Comunicati

.La nuova e più forte Associazione Caponnetto dopo l’Assemblea del 9 aprila prossimo a Roma.Il Consiglio Direttivo nazionale che verrà eletto.

Almeno tre fra ispettori e funzionari della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria tutti in servizio,parlamentari in carica ed ex parlamentari,un Testimone di Giustizia,avvocati,donne,tante donne  di prima linea  ed appartenenti alle aree più calde e critiche del Paese-Lazio,Emilia e Sicilia- e,poi,lo zoccolo duro della vecchia Associazione Caponnetto,persone motivate  ed abituate a combattere,senza chiacchiere e tutti fatti.Una nuova Associazione Caponnetto,una macchina da guerra in grado,meglio  di prima,di affrontare mafiosi e ladri.La situazione nel Paese si aggrava sempre di più e noi dobbiamo essere in grado di utilizzare le forze migliori per  aiutare la Magistratura a far fronte alla nuova e sempre più drammatica realtà.L’orgoglio del nome che portiamo e dei valori che difendiamo.

Lo sconcerto dell’Associazione Caponnetto nelle parole del Sen. De Notaris suo responsabile per la Campania

COMUNICATI . NAPOLI.LO SCONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO DI FRONTE AGLI AVVENIMENTI GIUDIZIARI DI QUESTI GIORNI ESPRESSO DAL SEN.DE NOTARIS,SUO RESPONSABILE REGIONALE PER LA CAMPANIA

Gli arresti per corruzione a Napoli mostrano un trasversale diffuso degrado

I provvedimenti restrittivi adottati a Napoli per il consigliere Sommese e per altre 68 persone mostrano che quanto in anni trascorsi affermava il Padre Pintacuda S.Y. è del tutto vero.
Un’azione criminosa che ha per oggetto la rapina del denaro pubblico vede come attori un politico, un amministratore, un imprenditore, un funzionario, un professionista del crimine ed anche qualche rappresentante delle forze dell’ordine.
A Napoli sono state arrestate persone descritte dai Magistrati come infedeli rispetto al loro stesso ruolo sociale. Politici ed Amministratori eletti da cittadini fiduciosi appaiono interessati al proprio personale arricchimento e sono trasformisti di professione, inseguono arricchimenti, si annusano e si associano. Professionisti ed uomini della P.A. manifestano di non meritare le retribuzioni che ricevono per il loro status. Se colpevoli, ecco il cancro del sud e del nostro Paese. Isoliamoli, se colpevoli.
Se le accuse per cui questi soggetti sono in carcere ed altri sono indagati saranno provate come vere , il colpo sarà estremamente grave.
Non si accontentano mai di ciò che hanno i cosi detti colletti bianchi. Se fosse vero che sono state a servizio della camorra queste persone dovrebbero essere poste ai margini della società che hanno tradito e derubato.
Molti tra di loro erano e sono ai vertici di comunità civili, in cattedre universitarie, alla guida di ordini professionali, alla dirigenza di amministrazioni in un sud , che avrebbero dovuto servire e contribuire a liberare dalle difficoltà, dalla disperazione di tanti in povertà, dalla disoccupazione che costringe i giovani ad andare via e che ferisce la dignità di numerose famiglie.
Ed intorno a questi signori nessuno si accorgeva delle malefatte o forse siamo tutti inconsapevolmente complici, disattenti, arresi alla violenza di chi infrange le regole, abusa del proprio potere, decide discrezionalmente e di fatto costituisce associazioni a delinquere? Addirittura complici della camorra, cioè camorristi!
E poi sono perbenisti ed ipocriti i malfattori. Frequentano salotti, Circoli importanti, pontificano in Tv e sulla stampa, viaggiano in auto comode; qualcuno ha barca e casa al mare. Io, da uomo della strada mi chiedo, conoscendo le retribuzioni, come può essere possibile un tenore di vita non giustificato dai guadagni leciti e conosciuti. Eppure riflettere su questi particolari sembra ingenerare un senso di colpa per aver nutrito un dubbio, che è un lecito dubbio.
Occorre vigilanza da parte di ogni cittadino perché l’odore della corruzione si sente. Il grande De Filippo diceva: “il fieto del miccio…”. Penso ai giovani. Che diciamo alle giovani generazioni? C’è chi continua a tradire il futuro e nega la sua stessa umanità.

Francesco De Notaris,già Senatore della Repubblica e Responsabile per la Campania dell’Associazione Antonino Caponnetto

Domenica 9 aprile prossimo venturo sarà per l’Associazione Caponnetto una data storica.Un salto di qualità eccezionale.

IL 9 APRILE SI AVVICINA E SARA’ QUEL GIORNO UNA DATA STORICA PER L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CON L’ELEZIONE DI UN CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE ….. DI FERRO……………

 

Il sogno di tanti anni,un grande salto di qualità che farà dell’Associazione Caponnetto una macchina da guerra.

Formata da amici ed amiche combattenti di prima linea che sanno come combattere mafiosi e ladri.

