Comunicati

Componenti della Commissione anticamorra della Regione Campania indagati e non rimossi.Vergogna !

RIPROPONIAMO UN COMUNICATO EMESSO  L’8
NOVEMBRE DEL 2014  E PUBBLICATO NELLA
STESSA DATA SUL SITO WEB UFFICIALE
DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.
SI TRATTA,COME  SI VEDE,DI UN PROBLEMA
DELICATO E SERIO CHE EVIDENZIA LA SCARSA
CONSIDERAZIONE NELLA QUALE LA CLASSE
POLITICA CAMPANA -E, PIU’ IN GENERALE,DEL
PAESE – TIENE LA COSIDDETTA “QUESTIONE
MORALE”.
IN UN QUALSIASI PAESE CIVILE E DEMOCRATICO,
DI FRONTE AD UNA DENUNCIA QUAL’E’ QUELLA
DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO,QUALSIASI
PARTITO,QUALSIASI GOVERNATORE,QUALSIASI
ASSESSORE,QUALSIASI CONSIGLIERE,SAREBBERO
INTERVENUTI PER L’ADOZIONE DI UN
PROVVEDIMENTO DI RIMOZIONE,ANCHE SE PER
RAGIONI DI OPPORTUNITA’ E NON DEFINITIVO IN
ATTESA DEL PRONUNCIAMENTO FINALE DELLA
MAGISTRATURA.
INVECE NON E’  SUCCESSO NIENTE E QUESTO LA
DICE LUNGA,PIU’ DELLE PAROLE,SULLA STATURA
MORALE E POLITICA DELLE NOSTRE CLASSI
DIRIGENTI,SIANO   DI DESTRA   CHE DI
SINISTRA,NESSUNA ESCLUSA.
VERGOGNA !!!!!!!!!!!!!!

Fate luce sulla improvvisa morte del pm Bisceglia.

Fate luce sull’improvvisa scomparsa del pubblico ministero Federico Bisceglia impegnato in delicate indagini – L’appello della Caponnetto

 

L’Associazione Antimafia Caponnetto lancia l’allarme sulla repentina scomparsa di uno fra i più coraggiosi ed impegnati pubblici ministeri partenopei, Federico Bisceglia, schiantatosi la notte scorsa con la sua auto sulla A3 per cause ancora tutte da accertare.

Bisceglia, cui veniva da tutti riconosciuto il rigore delle indagini e l’esemplare attività di magistrato, era da tempo al lavoro su indagini di prima linea, in particolare quelle sulla Terra dei Fuochi e l’altra, non meno delicata, sull’oscura morte della piccola Fortuna Loffredo, volata giù da un palazzone nel Parco Verde di Caivano, una delle aree più degradate dell’hinterland partenopeo.

La Caponnetto sottolinea come l’improvvisa scomparsa del pm Bisceglia, oltre a privare gli assetti investigativi partenopei di uno dei suoi magistrati di punta, avviene esattamente sette giorni dopo il non meno inatteso decesso di Carmine Schiavone, il pentito di camorra che proprio sugli inquinamenti tossici e radioattivi nelle aree avvelenate al confine tra napoletano e casertano aveva reso decisive verbalizzazioni, tanto da indurre un alto magistrato come il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, a chiedere approfonditi accertamenti sulla morte dell’ex boss.

Non si abbassi la guardia!, questo l’appello della Caponnetto, che attraverso la segreteria nazionale e il consiglio direttivo annuncia il proprio impegno di contributo e stimolo ai pm chiamati ad indagare sulle vere ragioni dell’incidente, costato la vita al giovane e brillante pm ambientalista della Procura di Napoli Nord.

Roma, 1 marzo 2015

 

Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto

vocedellevocionlus vocedellevoci@gmail.com

Contatti: 347.3615263 -  347.0515527 – www.comitato-antimafia-lt.org

Comunicato stampa Associazione Antimafia Caponnetto.

