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Comunicato importante

L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO NON E’, PER SUA SCELTA, FINANZIATA DA ISTITUZIONI E PARTITI E, QUINDI, NON DISPONE DI RISORSE ECONOMICHE CHE LE CONSENTANO DI CORRISPONDERE ALLE RICHIESTE DI AIUTO CHE LE PERVENGONO.
Ci pervengono talvolta da varie parti d’Italia strazianti richieste di aiuto di denaro.
Con il cuore in mano facciamo presente che l’Associazione Caponnetto, per sua scelta ed al contrario di altri, non fruisce di alcun sostegno pubblico, se si eccettua qualche migliaio di euro del 5 x mille che non ci basta nemmeno a far fronte alle spese derivanti dalle centinaia di “visure camerali” che facciamo per individuare le imprese mafiose e per l’organizzazione di 2-3 convegni all’anno.
Il resto esce dalle tasche personali di qualcuno di noi.
La nostra scelta è stata determinata dal nostro modo “diverso” di concepire la lotta alle mafie, un modo tutto basato non sulle commemorazioni, sul racconto di fatti pregressi, sulle feste, sui progetti relativi alla “cultura della legalità” e quant’altro del genere finanziato dalle istituzioni, ma, al contrario, tutto operativo, di azione ed incentrato su tre attività:
l’INDAGINE, la DENUNCIA e la PROPOSTA.
Non disponendo, quindi, di risorse finanziarie che ci consentano di corrispondere alle eventuali richieste di aiuto di natura economica di chi si rivolge a noi, ci vediamo costretti a rispondere negativamente.
Ce ne dispiace immensamente ma lo facciamo per non venir meno agli impegni assunti con la nostra coscienza e per mantenerci LIBERI da tutto e da tutti e, soprattutto, da istituzioni che potrebbero rivelarsi un giorno rette da soggetti corrotti e mafiosi che avrebbero tutto l’interesse a corromperci per macchiare la nostra immagine ed indebolire, così, la nostra azione.

Il grido disperato di Luigi Coppola, TESTIMONE DI GIUSTIZIA: non ce la faccio più. Ridotto con la mia famiglia a mendicare un pezzo di pane

“Mi ritrovo a mendicare per un pezzo di pane per moglie e figlie oltre a dover vivere in una baracca di abitazione offertaci, tra l’altro pericolante, da lunedì 15 settembre senza luce poiché la fattura non e stata pagata”, ma “lo Stato se ne frega”. Questa l’ultima, tragica, denuncia di Luigi CoppolaCCCoppolaCoppola, commerciante che nel 2001 fece scoprire un giro di usura nel napoletano e che da allora, come testimone di giustizia, si trova a vivere in condizioni di grave precarietà economica, “sotto la soglia di povertà“, come spiega lui stesso Coppola.

CLuiCoppoppola ha inviato una nuova lettera a presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Sottosegretario Graziano Delrio, appellandosi al governo: “E’ vergognoso – scrive – che non sia in grado di dare il minimo e dovuto sostegno a una persona che, a seguito di una scelta coraggiosa, ha distrutto il passato, il presente e di sicuro non avrà un futuro”.

LuiCoppola conclude: “Pensate che io debba avere ancora pazienza? Volete restare ancora in silenzio? Oppure intendete fare qualcosa affinchè si interrompa questa vergogna?”.

TUTTI A FONDI VENERDI’ 19 SETTEMBRE DALLE ORE 16,30

QUALE ANTIMAFIA? FATTI, NON PAROLE
Al Castello Baronale di Fondi il 19 settembre protagonisti a confronto

L’antimafia dei fatti, della denuncia, della partecipazione attiva al fianco degli inquirenti. Questo da sempre il principio ispiratore dell’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, che celebra i suoi primi 15 anni di attività con un importante appuntamento pubblico a Fondi il prossimo 19 settembre.
A partire dalle ore 16.30 nelle sale del Castello Baronale in piazza Matteotti, si terrà infatti l’incontro pubblico sul tema “Quale Antimafia? Fatti, non parole”, che vedrà in campo importanti personalità del mondo istituzionale, giudiziario e delle forze dell’ordine, impegnate in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata. Fondi rappresenta infatti un luogo simbolo dell’intreccio mafioso degli ultimi anni portato alla luce dalla magistratura con una imponente operazione giudiziaria ed investigativa.
Il pomeriggio sarà aperto da un confronto tra Sonia Alfano, presidente uscente della Commissione Antimafia Europea, e Claudio Fava, vicepresidente della Commissione Antimafia al Parlamento italiano.
Subito dopo, le relazioni di Nunzia D’Elia (procuratore aggiunto di Latina), Paolo Ielo (sostituto Procuratore a Roma), Cesare Sirignano (sostituto procuratore DDA Napoli), Bruno Spagna Musso (magistrato Corte di Cassazione), Renato Chicoli (capocentro DIA Roma).
Seguiranno gli interventi di Alessandro Panigutti, direttore de Il Quotidiano Latina, e dello scrittore Gaetano Pascale.
In apertura i saluti di Elvio Di Cesare, Andrea Cinquegrani e Bruno Fiore, rispettivamente segretario nazionale, vicesegretario e segretario organizzativo della Caponnetto.
I lavori saranno condotti da Rita Pennarola, condirettore del mensile d’inchiesta La Voce delle Voci.
Il convegno è organizzato dall’Associazione Caponnetto in collaborazione con l’Associazione Amato Lamberti e con La Voce delle Voci onlus.
Invitiamo tutti i colleghi della stampa a partecipare e a diffondere la notizia.

