Comunicati

.Non ci piace affatto il clima creatosi a Somma Vesuviana.L’Associazione Caponnetto invita il Ministro dell’Interno Minniti a prendere personalmente in mano la situazione e ad adottare i provvedimenti necessari per ristabilire la serenità ed il rispetto delle leggi

Adesione Associazione Caponnetto alla manifestazione “Insieme senza muri” di Milano

 

 

 

 

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

 

                                         

                                            Roma,19.5.2017

 

                          AGLI ORGANIZZATORI  DELLA

                          MANIFESTAZIONE  ” INSIEME

                          SENZA MURI”

                                                   MILANO

 

 

L’Associazione  Caponnetto  con profonda convinzione esprime i sentimenti della  sua  piena condivisione dei valori e degli intenti che stanno alla base  della manifestazione da voi promossa e  partecipa idealmente ad essa.

I migliori e più sentiti auguri per la sua riuscita.

Cordiali saluti

                                    

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Dr.Elvio Di Cesare

Chiariamo una cosa importante!

CHIARIAMO  UNA  COSA  IMPORTANTE!!!!!

 

Noi non siamo pagati da nessuno,se non dai nostri iscritti.

Abbiamo rifiutato e rifiutiamo,per essere liberi da tutti e da tutto,qualsiasi contributo da Comuni,Enti,Regioni,Stato .

Viaggiamo a nostre spese,tirando fuori i soldi dalle nostre tasche.

Questo,come premessa.

Ci telefonano e ci scrivono da tutta Italia persone che ci chiedono  assistenza legale .

L’Associazione Caponnetto  non è presente ovunque perché,per costituirla,sono necessarie persone locali che mostrino sensibilità ed interesse alla lotta alle mafie ed ai temi della legalità.

E non é facile trovarle nell’oceano di disonestà,di viltà , di omertà,di egoismo e di ignoranza nel quale il Paese sta affogando.

Le regioni nelle quali siamo presenti ad oggi sono la Sicilia,la Campania,l’Abruzzo e Molise,il Lazio e l’Emilia.

Altrove siamo “scoperti” e non siamo in grado di svolgere alcuna azione se non dall’esterno.

Detto ciò,non siamo uno sportello di assistenza,di beneficenza nè un bancomat.

Noi abbiamo i nostri avvocati – che sono,peraltro,fra i migliori in Italia- ma essi sono impegnati per le attività dell’Associazione,le denunce,i processi e quant’altro riguardi la nostra azione quotidiana.

Essi non sono,quindi,a disposizione del primo che arriva senza,peraltro,essere iscritto e parte attiva dell’Associazione Caponnetto.

Questo per chiarezza ed onestà intellettuale.

L’Associazione  Caponnetto é un’associazione antimafia seria e di prima linea e non un banco di assistenza a persone che,peraltro,nemmeno conosciamo e non sono iscritte ed attive.

                  LA SEGRETERIA

A Civitavecchia e dintorni ……………….la mafia non c’é! E’ incredibile !!!!!!!!

A Civitavecchia e  dintorni ……………….la mafia non c’é! E’ incredibile !!!!!!!!

Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie

“Antonino Caponnetto

 

 

Preoccupano le reazioni negazioniste apparse sulla stampa locale  a commento dell’audizione del Sindaco di Civitavecchia presso la Commissione speciale sulle Infiltrazioni mafiose e la criminalità organizzata della Regione Lazio. Reazioni che lasciano trasparire come, pur di alimentare sterili polemiche politiche, si eviti di assurgere a quel ruolo di tutori di legalità che forze politiche e sociali dovrebbero, invece, avere insito nel proprio agire.

Sembra che una sorta di generale amnesia collettiva abbia fatto dimenticare gli allarmi lanciati egli ultimi anni dagli organi inquirenti, le numerose operazioni svoltesi sul territorio o anche quelle di più ampio respiro ma che hanno visto coinvolti soggetti, fisici e imprenditoriali, operanti localmente anche in attività di rilievo.

Il tutto senza considerare i continui sequestri di droga, ma anche armi e rifiuti, che hanno visto coinvolto lo scalo locale, e che lascia presupporre una ben occultata rete di protezione e accoglienza. Emblematici in tal sensi gli arresti di  importanti narcotrafficanti avvenuti nel 2016 e negli ultimi mesi.

Se infine aggiungiamo gli avvenimenti che la letteratura di settore considera quali segnali inquietanti (incendi, intimidazioni, celere e continua apertura/chiusura di nuove attività commerciali al posto dei negozi storici, etc) il quadro è completo e non consente proprio di stare tranquilli.

Le forze politiche e sociali, piuttosto che negare quanto evidente, e a volte da loro stessi denunciato in passato ed oggi negato per mera polemica politica, si riapproprino di quell’etica e di quella serietà che richiede il loro ruolo, e facciano fronte comune al fine di dotare il tessuto sociale dei giusti anticorpi che, purtroppo, anche se non sempre, sembrano essere diventati merce rara.