L’Associazione Caponnetto plaude all’iniziativa del nuovo Prefetto di Napoli che ha commissariato la gestione del trasporto pubblico a Caserta,finora gestito da un’impresa con interdittiva antimafia e ringrazia sia il Prefetto Gerarda Pantalone che  il Dr.Raffaele Cantone dell’Autorità Anticorruzione

comunicato stampa

Viva soddisfazione per il provvedimento della Prefettura di Napoli che ha commissariato la gestione del trasporto pubblico a Caserta, finora gestito da un’impresa con interdittiva antimafia

L’Associazione Antimafia Caponnetto esprime viva soddisfazione per il provvedimento del nuovo prefetto di Napoli Gerarda Pantalone che, d’intesa con l’Autorità Anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone, ha commissariato la gestione del trasporto pubblico locale a Caserta e provincia, affidato per anni e prorogato dalla Regione Campania ad una società privata, benché questa impresa fosse stata colpita da interdittiva antimafia.

La Caponnetto, che già nei mesi scorsi aveva raccolto le segnalazioni su tale grave anomalia lanciate nei programmi d’inchiesta dell’emittente televisiva Julie Italia, sottolinea l’esemplarità e l’efficacia di questa disposizione del prefetto, nella quale si fa esplicito riferimento «ai contenuti del provvedimento interdittivo antimafia ed in particolare al rischio elevato di condizionamento del management aziendale da parte della criminalità organizzata».

 

Un ringraziamento particolare della Caponnetto per la tempestiva opera di contrasto messa in campo con la misura adottata va al Prefetto Pantalone e al presidente dell’Anac Raffaele Cantone, che aprono una nuova pagina di trasparenza e moralizzazione della cosa pubblica in Campania.

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Mod . 4
PREMESSO che:
la soci et à C.L.P. Sviluppo Industriale spa con sede in Napoli , Corso Arnaldo Lucci n.153,
operante nel settore del trasporto pubblico locale è destinataria di informativa antimafia
interdittiva n. I/247/Area 1/Ter/OSP , datata 30.07.2013 , confermata in data 17.09.2014 ,
allo stato impugnata innanzi al TAR Campania Napoli;
la legge 114/2014 ha introdotto alcune misure straordinarie per la gestione, i l sostegno e
il monitoraggio delle imprese che , ai sensi del l ‘ ar t 32 comma lO, possono essere
applicate d’ i ni zi at i va del Prefetto quando sia stata emessa un’ i nf or mazi one antimafia
interdittiva e sussista l ‘ ur gent e necessità di assicurare il completamento del l ‘ esecuzi one
del contratto ovvero la sua prosecuzione a l f i n e di a) garantire la continuità di funzioni e
servizi indifferibili per la tutela dei diritti fondamentali; b) salvaguardare i livelli
occupazionali; c) tutelare l ‘ i nt egr i t à dei bilanci pubblici.
i l 15 luglio 2014 e il 27 gennaio 2015 sono stati sottoscritti due protocolli d’ i nt e s a tra
l ‘ ANAC e il Ministero del l ‘ Int erno , recanti le linee guida per l ‘ avvi o di un circuito stabile
e collaborativo tra ANAC – Prefetture ed Enti locali per la prevenzione dei fenomeni di
corruzione, l ‘ at t uazi one della trasparenza amministrativa e l ‘ appl i cazi one delle misure
straordinarie di gestione , sostegno e monitoraggio di imprese nel l ‘ ambi t o della
prevenzione anticorruzione e antimafia;
CONSIDERATO che:
la soci et à C.L.P. Sviluppo Industriale è affidataria dei servizi minimi di trasporto locale
su gomma di interesse regionale per circa 1.000.000 di Km. annui e di servizi minimi di
interesse del territorio provinciale di Napoli per circa 260.600 Km; inoltre gestisce i
servizi minimi della fallita ACMS (società partecipata della Provi nci a di Caserta), che
riguardano tutto il territorio del comune di Caserta e gran parte del territorio della
provi nci a di Caserta, per un ammontare complessivo di circa 6.000 .000 Km. annui;
la Regione Campania ha comunicato , con nota prot. 682604 del 14.10.2014, di aver
prorogato , a seguito del l ‘ emi ssi one del primo provvedimento interdittivo , ai sensi
del l ‘ ar t . 94, comma 3, del codice antimafia, in via eccezionale il rapporto con l ‘ azi enda
per lo stretto tempo necessario ad individuare un nuovo gestore “al f i ne di consentire la
prosecuzione dei servizi ed evitare danni gravissimi ali ‘utenza sotto i l profilo della
mobi l i t à“, chiedendo nel contempo l ‘ at t uazi one della misura straordinaria di cui al l ‘ art .
32, comma lO del D.L n. 90/2014, convertito in legge n. 114/2014 ;
con lettera in data 12.11.2014 il Presidente deWAutorità Nazionale Anticorruzione ha
proposto allo scrivente l ‘ adozi one della “mis ura prevista dal l ‘ art. 32, comma 1, letto b)
del D.L. n. 90/2014 e cioè la straordinaria e temporanea gestione della c. L. P.