Donne ,parecchie donne,ma di quelle impegnate , motivate ed esperte nella lotta,un parlamentare,avvocati,ispettori e funzionari della Polizia di Stato con larga esperienza nella DIA e nelle investigazioni e,non ultimi,amici che hanno dimostrato negli anni larghe capacità,ricchezza di ideali e tanta volontà di combattere.

L’Italia sta precipitando sempre  più nel baratro ,ammorbata com’é e soffocata nel fetore  del peggior lerciume di mafiosi,corrotti e massoni deviati.

E di  tanti ,tantissimi parolai e doppiogiochisti sempre attenti a prostituirsi  al padrone di turno.

Un’associazione antimafia seria,quale siamo noi che ci fregiamo di un Nome – Nino Caponnetto -  che ha dato e dà lustro al Paese e che ha ,peraltro,come Presidente onorario e capo del suo Ufficio Legale uno che ha fatto e fa la storia della lotta alle mafie – Alfredo Galasso – non può permettersi sbavature,sbandamenti,ritardi,errori.

Ne andrebbe del prestigio e del rispetto che essa ha saputo  guadagnarsi in quindici anni di lavoro grazie al sacrificio di alcuni dei suoi vecchi dirigenti,oltreché ai nomi suaccennati.

Ci rendiamo conto delle difficoltà per alcuni di militare in un’Associazione che bandisce la retorica e che richiede un impegno eccezionale in termini di INDAGINI e  segnalazioni,ma la vera antimafia si fa così e non con le chiacchiere e lasciandosi sfuggire le dinamiche della società,le sue evoluzioni come le sue involuzioni.

Anche perché il nostro nemico é di una potenza eccezionale e noi non possiamo non tenerne conto trastullandoci con digressioni e tarantelle.

Servono persone serie,operative,esperte e motivate.

Quelle,appunto,che abbiamo individuato durante anni ed anni di lavoro e che dal 9 aprile prossimo venturo costituiranno il nerbo,il motore e,al contempo,il gruppo di combattimento e l’avanguardia  di una nuova, più autorevole e più forte Associazione Caponnetto.

NAPOLI.LO SCONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO DI FRONTE AGLI AVVENIMENTI GIUDIZIARI DI QUESTI GIORNI ESPRESSO DAL SEN.DE NOTARIS,SUO RESPONSABILE REGIONALE PER LA CAMPANIA

 

 

 

Gli arresti per corruzione a Napoli mostrano un trasversale diffuso degrado

I provvedimenti restrittivi adottati a Napoli per il consigliere Sommese e per altre 68 persone mostrano che quanto in anni trascorsi affermava il Padre Pintacuda S.Y. è del tutto vero.
Un’azione criminosa che ha per oggetto la rapina del denaro pubblico vede come attori un politico, un amministratore, un imprenditore, un funzionario, un professionista del crimine ed anche qualche rappresentante delle forze dell’ordine.
A Napoli sono state arrestate persone descritte dai Magistrati come infedeli rispetto al loro stesso ruolo sociale. Politici ed Amministratori eletti da cittadini fiduciosi appaiono interessati al proprio personale arricchimento e sono trasformisti di professione, inseguono arricchimenti, si annusano e si associano. Professionisti ed uomini della P.A. manifestano di non meritare le retribuzioni che ricevono per il loro status. Se colpevoli, ecco il cancro del sud e del nostro Paese. Isoliamoli, se colpevoli.
Se le accuse per cui questi soggetti sono in carcere ed altri sono indagati saranno provate come vere , il colpo sarà estremamente grave.
Non si accontentano mai di ciò che hanno i cosi detti colletti bianchi. Se fosse vero che sono state a servizio della camorra queste persone dovrebbero essere poste ai margini della società che hanno tradito e derubato.
Molti tra di loro erano e sono ai vertici di comunità civili, in cattedre universitarie, alla guida di ordini professionali, alla dirigenza di amministrazioni in un sud , che avrebbero dovuto servire e contribuire a liberare dalle difficoltà, dalla disperazione di tanti in povertà, dalla disoccupazione che costringe i giovani ad andare via e che ferisce la dignità di numerose famiglie.
Ed intorno a questi signori nessuno si accorgeva delle malefatte o forse siamo tutti inconsapevolmente complici, disattenti, arresi alla violenza di chi infrange le regole, abusa del proprio potere, decide discrezionalmente e di fatto costituisce associazioni a delinquere? Addirittura complici della camorra, cioè camorristi!
E poi sono perbenisti ed ipocriti i malfattori. Frequentano salotti, Circoli importanti, pontificano in Tv e sulla stampa, viaggiano in auto comode; qualcuno ha barca e casa al mare. Io, da uomo della strada mi chiedo, conoscendo le retribuzioni, come può essere possibile un tenore di vita non giustificato dai guadagni leciti e conosciuti. Eppure riflettere su questi particolari sembra ingenerare un senso di colpa per aver nutrito un dubbio, che è un lecito dubbio.
Occorre vigilanza da parte di ogni cittadino perché l’odore della corruzione si sente. Il grande De Filippo diceva: “il fieto del miccio…”. Penso ai giovani. Che diciamo alle giovani generazioni? C’è chi continua a tradire il futuro e nega la sua stessa umanità.

