Comunicati

Cosa c’è dietro la nuova esplosione della camorra? Focus stasera nella puntata del Corvo. In studio anche il testimone di giustizia Luigi Leonardi – cs

Dopo l’interrogazione dell’On.Iannuzzi e di altri tre parlamentari del M5S nasce un “caso Sperlonga” ?

 

 Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

 

 

 

 

 

 

  COMUNICATO       STAMPA 

 

 

   UN ” CASO  SPERLONGA ” ?

 

 

 

 

 

 

Con l’interrogazione  dell’On.Cristian Iannuzzi ed altri 3 Parlamentari  del M5S  ai Ministri della Giustizia,dell’Interno,dell’Economia delle Finanze e dell’Ambiente   da oggi in avanti é aperto ufficialmente un “caso Sperlonga” ? 

Di certo  nessuno più  potrà dire  “non sapevamo”.

Oggi tutti sanno e tutti saranno chiamati a spiegare quello che  hanno fatto o non hanno fatto.

La prima domanda che ci  si dovrà porre  é quella relativa al “perché” del gran numero  di querele e  richieste risarcitorie in sede civile  appena uno osa scrivere un rigo  sulla situazione  urbanistica di  Sperlonga .

Non capita in nessuna altra parte d’Italia che  in una sola volta  vengano presentate  ben 10  (ripetiamo,dieci) querele contro due giornalisti  colpevoli di aver trattato la questione.

Mah! Questo  comportamento  potrebbe configurarsi   come un vero e proprio  attacco alla libertà di stampa ,un attacco  non di certo compatibile  con i principi di una democrazia.

Anche il Segretario nazionale dell’Associazione Caponnetto é stato denunciato in sede civile per aver pubblicato  sul sito dell’Associazione un intervento in Consiglio  comunale  sul Piano Integrato di Sperlonga  del consigliere  Ing.Benito Di Fazio.

Un atto pubblico ,questo,perché trattasi di un intervento fatto  in Consiglio Comunale, davanti a tutti e riportato  nei documenti  comunali.

La seconda domanda ,sempre che  le cose riportate  nell’interrogazione parlamentare trovino riscontri,é quella che riguarda  il comportamento delle autorità investigative e giudiziarie pontine   a fronte delle denunce  pubbliche,fatte,cioé,dalla stampa.

In un Paese,come l’Italia,benché devastato dall’azione irresponsabile  di una classe politica  qual’é quella nostrana,vige ancora,grazie a Dio,il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale  e,quindi,dopo quanto  scritto  dall’On.Iannuzzi  nella sua interrogazione e che qui ci piace riportare  - “……………..come  dichiarato  dall’articolo  “Marcianise e dintorni” sul quotidiano  Latina Editoriale Oggi in data 18  luglio 2015,  Sperlonga non é immune  da fenomeni di penetrazioni malavitose.Vengono così ricordati i sequestri e le confische  di beni immobili operati su ordine della DDA nei confronti di appartenenti al clan dei Casalesi ( Cipriano Chianese,re del traffico illecito di rifiuti in Campania) e manifestate preoccupazioni circa il massiccio investimenti di capitali  nel Piano Integrato oggetto di sequestro ,da parte di numerosi soggetti e società di provenienza campana,anche in riferimento  all’emergere dalle utenze,di cognomi famosi negli annali della criminalità organizzata casertana e campana”  - le autorità investigative e giudiziarie  pontine  HANNO  IL DOVERE  di investigare a fondo.

A dire il vero,esse avrebbero dovuto già farlo  subito  dopo il 18 luglio 2015,data della pubblicazione dell’articolo  di cui si sta parlando  o,quanto meno,esse avrebbero dovuto  informarne  la DDA  e chiedere eventualmente la delega alle indagini,cosa che non sappiamo se sia stata fatta o no,ma,comunque,oggi,dopo l’interrogazione parlamentare ,  esse non possono più esimersi dal farlo  e ciò anche perché  é dovere , anche  dell’Associazione Caponnetto ,il farlo nei prossimi giorni. 

Nell’interrogazione dell’on.Iannuzzi sono evidenziati ,inoltre,altri elementi  estremamente  inquietanti  quali quello,ad esempio,”………..secondo l’articolo del Giornale di Latina del 2 gennaio 2015″Mazzette Sperlonga trema”risulterebbe  che diversi imprenditori ,davanti ai PM Giuseppe Miliano e Valerio De Luca e in presenza dei Carabinieri avrebbero dichiarato di aver ottenuto permessi edilizi illegali …………………”, che,se ne fosse stata accertata la fondatezza,avrebbero dovuto  comportare   l’emissione  immediata di misure cautelari a carico degli eventuali autori.