SVILUPPO INDUSTRIALE spa, attraverso la nomina di uno o p i ù amministratori
straordinari, cui attribuire ex lege tutti i poteri e le funzioni degli organi di
amministrazione dell ‘impresa, limitatamente alla completa esecuzione del contratto di
appalto p e r l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale, con i l compito sia di
gestire l ‘appalto in esame, fino a quando la Regione Campania non provveder
all ‘eventuale revoca dell ‘appalto, sia di accantonare gli eventuali utili ai sensi del
comma 7 dell ‘art. 32 citato. ”
con nota n. 112294 del 27.11.2014 e successiva nota n. 15485 del 6.2.2015 sono stati
richiesti al competente Ufficio della Regione Campania i necessari elementi conoscitivi
in merito ai rapporti/contratti in corso di esecuzione con la soci et à CLP Sviluppo
Industriale al fine di avviare la fase istruttoria preordinata all ‘ appl i cazi one del l e misure
straordinarie previste a l l ‘ a r t 32, comma lO, legge 114/2014;
con nota n.107504 del 16.2.2015 la Regione Campania ha fornito gli elementi richiesti
evidenziando i l carattere essenziale del servizio pubblico affidato alla CLP e la necessit
di proseguire il rapporto al fine di garantire un servizio pubblico indifferibile p e r la tutela
di diritti fondamentali;
con la medesi ma nota l ‘ Ent e ha precisato la natura del rapporto contrattuale , i soggetti
coinvolti ed ha quantificato in 6/8 mesi il periodo temporale occorrente per procedere
alla sostituzione , nei predetti servizi di trasporto pubblico locale, del l ‘ i mpr es a
destinataria di interdittiva antimafia;
DATO ATTO che :
con nota n. 21615 del 19.2/2015 , ai sensi del l ‘ ar t 7 della legge 241/1990, è st at a data
comunicazione alla CLP Sviluppo Industriale s.p.a. del l ‘ avvi o del procedimento per
l ‘ appl i cazi one delle misure straordinarie di cui al l ‘ ar t 32 comma lO, l e g g e l 1 4 / 2014 ,
nonché not i zi a della convocazione di un’ apposi t a Conferenza dei servizi (ex art 14,
comma 3, legge 241/90) e della possibilità di presentare eventuali deduzioni da esaminare
in quella sede;
con memori a prodotta in data 24.02.2015 la società CLP ha chiesto un differimento della
Conferenza dei servizi convocata per lo stesso giorno 24 .2.2015 , al l ‘ es i t o della decisione
del TAR Campania – Napoli che dovrebbe intervenire il 25 marzo prossimo (data fissata
per la trattazione del merito della causa);
RILEVATO che , in sede di Conferenza dei servizi, alla quale hanno partecipato la Direzione
Trasporti della Regione Campania, la Città Metropolitana di Napoli, la Direzione Interregionale
del Lavoro di Napol i e la Direzione Territoriale del Lavoro di Napoli, si è proceduto ad
un’ anal i si congiunta in ordine alla sussistenza dei presupposti richiesti dalla normativa vigente
per l ‘ eserci zi o dei poteri straordinari convenendo in particolare sulla:
2

