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Partito Democratico Fondi- Comunicato stampa: PER LA PUBBLICA ILLUMINAZIONE, LA “GEMMO” CHE TI ASPETTI?


COMUNICATO STAMPA

PER LA PUBBLICA ILLUMINAZIONE,

LA “GEMMO” CHE TI ASPETTI?

Continuiamo a far luce, è il caso di dire, sul mega-appalto che l’Amministrazione De Meo vuole mettere in atto riguardo alla gestione dell’illuminazione pubblica e  impianti semaforici sulll’intero territorio comunale.

Nel confinante Comune di Terracina un identico appalto è stato esperito ed è entrato in vigore circa un anno fa. La società che si aggiudicò l’appalto di 11.040.000,00 euro per la gestione della pubblica illuminazione  ed impianti semaforici per dodici anni fu la Gemmo Spa, di Arcugnano (Vicenza), azienda leader nel settore dell’impiantistica elettrica che nel 2012 ha raggiunto un giro d’affari di circa 246 milioni di euro e disponendo di un portafoglio commesse pari a 1.569 milioni di euro.

Il Gruppo Gemmo è una multinazionale con diversi sedi in Italia e, all’estero, in Argentina, Armenia, Egitto, Libia, Romania e Turchia. Inoltre, la Gemmo spa è capofila nel consorzio di imprese denominato “Team MUOS Niscemi”, che sta realizzando il megaimpianto satellitare per conto del comando US Navy. Ancora, la Gemmo, in associazione con un importante contractor statunitense, ha in affidamento il trasporto di armamenti, la gestione dei servizi ambientali e la raccolta dei rifiuti nello scalo aereo di Sigonella e nella base navale di Augusta.

Partiamo da Terracina perché i numeri della gara d’appalto sono sostanzialmente identici a quelli del nostro Comune: numeri di punti luce da trasformare a led, impianti semaforici, investimento iniziale, costi sostenuti dall’Amministrazione per energia elettrica e manutenzione.

Quindi, abbiamo un bando di gara ed un capitolato d’appalto (quello di Terracina) che, adeguatamente aggiornato rispetto alla situazione locale, potrebbe essere ripreso ampiamente, prefigurando magari l’aggiudicazione alla stessa società: la Gemmo Spa, appunto.

Ci permettiamo una citazione dal libro “I padroni del Veneto”, edito da Laterza,  del giornalista Renzo Mazzaro: “Nel mercato delle opere pubbliche venete si incontrano ad ogni piè sospinto lo studio di progettazione Altieri, la Mantovani Costruzioni e la Gemmo Impianti. “E’ un giro stretto” che funziona a tenaglia e fa man bassa di lavori pubblici, garantendosi gli appalti perfino quando presenta offerte meno vantaggiose dei concorrenti. Questa rete è talmente fitta e potente che chi è fuori rischia di non lavorare più, perché gli appalti hanno scadenze fino a 9 anni, rinnovabili per altri 9.”

Cosa dovremo aspettarci dalla “furia ambientalista” (peraltro, a corrente alternata) della Giunta De Meo? Una gara d’appalto cucita a misura di un qualche importante gruppo industriale nazionale?

Considerato che la Gemmo Spa non ha dato prova di efficienza in quel di Terracina perché, secondo quanto previsto dal capitolato d’appalto, la stessa avrebbe dovuto, entro dodici mesi, consegnare tutti gli impianti con gli adeguamenti tecnologici e funzionali proposti in sede di offerta, cosa che, a quanto ci risulta , non sarebbe avvenuta; ci auguriamo che ci sia un ripensamento su questo progetto di privatizzazione della pubblica illuminazione.

 

 

Fondi, lì 19 marzo 2014

Bruno Fiore, Consigliere comunale del Partito Democratico

 

Acqua inquinata a Fonte Capello di Viterbo? Intervengano i Carabinieri del NOE e l’ARPA

Belcolle Viterbo

IL CAPO DELLA POLIZIA CI HA RISPOSTO

CI HA RISPOSTO IL CAPO DELLA POLIZIA,PREFETTO ALESSANDRO PANSA,CHE RINGRAZIAMO DI CUORE

Abbiamo inviato al Capo della Polizia Prefetto Pansa alcune nostre proposte che riguardano la razionalizzazione delle risorse in taluni territoriiiiii.

Il Dr,Pansa nei giorni scorsi ci ha risposto e noi lo ringraziano di cuore per la sua cortesia e la sua disponibilita’.

Vogliono indebolire la DIA.Chiamata generale alla mobilitazione di tutte le Associazioni antimafia d’Italia e di tutti i Parlamentari sensibili al problema della lotta alle mafie

Italia ed i parlamentari sensibili al problema della lotta alle mafie

Il Partito Democratico di Fondi: “ A CHI CONVIENE PRIVATIZZARE LA PUBBLICA ILLUMINAZIONE?”

A CHI CONVIENE PRIVATIZZARE

LA PUBBLICA ILLUMINAZIONE?

Il Presidente della Commissione consiliare Ambiente Claudio Spagnardi ha definito “infondato e confusionario” il nostro comunicato stampa relativo alla esternalizzazione del servizio di illuminazione pubblica  che l’Amministrazione De Meo vuole portare avanti in tempi brevi.

Facciamo rilevare al Presidente Spagnardi che nella Regione Lazio è in vigore fin dall’aprile dell’anno 2000 una legge regionale, esattamente la L.R. nr. 23 del 13 aprile 2000, e il relativo regolamento attuativo della stessa nr. 8 del 18 aprile 2005, che disciplina la riduzione e la prevenzione dell’inquinamento luminoso, oltre che la riduzione dei consumi energetici, con la finalità di tutelare e migliorare l’ambiente.

Nella delibera di indirizzo approvata dalla maggioranza di centrodestra non si fa alcun riferimento a questa specifica normativa regionale che dovrebbe essere stata attuata fin dal lontano 2005.

