Comunicati

L’Associazione Caponnetto non ha partecipato alla manifestazione “antimafia” del PD nè parteciperà a manifestazioni organizzate da coloro che hanno percepito finanziamenti o fruito di vantaggi come la gestione di esercizi ,bar o quant’altro ad essi concessi dalla Regione amministrata dagli Zingaretti,Polverini o chiunque altro ed oggi dicono di dissentire da essi.L’antimafia fatta dall’Associazione Caponnetto é altra cosa da quella di questa gente.L’antimafia dell’ Associazione Caponnetto sono la denuncia contro il monopolio delle camere mortuarie nei nosocomi romani da parte di un paio di imprese di pompe funebri a danno delle centinaia di altre – il famoso scandalo del “caro estinto”-,la querela che per questo essa ha ricevuto ed alla quale é seguita l’assoluzione,la controquerela che essa ha fatto ed a seguito della quale sono in corso le indagini della magistratura romana.Ecco,questa é l’antimafia VERA,quella che non fa bla bla e poi sottobanco appoggia,tacendo e quant’altro. Il rifiuto della Caponnetto al bluff del PD seguirà quello al bluff di chiunque altro abbia inteso o intenda l’antimafia come un bla bla…………………………………………………

Toni Leonardi

foto di Toni Leonardi.

Gaeta ed il sud pontino sono pieni di camorra .Ma chi indaga oltre alla DIA ed agli altri corpi specializzati che comunque debbono venire da fuori e non conoscono a fondo il territorio?

 

Carmine Schiavone parlò di referenti del clan  residenti a Formia ed in provincia di Latina  e disse che c’erano sul posto una …………………trentina di “soldati” pagati dai casalesi a 3 milioni al mese e nessuno si é mai preoccupato di individuarli.
Lo stesso Schiavone ha anche fornito,parlando dei traffici dei rifiuti tossici,i numeri di targa dei camion che li trasportavano e noi abbiamo individuato che taluni dei proprietari degli automezzi erano di Itri e di altri comuni vicini e che alcuni di essi  frequentavano il porto di Gaeta,ma nessuno li ha chiamati per domandare ad essi chi li aveva incaricati di fare quei trasporti e dove avevano portato il materiale.
Dal 2009 al 2011 sempre nel porto di Gaeta c’é stato un intenso traffico in entrata ed uscita di pale eoliche,traffico che si presume che abbia fatto capo,tramite prestanomi,a Mattia Messina Denaro  e in tre anni nessuno,oltre alla Squadra Mobile di Trapani,si preoccupato di andare a vedere cosa succedeva.
Uomini  legati  a Giggino a purpetta  a Cosentino ecc.hanno costruito,venduto,esercitato attività economiche e nessuno sembra che se ne sia  nemmeno accorto.
Altri uomini come “nanà o cecato” stavano a Gaeta e se non erano i carabinieri di Napoli a prenderlo ci sarebbe stato a vita tranquillo e beato.
Il territorio pullula di imprese di Frignano, San Cipriano,Casal di Principe,Casapesenna e dell’area aversana e nessuno ha mai fatto e fa un loro monitoraggio per vedere “chi” sono.
Ma le sa queste cose chi le deve sapere? E cosa é stato fatto in merito?

Stasera a Roma c’é la manifestazione organizzata dal PD contro la mafia,L’Associazione Caponnetto ovviamente non vi parteciperà.

Ma,scusateci,”contro” chi manifesta il PD se proprio alcuni dei suoi uomini  sono  sotto accusa  in  Mafia Capitale ed altri ancora probabilmente lo  saranno  a breve  ?
E non é sub iudice,anche se non é stata sciolta per motivi di opportunità politica stante anche l’imminenza del Giubileo,l’amministrazione capitolina  del PD,un partito a Roma definito dall’ex Ministro Barca “pericoloso”?

Comune di Locri assume ChI ha denunciato….. Che sia di esempio ad altri Sindaci …..

ROCCO RISPOLI,  imprenditore di Locri che ha denunciato i suoi usurai è stato equiparato dal Comune di Locri a “vittima di Mafia” ed assunto, in forma di tutela e riconoscimento, come dipendente comunale.

 

.Uno dei gravissimi problemi che stanno sul tappeto in provincia di Latina e che impediscono un’efficace azione contro le mafie é la mancata ristrutturazione delle forze di polizia in base alla mutata geografia giudiziaria.Uno dei problemi che l’Osservatorio comunale contro la criminalità di Formia,unico in provincia di Latina e nel Lazio,avrebbe dovuto affrontare.

