Comunicati

COMUNICATO

 COMUNICATO 

ALL’INIZIO  DEL CONVEGNO DI VENERDI’ 27 GENNAIO A FORMIA  PROIETTEREMO DUE VIDEO  MOLTO “FORTI” CHE DARANNO IL SENSO DI COME  VANNO LE COSE IN PROVINCIA DI LATINA , NEL BASSO LAZIO E NON SOLO.

ASS.CAPONNETTO

www.comitato-antimafia-lt.org

Le dichiarazioni dei Consiglieri comunali di minoranza di Sperlonga dopo l’arresto gli arresti di stamane .Noi,da parte nostra,vogliamo ricordare con profonda commozione l’amico Benito Di Fazio,consigliere anch’egli di opposizione,deceduto di recente e che tanto si spese per la giustizia e la legalità nel suo comune fino al punto da restare vittima di oscure minacce.

“ARRESTI A SPERLONGA.

DICHIARAZIONE STAMPA
DI NICOLA REALE, ALFREDO ROSSI, ENZO MATACCHIONE E BIAGIO GALLI, CONSIGLIERI DI MINORANZA NEL COMUNE DI SPERLONGA NEGLI ANNI TRA IL 2001 E IL 2015.

L’arresto di Armando Cusani e dei tecnici comunali Massimo Pacini e Isidoro Masi non può destare sorpresa e stupore in chi come noi negli ultimi 15 anni ha denunciato all’opinione pubblica e alla magistratura le molteplici situazioni ed i continui comportamenti di conclamata illegalità messi in atto dall’amministrazione comunale di Sperlonga. Nella nostra veste di consiglieri comunali di minoranza avevamo più volte evidenziato e denunciato il complesso sistema corruttivo che è stato architettato e messo in opera nel comune di Sperlonga, riscontrando, purtroppo, non solo l’indifferenza della maggioranza dei cittadini, ma anche le coperture di cui tale sistema ha goduto, sia a livello politico, sia in alcuni settori degli stessi organi inquirenti.
Oggi il nostro sentimento è di profonda amarezza perché l’arresto del sindaco di Sperlonga, proprio perché testimonia il livello di degrado etico, politico e amministrativo al quale è stato condotto il paese, umilia ed offende l’intera collettività sperlongana. Umilia e offende soprattutto quei cittadini che nelle elezioni amministrative di solo 8 mesi fa avevano scelto di dare la loro fiducia al candidato Cusani nonostante egli fosse già gravato da condanne definitive per reati commessi nell’esercizio della sua funzione di amministratore pubblico e nonostante la sua elezione a sindaco lo ponesse in un gigantesco conflitto di interessi.
Rendiamo merito alla parte sana delle Autorità inquirenti che ha lavorato su un terreno difficile com’è quello che riguarda le indagini sui colletti bianchi e sugli uomini politici, nonostante le protezioni insospettabili di cui essi godono, dimostrando coraggio ed elevata professionalità.
Confermiamo la nostra fiducia nell’azione della magistratura, auspicando che nel minor tempo possibile venga fatta piena luce sull’intera vicenda.
In questo momento delicato e difficile per la comunità sperlongana, invitiamo la cittadinanza a restare unita, ad evitare inutili polemiche e a respingere eventuali provocazioni.
Siamo fiduciosi nella capacità e nella volontà dei cittadini di Sperlonga di riprendere quel percorso di legalità, di dignità e di pulizia morale che ha segnato gran parte della storia del nostro paese.
Sperlonga, 16 gennaio 2017
Nicola Reale – Alfredo Rossi – Enzo Matacchione – Biagio Galli”

Siamo preoccupati e diffidenti ! Perché non si riesce a far mettere in piedi nel Basso Lazio un apparato investigativo di alta efficienza ed altissima preparazione in materia di lotta alle mafie?

SIAMO PREOCCUPATI E DIFFIDENTI!

FINO A QUANDO NON AVREMO OTTENUTO DEI CHIARIMENTI  APPROFONDITI E DEFINITIVI  SUL PERCHE’ E SUL COME POSSANO ESSERSI   VERIFICATI FATTI DEL GENERE,NON POTREMO MAI  CAPIRE SE C’E’ O MENO  UNA REALE VOLONTA’ DI COMBATTERE LE MAFIE NEL BASSO LAZIO.CI SONO,INOLTRE,DA COMPRENDERE LE RAGIONI PER LE QUALI ,MALGRADO  TUTTI SOSTENGANO  ORMAI CHE IL TERRITORIO  E’ GRAVATO DA UNA PRESENZA ASFISSIANTE DI TUTTE LE MAFIE CHE VI HANNO INVESTITO MONTAGNE DI CAPITALI,NESSUNO PROVVEDE A METTERE IN PIEDI UN APPARATO  INVESTIGATIVO DI PRIM’ORDINE FATTO DI GENTE COMPETENTE ED ALTAMENTE ESPERTA IN MATERIA DI INDAGINI PATRIMONIALI E FINANZIARIE.

IL PROBLEMA NON E’ LA MAGISTRATURA PERCHE’ QUESTA,ALMENO A LIVELLO DELLE DDA,FA IL SUO DOVERE.

MA, SE SULLE SCRIVANIE DEI MAGISTRATI INQUIRENTI,NON ARRIVANO, DA PARTE DELLE SQUADRE DI POLIZIA GIUDIZIARIA,LE INFORMATIVE,NON SI POSSONO PRETENDERE DAI MAGISTRATI I MIRACOLI.   DOBBIAMO,PERTANTO, CREDERE,SECONDO VOI,ALLE ASSICURAZIONI CHE  IN PROVINCIA DI LATINA E  NEL BASSO LAZIO LE COSE STAREBBERO CAMBIANDO E CHE SI STAREBBE FINALMENTE FACENDO QUALCOSA  CONTRO LE MAFIE ??????

 ABBIAMO TORTO NELL’ESSERE PREOCCUPATI  E DIFFIDENTI ?

1)  Da Il Fatto  Quotidiano.it.

Mafia capitale e la palude di Latina: tra omertà e minacce, indagare non si può

Minacce ai pm, fughe di notizie e decreti di intercettazione appena attivate in mano a chi non doveva averle. Il procuratore aggiunto di Roma: “Senza registrazioni telefoniche e ambientali non riusciamo a fare inchieste sulle organizzazioni mafiose”

di Andrea Palladino | 13 dicembre 2014

         

        

Lo sguardo dei due poliziotti all’ingresso della prefettura diLatina improvvisamente si irrigidisce. Claudio Fazzone – il senatore divenuto famoso per aver difeso la sua città natale Fondi dallo scioglimento per mafia – entra senza guardarsi attorno. Questo è il palazzo da dove partì la commissione d’accesso che andò a verificare l’operato della giunta retta dal suo amico e socio Luigi Parisella, tra il 2008 e il 2009. E questo era l’ufficio dove sedeva Bruno Frattasi, il prefetto che chiese a Maroni di mandare a casa il consiglio comunale fondano, con il sospetto di essere stato troppo tenero con i clan di ‘ndrangheta e camorra. Oggi il senatore Fazzone varca la soglia con un ruolo inaspettato: componente della commissione parlamentare antimafia, arrivata a Latina per capire quanto forte sia il peso della criminalità organizzata a sud di Roma. Presenza, la sua, sorprendente, visto che fino a ieri a palazzo San Macuto non si era fatto mai vedere.

Latina è da decenni un pezzo dello scacchiere delle mafie, dove ‘ndrangheta, Cosa Nostra e camorra si spartiscono affari, pezzi di territorio, conquista del litorale, logistica: “Una presenza ormai radicata e strutturata” avevano spiegato il procuratore della Dda di Roma Giuseppe Pignatone e il suo aggiuntoMichele Prestipino, dopo aver a lungo raccontato l’inchiesta diMafia Capitale, basando le parole sui tanti fascicoli accumulati dall’antimafia da più di un decennio. Processi che hanno visto imputati – poi condannati – gente del calibro di Zagaria, o i fratelli Tripodo, figli del mammasantissima di Reggio Calabria don Mico, nome storico delle cosche del sud, ucciso nel carcere diPoggio Reale negli anni ’70.