Si passi dalla polemica politica al confronto serrato, seguito, quando necessario, dalle denunce, e si dimostri che esiste anche la politica che si occupa del bene comune, in contrapposizione alla “politica” che si occupa dei propri interessi.

Civitavecchia. 18.06.2017  

 

                                                                                              La Segreteria  

Per contatti:

asscaponnettocv@gmail.com

info@comitato-antimafia-lt.org

Di seguito i link al  comunicato della Regione Lazio relativo all’audizione del sindaco di Civitavecchia in commissione antimafia e alle reazioni – chiaramente negazioniste – della politica e della Confcommercio.http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=commissioniNewsDettaglio&id=1779&cid=15#.WRxJc7gYHlg

http://www.terzobinario.it/civitavecchia-pd-sulla-mafia-puerile-tentativo-depistaggio-cozzolino/110676

http://www.civonline.it/articolo/tullio-nunzi-nessun-sentore-di-infiltrazioni-malavitose

Tutti a parlare di legalità,di giustizia e di lotta alle mafie ,ma………………………………bla bla bla

TUTTI A PARLARE DI LEGALITA’,DI GIUSTIZIA E DI LOTTA ALLE MAFIE,MA QUANTI SONO DISPOSTI  AD OLTREPASSARE LA SOGLIA DI UNA PROCURA O DI UNA CASERMA PER  FARE NOMI E COGNOMI E DARE COSI’ UNA MANO A MAGISTRATI E FORZE DELL’ORDINE ????????????………………….

 

 

ttp://www.corriere.it/…/profezia-avverata-sciascia…

 

 

L’”ANTIMAFIA” DELLE CHIACCHIERE E NON DEI FATTI.

L’”ANTIMAFIA “  DEI SOLDI E DELLE CARRIERE.

Siamo fortemente preoccupati per la situazione criminale esistente in Emilia-Romagna e per i silenzi di chi dovrebbe parlare e non parla.Abbiamo,comunque,cominciato a lavorarci sù

Da un esame puntuale ed approfondito fatto dagli iscritti all’Associazione Caponnetto di Bologna e,più in generale di tutta la regione Emilia-Romagna,della situazione criminale,emergono sempre più elementi di fortissima preoccupazione.
Quello che maggiormente inquieta é l’aspetto un tantino omertoso di una parte dell’impianto sociale e politico locale
che si rifiuta di ammettere una realtà che ormai é sotto gli
occhi di tutti.
L’Emilia-Romagna -ma questo era ampiamente prevedibile
per le condizioni economiche e non solo favorevoli che
hanno consentito l’investimento di montagne di capitali di
qualsiasi provenienza,lecita o non lecita ,come del resto,in
tutto il nord-Italia,la parte più ricca del Paese dove non ci
sono gli anticorpi in quanto non preparata ad un’invasione
che oggi ha raggiunto il livello di un radicamento
profondo- é infiltrata dalle mafie di ogni origine ed etnia.
Quello che sconcerta é la tendenza “negazionistica” che
tenta di non prendere e di non far prendere atto di una
realtà inquietante e che investe settori
politici,sociali,culturali e,forse,anche istituzionali come
conseguenza.
Un muro di silenzio – di silenzi e di “no”- ,di fronte al quale
va a sbattere chiunque,inquirente istituzionale o meno,si
propone di scavare e di mettere a nudo la realtà.
Non é,questo,che ,comunque ,ci spaventa in quanto le
nostre tecniche di intervento – che ripudiano la vistosità e
l’immagine-,scoperte ed affinate in anni ed anni di lavoro
in situazioni altrettanto critiche,ci consentono,anche se in tempi piu’ lunghi che altrove, di superare
le difficoltà.
Vogliamo solamente far presente che noi ci stiamo ed
abbiamo cominciato a lavorare,annotando quello di cui
veniamo a conoscenza ,per poi,far conoscere,con i mezzi e le vie opportuni, a chi di
competenza ai livelli centrali e nelle sedi opportune ed
affidabili,i risultati del nostro impegno.
LA SEGRETERIA NAZIONALE

CONVOCATO A TESTIMONIARE MA SENZA PROTEZIONE E A SUE SPESE . E’ UNA VERGOGNA !

Testimone di Giustizia citato come testimone in tribunale :”ci vai senza scorta e a tue spese”.

