Comunicati

Ministro Minniti,la latitanza dello Stato a Gaeta ed in provincia di Latina DEVE finire !!!!! L’attentato a Gaeta all’avvocato che difende i giornalisti minacciati dalla mafia é la goccia che ha fatto traboccare il vaso.Subito il Supercommissariato con la Squadra Mobile a Formia,la DIA a Sperlonga o Fondi ed un Prefetto che inondi la provincia di Latina di interdittive antimafia e che faccia prevenzione antimafia o chiameremo personalmente lei a rendere conto della inesistenza dello Stato in terra pontina nella lotta alle mafie.

MINISTRO MINNITI,ORA BASTA VERAMENTE !!!!!!!!!

O FA ISTITUIRE SUBITO IL SUPERCOMMISSARIATO ,CON  UNA FORTE SEZIONE DELLA SQUADRA MOBILE ,A FORMIA E LA DIA A SPERLONGA O FONDI O ,ALTRIMENTI,ORGANIZZEREMMO  UN CONVEGNO A GAETA CON LA PARTECIPAZIONE DI MAGISTRATI DELLE DDA DI ROMA,DI NAPOLI E DI REGGIO CALABRIA (A GAETA SEMBRA CHE SIANO ARRIVATI ANCHE ALCUNI   CALABRESI ) E LA CHIAMEREMO A RENDERE CONTO PERSONALMENTE  DELL’OPERATO DELLE STRUTTURE DEL MINISTERO DELL’INTERNO IN PROVINCIA DI LATINA PER QUANTO RIGUARDA L’AZIONE DI CONTRASTO ALLE MAFIE !!!!!!

 

 

Le elezioni a Gaeta,nel basso Lazio, e l’avvento delle liste civiche dentro qualcuna di essere potrebbero inserirsi elementi poco raccomandabili.

 

NON E’ FACILE – ED E’ PERCIO’ STRESSANTE PERCHE’ LE NOTIZIE DEVI ANDARE A RACCOGLIERTELE DA TE UNA PER UNA – OPERARE SU UN TERRITORIO OMERTOSO QUALE E’ QUELLO DI GAETA E,PIU’ IN GENERALE,DELLA PROVINCIA DI LATINA E DEL BASSO LAZIO,DOVE PARLARE DI MAFIE E’ UN TABU’ ED A FARLO SONO SOLO I RAGAZZI DEL M5S E DI RIFONDAZIONE COMUNISTA.

Una campagna elettorale ,a Gaeta,sbiadita e nella quale si parla di cose effimere evitando di affrontare ,nemmeno alla lontana,il problema dei problemi: quello della proprietà del territorio che é in gran parte, ormai, di soggetti non più locali ,ma,al contrario, di gente venuta da altre regioni del sud,Campania e Calabria in particolare.

Con questo problema é strettamente connesso un altro – non di certo secondario- che riguarda la sicurezza dei cittadini e la presenza di probabili soggetti criminali appartenenti a clan e ndrine interessati ad accaparrarsi quel pò di economia che ancora é rimasta nelle mani dei locali.

Nessuno si é preoccupato finora di indagare sulla mappa delle proprietà,sulle residenze e sull’origine della montagna dei capitali investiti in tutti i settori dell’economia,oltre che sulle probabili connivenze e complicità con gli attori di questi grossi investimenti.

Il problema dei problemi: quello della bonifica di un territorio gravemente compromesso e dove lo Stato sembra aver alzato bandiera bianca.

Non se ne parla e non se ne vuole parlare ,in una babele di liste e listarelle civiche nelle quali,scomparsi i colori,non si sa chi c’è e chi eventualmente potrebbe esserci dietro.qualcuna di esse.

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Un’omertà da brivido.E’ proprio “provincia di Casal di Principe” ! Vergogna !

UN’OMERTA’ DA BRIVIDO.VERGOGNA !!!!!

 

 

ECCETTO  PRC E M5S  NESSUN ALTRO PARTITO  PARLA A GAETA DI MAFIA.

EPPURE GAETA FA PARTE DEL QUADRILATERO DI FUOCO ,INSIEME AL RESTO DI TUTTO IL SUD PONTINO, DEFINITO DAL PENTITO CARMINE SCHIAVONE ” PROVINCIA DI CASAL DI PRINCIPE :”FONDI-SPERLONGA-FORMIA-GAETA,ALLE QUALI BISOGNA AGGIUNGERE ITRI DOVE CI RISULTA CHE SI STANNO VERIFICANDO  COLOSSALI ACCAPARRAMENTI DI TERRENI DA PARTE DI SOGGETTI PROVENIENTI DALLA CAMPANIA CHE GIA’  SONO STATI SEGNALATI A CHI DI DOVERE”.

QUEST’ULTIMO SI DIA UNA MOSSA PRIMA CHE SI VERIFICHI  IL PATATRAC!

                   ASS.CAPONNETTO

Un libro interessante da leggere.Uscirà nelle librerie dall’11 maggio

Ponte alle Grazie, Roma, maggio 2017 (in libreria dall’11 maggio)

 

 

Sta in fase di pubblicazione questo libro interessantissimo che noi segnaliamo all’attenzione di tutti i nostri amici e di chi ci legge.Sarà nelle librerie dall’11 maggio in poi e la sua presentazione ci sarà a Napoli in una data che verrà poi comunicata.Noi dell’Associazione Caponnetto ovviamente ci saremo

Ponte alle Grazie, Roma, maggio 2017 (in libreria dall’11 maggio)

 

 

 

Il nuovo Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Caponnetto

IL NUOVO CONSIGLIO  DIRETTIVO NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

 

Tre rappresentanti delle forze dell’ordine,due Ispettori ed un funzionario ,ex parlamentari,avvocati,sindacalisti,una funzionaria dell’ANAC,un sindaco,vari esponenti,donne ed uomini, della società civile tutti impegnati in lotte civili e sociali,un manager  di altissimo profilo e,dietro, anche se non nominati per non esporli ad eventuali ritorsioni da parte di organismi competenti istituzionali ,alcuni Testimoni di Giustizia,ecco il nuovo

Consiglio direttivo nazionale dell’Associazione Caponnetto :

Alfredo Galasso-Presidente onorario e coordinatore  Ufficio Legale

Elvio Di Cesare- Segretario

Francesco De Notaris- Vice Segretario -ex Senatore

Bruno Fiore-Segretario amministrativo e Tesoriere

Ina Schimmenti-Segretario  Organizzativo

Pasquale Palmisano-membro- sindacalista FIOM CGIL

Licia  D’Amico-membro-avvocato 

Mauro Pollio-membro- già  manager 

 

Francesco Putortì-membro-funzionario Polizia di Stato

Gennaro Varriale-membro- responsabile Ufficio Ricerche

Paolo Costa-membro-responsabile sito web

Gabriella Alfonsi-membro

Francesca Toto-membro

Simona Ricotti-membro

Luciano Zambelli- membro

Arturo Gnesi -membro-sindaco  di Pastena ,provincia di Frosinone

Vincenzo Trani-membro

Nicolino Di Michele-membro-Ispett. Polizia Penitenziaria

Aquiliano Molfa-membro-Ispettore Polizia di Stato

Romano De Luca- membro

Stella Dante-membro

Antonia Stanganelli-membro-Funzionaria ANAC

Gerardo Tommasone-membro-avvocato

Roberto D’Aloisio-membro-avvocato .

