Comunicati

Un protocollo di legalità per la verifica di fornitori. La richiesta formale della Caponnetto ai prefetti

La normativa antimafia sugli appalti viene molto spesso aggirata attraverso i fornitori o, ancor più frequentemente, favorendo imprese sospette per la fornitura di servizi e beni al soggetto appaltatore. Il gruppo Studi e Ricerche dell’Associazione Antimafia Caponnetto ha pertanto elaborato un documento che tiene conto dell’attuale e più aggiornata legislazione in materia, introducendo una serie di clausole finalizzate a prevenire quei fenomeni.

Il nuovo “Protocollo di legalità” così articolato è l’oggetto di una specifica istanza formalmente inoltrata in questi giorni ai prefetti delle Province comprese nelle regioni Lazio, Campania, Abruzzo e Molise, dove più diffusamente si riscontra l’infiltrazione della malavita organizzata nei lavori pubblici.

In particolare, la Caponnetto sottopone alla valutazione dei prefetti «la possibilità di promuovere la stipula con le stazioni appaltanti di appositi protocolli di legalità che prevedano l’inclusione nei bandi di gara di un apposita prescrizione che imponga alle ditte appaltatrici l’obbligo di comunicare i nominativi dei propri fornitori (di servizi, manutenzioni, forniture e lavori per contratti di valore superiore ad € 10.000) che si succedono nel corso delle svolgimento dell’appalto». «A sua volta – si legge ancora – la stazione appaltante con il protocollo di legalità si impegna a chiedere all’Ufficio Antimafia della Prefettura l’informativa antimafia sul conto dei predetti fornitori (da elaborare con le modalità di cui all’art. 91 del d.lgs. 159/2011)».

Con lo stesso protocollo poi la Prefettura, oltre alle suddette verifiche antimafia, «si impegnerà ad effettuare, attraverso i competenti organi di Polizia (Guardia di Finanza o DIA) controlli a campione in merito alla tracciabilità dei flussi finanziari (secondo la Legge 136/2010) correlati all’appalto oggetto delle verifiche, anche al fine di riscontrare eventuali fornitori non dichiarati, nonché forme di distrazioni di fondi ad appannaggio di consorterie malavitose ovvero di fenomeni corruttivi».

Il 30 gennaio 2015 Convegno a Napoli dell’Associazione Caponnetto con il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti. Porterà i saluti della città il Sindaco De Magistris

IL 30 GENNAIO A NAPOLI CONVEGNO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CON IL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA FRANCO ROBERTI
IL 30 GENNAIO P. V. , ALLE ORE 16, NELL’ANTISALA DEI BARONI DEL MASCHIO ANGIOINO, SI SVOLGERA’ UN IMPORTANTE CONVEGNO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO, DI CONCERTO CON L’ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI, SUL TEMA:
” CONDIZIONAMENTO DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA SUGLI ENTI LOCALI.
IL RUOLO DEGLI ORGANI DI VIGILANZA”.
OLTRE A NUMEROSI ALTRI MAGISTRATI ED ALTRE PERSONALITA’, PARTECIPERA’ COME RELATORE ANCHE IL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA DR. FRANCO ROBERTI.
PORTERA’ I SALUTI DELLA CITTA’ IL SINDACO DE MAGISTRIS.

E’ necessario estendere le competenze delle Commissioni di accesso e consentire ad esse di verificare anche il pregresso. E’ necessario, inoltre, modificare subito la legge che consente lo scioglimento per mafia delle amministrazioni pubbliche per introdurre una norma che colpisca, oltre ai politici, soprattutto i funzionari ed i dirigenti che risultino coinvolti negli atti illeciti. Vediamo quale gruppo parlamentare o quale singolo deputato o senatore accoglieranno questo nostro invito

VEDIAMO SE FRA I NUMEROSI ESPONENTI POLITICI E SOPRATTUTTO PARLAMENTARI CHE CI LEGGONO C’E’ QUALCUNO CHE ACCOGLIE IL NOSTRO INVITO FACENDO SI’ CHE VENGA AL PIU’ PRESTO VARATO UN PROVVEDIMENTO CHE ESTENDE LE COMPETENZE DELLE COMMISSIONI DI ACCESSO NELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI IN ODOR DI MAFIA.
SE NON VIENE MODIFICATA LA LEGGE ATTUALE E SI CONSENTE LO SCIOGLIMENTO PER MAFIA COLPENDO SOLO I POLITICI E NON ANCHE GLI AMMINISTRATIVI – CAPI RIPARTIZIONE, IMPIEGATI, SEGRETARI ECC. CHE RISULTANO AUTORI DIRETTI O INDIRETTI DI ATTI ILLECITI E COLLUSI ANCHE ESSI CON LE MAFIE – NON SI RISOLVERA’ MAI NIENTE PERCHE’ IL BUBBONE E’ PROPRIO NELL’ OSSATURA BUROCRATICA ED AMMINISTRATIVA DEI COMUNI.

Una richiesta dell’Associazione Caponnetto a tutti i Prefetti di Lazio, Campania, Abruzzo e Molise: stipulate i Protocolli della Legalità con tutte le stazioni appaltanti che obblighino le ditte appaltatrici di comunicare i nominativi dei propri fornitori (di servizi, manutenzioni, forniture e lavori di valore superiore ad €10.000) che si succedono nel corso dello svolgimento dell’appalto

Ai Sigg. Prefetti delle Regioni
Lazio,Campania,Abruzzo e Molise

Oggetto: Prevenzione antimafia fornitori di imprese affidatarie di appalti pubblici – Protocollo di legalità.