Tale normativa prevede che tutti i Comuni del Lazio devono integrare il proprio regolamento edilizio al fine di ridurre e prevenire l’inquinamento luminoso di qualsiasi impianto di illuminazione esterna sia pubblico che privato. La normativa regionale prevede anche contributi economici per l’adeguamento degli impianti pubblici di illuminazione già esistenti. Sappiamo che diversi Comuni della nostra Provincia hanno ottenuto questi finanziamenti dalla Regione Lazio ed il Comune di Fondi non ha nemmeno predisposto la richiesta di contributo.

Oggi “l’anima verde” della Giunta De Meo ha un vero e proprio soprassalto e vuole mettere in atto l’ennesima privatizzazione.

Ma la cosa che maggiormente deve essere messa in rilievo è che l’operazione di esternalizzazione della gestione della pubblica illuminazione comporterà dei costi altissimi per i cittadini di Fondi che si potrebbero evitare semplicemente approvando un Piano comunale per il contenimento dell’inquinamento luminoso ed il risparmio energetico. Questo piano si applicherebbe non solo alla riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica ma anche a quelli privati, portando, nel giro di tre/cinque anni agli stessi risultati che dovrebbero essere raggiunti con l’appalto esterno.

Esempi di Comuni che hanno approvato questi regolamenti nella Regione Lazio ve ne sono diversi, ad esempio Frosinone e Civitavecchia.

Se oggi il Comune di Fondi si trova con un impianto di pubblica illuminazione largamente obsoleto, inquinante e, in molti casi pericoloso per la pubblica incolumità, è responsabilità piena delle amministrazioni comunali degli ultimi quindici anni.

Non è possibile che si continuino a realizzare tratti di illuminazione pubblica, anche in tempi recentissimi, senza tenere conto dei parametri fissati dalla Legge regionale nr. 23 del 2000. Ci chiediamo, ad esempio, se gli interventi di riqualificazione che si stanno realizzando con i fondi Plus nel quartiere Spinete e nel quartiere della 167, rispettano o meno tali parametri. Se questi parametri non sono rispettati dovrà pensarci successivamente il privato che si aggiudicherà l’appalto e pagheranno i cittadini di Fondi?

Non è possibile che si continuino a rilasciare concessioni edilizie senza un parere di congruità per quanto riguarda l’illuminazione esterna agli stessi parametri di cui sopra.

Oggi si afferma che per mettere mano a questo disastro occorrerebbero circa 3.765.000,00 euro di investimento e che, per rispettare il “patto di stabilità” il Comune non può accendere nuovi mutui presso la Cassa Depositi e Prestiti. Questo è vero, ma non è vero che il Comune non possa programmare in un tempo di breve/medio periodo interventi per adeguare tutto il proprio impianto alla normativa regionale in vigore. L’affidamento a terzi conviene soprattutto ai privati che, nel giro di qualche anno, si troverebbero non solo a recuperare l’investimento iniziale ma a guadagnare milioni di euro dalla gestione degli impianti. Questa la semplice e lapalissiana verità che sta dietro a questa idea di privatizzare il servizio di pubblica illuminazione.

 

 

Fondi, lì 13 marzo 2014

 

Bruno Fiore, Consigliere comunale del Partito Democratico

 

 

 

 

RAGIONANDO CON I NUMERI . . .

Per comprendere in parte il quadro economico di questa operazione bastano gli scarni dati che il Dirigente dei Lavori pubblici del Comune di Fondi Arch. Martino Di Marco ha comunicato nell’ultima Commissione consiliare: i punti luce pubblici presenti su tutto il territorio comunale sono 4.160, vi sono 8 impianti semaforici e 118 lanterne, 80 sono i pali da sostituire integralmente. Il Comune di Fondi nell’anno 2013 ha sostenuto spese per 604.000,00 euro per energia elettrica e 190.000,00 euro per la manutenzione degli impianti. Secondo calcoli dello stesso Dirigente per mettere a norma e trasformare tutti gli impianti in funzione abbattimento inquinamento luminoso/risparmio energetico l’investimento da effettuare sarebbe di 3.765.000,00 euro.

Il progetto di esternalizzazione prevede l’affidamento a terzi, con un appalto della durata di 15 anni, del riammodernamento e gestione della pubblica illuminazione. La società che si aggiudicherà l’appalto dovrà farsi carico del costo di euro 3.765.000,00 iniziale, oltre al pagamento della fornitura elettrica e della manutenzione degli impianti, di quelli già esistenti e di altri che verranno realizzati.

Il Comune di Fondi corrisponderà, per la durata dell’intero appalto, la cifra annua di euro 794.000,00 al gestore, per un totale di 11.910.000,00 euro circa.

Facendo un ipotetico calcolo economico (che non vuole avere assolutamente i crismi della certezza), il gestore dovrà investire i 3.765.000,00 euro iniziali per cui, ipotizziamo, accenderà un mutuo ad un tasso fisso del 5% annuo. Alla fine dei quindici anni il gestore dovrà rimborsare circa 5.360.000,00 euro all’istituto mutuatario tra capitale ed interessi. Si tenga conto che una volta terminato il riammodernamento dell’intero impianto i costi di energia elettrica e di manutenzione si abbatteranno di circa il 60%. Quindi,  il gestore dovrà sostenere costi nei quindici anni per circa 4.764.000,00 euro per consumo energetico e manutenzione. Totali costi a carico del gestore: mutuo euro 5.360.000,00 oltre a consumi e manutenzione euro 4.760.000,00, per complessivi euro 10.120.000,00. Con questi dati il margine per il gestore si aggirerebbe intorno ad 1.790.000,00 euro.