 

 

 

“ALTRO ” ED “ALTO”: INDAGINE,DENUNCIA,PROPOSTA,IL MOTTO E LE COORDINATE DI UN’ASSOCIAZIONE PRESTIGIOSA ANTIMAFIA IMPEGNATA IN PRIMA LINEA CONTRO LE MAFIE ED IL MALAFFARE IN ITALIA,AUTONOMA E SENZA CONDIZIONAMENTI DALLE ISTITUZIONI SOPRATTUTTO, DALLE QUALI RIFIUTA FINANZIAMENTI E BENEFICI, E DAI PARTITI.

OBIETTIVO RAGGIUNTO. DA OGGI UNA NUOVA,PIU’ FORTE ED AGGRESSIVA ASSOCIAZIONE CAPONNETTO NEL LAZIO,IN CAMPANIA,NEL MOLISE,IN EMILIA ,IN SICILIA.

RIBADITA  LA LINEA DELL’INDAGINE,DELLA DENUNCIA  , DELLA PROPOSTA E DEL SOSTEGNO  ALL’AZIONE DELLA MAGISTRATURA INQUIRENTE E DELLE FORZE DELL’ORDINE,DA OGGI  L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO SI PRESENTA IN ITALIA  CON UNA VESTE  RINNOVATA  E CON  UNA STRUTTURA  DIRIGENTE  PIU’  PREPARATA ED AGGRESSIVA DI QUANTO NON LO SIA STATA FINO AD ORA.
OLTRE CHE DAGLI  AMICI ED AMICHE  CHE NE HANNO COSTITUITO FINORA  LO ZOCCOLO DURO,L’ASSEMBLEA DI  IERI HA  ELETTO NEL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE RAPPRESENTANTI DELLE FORZE DELL’ORDINE, FUNZIONARI DELL’ANAC,AVVOCATI E TANTE  ,TANTI UOMINI E  DONNE  IMPEGNATI DA TEMPO  IN PRIMA LINEA  ED ESPERTI NELLE BATTAGLIE SOCIALI E DI GIUSTIZIA.
PERSONE  MOTIVATE,PREPARATE E CHE HANNO IL SENSO DELL’ORGANIZZAZIONE E DELLO STATO DI DIRITTO.
PERSONE ….”TOSTE “,PER DIRLA IN GERGO,SERIE,SOPRATTUTTO SERIE , AFFIDABILISSIME,CON LE IDEE CHIARE  E NON MOSSE DA INTERESSI PERSONALI O DI ALTRA NATURA ,COME ,PURTROPPO,SPESSO AVVIENE IN ALTRE STRUTTURE  ED ALTRI AMBIENTI.
L’OBIETTIVO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO E’ QUELLO,UNICO,DI COMBATTERE LE MAFIE E LA CORRUZIONE E PER FARE CIO’  SONO NECESSARIE PERSONE SERIE,CONSAPEVOLI,ONESTE ,RESPONSABILI ,DETERMINATE , PREPARATE E CHE  NON PERSEGUANO OBIETTIVI DI NATURA PERSONALISTICA.
IL FIORE ALL’OCCHIELLO,IL BIGLIETTO DA VISITA DI UN’ASSOCIAZIONE,QUAL’E’ LA CAPONNETTO IN ITALIA,CHE GODE DI UN PRESTIGIO NON COMUNE GRAZIE AI SACRIFICI  FINORA FATTI DAI SUOI  DIRIGENTI E  CHE,PERALTRO,PER MANTENERSI LIBERA  ED AUTONOMA DA TUTTO E DA TUTTI, NON HA MAI CHIESTO O ACCETTATO PRIVILEGI,CONVENZIONI,BENI E UN SOLO EURO DA STRUTTURE PUBBLICHE,NELLE QUALI NON RARAMENTE SI ANNIDANO LE MAFIE,E CHE VIVE  ED OPERA SOLAMENTE  CON I CONTRIBUTI DEI PROPRI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI ,BASANDO  TUTTO IL SUO ESSERE ED OPERARE SULL’
INDAGINE  E LA DENUNCIA.
INDAGINE,DENUNCIA E PROPOSTA.
”ALTRO” ED “ALTO”,il SUO MOTTO! 
FRA LE POCHE,LE POCHISSIME IN ITALIA E CHE,PERALTRO,HA SEMPRE RIFIUTATO E SEMPRE SI RIFIUTERA’ DI FARE DA  SCENDILETTO A PARTITI E PERSONAGGI POLITICI.
NEL CORSO DELL’ASSEMBLEA  SONO STATE  APPROVATE ALCUNE IMPORTANTI INIZIATIVE , SIA DI CARATTERE  ORGANIZZATIVO CHE  GIUDIZIARIO , CHE VEDRANNO LA LORO ATTUAZIONE NELLE PROSSIME SETTIMANE E NEL CORSO DELL’ANNO .
INIZIATIVE ED AZIONI CHE DARANNO  SENSO E CONCRETEZZA  A QUELLO CHE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO  VA DICENDO E FACENDO DA QUINDICI ANNI IN QUA.
BUONA PASQUA A TUTTI.
                                                            LA SEGRETERIA

LA bonifica della politica prima di tutto se si vogliono sconfiggere le mafie perché queste sono annidate proprio là

LA BONIFICA DELLA POLITICA! 

QUELLA CHE NON SI VUOLE.

 

Alcuni anni  fa organizzammo a Gaeta,in provincia di Latina e nel Basso Lazio, un convegno sul tema della mafia nel sud pontino.

Relatori,fra gli altri,erano  Lello Magi,il magistrato che ha redatto la famosa sentenza del processo “Spartacus”,la madre dei processi ai Casalesi, che spedi’ i capi di questi all’ergastolo e la Dott.Falcioni della Procura di Latina.