Su una cosa Fazzone non ha dubbi: “Il consiglio comunale di Roma va sciolto per infiltrazione mafiosa”, racconta ai giornalisti a margine della audizioni che la commissione parlamentare ha tenuto oggi. In tanti si guardano negli occhi: “A Fondi era differente – aggiunge, intuendo il paradosso delle sue parole – lì non c’era un solo consigliere comunale condannato, solo un assessore finito nell’inchiesta per problemi personali. Qui le mafie non sono strutturate – spiega – la presenza è la conseguenza di qualche personaggio arrivato da fuori. Non generalizziamo, ne va di mezzo l’economia del territorio”. Una realtà ben lontana da quella disegnata dagli ufficiali che nel 2008 analizzarono le carte del comune del sud pontino, sottolineando in rosso gare d’appalto, procedure extra ordinem, amicizie sospette. Se Roma brucia, Latina per il momento sonnecchia.

Dietro l’aria di festa natalizia che già si respira nelle strade c’è ungiudice minacciato pesantemente, con due manifesti funebri appesi davanti alla scuola delle figlie. Si chiama Lucia Aielli, e fu lei a presiedere la sezione penale che giudicò i mafiosi di Fondi. La commissione parlamentare antimafia l’ha convocata per ascoltare il suo racconto, che viene definito “toccante e intenso”. Uscendo dalla sala della prefettura di Latina spiega di aver ricordato il clima pesante che viveva quando doveva giudicare i fratelli Tripodo di Fondi, poi condannati fino in Cassazione per mafia. Sensazioni che difficilmente può dimenticare, che si mescolano con l’immagine di quei due manifesti funebri che una mano ignota le ha dedicato poco meno di un mese fa. Poi tocca al procuratore Andrea De Gasperis, al presidente del Tribunale e ai comandanti delle forze dell’ordine. Cosa hanno raccontato? “Non chiediamo dettagli sulle indagini in corso, neanche in seduta segreta – spiega il capogruppo del M5s in commissione antimafia Francesco D’Uva – perché c’è sempre il rischio che tra i 50 parlamentari commissari vi possa essere qualcuno che poi riferisca le notizie riservate”. Insomma, non si sa mai, di questi tempi meglio non fidarsi. E a Latina certe prudenze assumono un certo peso.

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Il giorno prima della missione e delle audizioni nella capitale pontina è stato il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino a spiegare alla commissione come sia difficile fareindagini antimafia da queste parti. “Vi racconto un episodio significativo”, aveva esordito, chiedendo apertamente di non  secretare il suo racconto. Una storia apparentemente strampalata di spioni e ricatti, ma che bene descrive la palude pontina in fondo mai bonificata del tutto. “Tempo fa un signore querela una persona per molestie. Un fatto banale – ha esordito il magistrato romano – che alla fine termina con una remissione di querela”. I due, però, continuano ad avere screzi e decidono di incontrarsi a Roma per risolvere la questione. La vittima della molestia si presenta con un giubbotto antiproiettile. L’altro si allarma, chiama i carabinieri che lo perquisiscono. E qui c’è una sorpresa degna di una spy story: “I carabinieri trovano addosso all’uomo alcuni decreti d’intercettazione appena attivate, proprio su Latina”, ha raccontato Prestipino davanti a commissari decisamente sorpresi.

Atti d’indagine della Dda di Roma coperti da segreto. La giustificazione è ancora più sorprendente: “Sono un collaboratore dei servizi di sicurezza – ha raccontato l’uomo, un romano, titolare di una società di security a Londra, ma ben noto nella capitale – e ho avuto un incarico da chi si occupa di intercettazioni a Latina”. Peccato che la Ddanon ne sapesse nulla. Alla fine alcuni titolari della ditta incaricata di eseguire quelle delicate attività tecniche d’indagine sono stati indagati. “Capite come è difficile fare indagini a Latina? – ha commentato il magistrato romano – Senza intercettazioni non riusciamo a fare indagini per mafia”. Non è chiaro al momento se questa storia – divenuta pubblica in questi giorni – sia ascrivibile ad una semplice leggerezza. E, soprattutto, non è chiaro il profilo di Molayem, che sosteneva di lavorare perfino per il Mossad. Se Mafia Capitale vuol dire politica, affari e metodo mafioso, la palude pontina aggiunge un altro elemento al quadro. E’ il silenzio. Tra i coloni veneti che qui arrivarono negli anni ’30 si dice spesso “magna e tasi”, mangia e stai zitto. Qui in fondo le mafie investono e a guadagnarci sono in tanti. Forse troppi.

Michele Prestipino, procuratore aggiunto a Roma e titolare dell’inchiesta “Mafia capitale”, ha raccontato in Commissione antimafia un episodio al limite dell’incredibile che riguarda Latina.

In seguito a una banale denuncia un uomo è stato perquisito a Roma. Il soggetto indossava un giubbotto antiproiettile, sotto al quale nascondeva una chiavetta usb contenente un decreto del Gip di autorizzazione per effettuare alcune intercettazioni nell’ambito di un’inchiesta sulla mafia.

L’uomo aveva addirittura i primi brogliacci di un’attività investigativa ancora in corso, iniziata da poco e affidata alla DDA di Roma. Aveva anche un finto tesserino del Mossad e di un’azienda inglese che si occupa di intercettazioni telefoniche. Dagli approfondimenti è emerso anche di peggio: questa persona lavorava per una ditta che si occupava di moltissime intercettazioni telefoniche nella zona di Latina. Una sorta di subappalto che coinvolge evidentemente persone non integre, né affidabili.

Un caso gravissimo che, secondo Prestipino, non è assolutamente isolato, tanto che è possibile ipotizzare che molte intercettazioni vengano – dopo alcuni giorni – in qualche modo sottoposte ai diretti interessati, vanificandone l’utilità.

2 )  DA LATINA OGGI  del 2 settembre 2009 ,nell’articolo dal titolo  “Le sviste  sulle cosche locali”:

………..” Nella stragrande maggioranza dei casi – hanno scritto  i sostituti  procuratori della DDA di Roma Diana De Martino  e Francesco Curcio a proposito delle inchieste “Damasco” su Fondi -si é proceduto da parte  delle diverse autorità giudiziarie di  questo distretto,rubricando la massa  dei fatti di oggetto di indagine,in realtà di stampo mafioso ,in fatti di criminalità comune “.

3) Se dovessero risultare  fondate le accuse contenute in questo video,diteci  se non dobbiamo  essere preoccupati per quanto riguarda  l’efficacia dell’azione  che  verrebbe svolta in provincia di Latina contro le mafie .

Latina, l’ex super-poliziotto: “Bloccato quando ho toccato livelli politico-istituzionali”

https://youtu.be/lRcPak0J8Ag

https://youtu.be/lRcPak0J8Ag

.L’Associazione Caponnetto : “Saviano e De Magistris debbono confrontarsi non scontrarsi”

Napoli è una Città nella quale convivono più Città. Sembra non si conoscano ed invece si scontrano di continuo. La diversità di vedute che in questi anni ha diviso  quanti hanno evidenziato aspetti negativi da coloro che hanno parlato del meglio della Città prosegue. Cambiano i protagonisti e non gli argomenti che li contrappongono.

Oggi il Sindaco de Magistris critica fortemente lo scrittore Saviano che replica duramente, mentre il dr.Roberti , Procuratore nazionale antimafia ,invita al dialogo e al confronto. Il copione si ripete da anni.

Il ferimento di una bambina in occasione di uno scontro tra camorristi esattori del pizzo  ed immigrati venditori ambulanti  ostili all’imposta pretesa  ha riportato il tema camorra al centro del dibattito.

Il confronto tra i due protagonisti continuerà e l’uno opporrà le sue ragioni all’altro, negando tesi dell’interlocutore ed avvalorando i propri meriti e la propria visione rispetto alla condizione della Città.

I quotidiani dedicano allo scontro grande spazio.

Noi diciamo che il fenomeno della camorra tocca trasversalmente la Città. La diffusa mentalità camorrista si esprime col fuoco delle armi, con la prevaricazione sui deboli, con l’esercizio del potere da parte dei forti e- diciamolo- con anche piccoli comportamenti quotidiani di taluni.