GDF NUCLEO SPECIALE TUTELA MERCATI: FALSE ATTESTAZIONI PER APPALTI PUBBLICI

IN CORSO PERQUISIZIONI E SEQUESTRI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE PER IL RILASCIO DI FALSE ATTESTAZIONI ALLE IMPRESE PER LA PARTECIPAZIONE A GARE PUBBLICHE DI APPALTO SOTTO LA LENTE DEGLI INQUIRENTI IL SISTEMA DELLE S.O.A. (SOCIETA’ ORGANISMO DI ATTESTAZIONE)

ATTESTAZIONI TRASPARENTI 

Il nuovo Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto eletto nell’Assemblea svoltasi a Napoli il 9 marzo 2014

Oltre ai membri effettivi  eletti  sono stati confermati il Giudice Antonio Esposito,come Presidente  Onorario,l’avv.Prof.Alfredo Galasso come Capo dell’Ufficio Legale e la giornalista Rita Pennarola come Capo Ufficio Stampa

 

Caponnetto –L’assemblea degli iscritti rinnova la squadra guidata dal segretario nazionale Elvio Di Cesare.

Rinnovo del Consiglio direttivo, questa mattina, per l’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto. In un’affollata assemblea che si è tenuta a Napoli presso la sede del CUB, in via Carriera Grande, l’assemblea degli iscritti è stata l’occasione per fare il punto sulle attività messe a segno nel recente periodo da questa battagliera compagine, che giunge al suo quindicesimo anno.

Sostegno ai testimoni di giustizia, intensificazione delle azioni investigative per collaborare con gli apparati istituzionali, ma anche un’attenta selezione interna, oltre che esterna, di gruppi e persone con cui collaborare: queste le assolute priorità ribadite nel suo appassionato intervento dal segretario nazionale Elvio Di Cesare. Il segretario ha aperto i lavori leggendo la lettera rivolta all’associazione da Gennaro Ciliberto, il testimone di giustizia che, dopo essersi incatenato dinanzi al Viminale per le condizioni di estremo abbandono in cui era stato lasciato dalle istituzioni, grazie anche al sostegno della Caponnetto è ora riuscito ad ottenere i mezzi minimi di sussistenza e di protezione, «che gli sono stati assicurati – ha inteso sottolineare Di Cesare – solo per alla sensibilità di un pubblico ministero partenopeo, visto che l’incontro appositamente richiesto con il viceministro Filippo Bubbico si era risolto in un deludente nulla di fatto».

Casi analoghi bussano alle porte con tutta la disperazione «di chi, per aver compiuto quello che resta il dovere di ogni cittadino, perde lavoro, casa, famiglia, dopo aver fatto assicurare alla giustizia pericolosi criminali e feroci assassini», ha incalzato Di Cesare, ricordando fra l’altro il caso di un altro testimone dell’area stabiese, attualmente costretto a nascondersi in un pagliaio e privo di qualsiasi sostegno.

Tante, questa mattina, anche le nuove iscrizioni, con sostenitori dell’associazione giunti da diverse parti d’Italia. A loro il segretario ha inteso ricordare la totale lontananza della Caponnetto da qualsiasi formazione politica, menzionando il caso, avvenuto lo scorso anno, di un consigliere regionale del nord che, pur nell’intento autentico di contrastare l’avanzata delle mafie sul suo territorio, si proponeva di conciliare tali attività con fini prevalentemente elettoralistici ed oggi non fa più parte dell’associazione. «Le interrogazioni parlamentari – ha aggiunto su questo punto Di Cesare – restano un mezzo importante per contrastare le mafie, ma questo non deve dare adito a condizionamenti di nessun tipo».

Sollecitato poi dai neofiti sugli strumenti da mettere in campo per realizzare quella che il segretario definisce «l’antimafia dei fatti e delle investigazioni, ben oltre il bla bla di tante sigle analoghe», Di Cesare ha spiegato che occorre essere

vigili sui territori, imparare a rapportarsi con le forze dell’ordine e con le Direzioni Antimafia, raccogliere e filtrare le testimonianze nel vivo del tessuto economico-sociale. «Voglio poter guardare negli occhi i miei figli e i miei nipoti – ha aggiunto il segretario – senza mai dovermi vergognare per non aver fatto la mia parte nel contrastare il cancro malavitoso che ormai ha conquistato anche i massimi livelli istituzionali».

All’incontro hanno preso parte Roselena Lamberti ed Amedeo Zeni dell’Associazione Amato Lamberti, costituita un anno fa per ricordare il sociologo scomparso e la sua grande lezione anticamorra.

L’assemblea si è espressa quindi sul rinnovo delle cariche. Nuovo vicesegretario nazionale è il giornalista Andrea Cinquegrani, direttore del mensile d’inchiesta La Voce delle Voci. Pasquale Valente, tra gli storici fondatori dell’associazione, è il segretario organizzativo, mentre Ignazia Mechitarian viene confermata nel ruolo di addetta alle comunicazioni interne ed il commercialista Bruno Fiore è il nuovo segretario amministrativo. Nel direttivo, accanto a componenti storici come Arturo Gnesi, Benito Di Fazio, Maurizio Carocci, Paolo Costa, Simona Ricotti e Romano De Luca, riconfermati Rosario Fiorentino ed Antonio Moccia, mentre fanno il loro ingresso Patrizia Belli, Patrizia Acampora e Fiorentino Somma. La sezione campana dell’associazione ha fissato inoltre un calendario di riunioni a livello locale con cadenza mensile e precisi ordini del giorno da portare avanti.

L’assemblea, dopo aver approvato il bilancio 2013, ha infine espresso parere positivo alle diverse costituzioni di parte civile presentate in numerosi processi contro mafia e camorra per conto della Caponnetto dall’avvocato Alfredo Galasso, il quale ha accettato l’incarico, a titolo volontario, di consulente legale dell’associazione. Stesse modalità per il magistrato Antonio Esposito, riconfermato presidente onorario dell’associazione, e per la la giornalista Rita Pennarola, capo ufficio stampa.