Vennero anche la DIA da Roma ed altri ancora.

Facemmo i manifesti,i comunicati stampa  e venne tanta gente.

Da fuori,però,non del posto.
Siamo in “provincia di Casal di Principe” e l’omertà,come la paura,la fanno da padrone.

Di Gaeta parteciparono,infatti,solo 5-6 persone,delle quali una volle anche parlare.

Di tarallucci e roccocò,però,non del tema in discussione.

Come di norma avviene quasi sempre nel sud pontino.

 Di politici nemmeno l’ombra !

L’argomento non interessa………….

A distanza di tempo ne abbiamo organizzato un altro a Formia,a 6 chilometri da Gaeta, ma con un tema più incisivo  e provocatorio :”La bonifica del territorio,la bonifica della politica”.

Una sfida!

I temi dei convegni dell’Associazione Caponnetto non sono mai generici ma sempre legati al territorio,ai suoi problemi,alle situazioni attuali.

C’erano magistrati,c’era il Generale Costa,comandante del Corpo Forestale dello Stato,quello più impegnato nelle indagini sulla Terra dei Fuochi,e si parlò dei veleni e degli interramenti da parte della camorra oltre che nella Campania,anche nel Lazio,a cominciare dalle province di Latina e di Frosinone, e nelle altre regioni.

Anche a questo convegno non venne alcun politico.

Ma di politici non se ne sono visti nei nostri convegni a Sperlonga,a Roma,a Napoli,dovunque.

Sanno che l’Associazione  Caponnetto scende nei problemi del territorio ed hanno paura.

Soprattutto,evidentemente, dei magistrati che sono quasi sempre presenti come relatori ai nostri convegni.

Scappano,si eclissano,sono latitanti.

Ma chi non é in colpa,non si sottrae al confronto;anzi,il contrario,va,parla,espone e sente,senza alcun timore.

Un’ammissione implicita di colpevolezza,l’assenza,un atto di accusa a se stessi.

Non capiscono nemmeno questo,poveretti !

Non capiscono nemmeno che la loro latitanza viene notata e giudicata come un segnale della loro potenziale  colpevolezza e,se i riflettori sui territori da essi amministrati non sono accesi ancora a sufficienza,da quel momento si accendono a 360 gradi.

Questa é la classe politica che governa il Basso Lazio,questa é la classe politica che governa il Lazio e le altre regioni del Paese.

La bonifica della politica.

Fondamentale.

Vitale.

Il suo continuo rinnovamento.

Chi scrive ha sempre guardato di buon occhio il giovane,magari inesperto ed impreparato,piuttosto che il vecchio marpione “preparato”,come suol dirsi,ma calato nel “sistema”,componente di questo.

Anche egli ha alle spalle una lunga esperienza politico-amministrativa,un’intera vita prima di passare al sociale e a quello che fa da qualche decennio  e ricorda le prime volte che entrava in consiglio comunale quando non sapeva cosa fosse nemmeno una delibera.

Imparò subito,questo e tutto il resto,al punto da aver lasciato  sempre il segno della sua presenza.

Il suo orgoglio !

La sua forza !

Andò via ,autonomamente,quando ritenne  che aveva fatto il suo tempo e che bisognava cedere il passo ai giovani.

Si vedono ,oggi ,manifesti che annunciano,tutti o quasi in liste civiche ( e questo é un’ulteriore prova della volontà di “nascondersi” ,di non farsi riconoscere,di far dimenticare i loro fallimenti e le loro colpe eventuali ) candidature di cariatidi che hanno rappresentato il passato,un passato che ha prodotto il fallimento,il nulla,la caduta nel baratro.

Ma,per favore!!!!!!!!!

Abbiano la dignità di mettersi da parte e di cedere il passo ad energie nuove!

Il Paese ha bisogno di giovani,di persone fresche e non compromesse con il passato; un passato  che non é di certo bello ed esaltante  e che consente di esserne orgogliosi !!!!!!!

Checché se ne voglia dire.

La bonifica,la bonifica,l’atto fondamentale ed ineludibile per la salvezza del Paese e per non cederlo definitivamente alle mafie.

Operazione DIA di Napoli

DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA

Centro Operativo di Napoli 

 

 

IL TRIBUNALE DI NAPOLI – SEZIONE MISURE DI PREVENZIONE – SU PROPOSTA DELLA D.I.A., SEQUESTRA BENI PER OLTRE 20 MILIONI DI EURO AD IMPRENDITORI NAPOLETANI RICONDUCIBILI ALLA “FAMIGLIA POTENZA”.

Nella mattinata odierna, al termine di una complessa ed articolata attività di indagine, tesa all’aggressione dei patrimoni di mafia, personale del Centro Operativo della D.I.A. di Napoli, ha dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie emessa, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione (Presidente dott.ssa Giovanna CEPPALUNI, Giudici dr.ssa Alessandra CONSIGLIO e dott. Michele MAZZEO), nei confronti dei fratelli POTENZA (Bruno, Salvatore e Assunta), famiglia di imprenditori  della zona di S. Lucia storicamente dedita al contrabbando di sigarette fino agli anni ’90, poi stabilmente dedita all’usura, investendo i proventi così accumulati negli anni in rinomati esercizi pubblici.

I predetti provvedimenti ablativi costituiscono lo sviluppo di una precedente articolata indagine condotta da questo Centro Operativo D.I.A. nel giugno 2011, che vide l’esecuzione di numerose ordinanze di custodia cautelare nei confronti, tra gli altri, dei fratelli POTENZA nonché del capostipite Mario (già destinatario di un provvedimento ablatorio emesso dal Tribunale di Napoli, sempre nel giugno 2011, che vide il sequestro di beni per un valore di 10 milioni di euro, di cui ben otto milioni in banconote ritrovate nel corso di una perquisizione nella sua abitazione, nascoste fra le intercapedini delle mura domestiche. Tale somma di denaro, di valore molto rilevante, non aveva trovato giustificazione alcuna nei redditi lecitamente percepiti dall’interessato e consistenti in una pensione sociale INPS ed in un’altra da invalidità civile).

Con le nuove indagini patrimoniali, si è acclarato che una parte consistente delle principali attività di ristorazione del lungomare di via Caracciolo e del quartiere di Chiaia costituivano il frutto del reimpiego di capitali illeciti, in parte anche riferibili a Lo Russo Salvatore, al vertice dell’omonimo sodalizio camorristico di Miano ed oggi collaboratore di giustizia, nonché della stessa famiglia POTENZA, in particolare a POTENZA Mario (o’ chiacchierone) e POTENZA Bruno, i quali, esponenti storici fino a tutti gli anni ’90 del contrabbando di sigarette, si sono poi dedicati stabilmente all’usura nel cui ambito reinvestivano gli stessi proventi così accumulati nel corso degli anni.

