche torturati psicologicamente. La lapide è stata ricoperta di rosso, come il sangue fatto versare a Ciro dalla furia bestiale dell’assassino».

 

Sugli autori del gesto vandalico, l’avvocato Pisani risponde che «come sappiamo, non ci sono telecamere. E’ ovvio perciò che possiamo solo immaginare chi è il colpevole». «In ogni caso – aggiunge – il colore rosso sangue ha un suo significato».

 

Anche alla luce del nuovo, grave episodio, Pisani rinnova la richiesta alla Procura di intensificare l’attività inquirente per identificare altri complici ed ulteriori responsabilità».

 

 

Napoli, 4 giugno 2016

 

 

Ufficio stampa avvocato Angelo Pisani

A Luigi Gallo la solidarietà anche dell’On. Davide Mattiello della Commissione Parlamentare Antimafia. Il vergognoso comportamento dell’ANAS sul quale richiamiamo l’attenzione della Procura della Distrettuale di Napoli per verificare se ci siano state disparità di trattamento fra il “caso” di Luigi Gallo ed altri.

(ANSA) – ROMA, 3 GIU – “La mia solidarieta’ a Luigi Gallo, l’imprenditore coraggio che fece arrestare Cosentino. Ora pero’ il presidente di Anas, dottor Armani, intervenga sulla vicenda Gallo prima che sia troppo tardi. Dopo aver appreso della situazione di Luigi Gallo mi sono attivato per verificarla e per capire cosa si possa fare”. Lo afferma in una nota il componente della Commissione Antimafia Davide MATTIELLO (Pd). “E’ vero che Gallo e’ stato riconosciuto meritevole di risarcimento come vittima di racket, tanto sul piano del danno emergente quanto del mancato guadagno, e ha ricevuto il dovuto nei primi mesi del 2015″, prosegue MATTIELLO. “Ma e’ altrettanto vero che il Comitato che si occupa di queste procedure presso il Viminale ha iniziato la pratica per farsi ridare indietro la somma perche’ ad un anno di distanza risulterebbe non spesa per cio’ per cui era stata chiesta e concessa. Allora la questione di sposta su Anas che non avrebbe messo Gallo nelle condizioni di aprire l’esercizio e quindi di spendere quei soldi. Abbiamo conosciuto il nuovo presidente Anas in Commissione Antimafia, Armani, qualche settimana fa: lo abbiamo ascoltato per capire cosa Anas stesse facendo per alzare le proprie difese interne contro gli abusi criminali illuminati dall’inchiesta ‘Dama nera’ e ho apprezzato la sensibilita’ che Armani ha rappresentato sulla questione e anche le risposte concrete che ci ha fornito. Questa premessa – osserva ancora il parlamentare dem – mi fa sperare che Armani comprenda quale sia il valore della vicenda Gallo e quanto sia importante, nel rispetto delle norme, fare quel che si puo’ perche’ sia una vicenda di successo e non un tragico fallimento. Succede ancora troppo spesso in questo Paese che chi scommette sulla legalita’ e addirittura arriva a denunciare, poi se ne penta amaramente. Basta – conclude MATTIELLO – bisogna cambiare verso anche in questo”

Giovedì 7 luglio grande mobilitazione dell’Associazione Caponnetto contro le mafie nel Basso Lazio

GIOVEDI’  7  LUGLIO  P. V.  GIORNATA DI  GRANDE   MOBILITAZIONE CONTRO  LE MAFIE 

NEL BASSO LAZIO .

TENERSI TUTTI DISPONIBILI PER QUELLA DATA .

 

CITTADINI,PARLAMENTARI,GIORNALISTI,MAGISTRATI ,COMANDANTI DELLE FORZE DELL’ORDINE  POTRANNO TUTTI  DIRE LA LORO SUL  “COME “  E ” PERCHE” IL BASSO  LAZIO E’ DIVENTATO  IL COVO DI CAMORRISTI E MAFIOSI  DI  TUTTE LE  SPECIE.