Napoli, 9 marzo 2014

L’ufficio stampa contatti 347.3615263 domina.comunicazione@libero.it

Basta con le riserve ed i pregiudizi nei confronti dei Testimoni e dei Collaboratori di Giustizia

Basta con i pregiudizi e le riserve ai danni di Testimoni e Collaboratori di Giustizia

La Giunta comunale di Fondi vuole affidare a privati il servizio di illuminazione pubblica

LA GIUNTA DE MEO VUOLE PRIVATIZZARE

L’ILLUMINAZIONE PUBBLICA

Nelle ultime due riunioni della Commissione Ambiente si è tornato a discutere della Delibera di indirizzo, approvata in Consiglio comunale il 16 docembre u.s., finalizzata “all’efficienza energetica, alla riduzione dell’inquinamento luminoso, all’ottimizzazione della gestione tecnica ed economica degli impianti oggetto del servizio con conseguente risparmio per la medesima Amministrazione”.

Detta in questo modo, pare essere uno di quegli atti di indirizzo dell’Amministrazione volti ad ottenere risultati migliorativi dal punto di vista ambientale e della qualità della vita, oltre ad ottenere un risparmio di costi. Ma la proposta della Giunta De Meo si sostanzia in un affidamento a terzi (esternalizzazione) della gestione di tutta la rete della pubblica illuminazione, compresi gli impianti semaforici esistenti ed eventualmente da realizzare, per quindici anni.

Quando in tutti i settori si propende per un ritorno alla gestione pubblica dei servizi essenziali, e la pubblica illuminazione può essere annoverato tra questi, il Comune di Fondi va in controtendenza e privatizza il servizio.

E lo fa, nella sostanza, non prentendo in considerazione che la riduzione dei costi per le casse comunali, che attualmente si aggirano intorno agli ottocentomila euro l’anno tra bolletta energetica e manutenzione impianti, sarebbe a tutto vantaggio della società che si aggiudicherà l’appalto.

In Commissione Ambiente abbiamo proposto quale alternativa l’approvazione di un “Piano dell’illuminazione per il contenimento dell’inquinamento luminoso ed il risparmio energetico” che, se approvato ed applicato, nel giro di tre/cinque anni porterebbe gli stessi risultati dell’appaltone milionario con affidamento a terzi della pubblica illuminazione della nostra Città.

Ma il Dirigente del Settore l’Arch. Martino Di Marco e la maggioranza di centrodestra è super convinta che si deve arrivare al Bando per la gara d’appalto entro aprile di quest’anno.

Considerati i precedenti appaltoni fatti dalle Giunte di centrodestra ci aspettiamo una replica di quello che ha portato alla gestione per quarant’anni di tutti i parcheggi a pagamento del nostro Comune, con la conseguenza di aver affidato a terzi i guadagni di questa gestione con nessun vantaggio per i cittadini.

 

Fondi, lì 07 marzo 2014

 

Bruno Fiore, Consigliere comunale del Partito Democratico

Attività della DIA di Napoli nel 2013

Com Stampa x Consuntivo 2013

Assurdo!!!!!!! Il Comune di Pompei revoca la “residenza” al Testimone di Giustizia Luigi Coppola perché “irreperibile”.Intervenga subito il Prefetto di Napoli

SCONCERTANTE,ORRIBILE!!!!!!!!
MA DA QUALE PARTE STANNO QUESTE ISTITUZIONI,CON LA MAFIA O CONTRO LA MAFIA????? CON LO STATO-STATO O CON LO STATO-MAFIA????????
CI GIUNGE NOTIZIA CHE IL COMUNE DI POMPEI,GOVERNATO DA UN COMMISSARIO PREFETTIZIO DELLA PREFETTURA DI NAPOLI,AVREBBE REVOCATO LA RESIDENZA A LUIGI COPPOLA,TESTIMONE DI GIUSTIZIA,PERCHE’ ” IRREPERIBILE”.
ASSURDO!!!!!!!!!!!!
I CARABINIERI DI POMPEI NON SANNO DOVE ABITA LUIGI COPPOLA (RIPETIAMO “TESTIMONE DI GIUSTIZIA)??????????……..
L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PROTESTA VIVAMENTE PER TALE COMPORTAMENTO E CHIEDE AL PREFETTO DI NAPOLI DI INTERVENIRE IMMEDIATAMKENTE PER RISOLVERE IL PROBLEMA!!!!!!

Iscrivetevi all’Associazione Caponnetto

Iscrivetevi

Camorra: Estorsione ad imprenditore – DIA arresta affiliati al clan MOCCIA

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COMUNICATO STAMPA

Interrogazione incendi viterbese

Comincia la battaglia sul Viterbese finora troppo trascurato dalle istituzioni per quanto riguarda la caccia alle mafie.Il  tanto compianto V.Segretario dell’Ass.Caponnetto Gigi Daga stava già lavorando per raccogliere il massimo possibile di notizie che,poi,noi avremmo “girato” a chi di competenza a Roma e ci cominciò a parlare di una situazione allucinante che riguardava soprattutto grandi investimenti di capitali molto sospetti.Poi,purtroppo,egli é morto qualche anno fa e noi,non avendo altre fonti di informazione,ci siamo visti costretti a fermarci.Abbiamo ripreso con la costituzione come parte civile nel  processo  che riguarda i presunti danni alla USL.Stiamo continuando,questa volta con il supporto dell’On.Bernini del M5S,che ringraziamo pubblicamente per questa interrogazione che mette a fuoco la gravità della situazione.Stiamo mettendo in piedi una struttura dell’Associazione Caponnetto per affrontare l’intero problema del radicamento delle mafie sul  territorio della provincia di Viterbo e non molleremo.Ci sentiamo di rivolgere un caldo appello a tutti i cittadini onesti di quella provincia: venite a darci una mano.Iscrivetevi all’Associazione Caponnetto dandole forza per continuare con sempre maggiore efficacia la battaglia contro le mafie.
Qui sotto pubblichiamo l’interrogazione fatta dall’On.Bernini che,ripetiamo,ringraziamo di cuore

Renzi parla di mafie.Speriamo che non restino solo parole!

Servono persone convinte e valide

L’Assemblea del 9 marzo prossimo a Napoli dovrà rappresentare per l’Associazione Caponnetto una vera e propria rivoluzione.