 

Francesco De Notaris,già Senatore della Repubblica e Responsabile per la Campania dell’Associazione Antonino Caponnetto

Una piazza o una via centrali di Gaeta intitolati a Falcone e Borsellino ? Misuriamo il livello di civiltà e di senso dello Stato di una città dell’Italia centrale che é stata definita dal pentito Carmine Schiavone,insieme a tutto il Basso Lazio, appartenente alla “provincia di Casal di Principe”.

Vediamo chi delle forze politiche e delle liste civiche in campo in vista delle imminenti elezioni amministrative nella città laziale del Golfo ha il coraggio di richiedere  un’intitolazione dall’alto valore civile,morale  e culturale.
30 anni di silenzi e di omertà rispetto ad una situazione che vede  quella città e quel  territorio silenti e,perciò,oggettivamente complici rispetto  ad un fenomeno  particolarmente grave qual’é quello di  una vera e propria occupazione da parte delle mafie, imporrebbero  un atto di resipiscenza   di tal fatta.
Quella città,alle porte della Capitale,sarebbe stata ,secondo  le rivelazioni di alcuni “pentiti” di mafia e  di alcuni giornali qualificati campani,il luogo di “incontri” fra  uomini delle istituzioni  e della camorra.
“Incontri”,con tutti gli annessi e connessi, dei quali nessuna forza politica,da sinistra a destra,e nessun cittadino di quella città e di quel territorio hanno  ritenuto finora  parlare.
E ciò la dice lunga  sullo spessore di una cultura mafiogena che affligge da alcuni decenni  un territorio importante del nostro Paese impedendone  la crescita civile,culturale ,economica e politica.
Gaeta non é una città come tante altre .La sua storia ed il suo patrimonio culturale,le sue eccezionali bellezze naturalistiche,il suo splendido golfo,il suo porto,l’hanno  fatta essere  fino ad alcuni decenni fa la meta e la dimora preferite  delle più nobili e rinomate famiglie romane  e,al contempo,il motore di una crescita  civile ed economica  di un territorio che si estende  fino alla Capitale ed anche oltre.Tali sue caratteristiche  hanno calamitato nei decenni scorsi  l’attenzione e gli appetiti di orde di soggetti e capitali provenienti dalle aree del sud del Paese storicamente dominate dalla criminalità mafiosa.Un fenomeno,questo,che ha fatto scappare i cittadini romani e che ha creato una frattura con i centri vitali del Paese dove vengono decise le sorti dei territori.La conseguenza  di tale fenomeno é sotto gli occhi di tutti:quasi tutto il tessuto  industriale é fallito,la disoccupazione é alle stelle,le giovani generazioni non hanno la benché minima prospettiva di occupazione,l’economia é passata quasi tutta nelle mani di gente e capitali delle aree di cui sopra e migliaia di cittadini gaetani si sono visti anche essi costretti ad andare via a causa di un mercato drogato delle locazioni e dell’altissimo costo degli affitti.Tutti,questi,fenomeni-spia che conducono a epiloghi drammatici e letali,quali la dequalificazione  del turismo e della perdita della ricchezza vera ed una continua,sempre più rapida ed accentuata  decadenza civile  e culturale  della città e del suo territorio.
Finora tutti gli appelli alla classe politica gaetana  a reagire a tale stato di cose,a creare  un Osservatorio per la legalità,a determinare condizioni per sottrarsi  alla  morsa della camorra e della ndrangheta e a riallacciare i legami con i centri decisionali  e vivi  della  Capitale  del Paese,sono caduti nel vuoto.Ora,alla vigilia di elezioni  che daranno vita ad  una nuova Amministrazione Comunale ,  viene offerta  ai cittadini  di Gaeta,quelli che sono rimasti,un’occasione irripetibile e preziosa:un segnale forte di riscossa  morale,civile e culturale.
L’intitolazione  di una piazza o di una via centrali della città a Falcone e Borsellino.Sarebbero un colpo di reni formidabile,un sussulto di eccezionale valore di dignità e di orgoglio.una forte dichiarazione di volontà di riscossa e di  ribellione  alla mafia,la pronuncia di un fortissimo NO ALLA MORTE.
Se nessuno dovesse accogliere questo ultimo  ed accorato appello,non avremmo che  la MORTE  definitiva  di Gaeta e dell’intero Basso Lazio.La loro FINE!
                                                                                                                                                                                       Associazione Antonino Caponnetto

Impediamo un obbrobrio! L’Associazione Caponnetto solidale con i comitati di lotta contro le trivellazioni geotermiche a Caprarola

http://www.radiogiornale.info/2017/03/06/trivellazioni-geotermiche-caprarola-aree-dinteresse-archeologico/
http://www.lacitta.eu/cronaca/26408-trivellazioni-geotermiche-a-caprarola-su-aree-d-interesse-archeologico.html
http://orvietosi.it/2017/03/trivellazioni-geotermiche-a-caprarola-su-aree-dinteresse-archeologico/
http://www.orvietonews.it/ambiente/2017/03/05/trivellazioni-geotermiche-in-aree-di-interesse-archeologico-c-e-chi-dice-no-53408.html
http://www.newtuscia.it/2017/03/05/perforazioni-geotermiche-al-lago-vico-le-osservazioni-varie-associazioni/
http://www.tusciatimes.eu/trivellazioni-geotermiche-a-caprarola-su-aree-dinteresse-archeologico/
http://www.occhioviterbese.it/occhioviterbese_v2/politica-id-38604-titolo-Trivellazioni-geotermiche-a-Caprarola-su-aree-dinteresse-archeologico.html