L’associazione Antimafia Caponnetto pone tra i suoi principali obiettivi la lotta ai fenomeni di illegalità e di invasività nel tessuto socio-economico-istituzionale delle mafie.
Per il raggiungimento degli scopi di legalità prefissati vengono, tra l’altro formulate segnalazioni alle competenti autorità per ogni eventuale spunto di interesse info-investigativo nonché proposte per un efficace azione di prevenzione antimafia.
Il settore degli appalti pubblici è ritenuto da questa Associazione quello a più alto rischio di infiltrazioni mafiose, unitamente alla gestione di amministrazioni locali.
I recenti fatti di cronaca giudiziaria hanno messo in luce come, proprio attraverso la devianza di apparati burocratici e politici, la criminalità organizzata, nelle sue variegate sfaccettature, riesce a penetrare in importanti e strategici segmenti della vita ammnistrativa della pubblica amministrazione, accaparrandosi, con pervasività incontrollata, di settori che gestiscono ingenti somme di danaro pubblico.
Il profilo deleterio di detti fenomeni riguarda, senz’altro, la ingegnerizzazione, delle tecniche di occultamento dei soggetti che, di fatto, gestiscono gli appalti pubblici veicolandone le relative risorse economiche, illecitamente ottenute, a favore di soggetti spesso collocati in contesti
info@comitato-antimafia-lt. org sito http: //www. comitato-antimafia-lt. org/ Tel 3470515527
istituzionali che, per effetto delle commistioni affaristiche-criminali intessute con ambienti della criminalità organizzata, strumentalizzano gli esiti delle procedure di affidamento di appalti pubblici.
Le informative antimafia previste dall’art.10 del d. p. r 252/98 e successivamente dall’art.91 del d. lgs.159/2011 hanno spiegato sicuramente negli anni un significativo effetto di prevenzione che, invero, alla luce dei noti recenti eventi giudiziari, sono apparse, in taluni casi, sterili nel fine e tali da essere oggetto di forme fraudolenti di aggiramento della normativa di riferimento.
All’esito di mirate attività di studio e di osservazione dei fenomeni su delineati, l’associazione Antimafia Caponnetto, che segue con attenzione queste vicende, ha ritenuto di individuare ad un livello sotteso a quello dell’aggiudicatario, e cioè quello dei fornitori (di servizi, manutenzioni, forniture e lavori) delle imprese appaltatrici di pubblici appalti, un possibile contesto ove possano annidarsi fenomeni affaristici-criminali.
Si sottopone, pertanto, alla valutazione della S. V, la possibilità di promuovere la stipula con le stazioni appaltanti della sua Provincia, di appositi protocolli di legalità che prevedano l’inclusione nei bandi di gara (lex specilis) di un apposita prescrizione che imponga alle ditte appaltatrici l’obbligo di comunicare i nominativi dei propri fornitori (di servizi, manutenzioni, forniture e lavori per contratti di valore superiore ad € 10.000) che si succedono nel corso delle svolgimento dell’appalto,
A sua volta, la stazione appaltante con il protocollo di legalità si impegna a chiedere all’Ufficio Antimafia della Prefettura l’informativa antimafia sul conto dei predetti fornitori (da elaborare con le modalità di cui all’art.91 del d. lgs.159/2011).
Con lo stesso “ protocollo” la Prefettura, oltre alle suddette verifiche antimafia, si impegnerà ad effettuare, attraverso i competenti organi di Polizia (Guardia di Finanza o DIA), controlli a campione in merito alla tracciabilità dei flussi finanziari (L.136/2010) correlati all’appalto oggetto delle verifiche anche al fine di riscontrare eventuali fornitori non dichiarati nonché forme di distrazioni di fondi ad appannaggio di consorterie malavitose ovvero di fenomeni corruttivi.

Il Prefetto D’Acunto sostituito da Pierluigi Faloni. Questo è il nuovo prefetto di Latina. Anche il Prefetto di Napoli è stato sostituito

COGNOME E NOME: FALONI PIERLUIGI

STATO DI FAMIGLIA: Coniugato con due figli, Emanuele, medico radiologo, Valentina, laureata in lingue, giornalismo e master presso la LUISS, Business school, di Writing creativo.

LUOGO E DATA DI NASCITA: Roma, 03/05/1955

QUALIFICA: Prefetto

AMMINISTRAZIONE: Ministero dell’Interno

INCARICO ATTUALE: Prefetto di Asti

N.TEL.UFFICIO: 0141/418111

FAX UFFICIO: 0141/353860

E-MAIL ISTITUZIONALE: pierluigi.faloni@interno.it

TITOLO DI STUDIO: Laurea in giurisprudenza

INCARICHI RICOPERTI:

Vincitore di tre concorsi pubblici, presta servizio dal 1979 presso il Ministero dell’Interno.
Nel corso della carriera ha prestato servizio sia in sede centrale che periferica, nonché presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero degli Affari Esteri.
2010-2011 Viceprefetto Vicario Coordinatore della Prefettura di Padova;
Presidente della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo di Padova;
Presidente del Gruppo interforze di Padova istituito per svolgere accertamenti sulle imprese aggiudicatarie di appalti , subappalti o affidatarie di servizi, ordini e forniture riguardanti le opere pubbliche di carattere strategico;

Presidente della Commissione elettorale circondariale di Padova;
Presidente della Commissione per la valutazione dell’ammissione ai corsi di aggiornamento professionale degli addetti ai servizi demografici e di stato civile;
2007-2010 Direttore dell’Ufficio Ordinamento economico-finanziario dello Stato e degli Enti Locali presso l’Ufficio Affari Legali e Relazioni Parlamentari del Ministero dell’Interno;
Componente della Conferenza permanente presso l’Ufficio centrale del bilancio per l’esercizio dei compiti in materia di programmazione dell’attività finanziaria di monitoraggio finanziario dell’attuazione delle manovre di bilancio e di valutazione tecnica dei costi e degli oneri dei provvedimenti, delle funzioni e dei servizi istituzionali e delle iniziative legislative di settore;
Referente al Ministero dell’Economia e delle Finanze per il coordinamento dell’attività di raccolta ed elaborazione dei dati relativi allo stato di attuazione delle leggi pluriennali di spesa amministrate dal Ministero dell’Interno;
2009 Sub Commissario Straordinario alla Provincia di Avellino per le politiche inerenti: le infrastrutture , la viabilità e i trasporti; le attività produttive e l’agricoltura, il lavoro e la formazione; le politiche sociali e giovanili;
2008 Sub Commissario Straordinario alla Provincia di Roma per le politiche inerenti: le infrastrutture e la viabilità, la scuola, la mobilità e la sicurezza stradale, la sicurezza e la polizia provinciale, la lotta all’usura e la tutela dei consumatori, la qualità della vita;
Componente del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in rappresentanza della Provincia di Roma;
Componente della Commissione per l’attuazione degli obiettivi del “Patto per Roma Sicura” in rappresentanza della Provincia di Roma;
2007 Direttore dell’Ufficio Studi Speciali presso l’Ufficio Affari Legislativi e Relazioni Parlamentari ;
2003-2007 Ministero degli Affari Esteri – Consigliere per gli Affari interni presso la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea ( Belgio e Lussemburgo);
Esperto per le politiche dell’asilo, l’immigrazione e le frontiere esterne, dei fondi europei e dei Programmi finanziari;
Referente per i rapporti con il Segretariato del Consiglio dell’Unione Europea, la Commissione Europea ed il Parlamento Europeo;
2001-2003 Capo del Cerimoniale del Ministero dell’Interno;
2000-2001 Direttore dell’Ufficio Stampa del Ministro dell’Interno;
1988-1999 Funzionario presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministro dell’Interno;
1993 Assistente del Commissario Straordinario del Comune di Roma, Prefetto Aldo Camporota;
1985-1987 Capo di Gabinetto del Commissario del Governo per la Regione Lazio;
1983-1985 Funzionario presso la Scuola Superiore dell’Amministrazione Civile dell’Interno, S.S.A.I.;
1981-1982 Funzionario presso l’Ufficio Coordinamento e Affari Generali della Direzione Generale del Personale;
1979-1980 Funzionario presso la Divisione personale esecutivo, ausiliario ed operaio della Direzione Generale del Personale;
Incarichi svolti presso l’Unione Europea
- Componente dei seguenti gruppi di lavoro presso il Segretariato del Consiglio Europeo e la Commissione Europea:

Comitato dei Rappresentanti Permanenti degli Stati membri dell’Unione Europea (COREPER);
Gruppo dei Consiglieri per la Giustizia e gli Affari Interni (Consiglieri JHA);
Comitato strategico per l’asilo, l’immigrazione e le frontiere esterne (SCIFA);
Gruppo Frontiere;
Gruppo Asilo
Gruppo Migrazione/Ammissione;
Gruppo Migrazione/Allontanamento;
Comitato Asilo Immigrazione (CIA)
Componente della delegazione italiana al Consiglio dei Ministri per la Giustizia e gli Affari Interni dell’Unione Europea;
Comitato di esperti per l’attuazione del “Global Approach” in materia di immigrazione presso la Commissione Europea.