Dovremo mettere a punto un motore che funzioni al massimo responsabilizzando quelle persone,vecchie e nuove iscritte,che veramente vogliono lavorare per l’Associazione,che siano in grado di guardare al di là del recinto del confine geografico dell’area in cui abitano e che non siano frenate da lacci e laccioli di sorta.

La situazione nel Paese é gravissima e proprio in queste ore é stato reso noto il documento di Unionimprese che descrive senza fronzoli e riserve il livello altissimo di penetrazione delle mafie nella nostra economia,nella politica e nelle istituzioni.

Non possiamo,di fronte al rischio di diventare complici dello sfascio definitivo del Paese,permetterci il lusso di dar lustro a persone che non sono attive,che non siano pienamente consapevoli della gravità della situazione e che non abbiano voglia di impegnarsi a fondo per creare,con l’Associazione,una linea di resistenza valida.

Oggi non ha alcun senso un modello di antimafia che sia semplicemente parolaia,retorica.

Questo era possibile 20 anni fa quando le mafie non avevano ancora raggiunto un livello di penetrazione preoccupante qual’é quello attuale nell’economia,nello Stato,nei partiti politici.

Sperando nella sensibilizzazione della gente e,di conseguenza,nell’impegno di questo.

Sensibilizzazione ed impegno che,purtroppo,non ci sono stati per vari motivi.

Oggi,quindi,non é più ora di chiacchiere.

Servono i FATTI e fatti significano INDAGINE e DENUNCIA,nomi e cognomi.

Un’Associazione di punta come é la Caponnetto non può e non deve tradire gli scopi che si é prefissi all’atto della sua nascita.

Servono,quindi,persone convinte,valide,coraggiose e libere.

E’ quello che dovremo fare domenica 9 MARZO P.V. nell’Assemblea degli iscritti a Napoli.

Il “caso particolare” di Pietro Di Costa,Testimone di Giustizia in terra calabrese

COSA SIGNIFICA ” E’ UN CASO PARTICOLARE”?

LA TRISTE STORIA DI PIETRO DI COSTA ,TESTIMONE DI GIUSTIZIA,IN QUEL DI VIBO VALENTIA.

VOGLIAMO DEFINIRE O NO IL PROBLEMA DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA,CARO MINISTRO DELL’INTERNO?

“E’ un caso particolare”.

Così sarebbe stato definito ,al Ministero degli Interni ,quello di Pietro di Costa,Testimone di Giustizia di Vibo Valentia,il quale,appena quale settimana fa,si é incatenato,insieme ad Ignazio Cutrò,davanti al Viminale per protesta contro il trattamento riservato a lui ed a tutti gli altri Testimoni di Giustizia.

Noi siamo andati quel giorno ad esprimergli la solidarietà dell’Associazione Caponnetto ed abbiamo ascoltato con le nostre orecchie gli impegni assunti a favore di questa nobile categoria dai Senn.Giarrusso del M5S e Lumia e Bubbico del PD,quest’ultimo,poi, riconfermato nella carica di V.Ministro degli Interni.

Ed ora aspettiamo che alle parole seguano i fatti.

Di Di Costa – peraltro V.Presidente dell’Associazione Testimoni di Giustizia – conosciamo la storia ,oltre che le gravissime difficoltà di vario genere che egli sta attraversando insieme alla sua famiglia.

Già titolare di un Istituto di Vigilanza,egli si é trovato in mezzo ad una strada,abbandonato da uno Stato ingrato,dopo aver denunciato

e fatto arrestare gli aguzzini che volevano strozzarlo.

Senza lavoro,senza alcun aiuto economico,con una protezione limitata alla sola sua provincia da parte della Polizia Provinciale,egli non ha nemmeno la possibilità economica di andare qualche volta a trovare la sua famiglia ,la quale, per ragioni di sicurezza, vive lontana dalla propria terra.

Più volte egli é venuto nella Capitale per esporre la situazione in cui si trova sia al Ministro Alfano che al V.Ministro Bubbico.

Lo ha fatto anche,qualche mese fa appena,quando davanti al Viminale Gennaro Ciliberto stava facendo da 40 giorni lo sciopero della fame.

Quella sera – chi scrive era stato con loro fino ad una certa ora – addirittura fu prelevato,ammanettato,insieme a Gennaro Ciliberto,e portato per il fotosegnalamento e la ripresa delle impronte digitali presso il Centro ioni.

Un comportamento disdicevole ed assurdo ai danni di chi ha esposto la vita personale e quella dei suoi familiari al servizio dello Stato di diritto e della Giustizia (quella con la G maiuscola).

Vogliamo definire o no questo “caso”.Ministro Alfano,anche se “particolare”?????????????????

Mensa scolastica a Gaeta, dall’Autorità Garante valore massimo del rating di legalità alla ditta

Guardia alta dell’Amministrazione Comunale nei confronti di qualunque tentativo di infiltrazioni camorristiche sul territorio. Un’attenzione forte e in ogni campo. Anche in merito al servizio  mensa scolastica. Ottime le notizie che arrivano in tale ambito. Infatti, a sgomberare il campo da ogni dubbio sulla Ditta E.P. S.p.A. affidataria del servizio a Gaeta, fino al mese di giugno 2014,  è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) che ha attribuito alla suddetta Ditta, nel Luglio 2013,  il valore massimo del Rating di Legalità, ovvero tre stellette.