Il testimone di giustizia Ciliberto Gennaro attualmente inserito in uno speciale programma di protezione in località segreta per imminente pericolo di vita  ,in concomitanza di un imminente impegno giudiziario dove é citato come teste non viene autorizzato a presentarsi con la dovuta tutela pur dopo aver prodotto dovuta istanza.
Il testimone di giustizia Ciliberto  é  destinatario di scorta di 3 livello con auto blindata, ma non si comprende perché il Servio Centrale Protezione  del Ministero dell’Interno questa volta abbia deciso che  il debba recarsi da solo a testimoniare,per lo più in in Tribunale dove pende un procedimento contro la criminalità organizzata dove  il Testimone di Giustizia è  l ‘unico denunciante e testimone.
Non presentarsi in tribunale come teste è  un reato  punibile con un ammenda oltre  che un dovere civico.
Il Testimone non ha altra possibilità per ragioni di sicurezza  di rinunciare a comparire dinanzi al giudice ma di tale situazione renderà partecipe il Procuratore Capo della DNA Dott.Roberti  e Dott Pignatone oltre il Ministro dell’ interno on.Minniti .
A tal punto il Ministero dell’ interno deve dire una volta e per tutte se intende tutelare i testimoni di giustizia oppure farli uccidere dalle mafie o definitivamente abolire il programma di protezione .

Sostegno dell’Associazione Caponnetto a Luigi Leonardi

 

 

 

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

                                       

 

                                                                   Rona,7.5.2016

 

 

         

In vista dei prossimi appuntamenti che lo attendono, desideriamo confermare il sostegno e l’apprezzamento della nostra Associazione a Luigi Leonardi, che continuiamo a ritenere un testimone di giustizia riconosciuto degno in  ambito giudiziario di affidamento e protezione

.E desideriamo rappresentare che siamo impegnati, con l’assistenza dei legali incaricati, a far valere in ogni sede istituzionale questa sua esperienza e questo suo ruolo di pubblico interesse.

 

Associazione Nazionale ‘Antonino Caponnetto

Il Segretario nazionale

Elvio Di Cesare

 

Il Presidente onorario

Alfredo Galasso

Il Sindaco di Itr( (Latina) assicura che sull’area di Licciano non c’é alcun disegno di speculazione edilizia e noi ne prendiamo atto e lo ringraziamo e ci sentiamo più tranquilli..Ma,caro Sindaco,massima attenzione perchè la camorra é in tutto il sud pontino sempre in agguato per cogliere un momento favorevole per attuare i suoi piani speculativi.

L’AVV.FARGIORGIO,SINDACO DI ITRI (LATINA),CON QUESTA NOTA SMENTISCE LA NOTIZIA DA NOI PUBBLICATA CIRCA L’EVENTUALITA’ DI SPECULAZIONI EDILIZIE NELL’AREA DI LICCIANO E,AL CONTEMPO,ASSICURA LA MASSIMA VIGILANZA DA PARTE DELLA SUA AMMINISTRAZIONE PERCHE’ CIO’ NON AVVENGA.

PRENDIAMO ATTO DELLA SUA TEMPESTIVA E CORTESE ASSICURAZIONE E LO RINGRAZIAMO DI CUORE.

CIO’ ,PERO’,NON ESCLUDE CHE DA PARTE DI AMBIENTI E SOGGETTI ESTRANEI ALLA CITTADINA POSSANO CONTINUARE AD ESSERCI DISEG…NI DI SEGNO DIVERSO. DISEGNI CHE POTREBBERO TROVARE ATTUAZIONE IN MOMENTI STORICI FAVOREVOLI.

D’ALTRA PARTE IL SINDACO FARGIOGIO SA MOLTO BENE CHE TUTTA L’AREA DEL SUD PONTINO,COMPRESA QUINDI ANCHE QUELLA DI ITRI,E’ DA TEMPO SOTTO FORTE ATTACCO DELLA CAMORRA E DI PROVE CE NE SONO AD IOSA.

COMUNQUE -RIPETIAMO-LE SUE ASSICURAZIONI CI RASSERENANO.