La ricostruzione offerta da vari collaboratori di giustizia trovava pieno riscontro nelle attività tecniche di intercettazione, nonché dalle investigazioni all’epoca effettuate.

Con l’accoglimento delle Proposte di sequestro presentate dal sig. Direttore della DIA si chiude il cerchio investigativo nei confronti della famiglia POTENZA; si acclarava l’esistenza di una diffusa economia criminale mascherata, le cui finalità erano volte al riciclaggio del denaro, proveniente dalle attività illecite e dal flusso dello stesso da “pulire”.

In questa attività di riciclaggio, un ruolo cardine era svolto dalla famiglia POTENZA, i cui componenti risultano, attualmente, intestatari sia di quote societarie relative ad attività in campo immobiliare che in quello della ristorazione nella città di Napoli ma anche in quella di Milano.

Le attività investigative, confortate anche dalle sentenze di condanna penale definitive, hanno fatto emerge che i POTENZA hanno impiegato in attività economiche ed immobiliari il denaro proveniente dalle loro intraprese attività illecite, proseguite anche dopo il decesso del capostipite POTENZAMario, alias “o chiacchierone”: le indagini societarie e finanziarie hanno, infatti, disvelato un ingente patrimonio accumulato nel corso degli anni - frutto delle attività illecite che hanno portato alla condanna dei fratelli Bruno, Salvatore ed Assunta - che è stato reinvestito in numerosi immobili e locali commerciali ma, anche, in parte “collocato” su rapporti finanziari riconducibili agli stessi ed accesi presso istituti bancari elvetici. Tali ultime operazioni finanziarie con la Svizzera sono state oggetto di penetranti investigazioni nonché di una rogatoria internazionale che ha consentito il sequestro delle ingenti somme di denaro “messe al sicuro” in territorio elvetico; per questo motivo le operazioni sono state estese presso l’istituto di credito BSI Bank di Lugano.

Sempre con riferimento al trasferimento di risorse finanziarie in territorio estero ed al successivo rientro di parte di tali capitali dopo l’adesione alla procedura di “voluntary disclosure” – si è avuto modo di accertare ulteriormente la consistente sproporzione fra la capacità reddituale dei proposti e le effettive disponibilità patrimoniali e finanziarie a questi riconducibili, nonché di verificare il flusso finanziario con cui veniva acquistata un un’attività di ristorazione sita nel pieno centro di Milano, non distante dal Duomo meneghino, con l’accoglimento della proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale avanzata dal Direttore della D.I.A. da parte della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli.

Le ulteriori investigazioni effettuate da personale del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli consentivano di svelare l’esistenza di un ulteriore ingente patrimonio immobiliare. 

Infatti, con i decreti di sequestro emessi dal Tribunale di Napoli – Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, che ha colpito i proposti, venivano sottoposti a sequestro interi patrimoni aziendali di società sia napoletane che milanesi, nonché numerosi immobili di pregio, rapporti finanziari, appezzamenti di terreno e diversi autoveicoli. 

In particolare, nell’odierna mattinata, in Napoli, Volla e Milano, gli investigatori della DIA hanno sottoposto a sequestro i seguenti beni (tra cui il noto ristorante “Donna Sophia dal 1931” in centro a Milano e la sala ricevimenti già nota come “Villa delle Ninfe” a Pozzuoli) nella diretta disponibilità di tutta la famiglia POTENZA:

nr. 24 immobili, tra terreni e appartamenti;

nr. 6 società, e in particolare:

·     Totalità delle quote sociali ed intero patrimonio aziendale della società denominata “Marass s.r.l., avente sede legale in Milano corso Porta Ticinese nr. 1.

Ha come oggetto sociale la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande […].

·     Quote pari al 50% dell’intero capitale sociale de “Il Golfo di Napoli s.r.l.” con sede legale in Napoli alla via N. Sauro nr. 30/31/32 angolo C. Console nr. 1. 

Ha come oggetto sociale la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, […].

·     Quota del 20% della società “La Galleria del Gioco s.r.l.”, con sede legale in Napoli alla via Ponte di Tappia nr.62. 

L’oggetto sociale riguarda la raccolta e l’accettazione di scommesse sportive, […].

·     Intero patrimonio aziendale dell’impresa individuale denominata “NOAH cafè di POTENZA Giuseppina”, con sede legale in Giugliano in Campania alla via Lago Patria nr.7. Ha come oggetto sociale l’esercizio di bar.

·     Quota pari al 20 % dell’intero capitale sociale della società denominata “Mpower s.r.l.”, con sede legale in Napoli alla via Antonio Gramsci nr.13.

Ha come oggetto sociale l’attività di ristorante, bar, […].

·     Totalità delle quote sociali ed intero patrimonio aziendale della società denominata “REMIR Immobiliare s.r.l.”, con sede legale in Napoli alla via Antonio Gramsci nr.13;  Ha come oggetto sociale l’acquisto, la permuta, la costruzione, la gestione, l’affitto e la vendita di immobili […].

·     Totalità delle quote sociali ed intero patrimonio aziendale della società denominata “Power s.r.l.”, con sede legale in Napoli alla via Riviera di Chiaia nr.270. Ha come oggetto sociale la somministrazione al pubblico di cibi, bevande alcooliche e non […].

·     Totalità delle quote sociali ed intero patrimonio aziendale della società denominata “Noah s.r.l.”, con sede legale in Napoli alla via Antonio Gramsci nr.13.  Ha come oggetto sociale la somministrazione al pubblico di cibi, bevande alcooliche e non […];

nr. 65 rapporti finanziari;

nr. 4 autovetture.

Il valore approssimativo dei beni raggiunti dal provvedimento ablativo ammonta ad oltre € 20.000.000. 

La presente sarà seguita da successiva mail contenente un link per scaricare il filmato.

Segreteria del Capo Centro DIA NAPOLI – dr. Giuseppe LINARES

Tel. 081 6020350

Testimoni di Giustizia alla fame.Vergogna !

 

 

 

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

       

 

 

   COMUNICATO  STAMPA

 

Testimoni di  Giustizia alla fame.Vergogna !

 

 

Un sistema protezione Testimoni pieno di ombre 

 

Nonostante l’attenzione sui tdg in questi anni si  sia alzata,restano molte ombre sulla gestione degli stessi da parte del servizio centrale di protezione.

