Comunicati

Il ritorno di due validi Dirigenti di Polizia,quali sono i Drr.Cristiano Tatarelli ed Alessandro Tocco ,nel Basso Lazio ci fa sperare in una ripresa forte dell’azione della Polizia di Stato contro la criminalità organizzata .

Lo abbiamo sempre auspicato  tale ritorno di due  validi dirigenti quali sono Cristiano Tatarelli ed Alessandro Tocco,entrambi figli  di questa terra e profondi conoscitori della situazione disastrosa nella quale questa si trova per il forte radicamento delle organizzazioni criminali  mafiose.
Cristiano Tatarelli a Latina ed Alessandro Tocco a Frosinone ,il primo  proveniente da Scampia ed il secondo  da Caserta,teatri di forti battaglie entrambi,sapranno sicuramente  dare vigore  a quella  guerra che si rende assolutamente necessaria  contro le varie organizzazioni criminali che occupano il Basso Lazio.
Ora aspettiamo che tutte  le attese   relative ad un rafforzamento ed un salto di qualità da  parte del Commissariato di Formia  diventino  una realtà.
Noi restiamo,come sempre, a disposizione per ogni utile collaborazione al fine di strappare  alla criminalità mafiosa  quei territori.
                                                                                                                                                                                                                Ass.Caponnetto

ASSEMBLEA GENERALE DEGLI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO DOMENICA 18 SETTEMBRE A ROMA

 

 

 

 

 

Tutti gli iscritti all’Associazione Caponnetto si tengano disponibili per DOMENICA 18 SETTEMBRE   DALLE ORE 9 IN POI  PER L’ASSEMBLEA GENERALE  CHE SI TERRA’ A ROMA.

                     LA SEGRETERIA

Gli Obblighi in materia di prevenzione antimafia ai quali la maggior parte dei Prefetti non ottempera.Bisogna cominciare a denunciarli all’Autorità Giudiziaria.

Gli obblighi dei Prefetti.Dobbiamo cominciare a far sentire sul collo di tutti il fiato dell’Associazione Caponnetto per obbligarli a fare i loro DOVERI.

Pubblicato 15 Marzo 2015 | Da admin3

A TUTTI GLI AMICI DELL’ASSOCIAZIONE
CAPONNETTO IN ITALIA

GLI OBBLIGHI DEI PREFETTI

Amici,in una situazione in cui si parla di  golpe
striscianti,di disfacimento dello Stato di diritto ,di
occupazione di questo  da parte delle mafie,il dovere
di un’associazione antimafia seria é quello di
pretendere che coloro che per legge  sono chiamati a
tutelare l’integrità ed il ruolo delle istituzioni
assolvano in pieno ai proprio doveri,
Chi ha giurato di servire lo Stato DEVE servirlo.
Senza se e senza ma.
Siamo ormai alla battaglia finale:
o vince lo Stato o la mafia.
Non ci sono più alibi per nessuno.
Chi ha scelto di schierarsi con l’Associazione
Caponnetto ha il dovere morale e civile di non stare
alla finestra aspettando che la democrazia e la civiltà

vengano mandate in soffitta e di impegnarsi in prima
linea per difendere lo Stato contro l’assalto mafioso.
Bisogna ,insomma,cominciare in tutta fretta ad
individuare i punti nevralgici delle criticità nelle
strutture dello Stato per renderle   affidabili ed
efficienti in vista della battaglia finale contro la mafia.
E’ un compito “ALTO” e complesso  di fronte al quale
nessuno di noi può tirarsi indietro.
La storia e soprattutto la gratitudine dei nostri figli e
delle giovani generazioni ci compenseranno dei
sacrifici e dei rischi che stiamo affrontando.
Oltre all’azione   di  INDAGINE e DENUNCIA,che
comunque va accentuata e qualificata-
finendola,peraltro,talvolta ,con il correre dietro a
problemi localistici di mala amministrazione politico-
amministrativa che non servono ad altro oltre che a
distrarci dai veri problemi della lotta alle grandi
organizzazioni criminali-  é necessario subito
verificare  l’efficienza delle Prefetture.
I Prefetti per legge dispongono di un potere immenso
sul piano della lotta alla criminalità.
Essi   -  fra  gli altri compiti importanti come quelli di
indirizzare e coordinare  attraverso i Comitati
Provinciali per la sicurezza e l’ordine pubblico,tutta
l’azione  delle forze dell’ordine,di proporre lo
scioglimento per mafia dei Consigli comunali e tanti
altri ancora – hanno anche il potere dell’azione
PREVENTIVA,in virtù della quale,sulla base di una
semplice informativa delle forze di polizia ,di

decidere  se un’impresa ha diritto o meno a
partecipare ad una gara,
Non lo fanno o lo fanno in pochi e talvolta anche
male.
E ,se c’é qualcuno di essi che lo fa,il “sistema” lo
emargina,lo butta fuori,lo allontana,lo
elimina,trasferendolo ,sottraendogli le funzioni,
Coloro che si allineano,quasi tutti,e diventano così i
“figli del sistema”,cosa hanno fatto e continuano a
fare?
Quello che é successo  a Venezia con il Mose,a
Milano con l’Expo,a Caserta con l’Ospedale,a Fondi
con Damasco,a Latina,a Roma con “Mafia Capitale”,a
Napoli e quasi dovunque ,dove SOLO DOPO
L’INTERVENTO DELLA MAGISTRATURA E
DELL’AUTORITA’ ANTICORRUZIONE
PRESIEDUTA DA CANTONE,ci si é accorti che la
mafia si era accaparrata appalti e quant’altro riuscendo
a condizionare ogni cosa e quasi tutte le persone della
politica e delle istituzioni.
NOI NON DOBBIAMO PIU’  CONSENTIRLO  E
DOBBIAMO COMINCIARE,TUTTI, AD
AVVERTIRE IL DOVERE di intervenire PRIMA
CHE questi fatti vergognosi si verifichino,scoprendoli
PRIMA,denunciandoli pubblicamente ed alla
Magistratura,facendo presentare interrogazioni da
parte di qualche parlamentare disponibile,insomma in
ogni forma che la legge ci consenta.

Ripubblichiamo – e continueremo a farlo fino alla noia
in modo che nessuno possa dire “io non sapevo”- una
nostra nota che spiega quali sono i DOVERI di un
Prefetto e vi chiediamo di segnalarci tutti i casi di
inadempienza.
Aspettiamo da voi tutti notizie.

Il fenomeno del condizionamento delle istituzioni e degli Enti
locali.
Pubblicato 7 Marzo 2015 | Da admin3
Tenere d’occhio quello che fanno –o non fanno – i Prefetti sul versante della lotta alle
mafie.Il  Prefetto per legge é il massimo responsabile in una provincia della sicurezza e
dell’ordine pubblico e spetta a lui attivare le forze dell’ordine.Bisogna pretendere che essi
emettano a centinaia le interdittive antimafia rispetto alle imprese in odor di mafia,cosa che
raramente fanno.Avete visto quello che é successo all’EXPO di Milano?Centinaia di imprese
sospette,se non fosse intervenuto Cantone,avevano già preso in appalto milioni di
lavori.Vergogna! A Roma dicevano che………………non c’era mafia e sta venendo fuori il
marciume.E così é un pò dovunque,fatta qualche rara eccezione! Da oggi in avanti occhi
aperti sui Prefetti e se non fanno il loro dovere bisogna cominciare a denunciarli all’Autorit�
Giudiziaria per omissione di atti di ufficio e probabile concorso esterno.Ora basta !
——————————————-
MA I PREFETTI COSA FANNO ?????????

DOVREBBERO FARE” PREVENZIONE” MA
POCHI E RARAMENTE LA FANNO.
NELL’AZIONE DI CONTRASTO ALLE MAFIE
SI PUNTA TUTTO SUI MAGISTRATI,MA
QUESTI POSSONO INTERVENIRE
SOLAMENTE “DOPO”,QUANDO IL
REATO E’ STATO GIA’  COMPIUTO.
IL COMPITO DI INTERVENIRE ” PRIMA”,
QUANDO,CIOE’,I BUOI NON SONO
ANCORA  SCAPPATI DALLE
STALLE,SPETTA SOLAMENTE AI
PREFETTI,MA QUANDO QUESTI  NON
FANNO NIENTE AL RIGUARDO ED
ADDIRITTURA DICONO,COME E’
AVVENUTO A ROMA,CHE ” A ROMA
NON C’E’ MAFIA”!!!!!!!!!!!!!!!!!(
QUANDO STIAMO VEDENDO CON
“MAFIA CAPITALE”) IL MARCIUME
CHE C’E’-E STIAMO SOLO ALL’INIZIO
-O CHE,ADDIRITTURA,” ROMA E’ LA
CITTA’ PIU’  SICURA D’ITALIA
“O,COME E’ AVVENUTO IN
CAMPANIA, DOVE UN’IMPRESA DI
TRASPORTI,PUR GRAVATA DA
INTERDITTIVA
ANTIMAFIA,CONTINUAVA A
PRENDERE L’APPALTO  A CASERTA
DALLA REGIONE,ALLORA l’UNICA
SOLUZIONE SONO LA SCOPA ED I
CALCI NEL SEDERE.