Ad essere garantisti fino in fondo,tali  presunte dichiarazioni  avrebbero dovuto  esigere  un’approfondita indagine   di cui,a distanza di oltre un anno ,se ne dovrebbero conoscere gli esiti e nel caso in cui  esse  dovessero essere risultate infondate,si sarebbe dovuto  procedere per calunnia nei confronti di coloro che le avrebbero fatte.

E’ stato fatto ? E se no,perché?   

Insomma ,l’interrogazione dell’On.Iannuzzi al Governo  rappresenta il classico  macigno  nello stagno  che,mentre da una parte  rende nota una situazione  alquanto inquietante,dall’altra impone ,oltre ad alcuni interrogativi  in ordine all’adeguatezza  dell’ impegno  da parte degli organismi locali  nell’azione di contrasto  al dilagare  delle mafie in provincia di Latina e più in generale nel Basso Lazio,una serie di approfondimenti  ed azioni ai quali nessuno a questo punto,a cominciare da noi dell’Associazione Caponnetto ,può e deve sottrarsi .

 

                                     Ass.A.Caponnetto

Lancio Agenzia ANSA sulla riunione del Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto del 7.2 e sul “caso” del Testimone di Giustizia Luigi Leonardi

Testimoni di giustizia: scorta a imprenditore Leonardi

Associazione antimafia Caponnetto apre nuova sede a Palermo

08 febbraio, 12:23

 
(ANSA) – ROMA, 8 FEB – Il testimone di giustizia campano Luigi Leonardi da ieri ha ottenuto la scorta. A darne notizia è l’associazione antimafia Antonino Caponnetto, che si è battuta perchè l’imprenditore fosse protetto. Leonardi, intervenuto al primo incontro dell’anno per il Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto, che si è riunito a Formia per mettere a punto attività e linee operative in tutto l’arco del 2016, ha espresso la sua gratitudine all’Associazione, non senza sottolineare gli aspetti tuttora drammatici della propria condizione.

Fra le novità emerse nel Direttivo si segnala l’apertura di una nuova sede a Palermo per iniziativa dell’avvocato Alfredo Galasso, recentemente nominato presidente onorario dell’Associazione. E sarà proprio Palermo ad ospitare uno dei primi incontri pubblici della Caponnetto: quello che si terrà nel capoluogo siciliano a fine maggio, per ricordare l’anniversario della strage di Capaci. Prossimo appuntamento della stagione appena iniziata sarà l’Assemblea di tutti gli iscritti alla Caponnetto, che si terrà a Formia domenica 13 marzo.(ANSA).

A proposito delle polemiche create ad arte ed in maniera artificiosa a Sorrento dopo la pubblicazione di una nota della Segreteria nazionale dell’Associazione Caponnetto sulla situazione locale abbiamo ritenuto di rendere pubblica questa lettera diretta al nostro rappresentante in loco nonché membro del Consiglio nazionale della nostra Associazione Salvatore Caccaviello.