Cos’è il Rating di Legalità? Il Rating è stato introdotto in Italia dal Governo Monti con il Decreto Cresci Italia (art. 5 -ter, DL n. 1/2012) per sancire il riconoscimento ufficiale del valore etico di un’impresa che valorizza la legalità e la compliance. Ha l’obiettivo di conferire alle imprese virtuose un titolo ufficiale che consente anche l’iscrizione negli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori  non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa. L’Agcm attribuisce il rating alle aziende che ne fanno richiesta, dopo aver effettuato, in relazione ai requisiti previsti, controlli incrociati con i dati in possesso degli enti pubblici interessati.  La valutazione dà luogo all’attribuzione, per un periodo di due anni,  di un range  da una a tre stelle, in base alla corrispondenza con i requisiti. Per ottenere le tre stelle, oltre al rispetto dei parametri di legalità necessari per avere la prima stella, è necessario ottemperare ad ulteriori adempimenti, tra cui:

  •     rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, e a livello locale dalle Prefetture e dalle Associazioni di categoria ;
  •     utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge;
  •     essere già iscritte in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa.

“La E.P. S.p.A. – comunica il Sindaco Cosmo Mitrano – ha ottenuto nel 2013 un rating di legalità massimo: tre stellette. Per cui ogni ombra di infiltrazione malavitosa viene a cadere. A rafforzare tale realtà, semmai ce ne fosse bisogno, per i detrattori più accaniti, ci sono altre notizie. Lo scorso mese di Dicembre la suddetta Ditta ha firmato un contratto (prot. n.82681 del 27/12/2013) con la Prefettura di Napoli  per l’erogazione di servizi a favore della Questura di Napoli. Ma nel suo curriculum aziendale vanta forniture e contratti con tante altre istituzioni di altissimo livello, tra le quali: la Pontificia Università della Santa Croce, il Comando Generale Arma dei Carabinieri di Roma, Procura della Repubblica di Nola, Comandi Guardia di Finanza di Roma, Lazio e Campania, ed ancora tra i suoi clienti ENI, Agip, RAI, Azienda Ospedaliera Università Federico II e Seconda Università degli Studi di Napoli. Solo per citarne alcuni. Ed allora mi chiedo e chiedo ai miei concittadini : La Pontificia Università della Santa Croce, il Comando Generale Arma dei Carabinieri di Roma, Procura della Repubblica di Nola, ecc, . ovvero enti ed istituzioni di così elevata caratura al cui confronto il Comune di Gaeta è davvero piccolissimo, non avrebbero effettuato tutti i doverosi e necessari controlli antimafia, prima di affidare il servizio alla E.P.?. Al riguardo, si può ben concludere, che possiamo davvero stare tranquilli. Le rassicurazioni vengono dai massimi livelli istituzionali ed alle certificazioni più importanti in materia”.

“La nostra Amministrazione –  dichiara il Primo Cittadino – è in prima linea nella lotta alle infiltrazioni camorristiche nel territorio, a qualsiasi forma di radicamento della criminalità organizzata nel nostro tessuto socio – economico. Sin dal primo giorno di insediamento, in occasione dell’espletamento di bandi di gara, abbiamo invitato   la Prefettura di Latina  a partecipare alle commissioni, a garanzia della legalità e della trasparenza dei procedimenti pubblici. Continueremo in questa direzione per difendere Gaeta dalle  intrusioni della criminalità organizzata, a tutela della legittimità delle nostre azioni”.

A confermare le parole del Primo Cittadino e l’oculata azione amministrativa condotta in tale ambito, è la richiesta di informazioni  sulla  Ditta E.P. S.p.A. che l’Amministrazione Comunale ha rivolto al Prefetto di Roma il 19 febbraio scorso (prot. n° 7414).  “Nella missiva –  ricorda il Sindaco Mitrano  – abbiamo invitato il Prefetto a comunicare la condizione in cui si trova la Ditta in questione per quanto attiene le certificazioni antimafia, al fine di consentire all’Amministrazione l’eventuale adozione di atti a tutela dell’immagine e, sopratutto, della legalità della propria azione”.

In merito all’affidamento del servizio mensa alla E.P. S.p.A., per dovere di trasparenza amministrativa e correttezza di informazione si precisa che il V Dipartimento Servizi Sociali, Cultura, Istruzione Turismo e Sport del Comune di Gaeta, con nota prot. n° 36552 del16.09.2013,  ha proposto a 5 aziende, che  a tale data svolgevano attività di refezione scolastica nel comprensorio, di presentare un’offerta per lo l’effettuazione di questo servizio a Gaeta, nel periodo ottobre/dicembre 2013, al fine di garantire l’utenza nelle more del completamento delle procedure di gara. Attraverso tale iter a norma di legge, il servizio mensa è stato aggiudicato in via provvisoria alla Ditta E.P. S.p.A, con sede legale in Via G. Palumbo n. 26, Roma. L’affidamento è stato rinnovato agli stessi patti e condizioni previsti nel contratto scaduto, con decorrenza dal 07/01/2014, per il periodo di cinque mesi, considerata la particolare natura del servizio mensa che non può essere sospeso. E’ necessario infatti garantire il regolare andamento delle attività scolastiche come previsto dalla normativa in materia di diritto allo studio. E’ bene precisare inoltre che l’Ufficio tecnico comunale sta valutando  la possibilità di realizzare un Centro Cottura in locali di proprietà comunale, al fine di risolvere definitivamente per il futuro il problema della cottura dei pasti.  Ricordiamo, infine, che gli Uffici Comunali competenti stanno predisponendo tutti gli atti necessari all’espletamento della procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio mensa scolastica.

fonte:www.h24notizie.com

Osservatorio Molisano Legalità COMUNICATO STAMPA – Decreto Destinazione Italia i veleni della sanatoria ambientale