Altre attivit
- E’ stato Capo e componente della delegazione italiana in missioni internazionali ed europee in Marocco, Siria, Turchia, Arabia Saudita, Messico, India, Finlandia, Egitto, USA, Russia,Cina, Slovenia, Belgio, Lussemburgo, Danimarca Olanda, Germania, Grecia, Estonia, Lettonia, Lituania per la negoziazione e definizioni di accordi internazionali in materia di terrorismo, cooperazione di polizia, traffico di esseri umani, droga e materiale sensibile, riammissione e immigrazione.
Ha negoziato ulteriori memorandum d’intesa nella sede di Roma con Cile, Albania, Francia, Romania e Spagna

- Anche in ambito nazionale è stato responsabile dell’organizzazione di numerose manifestazioni a livello ministeriale.

- Ha pianificato molte missioni all’estero per l’organizzazione di numerosi incontri a livello di Ministri tra le quali quelle svolte negli USA, Cina, Egitto, e Federazione Russa.

Attività Associativa e Sindacale
E’ stato componente del Consiglio direttivo dell’Associazione nazionale funzionari civili dell’Interno ANFACI nonché Dirigente organizzativo della stessa Associazione per la quale ha organizzato il Consiglio nazionale e di Studio nella città di Spoleto;
E’ stato Componente del Consiglio direttivo del SINPREF Sindacato Nazionale Funzionari Prefettizi.

 

 

CONOSCENZE LINGUISTICHE

 

Inglese, parlato e scritto
CONOSCENZA NELL’USO DELLE TECNOLOGIE

 

Ottima.
PUBBLICAZIONI

 

Ha partecipato alla realizzazione e all’aggiornamento di testi per il Ministero dell’Interno quali:

“Il Palazzo del Viminale”;
“La Storia d’Italia attraverso i Palazzi del Governo”.

E’ autore di volumi ed articoli ad indirizzo professionale in tema di politica europea ed economico finanziaria quali, ultimi in ordine di tempo:

“La legge finanziaria 2008″;
“Analisi sugli effetti della manovra finanziaria per l’anno 2008″, con specifico riferimento alle missioni istituzionali del Ministero dell’Interno;
“La manovra finanziaria 2009-2011. Il quadro di finanza pubblica, il rilancio delle azioni delle pubbliche amministrazioni, la promozione dello sviluppo economico e il concorso delle Regioni e degli Enti Locali”.
CORSI DI FORMAZIONE
Ha frequentato i seguenti corsi professionali e di aggiornamento inerenti a:
Protezione Civile;
Pianificazione e rischi industriali;
Il nuovo ordinamento degli Enti Locali;
La Formazione delle leggi e la tecnica normativa;
La Gestione straordinaria degli Enti Locali;
Il ruolo del Commissario Straordinario negli Enti Locali;
La Gestione economico-finanziaria degli Enti Locali da parte del Commissario Straordinario;
La Comunicazione Istituzionale;
Management and Problem Solving;
Le Relazioni Internazionali;
Le Pubbliche Relazioni e il Cerimoniale;
Etica per le Istituzioni;
Giornalismo, Istituzioni e Politica;
Tecniche giuridiche per la cooperazione istituzionale;
Il processo integrato di pianificazione strategica e programmazione economico-finanziaria;
Conferenza europea sulla popolazione Rom;
Tecniche giuridiche per la cooperazione istituzionale;
La giustizia costituzionale: gli approdi e le prospettive;
La comunicazione in situazioni di crisi: Istituzioni e mass-media di fronte all’evento;
Il controllo di gestione negli enti locali e nelle società partecipate;
Il controllo di gestione tra vecchia e nuova normativa;
La legge di riforma della contabilità e finanza pubblica.

Ha frequentato nell’anno 2000 un corso di alta formazione dirigenziale presso la “Società Autostrade Meridionali” nell’ambito del progetto della Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno (SSAI) diretto allo scambio di esperienze professionali tra Pubblica Amministrazione e Mondo dell’Impresa.

 

 

ONORIFICENZE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

 
Commendatore

Riunito il Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto

Si è riunito oggi,13 dicembre 2014, il Consiglio direttivo dell’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto.
La riunione è stata preceduta, alle ore 8.00, dall’incontro fra i componenti del Gruppo “ Studi e Ricerche”, che hanno concordato le linee d’azione per le prossime attività. In particolare sono state individuate due aree di massima attenzione nel basso Lazio e nella Campania, su cui accendere i riflettori per trasmettere eventuali rilevanze all’autorità giudiziaria. Si è parlato inoltre delle possibilità aperte dalla nuova legge anticorruzione, che consentirà di accedere alle informazioni sulle ditte titolari di appalti pubblici, anche al fine di realizzare apposite banche dati.
Ai lavori del Consiglio direttivo, iniziato regolarmente alle ore 9.00, hanno preso parte Elvio Di Cesare, Benito Di Fazio, Andrea Cinquegrani, Bruno Fiore, Salvatore Carli, Andrea Cannavale, Paolo Costa, Salvatore Caccaviello e Fioravante Somma.
Assenti giustificati sono stati Arturo Gnesi e Maurizio Carocci.
Come primo punto all’ordine del giorno è stato approvato il Codice Etico dell’Associazione, di cui si era ampiamente discusso nel precedente direttivo. Il Codice è stato rinnovato ed integrato grazie alle osservazioni dei soci elaborate negli ultimi mesi e trasmesse a Bruno Fiore.
Di particolare rilievo la questione degli Osservatori sulla legalità, che l’Associazione sta cercando di fare istituire in alcuni Comuni dove la penetrazione della criminalità risulta particolarmente sensibile. Dopo la positiva esperienza del Comune di Formia, dove l’Osservatorio è stato recentemente istituito, analoga richiesta è stata avanzata al Comune di Napoli, mentre si è deciso di approfondire meglio la proposta da presentare al Comune di Roma.
Altro punto all’ordine del giorno è stato quello dei convegni da programmare per l’anno 2015. Si è discusso dell’appuntamento già fissato a Napoli per il prossimo 30 gennaio, decidendo quindi di organizzare un secondo convegno a Terracina, prima della chiusura delle scuole, ed il terzo in autunno a Sorrento.
Il Consiglio direttivo ha inoltre affrontato l’argomento relativo alle emergenze criminalità nel Lazio e in Campania, stabilendo, dopo ampia discussione, di inviare formale richiesta ai prefetti delle due regioni, più a quelli del Molise, di istituire nuovi protocolli di legalità con i Comuni, chiedendo inoltre che tali Amministrazioni rendano disponibili per le Prefetture di competenza ,per un’approfondita verifica antimafia ,gli elenchi di tutti i fornitori di beni e servizi superiori ad una somma di 10.000 euro.
Si è passati infine ad esaminare alcune richieste di iscrizione pervenute alla segreteria da parte di persone che risiedono nella regioni della Puglia e dell’Emilia, richieste che sono state illustrate dal segretario ed approvate.
Infine é stato dato mandato alla Segreteria di rilasciare delega per la costituzione di parte civile in tutti i processi riferibili alla maxi inchiesta Mafia Capitale all’Avv.Prof.Alfredo Galasso.

La seduta è stata tolta alle ore 12.10.