Domenica 9 Aprile ore a Roma Assemblea generale iscritti Associazione Caponnetto

Domenica 9 Aprile ore  a Roma Assemblea generale iscritti Associazione Caponnetto

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

 

 

                                                     A TUTTI GLI ISCRIUTTI

 

                                                                 LL.SS

 

 

 Vi comunico  che  DOMENICA 9  APRILE  P.V. alle ore 8 in prima  convocazione  e alle 9 in seconda,é convocata l’Assemblea Generale degli iscritti all’Associazione  presso la sede di ROMA  in via Germanico n.197    per discutere e deliberare in ordine al seguente ordine del giorno:

1) lettura ed approvazione del verbale della seduta precedente;

2) relazione del Segretario;

3) elezione del nuovo Consiglio Direttivo Nazionale e degli altri organi interni,

4) approvazione bilancio  2016;

5)  varie ed eventuali.

 A SEGUIRE CI SARA’  LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO  DIRETTIVO  PER  LE  PRIME DECISIONI  DI  CARATTERE  ORGANIZZATIVO  DA  ASSUMERE.

 

 

ALL’ASSEMBLEA  POTRANNO PARTECIPARE TUTTI COLORO  CHE SONO IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLA QUOTA  SOCIALE PER IL 2017.

 

Cordiali saluti

 

                                     IL SEGRETARIO

Alfredo Galasso presenta il suo nuovo libro

Mafia. Vita di un uomo di mondo

MAFIA. VITA DI UN UOMO DI MONDO
Alfredo Galasso presenta il suo libro Mafia. Vita di un uomo di mondo

Altre informazioni
Alfredo Galasso presenta il suo libro Mafia. Vita di un uomo di mondo (Ponte alle Grazie) insieme a Salvatore Di Vitale, Elvira Terranova e Leoluca Orlando.

Basso Lazio e provincia di Latina “cuore” del sistema ?

QUELLO CHE RIGUARDA  LA PROVINCIA DI LATINA ED IL BASSO LAZIO  APPARE SEMPRE DI PIU’ UN QUADRO COMPLESSO E DELICATO IN QUANTO ESSI SEMBRANO SCOPRIRSI COME  IL “CUORE ” DEL SISTEMA

 

Un quadro nel quale,oltre agli attori istituzionali,sembra che si trovino,su fronti contrapposti, ad operare soggetti che di istituzionale hanno ben poco o niente.

Le voci – che poi non sono solo voci in quanto esse sono state confermate in sede di Commissioni parlamentari – secondo le quali ci sarebbero stati tempo fa  incontri  fra rappresentanti di apparati  istituzionali ed uomini legati alla criminalità organizzata in  una “villa di Gaeta” sono,a nostro avviso , corroborate da quanto rivelato da organi di stampa in ordine ad alcuni passaggi del contenuto di  alcune intercettazioni che hanno rivelato l’interessamento a vicende locali richiesto da qualcuno  a qualche ex generale.

E,quando sul palcoscenico,cominciano ad apparire i galloni,indipendentemente  dal fatto se l’interessamento richiesto abbia avuto o meno un seguito,le cose cominciano a farsi complesse e delicate.

Abbiamo già trattato il problema della “parcellizzazione ” e della “frammentazione” dei casi ed abbiamo ricordato  quello che ci successe in un comune ,sempre del Basso Lazio, una decina di anni fa e forse più.

Seguivamo il filone dell’abusivismo edilizio ed i possibili collegamenti di questo fenomeno con quello della presenza della camorra.

Ci accorgemmo che in sede di indagini ognuno delle decine e decine di casi era stato trattato a se stante e non con una visione d’insieme,un unicum.

Perché se i costruttori sono per tutti gli stessi,i progettisti altrettanto,il materiale di costruzione é acquistato ad un’unica fonte,é lapalissiano che potrebbe ravvisarsi il vincolo associativo.

Vincolo associativo che richiederebbe l’assegnazione ad uno-due magistrati inquirenti e non a 5-6. 

Se casi di quel genere dovessero ripetersi ed i fatti dovessero continuare ad essere letti ognuno a se stanti e non nel loro insieme,soprattutto quando gli attori sono più o meno gli stessi,la mafia non l’acchiapperemmo mai più.

Intelligenti pauca.

Tutti allo stadio ma il testimone di giustizia No e’ pericoloso!!!!!!

Anche questa volta si ripete il No ,un No che mi esclude dalla vita normale per la seconda volta.