A TEMPO DEBITO SARANNO RESI NOTI , CON MANIFESTI,COMUNICATI  STAMPA ED INVITI, LOCALITA’,NOMI  E QUANT’ALTRO.

GLI ISCRITTI  ED I SIMPATIZZANTI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO SI TENGANO TUTTI DISPONIBILI PER QUEL GIORNO.

            LA SEGRETERIA

L’Associazione Caponnetto da Civitavecchia

Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie
“Antonino Caponnetto
Pinete e campeggi: inquietanti assonanze.
La stampa dello scorso 31 maggio ha dato ampio risalto alla vicenda legata agli abusi edilizi realizzati
nel campeggio Fabulous, gestito dalla Roma Gestioni srl e amministrata da Giacomo Vannucchi,
attualmente indagato per lottizzazione abusiva, situato su un terreno di Antonio Pulcini.
Un luogo sul quale Daniele Pulcini, figlio di Antonio, e Massimo Carminati, il ras di Mafia Capitale,
parlando allegramente al telefono, progettavano di fare lauti profitti, che, infatti, successivamente
arrivarono con l’affidamento senza gara di un bando per l’emergenza abitativa del Comune di Roma.
Un parallelismo davvero inquietante con il Campeggio della Frasca, gestito fino a tutto il 2014, dalla
stessa Roma Gestioni srl e comprato, senza che potesse essere venduto, dalla società Campeggiatori
Pineta la Frasca srl con atto sottoscritto dall’allora legale rappresentate Giacomo Vannucchi.
Una società che, dopo una serie di giochetti societari fatti per evitare ripercussioni su un misterioso
imprenditore locale e sui quali è in corso un’inchiesta, vale la pena ricordarlo, è attualmente di
proprietà al 33% della moglie del solito Antonio Pulcini e al 67% della GI.AL di Giuseppe Aliberti,
arrestato unitamente ad Antonio Pulcini e a suo figlio Daniele in relazione ad una vicenda di mazzette
romane.
E parallela, quasi fosse un preciso schema, la vicenda delle casette abusive, portate via dal campeggio
della Frasca dopo ordinanza di rimessa in pristino dei luoghi da parte del Comune di Civitavecchia,
nelle quali era ormai saltato, anche grazie alle nostre segnalazioni, il progetto di portarci oltre 100
migranti.
Inquietanti assonanze, appunto, che ancor di più preoccupano sapendo che gli esponenti del Pulcini
Group e il Giuseppe Aliberti sono in affari con parenti di noti politici locali, che ci danno la
consapevolezza che Mafia Capitale ha ancora molto da raccontarci sul nostro territorio.
Nell’esprimere la nostra piena fiducia nella Magistratura, auspichiamo che si faccia quanto prima piena
luci su queste inquietanti ombre che avviluppano l’economia locale, tenendola paralizzata.
Civitavecchia. 01.06.2016
La Segreteria
Per contatti:
asscaponnettocv@gmail.com
info@comitato-antimafia-lt.org

Comunicato importante ed urgente della Segreteria dell’Associazione Caponnetto

AVVISO  A TUTTI I NOSTRI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI

Ci viene comunicato che persone  che non fanno parte dell’Associazione Caponnetto avvicinano  alcuni dei nostri iscritti per carpire notizie delicate e riservate da utilizzare,poi,non si sa  come  e per conto di chi.

Si avvertono tutti gli amici e le amiche che ,se avvicinati,NON  debbono assolutamente  comunicare a questi soggetti alcunché.

Se la cosa  dovesse ripetersi,gradiremmo essere subito avvertiti in modo da avere  la possibilità di segnalare il fatto all’Autorità Giudiziaria.

                                       LA  SEGRETERIA

Il mega-camping abusivo di Banca Etruria e Buzzi.Comunicato dell’Ass.Caponnetto

Il mega-camping abusivo di Banca Etruria e Buzzi.Comunicato dell’Ass.Caponnetto

Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie

“Antonino Caponnetto

Pinete e campeggi: inquietanti assonanze.