Il caso del testimone di giustizia Luigi Coppola: una vergogna tutta italiana

Camorra: testimone giustizia scrive al Papa, Stato mi ha abbandonato

“Ho chiesto aiuto a tanti membri di questo governo ma alle mie richieste di ‘elemosine’ non mi hanno dato un solo euro. Ecco perché ho scritto al Papa, che sicuramente mi dimostrerà il suo apprezzamento”. Ad annunciarlo è Luigi Coppola, il testimone di giustizia di Pompei che nei mesi scorsi aveva chiesto al governo di interessarsi alla situazione drammatica in cui si trova costretto a vivere con moglie e figlie da quando ha deciso di denunciare i suoi estorsori.

Da Coppola arriva un vero e proprio j’accuse contro lo Stato, che, dice, “abbandona un uomo onesto”. “Mi sono opposto alla camorra e mi sono imbattuto in un sistema ancora più squallido, un sistema chiamato Stato”, attacca il testimone di giustizia, sottolineando di essere stato sostenuto solo “a parole e con pacche sulle spalle”: “Hanno preso in giro me e la mia famiglia – denuncia – Ci hanno abbandonati senza casa e a vivere di elemosine, tra l’altro chieste anche a parecchi deputati di questa politica che vergognosamente non mi hanno dato un solo euro”, conclude, dicendo di attendere “fiducioso l’incontro con papa Francesco.

Cosa significa… inviare degli ispettori al Comune di Roma? Si tratta della Commissione di accesso???Se sì la procedura è corretta, altrimenti no. Aspettiamo che sia reso noto il decreto di Alfano per esprimere un giudizio definitivo

Per ora, fra notizie che vengono centellinate con il contagocce, interpretazioni di singoli, comunicati, dichiarazioni, la gente ha finito per non capirci più niente su quello che sta succedendo e, soprattutto, succederà. Anche noi, oltre che comprendere che ormai siamo nel marciume generale dal quale si salva solo qualcuno, ci siamo visti costretti, per far luce sulle procedure da adottare per lo scioglimento dell’Amministrazione comunale della Capitale, a chiedere un parere ad un amico altamente competente in materia. Questa è la nota che egli ha redatto per noi.

I fatti riferiti dalla stampa e dalle TV che hanno dato luogo all’emissione di provvedimenti giudiziari riferiti a vicende amministrative del Comune di Roma appaiono rivelare come, nonostante la stessa amministrazione fosse stata da tempo oggetto di episodi di ingerenza e di condizionamento dell’azione amministrativa da parte di soggetti contigui alla criminalità organizzata, nessuna, concreta ed incisiva azione di prevenzione antimafia sarebbe stata posta in essere da parte dei competenti organi di Governo. L’intervento della Magistratura penale, avvenuto recentemente e quando oramai i reati sarebbero stati già consumati (non potendo l’A. G. intervenire in via preventiva) a danno della pubblica amministrazione e quindi della collettività amministrata, appare confermare l’assenza ovvero l’ inefficacia dell’azione di prevenzione amminsitrativa cui è preposto per legge il Prefetto competente per territorio.
Infatti, ai sensi del comma 2, art.143 del d. lgs.267/2000 (nel quale sono confluite le disposizioni antimafia di cui all’art.15 bis della L.55/1990), così come modificato dall’art.2, comma 30, della legge 15 luglio 2009, n.94, il Prefetto competente per territorio deve verificare la sussistenza degli elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori degli enti locali ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica, anche con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti ed ai dipendenti dell’ente locale, il prefetto competente per territorio dispone ogni opportuno accertamento, di norma promuovendo l’accesso presso l’ente interessato. In presenza di elementi sintomatici dell’esistenza delle su indicate condizioni, il Prefetto nomina una commissione d’indagine, composta da tre funzionari della pubblica amministrazione, attraverso la quale esercita i poteri di accesso e di accertamento di cui è titolare per delega del Ministro dell’interno ai sensi dell’articolo 2, comma 2-quater, del decreto-legge 29 ottobre 1991, n.345, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 1991, n.410.
Entro tre mesi dalla data di accesso, rinnovabili una volta per un ulteriore periodo massimo di tre mesi, la commissione termina gli accertamenti e rassegna al prefetto le proprie conclusioni.
Tale norma, che costituisce una sorta di difesa anticipata dello Stato (Sent. Corte Cost. n.103 del 1993) contro i fenomeni di infiltrazione nelle pubbliche amministrazioni e loro condizionamento da parte della criminalità organizzata, mira a garantire la libera determinazione degli organi elettivi, il buon andamento delle amministrazioni, il regolare funzionamento dei servizi, oltre ad assicurare la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, intervenendo con misure di rigore estremo, quale è un provvedimento di scioglimento degli organi elettivi.
L’impianto normativo in questione, avente funzioni essenzialmente preventive, pur prescindendo da accertamenti circa il grado di responsabilità individuale dei componenti degli Organi elettivi stessi nonché da eventuali condanne o imputazioni emesse da parte dell’Autorità Giudiziaria, mira, una volta accertatane la presenza – ad eliminare situazioni in cui il governo locale sia soggetto ad anomale interferenze che ne alterino la capacità di libera determinazione improntata a canoni di legalità e trasparenza.
L’attività della Commissione è pertanto, rivolta ad accertare la sussistenza, nell’ambito dell’amministrazione di situazioni oggettive e soggettive, idonee ad evidenziare eventuali elementi concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti, degli amministratori con la criminalità organizzata ed ogni qualsiasi elemento o indizio di condizionamento degli amministratori stessi. In particolare l’attività della Commissione deve essere rivolta a verificare l’esistenza di eventuali indicatori di condizionamento o di assoggettamento – ancorché indiretti – dell’organo pubblico, (anche indirettamente attraverso l’apparto burocratico), agli interessi di sodalizi criminali nel rilascio di permessi di costruire e nell’edilizia privata in genere nonché nell’aggiudicazione di gare in favore di determinate ditte.
Emerge, infatti da articoli di stampa relativi ai recenti provvedimenti giudiziari come le organizzazioni criminali attive della Capitale si propongono da tempo di conquistare il controllo di notevoli fasce di attività lecite, non solo in funzione di copertura di attività criminali o di riciclaggio di denaro sporco, ma in una logica di conquista delle attività produttive e del potere politico ed economico.
Ciò posto, stante il coinvolgimento di un assessore della Giunta Marino, recentemente dimessosi, e tenuto conto che la competenza gestionale e provvedimentale delle gare di appalto è riferibile, ai sensi dell’art.107 del d. lgs.267/2000 ai dirigenti comunali, in pianta stabile, l’associazione antimafia Caponnetto, ritiene che il Prefetto di Roma debba con tempestività nominare la commissione di accesso di cui al comma 2 del d. lgs.267/2000 e, stanti le risultanze dell’attività giudiziaria, come dettagliatamente riportata dalla stampa nazionale, provvedere conseguentemente all’applicazione della misura di rigore ex art.143 commi 1 e 4 del d. lgs.267/2000 nei confronti degli organi di governo del Comune di Roma, disponendo lo scioglimento di quel Consiglio comunale

Scioglimento dell’Amministrazione comunale della Capitale e nomina del Commissario! E via il Prefetto!!!