ALMENO PER ORA.GRAZIE ,AVVOCATO FARGIORGIO

ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

Altro…

Itri Prima di Tutto – Antonio Fargiorgio Sindaco

· 22 h · 

A PROPOSITO DI LICCIANO
Ho appreso e poi letto, non senza un qualche sbigottimento, la notizia diffusa nella giornata di ieri, tramite Facebook, dall’Associazio…
ne Antimafia “Antonino Caponnetto”, che vorrebbe prossima ad abbattersi su Itri un nuova ondata di speculazione edilizia, segnatamente sul sito di “Licciano”.
Se non fosse per l’alto profilo e per il rilievo etico e morale che ho sempre riconosciuto all’Associazione, di cui ho condiviso e condivido le finalità di lotta alla mafia e di diffusione e consolidamento della cultura della legalità, non esiterei ad etichettare la notizia, secondo un gergo caro a certo giornalismo, come una bufala,
La sua provenienza, invece, mi induce ad intervenire a nome dell’intera cittadinanza, perché non posso consentire che passi un messaggio, che compromette l’immagine stessa di Itri.
Non so quali siano i segnali da cui l’Associazione Caponnetto tragga la sensazione che si stia mettendo in atto un disegno speculativo ed edilizio, ma sono abituato, per mia formazione professionale, a verificare sempre i fatti, gli atti ed i documenti prima di produrmi in qualsivoglia tipo di affermazione. Anche questa volta, ho effettuato verifiche presso gli uffici comunali competenti ed ho riscontrato che non ci sono in atto o comunque da ultimo depositate richieste di intervento edilizio sulla zona di Licciano. Ma l’esito delle ricerche era, almeno per me, del tutto scontato.
In campagna elettorale, ma anche in Consiglio comunale, ho ribadito più volte che non è, e sottolineo non è, assolutamente nei piani e programmi di questa Amministrazione dare vita a speculazioni edilizie, perché amiamo il nostro territorio e riteniamo che esso vada salvaguardato da simili appetiti. Gli interventi che auspichiamo sono, infatti, quelli diretti al recupero ed alla riqualificazione dell’esistente; non ambiamo ad incrementare la sofferenza, in termini naturalistici ed ambientali, che già in passato la nostra cittadina ed il proprio territorio hanno dovuto subire e sopportare.
Anche per questo, prossimamente, verrà portata a compimento dagli organi comunali la delibera con cui sarà attivata la procedura che prevede l’istituzione, ad opera della Regione Lazio, del monumento naturale nel comprensorio di “Punta Cetarola”. Un segnale chiaro, diretto e preciso, che l’Amministrazione lancia a tutti, nessuno escluso.
Chiaramente, siamo e saremo sempre vigili affinché non si perpetrino sul nostro territorio degli scempi, perché non trovino qui sfogo beceri appetiti. Non so se siamo fragili politicamente (anzi, lo escludo), ma è certo che siamo molto solidi moralmente ed eticamente e che non ci lasciamo e ci lasceremo intimorire da chicchessia. I valori cari all’Associazione ci appartengono!
Auspico, infine, un contatto diretto con l’Associazione Caponnetto, perché ritengo che certi fenomeni possano essere individuati e combattuti, sul nascere, grazie ad una proficua interazione e ad una collaborazione, organica, sistematica ed oserei dire paritaria, tra le nostre rispettive realtà istituzionali. Il Sindaco Avv. Antonio Fargiorgio

Intitolata ,con la presenza del vice segretario nazionale dell’Associazione Caponnetto, Sen.De Notaris,l’aula magna dell’Istituto Comprensivo “T.Tasso” di Castel San Giorgio ad Antonino Caponnetto

ALLA PRESENZA DEL VICE SEGRETARIO NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO,SEN.FRANCESCO DE NOTARIS,IERI,4 MAGGIO ,L’AULA MAGNA DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO “T.TASSO” DI CASTEL SAN GIORGIO IN PROVINCIA DI SALERNO E’ STATA INTITOLATA AD ANTONINO CAPONNETTO.

 

 

 

La comunità scolastica di Castel San Giorgio in Campania ha vissuto un momento formativo molto intenso. Il 4 Maggio 2017, alla presenza della Dirigente dell’Istituto Comprensivo ‘T.Tasso’ prof. Rosalba de Ponte, della prof. Lucrezia Amideo, della Presidente del Consiglio di Istituto, di Docenti, Genitori ed Alunni è stata intitolata ad  ANTONINO CAPONNETTO l’Aula Magna dell’edificio. Il Parroco Gianluca Cipolletta ha benedetto la targa ed ha augurato alla Città un percorso di legalità ed impegno civico. Era presente il vice segretario dell’Associazione Caponnetto Francesco de Notaris che, dopo aver espresso considerazioni sulla bontà dell’avvenimento,  ha anche manifestato la solidarietà dell’Associazione per un grave atto intimidatorio avvenuto nella mattinata ai danni di una Associazione che partecipa alle iniziative pastorali della Parrocchia di Castel san Giorgio.

Il nuovo Consiglio Direttivo nazionale dell’Associazione Caponnetto

IL NUOVO CONSIGLIO  DIRETTIVO NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

 

Tre rappresentanti delle forze dell’ordine,due Ispettori ed un funzionario ,ex parlamentari,avvocati,sindacalisti,una funzionaria dell’ANAC,un sindaco,vari esponenti,donne ed uomini, della società civile tutti impegnati in lotte civili e sociali,un manager  di altissimo profilo .