Caro Salvatore,la nota  della Segreteria nazionale  pubblicata sulle pagine Facebook  e sul sito dell’Associazione Caponnetto non va assolutamente  intesa ,come alcuni sembra che abbiano voluto  fare  o fare  intendere ,come un freno all’attività  di denuncia ,da parte degli amici iscritti all’’Associazione medesima di Sorrento,di situazioni ,fatti e comportamenti che appaiono o sono illeciti.Anzi , tutto il contrario ,perché,se  fosse così,smentiremmo e sviliremmo tutta la nostra storia  ed incrineremmo mortalmente  quel rapporto di  fiducia e di stima  che in 15 anni di battaglie dure e di pericoli corsi e che corriamo   abbiamo saputo creare con la parta sana del Paese  ,la quale  vede solo in noi  e in qualche altro soggetto in Italia che la pensa e,soprattutto,opera come noi , una speranza di  sconfiggere le mafie. Aggiungo che tale nota tendeva,al contrario,a stimolare ad un’azione  più incisiva  e ancor più qualificata e qualificante perché,se sotto l’impulso di quei  “movimenti civici” ai quali  qualche giornale fa riferimento  e nel cui ambito  anche l’Associazione Caponnetto viene arbitrariamente inquadrata da  soggetti disinformati o probabilmente  in malafede,il nostro sguardo si limita  a fatti di mala amministrazione o comunque di carattere locale,senza andare a scavare  eventuali connessioni con la criminalità organizzata,con la camorra cioè e con i clan  che pullulano  nell’area,rischiamo di “volare basso”,come suol dirsi,rinunciando  a perseguire gli obiettivi che ci proponiamo.Obiettivi,che,ripeto fino alla noia,riguardano la lotta alle illegalità in generale sì,ma,soprattutto,alle mafie e non solo a quelle militari,del basso livello,ma a quelle “alte”;a quelle che  stanno ed operano   nell’economia.nella politica ed anche nelle istituzioni.Noi siamo l’Associazione Caponnetto- non dimentichiamolo mai – e la storia nostra ed il nome che portiamo  sono “pesanti” e di prestigio e non possiamo lasciarli macchiare  ,o comunque appannare,da azioni  che non  colpiscono  le “fonti” del malaffare  e delle mafie,quelle “menti raffinatissime” che non appaiono  e stanno “dietro” di esse ,i famosi “colletti bianchi”,la “mafia alta”,quella  che si annida,appunto,nei livelli “alti” della società,dell’economia,della politica e delle stesse istituzioni.L’Associazione Caponnetto  persegue  obiettivi “altri” ed “alti” che probabilmente  non  hanno nulla a che fare con quelli di tanti altri sodalizi  e di “movimenti civici” che per loro natura hanno  obiettivi limitati,circoscritti ad un territorio ristretto  e diversi da quelli nostri  .
Il fatto che ,come si dice ,a Sorrento la mafia non appare  non significa che essa non c’é.Anzi,é tutto il contrario perché significa che essa  sa operare nell’ombra,si é inabissata riuscendo ad incidere sui gangli vitali dell’economia  e della società e a dominarli attraverso  un’azione di riciclaggio  di denaro sporco e di controllo del consenso.In situazioni del genere  il lavoro nostro deve essere più sottile,più intelligente,più razionale,più qualificato,più organizzato,più inquadrato nelle dinamiche  dell’organizzazione  nazionale.Sai bene che noi abbiamo un  “ufficio ricerche” affidato alla cura di un ottimo amico di assoluta affidabilità e di rilevante preparazione ed esperienza.Tale nostro  ufficio ha il compito di individuare ,attraverso  visure camerali,rassegne stampa,notizie raccolte fra i nostri iscritti e simpatizzanti,”CHI” potrebbe esserci  dietro ogni operazione economica,dietro ogni decisione politica o amministrativa.Il lavoro che fa  questo amico,insieme a noi tutti,é prezioso in quanto ci consente di costruire  quei “quadri di insieme “ che sono fondamentali per “capire” e DENUNCIARE  a chi di dovere soggetti,fatti e comportamenti sui quali far accendere i riflettori ed avviare le azioni conseguenti. Questo é un lavoro  che solamente noi,ad oggi almeno,ci siamo attrezzati a fare e da qui deriva la nostra “diversità” da tanti altri.”Diversità” che  deve essere intesa anche attraverso  la  volontà e  la  capacità di DIVERSIFICARE  il lavoro che facciamo e dobbiamo fare,SELEZIONANDOLO in relazione alle COMPETENZE  affidate dalla legge ai vari organismi istituzionali ( i reati ordinari  vanno denunciati agli organi territoriali,mentre quelli di mafia  vanno segnalati alle DDA ,con le quali per noi c’é l’esigenza,per la nostra specificità,di rapportarci più  assiduamente e in maniera organizzata).Come puoi rilevare ,la nota di questa Segreteria  NON intendeva affatto  manifestare sfiducia nei confronti tuoi  e degli altri amici  di Sorrento iscritti all’Associazione Caponnetto  ma,al contrario,essa  era finalizzata  a QUALIFICARE il, lavoro che fate  ed a renderlo più organico,più incisivo e più conforme  agli obiettivi  di un’Associazione antimafia,qual’é la Caponnetto,che punta a colpire sì la mafia bassa,ma,soprattutto,quella ALTA.
Un cordiale saluto
IL SEGRETARIO
Elvio Di Cesare

Domenica 7 febbraio riunione del Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto

Si ricorda a tutti gli amici componenti il Consiglio Direttivo dell’Associazione  che DOMENICA  7  FEBBRAIO ,dalle ore 9 ,c’é  la riunione.
Si dovranno discutere problemi importanti e deliberare di conseguenza.Ai temi indicati  nella  comunicazione di convocazione va  aggiunto quello  relativo al  trasferimento della sede legale dell’Associazione e dell’apertura di  una rappresentanza a Palermo..
Nessuno,quindi,manchi.
Un arrivederci a domenica prossima.
Elvio Di Cesare

Le dichiarazioni dell’On.Cristian Iannuzzi in ordine alla sua interrogazione sul “caso Sperlonga”