irricevibilità della richiesta di rinvio formulata dalla CLP in relazione alla finalità della
misura straordinaria e al l ‘ ur genza della sua applicazione, tenuto anche conto della non
definitività della sentenza che potrebbe essere pronunciata il 25 marzo p.v . in sede di
giudizio amministrativo di primo grado ;
la sussistenza di tre contratti in essere con CLP: il servizio minimo di trasporto pubblico
regionale (Napoli-Avellino-Foggia; Napoli-Campobasso via Benevento; Napoli-
Campobasso via Telese) sottoscritto in data 11/4/2012 n.29; il servizio minimo di
interesse del territorio provinciale di Napoli ( Volla-Cercola-Pollena Trocchia) Contratto
Ponte n . 175 del 30/12/2002 e Contratto n. 176 del 30/12/2002, nonché il contratto
sottoscritto in data 11/4/2012 (n. CIG 2857397E95) per la gestione dei servizi minimi
della fallita ACMS.
il carattere di essenzialità che rivestono i servizi discendenti dalle citate obbligazioni
contrattuali , non sostituibili in maniera equivalente da parte di altri gestori già autorizzati,
né attraverso altre procedure di gara oltre quelle già avviate;
l ‘ appl i cazi one della misura straordinaria ex art. 32, comma IO, quale strumento
necessario per inibire ogni possibile prosecuzione dei tentativi di infiltrazione mafiosa
nel l ‘ esecuzi one dei contratti , prevenendo al contempo ripercussioni negative nei
confronti di interessi pubblici fondamentali;
VALUTATO:
di condividere la proposta del Presidente del l ‘ Autorità Nazionale Anticorruzione
relativamente al l ‘ adozi one della misura prevista dal l ‘ art . 32, comma l , lett. b) del l a legge
114/2014 e cioè la straordinaria e temporanea gestione della C.L.P. SVILUPPO
INDUSTRIALE spa , attraverso la nomina di uno o più amministratori straordinari ;
sussistenti i presupposti di legge per l ‘ appl i cazi one della misura straordinaria prevista
dal l ‘ art . 32 , comma l , lett. b) della legge 114/2014 in base:
• ai contenuti del provvedimento interdittivo antimafia ed in particolare al
rischio elevato di condizionamenti del “management” aziendale da parte
della criminalità organizzata;
• agli elementi risultanti dalla fase istruttoria del presente procedimento ed
in particolare al carattere del l ‘ essenzi al i t à dei servizi pubblici di trasporto
locale affidati alla società CLP, nonché alla necessità di salvaguardare
l ‘ i nt egri t à di interessi pubblici fondamentali;
RITENUTO di provvedere alla straordinaria e temporanea gestione della CLP Sviluppo
Industriale s.p.a. , procedendo alla nomina di due amministratori cui attribuire ex lege tutti i
poteri e le funzioni degli organi di amministrazione del l ‘ i mpr esa, limitatamente alla esecuzione
dei contratti di trasporto pubblico locale, come comunicati dalla Regione Campani a e meglio
specificati in sede di Conferenza dei servizi , per 8 mesi decorrenti dalla data di insediamento
degli amministratori , con la contestuale sospensione, limitatamente al l ‘ esecuzi one dei predetti
contratti, del l ‘ esercizio dei poteri di disposizione e gestione dei titolari dell ‘ i mpresa;
INDIVIDUATI, tra i professionisti esperti utilizzati dal Tribunale di Napoli per la nomi na degli
amministratori giudiziari, i dottori MOLISSO Vincenzo, nato a Napoli il 2.2.1970, e