Il messaggio di Ferdinando Imposimato per la Voce delle Voci

Carissimi Andrea e Rita, aderisco all’appello per la Voce delle Voci,
organo di informazione di cui sono state interrotte le
pubblicazioni per decisioni che non erano mai avvenute in danno
di una pubblicazione in vita da oltre trenta anni, con apprezzamenti
da parte di Giorgio Bocca, Michele Santoro, e da parte del
Presidente della Reepubblica. Essa è stata una delle poche voci
libere e indipendenti di questo paese infelice: confido che la
magistratura possa ripristinare il diritto alla informazione
attraverso la sospensione delle esecuzioni forzate messe in atto ai
danni del direttore Andrea Cinquegrani e della cooperativa editrice.
Sono orgoglioso di essere stato uno dei collaboratori della Voce,
giornale storico orgoglio della Campania e della libera stampa.
Ferdinando Imposimato

Martedì all’Aquila udienza decisiva per il destino della VOCE DELLE VOCI. L’appello della Caponnetto

Martedì all’Aquila udienza decisiva per il destino della Voce delle Voci dopo le esecuzioni forzate e la richiesta di pignoramento della testata.

Martedì prossimo 16 settembre la Corte d’Appello del Tribunale dell’Aquila deciderà il destino del mensile d’inchiesta La Voce delle Voci. Dinanzi al collegio della Sezione civile si terrà infatti l’udienza, chiesta dai difensori della Voce, per valutare l’istanza di sospensione cautelare delle esecuzioni forzate messe in atto ai danni del direttore Andrea Cinquegrani e della cooperativa editrice, a seguito della sentenza di primo grado con cui il Tribunale di Sulmona aveva condannato lo scorso anno il giornale a risarcire con circa centomila euro una esponente sulmonese di Italia dei Valori, Annita Zinni, che aveva denunciato il giornale per un articolo pubblicato nel 2008 sul mensile da un giornalista Rai.

I rilevanti motivi richiesti per avanzare la nuova istanza di sospensione cautelare dei pignoramenti – che hanno colpito anche la testata giornalistica, di cui è stata chiesta al giudice la vendita – risiedono negli atti della Procura della Repubblica di Campobasso, competente per territorio su Sulmona, che proprio in merito a quello stesso provvedimento ha iscritto nel registro degli indagati il giudice autore della sentenza, Massimo Marasca, con le ipotesi di abuso d’ufficio ed omissione di atti d’ufficio. Nell’ambito di tale indagine risultano parti offese il direttore Andrea Cinquegrani e la giornalista Rita Pennarola, attuale rappresentante legale della cooperativa.
Entrambi collaborano come volontari da molti anni con l’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, che ha diffuso in queste ore una nota di solidarietà alla Voce ed un appello per salvare il giornale.
Nel definire «sconcertante» la vicenda giudiziaria che ha fatto interrompere le pubblicazioni della Voce fin da marzo scorso, «al punto da essere stata trasmessa al Consiglio Superiore della Magistratura dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano», la Caponnetto, in nome del «comune impegno teso a ripristinare condizioni di civiltà in un Paese devastato dalle mafie», rivolge un appello «affinché non vada dispersa una esperienza coraggiosa di giornalismo indipendente durata trent’anni, così privando gli italiani di uno strumento indispensabile d’informazione e di incontro per le forze sane del Paese».
All’appello, diffuso nelle scorse ore, stanno arrivando adesioni da parte delle numerose personalità che collaborano al giornale e da tante altre associazioni o semplici lettori che in trent’anni hanno contribuito con le loro segnalazioni o con la loro partecipazione a rendere la Voce uno strumento di informazione sempre in prima linea per denunciare lo strapotere mafioso a tutti i livelli.