BISOGNA PRETENDERE A GRAN VOCE DAI
PREFETTI CENTINAIA DI
INTERDITTIVE ANTIMAFIA
ALL’ANNO E,SE CONTINUANO A NON
FARLE,BISOGNA DENUNCIARLI
ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA PER
OMISSIONE DI ATTI DI UFFICIO E PER
CONCORSO ESTERNO.
E’ NECESSARIO,PERTANTO,APRIRE UNA
STAGIONE DI CONTROLLO
RIGOROSO DELL’OPERATO DEI
PREFETTI IN MATERIA DI LOTTA
ALLE MAFIE E FAR SENTIRE AD ESSI
IL FIATO SUL COLLO DELLA
SOCIETA’   CIVILE.
SONO ESSI,NELLA LORO VESTE DI
RESPONSABILI PROVINCIALI DELLA
SICUREZZA E DELL’ORDINE
PUBBLICO,GLI UNICI RESPONSABILI
SE LE FORZE DELL’ORDINE LOCALI
NON INDAGANO COME SI DOVREBBE
SUI PATRIMONI,LE
MOVIMENTAZIONI BANCARIE,GLI
INVESTIMENTI ECONOMICI
,DISATTENDENDO,COSI’, QUELLO
CHE GIOVANNI FALCONE DICEVA  ”
SEGUITE IL FILONE DEI SOLDI E
TROVERETE LA MAFIA”.
OSSERVATE I ” RISULTATI” DELLE
ATTIVITA’ IN UN ANNO DEI COMANDI
TERRITORIALI !!!!!!!!!!!!!!!
PIETOSI !!!!!!!!!
SE NON INTERVENISSERO DAI GRANDI

CENTRI LA DIA,IL GICO,IL ROS,LO
SCO,I CORPI CENTRALI CIOE’,
SAREMMO ANCORA AL MEDIOEVO.
E,SE SULLE SCRIVANIE DEI PM NON
ARRIVANO LE INFORMATIVE,LA
MAGISTRATURA NON PUO’
NEMMENO APRIRE I PROCEDIMENTI.
QUESTI SONO I PROBLEMI REALI CHE
DOVREBBERO AFFRONTARE TUTTI
QUELLI CHE PARLANO    – SENZA
NEMMENO  SAPERE DI COSA  SI
TRATTA – DI MAFIA ED
ANTIMAFIA!!!!!!!!!!!
QUELLA CHE  DOVRA’  VEDERCI
IMPEGNATI  NELL’ANNO APPENA
INIZIATO – UN’ATTENZIONE
PARTICOLARE SULL’AZIONE DELLE
PREFETTURE SUL PIANO DELLA
LOTTA ALLE MAFIE – DOVRA’ ESSERE
LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE.
I PREFETTI DISPONGONO DI UN POTERE
ECCEZIONALE IN MATERIA,UN
POTERE CHE NON TUTTI HANNO
USATO COME ERA NECESSARIO.
E QUESTO NON DOVREMO PIU’
TOLLERARLO.
INVITIAMO SIN DA ORA  GLI AMICI E LE
AMICHE DI TUTTA ITALIA,ISCRITTI E
SIMPATIZZANTI, A SEGNALARCI
OGNI COMPORTAMENTO ANOMALO
,OMISSIVO,COLLUSIVO.
E’ NECESSARIO COMINCIARE AD
ESSERE,SE VOGLIAMO  SERIAMENTE

FARE LA LOTTA ALLE
MAFIE,ACCENTRARE LA MASSIMA
ATTENZIONE SULLE PREFETTURE.
—————————————————

IL RUOLO    DEI PREFETTI E LA NECESSITA’ URGENTE   DI    MODIFICARE    LA
LEGGE.
L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO    PUBBLICA  QUESTA   NOTA    AL  FINE  DI
AVVIARE   NEL  PAESE   UN’ APPROFONDITA   RIFLESSIONE    SUL
RUOLO   DEI   PREFETTI   SUL   VERSANTE   DELLA   LOTTA   ALLE
MAFIE  E  SULL’URGENTE    NECESSITA’   DI  UNA  MODIFICA DELLA
LEGISLAZIONE IN  MATERIA.
NON    E’    POSSIBILE    PARLARE    SERIAMENTE   DI    LOTTA    ALLE   MAFIE
PERPETUANDO     L’ATTUALE   STATO  DELLE   COSE.

il fenomeno del condizionamento delle istituzioni e  degli Enti locali –

Il degrado delle Istituzioni
I recenti eventi giudiziari  che hanno coinvolto due ex ministri dell’Interno ( Scajola e
Cancellieri )
per fatti di rilevante gravità nonché i recenti arresti di prefetti ( Blasco, La Motta , Ferrigno) e
l’incriminazione di ex Prefetti  ( Maria Elena Stasi e Maddaloni entrambi condannati  in primo
grado  ) sempre per fatti riferibili ad ambienti della criminalità organizzata o meglio ad
ambienti
politici contigui alla criminalità organizzata,   devono necessariamente indurci a fare una
riflessione
sul ruolo e sui poteri che la legge assegna all’Amministrazione dell’interno nella lotta alla

criminalità organizzata.
Ovviamente occorre  doverosamente  sottolineare che l’amministrazione dell’Interno
registra  la
presenza di una stragrande maggioranza di persone  che dedicano la loro vita lavorativa e
in molti
casi anche personale,   al servizio esclusivo  dello Stato.
Proprio per tutelare anche questa categoria di servitori dello Stato e per consentire a questi
di poter
svolgere con serenità e senza interferenze della politica,  le azioni  istituzionali di contrasto
al
crimine organizzato,   occorre capire quali siano state le cause  che hanno determinato la
devianza
dell’azione di settori dell’amministrazione dell’interno ad appannaggio degli interessi di
contesti
socio politico criminale.
Analizzando bene i fatti di cronaca giudiziaria  che vedono coinvolti ministri dell’interno e
prefetti
si capisce subito che nelle vicende stesse hanno un ruolo centrale interessi personali
riferibili a
politici spesso di rilevo nazionale. Basta citare a solo titolo esemplificativo il   caso dell’ex
parlamentare Nicola Cosentino ed il recente coinvolgimento dell’ex prefetto Stasi .
Infatti i fatti giudiziari in questione rilevano come  spesso le contestazioni formulate  dalla
Magistratura  riguardino condotte  volte a favorire uomini politici . Basta vedere la vicenda
del
prefetto Stasi nell’ambito dell’indagine sui distributori di carburanti  di proprietà della famiglia
Cosentino ovvero la vicende di appalti  al comune di Caserta  per la quale sono state
condannati i
prefetto Stati e Maddaloni per interessi riferibili a ditte di  Nicola  Ferrara, esponente politico
regionale dell’UDEUR , oppure la vicenda esaminata nel corso del processo cosentino del
mancato
scioglimento del consiglio comunale di Mondragone la cui compagine politica era
riconducibile
all’ex ministro Landolfi ovvero al mancato rilascio del certificato antimafia interdittivo alle
ditte
ECO Quattro e Aversana Petroli , entrambe riferibili ad interessi della famiglia Cosentino.
Appare quindi evidente la correlazione tra condizionamento dell’azione dei Prefetti ed in
genere
dell’amministrazione dell’Interno  con la politica nella quale ampi settori    spesso sono
contigui ad

ambienti della criminalità organizzata ( soprattutto nelle regioni meridionali) .