Anche questa volta qualcuno dal Servizio di protezione a Roma ha deciso che io debba non vivere una gioia,un ‘emozione poter tifare la mia squadra del cuore.
Alla partita saranno presenti politici e magistrati e personalita’ che vivono sotto scorta e tutti lo hanno annunciato sui mezzi di stampa ci sara’anche il Dott.Cantone .
Ma io non sono nessuno ?
Sono solo un napoletano Testimone di giustizia che vive da anni in esilio per aver denunciato la camorra e la corruzione nelle grandi opere .
Vorrei che il mio grido di dolore arrivasse al presidente De Laurentis e ai giocatori del Napoli ” io ho denunciato la camorra e ora non vivo piu’” .Che esempio diamo al popolo Napoletano che chi denuncia deve vivere da fantasma per il resto della vita?
Ciliberto Gennaro tdg
3318306262

Un libro-verità che dovremmo leggere tutti e che ben descrive cos’é la mafia e chi é la mafia,come descrive anche cos’é l’”antimafia” – o,meglio, quella che dovrebbe essere- quella fasulla,di facciata e che piace anche alla mafia e quella vera.

 

 

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Frame di Anime Nere, film diretto da Francesco Munzi

24 Febbraio Feb 2017 0942 24 febbraio 2017 24 Febbraio 2017 – 09

È uscito da poche settimane, pubblicato da Add Editore e si chiama La Mafia Siamo Noi. È il primo libro di Sandro De Riccardis, cronista giudiziario di Repubblica, che dopo 10 anni di inchieste sui principali scandali di corruzione politica e criminalità organizzata, decide di realizzare una mappa precisa della mafia - anzi, delle mafie – oggi.

Cos’è oggi la mafia? Com’è cambiata? Chi sono i mafiosi? E, soprattutto, perché saremmo mafiosi anche noi?

De Riccardis risponde tracciando linee, unendo punti solo apparentemente distanti del nostro paese, raccontando storie di una società connivente e spesso ignara, ma anche testimonianze di coraggio e di impegno civile, e fa tutto questo con la lucidità del giornalista, con il mestiere di chi privilegia i fatti alle interpretazioni, di chi rifugge le ramanzine retoriche e ci presenta i nomi, le date, gli eventi. Insomma, la storia (anche recentissima) e non la fiction.

L’ho intervistato a Milano, bevendo una birra sui Navigli, parlando di mafia, di cultura, di educazione, di cosa potremmo o dovremmo fare noi, cittadini “normali”, per non diventare complici inconsapevoli di dinamiche mafiose.

Quando è nata l’idea del libro?
Non c’è stato un momento preciso. Il libro racconta vicende che vanno dagli anni Ottanta ad oggi. Da quando ero studente, in Puglia, negli anni del maxi-processo alla Sacra Corona Unita, fino alle inchieste più recenti, qui, in Lombardia, che ci dimostrano come esista un fil rouge che attraversa il Paese, da nord a sud; come la mafia sia profondamente radicata nella nostra società e, nonostante ciò, sia vissuta come un fatto a sé stante, diverso da noi, come se ci fosse una parte criminale, malata se vogliamo, distinta dal corpo sano della società civile, che saremmo noi

E non è così?
No, perché la mafia non è solo quella dei boss e dei picciotti. La mafia sono gli ingegneri, i geometri, gli architetti, i lobbisti, i medici, i cancellieri dei tribunali, i piccoli e i grandi imprenditori. La mafia è la rete di funzionari e burocrati della pubblica amministrazione che consente alla malavita di sopravvivere ai cambiamenti politici. È il network che resta sempre lì, dove una firma può valere milioni di euro e negarla può costare la vita.

Ma la mafia è anche un fatto culturale…
Senza dubbio. La mafia è anche la signora che chiama il potente del quartiere per riavere la macchina rubata, è il funzionario comunale che chiude un occhio, è il ragazzo che compra un po’ d’erba per far serata con gli amici, è il prete che non guarda al di là della propria parrocchia. Di certo la mafia non è quella che ci hanno raccontato le fiction televisive generaliste. Fiction che hanno anzi incontrato il favore dei clan, proprio perché contribuivano ad alimentare un’immagine posticcia ed estremamente parziale della criminalità.

La mafia è profondamente radicata nella nostra società, e nonostante ciò, è vissuta come un fatto a sé stante, diverso da noi. L’indifferenza è un grande alleato della criminalità. Forse il più grande

Possiamo quindi dire che esiste una retorica anti-mafia che piace anche alla mafia stessa?
Assolutamente sì. Esiste l’anti-mafia di maniera, che vive di commemorazioni, di anniversari, di cortei e fiaccolate ed è un’antimafia spesso corrotta dalle stesse logiche che dovrebbe sconfiggere, fatta di associazioni che ricevono fondi per la promozione della cultura antimafiosa, che non vengono neppure destinati – se non in minima parte – alle attività preposte. L’anti-mafia che piace alla gente e non serve a niente. L’anti-mafia che non agisce mai, concretamente, sul territorio, nella battaglia quotidiana per rosicchiare potere alla criminalità, per offrire un’alternativa sociale a chi vive in contesti fortemente mafiosi. Alla mafia piace l’antimafia degli slogan, dei proclami, delle targhe e delle belle parole, che nulla fa – realmente – per cambiare la situazione; l’anti-mafia sostanzialmente innocua, intenta ad alimentare la narrazione epica di chi alla mafia ha avuto il coraggio di opporsi, riducendo la questione allo schema classico dell’Eroe che lotta contro il male