Lettera aperta ad Ignazio Cutrò

No, Ignazio, sei ingiusto ed ingrato.
Non puoi dichiarare alla stampa che “Nessuna associazione mi ha aiutato all’inizio, l’unica persona che mi è stata vicina sin dall’inizio è stato Don Luigi Ciotti. Le altre associazioni che invece agiscono contro la mafia solo di facciata ma poi non aiutano le persone che veramente ne hanno bisogno fanno il gioco della mafia”.
Senza togliere nulla a Don Ciotti, non puoi dimenticare che:
1) l’Associazione Caponnetto ti ha consentito di fare il suo Presidente Onorario per 4 anni e tale carica ti ha aiutato nel farti conoscere in tutta Italia;
2) i dirigenti dell’Associazione Caponnetto sono venuti a Bivona, tuo paese natale in provincia di Agrigento, a darti sostegno e titolo di rappresentanza in un convegno organizzato con la partecipazione del Procuratore Aggiunto di Palermo Vittorio Teresi;
3) che, insieme ad altra associazione, sempre l’Associazione Caponnetto, della quale tu eri il Presidente Onorario prima che subentrasse al tuo posto il Giudice Antonio Esposito, ti ha dato l’avallo e la copertura in una riunione a Latina Scalo durante la quale si decise, insieme, di costituire l’Associazione Testimoni di Giustizia, riunione durante la quale fu Pietro Di Costa, tuo vice Presidente, poi dimissionario, a proporti come Presidente;
4) che siamo stati noi dell’Associazione Caponnetto a venirti a supportare e sostenere a Roma, davanti al Viminale, in occasione della manifestazione di protesta che hai fatto insieme a Pietro Di Costa e Gennaro Ciliberto.
Questo tanto per ricordarti quanto sembra che tu abbia dimenticato.
Un caro saluto

Un errore per il quale chiediamo scusa

A PROPOSITO DEL CONVEGNO A FONDI CHE SI SVOLGERA’ VENERDI’ 19 SETTEMPRE P. V. , PER UN ERRORE DI BATTITURA ABBIAMO SCRITTO 19 MARZO.
CONFERMIAMO CHE IL CONVEGNO CI SARA’ VENERDI’ 19 SETTEMBRE PROSSIMO A COMINCIARE DALLE ORE 16, 30.
LA SEGRETERIA

L’Associazione Caponnetto si “blinda” contro i ripetuti tentativi di infiltrazione. Introdotti ad hoc due nuovi articoli nel suo Statuto

INDRODOTTE NELLO STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO NUOVE NORME CHE NE DISCIPLINANO LE ATTIVITA’.
L’Assemblea degli iscritti all’Associazione Caponnetto, svoltasi a Formia (Latina) il 6 settembre del 2014, onde disciplinare ancor meglio l’immagine ed il ruolo dell’Associazione salvaguardandola da possibili tentativi di strumentalizzazione di natura politica o di altra specie da parte di chicchessia, ha introdotto fra le norme dello Statuto due nuovi articoli.
Tale decisione è stata assunta dall’Assemblea per preservare – ed al contempo rafforzare – l’immagine e l’azione dell’Associazione Caponnetto nei vari territori del Paese da qualunque, eventuale tentativo di contaminazione o condizionamento, politico o di altra natura, in quanto presupposto fondante dell’Associazione medesima è la sua più rigorosa autonomia dai partiti politici e dalle istituzioni.
I due nuovi articoli introdotti nello Statuto sono i seguenti:
1. Compito prioritario dei soci è di impegnarsi attraverso un’azione costante, quotidiana, di INDAGINE, DENUNCIA e PROPOSTA.
Tutte le notizie raccolte sui territori vanno trasmesse alla Segreteria nazionale la quale, una volta vagliatele ed eventualmente implementatele con ulteriori elementi ricavabili dai dati in possesso dell’associazione, curerà di veicolarle, nelle forme ritenute più idonee, verso gli organi giudiziari ed investigativi competenti.
2. Tutte le iniziative di qualsiasi natura -compresi convegni, documenti, comunicati, denunce, esposti, ecc. – che comportino la spendita del nome dell’Associazione Caponnetto e che si intendano assumere da parte dei singoli iscritti debbono preventivamente essere autorizzate dalla Segreteria nazionale, sentito il Direttivo.
Tali iniziative non debbono essere ispirate da motivazioni partitiche, essendo uno dei presupposti fondanti dell’Associazione Caponnetto, rappresentato dalla sua più assoluta autonomia ed indipendenza rispetto a qualsiasi partito e movimento politico.
Le eventuali partnership con altri sodalizi che perseguano finalità compatibili con quelle dell’Associazione Caponnetto che si intendano stipulare localmente, debbono, comunque, essere
definite rigorosamente quanto ai tempi e alle modalità ed ottenere, anch’esse, preventivamente, l’avallo della Segreteria nazionale.

Comunicato congiunto UNADIR (Sindacato Nazionale Dirigenti e Funzionari Prefettizi) e Ass. Caponnetto contro il blocco degli stipendi pubblici

Apri il .pdf del comunicato

Che le mafie non abbiano colori politici e che non risparmino alcun partito, da destra a sinistra, per infiltrarlo, condizionarlo e corromperne parti, è cosa nota e stranota. Con il loro potere economico esse possono permettersi di corrompere, come spesso avviene, importanti fette del tessuto politico ed istituzionale nazionale e locale del nostro Paese e del mondo intero.