Ma perché i prefetti si piegano alla Politica ovvero perché sono condizionati dalla stessa ?
Prima di rispondere a questa domanda vediamo chi sono e cosa fanno i prefetti .
Il prefetto è il massimo organo amministrativo periferico, terminale politico-operativo
dell’apparato
della sicurezza, agente elettorale del governo, motore della vita economica e sociale della
provincia,
tutore dell’ente locale.
Il prefetto  ha una  posizione di eminenza del Prefetto rispetto alle altre cariche
amministrative
periferiche in virtù del riconoscimento della rappresentanza dell’esecutivo nella provincia e,
conseguentemente, il carattere tendenzialmente “generale” del campo delle attribuzioni.
L’art. 2 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (t.u.l.p.s.), concede un’amplissima
facolt�
al Prefetto di adottare atti contingibili e urgenti per esigenze di sicurezza pubblica.
Il  Prefetto presiede i  Comitati Provinciali della Pubblica Amministrazione e dei comitati
metropolitani; ha  funzioni in materia di droga, scioperi nei servizi pubblici essenziali,
antimafia,
statistica; della ricostruzione del ruolo del Prefetto rispetto alle autonomie territoriali.
Insomma la legge ha conferito ai prefetti poteri enormi. Tra questi   è appena il caso di
ricordare
quelli che esercita attraverso il Comitato provinciale Ordine e sicurezza pubblica, che vede
la
partecipazione, in posizione di subordinazione funzionale, del Questore e dei Comandanti
Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. E’ proprio nel comitato che si
decidono  le
proposte  al consiglio dei ministri degli scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazioni
mafiose,
le misure di tutela da assegnare ai magistrati , ai cittadini minacciati, ecc. ecc.
Gli stessi vertici delle Forze dell’ordine  a livello provinciale  sono soggetti, ai fine
dell’avanzano di
carriera,  delle valutazioni da parte dei prefetti.
Quindi i prefetti sono potenzialmente in grado di incidere sulle figure apicale delle tre forze di
polizia e indirettamente sui magistrati esposti a pericoli di attentati o di sicurezza  personale
,
dovendo il prefetto decidere  se e  a chi assegnare le misure di tutela ( vigilanza  , scorta,
nei sui diversi livelli di gravità, ecc )
Ci si renderà conto che il Prefetto , stante la delicatezza dei compiti assentatigli dalla legge
e il
ruolo centrale nelle vicende più delicate  di ordine e sicurezza pubblica , deve  svolgere le
proprie
finzioni nel pieno ed inderogabile rispetto del principio di imparzialità dettato dall’art. 97 della
nostra carta costituzionale.

Il prefetto è posto nelle condizioni di poter esercitare liberamente e fuori da ogni forma di
condizionamento le proprie delicatissime funzioni ?

Per poter rispondere è necessario capire come  si articola la carriera prefettizia e come
vengono
nominati i prefetti e assegnati alle sedi provinciali .
La nostra carta costituzionale non prevede, come per l’ordine giudiziario, un organo di
autogoverno
che possa assicurare l’indipendenza e l’autonomia dei Prefetti . Invero non prevede neppure
la
figura del prefetto la cui presenza deriva dalla normativa del ventennio fascista.
Invero i prefetti vengono nominati dal Consiglio dei ministri.
Sono cioè nominati  dalla politica che in un dato momento storico è posta alla presidenza
del
consiglio dei ministri e ne ha maggioranza politica in seno allo stesso Organo.
Quindi, come è agevole, comprendere , i perfetti vengono nominati a secondo della loro
contiguità o
meglio del gradimento di quella o   quell’altra forza politica.

Quindi, per esempio,  ci troveremo che nel periodo del Governo Berlusconi sono stati
nominati
prefetti , coloro ritenuti di gradimento di quella forza politica. In genere queste scelte
risentono
anche  delle indicazioni provenienti dai coordinatori regionali. In Campania nel periodo dei
governo
Berlusconi,   per un lungo lasso tempo il ruolo di coordinatore regionale è stato assunto
dall’ex
parlamentare Nicola Cosentino, oggi sottoposto a processo per concorso esterno in
associazione
mafiosa.

Insomma l’imparzialità che deve inderogabilmente risiedere alla base delle scelte dei
prefetti  può
inconfutabilmente essere minata da questi meccanismi di nomina  che ineludibilmente
possono
creare momenti di devianza nelle scelte prefettizie.

Non è la prima volta che prefetti non allineati alla politica  ovvero ad una certa parte di
politica
deviata, siano stati  gravati da provvedimenti dal carattere sanzionatorio. Tutti ricorderanno il
prefetto di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli che sciolse il consiglio comunale di Reggio e
con
l’insediameno del Ministro calabrese Alfano è stato repentinamente trasferito altrove.
Ovvero il
prefetto di Agrigento Fulvio Sodano trasferito dal sottosegretario all’Interno Antonio D’Alì,
quest’ultimo  poi incriminato per concorso in associazione mafiosa.
Insomma appare improcrastinabile l’esigenza di  blindare talune delicate funzioni di ordine e
sicurezza pubblica   assegnate ai prefetti.
Due sono le strade: o si modificano le leggi prevedendo un meccanismo di nomina dei
Prefetti
attraverso un sistema simile a quello previsto per i magistrati oppure si trasferiscono queste
funzioni
strategiche per la sicurezza   dei cittadini e dei servitori  dello stato alla magistratura.

Appare inaccettabile che debba essere un funzionario dello stato nominato, prefetto,  dalla
politica a
decidere se un magistrato ( che spesso si trova ad indagare politici di rilievo nazionale
presenti
direttamente o indirettamente nel consiglio dei Ministri) debba o meno avere  misure di
tutela a
fronte di minacce anche potenziali o di esposizioni  elevante a rischio attentato. Appare
paradossale
che debba essere il prefetto, espressione della politica a formulare giudizi e valutazione sul
questore
e sui Comandati provinciali dell’arma e della g di f . Innegabilmente gli stessi possono per
questi
giudizi subire  una sorta di condizionamento o di timore reverenziale nei confronti del
prefetto ogni
qual volta si trovano a  dover indagare su fatti e vicende che riguardano gli stessi prefetti o
politici che hanno espresso gradimento per quello stesso prefetto.
O peggio ancora, appare  assurdo   che debba essere il   prefetto  a decidere se  e quando
sottoporre
ad indagini antimafia, un consiglio comunale   per infiltrazione  della  criminalità organizzata,
quando lo stesso consiglio comunale è  dello  stesso partito politico che   risiede nel
Consiglio dei
ministri e che quindi  potenzialmente può incidere sul prefetto stesso.
Non è la prima volta che pur in presenza di evidenti episodi di infiltrazioni della criminalit�
organizzata non si sia proceduto allo scioglimento delle amministrazione risultate permeabili
alla
c.o. . ( basti citare i casi del Comune di Fondi, del comune di Mondragone, Castellammare
di stabia,
di torre annunziata, di torre del greco,  e di tanti altri comuni ). Analoga considerazione vale
per il
rilascio dei certificati antimafia. Appare assurdo che un imprenditore per poter stipulare
contratti
con la pubblica amministrazione debba essere sottoposto alla valutazione del prefetto ai fini
del
rilascio della c.d. liberatoria antimafia. E’ evidente che in siffatto contesto e meccanismo di
nomina
e rimozione dei prefetti, l’imprenditore che sarà di gradimento della politica di maggioranza e
quindi dei prefetti,   risulterà immune da problemi di antimafia ( vedi il caso della societ�
Aversana
petroli dei Fratelli Cosentino, la Eco Quattro di Castel Volturno riferibili agli stessi politici
della
corrente di Cosentino, alla società dei fratelli Buglione, e tante altre società notoriamente
infiltrate
dalla criminalità ma che operano indisturbate e di contro ditte che  non si sono piegate ai
voleri
della politica che invece vengono colpite da interdittive antimafia per vicende banali ed
insignificanti
La democrazia in siffatti condizione è messa a dura prova.

La politica sana e la società civile devono  farsi carico di indicare le soluzioni . Occorre che
in
attesa di una legislazione che garantisca l’imparzialità e l’indipendenza dei funzionari dello
stato
preposti all’esercizio  di delicati compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica e
soprattutto nella lotta alla criminalità organizzata,  dette funzioni vengano trasferita alla Magistratura che , per
effetto dell’autonomia ed indipendenza garantitagli dalla Costituzione possa adottare le
decisioni
più giuste ed imparziali e scevre da condizionamenti della politica che ,  come si diceva
risente della
presenza di ampi settori  contigui alla criminalità organizzata .

Le implicazioni con la vita politica napoletana  costituiscano  il punto di partenza storico di
un
intreccio perverso che ha determinato il consolidarsi  del fenomeno dell’infiltrazione e del
condizionamento degli Enti locali
Nel corso degli anni ottanta , infatti,  In Campania tanto per citare un esempio,  si è assistito
all’espandersi ed al consolidarsi  di un fenomeno sociale  molto grave che ha messo in luce i
diffusi
rapporti  nell’ambito della gestione della “ cosa pubblica”  tra politica, affari e malavita
organizzata
di tipo mafioso .
Il degrado delle Istituzioni a Napoli era  tale da indurre il Procuratore Cordova a una
denuncia
amara ma non disperata: «Lo Stato a Napoli, dice Cordova, è un’entità eventuale, aleatoria,
virtuale.
Parlo dello Stato ufficiale non di quello reale, l’unico che a Napoli la gente conosce e teme
per
davvero: la camorra. Le leggi dello Stato sono lente, i processi non finiscono mai e la pena è
un
evento remoto, prescrivibile, amnistiabile, depenalizzabile. Le leggi della camorra sono
ferree e
immutabili, semplici e inderogabili, i giudizi si celebrano fulmineamente, e le sentenze sono
rapidissime, inappellabili e immediatamente esecutive. È ovvio che i cittadini temono lo stato
effettivo, quello camorristico, e non quello ufficiale».
La camorra si è trasformata in stato, che ci si trova di fronte ad un vero e proprio fenomeno
di
banditismo sociale, di neo brigantaggio populista.
La fiducia dei cittadini nelle Istituzioni cala di giorno in giorno.
Non vi e’  indagine su organizzazioni camorristiche che non riveli preoccupanti fenomeni di
penetrazione   collusiva nelle istituzioni.