ARMONIOSO Giovanni, nato a Napoli il 16.10.1971, e che pertanto riuniscono i requisiti di
onorabilità e professionalità previsti dal regolamento adottato ai sensi del l ‘ ar t 39 , comma 1, del
dlgs 270/1999, come da curricula depositati agli atti ;
PRESO ATTO della disponibilità dagli stessi manifestata ad assumere l ‘ i ncar i co di che trattasi
e delle dichiarazioni rese in merito al l ‘ assenza di situazioni di incompatibilità e/o di conflitto di
interessi in relazione alla società ed ai contratti da amministrare;
RITENUTO di rinviare ad un successivo provvedimento la fissazione del compenso
professionale per le attività oggetto del presente atto , da calcolarsi secondo le disposizioni di cui
all ‘ art . 32, comma 6 , della legge 114/2014;
VISTI la legge 241190; il dlgs 159/20 I l ; l ‘ a r t 32 della legge 114/2014;
DISPONE
la straordinaria e temporanea gestione della CLP Sviluppo Industriale s.p.a, con
contestuale sospensione dell’esercizio dei poteri di disposizione e gestione dei titolari
dell’ impresa stessa ai sensi del comma 3, ultima parte dell’art. 32, comma 10, della legge
114/2014, con riferimento ai seguenti contratti di trasporto pubblico: a) contratto per il
servizio minimo di trasporto pubblico regionale (Napoli-Avellino-Foggia; Napoli-
Campobasso via Benevento; Napoli-Campobasso via Telese) sottoscritto in data
11/4/2012 n .29 ; b) contratto ponte n. 175 del 30/12/2002 e contratto n. 176 del
30/12/2002 per il servizio minimo di interesse del territorio provinciale di Napoli ( Vo l l a -
Cercola-Pollena Trocchia); c) contratto sottoscritto in data 1114/2012 (n. CIG
2857397E95) per la gestione dei servizi minimi della fallita ACMS nella provincia di
Caserta.
la nomina dei dottori MOLISSO Vincenzo, nato a Napoli il 2.2.1970, e ARMONIOSO
Giovanni, nato a Napoli il 16.10.1971, quali amministratori straordinari e temporanei cui
vengono attribuiti ex lege tutti i poteri e le funzioni degli organi di amministrazione
dell ‘ i mpr e s a, limitatamente alla esecuzione dei contratti di trasporto pubblico locale ,
come sopra individuati, per 8 mesi decorrenti dalla data di insediamento, con la
contestuale sospensione, limitatamente al l ‘ esecuzi one dei predetti contratti, d e l l ‘ esercizio
dei poteri di disposizione e gestione dei titolari dell ‘ i mpr esa;
il rinvio ad un successivo provvedimento della fissazione del compenso professi onal e per
le attività oggetto del presente atto , da calcolarsi secondo le disposizioni di cui a l l ‘ a r t 32 ,
comma 6, della legge 11412014;
I l presente provvedimento sarà notificato, nelle forme di legge, alla CLP Sviluppo Industriale
s.p.a, nonché comunicato al Presidente dell’ A.N .A.C., alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
- Segretariato Generale, al Ministero dell’ Interno , Gabinetto e Comitato Coordi nament o Alta
Sorveglianza Grandi Opere , alla Direzione Nazionale Antimafia ed alla Pr ocur a Distrettuale
Ant i mafi a presso il Tribunale di Napoli. Lo stesso sarà pubblicato sul sito web di questa
Prefettura – U. T. G.
Avverso il present e provvedimento è ammesso ricorso al l ‘ Autorità Giurisdizionale
Amministrativa entro il termine di gg. 60 dalla data di notifica.
Napol i, 25 febbraio 2015