Non sono forse eroi, quelli che la mafia l’hanno combattuta?
Sono uomini, sono cittadini, sono modelli di umanità e di civiltà che hanno avuto la forza di opporsi – nel loro luogo e nel loro tempo – alla criminalità. Hanno pagato con la vita per questo. Ricordarli è sacrosanto ma consacrarli al ruolo di “eroi” ci espone al rischio di pensarli come “super-uomini”, di nuovo un qualcosa di altro rispetto a noi, e di non sentirci – di conseguenza – chiamati a fare la nostra parte. Perché non tutti siamo eroi, no? Perché l’eroismo è un fatto eccezionale, non può essere la norma. Purtroppo però non si può pensare che essere anti-mafiosi significhi conoscere e interpellare le icone dell’antimafia. Non basta mettere un like su Facebook, per sentirsi dalla parte dei giusti. Non basta pubblicare la fotografia di Falcone e Borsellino, o ricordare Peppino Impastato. Non solo non è sufficiente, è per l’appunto comodo e riduttivo. Ecco, per essere anti-mafiosi bisogna fare un po’ di più.

Per esempio?
Per esempio impegnarsi materialmente, nel proprio contesto storico e culturale, per risolvere i problemi che sono sotto gli occhi di tutti. Creare, a nostra volta, una rete di cittadini che dedichino il proprio tempo a far funzionare meglio il sistema; che credano in una possibilità di riscatto, al di là delle intimidazioni. C’è chi lo fa, e lo fa senza cercare i riflettori, come Don Pino Puglisi, al quartiere Brancaccio di Palermo, che lavorava per la sua gente, che non si limitava alle omelie dall’altare ma cercava risposte ai problemi della cittadinanza, aiutando i parenti dei carcerati, i bambini senza istruzione, le famiglie senza lavoro, sottraendo così potere ai clan che, si sa, attecchiscono tanto meglio quanto più latitano opportunità e alternative.

Serve l’impegno attivo, dunque
Quello sempre, ma sarebbe utile anche, semplicemente, rendersi conto di quanto – come cittadini – diventiamo strumenti inconsapevoli di riciclaggio del denaro sporco, quando pranziamo nei ristoranti, balliamo nei locali, facciamo shopping nei negozi comprati dai colletti bianchi dei clan.

Non è semplicissimo però capire quando mangiamo una pizza sporca
Esistono delle associazioni, come l’Associazione Cortocircuito di Reggio Emilia, fondata da studenti che si sono fatti delle domande, che sono andati oltre la superficie delle cose e hanno collegato tra loro alcuni documenti (visure catastali, delibere comunali, interdittive antimafia, atti giudiziari) e dal 2009 monitorano il livello di infiltrazione della criminalità organizzata di stampo mafioso nel Nord Italia, evitando locali legati alla malavita.

Quindi conoscere, approfondire, non essere indifferenti
L’indifferenza è un grande alleato della criminalità. Forse il più grande. Nel libro racconto molte storie, tra cui quella di Libero Grassi, imprenditore siciliano che negli anni novanta si rifiutò di pagare il racket. Rilasciò un’intervista a Samarcanda, il programma di Santoro, e lo fece nella convinzione che il suo gesto sarebbe stato d’incoraggiamento per gli altri. Fu lasciato solo, completamente, anche dagli altri imprenditori che avrebbero dovuto appoggiarlo. Il suo gesto fu definito una “tamurriata” e pochi mesi dopo fu assassinato. Sono trascorsi quasi 30 anni da allora e dalle cronache recenti, non possiamo dire che le vittime della criminalità ottengano più attenzione e solidarietà dalla società e dalle istituzioni. Combattere la mafia non è semplice. Farlo da soli, spesso, è impossibile.

Conclude così, l’autore. E io concludo dicendovi che La Mafia Siamo Noi ci accompagna alla scoperta di una mafia vecchia che s’è rinnovata. Ci spiega, senza paternalismo. Ci interpella. Ci richiama, indirettamente ma inevitabilmente, alle nostre responsabilità di cittadini.

La Mafia Siamo Noi ci racconta una criminalità diversa da quella che ricordiamo attingendo alle memorie della nostra infanzia o della nostra adolescenza, una mafia assai lontana dalle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, lontana dall’immagine di Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani, che in chiesa, con voce rotta, chiedeva ai mafiosi di pentirsi, di inginocchiarsi, di avere il coraggio di cambiare per poi concludere che “tanto loro non cambiano”.

La Mafia Siamo Noi ci porta lontano dalla Piovra, dalle fiction Mediaset e pure da Gomorra. Questo libro va oltre, entra nel nostro vissuto e nel nostro quotidiano. E per questo vale la pena leggerlo anche nelle scuole (non a caso, Add Editore in collaborazione con la Libreria Bodoni organizza un’iniziativa rivolta ai licei sul tema della cittadinanza attiva, proprio a partire dalla lettura di questo volume).