Per molti versi, lo Stato sembra corrispondere a modelli ideali di sviluppo degli interessi
criminali,
anziché« di salvaguardia degli interessi della collettività    e delle istituzioni statuali.
In estrema sintesi si può quindi affermare che si è di fronte ad un nuovo soggetto che
oramai può
essere definito Alta  Camorra che ha dato prova di non essere più ai margini della società,
ma sta
conquistando progressivamente -  o forse ha già conquistato –   i centri dei poteri politico,
economico e sociale. Insomma  la camorra sta tentando di non porsi in posizione esterna o
antitetica, ma di stare ben dentro lo Stato, la politica, la società, l’economia.
Insomma la repressione dei delitti e delle illegalità, che è un  sacrosanto dovere dovrebbe
essere
accompagnato da un controllo capillare, da un meticoloso accertamento sulla debolezza
istituzionale di fronte alla pressione corruttiva e alle collusioni di gran parte di essa con l’Alta
Camorra. In definitiva è condivisibile quanto sostenuto da un noto giornalista che
“ I grandi camorristi  stanno nell’ombra “.
L’intreccio tra criminalità, politica e affari negli enti locali è sicuramente quello maggiormente
avvertito dal cittadino comune in quanto gli stessi  Enti più di ogni altra istituzione risultano,
in
considerazione delle funzioni istituzionali cui sono deputati per legge , a stretto contatto con
la
collettività amministrata. Le indagini condotte dalla magistratura
Il primo ed incisivo intervento,  che il  legislatore ha  posto in essere per tutelare gli enti
locali dalle
ingerenze della criminalità organizzata   si è avuto con l’approvazione  della Legge
22.7.1991, n.
221  che ha introdotto l’art. 15 bis della L. 55/1990 concernente lo scioglimento dei consigli
comunali e provinciali coinvolti in fenomeni di infiltrazione e di condizionamento mafioso. La
stessa norma oggi è confluita nell’art. 143 del D.lgt. 267/2000
E’ una norma sicuramente di carattere eccezionale,  in quanto  a prescindere dal giudizio
penale,
l’amministrazione  locale  risulta evidentemente  inquinata , al punto che nessun’altra misura
, al di
fuori  dello scioglimento, potrebbe risultare  idonea al recupero della legalità.
Era presente  nell’ordinamento un vuoto normativo, che  consentiva di fronteggiare  queste
situazioni , e per riempirlo si era  fatto ricorso ad un uso indiretto  della potestà di
scioglimento dei consigli comunali  per motivi di ordine pubblico ( si ricorda il caso del comune di Quindici,
retto
da un esponente apicale di una  nota famiglia camorristica, sciolto nel 1983 per motivi di
ordine
pubblico  dall’allora  Presidente della Repubblica Sandro Pertini .
La legislazione speciale antimafia in questione  intende, prioritariamente, salvaguardare gli
interessi
pubblici dalle mire della criminalità organizzata, ancora prima che si vengano a determinare
le
condizioni oggettive e concrete dell’aggressione a beni giuridicamente protetti.
In particolare  il procedimento di accertamento scaturente dai poteri previsti e demandati
dalla
suddetta legislazione ai Prefetti, ovvero alle Commissioni delegate, all’uopo istituite,
risponde alla
funzione di prevenzione cautelare globale che prescinde, nella sua applicazione, da istituti e
concetti
dell’ordinamento penale, da cui se ne discosta dichiaratamente.
Particolarmente  innovativa risulta la disposizione contenuta nell’art. 143 del D.lgt.
267/2000   che prevede la possibilità che il prefetto , nella fase istruttoria  del procedimento
di
scioglimento , acquisisca dal procuratore  della repubblica notizie utili a motivare la
decisione , in
deroga all’art. 329 del codice di procedura penale , superando cioè l’obbligo di segretezza
disposto
da tale norma  con riguardo alle esigenze  del procedimento penale .
Ma la facoltà più significativa conferita dal legislatore al prefetto per la ricerca  di ogni
elemento di valutazione utile allo svolgimento dell’azione amministrativa assegnatagli dalla
stessa
norma scaturisce  dal disposto normativo di cui al Decreto legge 354/1991, convertito nella
Legge
30.12.1991, n. 410 che consente, attraverso poteri investigativi, di verificare se ricorrono
pericoli di
infiltrazione tipo mafioso  nell’ambito dello svolgimento dei “ servizi” cui sono deputati per
legge
gli enti locali .
Nel 2009 con la legge 94 , l’art. 143 del d.lgs. 267/2000 ha subito una modifica che appare
aver
ridimensionato e affievolito l’azione di contrasto alla criminalità organizzata. Infatti è stato
stabilito che le indagini antimafia debbano essere svolta da una commissione composta “ da tre
funzionari
della pubblica amministrazione.
Invero  prima dell’entrata in vigore della legge 94/2009  le indagini venivano svolte da organi
di
polizia  che stante le loro specifiche conoscenze  e professionalità info-investigative,
potevano
fornire un contributo determinate al buon esito delle indagini. Invece il legislatore del 2009
ha
affidato a tre funzionari della P.A. dette attività di indagini.
Ogni commento appare del tutto superfluo.
Infatti precedentemente  per le operazioni di accesso antimafia nei comuni, i  prefetti  si
avvalevano
di apposite commissione composte da rappresentanti di tutte le forze, dell’ordine nonché da
un
rappresentante della D.I.A., nonché da funzionari statali  appartenenti ad amministrazioni
che,
nell’ambito delle proprie attività istituzionali, avevano  competenza  e conoscenza delle
attivit�
amministrative cui i comuni sono deputati per legge .

Associazione  A.Caponnetto
www.comitato-antimafia-lt.org

C’E’ ARIA DI FERIE,MA NON PER NOI

C’E'  ARIA DI FERIE,MA NON PER NOI

 

mobilitati ,oltre che per il lavoro di routine ,anche per una grossa iniziativa che farà registrare alla Caponnetto un ennesimo  e significativo salto di qualità a livello nazionale.

Tutti gli iscritti si tengano disponibili  per un’assemblea a Roma in una delle due domeniche della prima quindicina di settembre nella sede

Voce delle Voci – La Newsletter del 24 luglio 2016

COSE TURCHE / I DIRTY JOBS DI MISTER GULEM

di Andrea Cinquegrani

Fallito golpe in Turchia, con le epurazioni di massa è partita la caccia al “complice” internazionale, la quinta colonna …Continua a leggere



 

STRAGE DEL SANGUE INFETTO / UN PROCESSO “SILENZIATO”

di Andrea Cinquegrani

Strage del sangue infetto. Continua la via crucis dei pochi familiari delle vittime, sopravvissuti alla prescrizione e ad un …Continua a leggere

 



FERROVIE / E ORA IL “GOLPE” IN GRECIA

di Andrea Cinquegrani

“Una coscia di Higuain vale quanto le nostre ferrovie, complimenti”. E’ la battuta di un analista finanziario greco …Continua a leggere



 



GIALLO PANTANI / DELITTO PERFETTO. DI CAMORRA

di Andrea Cinquegrani

Vediamoci fra vent’anni. Sembra la colonna sonora del primo scandalo del calcio scommesse, andato in scena (o sceneggia …Continua a leggere

 


LE DUE GIUSTIZIE / IL CASO ESPOSITO E IL CASO DI PIETRO

di Andrea Cinquegrani

Possibile una giustizia a due facce nello stesso tribunale? Una condanna per quisquilie e pinzellacchere a base di fantomatic …Continua a leggere

 



News



Peppe Lanzetta – Il grande narratore della Napoli di oggi dopo Domenico Rea

di Redazione

Intorno al 1980, nella Napoli caotica di un terremoto che non sarebbe mai effettivamente terminato, stava crescendo il talent …Continua a leggere

 


 

Potere


Strage di Nizza. Quale terrorismo? E’ un altro terrorismo? E’ equiparabile al terrorismo?

di Giulietto Chiesa

Strage di Nizza. Quale terrorismo? E’ un altro terrorismo? E’ equiparabile al terrorismo? Domande legittime che s …Continua a leggere

 


Sconta due volte la stessa pena. Per i giudici è colpa del detenuto che non si è attivato

di Redazione

Pubblichiamo questo articolo di Manuela D’Alessandro tratto da giustiziami.it, il blog di Frank Cimini   Il detenu …Continua a leggere