Che le mafie non abbiano colori politici e che non risparmino alcun partito, da destra a sinistra, per infiltrarlo, condizionarlo e corromperne parti, è cosa nota e stranota. Con il loro potere economico esse possono permettersi di corrompere, come spesso avviene, importanti fette del tessuto politico ed istituzionale nazionale e locale del nostro Paese e del mondo intero. Talché diventa sempre più necessaria, da parte di chi vuole realmente svolgere un’azione di contrasto ad esse, un’autonomia, la più rigorosa, da ogni formazione di natura politica e da qualsiasi istituzione che potrebbero risultare in parte infiltrate e condizionate da soggetti appartenenti alle organizzazioni criminali, evitando azioni di affiliazione, affiancamento, condizionamento di qualsiasi specie. Oggi la realtà sembra essere diversa e non sono rari i casi in cui si possono vedere soggetti, singoli o collettivi, che si propongono e dicono di voler combattere le mafie, rivolgersi ad istituzioni o politici, che potrebbero risultare in parte corrotti e mafiosi, per pietire agevolazioni, finanziamenti, privilegi e sostegni di natura economica o di altra specie. Una contraddizione madornale che danneggia l’immagine ed il ruolo di una vera antimafia, ne rende insignificante e limitata l’azione in quanto questa viene piegata agli interessi degli elargitori e contribuisce fortemente a rendere ancor di più purulento il corpo del Paese. L’Associazione Caponnetto ha voluto, con la sua Assemblea del 6 settembre p. s, affrontare uno dei temi più delicati e spinosi del mondo della cosiddetta “antimafia sociale”, quello della sua autonomia economica e dalla politica e dalle istituzioni. Essa concorda pienamente con le valutazioni espresse tempo fa dal Procuratore Nicola Gratteri quando ha sostenuto che il volontariato si fa gratuitamente. Fare antimafia sociale è fare volontariato e le associazioni antimafia, se sono e vogliono restare “volontarie”, NON debbono chiedere soldi alla politica ed alle istituzioni. Ci sono strumenti legali che consentono il loro autofinanziamento e, se non ci si arriva a finanziare le proprie attività – che, peraltro, per rendersi significative ed incisive, DEBBONO abbandonare la retorica e cominciare a basarsi tutte su 3 presupposti fondanti: l’INDAGINE, la DENUNCIA e la PROPOSTA – chi può deve avvertire l’obbligo morale, se non anche civile, di mettere le mani nelle tasche proprie. Un problema, questo, la cui soluzione eviterebbe quel giudizio nefasto ed offensivo nei confronti di molti di noi che immeritatamente veniamo definiti, insieme agli atti, “mestieranti dell’antimafia”, ”professionisti dell’antimafia”, gente, cioè, che ha trasformato la lotta alle mafie in uno strumento per camparci o per fare carriere politiche, accademiche, professionali ecc.. La cosiddetta “antimafia “ è una cosa seria e va fatta seriamente, senza interessi personali e solamente per senso civico e dello Stato di diritto, oltre che per salvaguardare gli spazi di civiltà e di democrazia per i nostri figli e per le giovani generazioni. Con la decisione assunta dall’Assemblea degli iscritti, inserendo nello Statuto questi due nuovi articoli, l’Associazione Caponnetto ha voluto “blindare “ se stessa rendendola, sempre più immune di quanto non lo sia stato fino ad oggi, da qualsiasi tentativo di condizionamento da parte di qualsiasi soggetto, pubblico o privato, eventualmente intenzionato a piegarla ad interessi oscuri e devianti e per renderla –cosa non meno importante –più legittimata a definirsi e farsi definire sul campo una VERA ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA.