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo:la nostra non é una critica alle persone o,meglio, a quelle che hanno lavorato,ma  che,purttuttavia,per la mancanza di un quadro generale di prospettive ed obiettivi chiari, non hanno trovato il terreno fertile per un’azione “altra” ed “alta”.
Noi,per quanto riguarda Formia e l’intero sud pontino che oggi ricadono nella giurisdizione del nuovo distretto giudiziario di Cassino e non più in quello di Latina,avevamo proposto una rivoluzione con l’istituzione a Formia di un Supercommisariato della Polizia di Stato che avrebbe dovuto incorporare tutto il territorio che fa appunto capo al nuovo distretto giudiziario di Cassino. L’assurdita’ della situazione attuale é costituita dall’esigenza  per il Questore e gli altri comandanti provinciali dei carabinieri ,della GDF e del CFS di relazionarsi per il territorio che ricade sotto la loro competenza con due diverse Procure,quelle di Latina e di Cassino.Quale migliore occasione per elaborare ed attuare un piano di riorganizzazione  e qualificazione generali delle forze in campo in un’area,soprattutto,che é occupata dalla camorra fino al punto da farla definire “provincia di Casale” ?.
Quando abbiamo chiesto  di istituire l’Osservatorio a Formia noi della Caponnetto pensavamo a tutto questo,non ad un organo che si limitasse  a verificare  la legittimità o meno di carte ed atti che a noi interessano relativamente.
Sognavamo di volare “alto” pensando ai veri,reali problemi generali della legalità e della Giustizia in provincia di Latina e non solo a Formia ,al “modo” come lo Stato  dovrebbe  affrontare il problema dell’azione di contrasto alle mafie.
Un discorso di carattere generale che non può essere visto come un attacco a tizio o caio,a questa o quella amministrazione,a questa o quella parte politica.
A noi non interessano queste cose che rivelano una limitatezza mentale e culturale che é il male assoluto di questo territorio.
Diciamo che é mancato il fiato per volare alto  e noi non possiamo continuare a giocarci un nome prestigioso qual’é quello nostro su una politica delle piccole cose.
Tutto qua.

Mentre é in corso la preparazione del Convegno di fine ottobre a Giugliano di Napoli,sono in fase di avanzata elaborazione due dossier,sul Lazio e sulla Campania,relativi alla presenza ed alle attività delle organizzazioni criminali sui territori e sulle loro collusioni con pezzi della politica e delle istituzioni. Contiamo di completarli entro questo mese.

Si invitano gli amici che non l’abbiano ancora fatto ed anche tutte le persone sensibili,anche se non iscritte all’Associazione Caponnetto, a   volerci fornire al più presto notizie dettagliate su fatti e situazioni che riguardano presenze ed attività mafiose sui singoli territori delle due regioni.
Invitiamo gli amici ad incentrare la loro attenzione soprattutto su eventuali fatti di collusioni di soggetti criminali  con  persone  della  politica e  delle  istituzioni e ad  informarci dettagliatamente ed in maniera comprovabile  di eventuali favoritismi,insabbiamenti di indagini,omissioni varie.
Le notizie dovranno pervenirci alla nostra email info@comitato-antimafia-lt.org o potranno esserci consegnate a mano previo appuntamento al numero di telefono 3470515527.
                                                                                                                                                                         LA SEGRETERIA DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO
                                                                                                                                                                          www.comitato-antimafia-lt.org

.L’Osservatorio comunale a Formia contro la criminalità.Un sogno andato in fumo? O si cambia o ci dissociamo.

L’OSSERVATORIO COMUNALE CONTRO LA CRIMINALITA’ A FORMIA,

LA NECESSITA’  DI UN’INVERSIONE DI TENDENZA E DI UNA MESSA A PUNTO DEL MOTORE.

O SI CAMBIA O CI DISSOCIAMO

 

 

Con l’elaborazione del Regolamento dell’Osservatorio comunale  contro la criminalità -  regolamento che é stato recepito,poi,dall’Amministrazione Comunale di Formia e che qui di seguito riproduciamo – noi ci proponevamo non solo di creare uno strumento che servisse all’amministrazione medesima per tutelarsi dal rischio di eventuali atti illegali – una sorta di instrumentum regni -  ma,soprattutto,un luogo dove tutti gli attori contraenti dovessero  e potessero incontrarsi per confrontarsi,scambiarsi le informazioni ,le proposte ed i giudizi,per,alla fine,elaborare quelle strategie e tattiche necessarie per combattere con  la maggiore efficacia possibile la criminalità organizzata che opprime non solo Formia ma l’intero territorio del sud pontino e della provincia di Latina.

Un progetto ambizioso,quello dell’Associazione Caponnetto,che non ha tenuto ,forse ,conto,scontrandosi  alla fine  con essa, della realtà dominata da una mentalità chiusa e condizionata da gruppi di pressione che hanno fatto sempre  sentire il loro peso a Formia come altrove.

Presi dall’entusiasmo iniziale di un’apertura che ci sembrava  di aver colto  ma che ,purtroppo, si é rivelata solo apparente ed affatto duratura,non avevamo  previsto  quello  che sembra emergere :   l’appiattimento sull’amministrazione di un organismo che ,al contrario,avrebbe dovuto aprirsi all’esterno per l’individuazione di tutte le criticità sociali ed istituzionali che hanno portato e portano il territorio sotto il dominio delle mafie.

Si sarebbe potuto ovviare alle carenze culturali e strategiche interne all’organismo con una consultazione ed un confronto continui  con i soggetti che hanno espresso le loro rappresentanze ,ma anche questi sono mancati.

Una sorta di TAVOLO  permanente delle associazioni effettivamente presenti sul territorio,operanti ed attive.

Talché é venuta,ad oggi, a mancare quella funzione essenziale  dell’Osservatorio che avrebbe dovuto non solo mettere a nudo le criticità interne all’amministrazione,operando di spalla a questa,ma soprattutto i motivi,i “perché” sono nate e nascono quelle criticità.

In provincia di Latina ,e nel sud pontino in particolare,manca un apparato istituzionale investigativo locale efficiente ed all’altezza della situazione e tutte le inchieste vengono assunte ,di conseguenza,da attori che non stanno sul posto e che non dispongono,pertanto,di quel patrimonio infoinvestigativo necessario come il pane in situazioni del genere.