 

PADOAN VEGAS E VISCO SUONANO I VIOLINI MENTRE IL TITANIC AFFONDA

di ELIO LANNUTTI

La debacle della Borsa e la credibilità del governo sulle banche  non è figlia di un destino cinico e baro, ma della total …Continua a leggere

 


Misteri

CASO MORO / ARIECCO LE ‘NDRINE. INTANTO COMINCIA A PARLARE PASQUALE SCOTTI…

 

Grandi rivelazioni dalla commissione Moro. C’è lo zampino, anzi lo zampone delle ‘ndrine nel sequestro del presi …Continua a leggere

 

 


Ambiente

LA GUERRA DEI VACCINI / I DIKTAT DELL’ORDINE CHE IN LOMBARDIA CHIUDE GLI OCCHI

 

Inflessibile l’Ordine dei medici: sanzionato e anche radiato chi osa ostacolare i vaccini. Talebana la numero uno a liv …Continua a leggere

 

 

Culture


Il futuro della città dei ‘bassi’

di GERARDO MAZZIOTTI

Il premier Matteo Renzi ha detto a Pozzuoli ieri che “Napoli può diventare capitale del futuro”; ma ignora che in questa …Continua a leggere

 


Sono onorata di avere un amico come David

 

Quando la cronaca nera diventa teatro. Grande teatro. Ed ogni angolo del luogo da cui risuona la sua voce impostata, potente, …Continua a leggere


 

DI PIETRO E IMPOSIMATO / TOGHE A CONFRONTO NELLA MEMORABILE ITALIOPOLI DI BEHA

 

In seguito ai due articoli della Voci sulla “Di Pietro story”, dalla “non inchiesta” sull’uomo a un passo da Dio …Continua a leggere

 

 

 

 

 

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Noi saremo la TUA Voce

La situazione del Testimone di Giustizia,malgrado gli interventi da noi fatti in precedenza,resta invariata.Senza assistenza economica e senza tutela.Eppure si tratta di persona a rischio in quanto ha denunciato elementi facenti capo alla ndrina Mancuso,una delle più pericolose.

Nemmeno quando lo chiamano a testimoniare ai processi lo accompagnano e lo scortano.E questo non é più tollerabile.Ci siamo visti costretti ,a questo punto,a  scrivere al Procuratore  Nicola Gratteri,al Ministro dell’Interno ed al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia per  fargli dare almeno una scorta  e  assicurargli una protezione  rispetto ad eventuali  ritorsioni ed alcuni fastidi che riceve.Stiamo parlando del Testimone di Giustizia Salvatore Barbagallo di Vibo Valentia.E’ assurdo che  persone coraggiose e ad altissimo rischio ,come é appunto Salvatore,vengano abbandonate dallo Stato .Vediamo se adesso  si muove  il Ministero  il quale ,peraltro,deve ancora,dopo anni,deliberare perfino il trattamento economico da erogargli  dopo che lo hanno privato di ogni bene.Vergogna !
                                                                                                                                                                                                                                                                        Ass.Caponnetto

In una domenica del prossimo settembre riunione importantissima a Roma del Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto

A SETTEMBRE  RIUNIONE IMPORTANTE A ROMA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

In una domenica del prossimo settembre  è in programma a Roma  una riunione  molto importante del Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto  che rappresenterà un grosso salto di qualità dell’Associazione ai livelli nazionali.

E’ in avanzata  fase di completamento un piano di ristrutturazione generale che la  trasformerà in una delle punte più avanzate e qualificate in Italia di attacco al malaffare ed alle mafie.

Si avvertono sin da ora gli amici iscritti  e componenti del Direttivo  di tenersi disponibili e pronti a fornire tutti quegli elementi utili a raggiungere gli obiettivi  che ci proponiamo.

                                                                                              LA SEGRETERIA

COMUNICATO ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

In relazione al problema della presenza mafiosa nel territorio del Comune di Anzio ,l’Associazione Caponnetto ha richiesto in data odierna l’intervento sia della DDA che della Prefettura di Roma.

A quest’ultima é stato richiesto di valutare la sussistenza o meno,sulla base degli elementi finora acquisiti e delle sentenze giudiziarie emesse, delle condizioni per la nomina di una Commissione di accesso agli atti del Comune.

LA SEGRETERIA

Comunicato.

 CI HA FATTO MOLTO PIACERE LA PRESENZA DEL PREFETTO FALOMI DI LATINA AL CONVEGNO DI SPERLONGA,UNA PRESENZA CHE RITENIAMO MOLTO IMPORTANTE AI FINI DELL’INSTAURAZIONE DI QUEI RAPPORTI DI COLLABORAZIONE  FRA VERTICI ISTITUZIONALI E SOCIETA’ CIVILE ORGANIZZATA PER  COMBATTERE LE MAFIE. LO RINGRAZIAMO DI VERO CUORE.   ASS.CAPONNETTO

Ed ora avanti con interrogazioni ,mozioni e quant’altro in Parlamento.

Abbiamo a disposizione un team di Parlamentari,deputati e senatori,dei quali siamo riusciti a conquistarci  la fiducia e la stima,che sono disposti a darci una mano presentando  interrogazioni,mozioni e quant’altro sia utile per combattere sui vari territori le mafie.Gli iscritti all’Associazione Caponnetto sono  invitati a  preparare,approfittando della pausa estiva,tutto quel materiale  utile a questo scopo in modo da  cominciare ,alla ripresa autunnale,l’attacco alle varie situazioni.L’amico Romano De Luca,del Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto,  é incaricato di ricevere da ognuno il tutto,di verificarne la serietà e di inoltrarlo,poi,ai parlamentari.
Il suo indirizzo  e il suo numero telefonico sono:
romano_deluca@virgilio.it      tel 3922509166.
LA SEGRETERIA

La Caponnetto parte civile nel processo contro ex capogruppo IDV Molise-cs

La Caponnetto parte civile nel processo contro ex capogruppo IDV Molise-cs

comunicato stampa

 

L’Associazione Antimafia Caponnetto costituita parte civile a Campobasso 

nel processo a carico di un ex capogruppo di Italia dei Valori alla Regione Molise

 

La Caponnetto ammessa tra le parti civili nel processo contro l’ex consigliere regionale del Molise Nicandro Ottaviano, esponente di IDV, accusato di peculato. Secondo l’accusa Nicandro, in qualità di capogruppo del gruppo consiliare Italia dei Valori (destinatario di contributi per la legge regionale 20/1991), si appropriava di parte delle somme ricevute per il funzionamento del gruppo, omettendo di giustificare le spese sostenute, o allegando documentazione risultata, in tutto o in parte, falsa e/o non riconducibile alla destinazione prevista per tali somme.

Ad ammettere come parte civile la Caponnetto, rappresentata in udienza dal penalista Gerardo Tommasone, è stato il gup di Campobasso Margherita Cardona Albini nel corso dell’udienza preliminare tenutasi ieri mattina.

Stando agli atti dell’accusa, Nicardro si sarebbe appropriato “nell’anno 2007 di euro 19.491,18anno 2008 di euro 29.499,57anno 2009 euro 63.944,14anno 2010 euro 32.205,822011 euro 57.968,62 per un totale di euro 203.109,33”. Tutte somme utilizzate per fini personali: viaggi, ristoranti, alberghi, ricariche telefoniche ed altro.

Nonostante l’opposizione della difesa, il giudice ha ritenuto legittima la richiesta della Caponnetto in quanto tale reato rientra a pieno titolo tra quelli previsti nello statuto dell’Associazione.

«Tale statuto – ha spiegato l’avvocato Tommasone – è appositamente ritagliato in ogni sua parte alla tutela dell’interesse collettivo e diffuso di tutti i cittadini, i quali hanno diritto ad una società civile, politica ed amministrativa all’insegna della trasparenza, della professionalità, della legalità e dell’onestà, una società in cui tutti si sentano partecipi al concetto stesso di legalità quale principio cardine contro ogni forma di corruzione». «Questa costituzione di parte civile della Caponnetto – tiene a sottolineare Tommasone – è la prima che si è avuta in questa regione e per questo tipo di reato».

Da notare che prossimamente, sempre a Campobasso, sono previsti altri procedimenti penali a carico di altri esponenti politici per le stesse ipotesi di reato. «Anche nelle prossime occasioni – annuncia Tommasone, che è componente del Comitato scientifico della Caponnetto -  l’Associazione sarà in campo per ulteriori costituzioni di parte civile, un segno tangibile di vicinanza alle istituzioni, nell’ambito del rafforzamento della Caponnetto in tutto il territorio nazionale, quale presenza viva, partecipe ed operativa, regione per regione, sul fronte dell’antimafia, dell’anticamorra, contro la corruzione e in difesa della legalità».