Abbiamo notizia di  probabili falle  nel sistema  di protezione  del Servizio Centrale .

.

Dietro le tante omissioni e silenzi il principale movente sarebbe la mancanza di fondi.

Ci chiediamo se il Vice Ministro Bubbico ne’ sia a conoscenza.

Oppure e’ vietato  dire che al SCP non ci sono piu’ soldi?

Queste informazioni trapelano proprio dal sistema e trovano conferme quotidiane.

A soffrire pero’ sono i Testimoni e i loro familiari che troppo spesso vengono trattati in male modo e attaccati da chi,invece, deve o dovrebbe proteggerli.

Servono 80 milioni di euro: :queste le cifre citate in  un articolo apparso sul mensile Polizia Moderna.

In tale servizio c’é  un ‘ampia e dettagliata spiegazione di cos ‘e’ il SCP e di come esso  opera   ( o, meglio,dovrebbe operare ).

Peccato che non tutto  quanto scritto  rispecchi la realtà.

E poi ,se tutto fosse come si legge nell’articolo ,perche’ i Testimoni di giustizia lamentano lacune e sofferenze?

A questo punto  chiediamo al Ministro Minniti di convocare il direttore del SCP e il direttore della sezione economato del SCP . e chiedere ad essi come stanno effettivamente le cose.

Un sistema basato sulla protezione della persona  ammessa al programma speciale testimoni non puo’ distruggere vite umane e far sollevare ombre.

Aspettiamo  di conoscere gli sviluppi ad evitare di cominciare con le interrogazioni parlamentari. 

 

 

IL RESPONSABILE NAZIONALE 

SETTORE “TESTIMONI DI GIUSTIZIA”

                            IL SEGRETARIO NAZIONALE

Gennaro Ciliberto

Testimone di Giustizia

                                                                                          ASS.CAPONNETTO

 

                                                                     Dr.Elvio Di Cesare

Comunicato Stampa Associazione Caponnetto.Fiamma Gialle al Comune su ordine della Procura di Larino

 

l’Associazione Caponnetto, attesi i recenti sviluppi per l’indagine sui PEU – Fondi del Terremoto per il Molise – prende atto dell’impegno profuso dalla Procura della Repubblica di Larino nell’accertamento dei fatti dedotti con proprio esposto curato dall’Avv. Roberto D’Aloisio   componente del Comitato Scientifico dell’Associazione Caponnetto.-

 

 

Il Segretario

dott. Elvio di Cesare

Cronache

Fondi terremoto, blitz della Guardia di Finanza in Municipio: acquisiti documenti e delibere

Due Fiamme Gialle si sono presentate prima dell’apertura degli uffici pubblici nel Comune di San Martino e hanno “blindato” l’edificio. I militari stanno prelevando atti, documenti, delibere soprattutto in relazione alla vicenda dei fondi sisma concessi per la ristrutturazione di alcuni locali di proprietà dell’assessore regionale Vittorino Facciolla. L’inchiesta è della Procura della Repubblica di Larino e segue l’esposto presentato da Oreste Campopiano circa la presunta illegalità dei benefici. Del caso si erano occupate, di recente, anche le Iene di Italia 1.

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San Martino in Pensilis. Blitz della Guardia di Finanza di Termoli questa mattina nel Municipio di San Martino in Pensilis. Quattro volanti delle Fiamme Gialle, su ordine della Procura della Repubblica di Larino che coordina l’indagine, si sono presentate davanti agli uffici pubblici prima dell’apertura del Comune, intorno alle 7 e 30, e hanno “blindato” l’edificio. Militari in divisa e borghese sono entrati con il mandato di perquisizione per passare al setaccio, nei diversi uffici, atti e documenti di Giunta, delibere e determine. Acquisita un mole voluminosa di “carte” nell’operazione, che si è protratta per ore.

 

L’inchiesta riguarda la ormai nota vicenda dei fondi pubblici per la ristrutturazione di case terremotate acquistate da alcuni cittadini, ma soprattutto dall’ex sindaco Vittorino Facciolla, attuale assessore regionale all’Agricoltura e vice presidente della Giunta. Facciolla, che a San Martino è anche consigliere di maggioranza, ha beneficiato di 155mila euro di contributi pubblici per ristrutturare una casa in paese acquistata molti anni dopo il terremoto del 2002. Ne aveva diritto? E’ la domanda alla quale la Procura di Larino, che al momento ha iscritto diverse persone sul registro degli indagati come atto di prassi, deve dare una risposta.

 

 

Il caso era stato sollevato dall’avvocato Oreste Campopiano e riguarda la “sanatoria” fatta dal Comune di San Martino in Pensilis per legittimare l’erogazione di contributi pubblici ai nuovi proprietari di abitazioni lesionate dal sisma, secondo quella che si configurerebbe essere una violazione della norma fatta all’epoca da Michele Iorio «per evitare speculazioni».

 

 

Nell’esposto che Campopiano ha inoltrato alla Procura frentana si legge che Facciolla ha violato la normativa riscendo a ottenere un contributo consistente con l’avallo della Giunta comunale e del sindaco Massimo Caravatta, che invece ha sempre difeso loperazione ritenendola coerente con la interpretazione della normativa e con il parere della Protezione Civile che “estende” il beneficio economico ai nuovi proprietari di abitazioni.

 

 

 

Vittorino Facciolla ha acquistato per 50mila euro, per ampliare la sua abitazione in paese, tre locali lesionati dal sisma del 2002. «Per poter accedere ai contributi si è fatto autorizzare una sanatoria dal Comune in contrasto con la legge» è la denuncia di Campopiano.

 

Interpellato dalle Iene, trasmissione di Italia 1 che di recente ha mandato in onda una puntata dedicata, lo stesso Facciolla aveva dichiarato di aspettare fiducioso l’esito della magistratura. Magistratura che ora si è messa al lavoro per chiarire la vicenda dal punto di vista giudiziario. 

 

 

seguono aggiornamenti

(Pubblicato il 30/03/2017)


Il 9 aprile prossimo una scelta di qualità.

L’intento dell’Associazione Caponnetto é quello di rendersi sempre più incisiva,significativa,”operativa”, detto in gergo.

Utile al Paese ed alla Giustizia vera.

Ed agli interessi della collettività e della gente perbene.

Della parte onesta dell’Italia.

Senza retorica o finalità recondite che non siano quelle – ESCLUSIVE- dichiarate nel suo Statuto.