Questo é uno dei motivi , insieme a quello delle probabili -  che poi tanto probabili non sono viste le risultanze dell’inchiesta “Formia Connection” che nessuno ha voluto approfondire e riprendere -  collusioni fra pezzi di politica e criminalità,per i quali i vari clan hanno potuto,indisturbati se non agevolati, infestare Formia e l’intero territorio del sud pontino,da Castelforte-Minturno a Gaeta-  Itri-Sperlonga,Fondi ed anche oltre.

L’Osservatorio di Formia,quale unico,peraltro,Osservatorio contro la criminalità sorto in tutta l’Italia centrale,avrebbe dovuto e potuto,secondo almeno  le nostre intenzioni,assurgere ad un ruolo importante,”altro” ed “alto”,di una vera e propria macchina di trazione,un locomotore,capace di sfondare un muro di ignoranza,di omertà,di criticità,di compiacenze ,di collusioni,di inefficienze che hanno portato al baratro tutta l’area compresa fra Roma e Napoli,fino al Molise.

Non si é stati capaci,o non si é voluto,che fosse così e l’Osservatorio sembra  essersi  trasformato,quindi,in un strumento il cui unico compito  pare  essere quello di apporre il timbro “OK” sulle carte dell’amministrazione formiana con il rischio,fra l’altro, per noi stessi di trovarci eventualmente coinvolti in qualche spiacevole episodio con l’accusa,quanto meno morale,di averlo avallato.

Respingiamo con un senso di orrore un eventuale rischio  del genere.

Da  qui la nostra volontà di rivedere il tutto,determinati come siamo a pretendere un’inversione di tendenza.

E’ uno dei temi principali all’ordine del giorno che stiamo per mettere sul tavolo delle prossime riunioni del Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto.

O si cambia o ci vedremo costretti a dissociarci.

Il prestigio di cui gode l’Associazione che porta il nome di Nino Caponnetto non può essere messo in discussione per colpa di certi  amministratori o  politici di Formia come  di qualunque altro comune.

 

 

 

 

 

 

REGOLAMENTO PER LA ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DELL’OSSERVATORIO PERMANENTE COMUNALE 

PER LA LEGALITA’ E LA LOTTA ALLA MAFIA

 

 

Art. 1  -  Istituzione

E’ istituito presso il Comune di Formia l’Osservatorio comunale permanente per la legalità e la sicurezza, la lotta alla mafia, al racket, alla concussione, alla corruzione e alla criminalità economica; esso vigilerà anche sugli appalti e sulla destinazione dei finanziamenti erogati e svilupperà strategie atte a contrastare la malavita sul territorio. 

Art. 2  -  Funzioni 

Esso è un organismo permanente con funzioni consultive e propositive, di studio, ricerca, documentazione, monitoraggio, collaborazione e stimolo per le attività comunali a sostegno della legalità e per la valutazione e prevenzione dei fenomeni di illegalità presenti sul territorio, con l’obiettivo di operare per accrescere e diffondere la sicurezza sociale e la cultura della legalità in tutto il comprensorio, informando costantemente e correttamente sulle attività svolte.

Art. 3  -  Finalità

L’Osservatorio ha il compito di perseguire gli scopi istitutivi di cui al precedente articolo e, più precisamente, ha fra i suoi compiti:

a) fotografare, studiare e analizzare i fenomeni illegali e criminali, nonché le condizioni socio-economiche che favoriscono il loro insorgere;

b) individuare i settori di attività presenti sul territorio, maggiormente a rischio di infiltrazione criminale;

c) promuovere una più diretta collaborazione tra Amministrazione Comunale, forze dell’ordine e cittadini nelle loro diverse articolazioni ed espressioni sociali e territoriali, al fine di contribuire ad accrescere e diffondere la sicurezza sociale e la cultura della legalità e dell’educazione civica;

d) promuovere azioni mirate, volte a favorire la prevenzione, il controllo e l’intervento sui più diffusi fenomeni criminali (micro e macro criminalità, racket, usura, violenza, illegalità in senso lato), garantendo l’implementazione e la messa in rete dei flussi informativi;

e) esprimere pareri sugli interventi, le proposte e i progetti di iniziativa comunale concernenti l’attuazione di misure finalizzate a garantire la sicurezza del cittadino e il rispetto della legalità; individuare programmi di intervento diretti a promuovere, garantire e valorizzare la cultura della legalità;

f) favorire processi di integrazione delle politiche sulla sicurezza e della legalità con le altre politiche settoriali, anche con l’attivazione di una rete virtuosa tra attori locali, con l’intento di programmare interventi di contrasto alla illegalità e seguendo una logica integrata che pone tali azioni come punto di raccordo tra politiche di prevenzione e politiche di contrasto a fenomeni di esclusione sociale. L’Osservatorio, a tal fine, potrà avvalersi degli elementi di conoscenza e di ricognizione forniti dai responsabili delle forze di sicurezza pubblica, nel rispetto e nei limiti stabiliti dalla legge;

g) assicurare ogni suggerimento all’Amministrazione Comunale affinché trasparenza e legalità continuino ad essere punti-cardine del proprio programma; 

h) pronunciarsi sulle questioni che gli organi comunali ritengano di sottoporre.