Roma, 7 luglio  2016

 

Associazione Antimafia Caponnetto

Ufficio stampa Domina comunicazione

contatti: 347 0515527 – 347.3615263

  http://www.comitato-antimafia-lt.org/

La Caponnetto parte civile nel processo contro ex capogruppo IDV Molise-cs

comunicato stampa

 

L’Associazione Antimafia Caponnetto costituita parte civile a Campobasso 

nel processo a carico di un ex capogruppo di Italia dei Valori alla Regione Molise

 

La Caponnetto ammessa tra le parti civili nel processo contro l’ex consigliere regionale del Molise Nicandro Ottaviano, esponente di IDV, accusato di peculato. Secondo l’accusa Nicandro, in qualità di capogruppo del gruppo consiliare Italia dei Valori (destinatario di contributi per la legge regionale 20/1991), si appropriava di parte delle somme ricevute per il funzionamento del gruppo, omettendo di giustificare le spese sostenute, o allegando documentazione risultata, in tutto o in parte, falsa e/o non riconducibile alla destinazione prevista per tali somme.

Ad ammettere come parte civile la Caponnetto, rappresentata in udienza dal penalista Gerardo Tommasone, è stato il gup di Campobasso Margherita Cardona Albini nel corso dell’udienza preliminare tenutasi ieri mattina.

Stando agli atti dell’accusa, Nicandro si sarebbe appropriato “nell’anno 2007 di euro 19.491,18anno 2008 di euro 29.499,57anno 2009 euro 63.944,14anno 2010 euro 32.205,822011 euro 57.968,62 per un totale di euro 203.109,33”. Tutte somme utilizzate per fini personali: viaggi, ristoranti, alberghi, ricariche telefoniche ed altro.

Nonostante l’opposizione della difesa, il giudice ha ritenuto legittima la richiesta della Caponnetto in quanto tale reato rientra a pieno titolo tra quelli previsti nello statuto dell’Associazione.

«Tale statuto – ha spiegato l’avvocato Tommasone – è appositamente ritagliato in ogni sua parte alla tutela dell’interesse collettivo e diffuso di tutti i cittadini, i quali hanno diritto ad una società civile, politica ed amministrativa all’insegna della trasparenza, della professionalità, della legalità e dell’onestà, una società in cui tutti si sentano partecipi al concetto stesso di legalità quale principio cardine contro ogni forma di corruzione». «Questa costituzione di parte civile della Caponnetto – tiene a sottolineare Tommasone – è la prima che si è avuta in questa regione e per questo tipo di reato».

Da notare che prossimamente, sempre a Campobasso, sono previsti altri procedimenti penali a carico di altri esponenti politici per le stesse ipotesi di reato. «Anche nelle prossime occasioni – annuncia Tommasone, che è componente del Comitato scientifico della Caponnetto -  l’Associazione sarà in campo per ulteriori costituzioni di parte civile, un segno tangibile di vicinanza alle istituzioni, nell’ambito del rafforzamento della Caponnetto in tutto il territorio nazionale, quale presenza viva, partecipe ed operativa, regione per regione, sul fronte dell’antimafia, dell’anticamorra, contro la corruzione e in difesa della legalità».

Roma, 7 luglio  2016

 

Associazione Antimafia Caponnetto

Ufficio stampa Domina comunicazione

contatti: 347 0515527 – 347.3615263

Avrei voluto un amico come lui – Omaggio a Rino Gaetano

A Napoli il tour di David Gramiccioli e del suo Teatro artistico d’inchiesta

 

Venerdì 15 luglio ore 17.00

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici – Via Monte di Dio 14, Napoli

 

 

Dopo i tanti successi in numerose località italiane, fa tappa a Napoli venerdì 15 luglio lo spettacolo-omaggio al grande Rino Gaetano dal titolo “Avrei voluto un amico come lui”, tour itinerante della Compagnia Teatro Artistico d’Inchiesta guidata dal giornalista performer David Gramiccioli.

«Nessuno come Rino Gaetano – si legge nelle note di regia – ha cantato la nostra storia, nessuno come lui, cantava “ma chi me sente”, consapevole della solitudine artistica e umana alla quale è condannato il genio. Ma nel profondo del suo animo Rino nutriva – e lo disse pubblicamente una sera – la speranza che un giorno, grazie alla comunicazione di massa, gli italiani potessero finalmente comprendere il significato vero dei testi delle sue canzoni».

Lo spettacolo, portato in scena negli ultimi tre anni dinanzi ad un pubblico complessivamente stimato in non meno di 30mila spettatori, viene  ovunque rappresentato con un esplicito intento sociale: devolvere il contributo volontario degli spettatori per una giusta causa di giustizia, proprio per meglio cogliere e trasmettere la portata umana del messaggio che ci ha lasciato Rino Gaetano.

 

La Compagnia Teatro Artistico d’Inchiesta e David Gramiccioli hanno deciso di devolvere il ricavato delle donazioni che saranno raccolte per lo spettacolo del 15 luglio a Napoli in favore dell’associazione Voce delle Voci onlus, cui fa capo l’omonimo mensile d’inchiesta, che ha subìto e continua a subire pesanti intimidazioni, anche attraverso vie giudiziarie, per aver denunciato e documentato negli ultimi trent’anni camorre, mafie, corruzioni, poteri deviati, facendo sempre nomi e cognomi, nell’unico interesse di quella libera informazione che era e resta il principale pilastro della nostra Costituzione democratica.

Invitiamo i colleghi della stampa a diffondere la notizia e tutti i cittadini ad intervenire, mentre ringraziamo David Gramiccioli e l’Istituto Italiano Studi Filosofici per aver messo in campo questa grande iniziativa di solidarietà alla Voce.

 

Napoli, 6 luglio 2016

 

 

 

…………………………………………………………………………………………………………….

Associazione Voce delle Voci onlus

Viale Colli Aminei 50 – 80131 Napoli

c. f.  95054740634 – cell. 349.1115090

Comunicato in vista del Convegno di giovedì 7 luglio p.v.a Sperlonga

COMUNICATO   IN VISTA DEL CONVEGNO DI GIOVEDI’ 7 LUGLIO A SPERLONGA (LATINA )

 

CONSIDERATI  SIA  L’IMPORTANZA E LA DELICATEZZA DEI TEMI IN DISCUSSIONE CHE DELLA LOCALITA’ PRESCELTA, CHE E’ AL CENTRO DEL TERRITORIO DI GOMORRA,OLTRE CHE  LO SPESSORE ED IL RUOLO DA ESSI  SVOLTO DEI RELATORI E DI  MOLTI  PARTECIPANTI  AL CONVEGNO DELLA CAPONNETTO  E DELLA VOCE DELLE VOCI DEL 7 LUGLIO A SPERLONGA ,E’ PREVISTA  UNA  MASSICCIA PARTECIPAZIONE .

ALCUNE PERSONE QUALIFICATE CI HANNO GIA’  TELEFONATO PER CHIEDERCI SPAZI  PER  ALCUNI LORO INTERVENTI SU SITUAZIONI SPECIFICHE.

AL RIGUARDO CI TENIAMO  A RENDERE NOTO,COME D’ALTRONE ABBIAMO GIA’ FATTO  A MEZZO  DELLE LOCANDINE E DEI  MANIFESTI AFFISSI IN TUTTO IL SUD PONTINO,DA FONDI IN GIU’,CHE SONO PREVISTI NEL CORSO DEL DIBATTITO ALCUNI SPAZI PER IL PUBBLICO. 

LA SEGRETERIA DELL’ASS.CAPONNETTO

www.comitato-antimafia-lt.org

Vittoria dell’Associazione Caponnetto

Vittoria dell’Associazione Caponnetto

 

 

 

Associazione   Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                                                                                                                                                                info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                                                                                                                                                                00192 Roma  via Germanico 197

                                                                                                                                                                                                                                Tel 3470515527

 

 

 

                                                                            COMUNICATO STAMPA 

 

 

 

 

 

Oggetto: Parco Eolico di Montecilfone (CB) Provvedimento di diniego della Regione Molise

 

 

 

L’Associazione Antimafia A. Caponnetto apprende con soddisfazione da un articolo pubblicato  dal quotidiano  Primo Piano Molise in data 4 Luglio 2016,l’emissione del provvedimento definitivo  di diniego emesso dalla Regione Molise Settore Politiche Energetiche circa la richiesta di   realizzazione del parco Eolico di Montecilfone (Cb). 

Questo  splendido risultato è stato ottenuto dalll’Associazione A.. Caponetto  in collaborazione con alcune  Associazioni Ambientaliste che con essa  si sono battute  in tutte le sedi, compresa la Presidenza del Consiglio dei Ministri, contro questo ulteriore scempio ambientale del territorio.