La Mafia Siamo Noi è un libro di 240 pagine, ciascuna delle quali capace di suscitare interesse, rabbia, frustrazione, fiducia, disprezzo e stima. Stima per chi fa. E pure per chi – come De Riccardis – racconta storie che altrimenti ignoreremmo.

Comunicato Stampa Ass.Caponnetto

Domenica 9 Aprile,dalle ore 9, a Roma ,Assemblea Generale degli iscritti all’Associazione Caponnetto

COMUNICATO ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

 

 

DOMENICA  9 APRILE,DALLE ORE 9,IN POI,ASSEMBLEA GENERALE A ROMA DEGLI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PER l’ELEZIONE DEL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE E L’APPROVAZIONE DEL BILANCIO CONSUNTIVO DEL 2016.

A SEGUIRE,PRIMA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO PER TUTTE LE DECISIONI DA PRENDERE.

L’ASSEMBEA SI SVOLGERA’ NELLA SEDE LEGALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO IN VIA GERMANICO N.197,IN UN SALONE, MESSO ,OVVIAMENTE  GRATUITAMENTE A DISPOSIZIONE,DAL PROF.AVV.ALFREDO GALASSO,NOSTRO PRESIDENTE ONORARIO E CAPO DEL NOSTRO UFFICIO LEGALE.

SI INVITANO TUTTI I NOSTRI AMICI,TESTIMONI DI GIUSTIZIA,PARLAMENTARI,APPARTENENTI ALLE FORZE DELL’ORDINE,MILITANTI VECCHI E NUOVI,A TENERSI A DISPOSIZIONE PER QUELLA GIORNATA E A REGOLARIZZARE ,INOLTRE ,ENTRO LA FINE DI MARZO,LA LORO POSIZIONE CON L’ISCRIZIONE ED IL VERSAMENTO DELLA QUOTA SOCIALE PER L’ANNO IN CORSO CHE E’ ,COM’E’ NOTO,DI 30 E. DA VERSARE ESCLUSIVAMENTE TRAMITE BOLLETTINO POSTALE INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO N.86015211.

COLORO CHE PROVENGONO DA REGIONI LONTANE,COME LA SICILIA,L’EMILIA ECC,POTRANNO,VOLENDOLO,PARTIRE DALLE LORO SEDI DI APPARTENENZA NELLE ORE NOTTURNE DELLO STESSO GIORNO  E RIENTRARVI LA STESSA SERA,SENZA SOSTARE  NELLA CAPITALE PER DUE GIORNI.

UN PICCOLO SACRIFICIO CHE SI CHIEDE A TUTTI NOI CHE CREDIAMO E CI BATTIAMO PER VALORI ALTI DI GIUSTIZIA E DI LEGALITA’ NELL’INTERESSE DEL PAESE E DEI NOSTRI FIGLI E NIPOTI,OLTRE CHE DI TUTTI GLI ALTRI GIOVANI.

UN AFFETTUOSO SALUTO  A TUTTI

             LA SEGRETERIA

Comunicato della Segreteria dell’Associazione Caponnetto:affrettarsi con il tesseramento .

COMUNICATO

SI INVITANO  COLORO CHE INTENDONO ISCRIVERSI  ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PER LA PRIMA VOLTA  A FARCI PERVENIRE  LA RELATIVA RICHIESTA.

BASTA  UNA DOMANDA CONTENENTE TUTTI I DATI ANAGRAFICI,INDIRIZZI POSTALE E TELEMATICO,NUMERI DI TELEFONO,CODICE FISCALE,PROFESSIONE ,  DA INVIARE ALL’ E MAIL:  info@comitato-antimafia-lt.org

APPENA  RICEVUTA l’EVENTUALE APPROVAZIONE,IL VERSAMENTO DA EFFETTUARE ,QUALE QUOTA SOCIALE ANNUALE,E’ DI E.30 A MEZZO DI BOLLETTINO POSTALE  INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO N.86015211.

I VECCHI ISCRITTI ,CHE NON l’ABBIANO ANCORA  FATTO,SONO  INVITATI A REGOLARIZZARE SUBITO  LA LORO POSIZIONE  CON  IL PAGAMENTO DELLA QUOTA ANNUALE SEMPRE TRAMITE BOLLETTINO POSTALE CON IL NUMERO SOPRAINDICATO.

NELLA PRIMA SETTIMANA DI APRILE DOVREMO CONVOCARE A ROMA L’ASSEMBLEA  DEGLI ISCRITTI PER L’ELEZIONE DEL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE  - CHE  SI RIUNIRA’ SUBITO  DOPO l’ASSEMBLEA -E,QUINDI-

ENTRO  AL MASSIMO IL 31 MARZO TUTTA L’OPERAZIONE “TESSERAMENTO 2017″ DOVRA’ ESSERE CONCLUSA PER PASSARE ALLE FASI ORGANIZZATIVE ( CONVEGNI,ASSEMBLEE ECC.)