A proposito del Mese della Legalità a Formia.

Un fronte  di resistenza formato sì da uomini e donne che
sentono un’ansia di liberazione e di riscossa  al cospetto di
una deriva che ci sta  portando verso il baratro
morale,civile,politico ed economico ,ma ancora incapace,a
quanto pare , di una visione realistica ,  di assieme,unitaria
,della situazione  del territorio  e dell’intera area,
sprovvisti,purtroppo,,consapevolmente o
inconsapevolmente,volutamente o meno ,degli strumenti di
difesa  e di offesa adeguati.
E’,questo,il filo conduttore che ci ha indotti a  manifestare
alcune  perplessità sul “modo” come é stata  organizzato il
cosiddetto “Mese della Legalità a Formia”,un’occasione
irripetibile,a nostro modo di vedere,per affrontare le
criticità ,per vedere di risolverle,di un  “sistema” locale  di
prevenzione e di repressione che noi riteniamo
assolutamente inadeguato.
Non si tratta di “esclusione” o di ………….”inclusione”.
Questi sono concetti da ……..maitre a penser da strapazzo
lontani dalla nostra prassi e dalle nostre logiche.
Non é ,la nostra,presunzione quando affermiamo che
nessuno conosce il territorio meglio di noi.
In 15 anni di lavoro abbiamo fatto centinaia  di visure
camerali che ci sono costate e ci costano un occhio della
fronte per i nostri miseri bilanci,abbiamo scavato ogni suo
angolo,individuato centinaia di nomi,abbiamo accumulato
un bagaglio di conoscenze che nemmeno il miglior
investigatore é in grado di acquisire e conosciamo a
menadito,quindi,i punti deboli del “sistema”.
Quale occasione migliore di un ……”Mese della legalità”
per parlare,con cognizione di causa,di tali punti deboli?

Quale occasione migliore per non scadere,come quasi
sempre avviene in questo Paese infelice,in una girandola di
slogan e di parole vuote?
Di retorica insulsa ed inconcludente ?
Quale occasione migliore per dimostrare  ai Magistrati della
DDA- e non solo ad essi -  che conoscono la situazione del
sud pontino che a Formia e nel sud pontino ci sono sì
mafiosi ed aree di contiguità e di collusione con essi,ma ci
sono anche,finalmente,aree di resistenza e di contrattacco?
Eventi del genere non debbono  restare fatti esclusivamente
retorici e di parata,ma,al contrario,bisogna legarli ad un
quadro di attività svolte e da svolgere sul territorio.
Debbono essere,cioè,un unicum con queste.
E,se nell’esposizione di queste ultime,non si conoscono a
fondo e si disvelano le criticità esistenti -  a Formia come
nell’intero territorio tenuto conto del fatto che camorra e
‘ndrangheta non hanno confini territoriali -  quale “lettura”
viene fuori dal……..”Mese della legalità” ?
Stiamoci attenti perché non tutti vengono a Formia solo per
parlare ed apparire,ma potrebbe,al contrario,esserci  anche
qualcuno che viene per parlare sì,ma anche,se non
soprattutto, per osservare,sentire  e giudicare.
Intelligenti pauca.
Noi siamo ben consapevoli del rischio che si corre
formulando pubblicamente taluni appunti stante la presenza
di un esercito di camorristi e  sodali pronti a trarre spunto
da qualsiasi parola per gettare discredito su strumenti ed
eventi che tendono ad esaltare la  Giustizia e la Legalità.
Ma  sia ben chiaro a tutti,potenziali detrattori ed altri,che
l’intento dell’Associazione Caponnetto NON  é e non vuole
essere quello di ridicolizzare o di sminuire l’importanza
dell’evento formiano.

Anzi,é esattamente il contrario e,cioè,quello di valorizzarne
i contenuti e di renderlo efficace sul piano delle cose che
dovranno essere fatte.
Questo sia ben chiaro a tutti!

Quanta pazienza! Vogliamo risolvere o no questa questione del potenziamento dell’azione investigativa contro le mafie nel sud pontino? Non si vuole il Supercommissariato ma allora facciamo una sezione distaccata del Centro operativo della DIA nel sud pontino.