Immagine di copertina

‪#‎mafiapontina‬: nei giorni scorsi, in collaborazione con l’ Associazione antimafia “Antonino Caponnetto”, ho predisposto e poi depositato alla ‪#‎Camera‬ un’interrogazione per denunciare le scandalose speculazioni edilizie perpetrate da alcuni amministratori locali del sud pontino, finalizzate anche a favorire interessi economici di clan camorristici.
la stampa nazionale e locale, da anni, rivela come nel basso Lazio, in particolare nei comuni di Formia, Gaeta, Fondi, Itri… e Sperlonga, si assista a fenomeni speculativi fuori norma, grazie a massicci investimenti immobiliari anche di provenienza illecita, specialmente nel settore edilizio-turistico, che hanno coinvolto tra l’altro un’area protetta, gravata dal vincolo dell’attiguo parco naturale Riviera di Ulisse.
quel che si mette in luce nell’interrogazione è che il Comune di Sperlonga è stato gestito per oltre 25 anni, direttamente ed indirettamente, da Armando Cusani, prima vice-sindaco, poi sindaco di Sperlonga dall’anno 1996 all’anno 2006, poi consigliere comunale/capogruppo di maggioranza dal 2006 al 2014, poi Presidente della provincia di Latina dal 2007 al 2013, anno in cui è stato sospeso in conseguenza di un decreto prefettizio per applicazione della Legge Severino. durante questi anni il piano regolatore di Sperlonga è stato stravolto attraverso interventi di edilizia speculativa, volti ad aumentare la percentuale volumetrica in modo di gran lunga superiore rispetto a quella residenziale pubblica. dopo anni di segnalazioni e denunce alla procura della repubblica di Latina, è stata sottoposta a sequestro un’area di circa 150mila mq ed indiziati di reato l’allora Sindaco Cusani e alcuni dipendenti del comune, coinvolti nella speculazione.
chi della Stampa locale, ha avviato inchieste giornalistiche su queste vicende – svolgendo dunque il proprio dovere di giornalista – ha subito numerose querele con finalità intimidatorie .
con questa interrogazione abbiamo dunque voluto richiamare l’attenzione del Governo su questi fatti. chiediamo ai Ministri interpellati, nell’ambito delle proprie competenza, di sollecitare l’invio di una Commissione di accesso presso il Comune di Sperlonga per svolgere approfondite indagini patrimoniali al fine di appurare il livello di illegalità e di condizionamenti malavitosi e valutare se sussistano i presupposti per lo scioglimento del Comune stesso, per le gravi mancanze amministrative ed il conseguente danno erariale.
chiediamo poi che il governo intervenga urgentemente al fine di tutelare l’area protetta Promontorio Villa Tiberio,Torre Capovento e Punta Cetarola, sollecitando l’intervento della Soprintendenza a realizzare i dovuti controlli.
infine, nell’interrogazione si chiede al Governo di intervenire al fine di garantire la libertà di stampa e la libertà d’espressione e di tutelare chi è addetto a informare l’opinione pubblica.

al seguente link il testo dell’interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html…


Leggiamo su H24 Notizie l’articolo sottoriportato:

Amministrazione e criminalità, Iannuzzi: “Sul caso Sperlonga intervenga il Governo”

 

Seminari a Palazzo di Giustizia di Napoli – domani la cerimonia di chiusura

 

La responsabilità civile e disciplinare dei magistrati

Domani, giovedì 4 febbraio l’evento di chiusura dei 16 Seminari a Palazzo di Giustizia di  Napoli – Sala UIF 

 

La responsabilità civile e disciplinare dei magistrati alla luce della più aggiornata normativa: utopia o concreta possibilità?

 

Questo l’interrogativo di fondo che ha guidato i 16 Seminari organizzati da Camera Europea di Giustizia e UIF Napoli durante l’arco dei mesi, da settembre 2015 a gennaio 2016. Decine di relatori hanno approfondito uno ad uno i diversi aspetti connessi alle norme sulla responsabilità civile e a quella disciplinare, guidando pubblico e corsisti lungo un percorso teso a fornire elementi scientifici ad avvocati e ricercatori, anche attraverso il contributo dei numerosi magistrati intervenuti ai Seminari, in primis il presidente della Corte d’Appello di Napoli Antonio Buonajuto, il procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, il presidente vicario del Tribunale di Napoli Umberto Di Mauro, il magistrato Monica Amirante della Sezione distrettuale ANM, e l’ex pm degli Affari civili Manuela Mazzi.

 

All’evento di chiusura, che avrà inizio come ogni giovedì alle ore 10.30 del 4 febbraio 2016 nella Sala UIF del Palazzo di Giustizia di Napoli, sono stati invitati tutti i relatori dei 16 Seminari.

 

Il presidente della Camera Europea di Giustizia, avvocato Nicola Cioffi, nel corso della cerimonia consegnerà ai corsisti gli attestati di partecipazione.

 

L’incontro di giovedì prossimo, che sarà interamente ripreso dall’emittente televisiva Julie Italia, sarà condotto da Rita Pennarola. Interventi di Ermanno Corsi.