Napoli  ha bisogno di due elementi fondamentali e senza dei quali non si potra’ mai vedere  la crescita della Città e del territorio:LAVORO e SCUOLA,SCUOLA e  LAVORO.

Vi è necessità di una crescita culturale che fondi le coscienze e che richiede fatica ed un lavoro profondo da parte delle Istituzioni. Importanti ma non determinanti mostre ed eventi occasionali.

Il ruolo di un Sindaco è altro da quello di un commentatore lontano da Napoli. E tutti e due i protagonisti non possono svolgere il ruolo dello Stato attraverso il potere legislativo ed esecutivo, né quello della Magistratura.  Ma tutti insieme dovrebbero operare, ciascuno al proprio posto, per debellare un fenomeno antico, che muta nel tempo e che risente della situazione socio economica e culturale nella quale siamo.

Si batte la camorra anche se si impone ai ragazzi la frequenza della scuola, se la scuola si fa prossima ai problemi delle famiglie, se il lavoro impegna i disoccupati, se la logica dell’appartenenza lascia il campo al merito, se la giustizia sociale si opporrà al profitto ingiusto ed alla speculazione, se il dio denaro ed il facile arricchimento  non saranno  l’ obiettivo delle generazioni giovani, e via dicendo.

La repressione va fatta e le collusioni camorra,massoneria,parti importanti della politica e delle istituzioni  vanno eliminate per sconfiggere ogni illegalità. I numerosi cittadini che svolgono il proprio servizio sono chiamati a svolgere il dovere di propria competenza.

Un Sindaco potrà organizzare meglio la macchina comunale con le risorse che gli sono concesse; uno  scrittore è chiamato non soltanto a denunciare ma a saper leggere ciò che accade e a spingere ogni lettore a compiere un percorso virtuoso. Ciò non basta.  La camorra è questione nazionale e non si può prescindere dall’intervento articolato dello Stato e da un progetto di società rispettoso della dignità di ogni persona.

Purtroppo a Napoli  la politica è assente- per non dire altro -   i Partiti esistono sulla carta e singoli esponenti competono tra loro per gestire potere e pubblico denaro,  le Associazioni di cittadini operano ad intermittenza e talvolta con fini  poco chiari,  le grandi organizzazioni sindacali sono commissariate, gli ordini professionali sono ripiegati su interessi di categoria e manca un vero, forte dibattito democratico, un incontro a più voci con persone autorevoli e credibili, testimoni di vita.

L’Associazione Caponnetto ha il compito di invitare alla pedagogia dell’incontro per combattere ogni mafia e perché si raggiunga il bene comune.

Essa ritiene,condividendo appieno   quanto  sostiene il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo Dr.Franco Roberti,che  solamente attraverso il confronto  leale e fra persone perbene si possano individuare gli elementi per uscire da una crisi drammatica che rischia di travolgere con esiti inimmaginabili non solo Napoli,la Campania  e l’intero Mezzogiorno ma addirittura tutto il Paese.

 

Francesco de Notaris,

già Senatore della Repubblica e responsabile regionale dell’Associazione Caponnetto per la Campania

Irresponsabili.Vergognatevi!!!!

Irresponsabili.Vergognatevi!!!!
ECCO UNO DEI MALI OSCURI DEL PAESE CHE HANNO PORTATO L’ITALIA NEL BARATRO CONSEGNANDOLA A LESTOFANTI E MAFIOSI: L’IRRESPONSABILITA’ DELLE SUE CLASSI DIRIGENTI.
QUANDO IN UNA REGIONE DEVASTATA DALLA CAMORRA E DAL DISAGIO ECONOMICO,SI FA SALTARE UN FINANZIAMENTO DI PARECCHI MILIONI DI EURO NON E’ OGGETTIVAMENTE UN REGALO ALLA CAMORRA ?????????
016-12-31 15:28 
C. metropolitana: Ass.Caponnetto, irresponsabilità politica 
A Napoli dopo mancanza numero legale a seduta Consiglio 
ROMA 
(ANSA) – ROMA, 31 DIC – L’Associazione Caponnetto giudica “grave manifestazione di irresponsabilità politica” ciò che è accaduto ieri, quando al Consiglio della Città Metropolitana di Napoli è mancato il numero legale. Nella seduta erano da approvare con urgenza variazioni di bilancio per opere pari a oltre 16 milioni di euro. “Per tale comportamento i cittadini hanno perso i benefici derivanti da lavori pubblici previsti per 16 milioni di euro. Potrebbe configurarsi come un vero e proprio delitto l’aver disertato il dovere istituzionale”, spiega il segretario dell’Associazione, Elvio Di Cesare.
“Quando la politica non risponde alle giuste attese della popolazione tradisce il suo compito, contribuisce al perpetuarsi di situazioni deplorevoli ed all’impoverimento complessivo, oltre al consolidarsi di ogni forma di illegalità che occupa, particolarmente in Campania, ogni spazio lasciato libero da quanti dovrebbero avere a cuore il bene comune”, conclude l’Associazione.(ANSA).

Area Metropolitana di Napoli-– SEGNO DI IRRESPONSABILITA’ POLITICA AVER PROCURATO LA PERDITA DI 16 MILIONI DI EURO –Con comportamenti del genere non si favorisce lo sviluppo del sud e si favorisce oggettivamente la camorra.Vergognatevi!

 

 

L’Associazione Caponnetto considera  grave manifestazione di irresponsabilità politica ciò che è accaduto il giorno 30 Dicembre u.s. al Consiglio della Città Metropolitana di Napoli. E’ mancato  il numero legale .  Per tale comportamento i cittadini hanno perso i benefici derivanti da lavori pubblici previsti per 16 milioni di euro.  Potrebbe configurarsi come un vero e proprio delitto l’aver disertato il dovere istituzionale.

L’Associazione Caponnetto ritiene che i soggetti che hanno compiuto questo miserabile atto  vadano indicati alla opinione pubblica dagli operatori dell’informazione.

Quando la politica non risponde alle giuste attese della popolazione tradisce il suo compito, contribuisce al perpetuarsi di situazioni deplorevoli ed all’impoverimento complessivo, oltre al consolidarsi di ogni forma di illegalità che occupa, particolarmente in Campania,  ogni spazio lasciato libero da quanti dovrebbero avere a cuore il bene comune.

 

Napoli – 31 . XII. 2016

Avanti con una rinnovata,più forte,più combattiva,più moderna Associazione Caponnetto.Urge ridefinire gli obiettivi e riposizionare le artiglierie in rapporto alle mutate condizioni in cui si trova un paese devastato dalla corruzione e dal malaffare.

SE NE VA UN ANNO ESTREMAMENTE IMPEGNATIVO  E SI PREANNUNCIA UN ALTRO ALTRETTANTO FATICOSO PER NOI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO…………

 

Una decina di convegni – e tutti su temi non retorici,generici o commemorativi ,ma,al contrario , attuali e scottanti – ,ultimo  quello di due giorni di seguito nell’Aula Magna della Corte di Cassazione a Roma ,organizzato da noi insieme all’Associazione Nazionale Magistrati ed al Consiglio Nazionale Forense e con l’alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica e che ha visto la partecipazione delle maggiori autorità del Paese,dal Presidente del Senato Grasso ,al Ministro della Giustizia Orlando ,dal Procuratore Nazionale Antimafia Roberti,alla Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Bindi,dal  V.Presidente della Suprema Corte di Cassazione ai Procuratori di Roma,Pignatone,di Palermo Lo Voi ed altri loro colleghi,inquirenti e giudicanti, di mezza Italia.

Una decina e più di dossier su situazioni  complesse e delicate  che speriamo  portino presto   a risultati significativi.

Decine e decine incontri riservati, di interrogazioni parlamentari,documenti,esposti,segnalazioni , richieste di  proposte di legge su argomenti importanti quali,ad esempio, quello relativo al passaggio dalle Prefetture alle DDA dei compiti in materia di prevenzione antimafia .

Molta attenzione l’abbiamo dedicata  anche allo studio di piani per  una più razionale distribuzione delle forze di polizia in taluni territori  e,ciò,al fine di renderle più efficienti sul versante della lotta alla corruzione ed alle mafie.