L’Associazione Caponnetto  ringrazia  anche l’avv. Robero D’Aloisio membro dello stafff  tecno-scientifico della struttura dell’Associazione che ha prestato la sua  preziosa opera legale a supporto di questa agognato risultato  contro il saccheggio del paesaggio Molisano.. e  l?onorevole deputato Cristian Iannuzzi ,iscritto all’Associazione Caponnetto  ,il quale con la presentazione di una articolata interrogazione rivolta ai Ministri competenti  ha completato l’opera infaticabile dell’Associazione medesima . Rimane al momento in piedi presso la Procura di Larino l’esame degli esposti presentati per fare piena luce sui meandri nascosti di questa enigmatica vicenda. 

 

                                                      IL Segretario della Sez.Abruzzo e Molise dell’Ass.Caponnetto

 

                                                                Romano De Luca

Premio Amato Lamberti – assegnate stamane le borse di studio a Palazzo San Giacomo- cs

Premio Amato Lamberti – assegnate stamane le borse di studio a Palazzo San Giacomo- cs

 

comunicato stampa

Premio Amato Lamberti 2016

Assegnati stamane i riconoscimenti a Palazzo San Giacomo

In una Sala Giunta di Palazzo San Giacomo affollatissima di pubblico e di autorità sono state assegnate questa mattina le borse di studio ai due giovani ricercatori che si sono distinti per i loro lavori scientifici sul contrasto alla criminalità organizzata: Laura Mascaro dell’Università di Pisa e Diego Gavini di Tor Vergata (Roma).

Alla cerimonia ha preso parte anche Luigi de Magistris che, prima di recarsi a Castel Capuano, dove è avvenuta la sua proclamazione a sindaco, ha rivolto un caloroso saluto ai partecipanti. De Magistris ha rimarcato la particolare condizione di Napoli in questo momento, con i clan messi al bando dal Palazzo comunale e con una società civile capace di organizzare azioni positive, di conoscenza e contrasto al crimine, ma con bande criminali che uccidono ancora per le strade spargendo sangue, anche quello degli innocenti.

 

Di conoscenza come strumento chiave per affrontare la lotta alle mafie ha parlato Francesco Comparone, segretario della Commissione parlamentare antimafia, annunciando l’impegno della commissione a svolgere un proficuo ruolo di raccordo e sostegno tra le diverse università italiane in cui si porta avanti la ricerca sui temi della criminalità organizzata.

 

Se la lotta al terrorismo è stata vinta e quella alle mafie ancora non lo è – ha detto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, presidente onorario del Premio Lamberti – e se, nonostante i brillanti risultati nella cattura di superlatitanti e boss, le mafie non sono state ancora sconfitte, dobbiamo chiederci fino a che punto questo accada perché la lotta al terrorismo aveva visto un fronte compatto dello Stato, mentre forse non si può dire lo stesso per il contrasto alla criminalità organizzata. Ma Napoli – ha concluso Roberti – ha oggi le possibilità per guidare il rilancio morale di questi territori e dobbiamo tutti impegnarci affinché ciò avvenga.

Un tema, quello del rilancio morale, ripreso anche dal procuratore aggiunto di Napoli Alfonso D’Avino, giunto a portare i saluti del procuratore capo Giovanni Colangelo.

 

Su tutti, i volti giovani, impegnati e anche belli dei due giovani ricercatori, Laura e Diego, presentati dai componenti della giuria Gabriella Gribaudi e Luciano Brancaccio. Non senza visibile emozione, i due giovani studiosi hanno testimoniato con i loro interventi e il loro lavoro che anche quest’anno è stata centrata la mission dell’Associazione Amato Lamberti: trasmettere alle giovani generazioni la lezione morale e scientifica di impegno concreto contro le sanguinarie logiche del crimine organizzato. Un valore, questo, reso tangibile anche dal lavoro di Amedeo Zeni, coordinatore dell’Associazione Lamberti e allievo del grande sociologo Amato Lamberti, fondatore dell’Osservatorio Anticamorra, assessore comunale e poi per dieci anni presidente della Provincia di Napoli.

Condotta dall’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, la cerimonia ha visto la partecipazione, fra gli altri, dello storico della camorra Isaia Sales, dell’ex procuratore capo Giovandomenico Lepore, dell’europarlamentare Alfonso Andria, dell’assessore ai Giovani del Comune, Alessandra Clemente, del consigliere regionale Pasquale Sommese, dei giornalisti Sandro Ruotolo e Arnaldo Capezzuto, e dell’imprenditore Luigi Giamundo, che con l’associazione Museo del Vero e del Falso, facente capo a Confindustria, ha sponsorizzato una delle Borse di studio da mille euro ciascuna.

Soddisfatta Roselena Glielmo Lamberti, infaticabile organizzatrice del Premio, presente alla cerimonia con il figlio Daniele Lamberti.

 

 

 

Napoli, 27 giugno 2016

Ufficio stampa Premio Amato Lamberti

Domina Comunicazione -  Rita Pennarola

contatti: 347.3615263 – mail domina.comunicazione@libero.it

Premio Amato Lamberti-lunedì la premiazione a Palazzo San Giacomo-cs

COMUNICATO
STAMPA
Premio Amato Lamberti 2016
Lunedì ore 11 la cerimonia a Palazzo San Giacomo
Lunedì prossimo 27 giugno alle ore 11, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo,
cerimonia di consegna del Premio Amato Lamberti 2016, consistente
nell’assegnazione di due Borse di studio da mille euro ciascuna ad altrettanti
giovani ricercatori impegnati con la loro attività scientifica negli studi sul contrasto
alle mafie.
I vincitori di quest’anno sono Laura Mascaro dell’Università di Pisa per la tesi
magistrale su Lamezia Terme e la ‘ndrangheta. Omicidi di mafia e assetti
geocriminali (1985-2015), realizzata in collaborazione con l’Unità anticrimine di
Catanzaro, e Diego Gavini dell’Università di Roma Tor Vergata, per la tesi di
dottorato dal titolo La prima Commissione parlamentare antimafia nella Repubblica
dei partiti (1962-1976).
La Giuria del Premio, presieduta dal Procuratore Nazionale Antimafia Franco
Roberti, ha prescelto i loro lavori fra le tante interessanti ricerche presentate da
giovani studiosi delle Università di tutta Italia.
Alla cerimonia di lunedì prossimo interverranno, fra le numerose autorità, il
procuratore aggiunto di Napoli Alfonso D’Avino in rappresentanza della Procura
retta da Giovanni Colangelo, e, per la Commissione Parlamentare Antimafia, il
segretario Francesco Comparone.
Alla cerimonia prenderanno parte lo stesso procuratore nazionale antimafia Franco
Roberti ed i membri del comitato scientifico: Nino Daniele, assessore alla Cultura
del Comune di Napoli, lo storico della camorra e docente all’Università Suor Orsola
Benincasa Isaia Sales, i professori della Federico II Enrica Amaturo, Gabriella
Gribaudi, Giuseppe Acocella, Luciano Brancaccio, Annamaria Zaccaria, e il
giornalista Arnaldo Capezzuto.
Ci saranno inoltre i componenti dell’Associazione Amato Lamberti che organizza il
Premio: Roselena Glielmo Lamberti con i figli Daniele e Marco, ed Amedeo
Zeni, allievo di Lamberti e coordinatore dell’Associazione. Sarà presente inoltre
l’imprenditore Luigi Giamundo presidente del Museo del Vero e del Falso, sponsor
di una delle Borse di studio.
Assegnando i riconoscimenti ai due giovani ricercatori impegnati sul tema del
contrasto alle mafie, l’Associazione anche in questa terza edizione porta a
compimento la propria finalità, che è quella di trasmettere alle nuove generazioni la
lezione scientifica e l’esempio morale di Amato Lamberti.
I VINCITORI
LAURA MASCARO, 26 anni, nata a Poggibonsi, dopo la laurea triennale in Storia
contemporanea all’Università di Siena nel 2006, quest’anno ha conseguito la
Laurea magistrale all’Università di Pisa con il punteggio massimo. Nella tesi
vincitrice del Premio Amato Lamberti ha ricostruito per la prima volta delitti di
sangue ed altre attività del crimine organizzato verificatesi negli ultimi trent’anni
a Lamezia Terme, territorio della famiglie mafiose più pericolose della Calabria.
In quanto non udente, Laura Mascato ha condotto il suo percorso scolastico ed
accademico con serietà ed impegno per affrontare gli ostacoli di comunicazione che ha
incontrato.
DIEGO GAVINI, nato a Frascati nel 1985, ad aprile di quest’anno ha
conseguito il dottorato di ricerca in Storia e Scienze Filosofico-Sociali a
Tor Vergata. Le sue ricerche sono state finora rivolte ai fenomeni mafiosi
e all’istituto delle commissioni parlamentari di inchiesta in età
repubblicana. Fra 2014 e 2016 Gavini ha collaborato a due progetti di
ricerca promossi dalla Fondazione di Studi Storici Filippo Turati, occupandosi prima dei
sindacalisti uccisi dalla mafia nel dopoguerra e in seguito della Commissione parlamentare
d’inchiesta sul disastro del Vajont. Dal primo progetto è scaturito il volume collettaneo
“Una strage ignorata. Sindacalisti agricoli uccisi dalla mafia 1944-48” (Agra, 2014) al quale
ha contribuito con il saggio “Sicilia 1944-1948: la mafia e le vittime del movimento
sindacale nelle carte della prima Commissione Antimafia”. Dal 2014 è membro di un
gruppo di ricerca interdisciplinare, finanziato dall’Università di Tor Vergata nell’ambito del
programma “Uncovering Excellence”, che sta promuovendo studi relativi all’immaginario
devozionale fra mafia e antimafia. All’interno di questo percorso Gavini si occupa in
particolare della ritualità funeraria nella criminalità mafiosa e della memoria delle vittime di
mafia.
L’Associazione “Museo del Vero e del Falso” è stata fondata da un gruppo di imprenditori
campani aderenti al sistema confindustriale per contrastare le illegalità diffuse in termini di
contraffazione che si verificano su tutti i mercati e che, nella maggior parte dei casi, sono
frutto dell’operato di organizzazioni malavitose.
La collaborazione con l’Associazione Amato Lamberti rafforza l’impegno sociale di
entrambe, ovvero contrastare l’illegalità, diffondere la cultura della legalità e far prendere
sempre più corpo a quella coscienza sociale che deve essere stimolata e sviluppata con
progetti rivolti al pubblico, accessibili a tutti e fruibili da ogni cittadino. Questi gli intenti
dell’Associazione “Museo del Vero e del Falso”, che perciò ha deciso di finanziare la borsa
di studio offerta dall’Associazione Amato Lamberti.
Napoli, 23 Giugno
Rita
Pennarola
contatti:
347.3615263
mail
domina.comunicazione@libero.it