 

 

 

 

Napoli, 3 febbraio 2016 

                                              Camera Europea di Giustizia

Ufficio stampa Domina Comunicazione – domina.comunicazione@libero.it

Info e contatti: Associazione “Camera Europea di Giustizia”  Via Agostino Depretis, 62 – 80133 Napoli  www.cameraeuropeadigiustizia.com - info@cameraeuropeadigiustizia.com - Tel. 366.31.20.864

Una precisazione della Segreteria nazionale dell’Associazione Caponnetto.

 

Leggiamo con profondo stupore  l’articolo del giornale  “Agora”  nel cui corpo  viene  attribuita all’Associazione Caponnetto,associata arbitrariamente ad altri soggetti ,la qualifica di “movimento civico”.
Al riguardo  l’Associazione Caponnetto ci  tiene  a  ribadire:
a) la sua assoluta  autonomia  da  enti o  soggetti  che abbiano fini  diversi da quelli  sanciti nel suo Statuto,fini che vanno  individuati ESCLUSIVAMENTE  nel contrasto alle mafie  ed alle illegalità  senza alcun      fine  di natura politica;
b) il conseguente divieto a  chicchessia  di  utilizzare la sigla dell’Associazione Caponnetto per  finalità  politiche ed elettoralistiche di qualsivoglia natura,
c) il  disconoscimento  di qualsiasi azione  fatta  eventualmente  a nome dell’Associazione Caponnetto che  non porti la firma  del  suo unico rappresentante legale  che é il suo Segretario nazionale.
L’attribuzione all’Associazione Caponnetto  , da parte del giornale  nominato  ,della  qualifica di “movimento  civico” svilisce  la sua immagine  di Associazione nazionale antimafia  ed é estremamente lesiva della sua onorabilità  in quanto  tende a snaturarne  finalità e ruolo.
Questa  Segreteria nazionale  invita,pertanto,la Direzione del giornale a procedere,per quanto riguarda  l’Associazione Caponnetto, alle opportune rettifiche  con la precisazione,peraltro,che essa non desidera  sentirsi accomunata   ad altri  eventuali soggetti  che non perseguano   le sue stesse  strategie basate  tutte sul  più rigoroso principio  di un’  assoluta  lontananza   da  partiti e movimenti elettorali.
Non é la prima volta che  viene  arbitrariamente  utilizzato a Sorrento  il nome dell’Associazione Caponnetto  in azioni  e fatti di cui i suoi organi  non sono   conoscenza.E’ ,infatti,di  alcuni mesi fa l’invio  a suo nome ,da parte di sconosciuti,di note  lesive  dell’onorabilità di taluni.A seguito di  tale atto  questa Segreteria si é vista costretta,appena venutane  a conoscenza,ad  informarne l’autorità di Polizia.
                                                                                                                                                                         LA SEGRETERIA NAZIONALE
QUI DI SEGUITO L’ARTICOLO  DEL GIORNALE CUI SI FA RIFERIMENTO

Agorà attacca le associazioni e difende i potenti di Sorrento

1 febbraio 2016   CronacaInchiesteNewsPolitica

SORRENTO – Sul caso delle associazioni (“Caponnetto”, “Conta anche tu” e “Cittadini contro le mafie”) che da mesi stanno tenendo alta l’attenzione sulla politica e l’Amministrazione sorrentina con segnalazioni e denunce alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata contro disservizi e omissioni, interviene anche la stampa locale, solitamente ben attenta a non disturbare il potente di turno. Il settimanale “Agorà” ha dedicato una intera pagina a stigmatizzare l’operato dei tre movimenti civici attraverso le parole del dirigente del IV Dipartimento municipale del Comune di Sorrento, Daniele De Stefano.

Una scelta legittima, ma assai inusuale quella di Agorà. Un giornale dovrebbe essere sempre dalla parte dei cittadini nella lotta al malfunzionamento della burocrazia e delle Istituzioni a meno che costoro non commettano dei reati. Cosa che, nel caso specifico, è assolutamente inconcepibile. Anzi, le associazioni hanno dimostrato di essere puntuali e chirurgiche nelle loro segnalazioni all’autorità giudiziaria proprio contro sprechi e comportamenti poco ortodossi.

La scelta di Agorà è comunque un buon segnale perché dimostra che il giornale, solitamente assai cauto nel prendere una qualsiasi posizione sui fatti di maggiore importanza che accadono in Costiera, ha deciso di uscire finalmente allo scoperto. Sarà però interessante vedere questo attivismo per quanto tempo sarà mantenuto e nei confronti di chi sarà rivolto. Sarà interessante pure vedere se il giornale sarà ugualmente salace anche nei confronti – ad esempio – del sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani. Di cui è portavoce, a 12mila euro all’anno, il marito del direttore responsabile di Agorà.

Un intreccio editorial-familiare che certamente non impedirà il corretto esercizio del diritto di critica. Perché la schiena diritta dei giornalisti viene prima di tutto. 