La decisione,quindi,di far entrare nel suo Consiglio Direttivo nazionale 3-4 rappresentanti in servizio delle forze dell’ordine é non solo un atto di omaggio e di riconoscimento nei riguardi   di chi quotidianamente e senza trombe e polpette mette a repentaglio la propria vita per combattere la criminalità oltre che di una forte volontà di disporre di personale che sa di cosa parliamo e  come va affrontato il nemico,ma anche  quello,non ultimo, di voler determinare la velocità e la qualità della corsa.

E’ come in una gara ciclistica  dove il gruppo di testa  segna la velocità di tutti gli altri costringendoli a correre per non far marcare troppo la distanza da esso.

Un effetto a ricaduta,insomma,che stabilisce il ritmo e l’importanza della gara.

A vantaggio dell’efficacia dell’azione che  intendiamo svolgere al servizio della Giustizia e del Paese.

La situazione nella quale versa la nazione é particolarmente seria e  difficile e cio’ induce chi,come noi,crede fermamente nei valori della Democrazia e della Giustizia ha il DOVERE di far ricorso alle energie migliori disponibili.

Molise.E’ ormai allarme rosso e l’Associazione Caponnetto é fortemente preoccupata

La situazione dell’ordine pubblico e della sicurezza nel basso Molise va aggravandosi in maniera preoccupante. L’escalation della criminalità fa segnare una serie di attività malavitose che si susseguono senza sosta ormai con cadenza quotidiana.

Non si contano più i reati di rapina in banche e uffici postali e gli attentati dinamitardi contro bancomat con uso di esplosivo. Oltre a ciò vengono segnalati in zona consistenti traffici di droga, con sbarchi di tonnellate di stupefacenti ad opera della mafia albanese.

«I raid contro le banche del basso Molise che coinvolgono gang del crimine organizzato pugliese  – spiegano alcuni cittadini dalla zona – sono caratterizzati da un ardire  mai prima sperimentato: oltre all’esplosivo per far saltare bancomat, si spara ad altezza d’uomo contro le Forze dell’Ordine».

La Caponnetto si associa all’allarme lanciato dai cittadini e chiede con urgenza l’intervento della Commissione Parlamentare Antimafia sul territorio per capire cosa sta accadendo nel Molise e chiede di conoscere quali provvedimenti i responsabili della DDA di Campobasso intendono adottare per reprimere questi pericolosi fenomeni criminali

 Roma 28 Marzo 2017

La morte del Giudice Mario Almerighi.Il dolore dell’Associazione Caponnetto ed il comunicato ufficiale di questa.

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

       

 

 

COMUNICATO  STAMPA

L’Associazione Caponnetto  é rimasta  particolarmente colpita ed addolorata dalla notizia della morte del  Giudice  Mario Almerighi,uno dei Magistrati  più integerrimi e coraggiosi d’Italia.

Il suo curriculum professionale  - Pretore a Genova,Giudice istruttore  nella Capitale,Presidente del Tribunale di Civitavecchia – é infarcito di atti che  fanno onore alla Giustizia del nostro Paese,a cominciare da quello che portò alla sbarra e alla condanna  personaggi  potenti e generali nel famoso scandalo dei petroli.

Amico di Giovanni Falcone e di Nino Caponnetto,egli  é stato,fra l’altro,Presidente dell’ANM,carica dalla quale  si dimise dopo poco per dissensi sulla linea che altri sostenevano.

Un’integrità morale,la Sua, che non ha mai  abbandonato , che lo ha accompagnato  fino all’ultimo e che lo ha  caratterizzato anche dopo il Suo pensionamento con un forte impegno civile fra i giovani e come scrittore.

Un magistrato ed un Uomo di altissimo profilo morale,professionale ed umano.

Potremmo dire,fra i pochi che rendono onore al Paese.

Presidente  della Fondazione Pertini,Egli  ha sempre apprezzato l’operato dell’Associazione Caponnetto e ci ha onorato della Sua amicizia.

Lo piangiamo,stretti nel dolore più profondo.

Alla moglie,ai figli ed alla famiglia tutta  la nostra più sentita vicinanza e le condoglianze più vive.

Ciao,Mario.

 

                                LA SEGRETERIA NAZIONALE

.La nuova e più forte Associazione Caponnetto dopo l’Assemblea del 9 aprila prossimo a Roma.Il Consiglio Direttivo nazionale che verrà eletto.

Almeno tre fra ispettori e funzionari della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria tutti in servizio,parlamentari in carica ed ex parlamentari,un Testimone di Giustizia,avvocati,donne,tante donne  di prima linea  ed appartenenti alle aree più calde e critiche del Paese-Lazio,Emilia e Sicilia- e,poi,lo zoccolo duro della vecchia Associazione Caponnetto,persone motivate  ed abituate a combattere,senza chiacchiere e tutti fatti.Una nuova Associazione Caponnetto,una macchina da guerra in grado,meglio  di prima,di affrontare mafiosi e ladri.La situazione nel Paese si aggrava sempre di più e noi dobbiamo essere in grado di utilizzare le forze migliori per  aiutare la Magistratura a far fronte alla nuova e sempre più drammatica realtà.L’orgoglio del nome che portiamo e dei valori che difendiamo.

Lo sconcerto dell’Associazione Caponnetto nelle parole del Sen. De Notaris suo responsabile per la Campania

COMUNICATI . NAPOLI.LO SCONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO DI FRONTE AGLI AVVENIMENTI GIUDIZIARI DI QUESTI GIORNI ESPRESSO DAL SEN.DE NOTARIS,SUO RESPONSABILE REGIONALE PER LA CAMPANIA