Comunicato Stampa Terzo Premio Nazionale Amato Lamberti

Carissimi Colleghi Giornalisti,
Vi preghiamo di aiutarci nella diffusione del comunicato stampa in allegato, lo stesso vale come invito per il Terzo Premio Nazionale Amato Lamberti.
Grazie
Amedeo Zeni
Coordinatore Associazione Amato Lamberti

Premio Amato Lamberti 2016 – i vincitori – Lunedì 27 la cerimonia di premiazione a Palazzo San Giacomo – cs

 

comunicato stampa

 

Premio Amato Lamberti 2016 – I vincitori

 

 

 

Sono Laura Mascaro   di Siena e Diego Gavini di Frascati i due giovani studiosi di fenomeni connessi alla criminalità organizzata vincitori di questa edizione 2016 del Premio Amato Lamberti, intitolato alla memoria del grande sociologo fondatore dell’Osservatorio Anticamorra. Fra le decine di lavori pervenuti anche quest’anno da tutta Italia al concorso, la giuria presieduta da Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia, ha infatti prescelto la tesi magistrale di Laura Mascaro dell’Università di Pisa su “Lamezia Terme e la ‘ndrangheta. Omicidi di mafia e assetti geocriminali (1985-2015)”, realizzata in collaborazione con l’Unità anticrimine di Catanzaro, e la tesi di dottorato di Diego Gavini dell’Università di Roma Tor Vergata dal titolo “La prima Commissione parlamentare antimafia nella Repubblica dei partiti (1962-1976)”.

 

La consegna dei riconoscimenti – due Borse di studio da mille euro ciascuna – avverrà il prossimo lunedì 27 giugno alle ore 11 nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, nel corso di una cerimonia cui prenderanno parte Franco Roberti, presidente della Commissione scientifica, ed i suoi componenti Nino Daniele, assessore alla Cultura del Comune di Napoli, lo storico della camorra e docente all’Università Suor Orsola Benincasa Isaia Sales, i professori della Federico II Enrica AmaturoGabriella GribaudiGiuseppe AcocellaLuciano BrancaccioAnnamaria Zaccaria, e il giornalista Arnaldo Capezzuto. Alla cerimonia interverrà il segretario della Commissione parlamentare antimafia Francesco Comparone.

Ci saranno inoltre i componenti dell’Associazione Amato Lamberti che organizza il Premio: Roselena Glielmo Lamberti con i figli, e Amedeo Zeni, allievo di  Lamberti.

Assegnando i riconoscimenti ai due giovani ricercatori impegnati sul tema del contrasto alle mafie, l’Associazione anche in questa terza edizione porta a compimento la propria finalità, che è quella di di trasmettere alle nuove generazioni la lezione scientifica e l’esempio morale di Amato Lamberti.

Di seguito le note biografiche dei vincitori.

 

I VINCITORI

Laura Mascaro, 26 anni, nata a Poggibonsi, dopo la laurea triennale  in Storia contemporanea all’Università di Siena nel 2006, quest’anno ha conseguito la Laurea magistrale all’Università di Pisa con il punteggio massimo. Nella tesi vincitrice del Premio Amato Lamberti ha ricostruito per la prima volta delitti di sangue ed altre attività del crimine organizzato verificatesi negli ultimi trent’anni a Lamezia Terme, territorio della famiglie mafiose più pericolose della Calabria.

In quanto non udente, Laura Mascato ha condotto  il  suo percorso scolastico ed accademico con serietà ed impegno per affrontare gli ostacoli di comunicazione che ha incontrato.

 

Diego Gavininato a Frascati nel 1985, ad aprile di quest’anno ha conseguito  il dottorato di ricerca in Storia e Scienze Filosofico-Sociali a Tor Vergata. Le sue ricerche sono state finora rivolte ai fenomeni mafiosi e all’istituto delle commissioni parlamentari di inchiesta in età repubblicana. Fra 2014 e 2016 Gavini ha collaborato a due progetti di ricerca promossi dalla Fondazione di Studi Storici Filippo Turati, occupandosi prima dei sindacalisti uccisi dalla mafia nel dopoguerra e in seguito della Commissione parlamentare d’inchiesta sul disastro del Vajont. Dal primo progetto è scaturito il volume collettaneo “Una strage ignorata. Sindacalisti agricoli uccisi dalla mafia 1944-48” (Agra, 2014) al quale ha contribuito con il saggio “Sicilia 1944-1948: la mafia e le vittime del movimento sindacale nelle carte della prima Commissione Antimafia”.  Dal 2014 è membro di un gruppo di ricerca interdisciplinare, finanziato dall’Università di Tor Vergata nell’ambito del programma “Uncovering Excellence”, che sta promuovendo studi relativi all’immaginario devozionale fra mafia e antimafia. All’interno di questo percorso Gavini si occupa in particolare della ritualità funeraria nella criminalità mafiosa e della memoria delle vittime di mafia.

 

 

 

Napoli, 17 giugno 2016

  Centro Studi Associazione Amato Lamberti C.F.95146010657
email: associazioneamatolamberti@gmail.com
Via Luigi Guercio, 84134, Salerno, (SA)

Domenica presentazione di Luci a Scampia in occasione della Festa della Ciliegia-cs

comunicato stampa

Sabato 18 e domenica 19 giugno a Chiaiano

in occasione della Festa della Ciliegia

il saluto di Angelo Pisani ai cittadini della Municipalità 

e la presentazione del suo libro “Luci a Scampia”

 

Giunge quest’anno alla 45esima edizione la “Festa della Ciliegia” di Chiaiano, storica kermesse che si terrà il prossimo weekend, sabato 18 e domenica 19 giugno, nel Parco Cupa Spinelli di Chiaiano, con un calendario come sempre ricco di eventi aperti alla popolazione.

 

«Sarà l’occasione – annuncia l’avvocato Angelo Pisani, che per cinque anni ha guidato l’Ottava Municipalità – per uno scambio di saluti con i cittadini di Chiaiano, Piscinola, Marianella, Scampia, cui mi legano sentimenti di reciproco affetto per lo straordinario cammino che ci ha uniti in questi cinque anni».

 

Un cammino che Pisani ripercorre, tappa dopo tappa, in “Luci a Scampia”, il suo libro appena uscito dall’editrice Minerva, che non a caso sarà presentato proprio a Villa Spinelli, in occasione della Festa della Ciliegia, domenica 19 giugno alle ore 19.30 nell’ambito delle tante manifestazioni previste per la kermesse chiaianese, organizzate come sempre da Pina Pascarella e dalla sua “Donare è… Amore”. La stessa associazione pochi giorni fa ha organizzato una serata di beneficenza al Maschio Angioino in favore dei piccoli scolari del Benin, cui è stato devoluto da Angelo Pisani il ricavato dalla vendita di “Luci a Scampia”.

 

Alla presentazione di domenica sera interverranno giornalisti e personalità cittadine.

 

Napoli, 15 giugno 2016


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