COMUNICATO

COMUNICATO ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO IN DATA ODIERNA HA CHIESTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PERUGIA ED A QUELLA GENERALE DELLA CORTE DI APPELLO DI ROMA DI VERIFICARE QUANTO RIPORTATO DAL QUOTIDIANO LATINA EDITORIALE OGGI NELL’ARTICOLO  DAL TITOLO “HOTEL GROTTA DI TIBERIO PROCESSO DIMENTICATO”.
ASS.CAPONNETTO

Salvatore Barbagallo, testimone di giustizia lasciato solo. La Caponnetto si rivolge al prefetto di Vibo Valentia

Salvatore Barbagallo è il testimone di giustizia calabrese che con le sue coraggiose denunce contro la ‘ndrangheta ha permesso allo Stato di avviare e condurre processi ai danni di una delle più pericolose cosche della ‘ndrangheta. Da allora lui e la sua famiglia vivono una condizione di estrema difficoltà perché, nonostante l’uomo sia tuttora chiamato a testimoniare nei processi, è stato lasciato privo di qualsiasi protezione e sostegno economico.

 

In queste ore il segretario nazionale della Caponnetto, Elvio Di Cesare, ha perciò rivolto l’ennesimo appello al prefetto di Vibo Valentia, Carmelo Casabona, inoltrandone copia al Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti e al viceministro dell’Interno Filippo Bubbico.

 

«Dobbiamo purtroppo constatare – scrive il segretario Di Cesare – che tutti i nostri appelli in favore del signor Barbagallo sono, ad oggi, caduti nel vuoto. Ci preme evidenziare che egli ha avuto il coraggio di denunciare soggetti appartenenti ad una delle ‘ndrine più pericolose in Italia, qual è quella dei Mancuso, e che ancora oggi egli si vede convocare in numerosi processi per confermare le sue accuse, senza che mai venga accompagnato da appartenenti alle forze dell’ordine».

 

«A distanza di anni dalle prime sue denunce – viene aggiunto nella nota al prefetto – il signor Barbagallo è ancora in attesa di un qualsiasi sostegno economico da parte dello Stato e ciò costringe lui e la sua famiglia a vivere in uno stato di estremo disagio. A tutto ciò va aggiunto che egli è stato lasciato senza una pur minima protezione, possibile vittima delle ritorsioni delle persone che ha denunciato. Persone che, come tutti sappiamo, non perdonano coloro che contrastano i loro disegni criminali».

 

Pertanto la Caponnetto si rivolge al prefetto Casabona, pregandolo «di voler adottare, in considerazione dello stato di estremo pericolo nel quale si trovano Barbagallo e la sua famiglia ed in attesa dei provvedimenti da parte della Commissione Centrale presso il Ministero dell’Interno, le misure provvisorie di un’adeguata e costante protezione».

 

Roma, 30 gennaio 2016

 

Associazione Antimafia Caponnetto

Ufficio stampa

 

 

…………………………………………………………………………..

contatti: 347 0515527 – 347.3615263  http://www.comitato-antimafia-lt.org/

Domina Comunicazione. Rita Pennarola. domina.comunicazione@libero.it

 

Hacker nigeriani, abituali terminali dei clan camorristici, hanno bloccato la casella di posta della Voce delle Voci su gmail: vocedellevoci@gmail.com.

comunicato Voce delle Voci 

Hacker nigeriani, abituali terminali dei clan camorristici, hanno bloccato la casella di posta della Voce delle Voci su gmail: vocedellevoci@gmail.com.

Fate attenzione se ricevete false mail con inesistenti richieste di denaro. 

La Voce delle Voci e i suoi giornalisti antimafia sono ancora una volta sotto attacco. Ma questa volta la denuncia sarà presentata nelle prossime ore direttamente alla Direzione Distrettuale Antimafia.

Se volete comunicare con la Voce scrivete a domina.comunicazione@libero.it

oppure a

ancinque@tin.it

o qui a rosarita.pennarola@libero.it

Grazie a tutti

 

Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola

www.lavocedellevoci.it

 

NDR.E’ la seconda volta che LA VOCE DELLE VOCI é sotto attacco di hacher  nigeriani abituali terminali dei clan della camorra. ed  é la seconda  volta che  i giornalisti Rita Pennarola e Andrea Cinquegrani,direttore e condirettore della  rivista antimafia presentano denuncia.Le prima volta  essi si sono rivolti alla Polizia Postale di Napoli ,senza però ottenere alcun risultato.Domattina,invece,la presenteranno direttamente alla  DDA.L’aspetto più inquietante é che  la  presunta “richiesta di aiuto”  inviata a nome di Rita Pennarola ,peraltro capo Ufficio Stampa dell’Associazione Caponnetto,é stata inviata anche ad alcuni nostri iscritti.Un messaggio trasversale della camorra oltre che alla Voce anche alla Caponnetto?    Ass.A.Caponnetto

.Hacker nigeriani, abituali terminali dei clan camorristici, hanno bloccato la casella di posta della Voce delle Voci su gmail: vocedellevoci@gmail.com.