Soprattutto quelle in giacca e cravatta che troviamo nella politica,nelle istituzioni,fra i professionisti,nell’imprenditoria,nelle banche ecc.

Un anno,insomma,che ha visto i più solerti,attivi  ed affezionati amici,Gennaro,Romano,Paolo,Bruno,Alfredo,Francesco ,Mauro,Benito e qualche altro,impegnati a fondo a fare ricerche,pensare ed organizzare iniziative e quant’altro.

Purtroppo di Benito possiamo solo  parlare al passato perché ancora stiamo piangendo la sua tragica perdita dovuta, di recente, ad  un incidente di cui egli  é rimasto vittima dentro casa.

Vogliamo ricordarlo con grande affetto e con tanta commozione,grati per il suo spirito di dedizione e di sacrificio.

Egli resterà sempre nella nostra mente e nel nostro cuore.

L’anno nuovo ci vede impegnati  in una grande operazione di ristrutturazione dell’Associazione.

Un’Associazione  come la Caponnetto ,impegnata com’é quotidianamente   in battaglie serie ed impegnative,non può fare affidamento su persone che non ti assicurano un contributo continuo e robusto.

Noi combattiamo contro un nemico potentissimo che si sta impadronendo del Paese e segnando le sorti dei nostri figli e delle giovani generazioni e non possiamo affidarci a persone che  danno  un contributo sporadico e marginale,peraltro quando e come loro pare.

Ad un’Associazione con la A maiuscola,”Altra ed Alta”,qual’é la Caponnetto in Italia e che basa tutta la sua azione ed il suo essere,libera da tutto e da tutti ,su tre elementi fondamentali – INDAGINE,DENUNCIA E  PROPOSTA -servono uomini e donne non mezzi mezzi,ma,al contrario,  che siano convinti dell’importanza vitale del lavoro che facciamo,determinate,che non hanno paura  e che non abbiano altri obiettivi oltre a quello di  volersi battere per il bene ,collettivo e non personale, del Paese , dello Stato di diritto e della Giustizia.

Persone coraggiose,con le idee chiare ed oneste moralmente ed intellettualmente.

Qualità oltre che quantità !

 

E,proprio per osservare l’obbligo di avere “idee chiare”,dovremo porci,dopo aver eletto ad aprile prossimo un nuovo Consiglio Direttivo composto da “combattenti”,il problema di rispondere alle sollecitazioni di un amico carissimo che da tempo ci sta ponendo il problema di ridefinire bene gli obiettivi e di riposizionare le artiglierie in rapporto ai mutamenti avvenuti nella società in cui viviamo.

Il Procuratore Scarpinato parla di “massomafia” tenuto conto del fatto  che i mafiosi più pericolosi non sono più coloro che ci propongono la maggior parte dei media,ma,piuttosto,coloro che detengono il Potere,coloro che “bloccano” l’ispettore che nelle sue indagini cerca di puntare ….”in alto”,coloro che fanno le leggi,che riciclano attraverso le banche montagne di soldi.

Finora abbiamo quasi sempre parlato di Riina,di Provenzano,di Mancuso,di Schiavone,ma quasi mai di coloro che stanno più in alto,molto più in alto e che sono in grado di condizionare la vita di ognuno di noi e delle giovani generazioni.

Ecco;occorre una  rinnovata,più efficiente,più incisiva,più moderna,più combattiva Associazione Caponnetto.

Un buon anno a tutti i nostri amici ed ai loro cari.

Comunicato Isernia

 

 

 

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

 

                                                                                    Roma,29.12.2016

 

 

                                                                

 

 

 

                              Comunicato Stampa

 

L’Associazione Antimafia A. Caponnetto esprime le più vive  perplessità per la  decisione  adottata dal Prefetto di Isernia di confermare la validità dell’autorizzazione in merito all’ entrata in funzione dell’impianto Autovelox di Macchia d’Isernia.  Come nostro compito statutario  analizzeremo  senza meno, anche con l’ ausilio del comitato scientifico della Associazione, tutta la documentazione inerente alla determinazione assunta, non escludendo a priori anche  la possibilità  di inoltrare  un nuovo esposto.  Allo stato non ci si può esimere dal lamentare  il metodo  operativo  della Procura di Isernia , da cui aspettiamo delucidazioni, in merito a ben due esposti, ufficialmente ancora in itinere, rispetto alle vicende connesse all’  impianto installato in  Macchia d’Isernia, presentati dalla struttura Molisana della Associazione,  in cui si chiedeva l’avviso , in caso di  richiesta di archiviazione , ai sensi dell’art 408 comma 2 del c.p.p.. codice procedura penale, che – secondo le intenzioni del legislatore -  rende partecipe i cittadini e le Associazioni, con facoltà  di intervento  nelle vicende giudiziarie di rilievo sociale . Peraltro, quello dell’ autovelox di Macchia di Isernia,   non è l’unico caso monitorato dalla Associazione; vi  sono, in realtà,  altri  esposti per  vicende afferenti   fatti  di rilievo anche penale di competenza della Procura isernina, da lungo tempo in fase di indagini,  su cui, dato il tempo trascorso e  tramite il legale dell’Associazione , chiederemo lumi nelle sedi opportune , ivi compreso il ricorso alla  Procura Generale  c/o la Corte di appello di Campobasso .Parimenti,  in merito alle vicende in esame,  questa Associazione , interesserà il proprio iscritto -  On Cristian Iannuzzi – affinchè presenti  una articolata interrogazione parlamentare al Ministri  della  Giustizia e dell’Interno onde chiedere un’ ispezione negli Uffici di Isernia.

                                                                                                                                                                                                                     LA SEGRETERIA  NAZIONALE

Una rinnovata e più combattiva Associazione Caponnetto:avanti con le iscrizioni di amici ed amiche attivi ,responsabili,onesti e motivati

 

SCUSATECI  SE  PUO’ SEMBRARE CHE STIAMO ATTRAVERSANDO UN PERIODO DI STASI,MA  VOGLIAMO ASSICURARVI CHE NON E’ COSI’…….

 

perché il lavoro serio di indagine  prosegue,in silenzio come deve essere ma intenso,  ed esso viene accompagnato   da un’ altrettanto delicata ed accurata opera di ristrutturazione e di riposizionamento dell’intera nostra struttura.

Alcuni nostri amici ci hanno chiesto di alzare il tiro e di concentrarci  maggiormente,più che sui clan ,sui loro supporters,su quelli  che stanno dietro di essi e li sostengono, proteggono e li utilizzano traendone  i vantaggi,  sulle mafie “alte”,quelle che si annidano nella politica e nelle istituzioni e che costituiscono quello che viene comunemente definito lo “stato-mafia”.

Siamo d’accordo ma questo ci sarà possibile solo se riusciremo a creare,per dimensioni e capacità,un’Associazione “Altra ed Alta ” come ci indica il nostro motto.

Finora siamo riusciti  a selezionare 5- 6 ottimi dirigenti,ma questi sono assolutamente insufficienti rispetto alla mole ed alla qualità del lavoro che ci viene richiesto dalla situazione del Paese.

Una situazione in continuo degrado che  sta portando l’Italia  sotto il dominio assoluto della peggiore criminalità,mafiosa e comune.

L’Associazione Caponnetto non é un’associazione come  tante altre.

Tutta la sua attività é incentrata su tre elementi fondamentali senza dei quali non ha senso che essa continui ad esistere:

-l’INDAGINE,

-la DENUNCIA,

-la PROPOSTA.

Fatti e non chiacchiere,operatività e non retorica.

Non vi raccontiamo la nostra storia costellata di fatti e circostanze che ci hanno fatto talvolta anche inorridire e che danno il senso del livello di  degrado morale e culturale di tantissima gente che é venuta fra di noi con l’intento di utilizzarci e strumentalizzarci per finalità che non sono compatibili con quelle di un’associazione antimafia.

Finalità politiche ,ma anche di natura economica.

Il nome che portiamo ed il prestigio che abbiamo saputo conquistarci in 15 anni di sacrifici,di lotte e di duro lavoro,hanno reso la sigla dell’Associazione Caponnetto in Italia particolarmente ….”appetibile”.