Gli arresti per corruzione a Napoli mostrano un trasversale diffuso degrado

I provvedimenti restrittivi adottati a Napoli per il consigliere Sommese e per altre 68 persone mostrano che quanto in anni trascorsi affermava il Padre Pintacuda S.Y. è del tutto vero.
Un’azione criminosa che ha per oggetto la rapina del denaro pubblico vede come attori un politico, un amministratore, un imprenditore, un funzionario, un professionista del crimine ed anche qualche rappresentante delle forze dell’ordine.
A Napoli sono state arrestate persone descritte dai Magistrati come infedeli rispetto al loro stesso ruolo sociale. Politici ed Amministratori eletti da cittadini fiduciosi appaiono interessati al proprio personale arricchimento e sono trasformisti di professione, inseguono arricchimenti, si annusano e si associano. Professionisti ed uomini della P.A. manifestano di non meritare le retribuzioni che ricevono per il loro status. Se colpevoli, ecco il cancro del sud e del nostro Paese. Isoliamoli, se colpevoli.
Se le accuse per cui questi soggetti sono in carcere ed altri sono indagati saranno provate come vere , il colpo sarà estremamente grave.
Non si accontentano mai di ciò che hanno i cosi detti colletti bianchi. Se fosse vero che sono state a servizio della camorra queste persone dovrebbero essere poste ai margini della società che hanno tradito e derubato.
Molti tra di loro erano e sono ai vertici di comunità civili, in cattedre universitarie, alla guida di ordini professionali, alla dirigenza di amministrazioni in un sud , che avrebbero dovuto servire e contribuire a liberare dalle difficoltà, dalla disperazione di tanti in povertà, dalla disoccupazione che costringe i giovani ad andare via e che ferisce la dignità di numerose famiglie.
Ed intorno a questi signori nessuno si accorgeva delle malefatte o forse siamo tutti inconsapevolmente complici, disattenti, arresi alla violenza di chi infrange le regole, abusa del proprio potere, decide discrezionalmente e di fatto costituisce associazioni a delinquere? Addirittura complici della camorra, cioè camorristi!
E poi sono perbenisti ed ipocriti i malfattori. Frequentano salotti, Circoli importanti, pontificano in Tv e sulla stampa, viaggiano in auto comode; qualcuno ha barca e casa al mare. Io, da uomo della strada mi chiedo, conoscendo le retribuzioni, come può essere possibile un tenore di vita non giustificato dai guadagni leciti e conosciuti. Eppure riflettere su questi particolari sembra ingenerare un senso di colpa per aver nutrito un dubbio, che è un lecito dubbio.
Occorre vigilanza da parte di ogni cittadino perché l’odore della corruzione si sente. Il grande De Filippo diceva: “il fieto del miccio…”. Penso ai giovani. Che diciamo alle giovani generazioni? C’è chi continua a tradire il futuro e nega la sua stessa umanità.

Francesco De Notaris,già Senatore della Repubblica e Responsabile per la Campania dell’Associazione Antonino Caponnetto

Domenica 9 aprile prossimo venturo sarà per l’Associazione Caponnetto una data storica.Un salto di qualità eccezionale.

IL 9 APRILE SI AVVICINA E SARA’ QUEL GIORNO UNA DATA STORICA PER L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CON L’ELEZIONE DI UN CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE ….. DI FERRO……………

 

Il sogno di tanti anni,un grande salto di qualità che farà dell’Associazione Caponnetto una macchina da guerra.

Formata da amici ed amiche combattenti di prima linea che sanno come combattere mafiosi e ladri.

Donne ,parecchie donne,ma di quelle impegnate , motivate ed esperte nella lotta,un parlamentare,avvocati,ispettori e funzionari della Polizia di Stato con larga esperienza nella DIA e nelle investigazioni e,non ultimi,amici che hanno dimostrato negli anni larghe capacità,ricchezza di ideali e tanta volontà di combattere.

L’Italia sta precipitando sempre  più nel baratro ,ammorbata com’é e soffocata nel fetore  del peggior lerciume di mafiosi,corrotti e massoni deviati.

E di  tanti ,tantissimi parolai e doppiogiochisti sempre attenti a prostituirsi  al padrone di turno.

Un’associazione antimafia seria,quale siamo noi che ci fregiamo di un Nome – Nino Caponnetto -  che ha dato e dà lustro al Paese e che ha ,peraltro,come Presidente onorario e capo del suo Ufficio Legale uno che ha fatto e fa la storia della lotta alle mafie – Alfredo Galasso – non può permettersi sbavature,sbandamenti,ritardi,errori.

Ne andrebbe del prestigio e del rispetto che essa ha saputo  guadagnarsi in quindici anni di lavoro grazie al sacrificio di alcuni dei suoi vecchi dirigenti,oltreché ai nomi suaccennati.

Ci rendiamo conto delle difficoltà per alcuni di militare in un’Associazione che bandisce la retorica e che richiede un impegno eccezionale in termini di INDAGINI e  segnalazioni,ma la vera antimafia si fa così e non con le chiacchiere e lasciandosi sfuggire le dinamiche della società,le sue evoluzioni come le sue involuzioni.

Anche perché il nostro nemico é di una potenza eccezionale e noi non possiamo non tenerne conto trastullandoci con digressioni e tarantelle.

Servono persone serie,operative,esperte e motivate.

Quelle,appunto,che abbiamo individuato durante anni ed anni di lavoro e che dal 9 aprile prossimo venturo costituiranno il nerbo,il motore e,al contempo,il gruppo di combattimento e l’avanguardia  di una nuova, più autorevole e più forte Associazione Caponnetto.

NAPOLI.LO SCONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO DI FRONTE AGLI AVVENIMENTI GIUDIZIARI DI QUESTI GIORNI ESPRESSO DAL SEN.DE NOTARIS,SUO RESPONSABILE REGIONALE PER LA CAMPANIA

 

 

 

Gli arresti per corruzione a Napoli mostrano un trasversale diffuso degrado

I provvedimenti restrittivi adottati a Napoli per il consigliere Sommese e per altre 68 persone mostrano che quanto in anni trascorsi affermava il Padre Pintacuda S.Y. è del tutto vero.
Un’azione criminosa che ha per oggetto la rapina del denaro pubblico vede come attori un politico, un amministratore, un imprenditore, un funzionario, un professionista del crimine ed anche qualche rappresentante delle forze dell’ordine.
A Napoli sono state arrestate persone descritte dai Magistrati come infedeli rispetto al loro stesso ruolo sociale. Politici ed Amministratori eletti da cittadini fiduciosi appaiono interessati al proprio personale arricchimento e sono trasformisti di professione, inseguono arricchimenti, si annusano e si associano. Professionisti ed uomini della P.A. manifestano di non meritare le retribuzioni che ricevono per il loro status. Se colpevoli, ecco il cancro del sud e del nostro Paese. Isoliamoli, se colpevoli.
Se le accuse per cui questi soggetti sono in carcere ed altri sono indagati saranno provate come vere , il colpo sarà estremamente grave.
Non si accontentano mai di ciò che hanno i cosi detti colletti bianchi. Se fosse vero che sono state a servizio della camorra queste persone dovrebbero essere poste ai margini della società che hanno tradito e derubato.
Molti tra di loro erano e sono ai vertici di comunità civili, in cattedre universitarie, alla guida di ordini professionali, alla dirigenza di amministrazioni in un sud , che avrebbero dovuto servire e contribuire a liberare dalle difficoltà, dalla disperazione di tanti in povertà, dalla disoccupazione che costringe i giovani ad andare via e che ferisce la dignità di numerose famiglie.
Ed intorno a questi signori nessuno si accorgeva delle malefatte o forse siamo tutti inconsapevolmente complici, disattenti, arresi alla violenza di chi infrange le regole, abusa del proprio potere, decide discrezionalmente e di fatto costituisce associazioni a delinquere? Addirittura complici della camorra, cioè camorristi!
E poi sono perbenisti ed ipocriti i malfattori. Frequentano salotti, Circoli importanti, pontificano in Tv e sulla stampa, viaggiano in auto comode; qualcuno ha barca e casa al mare. Io, da uomo della strada mi chiedo, conoscendo le retribuzioni, come può essere possibile un tenore di vita non giustificato dai guadagni leciti e conosciuti. Eppure riflettere su questi particolari sembra ingenerare un senso di colpa per aver nutrito un dubbio, che è un lecito dubbio.
Occorre vigilanza da parte di ogni cittadino perché l’odore della corruzione si sente. Il grande De Filippo diceva: “il fieto del miccio…”. Penso ai giovani. Che diciamo alle giovani generazioni? C’è chi continua a tradire il futuro e nega la sua stessa umanità.