La stampa dello scorso 31 maggio ha dato ampio risalto alla vicenda legata agli abusi edilizi realizzati nel campeggio Fabulous, gestito dalla Roma Gestioni srl e amministrata da Giacomo Vannucchi, attualmente indagato per lottizzazione abusiva, e situato su un terreno di Antonio Pulcini. Un luogo di cui Daniele Pulcini, figlio di Antonio, e Carminati, il ras di Mafia Capitale, parlavano allegramente per telefono progettandoci lauti profitti, che, infatti, successivamente arrivarono con l’affidamento senza gara  di un bando per l’emergenza abitativa del Comune di Roma.

Un parallelismo davvero inquietante con il Campeggio della Frasca, gestito fino a tutto il 2014, dalla stessa Roma Gestioni srl e comprato dalla società Campeggiatori Pineta la Frasca srl con atto sottoscritto dall’allora legale rappresentate Giacomo Vannucchi. Una società che, dopo una serie di giochetti societari fatti per evitare ripercussioni su un misterioso imprenditore locale sui quali è in corso un’inchiesta, vale la pena ricordarlo, è attualmente di proprietà al 33% della moglie del solito Antonio Pulcini e al 67% della GI.AL di Giuseppe Aliberti, arrestato unitamente ad Antonio Pulcini e a suo figlio Daniele in relazione ad una vicenda di mazzette romane.

E parallelo, quasi fosse una recidiva, la vicenda delle casette abusive, portate via dal campeggio della Frasca dopo ordinanza di rimessa in pristino dei luoghi da parte del Comune di Civitavecchia, nelle quali  era ormai saltato, anche grazie alle nostre segnalazioni, il progetto di portarci oltre 100 migranti 

Inquietanti assonanze, appunto, che ancor di più preoccupano sapendo che gli esponenti del Pulcini Group e il Giuseppe Aliberti sono in affari con parenti di noti politici locali, che ci danno la consapevolezza che Mafia Capitale ha ancora molto da raccontarci sul nostro territorio.

Nell’esprimere la nostra piena fiducia nella magistratura, auspichiamo che si faccia quanto prima piena luci su queste inquietanti ombre che avviluppano l’economia locale, tenendola paralizzata.

 Civitavecchia. 01.06.2016  

 

                                                                                                  Il Segretario Nazionale

                                                                                                    Dr. Elvio Di Cesare                                                           

Per contatti:

asscaponnettocv@gmail.com

info@comitato-antimafia-lt.org

Solidarietà a Luigi Gallo, l’imprenditore coraggio che fece arrestare Cosentino – cs

comunicato stampa

 

Solidarietà a Luigi Gallo, l’imprenditore coraggio che fece arrestare Cosentino

L’Associazione Antimafia Caponnetto esprime solidarietà a Luigi Gallo, l’imprenditore che con le sue dichiarazioni aveva sollevato il velo su un sistema di potere e fatto arrestare l’ex sottosegretario Nicola Cosentino. Il fondo antiracket del Viminale gli aveva riconosciuto 400 mila euro per l’avvio della sua attività. Oggi per una lungaggine burocratica è stato revocato a Gallo il contributo che gli era stato assegnato dallo Stato come vittima di racket e usura.

 

La vicenda è dettagliata in un articolo a firma Gianmaria Roberti pubblicato sull’Espresso del 30 maggio scorso.