E’ venuta gente che voleva mettersi in vetrina ed anche chi aveva in animo di lucrare e di fare affari,business con l’auspicata gestione di beni confiscati,con i corsi di cultura della legalità nelle scuole e così via,tutte cose che noi non facciamo né vogliamo fare perché non rientrano nelle finalità di una vera associazione antimafia che si propone  solo il compito di individuare e fare arrestare i mafiosi , i corrotti ed i loro sodali ,di far togliere i beni illecitamente da essi acquisiti,di far migliorare  la legislazione antimafia e di rendere il Paese meno  ingiusto ed incivile possibile.

Di combattere,insomma,la criminalità,quella che spara ed usa violenza  e,soprattutto,quella in giacca e cravatta,la “mafia-stato”.

Questo é l’unico nostro scopo.

Ma ,per essere fedeli all’impegno preso con noi stessi e per riuscire nei nostri intenti,c’é bisogno di persone prima di tutto oneste moralmente ed intellettualmente,e,poi,motivate,determinate,serie e coraggiose.

Qualità che si trovano,purtroppo, non in tutti.

Ecco,quindi,la necessità continua  di rivedere la struttura,di tagliare i rami secchi,di impedire l’accesso agli opportunisti,ai mafiosi  ed ai parolai e di fare in modo che arrivino persone oneste,competenti,attive,motivate e che non abbiano paura.

E’ quello che stiamo facendo perché vogliamo che il prossimo Consiglio Direttivo dell’Associazione,che eleggeremo ad aprile prossimo,a campagna tesseramento chiusa,sia composto da amici ed amiche consapevoli,responsabili e disposti a dare il massimo possibile delle loro energie,”combattenti”,insomma,che abbiano le idee chiare,che amino più lavorare che non chiacchierare.

Lavorare significa essere presenti,organizzare iniziative ed attività, avere l’occhio e le orecchie attenti dovunque,annotare tutto,segnalare al nostro  Ufficio ” ricerche”tutte le notizie che si acquisiscono e per mettere l’Associazione in condizione di poter offrire un contributo concreto alla magistratura competente.

Indagine,denuncia e proposta.

Ci fanno  tantissimo piacere le richieste di iscrizione all’Associazione che stanno arrivando anche da appartenenti alle forze dell’ordine perché si tratta di persone competenti,preparate alla lotta  e che sanno fare quello che noi intendiamo fare.

Ciò,senza nulla togliere ad altre categorie,avvocati,giornalisti,professionisti,lavoratori,cittadini impegnati ,Testimoni di Giustizia ecc.,purché si tratti di  tutte persone serie ed animate dal comune amore verso lo Stato di diritto e la Giustizia.

COMUNICATO STAMPA. DELEGHE CITTA’ METROPOLITANA: NO AI TATTICISMI, SAREMO GARANTI DELL’ORIENTAMENTO ANTILIBERISTA DELL’ENTE

 

 

Nei giorni scorsi sono state assegnate le deleghe ai consiglieri da parte del Sindaco Metropolitano Luigi De Magistris e ci auguriamo che ciò contribuisca a sbloccare da una certa situazione di stallo la Città Metropolitana. Il parziale ritardo con cui s’è proceduto alle deleghe ci sembra indice di equilibrismi e tatticismi che vanno decisamente superati in futuro.

Soprattutto saremo garanti del fatto che alcuni cambiamenti nei settori di competenza dei delegati, fra i quali la carica di vicesindaco conferita ad un consigliere di area centrista non alterino l’orientamento antiliberista e chiaramente progressista dell’Amministrazione Metropolitana.

Per quanto riguarda il nostro Partito – osserva la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista- continueremo ad incalzare gli organi di questo Ente di secondo livello, nato dalla retorica sui “costi della politica” (tradottisi soprattutto in tagli dei servizi delle ex-Province), sulle tematiche della riorganizzazione su scala metropolitana e a gestione pubblica dei servizi, sull’ impiego dell’avanzo libero di bilancio anche in violazione delle “regole” sul pareggio di bilancio e sull’individuazione delle zone omogenee in applicazione di una disposizione statutaria su cui ha proficuamente lavorato la nostra compagna Elena Coccia, in modo da poter arrivare all’elezione diretta del Consiglio Metropolitano ripristinando la partecipazione dei cittadini nel nuovo clima determinatosi dopo la vittoria dei NO al referendum costituzionale.

 

 

Napoli, 27 dicembre 2016.

Rifondazione Comunista – Federazione di Napoli
Segreteria provinciale

Ufficio Stampa Rifondazione Comunista Napoli
Piazza Dante, 52
mail: ufficiostampa@rifondazionenapoli.net

Cell: 338.7579015

Siamo persone anche noi

Siamo persone anche noi

ANCHE NOI SIAMO PERSONE

 

Persone che hanno dei valori e che coltivano relazioni.

Per quello che ci é consentito dalle situazioni nelle quali ognuno di noi si trova calato.

Cerchiamo,quindi,di vivere  questi momenti di Festa – il Natale ed il Capodanno – nel massimo possibile di serenità,pur sapendo che questa  é limitata e riservata a non molti.

Contiamo  di viverli in famiglia,cercando nei volti dei nostri cari quei sorrisi e quegli sprazzi di gioia  che abbiamo dimenticato da tempo,immersi come ci troviamo ad essere in un tessuto di brutture,di sofferenze e di ingiustizie che brutalizzano  il Paese ed il mondo intero.

Non saranno di certo per noi quel Natale e quel Capodanno che  tanti altri possono permettersi perché non possiamo  dimenticarci delle telefonate di ieri,dell’altroieri o di alcuni giorni fa dei Pietro,dei Luigi,dei Salvatore,dei Michele o delle Gina che ci hanno detto “non ho i soldi per comprare il panettone da far mangiare ai miei figli”,oppure “nei giorni di festa non ho la scorta o la vigilanza ed ho paura che vengono a farmi qualcosa” e viviamo,quindi,con il terrore che telefonate del genere  possano raggiungerci mentre stiamo tentando  di giocare con i nostri nipoti.

Saranno ,di conseguenza, giornate di ansia,di paure,di riflessione,di condivisione che viviamo interiormente senza volerle trasmettere ai nostri cari per non intristirli e,quindi,cercando di nasconderle.

Ci affidiamo e ci abbandoniamo alla volontà di Dio ed alla sua bontà,quel Dio che invochiamo tante volte al giorno.

E’ Natale anche per noi,parco,contenuto,ma vissuto al pieno dei nostri sentimenti e dei nostri valori.

Pietro,Luigi,Salvatore,Michele,Gina,facciamoci gli auguri anche noi perché essi hanno un significato profondo,diverso da quelli rituali.

Siamo persone anche noi.

A distanza di 5 mesi,il Governo non si decide ancora a nominare il nuovo Commissario antiracket ed antiusura ed intanto centinaia di pratiche di usurati ed estorti giacciono inevase sul tavoli degli uffici antiracket.Intanto,la lettera e le interrogazioni parlamentari che stanno per partire e,se nemmeno con queste si muovono,manifestazione davanti ai Palazzi romani

 

 

 

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

 

                                                              Roma,3,12.2016

 

 

                                                      On.Paolo Gentiloni

                                                       Presidente Consiglio dei Ministri

                                                                     ROMA

 

                                                       On.Marco Minniti

                                                       Ministro Interno

                                                                      ROMA

 

 

OGGETTO : nomina Commissario 

antiracket ed antiusura

 

 

Gentili Signor Presidente e Signor Ministro,

 

 malgrado  ripetute richieste , segnalazioni,manifestazioni pacifiche e quant’altro,il governo precedente non ha inteso  dimostrare la benché minima sensibilità sociale ed istituzionale  di rispondere positivamente  alle sollecitazioni di Testimoni di Giustizia,cittadini ed associazioni varie in relazione all’esigenza di  nomina del    nuovo Commissario antiracket ed antiusura.