 

Art. 4  -  Composizione

L’Osservatorio sarà composto da:

-         Il Sindaco del Comune di Formia o suo rappresentante che lo presiede e lo convoca;

-         n. 1 rappresentante per ciascuna delle Associazioni antimafia e antiracket e/o antiusura effettivamente operanti sul territorio;

-         n. 1 rappresentante per ciascuna delle Associazioni sindacali confederati CGIL, CISL, UIL e UGL operanti sul territorio;

-         n. 1 rappresentante per ciascuna delle Associazioni di categoria dei commercianti e artigiani operanti sul territorio;

-         Il responsabile di Stazione Unica Appaltante/Centrale Unica di Committenza o comunque dei c.d. “soggetti aggregatori” di cui all’art. 9 L. 66/14 allorquando verranno istituite;

Il Sindaco provvederà a richiedere ai soggetti interessati la designazione del loro rappresentante assegnando, all’uopo, il termine massimo di giorni 20 dalla data della richiesta. 

Art. 5  - Funzionamento e convocazioni

La prima seduta dell’Osservatorio dovrà essere convocata nei 30 giorni successivi all’adozione da parte del Consiglio Comunale del presente regolamento. La convocazione potrà avvenire anche a mezzo mail. Nella prima seduta, l’Osservatorio elegge il Segretario. L’Osservatorio si riunisce con cadenza bimestrale e su iniziativa del Sindaco con preavviso di sette giorni ed in caso di ritenuta urgenza con preavviso di tre giorni. Il Sindaco è tenuto comunque a convocarlo quando vi sia la richiesta di almeno 1/3 dei componenti. 

Le sedute dell’Osservatorio sono valide con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e delibera a maggioranza dei presenti.

L’Osservatorio, al fine di prevedere forme di partecipazione più larghe della cittadinanza, potrà richiedere al Sindaco e alla Giunta la convocazione di assemblee cittadine sui temi della legalità.

L’osservatorio predisporrà, entro il 31 dicembre di ogni anno, relazione a consuntivo sullo stato di sicurezza della città della quale il Sindaco darà informazione ai cittadini. 

Art. 6  - Criteri di ammissione delle Associazioni

L’ammissione all’interno dell’Osservatorio è subordinata alla presentazione di apposita domanda da parte delle Associazioni interessate.

L’eventuale rigetto delle domande sarà motivato a cura della Giunta.

La qualità di Associazione aderente si perde:

a-      per recesso;

b-     per comportamento contrastante con gli scopi dell’Osservatorio;

c-      per grave violazioni di leggi e regolamenti;

d-     per scioglimento dell’Associazione aderente;

e-      per conclamato conflitto di interessi con l’Osservatorio.

Art. 7  - Nomina e durata

I componenti dell’Osservatorio dovranno essere designati entro 30 giorni dall’approvazione del presente Regolamento da parte del Consiglio Comunale.

Essi restano in carica per la durata della consiliatura.

Art. 8  - Dimissioni, impedimenti e decadenza

In caso di dimissioni, decesso o impedimento di un componente dell’Osservatorio, si provvederà alla sua sostituzione secondo le modalità di cui al punto 6. L’assenza a tre sedute consecutive dell’osservatorio, senza valida giustificazione, comporterà la decadenza della nomina. 

Art. 9 – Sede

L’Osservatorio ha sede nel Palazzo Comunale.

Art. 10  -  Partecipazione di altri soggetti

-         L’Osservatorio, in ragione degli argomenti di volta in volta da trattare, potrà invitare a partecipare alle proprie riunioni, senza diritto di voto, i Consiglieri Comunali, i componenti della Giunta Municipale, i Dirigenti di settore, nonché i rappresentanti di altre Istituzioni, quali Magistrato della DDA, il Procuratore Capo della Procura della Repubblica territoriale, il Prefetto, il Questore,  il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il Comandante Provinciale del Corpo Forestale, la Camera di Commercio e/o altri soggetti, la cui presenza sarà ritenuta utile a giudizio dello stesso Osservatorio. Ovviamente la partecipazione sarà valutata, caso per caso, dagli interessati e per quanto concerne le Forze di Polizia, potrà essere concertata l’opportunità di intervento con il Prefetto in sintonia con le attività del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. A ciascuna riunione verrà invitato il Responsabile per la Trasparenza e l’AntiCorruzione del Comune di Formia.

Art. 11  - Dotazioni

L’Amministrazione Comunale provvederà a mettere a disposizione dell’Osservatorio eventuali supporti logistici, strumentali e tecnici per il suo funzionamento. 

Art. 12  - Accesso agli atti

I membri dell’Osservatorio potranno accedere direttamente a tutti gli atti comunali (dall’anagrafe, alle delibere, ai fascicoli delle gare e ad ogni altro documento ritenuto utile per lo svolgimento delle attività proprie), limitatamente alle sue funzioni.

Art. 13  - Gratuità dell’incarico

Tutti i componenti dell’Osservatorio svolgono la propria attività gratuitamente senza diritto alcuno a compenso o retribuzione.

Art. 13  -  Entrata in vigore del presente regolamento 

Il presente Regolamento entrerà in vigore dopo la esecutività della deliberazione di approvazione da parte del Consiglio Comunale.