 

 

 

 

Consiglio direttivo nazionale dell’Associazione Caponnetto :

Alfredo Galasso-Presidente onorario e coordinatore  Ufficio Legale

Elvio Di Cesare- Segretario

Francesco De Notaris- Vice Segretario -ex Senatore

Bruno Fiore-Segretario amministrativo e Tesoriere

Ina Schimmenti-Segretario  Organizzativo

Pasquale Palmisano-membro- sindacalista FIOM CGIL

Licia  D’Amico-membro-avvocato 

Mauro Pollio-membro- già  manager 

 

Francesco Putortì-membro-funzionario Polizia di Stato

Gennaro Varriale-membro- responsabile Ufficio Ricerche

Paolo Costa-membro-responsabile sito web

Gabriella Alfonsi-membro

Francesca Toto-membro

Simona Ricotti-membro

Luciano Zambelli- membro

Arturo Gnesi -membro-sindaco  di Pastena ,provincia di Frosinone

Vincenzo Trani-membro

Nicolino Di Michele-membro-Ispett. Polizia Penitenziaria

Aquiliano Molfa-membro-Ispettore Polizia di Stato

Romano De Luca- membro

Stella Dante-membro

Antonia Stanganelli-membro-Funzionaria ANAC

Gerardo Tommasone-membro-avvocato

Roberto D’Aloisio-membro-avvocato .

 

“ALTRO ” ED “ALTO”: INDAGINE,DENUNCIA,PROPOSTA,IL MOTTO E LE COORDINATE DI UN’ASSOCIAZIONE PRESTIGIOSA ANTIMAFIA IMPEGNATA IN PRIMA LINEA CONTRO LE MAFIE ED IL MALAFFARE IN ITALIA,AUTONOMA E SENZA CONDIZIONAMENTI DALLE ISTITUZIONI SOPRATTUTTO, DALLE QUALI RIFIUTA FINANZIAMENTI E BENEFICI, E DAI PARTITI.

IL SEN. FRANCESCO DE NOTARIS , DI NAPOLI, E’ IL NUOVO VICE SEGRETARIO NAZIONALE DELL’ASS.CAPONNETTO

 

 

Una vita,la sua,a combattere  per la Legalità e la Giustizia.

Regione Molise

COMUNICATO STAMPA
L’ Associazione nazionale di lotta alle mafie e alle illegalità Antonino Caponnetto ha provveduto a presentare oggi all’A.G., tramite un presidio di Polizia, un esposto in riferimento alla nota vicenda dell’affitto dell’appartamento di Via Garibaldi a Campobasso, che sarebbe nella disponibilità dell’ assessore e consigliere regionale Vittorino Facciolla . 
L’ Associazione ha dato altresì mandato all’ avv. Roberto D’ Aloisio di Termoli di rappresentarla come parte offesa in un eventuale giudizio
la Segreteria nazionale

SEQUESTRO BENI PONTILLO –

DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA

Centro Operativo di Napoli

 

 

IL TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE – SEZIONE MISURE DI PREVENZIONE, SU PROPOSTA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI NAPOLI E DELLA D.I.A., SEQUESTRA BENI PER CIRCA 6 MILIONI DI EURO AD IMPRENDITORE CASERTANO RICONDUCIBILE AL CLAN “BELFORTE” DI MARCIANISE (CE).

 

Nella mattinata odierna, al termine di una complessa ed articolata attività di indagine, tesa all’aggressione dei patrimoni di mafia, personale del Centro Operativo della DIA di Napoli ha dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie emessa, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti dell’imprenditore nel settore della produzione e trasporto del calcestruzzo PONTILLO Angelo, 56enne, originario di Capodrise (CE).

La misura coercitiva reale è stata disposta dal collegio sammaritano a seguito delle proposte avanzate dalla Procura della Repubblica di Napoli - Sezione Misure di Prevenzione e dalla Direzione Investigativa Antimafia, dopo articolate indagini di natura economico-patrimoniale.

L’attività si inquadra nell’ambito della strategia investigativa avente come obiettivo la sistematica aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati da soggetti appartenenti a sodalizi camorristici, nello specifico il clan Belforte” di Marcianise (CE).

PONTILLO Angelo veniva tratto in arresto nel dicembre 2012, in esecuzione di decreto di fermo disposto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, poiché ritenuto responsabile, insieme ad altri, di aver ideato e gestito una continuativa attività usuraria, fin da epoca molto risalente (la metà degli anni ’90), in danno di imprenditori ed operatori commerciali del casertano.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ed eseguite daiCarabinieri di Caserta, consentivano di far luce su un vasto giro di prestiti di carattere usurario i cui tassi d’interesse applicati si aggiravano tra il 7% ed il 10% al mese.

Nell’ambito del medesimo contesto investigativo, PONTILLO Angelo veniva raggiunto nell’anno 2015 da un provvedimento di sequestro preventivo ex art. 12 sexies L. 356/92, emesso dal G.I.P. del Tribunale sammaritano in quanto gravemente indiziato del reato di usura continuata aggravata in concorso, ai sensi degli artt. 110, 81, 644 co. 5 n. 4) c.p.