APPROFITTIAMO  PER STIMOLARE TUTTI I VECCHI ISCRITTI A  DARE IMPULSO  SUI TERRITORI ALLE  ATTIVITA’  DI INDAGINE E DI DENUNCIA ,SEGNALANDOCI LE VARIE SITUAZIONI DI CRITICITA’ ED UTILIZZANDO, ALL’OCCORRENZA, IL NOSTRO  “UFFICIO RICERCHE” INTERNO.

            LA SEGRETERIA

Comunicato Centro Operativo DIA di Napoli

 

 

DIREZIONE INVESTIGATIVA  ANTIMAFIA

Centro Operativo di Napoli

 

Si trasmette l’allegato comunicato stampa relativo all’esecuzione di O.C.C.C.  eseguita da questo Centro Operativo.

 

Segreteria del Dr. G. LINARES – Capo Centro DIA Napoli

Tel. 081 6020350

 

In una delle due domeniche della prima quindicina di aprile prossimo,all’Assemblea generale degli iscritti dell’Associazione Caponnetto a Roma,eleggeremo un Consiglio Direttivo nazionale di acciaio

Donne,parecchie donne combattenti di prima linea,Testimoni di Giustizia,rappresentanti delle forze dell’ordine,parlamentari ed ex parlamentari,avvocati  ed altri amici,provati e seri ,costituiranno  il nuovo Consiglio Direttivo nazionale dell’Associazione Caponnetto.Sarà un Direttivo di acciaio ,“Altro ed Alto”,com’é nello spirito del nostro motto.

Testimoni di Giustizia.L’Associazione Caponnetto ha reso note alla Commissione Giustizia della Camera alcune sue proposte

26 FEB - Camera

Aula
Lunedì 27 febbraio (dalle ore 15, con eventuale prosecuzione notturna) avrà luogo la discussione sulle linee generali delle proposte di legge C. 3772 -A e abbinate – Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani di crimini domestici; C. 3500 -A -Disposizioni per la protezione dei testimoni di giustizia.

Comunicato della Segreteria dell’Associazione Caponnetto:affrettarsi con il tesseramento .

COMUNICATO

SI INVITANO  COLORO CHE INTENDONO ISCRIVERSI  ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PER LA PRIMA VOLTA  A FARCI PERVENIRE  LA RELATIVA RICHIESTA.

BASTA  UNA DOMANDA CONTENENTE TUTTI I DATI ANAGRAFICI,INDIRIZZI POSTALE E TELEMATICO,NUMERI DI TELEFONO,CODICE FISCALE,PROFESSIONE ,  DA INVIARE ALL’ E MAIL:  info@comitato-antimafia-lt.org

APPENA  RICEVUTA l’EVENTUALE APPROVAZIONE,IL VERSAMENTO DA EFFETTUARE ,QUALE QUOTA SOCIALE ANNUALE,E’ DI E.30 A MEZZO DI BOLLETTINO POSTALE  INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO N.86015211.

I VECCHI ISCRITTI ,CHE NON l’ABBIANO ANCORA  FATTO,SONO  INVITATI A REGOLARIZZARE SUBITO  LA LORO POSIZIONE  CON  IL PAGAMENTO DELLA QUOTA ANNUALE SEMPRE TRAMITE BOLLETTINO POSTALE CON IL NUMERO SOPRAINDICATO.

NELLA PRIMA SETTIMANA DI APRILE DOVREMO CONVOCARE A ROMA L’ASSEMBLEA  DEGLI ISCRITTI PER L’ELEZIONE DEL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE  - CHE  SI RIUNIRA’ SUBITO  DOPO l’ASSEMBLEA -E,QUINDI-

ENTRO  AL MASSIMO IL 31 MARZO TUTTA L’OPERAZIONE “TESSERAMENTO 2017″ DOVRA’ ESSERE CONCLUSA PER PASSARE ALLE FASI ORGANIZZATIVE ( CONVEGNI,ASSEMBLEE ECC.)

APPROFITTIAMO  PER STIMOLARE TUTTI I VECCHI ISCRITTI A  DARE IMPULSO  SUI TERRITORI ALLE  ATTIVITA’  DI INDAGINE E DI DENUNCIA ,SEGNALANDOCI LE VARIE SITUAZIONI DI CRITICITA’ ED UTILIZZANDO, ALL’OCCORRENZA, IL NOSTRO  “UFFICIO RICERCHE” INTERNO.

            LA SEGRETERIA

.In dirittura di arrivo la nuova legge sui Testimoni di Giustizia il cui testo é stato approvato all’unanimità dalla Commissione Parlamentare Antimafia.Battaglia finale

.In dirittura  di arrivo la nuova legge  sui Testimoni di Giustizia  il cui testo é stato approvato  all’unanimità dalla Commissione Parlamentare Antimafia.Battaglia finale 
La Commissione Giustizia ha votato all’unanimità il mandato al relatore (Mattiello e Dambruoso): 3500 Testimoni di Giustizia. Lunedì in Aula.

.Borsa di studio 2017 dal titolo “I principi della Costituzione e la Corte Costituzionale”,

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