Sono  5 mesi,al 31 dicembre prossimo,che questi Uffici   sono  inattivi dopo che l’incarico del   vecchio Commissario é scaduto a causa del suo pensionamento e ciò  ha determinato  un incredibile blocco di  decine,forse centinaia, di pratiche  di vittime di  estorsioni e di usura.

Un comportamento – ci si consenta  la franchezza – estremamente disdicevole ed irresponsabile che arreca un grave nocumento,oltre che ai diretti interessati ed ai loro familiari,anche ,se non soprattutto,all’immagine  delle Istituzioni e dello Stato.

Conosciamo personalmente  alcune di queste vittime  ed abbiamo potuto  constatare de visu lo stato di estremo disagio e di miseria al quale sono state ridotte da questo comportamento riprovevole.

Vogliamo augurarci,facendo affidamento sulla Loro Sensibilità,che tale deplorevole situazione  abbia  con urgenza fine e restiamo in attesa di cortesi assicurazioni e notizie.

Distinti saluti

 

                                            IL SEGRETARIO NAZIONALE

                                                Dr.Elvio Di Cesare

Auguri

L’ASSOCIAZIONE  CAPONNETTO  AUGURA  A TUTTI I  SUOI  ISCRITTI ,AI SUOI SIMPATIZZATI ED AI  LORO FAMILIARI  I PIU’  SENTITI  AUGURI DI UN  FELICE NATALE  E DI UN SERENO ANNO NUOVO
                                                        LA SEGRETERIA

Latina – Corteo nei quartieri Q4 e Q5 promosso dal Movimento dei Poliziotti Democratici e Progressisti e dai cittadini dei popolosi quartieri Q4 e Q5 di Latina,una città nella città.sprovvista,purtroppo,di ogni presidio di polizia e,pertanto,in balia di delinquenti e,probabilmente,di mafiosi ,di ogni genere ed etnia.

L’Associazione Caponnetto ,presente alla prima iniziativa del Movimento Poliziotti  Democratici e Progressisti davanti alla Prefettura di Latina svoltasi qualche settimana fa,esprime la più piena solidarietà ad esso ritenendo la richiesta dell’istituzione di un Commissariato di Polizia nei due quartieri pienamente valida.C’é da osservare che a Latina –la seconda città del Lazio dopo Roma per numero di abitanti – c’é solo la Questura  e nessun Commissariato.pur essendo  il suo territorio letteralmente invaso dalle mafie.Un Commissariato di Polizia  nei quartieri Q4 e Q5 ,distanti dal centro di Latina un paio di chilometri e più,potrebbe coprire le esigenze di un territorio vastissimo qual’é quello lato mare della città e che si estende da Sabaudia fino alle porte di Nettuno in provincia di Roma,,un territorio ,questo,dove non c’é alcuna presenza della Polizia di Stato.L’Associazione Caponnetto ,che ha già formulato una sua proposta  al Capo della Polizia Gabrielli di riorganizzazione generale dei presidi  di polizia in provincia di Latina,é totalmente e convintamente al fianco del Movimento dei Poliziotti Democratici e Progressisti e,tramite esso, dei cittadini dei quartieri  suindicati.
Pubblichiamo con piacere il comunicato emesso dal segretario Provinciale del Movimento dei Poliziotti Elvio Vulcano in merito al corteo cittadino di ieri,sabato 17 dicembre.

Comunicato  Stampa

Latina – Manifestazione per la sicurezza nei quartieri Q4 e Q5.

Nella splendida mattinata di sabato 17 dicembre 2016, dove il sole alto nel cielo ricordava le giornate d’agosto, alcuni cittadini dei Quartieri Q4 e Q5 hanno preferito sottrarsi alle spese natalizie e dedicare alcune ore della loro giornata per manifestare insieme alle associazioni del territorio per il loro diritto alla sicurezza. Il Movimento dei Poliziotti Democratici e Riformisti, che da tempo sostiene questa iniziativa popolare, ha voluto mostrare anche questa volta la propria vicinanza ai residenti di questi due enormi quartieri, dove risiedono circa 35.000 abitanti. Questo gruppo di “facinorosi” ha dato vita ad un corteo che da viale Pierluigi da Palestrina (davanti alla Parrocchia S. Luca) e, percorrendo Via Nicolò Paganini, è giunto in Largo Jacopo Peri dove si è tenuto  un dibattito pubblico. Il tema della sicurezza è stato subito illustrato ai presenti dal Commissario della Polizia di Stato in quiescenza, Claudio Morpurgo, seguito successivamente dal dr. Ferdinando Cedrone presidente dell’’associazione Quartieri Connessi che ha evidenziato la mancanza di infrastrutture e la carenza di servizi nei quartieri. Ha concluso gli interventi il Segretario Provinciale del Movimento dei Poliziotti Elvio Vulcano, illustrando il progetto condiviso con Elvio Di Cesare della nota Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, progetto con il quale viene chiesto per  i due quartieri la istituzione di un Commissariato di Polizia con una cinquantina di uomini e donne e la cui competenza riguardi anche la fascia costiera, da Sabaudia ai confini con Nettuno. Vulcano ha ribadito che l’attuale richiesta è stata già formalizzata al Capo della Polizia dott. Franco Gabrielli, significando che passi concreti nel senso della riuscita dell’iniziativa si sono avuti. Al termine della manifestazione Vulcano ha poi chiosato: “comprendo il fatto che molti cittadini abbiano perso fiducia nell’istituzioni ma agli stessi, quando subiscono un reato di lieve entità ed omettono di denunciare l’accaduto o quando leggono sulla stampa della carenza di mezzi e di personale che affligge le forze dell’ordine e ci prendono per sognatori in merito alla richiesta, voglio dire che questo Commissariato non serve solo ai cittadini di Latina: esso serve invece a tutti gli Italiani, per ridare loro  fiducia in uno Stato che da troppo tempo vive solo di tagli. Bisogna riportare la fiducia nel cuore degli Italiani con atti concreti e questo è uno di quelli.”

Latina, 17 dicembre 2016 

                                                                                                          La Segreteria Provinciale                                         

Comunicazione agli iscritti all’Associazione Caponnetto relativa all’Ufficio “Ricerche”

COMUNICAZIONE  AGLI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

 

 

 

UN’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA SERIA  E CHE VOGLIA  CONCRETAMENTE – E NON SOLO A CHIACCHIERE- COMBATTERE CON EFFICACIA  MAFIE E CORRUZIONE  HA BISOGNO DI DISPORRE  DI NOTIZIE CONTINUE DAI TERRITORI.

TALI NOTIZIE SONO NECESSARIE   PER ARRICCHIRE  I SUOI SCHEDARI E PER METTERCI NELLE CONDIZIONI ,DI AVERE SEMPRE IL QUADRO AGGIORNATO  DELLE SITUAZIONI E DI FARE E CHIEDERE,ALL’OCCORRENZA,  CHIAREZZA  SU  ATTIVITA’  E COMPORTAMENTI  DI  SINGOLI SOGGETTI ,GRUPPI ,ORGANIZZAZIONI  IN ODOR DI MAFIA.

COM’E’ NOTO  E COME RIPETUTO PIU’ VOLTE,L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO  HA COME SUO MOTTO IL DETTO” ALTRO  ED ALTO”  E  DA’ UN’ IMPORTANZA  FONDAMENTALE  A TRE  SUE  ATTIVITA’ PRINCIPALI:

-L’INDAGINE;

-LA DENUNCIA;

-LA PROPOSTA.

SENZA QUESTI TRE ELEMENTI UN’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA NON PUO’ SVOLGERE ALCUN RUOLO SIGNIFICATIVO.

MA,PER FARLE FARE  BENE  IL SUO LAVORO,E’ NECESSARIO CHE TUTTI GLI ISCRITTI,NESSUNO ESCLUSO,COLLABORINO  FORNENDO A CHI DI NOI SI OCCUPA DI TALE ATTIVITA’ OGNI NOTIZIA UTILE.

SEGNALAZIONI,RITAGLI DI GIORNALI,DOCUMENTI VARI  RELATIVI A INSEDIAMENTI,PRESENZE,ATTIVITA’,CONTIGUITA’,COLLUSIONI E QUANT’ALTRO  POSSONO ESSERE SEGNALATI  DIRETTAMENTE ALL’AMICO  GENNARO VARRIALE, CHE  E’  IL RESPONSABILE DELL’UFFICIO “RICERCHE”DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.