Tratto dall’  Osservatorio Molisano Legalità – Leggi QUI

Il Viterbese nella morsa delle mafie

L’ASSALTO DELLE MAFIE AL VITERBESE
UNA SERIE INTERMINABILE E CONTINUA DI INCENDI ED ATTENTATI,LA MORTE MISTERIOSA DELL’UROLOGO MANCA CHE MOLTI DANNO PER MANO DI COSA NOSTRA,LA CORRUZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CHE VEDE MOLTI AMMINISTRATORI PUBBLICI INQUISITI E TALUNI ARRESTATI,LA STRANA VICENDA DEGLI SVERSAMENTI DI SOSTANZE TOSSICHE NELL’AZIENDA ” MANNAGGIA L’OCA” CHE HA CAUSATO LA MORTE DI 2000 OCHE,IL “CASO CICI” A TUSCANIA CHE ANCORA NON VEDE UNA SOLUZIONE,L’USURA CHE HA RAGGIUNTO CIFRE DA CAPOGIRO:
TUTTI ELEMENTI DI UN PUZZLE CHE CI DA’ UN QUADRO ALLARMANTE DEL VITERBESE ORMAI SOTTO IL TALLONE DELLE MAFIE DI OGNI TIPO.
QUELLO CHE CI FA INDIGNARE, A PARTE L’INERZIA DELLA MAGGIOR PARTE DELLA GENTE,E IL COMPORTAMENTO DI MOLTISSIMI SOGGETTI POLITICI ED ISTITUZIONALI LOCALI CHE CON UNA FACCIA TOSTA DA FAR RABBRIVIDIRE CONTINUANO A NEGARE L’ESISTENZA DELLE MAFIE A VITERBO ED IN PROVINCIA.
L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO STA RACCOGLIENDO ,PER QUELLO CHE PUO’ CONSIDERATA LA SCARSEZZA DEI SUOI RAPPRESENTANTI SUL TERRITORIO,TUTTI GLI ELEMENTI DA SOTTOPORRE ALL’ATTENZIONE DEGLI ORGANI COMPETENTI CENTRALI,MA SE NON C’E’ L’APPORTO DEI CITTADINI PERBENE CHE CI SEGNALINO FATTI CONCRETI,NON PUO’ FARE MIRACOLI.
SEGNALATECI,PERTANTO,ANCHE ANONIMAMENTE NOTIZIE PRECISE E DATECI FORZA IN MODO DA CONSENTIRCI DI INVESTIRE DELLA SITUAZIONE CHI DI COMPETENZA A ROMA.
LA SEGRETERIA
info@comitato-antimafia-lt.org
Dal 2009 ad oggi è stato un continuo susseguirsi di incendi ed intimidazioni, §(vedi elenco – certo non completo – di seguito) mentre tanti, troppi, tra gli amministratori e i responsabili delle istituzioni si affrettano a negare la presenza delle mafie. Nel frattempo decine sono le inchieste per corruzioni degli amministratori ed altrettante gli arresti e le operazioni dell’antimafia…..oggi negare, anche se lo si fa per ignavia, significa essere complici!
Maggio 2007 – Tarquinia. Dopo soli due mesi dall’apertura il supermercato, INGRANDE, di proprietà dei fratelli Faranda di Palermo subisce un attentato che fa saltare in aria parte dell’edificio.
28 febbraio 2009 – Montalto. Un incendio doloso colpisce parte del campeggio situato lungo la strada che porta alle Murelle a Montalto Marina. I proprietari dichiarano che non avevano mai
ricevuto minacce o pressioni da nessuno, non spiegandosi quindi quest’atto sconsiderato che ha arrecato danni per qualche migliaia d’euro. La stampa afferma che non è la prima volta che esercizi commerciali della zona vengono presi di mira con intimidazioni, ma era passato già molto tempo dall’ultimo avvenimento.
12 marzo 2009 – Montalto. Viene effettuato un attentato incendiario contro lo studio di Marco Fedele, avvocato residente a Montalto, consigliere comunale di centro destra nonché avvocato del consorzio Conmonsi, consorzio impegnato nei lavori di riconversione della centrale ENEL di Civitavecchia. Attualmente il Fedele è presidente della società idrica pubblica TALETE.
14 maggio 2009 – Montalto. Viene dato a fuoco uno scooter all’ingresso di un palazzo delle case ex Enel, l’incendio dilaga nell’androne della palazzina B. L’incendio è sicuramente doloso ed alcuni testimoni dicono di aver visto la prima fiammata e poi due persone fuggire di corsa.
6 agosto 2009 – Tarquinia. Distrutta dalle fiamme una villetta in via del Mandrione delle Saline. Non note le cause dell’incendio.
8 settembre 2009 – Tarquinia. Due pericolosi incendi sono divampati ieri sera in un campo di sterpaglie situato sulla Litoranea. Il rogo, originatosi da punti diversi, ha interessato la zona dell’ex aeroporto e la località ”Mandrione delle Saline”. Le fiamme hanno rischiato di lambire alcuni casali situati nei paraggi. I Vigili del Fuoco dichiarano di origine dolosa quello della località Mandrione.
29 settembre 2009 – Viterbo. Viene data alle fiamme la discoteca di prossima apertura “Perfidia” a Viterbo, di proprietà della società “Piano alto srl”. Gli inquirenti, e la stessa società proprietaria, confermano l’origine dolosa dell’incendio.. E’ da porre in evidenza che tra i soci della “Piano alto sul” vi è anche M.S., capo servizio del settore cave, torbiere e pubblica incolumità del Comune di Viterbo, arrestato per concussione il giorno seguente all’incendio nell’ambito di un operazione della Guardia Forestale, denominata “Dogana”, tesa a sventare un giro di mazzette per false autorizzazioni ambientali e paesistiche, che ha visto coinvolti funzionari della Regione Lazio, del comune di Viterbo e della Soprintendenza dei Beni Architettonici per Roma Viterbo e Rieti nonché alcuni imprenditori.
30 ottobre 09 – Viene appiccato il fuoco al garage e al portone d’ingresso dello studio dell’avvocato Massimo Meloni di Viterbo. L’avvocato, Specializzato in azioni legali contro gli istituti di credito e anche il presidente provinciale dell’associazione “Casa del consumatore parla di un chiaro episodio intimidatorio probabilmente legato ad un’inchiesta sugli appalti telefonici alla Asl di Viterbo, per la quale aveva ricevuto pressioni nel tentativo di fargli modificare la linea difensiva del proprio assistito, dipendente Telecom, che dopo l’arresto per corruzione aveva deciso di collaborare con la magistratura.