IL PROBLEMA DEL POTENZIAMENTO
DELL’APPARATO INVESTIGATIVO A  FORMIA E
NEL BASSO LAZIO

Un problema,questo,drammatico che va affrontato e risolto
senza ulteriori rinvii.
Dalle notizie in nostro possesso possiamo dire con relativa
certezza  che il Comando Gruppo della Guardia di Finanza
di Formia sta lavorando bene,anche se 3 operatori addetti
alla CO non sono sufficienti a smaltire la mole di lavoro
che incombe su di essi stante il numero notevole delle
deleghe che esso riceve.
Facciamo,pertanto,appello alla sensibilità  del
Col.Reccia,Comandante Provinciale di Latina,pregandolo
di voler disporre l’aumento del numero di unità addette al
contrasto della criminalità organizzata.
Anche i Carabinieri di Formia,sempre da quello che risulta
a noi,lavorano bene ( purtroppo,a Gaeta non é la stessa cosa
).
Il problema resta  per  il Commissariato della Polizia di
Stato di Formia.
Non intendiamo minimamente discutere sul complesso
delle attività  che svolge il presidio perché il nostro angolo
ottico ci induce a giudicare solamente quella parte che
riguarda la lotta alle mafie.
Orbene su questo versante siamo all’anno zero o quasi.
Non si indaga come e quanto imporrebbe la situazione
esistente nel sud pontino.
E ciò anche perché manca il personale specializzato.
Noi avevamo avanzato la proposta di creare a Formia una
sorta di un Supercommissariato diretto da un 1° Dirigente e

con l’istituzione di una sezione distaccata della Squadra
Mobile di Latina.
Tale proposta sembra che non abbia trovato accoglimento
da parte dei vertici del Viminale.
Un comportamento gravissimo,se la notizia fosse
fondata,che proverebbe quanta indifferenza serpeggia
ancora in certi ambienti di fronte ad una situazione,qual’é
appunto quella pontina,riconosciuta da tutti gravissima.
Noi non amiamo le risse e questo sia per carattere e
sia,soprattutto,perché abbiamo senso dello Stato e delle
Istituzioni e ci dispiace sempre quando ci vediamo tirati per
i capelli a farle.
Siamo frenati,poi,anche dal grado di simpatia e di stima che
abbiamo a pelle per il Questore De Matteis che sappiamo
essere una persona perbene e un ottimo servitore dello
Stato.
Ma la nostra sensazione é che qualcuno a Roma non vuole
che le cose migliorino e che tutto resti com’é,cioè a zero.
Detto questo,ripieghiamo su una vecchia proposta che
riguarda l’istituzione ,sempre nel sud pontino,di una
Sezione distaccata del Centro operativo della DIA di Roma.
Ci sono  gli ambienti e gli  spazi disponibili all’interno o
della Caserma della Guardia di Finanza di Fondi o di quella
dei Carabinieri a  Sperlonga.
Si tratta solo di volontà politica da parte dei vertici del
Viminale.
Ci sarà una seconda risposta negativa ?
Noi ci auguriamo di no perché,in caso contrario,nessuno si
permetta di dire che noi  dell’Associazione Caponnetto
siamo cattivi  in quanto di pazienza ce ne stiamo
mettendo,come può vedersi,molta.
Forse anche troppa!

 

Si riparte alla grande dalla richiesta degli Osservatori comunali contro la criminalità ma SOLO laddove ed a condizione che………………………………………..

SI RIPARTE ALLA GRANDE CON LE RICHIESTE DI
ISTITUZIONE  DEGLI OSSERVATORI COMUNALI
SULLA LEGALITA’,

ma  SOLAMENTE in quei comuni di una certa importanza
nei quali si dispone di persone  di provata affidabilità  per
l’Associazione Caponnetto    e  di vasta  preparazione in
modo da evitare il rischio che l’Osservatorio diventi una
sorta di instrumentum regni al servizio dell’amministrazione
comunale dove é istituito.
Laddove non ci sono questi amici,va assolutamente evitato
di chiedere l’istituzione dell’Osservatorio.
Altra raccomandazione é quella che riguarda la
composizione dell’Osservatorio.
Non debbono esserci politici,consiglieri,assessori,ma
SOLAMENTE  quei componenti che vengono indicati nella
bozza di Regolamento da noi elaborato:  magistrati,forze
dell’ordine ecc.
E’,comunque,tutto spiegato nel nostro Regolamento  di cui
non bisogna toccare nemmeno una virgola..