VIA IL PREFETTO, IMMEDIATO SCIOGLIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E NOMINA DEL COMMISSARIO!!!
“Se stamo a compra’ mezza Prefettura”, avrebbe affermato Salvatore Buzzi, uno degli indagati più in vista nell’inchiesta Mafia Capitale.
Lo riportano oggi molti organi di informazioni sia della carta stampata che delle televisioni.
Se la notizia dovesse risultare fondata la cosa rivestirebbe una gravità eccezionale in quanto potrebbe essere messa in dubbio la stessa legittimità di qualsiasi intervento da parte di quella istituzione in ordine alle decisioni da assumere circa la sopravvivenza o meno dell’amministrazione della capitale.
Allo stato delle cose, quindi, non rimarrebbe che applicare le leggi e dar luogo, senza ulteriori esitazioni, allo scioglimento dell’amministrazione comunale ed alla nomina del Commissario.
Qua si sta giocando sul prestigio e sul ruolo dello Stato di diritto mettendo a rischio la sopravvivenza della democrazia nel nostro Paese.
Stiamo parlando della Capitale del Paese e non di un comune qualsiasi e di fatti di rilevanza penale già accertati dall’Autorità Giudiziaria.
Una Commissione di accesso non ha, a questo punto, più senso in quanto degli ispettori non possono e non debbono
andare a sindacare quanto già è stato accertato dall’autorità inquirente.
D’altro canto, essendo stati resi noti ulteriori fatti che rendono più aberrante e stomachevole la situazione rispetto a quella appresa nei primi giorni, riteniamo superata la nostra stessa richiesta di nominare una Commissione di accesso e ci vediamo costretti a riformularla con un nuovo contenuto:
SI DEVE ANDARE IMMEDIATAMENTE ALLO SCIOGLIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE ROMANA ED ALLA NOMINA DEL COMMISSARIO!
Punto.
Ma diciamo ancora di più:
va rimosso il Prefetto che fino ad ieri ha dichiarato che “Roma è la città più sicura d’Italia”.
Si vede com’è “sicura” la Capitale sotto il tallone di mafiosi e delinquenti di ogni specie!
Non possiamo riconoscerci in una autorità che rappresenta il governo centrale sul territorio che non vede la realtà, venendo così meno al suo ruolo istituzionale.
Aspettiamo, pertanto, che Renzi adotti immediatamente la decisione che ha adottato per ragioni meno gravi qualche mese fa con l’ex Prefetto di Perugia: VIA!!!
Domani emetteremo, come Associazione Caponnetto, un comunicato ufficiale.

Via questo Prefetto e subito commissario al Comune di Roma

Al momento della diffusione del primo comunicato con il quale chiedevamo la nomina della Commissione di accesso agli atti del Comune di Roma, non si disponeva ancora di notizie relative all’esistenza di elementi che contenevano elementi di alto profilo penale. Oggi la situazione è mutata in quanto l’informazione su quanto è emerso è più completa.
L’Associazione Caponnetto, pertanto, ritiene che sia ormai superata la fase della Commissione di accesso in quanto, con le intercettazioni fatte dall’Autorità Giudiziaria, la Procura della Repubblica è in possesso ormai di elementi che configurano un altissimo profilo penale.
L’unica soluzione, quindi, resta quella del Commissariamento del Comune di Roma.
Ma qui riteniamo doveroso sottolineare che ci appare alquanto inadeguata la figura dell’attuale Prefetto di Roma nell’assunzione di una decisione in una situazione sulla cui esistenza egli fino ad ieri si è ostinato a mantenere una posizione negazionista sostenendo che… ”Roma è la città più sicura d’Italia”..
D’altro canto egli sta mostrando la sua inadeguatezza allorquando sostiene che… per assumere una decisione dovrà prima parlarne al Ministro degli Interni!
Egli fa così confusione fra ruoli politico ed istituzionale.
La decisione spetta a lui che è la figura istituzionale, mentre quella del Ministro è politica.
Ciò premesso, l’Associazione Caponnetto, a parziale modifica di quanto richiesto nel primo comunicato, chiede la rimozione immediata dell’attuale Prefetto di Roma e la nomina di uno nuovo il quale dovrà subito adottare il provvedimento della nomina di un Commissario.

Subito la commissione d’accesso al Comune di Roma

L’Associazione Caponnetto chiede al prefetto di Roma l’invio urgente di una commissione d’accesso al Comune

È urgente la nomina di una commissione d’accesso agli atti del comune di Roma, primo passo verso un eventuale scioglimento. Lo chiede con forza l’Associazione Antimafia Caponnetto, vista la gravità dei fatti che stanno emergendo dall’inchiesta della procura capitolina.
Da oltre 15 anni la Caponnetto è in prima fila nelle attività di contrasto alle mafie, esercitate anche collaborando attivamente al lavoro delle forze dell’ordine attraverso le segnalazioni raccolte sul territorio dai suoi volontari. E’ da leggere in quest’ottica la richiesta al prefetto della capitale della nomina urgente della commissione d’accesso, in grado di accertare il livello di condizionamento da parte delle organizzazioni criminali nella vita pubblica romana. «Sarà necessario poi – aggiunge il segretario della Caponnetto Elvio Di Cesare – inviare analoga richiesta ai prefetti delle altre province laziali, visto il grado d’infiltrazione raggiunto, come dimostra ad esempio il “caso Fondi” i».
La Caponnetto inoltre propone l’istituzione – a cominciare proprio dal Comune di Roma – di un Osservatorio permanente per la legalità e la lotta alle mafie, sul modello di quello che è stato adottato proprio in questi giorni dal Comune di Formia. «E’ necessario che in tali organismi siano presenti magistratura, forze dell’ordine, associazioni antimafia e rappresentanti della società civile di elevata affidabilità», conclude Di Cesare.
Roma, 5 dicembre 2014

La scomodità dell’Associazione Caponnetto

AVETE CAPITO ORA LE RAGIONI PER LE QUALI OGNI VOLTA CHE A ROMA SI E’ TRATTATO DI COSTITUIRE ALLA PROVINCIA ED ALLA REGIONE LE COMMISSIONI ANTIMAFIA SI SONO LEVATI GLI STECCATI AL SOLO SENTIR NOMINARE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO???
PONETEVELA QUESTA DOMANDA.
L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO E’… “SCOMODA”!

Comunicato interno Associazione Caponnetto

COMUNICATO INTERNO ASSOCIAZIONE CAPONNETTO
SABATO 13 DICEMBRE ALLE ORE 9,30 RIUNIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CON TANTI PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO, A COMINCIARE DALL’APPROVAZIONE DEL CODICE ETICO.
UN’ORA E MEZZO PRIMA, ALLE ORE 8, SI RIUNIRA’ IL GRUPPO DEGLI AMICI DEL GRUPPO ” STUDI E RICERCHE” PER l’ANALISI E LO SCAMBIO DELLE NOTIZIE ACQUISITE E PER QUELLE CHE DOVRANNO ESSERE ACQUISITE.
SI RACCOMANDA LA PUNTUALITA’ PERCHE’ CI SONO TANTO MATERIALE DA DISCUTERE ED APPROVARE E TANTE DECISIONI DA ASSUMERE.
IL LUOGO DELL’INCONTRO VIENE COMUNICATO A PARTE.
LA SEGRETERIA

Cominciano, dopo i “fatti“ che stanno emergendo nella Capitale e nel Lazio, ad essere chiare le ragioni per le quali nessuna amministrazione, di destra come di sinistra, regionale, provinciale e comunale, ha mai voluto inserire fra i membri delle varie Commissioni preposte ai problemi della legalità i rappresentanti dell’Associazione Caponnetto. Il Prefetto di Roma ora si sbrighi a nominare una Commissione di accesso agli atti del Comune di Roma!