Il 15 ottobre 2014, PONTILLO Angelo veniva nuovamente arrestato in esecuzione di un provvedimento cautelare in carcere, emesso dal Tribunale di Napoli – Ufficio 16° G.I.P., perché ritenuto, unitamente ad altre 15 persone, responsabile di aver fornito uno stabile e significativo apporto al conseguimento delle illecite finalità perseguite dall’organizzazione di tipo camorristico denominata clan “Belforte” di Marcianise (CE).

Tali vicende penali sono state già giudicate dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – II Sezione Penale – che, a conclusione del giudizio, in data 30 maggio 2016, condannava PONTILLO Angeloalla pena di anni 12 e mesi 8 di reclusione.

La misura cautelare personale e la successiva sentenza di condanna emessa nei confronti di PONTILLO Angelo si fondano essenzialmente sulle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, suffragate da puntuali riscontri investigativi, che proprio per la loro intraneità al clan “Belforte” o, comunque, per il loro inserimento in ambienti di criminalità organizzata, sono stati in grado di ricostruire l’attività del gruppo criminale ed indicare i soggetti che, nel corso del tempo, hanno partecipato all’associazione stessa, descrivendone i ruoli e le condotte penalmente rilevanti.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia indicano univocamente il PONTILLO Angelo quale imprenditore che, attraverso la “CO.CEM. S.r.l.”, azienda produttrice di calcestruzzo, favoriva (ed era favorito rispetto alla concorrenza) il clan “Belforte”:

-      segnalando i cantieri che venivano aperti sul territorio in guisa da consentire l’attività estorsiva;

-      provvedendo direttamente al ritiro delle somme estorte agli imprenditori del settore (anche mediante sovrafatturazione degli importi dovuti, “gonfiando” così i costi rispetto alle effettive forniture, per consentire la creazione di “fondi neri” destinati al pagamento delle estorsioni);

-      organizzando incontri tra imprenditori estorti ed appartenenti al sodalizio criminale finalizzati al pagamento di tangenti estorsive.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ed eseguite dalla Polizia di Stato di Caserta, consentivano di riscontrare che, nel tempo, “il sistema” criminale ideato da PONTILLO Angelo e dai suoi sodali, definiti anche le “spie del pizzo”, era così collaudato che gli imprenditori che avviavano nuove attività si rivolgevano “spontaneamente” ai fornitori di calcestruzzo contigui al clan, affinché gli indicassero i referenti dell’organizzazione che dovevano contattare per “mettersi a posto”.

Le investigazioni economico – patrimoniali, effettuate dal Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, consentivano di accertare la consistente sproporzione fra la capacità reddituale di PONTILLO Angelo e le effettive disponibilità patrimoniali e finanziarie a questi riconducibili.

Con il decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, gli investigatori della D.I.A., nella provincia di Caserta, hanno sottoposto a sequestro i seguenti beni nella diretta disponibilità di PONTILLO Angelo e dei suoi familiari:

-      quote di partecipazione a n. 2 imprese con sede in Caserta, operanti nel settore immobiliare;

-      n. 37 immobili nei comuni di Capodrise, Casapulla, Caserta, Dragoni, Maddaloni e Orta di Atella;

-      n. 7 rapporti finanziari.

Il valore approssimativo dei beni raggiunti dal provvedimento ablativo ammonta a circa € 6.000.000.

Napoli, 04 maggio 2017

 

Si allega comunicato stampa.

 

 

La presente sarà seguita da successiva mail contenente un link per scaricare il filmato.

 

 

Segreteria del Capo Centro DIA NAPOLI – dr. Giuseppe LINARES

Tel. 081 6020350

 

Un libro del quale consigliamo un lettura attenta.Assolutamente da leggere.

Un libro del quale consigliamo un lettura attenta.Assolutamente da leggere.

 Ponte alle Grazie, Roma, maggio 2017 (in libreria dall’11 maggio)