INDRODOTTE NELLO STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO NUOVE NORME CHE NE DISCIPLINANO LE ATTIVITA’.
L’Assemblea degli iscritti all’Associazione Caponnetto, svoltasi a Formia (Latina) il 6 settembre del 2014, onde disciplinare ancor meglio l’immagine ed il ruolo dell’Associazione salvaguardandola da possibili tentativi di strumentalizzazione di natura politica o di altra specie da parte di chicchessia, ha introdotto fra le norme dello Statuto due nuovi articoli.
Tale decisione è stata assunta dall’Assemblea per preservare – ed al contempo rafforzare – l’immagine e l’azione dell’Associazione Caponnetto nei vari territori del Paese da qualunque, eventuale tentativo di contaminazione o condizionamento, politico o di altra natura, in quanto presupposto fondante dell’Associazione medesima è la sua più rigorosa autonomia dai partiti politici e dalle istituzioni.
I due nuovi articoli introdotti nello Statuto sono i seguenti:
1. Compito prioritario dei soci è di impegnarsi attraverso un’azione costante, quotidiana, di INDAGINE, DENUNCIA e PROPOSTA.
Tutte le notizie raccolte sui territori vanno trasmesse alla Segreteria nazionale la quale, una volta vagliatele ed eventualmente implementatele con ulteriori elementi ricavabili dai dati in possesso dell’associazione, curerà di veicolarle, nelle forme ritenute più idonee, verso gli organi giudiziari ed investigativi competenti.
2. Tutte le iniziative di qualsiasi natura -compresi convegni, documenti, comunicati, denunce, esposti, ecc. – che comportino la spendita del nome dell’Associazione Caponnetto e che si intendano assumere da parte dei singoli iscritti debbono preventivamente essere autorizzate dalla Segreteria nazionale, sentito il Direttivo.
Tali iniziative non debbono essere ispirate da motivazioni partitiche, essendo uno dei presupposti fondanti dell’Associazione Caponnetto, rappresentato dalla sua più assoluta autonomia ed indipendenza rispetto a qualsiasi partito e movimento politico.
Le eventuali partnership con altri sodalizi che perseguano finalità compatibili con quelle dell’Associazione Caponnetto che si intendano stipulare localmente, debbono, comunque, essere
definite rigorosamente quanto ai tempi e alle modalità ed ottenere, anch’esse, preventivamente, l’avallo della Segreteria nazionale.

Nuovo Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto

L’ Assemblea degli iscritti all’Associazione Caponnetto, al fine di rendere sempre più incisiva l’azione dell’Associazione medesima, ha provveduto ad effettuare alcune sostituzioni nell’ambito del suo Consiglio Direttivo.
A seguito di ciò essa ha eletto, come suoi nuovi componenti, Bruno Fiore e Salvatore Caccaviello.
A Bruno Fiore, che già faceva parte del predetto Consiglio Direttivo nella veste di Segretario Amministrativo, è stata conferita anche la carica di Segretario Organizzativo.
Il nuovo Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto risulta, pertanto, così composto:

Elvio Di Cesare, Segretario Nazionale;
Andrea Cinquegrani, V. Segretario Nazionale;
Bruno Fiore, Segretario Organizzativo;
Ignazia Mechitarian, responsabile “Comunicazioni interne”;
Salvatore Carli;
Arturo Gnesi;
Benito di Fazio;
Maurizio Carocci;
Paolo Costa;
Simona Ricotti;
Romano De Luca;
Patrizia Belli;
Patrizia Acampora;
Fiorentino Somma
Salvatore Caccaviello.
La giornalista Rita Pennarola è stata confermata nella sua carica di Capo Ufficio Stampa, il Giudice Antonio Esposito in quella di Presidente Onorario dell’Associazione e l’avv. Alfredo Galasso in quella di Consulente Legale a titolo volontario.

COMUNICATO CONGIUNTO POLIZIA DI STATO, GUARDIA DI FINANZA, CARABINIERI, POLIZIA PENITENZIARIA, ESERCITO, MARINA, AEREONAUTICA, VIGILI DEL FUOCO: SCIOPERO! SOLIDARIETA’ DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

“Caso Fondi”. Si riaprano le indagini e, fra le altre cose, le Procure della Repubblica di Latina e della DDA di Roma valutino l’esistenza o meno di profili di eventuale rilevanza penale in quanto scritto nella Relazione della Commissione di accesso agli atti del Comune di Fondi a carico del Dr. Cosmo Mitrano, attuale Sindaco di Gaeta e Dirigente al Comune di Fondi

MA, SCUSATECI, IL DR. COSMO MITRANO, ATTUALE SINDACO DEL PDL DI GAETA, E’ O NON E’ LA STESSA PERSONA CITATA – NEL SUO RUOLO DI DIRIGENTE DEL COMUNE DI FONDI PER IL QUALE PREFETTURA DI LATINA E MINISTRO DEGLI INTERNI CHIESERO LO SCIOGLIMENTO PER CONDIZIONAMENTO MAFIOSO – PIU’ VOLTE NELLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE DI ACCESSO AL COMUNE DI FONDI E NEI CONFRONTI DELLA QUALE SONO STATI EVIDENZIATI RILIEVI SERI???
SE SI TRATTA DELLA STESSA PERSONA, PERCHE’ NESSUNA AUTORITA’ GIUDIZIARIA L’HA CHIAMATA PER CHIEDERLE QUANTO MENO QUALCHE CHIARIMENTO???
SONO INFORMATI DI TUTTO CIO’ IL PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA DI LATINA DR. DE GASPERIS E QUELLO DELLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DEL LAZIO DR. PIGNATONE?

Fondi. Ora, dopo la sentenza della Cassazione che ha ammesso la presenza della mafia a Fondi, bisogna cominciare a lavorare per far emergere quello che non è emerso fino ad oggi. Si comincino a muovere Rosy Bindi e Claudio Fava!!!