GENNARO  - CHE HA ACCUMULATO AL RIGUARDO UNA ECCELLENTE  ESPERIENZA   ED  UNA SOLIDA  CONOSCENZA DEI PROBLEMI -  PROVVEDERA’ A FARE GLI ULTERIORI  APPROFONDIMENTI ,VERIFICHE E,DI CONCERTO CON IL GRUPPO RESPONSABILE DELL’ASSOCIAZIONE  DI CUI EGLI STESSO  FA PARTE ,GLI  EVENTUALI  INCOMBENTI .

L’EMAIL  PERSONALE DI GENNARO E’ LA SEGUENTE:

gennarovarriale71@tiscali.it

 

                LA SEGRETERIA

Energie nuove,energie nuove,energie nuove.Una rinnovata e sempre più forte Associazione Caponnetto

ENERGIE NUOVE,ENERGIE NUOVE,ENERGIE NUOVE !!!!!!!

 

 

Dobbiamo in un paio di mesi al massimo fare dell’Associazione Caponnetto una macchina da guerra contro  la corruzione e le mafie di eccezionale potenza ed efficacia.

La campagna “tesseramento” che abbiamo aperto e che si chiuderà a marzo prossimo é tesa al raggiungimento di questo importante obiettivo.

Reperire nuove energie,di persone,donne,uomini,giovani seri,onesti,coraggiosi,motivati che nutrono un’ansia ed  un profondo senso di radicale rinnovamento di questo Paese che sta marciando ad una velocità impressionante verso il baratro.

Persone che non badino agli interessi personali e di parte,economici,partitici o di altra natura,come talvolta capita,e che,invece,siano disposte a combattere per quelli generali contro l’esercito imponente di corrotti e mafiosi annidati in ogni luogo ed in ogni ambiente.

Una guerra dura e difficile,la nostra,che comporta -dobbiamo esserne consapevoli tutti-anche l’esposizione a dei rischi personali ,come é già capitato in passato e di recente,al nostro segretario,al nostro segretario organizzativo Bruno Fiore a Fondi ed al compianto ed indimenticabile Benito Di Fazio,anch’egli del Direttivo,a Sperlonga,sempre nel sud pontino,alle porte della Capitale,rimasti vittime di “avvertimenti” ,minacce ed attentati.

La Capitale,il “cuore ” del “sistema”,dove si concentrano  tutti i grandi affari e le grandi organizzazioni criminali italiane e straniere e dove si gioca la partita definitiva fra Stato-Stato e Stato-Mafia.

Roba da far venire i brividi  e ,quindi,non da  bruscolini,e che richiede l’impegno sul campo – e non a chiacchiere – di persone serie,motivate,determinate e consapevoli.

Persone  che sanno di cosa stiamo parlando,che sono informate della potenza del nostro nemico e che non hanno paura di affrontarlo,nella e con l’Associazione,in campo aperto.

Un amico autorevole ed iscritto all’Associazione Caponnetto ieri ci proponeva un ammodernamento di strategia:

“Noi più che alla mafia tradizionale,quella che ci viene fatta vedere attraverso i media e che apparentemente é la più sanguinaria e pericolosa,dobbiamo cominciare a concentrare la nostra attenzione su quella “alta”.che non appare ma che é veramente molto più pericolosa perché si nasconde nei piani alti,nel  potere. Ma possiamo continuare a credere che Totò Riina,un analfabeta che  a mala pena  ha la licenza di 5° elementare,é il “capo dei Capi” della mafia? Saremmo anche noi degli allocchi come la maggioranza delle persone”.

Una stoccata dura,questa,chi ci induce a riflettere a fondo e che ci induce ad accelerare il processo di ammodernamento delle nostre strutture e della nostra organizzazione.

Assolutamente inadeguate -diciamocelo- rispetto ad una realtà che si modifica no giorno dopo giorno,ma minuto dopo minuto.

Parolai,opportunisti,affaristi,ignavi  e doppiogiochisti,gente che non serve a niente se non addirittura a bloccarci o quanto meno a rallentare il nostro percorso,non debbono trovare assolutamente  spazio nelle nostre fila.

Per la nostra inesperienza e- diciamocelo una buona volta per sempre-per la superficialità di alcuni di noi ,siamo rimasti vittime nel passato anche di tentativi,andati purtroppo a segno ma subito sventati, di infiltrazione camorristica  ed abbiamo rischiato di trovarci in casa dei camorristi.

Oggi,a 15 anni dalla nostra nascita,tutto ciò non é più tollerabile.

Ecco perché l’Associazione Caponnetto,per tener fede al suo motto “Altro” ed “Alto”,deve fare il “tagliando” di se stessa,rinnovando le sue strutture ed ammodernando tattiche e strategie con le persone migliori,con le menti più fini.

In quest’ottica dovremo rivedere anche il sistema della “comunicazione”,tagliando , rimaneggiando e rimuovendo tutto ciò che non é utile rispetto al fine che ci proponiamo:la guerra alla corruzione ed alla mafia,l’una figlia dell’altra.

Noi abbiamo bisogno di  COMBATTENTI,non di “condivisioni” degli amanti della tastiera e basta.

COMBATTENTI CHE VENGANO NELLE NOSTRE FILA A COMBATTERE IN PRIMA LINEA,AL NOSTRO FIANCO.

Sono il Paese,lo Stato di diritto,la Democrazia,l’avvenire dei nostri figli,dei nostri nipoti,dei giovani tutti,che ce lo chiedono.

Sono decine le richieste  di iscrizione che ci stanno pervenendo da tutta Italia,da Palermo,da Bologna,da Roma,da Napoli ed altre,tante altre,abbiamo piacere che continuino a pervenirci perché più sono e più é possibile per noi selezionare quella classe dirigente che noi sogniamo dal momento della nostra nascita.

Non ci interessa l’appartenenza politica di chi ci chiede di aderire perché la prima regola di un’Associazione antimafia seria  e vera é quella di essere libera da lacci e lacciuoli.

Uno dei nostri Padri ispiratori ci disse tantissimi anni fa:

“Non chiedete mai a chi sta marciando con voi contro la mafia di che colore é la tessera che porta in tasca.Anche Paolo Borsellino era stato di destra ed oggi  la sinistra  vorrebbe  fare di lui  una sua icona!  In un’Associazione antimafia lasciate la politica fuori la porta  perché la politica divide e non unisce e per combattere la mafia,che non ha colore ed é unita ,occorre unità e non divisione “.

Altra grande ipocrisia,quella relativa alla  grande e nobile figura di Borsellino, di quest’Italia in frantumi sul piano morale , etico e culturale,prima che economico e sociale.

Ad aprile prossimo,quando dovremo eleggere il nuovo Direttivo,dovremo fare in modo che esso sia composto da rappresentanti delle forze dell’ordine,Testimoni di Giustizia,parlamentari ed ex parlamentari puliti e liberi,avvocati,militanti di prima linea,cittadini consapevoli e coraggiosi,persone “toste”,capaci e perspicaci che sanno e vogliono “guardare oltre”,”Altro ed Alto”.

Un “tavolo” di confronto sui problemi dei Testimoni di Giustizia fra Stato centrale ed antimafia sociale organizzata.A febbraio convegno a Napoli dell’Associazione Caponnetto

UN  “TAVOLO ” PER I PROBLEMI DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA.A FEBBRAIO CONVEGNO A NAPOLI .

 

 

Un “tavolo” permanente e pubblico di confronto  fra istituzioni e soggetti sociali,espressione diretta,questi ultimi, dei problemi dei Testimoni di Giustizia,che,sulla base delle esperienze finora accumulate,metta fine ad iniziative di singoli tese talvolta alla difesa di interessi personali e non collettivi.

E’ il progetto,questo,suggeritole da una persona pacata ed intelligente qual’é Luigi Leonardi,al quale sta lavorando l’Associazione Caponnetto e che porterà da qua a qualche mese ad un convegno a Napoli,di concerto con il Sindaco di quella città,che vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti centrali dello Stato.