Vi interessate della fontanella che non corre,dell’edificio cadente,dello sbocco intasato del fiumiciattolo,ma possibile che non vedete i mafiosi che sono diventati padroni pure dell’aria che respirate e che non fate niente per combatterli? Ma non vi interessa niente dell’avvenire dei vostri figli e di quello che potrà succedere ad ognuno di essi in una società nella quale le mafie sono padrone di tutto e di tutti? Possibile che la vostra cecità ed il vostro egocentrismo siano arrivati al punto da non farvi vedere quello che c’é nel Paese ed intorno a voi ?

Il parroco si giustifica dicendo “non sapevo chi fosse”,Alfano scarica su Gabrielli,questo probabilmente tenterà di scaricare tutte le colpe sul Questore D’Angelo.La vicenda dei funerali del “Re di Roma” Casamonica rischia di finire,come al solito ,a tarallucci e vino malgrado la figura di cacca che ha fatto ancora una volta l’Italia nel mondo. Inchiodateli in Parlamento !!!!

Inchiodateli in Parlamento e chiedetene la rimozione immediata,a cominciare da Alfano,per primo,e per poi passare al Prefetto ed al Questore di Roma.
E’ una scandalo.Una vergogna!
Tutti i giornali ed i circuiti internazionali di comunicazione ne parlano.
Per noi é stata la firma di resa  finale dello stato alla mafia.
Altro che “Mafia Capitale”.Qua é  Mafia stato”,scritto  minuscolo.
Se i parlamentari di 5 Stelle non chiederanno subito la convocazione ad horas del Parlamento con una mozione tesa ad ottenere la rimozione immediata di Alfano,Gabrielli e D’Angelo,per questo Paese nobn ci sarà più alcuna speranza!!!!

.Gaeta

Gaeta,una città nella quale si sono verificati negli  anni fatti e situazioni  abbastanza rilevanti sul piano della sicurezza pubblica e delle sue prospettive di sviluppo,ma sui quali é sempre mancata  l’attenzione generale.
Eppure il suo nome ricorre in molti verbali,relazioni di organismi centrali specializzati nella lotta al malaffare ed alle mafie.
Notiamo,allibiti,che l’attenzione dei pochi più avveduti e sensibili ai problemi generali – pochi ,pochissimi che possono contarsi sulle dita, e non  tutte,di una sola mano – é più incentrata su fatti di scarsa rilevanza che non su quelli che potrebbero compromettere l’avvenire collettivo.
C’é un’imprenditoria indigena che é stata letteralmente espropriata e distrutta,l’economia  generale é passata in altre mani,alcune presenze sono alquanto sospette,la sensazione di un sistema di impunità si irrobustisce.
Almeno la parte più attenta della cittadinanza,visto anche che nessuno se ne occupa,dovrebbe a questo punto creare ed attivare,a presidio del proprio territorio ed a salvaguardia di un avvenire tranquillo e certo,una sorta di sensori per scandagliare,uno per uno,soggetti,attività  ed avvenimenti di una certa significatività per accendere su di essi i riflettori e non continuare a badare alle minuzie.
Se dovesse continuare così,i cittadini gaetani si troveranno fra non molto ad essere espropriati persino dalle loro abitazioni.
Quando Giorgio Bocca scriveva “Napoli siamo noi”,il dramma di una città e di un popolo vittime di se stessi.

Siamo troppo vecchi ,esperti e,quindi, ben a conoscenza delle metodologie dei mafiosi per rassegnarci all’idea che la penisola sorrentina e Sorrento siano indenni dall’infiltrazione mafiosa.Ci sono almeno due clan importanti che dominano sul territorio e che sicuramente hanno fatto investimenti di capitali nelle attività economiche.Abbiamo bisogno di notizie per confezionare un dossier ed informare chi di dovere per accendere i riflettori.C’é qualcuno che ce le passi?

Abbiamo bisogno di notizie,tante,dettagliate,per completare un dossier sulla Campania.
Sull’intera penisola sorrentina operano almeno due  clan che investono dovunque.
Sicuramente,come capita in tutte le località turistiche,le mafie non sparano e cercano di infiltrarsi in maniera intelligente e sommersa comprando alberghi,ristoranti,sale giochi,stabilimenti balneari.In silenzio ed in modo da non dare nell’occhio e suscitare l’attenzione degli inquirenti.
E difficile scoprirne le mosse,ma bisogna farlo per non svegliarsi un giorno nel vederle padrone anche dell’aria che si respira.
C’é nessuno che ci aiuti nel  darci notizie al riguardo per darci la possibilità di far accendere da chi di dovere i riflettori???????

Si riparte……………..