SONO ANNI CHE STIAMO GRIDANDO CHE A FONDI SI E’ VOLATO BASSO E CHE C’E’ ANCORA MOLTO DA SCOPRIRE
C’è ancora molto da indagare per mettere a nudo la realtà solidificatasi a Fondi e nel sud pontino.
Connivenze, rapporti, intrecci di interessi ad ogni livello, silenzi, una rete fitta, fittissima che raffigura un “sistema”.
Altro che “provincia di Casale” come ha definito Schiavone il sud pontino e, quindi, anche Fondi!
Qualcuno fortunatamente, anche se in forte ritardo, comincia ad ammetterlo.
Solo che, considerati i termini delle prescrizioni, oggi sarà difficile recuperare il tempo perso e riparare i danni.
Fondi, anche rispetto ad altri centri vicini, ha una tipicità: la probabile saldatura fra varie realtà criminali, camorra, cosa nostra e ndrangheta.
Una saldatura, forse, avallata, benedetta e sostenuta anche da soggetti infedeli delle istituzioni e della politica.
La realtà giudiziaria ha acceso i riflettori sul livello militare di quelle realtà.
Ora bisogna cominciare a lavorare su quello più alto.
E che questo sia non alto, ma altissimo, è provato dal fatto che per la prima volta nella storia criminale del Paese si sia riusciti ad ignorare completamente quanto hanno scritto i membri della Commissione di accesso al Comune di Fondi a seguito del quale un Prefetto della Repubblica ed un Ministro dell’interno avevano insistentemente richiesto lo scioglimento del Consiglio Comunale.
Quella Relazione, benché acquisita agli atti anche della Procura di Latina, è rimasta lettera morta.
Qualcuno ce ne dovrà spiegare il perché.
Come qualche altro dovrà spiegarci il motivo degli incomprensibili silenzi che sono calati su una vicenda della quale si sono interessati i media di tutto il mondo!

Comunicato Testimoni di Giustizia

A PARTIRE DA MARTEDI’ 9 SETTEMBRE I TESTIMONI DI GIUSTIZIA CHE RITENGONO DI ESSERE STATI ABBANDONATI DALLO STATO POTRANNO RIUNIRSI PRESSO PALAZZO CHIGI A ROMA IN FORMA PACIFICA MA PERMANENTE FINO A QUANDO IL GOVERNO NON PRENDERA’ UN SERIO IMPEGNO E MOSTRERA’ CON I FATTI DI FARSI CARICO SUBITO DEI CASI PIU’ GRAVI.
I TESTIMONI DI GIUSTIZIA SONO PERSONE PERBENE CHE PER AMORE DELLA GIUSTIZIA HANNO MESSO A REPENTAGLIO LA VITA LORO E DEI LORO CARI ED E’ PER TALE MOTIVO CHE IL GOVERNO HA L’OBBLIGO DI METTERCI LA FACCIA E DEVE RISPETTARLI.
ADESSO BASTA VERAMENTE! IL TEMPO E’ SCADUTO E LO STATO DEVE TENERE FEDE AGLI IMPEGNI ASSUNTI.
IL NOSTRO AUGURIO E’ QUELLO CHE ANCHE QUALCHE FORZA POLITICA, ALMENO QUESTA VOLTA, CI MOSTRI CONCRETAMENTE SOLIDARIETA’ E VICINANZA.
PER OGNI RIFERIMENTO CONTATTARE:
LUIGI COPPOLA, TESTIMONE DI GIUSTIZIA, AL NUMERO DI TELEFONO 3396657609.
F. to Luigi Coppola, Testimone di Giustizia

Un attacco alla Magistratura antimafia per depotenziarla e ridurla all’impotenza? Attenti!

ATTENTI!!!
IL SOSPETTO E’ CHE, TRATTANDO MALE TESTIMONI E COLLABORATORI DI GIUSTIZIA, QUALCUNO VOGLIA INDURLI A NON COLLABORARE PIU’ CON LA GIUSTIZIA PER ATTACCARE I MAGISTRATI ANTIMAFIA E FAR CROLLARE GLI IMPIANTI ACCUSATORI NEI PROCESSI
Se dovessero risultare fondati i nostri sospetti, qua il gioco risulterebbe estremamente serio e destabilizzante in quanto l’attacco non sarebbe diretto ai Testimoni ed ai Collaboratori di Giustizia – i quali comunque sarebbero le prime vittime – ma alla Giustizia in generale ed a quella contro le mafie in particolare.
Attenti ed occhi aperti, anzi sbarrati, perché sarebbero in gioco i destini del Paese, della sua democrazia e dello Stato di diritto.
Ci pervengono lamentele da tutta Italia per il trattamento che stanno ricevendo molti Testimoni
e Collaboratori impegnati in importanti processi contro cosche e clan.
Molti si starebbero trovando di fronte a veri e propri muri fatti di dinieghi, umiliazioni, limitazioni di ogni genere.
Qualcuno potrebbe aver pensato ad una strategia che punti a determinare uno stato di diffuso malcontento tendente ad indurre Testimoni e Collaboratori a fare marcia indietro e a non confermare in sede dibattimentale le loro accuse contro i boss.
Non abbiamo riscontri ma ci insospettiscono i tanti “no”, “se”, “ma” che questi stanno ricevendo a seguito dell’esposizione dei loro problemi.
E’ estremamente risibile la giustificazione di una presunta mancanza di fondi in quanto i fondi ci sono e sono i milioni confiscati alle mafie.
Perché non vengono utilizzati???
Perché nessuno ne parla???