28 febbraio 2010 – Montalto – Scoppia un incendio doloso nella struttura in muratura all’interno di un campeggio e rimessaggio situato lungo la strada che porta alle Murelle a Montalto Marina. La stampa afferma che non è la prima volta che esercizi commerciali della zona vengono presi di mira con intimidazioni, ma era passato già molto tempo dall’ultimo avvenimento.
29 aprile 2010 – Montalto. In Via Piani della Marina viene trovata completamente incendiata e messa a soqquadro, per quanto riguarda la parte rimanente, una casa estiva
18 maggio 2011 – Viterbo. Un incendio divora il supermercato “Sigma” in Via Monte Nevoso. Migliaia di euro i danni.
Settembre 2011 – Tarquinia. Vengono più volte dati alla fiamme decine di ettari di terreno coperto da macchia mediterranea. La stampa riporta l’origine dolosa dei vari atti senza dare ulteriori informazioni.
8 ottobre 2011 – Viterbo. Un incendio distrugge il negozio di vendite online Ebay, in Via SS Maria Liberatrice.
9 ottobre 2011 – Viterbo. Un incendio viene domato in un negozio di commercio elettronico in Via Santa Maria Liberatrice. Dubbia l’origine dell’incendio, anche se si propende per cause naturali.
11 ottobre 2010 – Viterbo. Incendio al Cinema Metropolitan. Subito si pensa ad un incendio doloso.
11 novembre 2011 – Viterbo. Un incendio di vaste proporzioni distrugge il capannone industriale dello stabilimento tipografico “Union Printing”. Gli inquirenti non si pronunciano sulle cause del rogo
21 novembre 2011 – Tuscania. In fiamme il supermercato Emi market sito in Via Tarquinia 40. Ingenti i danni, ignota l’origine dell’incendio
29 novembre 2011 – Viterbo. Viene dato alla Fiamme un capannone del Mobilificio Mondo Convenienza. I danni sono stimati in 15 milioni di euro. L’incendio viene accertato essere di origine dolosa. Le indagini passano subito in mano alla Procura antimafia. La stessa stampa incomincia a mettere in correlazione il fatto che in cinque mesi ben sei attività commerciali sono state date alle Fiamme. Le ipotesi sono diverse e vanno dal racket alla guerra tra clan.
18 dicembre 2011 – Viterbo – viene dato alle fiamme, in Via Gorizia, in un incendio di sicura origine dolosa, il camper di proprietà di un tabaccaio la cui attività è nel quartiere Ellera.
29 gennaio 2012 – Tarquinia. Un capannone sito in località Montarozzi, nei pressi della necropoli etrusca, adibito metà a falegnameria e metà a ricovero cavalli viene distrutto dalle fiamme.
28 febbraio 2012 – Tarquinia. Distrutto dalle fiamme un deposito di legna sito al Lido. Ignote le cause dell’incendio.
6 marzo 2012 – Montato. Viene incendiato un negozio di Compro oro in Via Tirrenia. Viene accertata l’origine dolosa e sia la stampa che le forze dell’ordine parlano di atto intimidatorio.
29 giugno 2012 – Caprinica. Viene dato a fuoco il capannone edile della Lombardi Edilizia. Completamente distrutto il deposito esterno di materiali. Parzialmente distrutto il capannone.
27 luglio 2012 – Montato. Viene distrutto dalle fiamme un deposito edile situato lungo la strada del fiume Fiora.
13 febbraio 2013- Civitacastellana. Intorno alle 24 viene data alle fiamme una frutterà in Via Giovanni XXIII. La stampa non riporta nulla sulle cause; si sa solo che i carabinieri ancora non hanno chiuso il caso.
18 febbraio 2013 – Tarquinia. Va a fuoco una carrozzeria nella zona industriale, in Via Alessandro Volta. Non viene resa nota l’origine dell’incendio.
23 aprile 2013 – Castel Sant’Elia. Viene distrutta dalle fiamme una motopala della Mondialtufo, del valore di circa 80.000,00 euro. Il messo era su un terreno usato come deposito da un imprenditore che fino ad un anno prima operava nella cava di Corchiano. Da subito si sospetta il dolo.
21 giugno 2013 – Viterbo. Va a fuoco il negozio “Prezzi Pazzi”. Il locale, di 250 mq, viene completamente carbonizzato. Le indagini sono ancora in corso, anche se le condizioni di totale distruzione del locale rendono difficile, secondo quanto riportato dalla stampa, comprendere se si tratta di cause naturali o di dolo.
Novembre 2013 – Civitacastellana. Viene dato alle fiamme il supermercato del Maury’s, inaugurato pochi giorni prima. Il capannone viene completamente distrutto. Varie ipotesi sulle origini
dell’incendio anche se su tutte prevale il dolo. Il supermercato era stato anche al centro d’alcune polemiche per una presunta parentopoli nelle assunzioni.
9 dicembre 2013 – Viterbo. Va a fuoco un magazzino sito in Via Zaffi 74. Le cause non sono rese note
3 gennaio 2014 – Nepi. Fiamme in due capannoni agricoli della Tenuta Orsini; la stampa ipotizza, quale origine, un fulmine sull’impianto fotovoltaico posizionato sul tetto delle strutture.
1 febbraio 2014 – Civitacastellana, cinque autotreni carichi di materiali in ceramica, posizionati all’interno del parcheggio dell’azienda d’autotrasporti nazionali CS in Via Gabeletta, località San Francesco, vengono distrutti dalle fiamme. I danni stimati ammontano ad 800mila euro. L’azienda esclude l’origine dolosa e parla di un cortocircuito.
3 febbraio 2014 – Civitacastellana, a fuoco il capannone di un’azienda agricola di Borghetto, frazione di Civita, al confine coi comuni di Gallese e Magliano Sabina. Il capannone era stato appena ristrutturato dai danni subiti in un altro incendio divampato di recente. Si9 Parla di danni per €100.000,00

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