Si fa per  dire in quanto non abbiamo interrotto per un attimo il lavoro .Soprattutto gli amici del settore “ricerche”,il nostro ufficio indagini tanto per capirci,ha lavorato sodo per completare un paio di dossier che riguardano il Lazio e la Campania, Per la metà del mese prossimo , grosso modo ,saremo in grado di portarli a chi di dovere.Dobbiamo ringraziare di cuore gli amici-Gennaro in particolare – che ci hanno lavorato  e ci lavorano ed anche coloro che ci hanno fornito notizie per confezionarli.
Amici ed amiche straordinari .
Profonda gratitudine riteniamo di esprimere anche nei confronti dell’amico che dirige il settore “studi”,autore di un nostro documento, che già abbiamo avuto modo di illustrare ad un gruppo parlamentare  a Montecitorio,che riguarda  modifiche importanti  da apportare alla legislazione antimafia.Stiamo parlando dell’amico Salvatore ,persona ,sempre disponibile, dalle alte qualità  , dotata,peraltro, di profondo spirito di servizio e di attaccamento all’Associazione.Sentimenti di affettuosa gratitudine sentiamo  il dovere di esprimere anche alla grande Rita,la responsabile del nostro ufficio stampa,sempre pronta a spendersi in favore dell’Associazione.
Tre dirigenti – Rita,Salvatore e Gennaro –di altissimo profilo e di estrema serietà ed affidabilità,i quali  – senza  voler trascurare altri amici ed amiche,come Andrea,Romano,Fioravante,Simona,Paolo,Bruno  e qualche altro/a ancora – - danno lustro  all’Associazione Caponnetto,rendendola una delle pochissime in Italia più note,prestigiose e combattive che lottano a viso aperto andando a scovare uno per uno i mafiosi  ed i loro compari e denunciandoli senza lasciarsi condizionare da ideologie  , lacci e lacciuoli.
Grazie  a tutti loro possiamo dire con orgoglio,pur nel rispetto rigoroso  delle regole della massima riservatezza  impostaci dal tipo di lavoro che noi facciamo come pochissimi altri in Italia,che dietro ad alcune importanti operazioni,si può tranquillamente scrivere  anche  il nome della nostra Associazione e del grande Magistrato al quale abbiamo  deciso  15 anni fa  significativamente di ispirarci.
Il lavoro di routine,che ,ripetiamo,non si é  mai interrotto,continua,ma  nei mesi di settembre  ed ottobre –vogliamo anticiparlo per dare la possibilità a tutti gli amici e le amiche di rendersi disponibili per quei due giorni,,SABATO 26 SETTEMBRE A FORMIA –Lazio- e VENERDI’ 30 OTTOBRE A GIUGLIANO DI NAPOLI ) avremo due importanti appuntamenti:l’ASSEMBLEA degli iscritti ed un CONVEGNO sui problemi dell’inquinamento della Campania.
A Giugliano verranno  Magistrati  e rappresentanti delle forze dell’ordine di altissimo profilo,oltre a molte altre personalità esperte nelle materie che tratteremo.
Abbiamo invitato  anche il Governatore della Campania,che però  ancora   non ci ha risposto,per ascoltare  da lui quali sono le intenzioni ed i progetti  della Regione campana  in materia di bonifiche da effettuare e per fargli conoscere,sperando che venga,i pareri ed i suggerimenti della società civile e nostri.

Un parterre di alto livello,dal Procuratore Aggiunto di Torino al Capo dello SCO Cortese ed altri ancora,per parlare a Nicotera ,in provincia di Vibo Valentia, di ndrangheta ,ma mancavano il Prefetto ed il Procuratore di Vibo.Come mai ?

Il problema delle disfunzioni  a Vibo Valentia,alla cui Procura arrivano solamente magistrati giovani ed alle prime armi,é stato sollevato,pur con poche battute dovute alla tirannia dei tempi,dal Testimone di Giustizia Salvatore Barbagallo,intervenuto alla fine della tavola rotonda.Eppure siamo in provincia di Vibo Valentia,il territorio  sotto il tallone di una delle ndrine più pericolose e potenti non dell’Italia ma del mondo,i Mancuso,dover ci dovrebbero,pertanto,stare apparati dello Stato a prova di bomba per usare un termine in voga. C’erano l’Aggiunto di Torino ed il Capo  centrale dello SCO,oltre ad altri,ma non il Prefetto ed il Procuratore di Vibo.Non é nello stile nostro l’azzardare giudizi che potrebbero risultare azzardati ma di certo qualcuno dovrà pur spiegare il perché di  quelle assenze.
Nell’annunciare la tavola rotonda noi siamo incorsi in un errore in quanto  avevamo parlato anche della presenza alla tavola rotonda del Capo della Polizia Pansa.Chiediamo scusa a lui ed ai presenti tutti.

Stamane abbiamo provveduto ad informare la Magistratura competente della questione riguardante gli allagamenti a Gaeta……………………..

Confessiamo che lo abbiamo fatto con molto imbarazzo in quanto avremmo preferito che lo facessero qualche cittadino e,ancor di più,qualche consigliere comunale.
Ciò  in quanto,trattandosi di materia che investe il senso civico di ogni cittadino e di chi rappresenta direttamente la cittadinanza gaetana,cioè i consiglieri comunali,sarebbe stato loro dovere intervenire sconfiggendo quella tendenza all’acquiescenza ed all’omertà che sembra caratterizzarne i comportamenti.
Una collettività che,dopo aver assolto ai propri doveri civici,non sa rivendicare i proprio diritti,é una collettività in piena agonia.
Ci dispiace dirlo,ma a Gaeta,da quel che ci viene comunicato e leggiamo quasi tutti i giorni,manca  quella vivacità  e quella passione che debbono  stare alla base di un confronto sui progetti e sulle idee e che,inoltre,debbono  animare  i contesti  civili e democratici.
Quando dominano  il torpore e l’acquiescenza,non c’é progresso e,in assenza di questo,le mafie prendono il sopravvento.
Ed é appunto quello che,a nostro modo di vedere,sta avvenendo a Gaeta e nel sud pontino.
Per questo motivo abbiamo ritenuto nostro dovere intervenire ancora una volta……………………….,anche se apparentemente  sembra trattarsi di tematiche che appartengono  più  alla sfera amministrativo.politica che a noi dell’Associazione Caponnetto interessano  poco o niente..