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO DOPO I “FATTI” CHE STANNO EMERGENDO NELLA CAPITALE
ORA COMINCIANO AD ESSERE CHIARE A TUTTI LE RAGIONI PER LE QUALI NESSUNA AMMINISTRAZIONE, DI DESTRA COME DI SINISTRA, REGIONALE, PROVINCIALE O COMUNALE, HA MAI VOLUTO INSERIRE FRA I MEMBRI DELLE COMMISSIONI PREPOSTE AI PROBLEMI DELLA
LEGALITA’ I RAPPRESENTANTI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.
IL PREFETTO DELLA CAPITALE SI SBRIGHI A NOMINARE UNA COMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI DEL COMUNE DI ROMA.

Formia è l’unico Comune del Lazio che ha istituito l’Osservatorio contro la criminalità. Ancora ci sono in giro ebeti che dicono “il mio comune non ne ha bisogno”!

Formia, presentato ufficialmente l’Osservatorio Comunale per la Legalità e la Lotta alla mafia. Il Questore De Matteis: “Un modello anche per altre realtà”

Uno strumento formidabile di raccordo tra la città e le forze di Polizia. L’atto di coraggio di un Comune che accetta di sottoporsi a vigilanza per garantire trasparenza ai cittadini e il pieno rispetto della legalità nei percorsi amministrativi. Un modello che spero venga presto seguito anche da altre realtà”. Così il Questore di Latina Giuseppe De Matteis, ospite d’eccezione alla presentazione ufficiale dell’Osservatorio Comunale per la Legalità e la Lotta alla mafia, tenutasi questa mattina presso la sala Sicurezza del Comune di Formia. Al suo fianco il Sindaco Sandro Bartolomeo, laDelegata alla Legalità Patrizia Menanno e i componenti dell’Osservatorio cui hanno aderito sindacati e associazioni antimafia (Ascom Confcommercio; Associazione contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”; Cgil Latina Dipartimento Legalità; Cgil SPI sud pontino; Cisl Latina; “Cittadini contro le mafie e la corruzione”; Fondazione “Antonino Caponnetto”; Rete Legale Etica; SOS Impresa; USB Formia). Presenti in sala anche i responsabili territoriali delle forze dell’ordine: il Vicequestore Paolo Di Francia, dirigente del Commissariato di Polizia; il Capitano Giovanni De Nuzzo, comandante della Compagnia di Formia dei Carabinieri e il Tenente Colonnello Andrea Bello, comandante del Gruppo di Formia della Guardia di Finanza.
E’ stata l’occasione per presentare finalità, metodologie e programmi dell’Osservatorio. Inizialmente, l’organismo nato dalla volontà del Consiglio Comunale di Formia si concentrerà sulla ricerca ed elaborazione di dati relativi agli insediamenti sul territorio della criminalità organizzata, alla natura ed incidenza della criminalità comune e minorile, ai fenomeni economici e sociali giudicati potenzialmente devianti. Conformemente al dettato del Regolamento istitutivo, l’organismo svolgerà un ruolo di supporto all’Amministrazione comunale, vigilerà su legalità e trasparenza, con riferimento particolare ai settori più delicati e alle attività più esposte al rischio di condizionamenti, come la gestione di appalti, affidamenti e concessioni, la programmazione urbanistica e demografica, il rapporto con il ceto produttivo. Come primo passo, nei prossimi giorni l’Osservatorio procederà con l’audizione dei Dirigenti comunali al fine di comprendere gli indirizzi seguiti nelle varie procedure. Saranno presi a riferimento gli ultimi tre anni. Si acquisiranno dati e informazioni, verranno prodotti report dettagliati per ciascun settore al fine di suggerire “buone pratiche”, anche prendendo a termine di paragone le esperienze virtuose di altri Comuni d’Italia di cui, eventualmente, sarà suggerita l’adozione al Consiglio Comunale. Per quanto di sua competenza, l’Osservatorio si propone di realizzare un controllo costante del territorio e di offrirsi quale interlocutore diretto dei cittadini, punto di riferimento per la raccolta di segnalazioni ed elemento di raccordo strategico con le forze dell’ordine e la magistratura.
Uno strumento utile per esercitare questa funzione è la “Cassetta del Cittadino Perbene”, un’urna attraverso la quale far pervenire, anche in anonimato, segnalazioni e denunce su episodi di illegalità che concernano i settori più disparati: dalla mancata emissione di scontrini fiscali, a reati quali usura ed estorsione, dall’abusivismo edilizio a episodi di bullismo consumati fuori e dentro le scuole. “Sarà posta all’ingresso del Comune – spiega la Delegata Patrizia Menanno – e chiunque potrà usufruirne. L’Osservatorio provvederà ad aprirla periodicamente, vagliando le segnalazioni e la loro ipotetica veridicità. Nel caso, si assumerà la responsabilità di inoltrare le segnalazioni alla magistratura e alle forze dell’ordine. Chiunque si senta leso nei suoi diritti può trovare nell’Osservatorio una valida sponda. Allo stesso tempo, presto forniremo un indirizzo di posta elettronica collegato al blog comunale ‘Il blog della legalità’ dove sarà possibile interagire con l’Osservatorio”.
Alla necessità di realizzare azioni concrete e di rispondere con efficacia alla domanda di sicurezza espressa dai cittadini del territorio, l’Osservatorio abbinerà anche un’intensa ed efficace attività formativa da destinare, prevalentemente, alle nuove generazioni. Iniziative e campagne di educazione saranno rivolte alle scuole con l’obiettivo di promuovere e diffondere i valori della legalità, argine naturale e potente da opporre alla logica della violenza e della sopraffazione
Rispondendo alle domande dei giornalisti, il Questore De Matteis ha chiarito il motivo per cui dell’Osservatorio non fanno parte rappresentanti delle forze dell’ordine. “Si tratta di un organismo utilissimo per raccogliere informazioni e proposte organizzative – ha spiegato nel corso del suo intervento – ma non va in alcun modo equiparato ad una forza di polizia. Con i Carabinieri e la Guardia di Finanza la Polizia si confronta parlando anche di indagini in corso. Questo non può avvenire con chi pubblico ufficiale non è. Parlerò sempre con tutti di ciò che risulta ed è accertato ma mai di ciò su cui sto lavorando”.
Poi si è concentrato sulla geografia criminale e sulle strategie da mettere in campo. “Dobbiamo capire tutti che le mafie hanno da tempo superato il concetto di territorio. Può darsi che in zona non troveremo solo camorra ma anche associazioni diverse provenienti da altri territori. Finora l’unico processo per mafia concluso in provincia di Latina è quello delle inchieste Damasco 1 e 2. Alcuni elementi per configurare il reato di associazione mafiosa sono sempre più difficili da dimostrare. Come l’intimidazione e l’omertà, spesso sostituiti da convenienza e arricchimento. La mia idea è: non andiamo a cercare mafia e camorra a qualsiasi costo. Cerchiamo i fatti e puniamo i colpevoli. Se gestito seriamente, l’Osservatorio può costituire un elemento di grande utilità per arrivare a circoscrivere i fatti e per diffondere tra i cittadini la cultura della legalità”.
Di fronte allo smarrimento che la città ha vissuto dopo l’episodio dell’accoltellamento del giovane in piazza Santa Teresa, il Questore ha dichiarato che “non ci saranno potenziamenti d’organico” perché, in tempo di crisi, “la vera sfida è nella razionalizzazione delle risorse”. In questa logica, ha concluso, “stiamo lavorando col Viminale per portare nel sud pontino una struttura di polizia giudiziaria”.
Del ruolo di garanzia offerto all’Osservatorio ha parlato il Sindaco Sandro Bartolomeo: “I componenti – ha spiegato nel corso del suo intervento – potranno accedere a tutti gli atti del Comune, senza alcuna riserva. Potranno condurre indagini, osservazioni e valutazioni che mettano a fuoco l’esistenza di problemi rilevanti. L’Osservatorio dovrà inoltre stimolare la crescita della cultura della legalità. Abbiamo affrontato in questo periodo una lotta seria alla diffusione del gioco d’azzardo. Ieri ho parlato con il responsabile per le dipendenze (ludopatia, alcol, droga, ecc) dell’Asl di Latina della possibilità di istituire anche a Formia un centro di aiuto. Non ci occuperemo dunque solo di criminalità organizzata ma di tutti quei fattori di ordine culturale che sono a monte di una società sana. Quanto accaduto a Formia con l’accoltellamento del giovane è allarmante perché espressione di una sottocultura che somiglia molto a quella espressa dalle aree ad alta densità criminale. Il nostro compito di amministratori è anche quello di seguire l’evoluzione culturale di questa città, aprendola ad una dimensione di dialogo e confronto. Investiremo su biblioteche, ludoteche e scuole. Cercheremo di essere sempre vicini alle famiglie in difficoltà e lotteremo perché gli spazi pubblici non siano territorio di pochi. A questo fine, abbiamo riaperto l’Officina Culturale in Piazza Santa Teresa, chiusa inspiegabilmente negli scorsi. Vogliamo che la parte sana di Formia, che è la maggioranza, prevalga su queste forme di violenza. Dobbiamo solo lavorare – conclude – e dimostrare che le Istituzioni sono più forti delle mafie”.