«Che mestiere fai?» è questa la domanda che Alberto Pierobon si sente rivolgere più di frequente. Una domanda a cui risponde di solito con «il libero professionista». Ma Pierobon ha cavalcato diversi settori: è stato poliziotto, operaio e – prima che libero professionista e consulente – anche dirigente enti locali e manager pubblico. Dalla sala di regìa, ha potuto frequentare quella che chiama “l’Università dei criminali”, laddove i colletti bianchi si sporcano le mani ma non la reputazione. Una carriera durata vent’anni, quella nella pubblica amministrazione, prima di tirare i remi in barca e dedicarsi alle consulenze private, con la sorpresa di ritrovarsi nella stessa situazione di prima, se non peggio. Ho visto cose, scritto con la collaborazione del giornalista de Il Fatto quotidiano Alessandro Zardetto e pubblicato per Ponte alle Grazie (data di lancio 11 maggio 2017), è un viaggio nei gironi danteschi di un’Italia con il freno a mano tirato da una massa multiforme di lestofanti, faccendieri, manager pubblici e privati con stipendi da capogiro, sensali, arrivisti o veri e propri squali. Personaggi da opera buffa che succhiano il sangue rimasto a un Paese che arranca da dieci anni in una crisi che ha riempito le tasche a molti. In questo libro si passa dalla raccolta differenziata intrapresa come moda alla privatizzazione (o ri-pubblicizzazione) nella gestione dei servizi pubblici dove gli attori sono sempre gli stessi. Troviamo la mangiatoia dei contributi pubblici per bonifiche o progetti ambientali anche in iniziative estere, la gestione “allegra” dei rifiuti speciali o dei vestiti usati, il riciclaggio internazionale di denaro, i trucchi immobiliari, l’evasione fiscale e molto altro. Come l’autore stesso ha provato sulla sua pelle, a pagare per queste ruberie sono – molto spesso – non solo i contribuenti, ma anche chi si oppone al sistema, chi cerca di fare della legalità un principio che vada oltre la parola vuota. Questo per indifferenza, ma anche (e questo è molto più grave) per la compiacenza di chi dovrebbe controllare, ma anche giudicare. Alberto Pierobon ci accompagna per mano dietro le quinte dei teatrini all’italiana che si reggono in piedi a stento, eppure continuano con la loro sciatta programmazione a propinarci esempi di malcostume diffuso nel nome del business a tutti i costi. Ho visto cose è un libro alla portata di tutti, un racconto senza pathos né drammatizzazione (come se ce ne fosse bisogno). Storie vere, dove solamente i nomi e le date (per questioni di tutela legale) sono stati modificati. Un libro pensato per studenti e casalinghe, ma anche per i cosiddetti “tecnici” della materia, che troveranno una ricca appendice per approfondire i vari casi incontrati nei capitoli.

Alberto Pierobon – per sua natura più propenso a pubblicazioni di ambito prettamente scientifico – sforna un vero e proprio vademecum per decifrare il mondo reale in tutte le sue contraddizioni, evitando tuttavia di cadere nel banale, cercando di soffermarsi sugli aspetti psicologici di chi non può fare a meno di rubare, pur non avendone bisogno, e tentando di individuare la «retta via» che ci conduca finalmente fuori dalla selva oscura in cui sembriamo precipitati.

Leggendo queste pagine, una domanda viene spontanea (ed è la seconda domanda che Pierobon si sente rivolgere più di frequente): «Ma chi te lo fa fare?». Tradimenti, palate di fango, processi e campagne diffamatorie. È spesso vero che “l’occasione fa l’uomo ladro”, ma quando questo mantra non trova riscontro nel comportamento onesto di una persona… hic sunt leones. Le porte si chiudono, i presunti amici scompaiono. Guai a mettere in discussione lo status quo.

In un periodo in cui la libera informazione sembra essere messa sempre più spesso sotto attacco, Ho visto cose si propone come un’opera fondamentalmente coraggiosa, scritta con l’intento di contribuire a quella presa di coscienza che serpeggia nel Paese, ma che ha ancora bisogno di un incoraggiamento.

Gianluca Zanella

Legge 3500 tdg ferma al Senato.Un’ennesima presa in giro per i Testimoni di Giustizia ? Un appello al Presidente del Senato Grasso.

Ci giungono notizie che la legge 3500 tdg già approvata dalla Camera dei Deputati ,è ferma al Senato e non  viene calendarizzata .Un’ennesima presa in giro per i Testimoni di Giustizia ?

Essa, firmata all’unanimità da tutti i  gruppi politici ,non sarà legge finché non sarà approvata al Senato.
I testimoni di giustizia stanno vivendo l ‘ennesimo dramma amplificato da questa incertezza sulla durata del Governo.
Se dovesse a breve aprirsi una crisi di Governo tutto l’impegno di chi ha voluto questa legge sarà  vanificato .
Dopo 20 anni dalla entrata in vigore della legge 45/2001 che tanto ha danneggiato la figura del testimone di giustizia.,sarebbe un’ennesima presa in giro  per questa nobile categoria di cittadini
Oggi i testimoni di giustizia ammessi al programma di protezione sono una ottantina e vivono un disagio quotidiano.
Un Governo che dice di lottare contro ogni mafia  non deve maltrattare questi uomini e donne che hanno dato la loro vita per la Giustizia .
                                                                                                                                                                                                                               Associazione Caponnetto

Ministro Minniti,la latitanza dello Stato a Gaeta ed in provincia di Latina DEVE finire !!!!! L’attentato a Gaeta all’avvocato che difende i giornalisti minacciati dalla mafia é la goccia che ha fatto traboccare il vaso.Subito il Supercommissariato con la Squadra Mobile a Formia,la DIA a Sperlonga o Fondi ed un Prefetto che inondi la provincia di Latina di interdittive antimafia e che faccia prevenzione antimafia o chiameremo personalmente lei a rendere conto della inesistenza dello Stato in terra pontina nella lotta alle mafie.