E’ assolutamente necessario ricondurre il confronto su un piano ufficiale e pubblico fra le parti responsabili in campo mettendo fine al triste spettacolo di singoli che vanno e vengono dal Sottosegretario all’Interno  responsabile del settore dei Testimoni e dei Collaboratori di Giustizia ed affidandosi alla sensibilità o all’insensibilità di questo.

Come pure bisogna mettere fine,nell’interesse generale,ai continui blitz di qualche sconsiderato che appena qualche Testimone  assume o propone,nell’inerzia generale, qualche iniziativa in difesa di interessi non personali ma collettivi della categoria,viene subito sommerso da campagne vergognose di insulti e calunnie.

E’ capitato anche a noi alcuni anni fa che,dopo essere stati visti come  fra gli unici -vogliano essere modesti-rappresentanti del mondo dell’antimafia sociale  presenti a tutte le manifestazioni davanti al Viminale o a Palazzo Chigi di singoli o gruppi di Testimoni di Giustizia,siamo stati subito insultati da qualche gaglioffo apparso all’improvviso e da noi mai conosciuto.

I problemi dei Testimoni di Giustizia,soprattutto di quelli non ancora capitalizzati e retribuiti  che sono la stragrande maggioranza,sono tanti e drammatici, e vanno affrontati e risolti in maniera seria,complessiva ed organizzata,contando su un “luogo”,uno strumento  di confronto ufficiale e permanente fra le parti responsabili e rappresentative degli interessi collettivi e non personali sia dello Stato che sociali.

L’Associazione Caponnetto é impegnata alla riuscita dell’iniziativa ai suoi massimi vertici,dal suo Presidente onorario On. Prof.Alfredo Galasso al suo Coordinatore regionale della Campania Sen.Francesco De Notaris,che sono al riguardo  già in contatto con  alcuni massimi rappresentanti centrali dello Stato.

Il Sen.Francesco De Notaris nuovo Coordinatore regionale per la Campania dell’Associazione Caponnetto
COMUNICATO ASSOCIAZIONE CAPONNETTO
I CITTADINI DELLA CAMPANIA CHE DESIDERINO  METTERSI IN CONTATTO CON L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO SONO INVITATI DA OGGI A RIVOLGERSI AL SUO NUOVO COORDINATORE REGIONALE CHE E’
IL SEN.FRANCESCO DE NOTARIS.
LA SUA EMAIL E’ : francesco.denotaris@virgilio.it
                                     LA SEGRETERIA NAZIONALE

Da oggi il Sen.Francesco De Notaris é il responsabile per la Campania dell’Associazione Caponnetto

Da oggi il Sen.Francesco De Notaris é il responsabile per la Campania dell’Associazione Caponnetto

IL SENATORE FRANCESCO DE NOTARIS  E’ IL NUOVO RESPONSABILE  PER  LA  CAMPANIA  DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

 

E’ con profonda gioia che  siamo in grado di rendere nota l’assunzione da oggi dell’incarico di responsabile per la Campania dell’Associazione Caponnetto da parte dell’ex Senatore Francesco De Notaris.

Ne presentiamo ,qui di seguito,una breve scheda:

 

Francesco DE NOTARIS

XII Legislatura

Dati anagrafici e incarichi

 

 


Regione di elezione: Campania - Collegio: 11 (Castellammare di Stabia)
Nato il 22 ottobre 1944 a Roma 
Residente a Napoli
Professione: 
Giornalista, dirigente

Elezione: 27 marzo 1994
Proclamazione: 2 aprile 1994
Convalida: 14 dicembre 1994 


Mandati

XII Legislatura Senato


Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura

Gruppo Progressisti-Verdi-La Rete :
Membro dal 18 aprile 1994 al 7 marzo 1996
Gruppo Misto :
Membro dal 7 marzo 1996 all’8 maggio 1996

1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali):
Membro dal 19 marzo 1996 all’8 maggio 1996
4ª Commissione permanente (Difesa):
Membro dal 31 maggio 1994 al 19 marzo 1996

Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi:
Membro dal 2 giugno 1994 all’8 maggio 1996

 

Senatore della “Rete”  nella XII Legislatura,egli sfidò,battendolo,Gava nel suo collegio di Castellammare di Stabia.

Con Diego Novelli,Alfredo Galasso,Leoluca Orlando,Antonino Caponnetto e tantissimi altri,Francesco ha fatto parte delle avanguardie  di quel fronte,rappresentato appunto dalla “Rete”,che con la “Primavera di Palermo” e con le battaglia  in Parlamento ,ha fatto  sognare l’Italia nei decenni scorsi.

Già prima che nascesse l’Associazione Caponnetto egli ci é stato sempre vicino,con interrogazioni,mozioni,comizi,proposte di legge,nelle battaglie per la Legalità e la Giustizia.

Scaduto il suo mandato parlamentare,egli,come Alfredo Galasso ed anche chi scrive,ha lasciato l’attività politica e si é dedicato a quella del volontariato culturale,giornalistico e sociale.

Persona di alto spessore civile,morale ed intellettuale,combattente di prima linea in territori devastati dalla camorra e dal malaffare,da oggi assume l’onere di guidare e rappresentare nella Campania l’Associazione Caponnetto.

Con l’Assemblea di aprile prossimo,chiusa la campagna tesseramento 2017,Francesco De Notaris  sarà il V.Segretario Nazionale dell’Associazione Caponnetto.

Avevamo annunciato che con l’Assemblea di aprile prossimo l’Associazione Caponnetto assumerà il ruolo in Italia di una delle Associazione antimafia più combattive e significative.

Il nucleo che si va formando con le nuove adesioni,che si vanno ad aggiungere a quelle storiche, la porterà ad essere diretta da persone qualificate,serie,preparate,ben motivate:parlamentari ed ex parlamentari,uomini delle forze dell’ordine,avvocati,militanti,donne ed uomini,di prima linea,cittadini di provata moralità ed alto senso dello Stato di diritto.

Il sogno,questo,dei suoi fondatori e la certezza di un suo avvenire sempre più prestigioso.

Sempre al servizio della Giustizia e della gente onesta !!!!!!!!!

                  LA SEGRETERIA 

L’Associazione Caponnetto al Governo:”Subito il Commissario antiracket”.Pronti alla mobilitazione

 

Prima pagina: Ansa.itAgenzia ANSA
Link per tornare sul sito ANSA.it
Percorso:ANSA > Legalità > Pizzo? No Grazie > Usura: associazione Caponnetto a Governo, subito Commissario

Usura: associazione Caponnetto a Governo, subito Commissario

Poltrona senza titolare da 5 mesi, pratiche vittime sono ferme

14 dicembre, 14:28

(ANSA) – ROMA, 14 DIC – “Malgrado ripetute richieste, il governo precedente non ha inteso dimostrare la benché minima sensibilità sociale ed istituzionale nel rispondere positivamente alle sollecitazioni di testimoni di giustizia, cittadini ed associazioni varie in relazione all’esigenza di nomina del nuovo Commissario antiracket ed antiusura.

Sono 5 mesi, al 31 dicembre prossimo, che questi Uffici sono inattivi dopo che l’incarico del vecchio Commissario é scaduto a causa del suo pensionamento e ciò ha determinato un incredibile blocco di decine, forse centinaia, di pratiche di vittime di estorsioni e di usura”. A denunciarlo è l’Associazione Antonino Caponnetto, in una lettera al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e al nuovo titolare dell’Interno, Marco Minniti. “Un comportamento – ci si consenta la franchezza – estremamente disdicevole ed irresponsabile – sottolinea il segretario nazionale, Elvio Di Cesare – che arreca un grave nocumento, oltre che ai diretti interessati ed ai loro familiari, anche, se non soprattutto,all’immagine delle Istituzioni e dello Stato. Conosciamo personalmente alcune di queste vittime ed abbiamo potuto constatare de visu lo stato di estremo disagio e di miseria al quale sono state ridotte da questo comportamento riprovevole. Vogliamo augurarci, facendo affidamento sulla loro sensibilità, che tale deplorevole situazione abbia con urgenza fine e restiamo in attesa di cortesi assicurazioni e notizie”.(ANSA).

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