IL GRIDO DI ALLARME DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA

(ANSA) – ROMA, 2 DIC – I testimoni di giustizia campani chiedono al Governo di dare il via libera al decreto attuativo per l’assunzione dei testimoni di giustizia nella P. A. , cosi’ come avvenuto nei giorni scorsi in Sicilia, grazie ad un protocollo tra la Regione Siciliana e il viceministro all’Interno Bubbico. E annunciano una manifestazione per i prossimi giorni a Roma se il provvedimento non vedra’ la luce. “Le leggi vengano rispettate e non vengano adottate ad uso personale e discrezionale – afferma il coordinatore del gruppo dei Testimoni di giustizia campani, Luigi Coppola – i testimoni sono tutti uguali, al di la’ della regione di origine, e la si smetta di fare proclami inutili: vogliamo il decreto perche’ vogliamo lavorare e vivere, non elemosinare”. Coppola ricorda di aver avuto rassicurazioni sul varo del provvedimento in tempi brevi nel corso di un incontro con rappresentanti del Governo che ebbe nel giugno scorso. E dice di apprezzare le parole del deputato Pd Davide Mattiello, componente della Commissione parlamentare Antimafia, che ieri e’ tornato a chiedere lo sblocco di questo decreto attuativo.

Si insedia ufficialmente a Formia l’Osservatorio Comunale contro la criminalità. Unico nel Lazio

MERCOLEDI’ 3 DICEMBRE ALLE ORE 12 CERIMONIA DI INSEDIAMENTO DELL’OSSERVATORIO COMUNALE PER LA LEGALITA’ AL COMUNE DI FORMIA
Un successo dell’Associazione Caponnetto che l’ha richiesto e per l’ottenimento del quale essa si è dovuta battere contro molti, ma ancor più uno strumento prezioso al servizio dei cittadini perbene di Formia e dell’intero sud pontino.
Uno strumento in più, validissimo, contro la mafia e contro le mafie.
Dobbiamo, per onestà intellettuale, dare atto all’Amministrazione comunale di Formia di essersi mostrata, unica in tutto il Lazio, disponibile ad accogliere subito la nostra richiesta e la ringraziamo di cuore.
Avremmo preferito che fra i membri effettivi dell’Osservatorio ci fossero, come avevamo richiesto, anche i magistrati delle Procure ordinaria e della DDA oltre ai rappresentanti provinciali delle 4 forze dell’ordine, ma
sappiamo che la loro esclusione non è imputabile all’Amministrazione Comunale.
Ci basta, per ora, che sia stato riconosciuto nel Regolamento il loro diritto a partecipare alle riunioni.
Siamo felici per il fatto che la “politica” sia stata tenuta fuori e ciò ad evitare che vi fossero eventuali inquinamenti, deviazioni e strumentalizzazioni di sorta.
L’Osservatorio deve essere uno strumento “neutro ” che ha come compito esclusivo quello di combattere le illegalità e le mafie e, quindi, non deve piegarsi agli interessi di questa o quella fazione politica, tenuto soprattutto conto del fatto che in Italia, purtroppo, non raramente fra “politica”-mafia ed illegalità si riscontra una simbiosi quasi perfetta.
Ecco perché noi negli organismi antimafia non vogliamo mai la presenza di soggetti politici, pur sapendo che non tutti i politici sono corrotti e mafiosi ma, purttuttavia, convinti come siamo che le “logiche” imposte sono spesso “opinabili”.
Senza riferimento, in questa occasione, a fatti e persone.
Non è supponenza, la nostra, se affermiamo che, grazie ad un lavoro certosino fatto in apnea, siamo riusciti in oltre dieci anni ad acquisire notizie che ci consentono di entrare nel cuore dei problemi e che di tali nostre conoscenze abbiamo messo a conoscenza, come è dovere di ogni cittadino onesto e disinteressato, chi di dovere.
Abbiamo voluto l’Osservatorio non tanto per utilizzarlo come strumento per acquisire ulteriori conoscenze, ma soprattutto per due motivi fondamentali:
-il primo per istituire un… “posto di guardia” che assolva alle funzioni di blocco perché mafie ed illegalità non entrino ancor più nella vita pubblica di Formia e dei territori circostanti;
-il secondo per creare un sistema di sinergie con forze dell’ordine, magistratura e tutte le altre espressioni istituzionali e sociali impegnate seriamente a combattere mafie ed illegalità.
L’Osservatorio deve assolvere a queste due importanti, fondamentali funzioni.
Tutto il resto, a cominciare dalle frizioni, dalle polemiche di parte, dai pettegolezzi, non ci interessa.
Materie, queste, che lasciamo ai “politici”.
E dobbiamo dire, per amor di verità, che abbiamo trovato nel Sindaco Bartolomeo una disponibilità ed un’apertura che non abbiamo rilevato in nessun altro suo collega o in qualsiasi altro esponente politico, di sinistra come di destra, sia del Lazio che della Campania, le due regioni, insieme al Molise, nelle quali più delle altre stiamo svolgendo un’azione di pressione per l’istituzione degli Osservatori Comunali contro la criminalità.
A mercoledì a Formia.