 

Francesco De Notaris,già Senatore della Repubblica e Responsabile per la Campania dell’Associazione Antonino Caponnetto

Una piazza o una via centrali di Gaeta intitolati a Falcone e Borsellino ? Misuriamo il livello di civiltà e di senso dello Stato di una città dell’Italia centrale che é stata definita dal pentito Carmine Schiavone,insieme a tutto il Basso Lazio, appartenente alla “provincia di Casal di Principe”.

Vediamo chi delle forze politiche e delle liste civiche in campo in vista delle imminenti elezioni amministrative nella città laziale del Golfo ha il coraggio di richiedere  un’intitolazione dall’alto valore civile,morale  e culturale.
30 anni di silenzi e di omertà rispetto ad una situazione che vede  quella città e quel  territorio silenti e,perciò,oggettivamente complici rispetto  ad un fenomeno  particolarmente grave qual’é quello di  una vera e propria occupazione da parte delle mafie, imporrebbero  un atto di resipiscenza   di tal fatta.
Quella città,alle porte della Capitale,sarebbe stata ,secondo  le rivelazioni di alcuni “pentiti” di mafia e  di alcuni giornali qualificati campani,il luogo di “incontri” fra  uomini delle istituzioni  e della camorra.
“Incontri”,con tutti gli annessi e connessi, dei quali nessuna forza politica,da sinistra a destra,e nessun cittadino di quella città e di quel territorio hanno  ritenuto finora  parlare.
E ciò la dice lunga  sullo spessore di una cultura mafiogena che affligge da alcuni decenni  un territorio importante del nostro Paese impedendone  la crescita civile,culturale ,economica e politica.
Gaeta non é una città come tante altre .La sua storia ed il suo patrimonio culturale,le sue eccezionali bellezze naturalistiche,il suo splendido golfo,il suo porto,l’hanno  fatta essere  fino ad alcuni decenni fa la meta e la dimora preferite  delle più nobili e rinomate famiglie romane  e,al contempo,il motore di una crescita  civile ed economica  di un territorio che si estende  fino alla Capitale ed anche oltre.Tali sue caratteristiche  hanno calamitato nei decenni scorsi  l’attenzione e gli appetiti di orde di soggetti e capitali provenienti dalle aree del sud del Paese storicamente dominate dalla criminalità mafiosa.Un fenomeno,questo,che ha fatto scappare i cittadini romani e che ha creato una frattura con i centri vitali del Paese dove vengono decise le sorti dei territori.La conseguenza  di tale fenomeno é sotto gli occhi di tutti:quasi tutto il tessuto  industriale é fallito,la disoccupazione é alle stelle,le giovani generazioni non hanno la benché minima prospettiva di occupazione,l’economia é passata quasi tutta nelle mani di gente e capitali delle aree di cui sopra e migliaia di cittadini gaetani si sono visti anche essi costretti ad andare via a causa di un mercato drogato delle locazioni e dell’altissimo costo degli affitti.Tutti,questi,fenomeni-spia che conducono a epiloghi drammatici e letali,quali la dequalificazione  del turismo e della perdita della ricchezza vera ed una continua,sempre più rapida ed accentuata  decadenza civile  e culturale  della città e del suo territorio.
Finora tutti gli appelli alla classe politica gaetana  a reagire a tale stato di cose,a creare  un Osservatorio per la legalità,a determinare condizioni per sottrarsi  alla  morsa della camorra e della ndrangheta e a riallacciare i legami con i centri decisionali  e vivi  della  Capitale  del Paese,sono caduti nel vuoto.Ora,alla vigilia di elezioni  che daranno vita ad  una nuova Amministrazione Comunale ,  viene offerta  ai cittadini  di Gaeta,quelli che sono rimasti,un’occasione irripetibile e preziosa:un segnale forte di riscossa  morale,civile e culturale.
L’intitolazione  di una piazza o di una via centrali della città a Falcone e Borsellino.Sarebbero un colpo di reni formidabile,un sussulto di eccezionale valore di dignità e di orgoglio.una forte dichiarazione di volontà di riscossa e di  ribellione  alla mafia,la pronuncia di un fortissimo NO ALLA MORTE.
Se nessuno dovesse accogliere questo ultimo  ed accorato appello,non avremmo che  la MORTE  definitiva  di Gaeta e dell’intero Basso Lazio.La loro FINE!
                                                                                                                                                                                       Associazione Antonino Caponnetto

Impediamo un obbrobrio! L’Associazione Caponnetto solidale con i comitati di lotta contro le trivellazioni geotermiche a Caprarola

http://www.radiogiornale.info/2017/03/06/trivellazioni-geotermiche-caprarola-aree-dinteresse-archeologico/
http://www.lacitta.eu/cronaca/26408-trivellazioni-geotermiche-a-caprarola-su-aree-d-interesse-archeologico.html
http://orvietosi.it/2017/03/trivellazioni-geotermiche-a-caprarola-su-aree-dinteresse-archeologico/
http://www.orvietonews.it/ambiente/2017/03/05/trivellazioni-geotermiche-in-aree-di-interesse-archeologico-c-e-chi-dice-no-53408.html
http://www.newtuscia.it/2017/03/05/perforazioni-geotermiche-al-lago-vico-le-osservazioni-varie-associazioni/
http://www.tusciatimes.eu/trivellazioni-geotermiche-a-caprarola-su-aree-dinteresse-archeologico/
http://www.occhioviterbese.it/occhioviterbese_v2/politica-id-38604-titolo-Trivellazioni-geotermiche-a-Caprarola-su-aree-dinteresse-archeologico.html

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