Nota dell’Associazione Caponnetto sulla vicenda dei ripetuti allagamenti in via Buonomo

 

  • Anche questa volta,paventando probabili profili di interesse penale o quanto meno contabile per lavori fatti non a perfetta regola d’arte,abbiamo  ritenuto,come Associazione Caponnetto,di segnalare il fatto alla Procura della Repubblica di Cassino ed a quella Regionale della Corte dei Conti.
  • Confessiamo ,però,il  nostro  imbarazzo in quanto noi siamo più interessati ad altre situazioni e fatti che riguardano presenze ed attività di probabile matrice mafiosa -per i quali non riceviamo alcuna segnalazione dai cittadini gaetani-che non a fatti del genere che riguardano più la sfera amministrativo-politica.
  • Possibile  che a Gaeta  non ci sia un solo consigliere comunale  che senta il dovere,di fronte a fatti e situazioni di sospetta illegittimità,di chiedere l’intervento della Magistratura ,penale o contabile ?

Comunicato importante.Si pregano gli amici di affrettarsi a mandarci notizie significative che riguardino attività delle organizzazioni criminali nel Lazio e nella Campania.

Sono in fase di ultimazione due importanti dossier,da consegnare,poi,a chi di dovere,che riguardino presenze ed attività di clan,ndrine ecc. e di soggetti,anche politici ed istituzionali,ad essi collegati e che riguardino il Lazio e la Campania.
Per quest’ultima regione,siamo fortemente interessati a notizie relative in particolare  alla Penisola Sorrentina,a Sorrento ed alle altre città,dove,trattandosi di  centri a forte vocazione turistica,si sospettano  grossi investimenti di capitali di origine illecita.
Si pregano tutti gli amici ed amiche dell’Associazione Caponnetto di inviarcele  con una certa urgenza.
                                                                                                                                                                            LA SEGRETERIA DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO
                                                                                                                                                                             info@comitato-antimafia-lt.org

Un parterre d’eccezione che ti inorgoglisce e ti dà la tranquillità per una cessione del passo………………….”Nonno Nino”,non ti abbiamo deluso e non ti deludiamo!……………….

Persone serie.altamente preparate  e specializzate nei loro campi,quelli della legislazione l’una e del giornalismo investigativo altri e che ricoprono anche alte cariche,rappresentano il fior fiore dell’Associazione che si ispira al nome di Nino Caponnetto.Non poteva essere altrimenti stante la statura morale ,intellettuale e professionale  di uno dei più grandi Magistrati italiani che fa parte della cerchia ristretta di coloro che hanno dato lustro al nostro Paese ,alla patria del diritto.Non vogliamo nominarle per non esporle ai pericoli della barbarie generale,anche se  esse sono facilmente individuabili da parte degli addetti ai lavori.Si tratta di persone,pochissime purtroppo,che danno lustro all’antimafia vera,quella dei fatti e non delle chiacchiere ,non degli interessi personali o politici e degli affari o,peggio ancora,dell’apparenza e del protagonismo individuale,e che hanno consentito all’Associazione Caponnetto di conquistarsi la stima,il rispetto e spazi di ascolto ai livelli più qualificati e rappresentativi della società e dello Stato di diritto,quello che in cui noi abbiamo sempre creduto e dal quale ci sentiamo rappresentati.Una stima,un rispetto e spazi di ascolto  che avvertiamo dovunque ci presentiamo e che acquistano una dimensione maggiore,grazie,oltre che al nome –o,diciamolo,ai nomi che portiamo,considerato anche quello del nostro Presidente onorario.Antonio Esposito,altro grande Magistrato  peraltro ancora in servizio –,anche al “”tipo” di attività che svolgiamo,basato tutto sull’indagine,suila denuncia e sulla proposta.Un vero,reale sostegno alla magistratura  ed alle forze dell’ordine,quello che auspicava Paolo Borsellino,uno dei “figli”spirituali  di “nonno Nino”.
Ed é a questi nomi che noi dedichiamo tutti la nostra passione ed il nostro impegno,attenti a non disonorarli ed offenderli in un modo o nell’altro.
Sta qua tutta quanta la nostra “diversità” rispetto a tantissimi altri in questo Paese dove si é soliti dire una cosa e farne un’altra sfruttando i sacrifici di chi  ha versato e versa il suo sangue nell’interesse collettivo e non personale.
Ieri é stata per noi un’altra giornata splendida dopo aver avuto la possibilità di esporre le nostre proposte relative alle modifiche da apportare alla legislazione antimafia italiana.
In silenzio,senza voler dare spettacolo,si lavora per il Paese e per la gente onesta,grazie all’impegno ed alla bravura di quelle poche persone di cui in premessa di questa nota.
La storia,purtroppo, é fatta così,con esigue minoranze illuminate ed una massa infinita di caproni ,detto con tutto il massimo rispetto ed amore verso questa specie di animali,e ,fra questi,anche tanti disonesti ed opportunisti  alla ricerca spasmodica  solo  della difesa dei propri interessi e,perciò,sempre in movimento fra una sponda e l’altra.
A quelle persone nostre amiche fanno da contorno altre 5-6  che si dedicano,con alto spirito di altruismo e di sacrificio personale, ad altre incombenze,chi alla cura della sito,chi alle indagini ed alle ricerche o ad altro ancora.
Quindici anni di lotte e sacrifici,di dolori e gioie,sono serviti,grazie a Dio,a selezionare una classe dirigente di tutto rispetto e di massima affidabilità  e di rigore morale ed intellettuale  che ci spianano la via verso una prossima,doverosa  cessione di passo.