Comincia a serpeggiare un forte, pericoloso malcontento fra Collaboratori, Testimoni di Giustizia e Forze dell’ordine. C’é il rischio che vengano compromessi tutti gli impianti accusatori e le inchieste contro le mafie

Comincia a serpeggiare un forte, pericoloso malcontento fra Collaboratori, Testimoni di Giustizia e Forze dell’ordine. C’é il rischio che vengano compromessi tutti gli impianti accusatori e le inchieste contro le mafie. Bisogna assolutamente sensibilizzare un gruppo di parlamentari che prendano coscienza della gravità della situazione, sposino la causa, pongano con forza e con convinzione il problema dell’uso dei soldi confiscati alle mafie davanti al Parlamento ed al Paese e costringano il governo ad utilizzare SUBITO e prima che sia troppo tardi quei soldi per definire tutti i problemi, a cominciare da quelli di sopravvivenza vera e propria, dei Testimoni, dei Collaboratori e delle forze dell’ordine che prendono stipendi di fame. I soldi ci sono. Tutto il resto è fuffa. Qua si sta rischiando grosso.

FINIAMOLA CON LE CHIACCHIERE!
POTREMO FARE MILLE CONFERENZE, MILLE CONVEGNI, MILLE MANIFESTAZIONI, MILLE FIACCOLATE, MILLE DELEGAZIONI, DIECIMILA SCIOPERI DELLA FAME E QUESTI CI LASCERANNO MORIRE MA NON MUOVERANNO UN SOLO DITO.
C’E’ UNA SOLA COSA UTILE DA FARE:
SENSIBILIZZARE UN GRUPPO DI PARLAMENTARI PER FAR PORRE CON DETERMINAZIONE LA QUESTIONE DELL’USO DEI SOLDI CONFISCATI ALLE MAFIE DALLA MAGISTRATURA E COSTRINGERE IL GOVERNO AD UTILIZZARLI PER LA GIUSTIZIA, I TESTIMONI ED I COLLABORATORI DI GIUSTIZIA E LE FORZE DELL’ORDINE.
TUTTO IL RESTO E’ FUFFA.
QUA SI STA CORRENDO IL RISCHIO CHE TUTTI GLI IMPIANTI ACCUSATORI NEI PROCESSI CONTRO O MAFIOSI CROLLINO PER LA RABBIA CHE SERPEGGIA FRA COLLABORATORI E TESTIMONI.

Inopportuna quella partecipazione! Ora qualcuno ci spieghi!

“INOPPORTUNA” QUELLA PRESENZA AL COMUNE DI GAETA DI DIRIGENTI DELLA POLIZIA DI STATO IN QUELLA MANIFESTAZIONE TENUTASI L’ALTRO GIORNO PER PARLARE DI LEGALITA’…

Chiamateci estremisti, radicali, amanti della cultura del sospetto, disfattisti, colpevolisti o come vi pare, ma, quando su un amministratore pubblico una Commissione di accesso nominata da un Prefetto della Repubblica, avallata da un Ministro degli Interni e composta non da quattro quaquaraquà ma da funzionari di polizia, da ufficiali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e da v. Prefetti, scrive certe cose, anche se la Magistratura inquirente locale non ha ritenuto di aprire delle indagini, noi da quell’amministratore prendiamo le distanze.
Anche se non si è ritenuto di approfondire i rilievi contenuti nella Relazione della Commissione di accesso a carico di quell’amministratore e non sono, di conseguenza, emersi eventuali elementi di rilevanza penale nei suoi confronti.
Ma sulla “questione Fondi”, fin quando qualcuno non ci fornisce i dovuti chiarimenti su quanto scritto da Andrea Palladino su “Il Fatto Quotidiano” il 26 aprile 2012 a proposito dell’attuale Sindaco di Gaeta del PDL nell’articolo che sotto riportiamo, noi conserviamo tutte intere le nostre riserve.
Ecco l’articolo cui abbiamo fatto riferimento:

 

Citato nella richiesta di scioglimento di Fondi, il Pdl lo candida sindaco di Gaeta