L’Associazione Caponnetto al fianco dell’Associazione Nazionale Carabinieri per la nuova sede a Giugliano in Campania

Fra le numerose segnalazioni che quotidianamente pervengono all’Associazione Antimafia Caponnetto spiccano in questo periodo le tante richieste di bonifica della vita amministrativa locale provenienti da gruppi di cittadini ed associazioni di volontariato operanti nel comune di Giugliano in Campania, ente già sciolto dal ministro dell’Interno a causa degli accertati fenomeni di infiltrazione e condizionamento della vita politico-amministrativa da parte della criminalità organizzata. In prima fila, a raccogliere ed interpretare le istanze dei giuglianesi nel segno della legalità, c’è la locale Associazione dei Carabinieri, oggi in via di costituzione.
L’Associazione Nazionale Carabinieri, che pone a fondamento del proprio operato la collaborazione gratuita a favore di tutte le istituzioni, ha chiesto alla Commissione Straordinaria del Comune di Giugliano, nominata dal Presidente della Repubblica per il ripristino della legalità, di concedere un locale comunale ove insediare la sede locale in via di costituzione.
Considerando il contesto socio-criminale del territorio su cui deve sorgere la nuova sede dell’A.N.C., la richiesta è stata condivisa dall’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, che si è rivolta al Prefetto di Napoli auspicando che la concessione del locale pervenga in tempi brevi.
Ricordiamo che la Caponnetto pone tra i suoi principali obiettivi la lotta alle illegalità, alla corruzione e alle mafie. Per tali finalità l’Associazione orienta la propria azione prevalentemente nelle denunce di fatti riconducibili a sodalizi mafiosi, nonché a condotte di amministratori e funzionari pubblici permeabili alla criminalità organizzata o collusi con contesti criminali.
In tale ottica l’Associazione ha elaborato un schema di Regolamento Per L’osservatorio Comunale Sulla Legalità, facendo già istituire un Osservatorio al Comune di Formia.
Tali Osservatori svolgono, tra l’altro, compiti volti ad individuare i settori a maggior rischio di infiltrazione mafiosa; analizzare l’efficienza delle strutture preposte al contrasto della criminalità e proporre tutte le iniziative necessarie per aumentarne l’efficacia. La Caponnetto inoltre fornisce ai presidi territoriali delle Forze dell’ordine ogni elemento di conoscenza che possa essere utilizzato, anche come mero spunto investigativo, per prevenire e contrastare i variegati fenomeni criminali che attanagliano le realtà locali.

Roma, 28 novembre 2014

Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto

Rita Pennarola

La minoranza al Consiglio Comunale di Sperlonga in difesa della Giudice Lucia Aielli e della Magistratura contro la corruzione e le mafie

Nota della Minoranza consigliare del Comune di Sperlonga sul gesto minatorio nei confronti del Giudice LUCIA AIELLI
L’infame gesto minatorio rivolto nei confronti di un Giudice onesto e coraggioso è un attacco alla Giustizia, alla Democrazia e alla Libertà dei cittadini. “ Non lasciamo sola la Giudice AIELLI”. Questo è l’appello dei Consiglieri di Minoranza di Sperlonga Benito Di Fazio, Anna Scalfati, Alfredo Rossi e Davide Sotis.
In provincia di Latina, continuano i Consiglieri di Minoranza deve cadere una volta per tutte, il muro di omertà rispetto ai fenomeni mafiosi che da anni sono evidenti ma che qualcuno ancora si ostina a negare.
Ancora una volta la Magistratura si trova ad essere baluardo di fenomeni criminali, mentre la politica tace o è connivente.

Venerdì 28 novembre alle ore 9 tutti a Latina alla manifestazione contro la mafia ed in difesa del Giudice Lucia Aielli minacciata dalla criminalità organizzata

VENERDI’ 28 NOVEMBRE ALLE ORE 9 TUTTI A LATINA!!!
LA LATINA CIVILE, DEMOCRATICA ED ANTIMAFIOSA SI MISURA CON LA LATINA MAFIOSA
Due Latina, quella che è “contro” la mafia e l’altra che è “con” la mafia.
La prima sarà per istrada ed in piazza Bruno Buozzi, davanti al Tribunale, a gridare la sua rabbia contro la mafia e la seconda che starà a guardare.
Magari anche divertita, quest’ultima, convinta com’è che di certo non sarà il clamore di una giornata a scalfire il potere da essa accumulato in decenni di inerzia e di indifferenza, se non di complicità politiche ed istituzionali.
Di certo c’è che, quando i giovani scendono in piazza per marcare la loro voglia di
combattere contro la mafia, è sempre un fatto positivo e lodevole.
Essi dimostrano, così facendo, una volontà di riscossa, un sussulto di orgoglio che li onorano e li esaltano.
Si tratterà, poi, di dare continuità e concretezza al loro grido di libertà e di riscossa.
Concretezza, nel senso che sarà, poi, il modello di lotta alle mafie che essi sceglieranno a rendere significative ed efficaci o meno le loro azioni.
Noi suggeriamo sempre quello dell’indagine e della DENUNCIA, nomi e cognomi, in uno spirito di piena collaborazione con la Magistratura e le forze dell’ordine.
L’Associazione Caponnetto nutre fiducia, la più ampia fiducia, nei giovani e nella loro sincerità, ma teme sempre che prima o poi qualcuno tenterà di strumentalizzarli per far sì che il loro impegno non vada a ledere troppo certi interessi consolidati.
C’è sempre in giro qualche mostro che fa finta di incoraggiare gli atti di ribellione a ” ‘ o
sistema”, per, poi, provare a ricondurre tutto allo statu quo.
Bisogna sempre andare alle cause che hanno determinato certe situazioni e certi fatti, risalendo alle origini.
Se oggi i mafiosi si sentono, a Latina, come a Palermo, a Milano o a Canicattì, tanto sicuri ed impudenti da potersi permettere di attaccare il cuore dello Stato di diritto minacciando e colpendo i Magistrati, vuol dire che qualcuno ha creato le condizioni per permettere loro tutto ciò.
La politica, o meglio, i politici, la maggioranza di essi.
In provincia di Latina, al di là di qualche slogan, non si è mai fatta una lotta reale alle mafie.
Anzi!
Ci sono stati esponenti della politica e delle istituzioni che hanno negato fino ad ieri l’esistenza del fenomeno mafioso
Ci sono state alcune inchieste condotte dalla Magistratura di Latina, come la “Formia Connection” e le “Damasco”, che hanno
provato l’esistenza di saldi rapporti fra mafiosi e politici.
Sono i politici, che, stando ai vertici delle catene di comando, decidono chi deve essere a capo delle istituzioni su un territorio e sono, quindi, sempre essi a decidere se certe cose vanno fatte o non vanno fatte.
Venerdì 28 novembre a Latina gli studenti hanno organizzato questa grande manifestazione a difesa del Giudice Lucia Aielli minacciata dalla mafia.
Noi li ringraziamo, li incoraggiamo e li sosteniamo.
Ci saremo noi ed invitiamo tutta la provincia di Latina e non solo a parteciparvi con calore e con convinzione.
Ma, con altrettanti calore e convinzione, ci sentiamo di rivolgere un accorato appello agli studenti organizzatori:
terminata la manifestazione, dedicatevi nei giorni prossimi ad analizzare il tipo di azioni necessarie per contrastare le mafie e far sì che quello che è successo oggi al Giudice Aielli -
e, non dimentichiamolo, ieri al Giudice Iansiti ed a qualche altro- non si verifichi più.
Almeno in una provincia, qual’è quella di Latina, sotto il tallone della mafia.

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