La Caponnetto propone di trasferire competenze di prevenzione antimafia dalle Prefetture alle DDA

 

Le proposte della Caponnetto per il trasferimento delle competenze in materia di prevenzione antimafia dalle Prefetture alle Dda

L’ufficio studi dell’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto ha elaborato un articolato documento nel quale si propone di trasferire le competenze in materia di prevenzione antimafia dalle Prefetture alle Direzioni Distrettuali Antimafia.

«Gli eventi giudiziari anche recenti – si legge nel documento – stanno dimostrando come le azioni dei prefetti risultino, di fatto, sterili nel fine e spesso appaiono portatrici di una mera legalità formale, mentre la violazione della legalità sostanziale viene accertata solo grazie all’intervento della Magistratura penale e, quindi, solo quando oramai i reati sono stati consumati con gravi danni alla collettività amministrata». «Al riguardo, a solo titolo esemplificativo, basta richiamare l’inquietante vicenda delle infiltrazioni camorristiche nell’azienda ospedaliera di Caserta», dove era stata inviata una commissione d’indagine per effettuare l’accesso antimafia.  «Invero – prosegue il testo della Caponnetto – come si legge dal decreto firmato dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano del 11.03.2014, veniva accertata dal prefetto di Caserta l’insussistenza dei presupposti per lo scioglimento dell’Azienda e addirittura l’insussistenza delle condizioni per l’adozione di altri provvedimenti di cui al comma 5 dell’art. 143 del D.Lgs. 267/2000».

Alla luce di questi ed altri numerosi, analoghi episodi, la Caponnetto ha maturato la convinzione che l’attività di prevenzione antimafia nei confronti dei fenomeni di infiltrazione mafiosa negli enti locali e nei confronti delle imprese affidatarie di appalti pubblici non può più essere gestita da questa categoria di funzionari statali, perché l’unico e forse l’ultimo organismo dello Stato che si è dimostrato in grado di agire efficacemente per tutelare la legalità resta la Magistratura penale.

La Caponnetto ritiene pertanto improcrastinabile la necessità di apportare modifiche alla vigente legislazione antimafia nella parte concernente la competenza dei prefetti, per trasferirla ai Procuratori della Repubblica, titolari di sedi ove sono attive le Direzioni Distrettuali Antimafia. Per tali finalità l’Associazione ha eseguito un approfondito esame della legislazione correlata all’esercizio dei poteri di prevenzione antimafia affidati ai prefetti, elaborando le proposte modificative delle stesse.

 

 

 

Roma, 7 aprile 2015                                       

 

Associazione Antimafia Caponnetto

Ufficio stampa Voce delle Voci onlus

Contatti: 347.0515527

Maggiore coordinamento fra le DDA di Roma e di Napoli per evitare zone franche di confine come il Sud Pontino. Le proposte della Caponnetto all’Assemblea del 16 maggio

Si ritiene indispensabile sollecitare un maggiore e più proficuo coordinamento delle DDA di Roma e di Napoli e dei rispettivi organismi investigativi. E’ partita da questa proposta la relazione di Elvio Di Cesare, segretario nazionale dell’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, in apertura dell’Assemblea generale degli iscritti che si è tenuta ieri mattina a Formia. Una più efficiente sinergia fra le due Direzioni, dunque, per prevenire eventuali corti circuiti nelle indagini che porterebbero – come sembra si stia verificando nel Basso Lazio, zona a confine fra Lazio e Campania – alla creazione di “zone franche”, dove mafie e malaffare potrebbero farla da padrone assolute nella vita economica e perfino in quella politica o istituzionale.

A questa forte proposta è collegata l’iniziativa della Caponnetto, che questa settimana illustrerà a Roma in sede parlamentare un piano di interventi specifici elaborati dal suo Ufficio Studi.

Nel documento spicca la proposta di un più ampio coinvolgimento delle Direzioni Distrettuali Antimafia nei meccanismi di prevenzione antimafia finora affidati alle Prefetture, più volte mostratesi su tale fronte distratte ed omissive.

Altri temi approvati dall’Assemblea sono le nuove costituzioni di parte civile dell’Associazione nei processi contro la camorra e le prime anticipazioni sul convegno che si terrà in autunno a Giugliano (NA). L’incontro verterà sul tema dell’interramento criminale di rifiuti tossici e sulle responsabilità politico-istituzionali connesse a tale grave fenomeno.

 

 

Roma, 17 maggio 2015           

                                    

 

Associazione Antimafia Caponnetto

Ufficio stampa Voce delle Voci onlus

Contatti: 347.0515527

.Oggi incontro per illustrare le analisi dell’Associazione Caponnetto in materia di prevenzione antimafia e le sue proposte di modifica della legislazione.attuale con la sottrazione dei relativi poteri alla Prefetture in materia di appalti e forniture pubblici e di scioglimento dei consigli comunali e di altri enti per infiltrazioni mafiose.L’Associazione Caponnetto ha ritenuto di rielaborare le norme per sottoporle alla valutazione delle Forze politiche che condividono la necessità di intervenire drasticamente in questo delicato settore della prevenzione antimafia che allo stato é di fatto inesistente.

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