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Hacker nigeriani, abituali terminali dei clan camorristici, hanno bloccato la casella di posta della Voce delle Voci su gmail: vocedellevoci@gmail.com.

Fate attenzione se ricevete false mail con inesistenti richieste di denaro. 

La Voce delle Voci e i suoi giornalisti antimafia sono ancora una volta sotto attacco. Ma questa volta la denuncia sarà presentata nelle prossime ore direttamente alla Direzione Distrettuale Antimafia.

Se volete comunicare con la Voce scrivete a domina.comunicazione@libero.it

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Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola

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Assorbito nei Carabinieri il Corpo Forestale dello Stato

l Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante la razionalizzazione delle funzioni di polizia e l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato. Nello specifico il decreto provvede all’eliminazione delle duplicazioni delle funzioni e alla gestione associata dei servizi comuni. È previsto l’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei Carabinieri, con l’obiettivo di dare  unitarietà e più forza anche alla funzione di controllo sul territorio valorizzando la specialità agroambientale. Si introduce in Italia il 112 europeo, un numero unico per le emergenze.

Elenco imprese per la partecipazione a procedure negoziate relative a lavori, servizi e forniture per un importo compreso tra €. 40.000,00 ed €. 1.000.000,00, ovvero nei limiti previsti per legge – anni 2013 – 2015.

Elenco imprese per la partecipazione a procedure negoziate
relative a lavori, servizi e forniture per un importo compreso tra €.
40.000,00 ed €. 1.000.000,00, ovvero nei limiti previsti per legge - Elenco aziende

Approvazione al 31/12/2015 dell’Elenco degli operatori eocnomici della
Provincia di Latina per la partecipazione a procedure negoziate relative
a lavori, servizi e forniture per un importo compreso tra €. 40.000,00
ed €. 1.000.000,00, ovvero nei limiti previsti per legge – anni 2013 – 2015.

La Caponnetto chiede all’ANAC di intervenire sulla violazione della trasparenza da parte della Regione Campania in merito alla spesa milionaria di fondi UE

L’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto ha rivolto un’accorata richiesta di intervento all’ANAC, l’Autorità Anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone. Nel documento si sottolinea un caso di palese violazione delle norme sulla trasparenza amministrativa su rendiconti di spesa per milioni di fondi UE, atti obbligatoriamente pubblici ma tuttora sottratti alla pubblica consultazione, pur dopo tre condanne del TAR Campania con obbligo di esibizione integrale. Il caso riguarda le rendicontazioni della Regione sulla spesa dei fondi per la comunicazione del bandi europei durante la legislatura 2010-2015.

In tale periodo, ricorda nella missiva la Caponnetto, «la Regione Campania ha gestito somme per centinaia di milioni di euro derivanti dai contributi POR-FESR 2007-2013. Una consistente quota di tali fondi europei era destinato, come da leggi comunitarie, alla capillare diffusione presso il grande pubblico dei cittadini e delle imprese, affinché potessero cogliere le opportunità offerte dai bandi stessi», e «le Regioni destinatarie di tali provvidenze sono tenute ad una trasparente e costante rendicontazione integrale, anche attraverso i portali web istituzionali, sulla effettiva destinazione delle somme spese».

Ma la Regione Campania, nel periodo considerato, «pur condannata tre volte dal TAR Campania per l’incompleta pubblicazione degli atti, richiesti fin dal 2014 dai soggetti interessati quali il CAM, Coordinamento di tv e radio indipendenti della Campania, pur dopo le tre condanne con obbligo di esibire compiutamente gli atti, alla data di oggi, 20 gennaio 2016, non ha ancora provveduto».

In proposito la Caponnetto sottolinea che l’inquietante vicenda è documentata nella «denuncia presentata alla Procura di Napoli dal CAM in data 21 novembre 2015 ed affidata al sostituto procuratore Fabiana Magnetta». A tale denuncia è allegata una corposa mole di documenti, comprese le tre sentenze del TAR (n. 5671/2014) (n. 06312/2014) (n. 723/2015), ma fra i documenti più recenti compaiono anche «due lettere interne tra i funzionali regionali addetti alla trasparenza e l’avvocatura regionale»: tale carteggio, che risale ai giorni successivi alla terza condanna del TAR (con espressa ipotesi di commissariamento della Regione se perdurava la grave inadempienza), rappresenterebbe, secondo i denuncianti, un inequivocabile tentativo di inquinamento delle prove.