Alto funzionario comunale, Cosmo Mitrano è più volte citato nella relazione prefettizia che chiedeva al governo di mandare a casa l’amministrazione per pesanti infiltrazioni mafiose. Ora corre nella città vicina, con il pieno appoggio di Renata Polverini
di Andrea Palladino | 26 aprile 2012

Il legame con la città di Fondi di Renata Polverini è senza dubbio forte. Quella zona a sud del Lazio – insieme alla provincia di Frosinone – le ha garantito i voti necessari per l’elezione a governatore. Quando il senatore Claudio Fazzone – l’uomo forte della città che l’ex ministro dell’interno Roberto Maroni avrebbe voluto sciogliere per mafia – la chiamò durante la campagna elettorale per le regionali, l’ex leader dell’Ugl non ebbe nessun dubbio. Fu un bagno di folla, grazie alla potenza della macchina elettorale del Pdl nel sud pontino, dove il centrodestra in passato ha raccolto percentuali bulgare di voti.

Non sorprende quindi il suo appoggio incondizionato a Cosmo Mitrano, candidato sindaco per il Pdl a Gaeta, porto strategico del sud del Lazio, base della marina Usa e sede della scuola navale della Guardia di Finanza, città dove l’ex comandante Speciale era di casa negli anni passati. Mitrano a Fondi ci lavora. E’ un alto dirigente del comune, fin dagli anni della giunta guidata da Luigi Parisella, il sindaco del comune pontino che rischiò il commissariamento con la pesante accusa di aver guidato una amministrazione permeabile alle cosche, salvato poi in extremis dal consiglio dei ministri.

Comunicato agli iscritti all’Associazione Caponnetto. Sabato 6 settembre alle ore 9,30 Assemblea

SI RICORDA AGLI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CHE
SABATO 6 SETTEMBRE, ALLE ORE 9, 30 IN PRIMA CONVOCAZIONE ED ALLE 10 IN SECONDA
CI SARA’ L’ASSEMBLEA CON IMPORTANTI PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO.
SI PREGA DI NON MANCARE E DI ESSERE PUNTUALI.

Il Dr. Salvatore Carli, Dirigente in servizio presso la Prefettura di Napoli, componente del Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Caponnetto, è stato nominato responsabile per la Campania dell’UNADIR, Sindacato Nazionale dei Prefettizi Dirigenti del Ministero degli Interni. Un riconoscimento meritato delle sue alte qualità umane, morali e professionali

Apprendiamo con gioia che la Dr. Maria Rosaria Ingenito. V. Prefetto Segretaria Nazionale del Sindacato Prefettizi Dirigenti (UNADIR) del Ministero dell’Interno, con atto del 27 agosto u. s, ha conferito l’incarico di Responsabile per la Campania al Dr. Salvatore Carli, Dirigente in servizio presso la Prefettura di Napoli. Il Dr. Salvatore Carli, uno dei componenti più qualificati ed apprezzati del Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Caponnetto, assume così un altro importante incarico di altissima responsabilità. Un riconoscimento da parte di due importanti Associazioni Nazionali –l’UNADIR e la Caponnetto – che operano entrambe, anche se in ambiti diversi e con finalità in parte diverse essendo l’UNADIR un Sindacato, su un piano che le accomuna: la difesa della Legalità e dello Stato di diritto.
Quello di Salvatore Carli è un nome prestigioso che fa onore ad entrambe le Associazioni Nazionali –l’UNADIR e la Caponnetto – che lo vedono come loro Dirigente e ciò sia per le sue alte qualità umane, morali ed intellettuali che per le sue non comuni capacità professionali, tutte qualità che egli si trova ad esplicare in ambiti delicatissimi dove, peraltro, si rende necessario, come evidenzia la Dottoressa Ingenito nella sua nota di nomina, ”lavorare per far riaffiorare la legittima e sana motivazione professionale in quanti dei nostri colleghi hanno deposto ogni speranza per le delusioni cocenti ed ingiuste subite proprio per aver scelto di non voler perseguire logiche di cordata”.
Si tratta in effetti di un impegno nobile, ma anche gravoso, teso a ricostruire un’immagine cristallina e di efficienza in istituzioni importanti che le interferenze di una malapolitica hanno talvolta fortemente compromessa, un impegno che sia l’UNADIR che l’Ass. Caponnetto hanno affidato ad uno degli uomini migliori che esse hanno avuto l’onore di incontrare sul loro percorso.
Il Dr. Carli ha come suo patrimonio un curriculum di tutto rispetto: componente di Commissioni di accesso agli atti di una ventina circa di Amministrazioni Comunali sciolte per mafia, egli è stato anche chiamato più volte ad espletare incarichi di consulenza da varie Procure della Repubblica della Campania in importanti procedimenti giudiziari.
Auguri affettuosi all’amico Salvatore da parte di tutti gli iscritti all’Associazione Caponnetto.

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