 

Riconosciuto come vittima dal fondo antiracket del Viminale, ma beffato dalla burocrazia, arriva a perdere oltre 400.000 euro vincolati all’avvio della sua attività. E’ – si legge nell’articolo – la storia kafkiana di Luigi Gallo, il “grande accusatore” di un sistema di potere in odor di camorra: con la sue denunce fece arrestare due anni fa 13 persone. In carcere finirono l’ex sottosegretario Nicola Cosentino, accusato di essere “il referente nazionale del clan dei Casalesi”, e i suoi due fratelli Antonio e Giovanni. L’indagine partita dalle dichiarazioni di Gallo ha già portato alle condanne di Antonio e Pasquale Zagaria, fratelli del superboss Michele, le cui posizioni furono stralciate. Secondo la Dda di Napoli, Gallo fu vittima di un network orchestrato dai tre Cosentino, che impedì l’apertura del suo distributore di benzina nel Comune casertano di Villa di Briano. 

Alla sbarra oggi ci sono funzionari pubblici, alti dirigenti di società petrolifere e l’ex prefetto di Caserta, Maria Elena Stasi. Ma c’è l’esatto rovescio di una vicenda ritenuta esemplare, per un imprenditore che non volle piegarsi a presunte minacce mafiose e vessazioni. A causa di un contenzioso con l’Anas, Gallo non ha mai aperto la sua pompa di benzina, che attende il taglio del nastro dal 2002. Il gestore delle rete autostradale non rilascia il nullaosta, considerando decaduta la vecchia concessione e non più a norma l’impianto, dopo le nuove regole sulla sicurezza degli accessi stradali ai distributori. Nel tira e molla legale, pochi giorni fa è notificata la revoca della somma erogata alle vittime di racket e usura: sono scaduti in 12 mesi per l’utilizzo. Un patrimonio che venne concesso dopo i rituali accertamenti della prefettura di Caserta e della Direzione distrettuale antimafia, per i quali Gallo è sempre stato un testimone inattaccabile. Con una mano lo Stato dà, con l’altra toglie. (…)

“Se guardate l’elenco degli imputati – afferma Delio Iorio, legale di parte civile al processo – capirete che contro Gallo c’è una concentrazione di poteri forti, asserviti ai Cosentino. In più, ora deve fronteggiare l’atteggiamento dell’Anas, che a tutti i distributori concede anni per adeguarsi alla nuova disciplina sugli accessi, ma a lui dice: o ti adegui subito o non apri”. E lui non ha aperto più.

 

Roma, 2 giugno  2016

 

Associazione Antimafia Caponnetto

Ufficio stampa Domina comunicazione

contatti: 347 0515527 – 347.3615263

http://www.comitato-antimafia-lt.

Caso Caivano – spunta l’ipotesi pedopornografia

comunicato stampa

Caso Caivano – Spunta l’ipotesi pedopornografia. Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, convinti di ulteriori orribili scenari ancora non emersi, nell’ambito delle indagini difensive chiederanno agli inquirenti l’acquisizione dei materiali video a sfondo pedopornografico sequestrati negli ultimi anni in zona Caivano e dintorni.

 

«Chiederemo all’autorità giudiziaria di verificare o metterci a disposizione per le indagini tutti i video a contenuto pedopornografico sequestrati nel corso di altre indagini per abuso di minori effettuate a Caivano e nella provincia di Napoli negli ultimi due anni almeno». L’annuncio arriva stamane dagli avvocati  Angelo e  Sergio Pisani, che assistono il papà e i nonni della piccola Fortuna Loffredo e il padre e nonni del piccolo Antonio Giglio.

 

«L’ipotesi – spiega Pisani – che si sta facendo strada è che intorno a questi abusi esistesse un contesto di pedopornografia. Questa nostra richiesta è solo l’inizio, perché intendiamo effettuare una scrematura dei materiali utili alle indagini e sono necessarie alcune, opportune comparazioni per verificare tramite video se compaiono gli stessi luoghi, soggetti e vittime innocenti oggetti dei procedimenti in corso e degli orrori del Parco Verde».

 

In particolare il riferimento è a precedenti inchieste per abuso di minori con l’uso di “attrezzi”, situazione tipica della pedopornografia e del vile commercio dei corpi di innocenti violati.