A preoccupare la Caponnetto è in particolare il fatto che «durante la predetta legislatura regionale sono state condotte numerose inchieste giudiziarie che hanno riguardato altrettanti consiglieri regionali, a vario titolo implicati in indagini a carico di esponenti di clan camorristici. Inoltre il nome di alcuni consiglieri regionali, che allo stato non risulterebbero ufficialmente indagati, ricorre più volte negli atti delle Direzioni Distrettuali Antimafia, attraverso le verbalizzazioni di pentiti considerati credibili dai pubblici ministeri inquirenti».

«Viva è pertanto la preoccupazione dell’Associazione Antimafia Caponnetto - si legge ancora nel documento – per la trasparenza ostinatamente negata della rendicondazione sulle consistenti somme di fondi comunitari spesi durante la legislatura guidata dal presidente Stefano Caldoro».

Di qui la richiesta all’ANAC della Caponnetto. L’Associazione, pur «fiduciosa che l’attività inquirente del pm Magnetta conduca tempestivamente a risultati sotto il profilo dell’azione penale», sollecita sulla vicenda un intervento del presidente Raffaele Cantone, «nel segno di quella trasparenza che proprio l’Autorità Anticorruzione sta affermando come valore prioritario, per restituire legalità alla gestione della cosa pubblica e credibilità allo Stato, in una regione a più alto tasso di povertà, disoccupazione e camorra, qual è la Campania».

 

Roma, 20 gennaio 2016

 

Associazione Antimafia Caponnetto

Il segretario nazionale Elvio Di Cesare

 

Ufficio stampa Domina Comunicazione – contatti: 347 0515527 – 347.3615263  http://www.comitato-antimafia-lt.org/

Fatti ,non chiacchiere.Solo con i FATTI la cosiddetta “antimafia sociale” può svolgere un ruolo importante e significativo.

Stamane due interventi  importanti dell’Associazione Caponnetto:
-il primo a favore di una Testimone di Giustizia  maltrattata  dalle istituzioni;
-il secondo per  la gestione  da parte della  Regione Campania  di  somme per centinaia di milioni di euro derivanti dai contributi POR-FESR nel periodo 2007-2013..

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO .

L’Associazione Caponnetto  é un’organizzazione  assolutamente APARTITICA . E fatto,pertanto,divieto assoluto  agli iscritti di utilizzarne la sigla  per scopi   di natura comunque  elettoralistica e politica.
Fatti salvi i diritti di ogni singolo iscritto di  militare a livello personale in qualsivoglia   formazione politica di proprio gradimento ,si ritiene utile ricordare a tutti che  l’Associazione  Caponnetto  é  un’ associazioni antimafia che  nel suo Statuto  ha sancito la NON  appartenenza a qualsiasi schieramento o partito politico.E’,pertanto,fatto divieto assoluto a tutti gli iscritti di utilizzarne il nome  per scopi di natura elettoralistica e politica .
Ove dovessero verificarsi casi  di non osservanza  di questa linea,gli organi  centrali dell’Associazione  si vedrebbero costretti  ad assumere  i provvedimenti  necessari a tutela dell’immagine e del ruolo dell’Associazione.
                                                                                               LA SEGRETERIA NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO
                                                                                                www.comitato-antimafia-lt.org

Maxi inchiesta della Procura di Firenze sui lavori del nodo fiorentino della TAV

Firenze, 17 gen. – (Adnkronos/Ign) – Oltre trenta gli indagati (36 per la precisione) e perquisizioni in tutta Italia, scattate dalle prime ore di questa mattina. E’ il bilancio dell’inchiesta della Procura di Firenze sullaTav sul passante ferroviario fiorentino dell’alta velocità che prevede un tunnel da Campo di Marte a Castello, lungo circa 7,5 km, e una stazione sotterranea. Le ipotesi di reato sono, a vario titolo, associazione a delinquere, corruzione, truffa, frode nelle pubbliche forniture, traffico illecito di rifiuti, violazione delle norme paesaggistiche e abuso d’ufficio.Secondo quanto si è appreso, sarebbe stata perquisita la sede di Nodavia, la società che ha vinto la gara  per realizzare il nodo fiorentino della Tav. I carabinieri hanno anche sequestrato la maxi trivella del cantiere fiorentino che sta scavando il tunnel per il passaggio dei treni e la stazione ferroviaria sotterranea. L’inchiesta è condotta dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi e dai pm Giulio Monferini e Gianni Tei.Tra le principali accuse la costruzione delle gallerie per la Tav fatta con l’utilizzo di materiale ignifugo scadente, si ipotizza allungato con l’acqua, con gravi problemi per la sicurezza. Anche la maxi-trivella che stava scavando il tunnel di 7,5 km sotto Firenze per il sottoattraversamento Tav, sarebbe stata montata con guarnizioni non idonee a sostenere le pressioni dello scavo.

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