MINISTRO MINNITI,ORA BASTA VERAMENTE !!!!!!!!!

O FA ISTITUIRE SUBITO IL SUPERCOMMISSARIATO ,CON  UNA FORTE SEZIONE DELLA SQUADRA MOBILE ,A FORMIA E LA DIA A SPERLONGA O FONDI O ,ALTRIMENTI,ORGANIZZEREMMO  UN CONVEGNO A GAETA CON LA PARTECIPAZIONE DI MAGISTRATI DELLE DDA DI ROMA,DI NAPOLI E DI REGGIO CALABRIA (A GAETA SEMBRA CHE SIANO ARRIVATI ANCHE ALCUNI   CALABRESI ) E LA CHIAMEREMO A RENDERE CONTO PERSONALMENTE  DELL’OPERATO DELLE STRUTTURE DEL MINISTERO DELL’INTERNO IN PROVINCIA DI LATINA PER QUANTO RIGUARDA L’AZIONE DI CONTRASTO ALLE MAFIE !!!!!!

 

 

Le elezioni a Gaeta,nel basso Lazio, e l’avvento delle liste civiche dentro qualcuna di essere potrebbero inserirsi elementi poco raccomandabili.

 

NON E’ FACILE – ED E’ PERCIO’ STRESSANTE PERCHE’ LE NOTIZIE DEVI ANDARE A RACCOGLIERTELE DA TE UNA PER UNA – OPERARE SU UN TERRITORIO OMERTOSO QUALE E’ QUELLO DI GAETA E,PIU’ IN GENERALE,DELLA PROVINCIA DI LATINA E DEL BASSO LAZIO,DOVE PARLARE DI MAFIE E’ UN TABU’ ED A FARLO SONO SOLO I RAGAZZI DEL M5S E DI RIFONDAZIONE COMUNISTA.

Una campagna elettorale ,a Gaeta,sbiadita e nella quale si parla di cose effimere evitando di affrontare ,nemmeno alla lontana,il problema dei problemi: quello della proprietà del territorio che é in gran parte, ormai, di soggetti non più locali ,ma,al contrario, di gente venuta da altre regioni del sud,Campania e Calabria in particolare.

Con questo problema é strettamente connesso un altro – non di certo secondario- che riguarda la sicurezza dei cittadini e la presenza di probabili soggetti criminali appartenenti a clan e ndrine interessati ad accaparrarsi quel pò di economia che ancora é rimasta nelle mani dei locali.

Nessuno si é preoccupato finora di indagare sulla mappa delle proprietà,sulle residenze e sull’origine della montagna dei capitali investiti in tutti i settori dell’economia,oltre che sulle probabili connivenze e complicità con gli attori di questi grossi investimenti.

Il problema dei problemi: quello della bonifica di un territorio gravemente compromesso e dove lo Stato sembra aver alzato bandiera bianca.

Non se ne parla e non se ne vuole parlare ,in una babele di liste e listarelle civiche nelle quali,scomparsi i colori,non si sa chi c’è e chi eventualmente potrebbe esserci dietro.qualcuna di esse.

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Un’omertà da brivido.E’ proprio “provincia di Casal di Principe” ! Vergogna !

UN’OMERTA’ DA BRIVIDO.VERGOGNA !!!!!

 

 

ECCETTO  PRC E M5S  NESSUN ALTRO PARTITO  PARLA A GAETA DI MAFIA.

EPPURE GAETA FA PARTE DEL QUADRILATERO DI FUOCO ,INSIEME AL RESTO DI TUTTO IL SUD PONTINO, DEFINITO DAL PENTITO CARMINE SCHIAVONE ” PROVINCIA DI CASAL DI PRINCIPE :”FONDI-SPERLONGA-FORMIA-GAETA,ALLE QUALI BISOGNA AGGIUNGERE ITRI DOVE CI RISULTA CHE SI STANNO VERIFICANDO  COLOSSALI ACCAPARRAMENTI DI TERRENI DA PARTE DI SOGGETTI PROVENIENTI DALLA CAMPANIA CHE GIA’  SONO STATI SEGNALATI A CHI DI DOVERE”.

QUEST’ULTIMO SI DIA UNA MOSSA PRIMA CHE SI VERIFICHI  IL PATATRAC!

                   ASS.CAPONNETTO

Un libro interessante da leggere.Uscirà nelle librerie dall’11 maggio

Ponte alle Grazie, Roma, maggio 2017 (in libreria dall’11 maggio)

 

 

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