 

«Ora – dichiara Angelo Pisani – non dobbiamo dare tregua a tutti i pedofili e mercanti di bambini, andremo avanti con indagini e approfondimenti a 360 gradi, partendo da Caivano e chiedendo al legislatore di equiparare la pedofilia al reato di omicidio punibile con l’ergastolo, perché questi mostri e i loro complici uccidono l’anima dei più piccini».

 

Napoli, 28 maggio 2016   

                                                   Ufficio stampa studio avvocati Angelo e Sergio Pisani

 

 

Studio Pisani & Co.
Piazza Vanvitelli 15
80129 Napoli, IT

Tel.: 081 556.77.77     www.angelopisani.it

contatti: stampapisani@gmail.com - 335.417420

Pisani: Anche oggi lo Stato al Parco verde non ci sarà:Non ci sarà Mattarella,non ci sarà Renzi,non ci sarà De Luca,non ci sarà De Magistris.Ci saranno,invece,i cittadini,le Associazioni.Per l’Associazione Caponnetto ci saranno l’avvocato Gerardo Tommasone e la giornalista Rita Pennarola che condurrà i lavori.

 

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comunicato stampa

 

 

Pisani: “Anche oggi lo Stato al Parco Verde non ci sarà!”. Così il difensore del papà e dei nonni di Chicca mentre sta per cominciare l’incontro pubblico a Caivano

 

«Anche oggi lo stato non ci sarà al Parco Verde!». Così Angelo Pisani, che con Sergio Pisani assiste il papà e i nonni della piccola Fortuna Loffredo, mentre sta per aprirsi nel Castello baronale di Caivano l’incontro pubblico fra autorità, esperti e cittadini. «Non ci sarà Mattarella – incalza l’avvocato -  non ci sarà Renzi, non ci sarà il parlamento, non ci sarà De Luca, non ci sarà il sindaco della città metropolitana… ma non sarà il festival dell’ipocrisia, denunceremo tutte le responsabilità istituzionali, politiche e malavitose di queste atrocità sui bambini». «Punteremo l’indice sul degrado umano e indicheremo una ad una le responsabilità dello stato» aggiunge «per la prima volta ci confrontiamo oggi sul Parco Verde con l’intento di intraprendere la necessaria bonifica, ma perché si parla sempre solo della cronaca nera di questo territorio e nessuno interviene dietro le sbarre? Dove sono le istituzioni? Aspettano che ci siano altri morti?…».

 

Le atrocità a danno di bambini nel Parco Verde, costate la vita ai piccoli Fortuna Loffredo e Antonio Giglio, saranno al centro di un incontro pubblico fra autorità, esperti e cittadinanza che si apre fra poco nella Biblioteca del Castello medievale di Caivano, in piazza Cesare Battisti. All’incontro parteciperanno la criminologa Roberta Bruzzone, che sta seguendo il caso, don Aniello Manganiello dell’Associazione “Ultimi” di Scampia, il sindaco di Caivano Simone Monopoli, il magistrato Nicola Graziano, gli avvocati Angelo e Sergio Pisani che assistono i familiari delle piccole vittime del Parco Verde, il penalista Damiano De Rosa, docente alla Scuola di Specializzazione Professioni legali all’Università del Molise, la psicologa Emiliana Basile, Roberto Mirabile dell’Associazione La Caramella Buona Onlus, il rappresentante Unicef Mimmo Pesce, lo psicologo dell’età evolutiva Germano Guarna, oltre ad esponenti della società civile e delle associazioni. L’incontro nasce per iniziativa congiunta tra gli avvocati Angelo e Sergio Pisani di Pronto Intervento Legale, il Comune di Caivano e l’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, i cui rappresentanti saranno giovedì in prima fila, a cominciare dal penalista Gerardo Tommasone e dalla giornalista di Julie Italia Rita Pennarola, componente del comitato scientifico della Caponnetto, che condurrà i lavori.

 

Napoli, 26 maggio 2016                                               Ufficio stampa Studio Legale Pisani & Partners

 

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