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA LOTTA ALLE ILLEGALITA’ E LE MAFIE “ANTONINO
CAPONNETTO”
www.comitato-antimafia-lt.org
info@comitato-antimafia-lt.org
tel 3470515527
REGOLAMENTO PER L’OSSERVATORIO COMUNALE CONTRO LA CRIMINALITA’
Art.1 E’ istituito l’Osservatorio Comunale contro la criminalità inteso come centro di studi,ricerca,documentazione e di
iniziativa sociale a sostegno della legalità e della lotta alla corruzione ed alla criminalità comune e mafiosa.
Art.2 L’Osservatorio svolge i compiti:
a)studiare e “fotografare” le forme criminali tradizionali ed emergenti presenti sul territorio;

b)individuare i settori a maggior rischio di infiltrazione mafiosa;
c)analizzare l’efficienza delle strutture preposte al contrasto della criminalità e proporre tutte quelle
mutazioni,aggiustamenti,integrazioni che dovessero rendersi necessari per aumentarne l’efficacia;
d)vagliare il senso di sicurezza soggettiva dei cittadini comparandola a quella oggettiva;
e)effettuare una “mappatura” delle istituzioni del privato sociale connesse con problemi della sicurezza e del contrasto
alla criminalità;
f)verificare la compatibilità con le leggi ed i regolamenti di tutti gli atti assunti dalla pubblica amministrazione locale.
Art.3 L’Osservatorio é presieduto dal Sindaco – o suo delegato in caso di assenza – ed é composto da:
a) 2 rappresentanti designati dalle associazioni di volontariato di provata serietà ed affidabilità ai livelli nazionali,oltre
che presenti sul territorio comunale e che svolgano con continuità da almeno due anni attività in favore dell’azione di
sostegno alla legalità ed alla lotta alla criminalità comune e mafiosa;
b)il Prefetto o suo rappresentante;
c)il Questore o suo rappresentante;
d)il Comandante provinciale dei Carabinieri o suo rappresentante;
e)il Comandante provinciale della Guardia di Finanza o suo rappresentante;
f)il Comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato o suo rappresentante;
g) il Comandante della Polizia Municipale;
h) 2 magistrati,il primo in rappresentanza della Procura della Repubblica territoriale ordinaria ed il secondo della
Direzione Distrettuale Antimafia competente per il territorio;
i)il responsabile della SUA (Stazione Unica Appaltante);
l)il Dirigente del Servizio comunale competente (da cambiare a seconda dell’oggetto in discussione);
m)3 rappresentanti dei sindacati dei lavoratori e dei datori di lavoro più rappresentativi a livello nazionale.
Art.4 La nomina dei componenti l’Osservatorio avviene con atto di Giunta Municipale su designazione dei rispettivi
sodalizi o enti di appartenenza.
Essi restano in carica fino alla scadenza della consiliatura.
Art 5 Il Sindaco provvede alla prima convocazione ed all’insediamento dell’Osservatorio;
a)In caso di dimissioni,decesso o impedimento di un membro dell’Osservatorio si provvede alla sua sostituzione
secondo le modalità di cui all’art.4;
b)l’assenza a tre sedute consecutive comporta la decadenza dalla nomina e la conseguente sostituzione del soggetto
decaduto con altro indicato dallo stesso ente o sodalizio di appartenenza;
c)l’Osservatorio é validamente costituito con la nomina di almeno la metà dei suoi membri.
Art 6 Il Presidente provvede alla convocazione della riunione dell’Osservatorio almeno 3 volte l’anno;
il Presidente é tenuto a convocare,inoltre, la riunione dell’Osservatorio ogni volta che a farne richiesta sia almeno un
terzo dei componenti dello stesso;
le riunioni dell’Osservatorio sono valide con la partecipazione della maggioranza dei suoi membri;
l’Osservatorio delibera a maggioranza dei presenti.
Art 7 L’Osservatorio provvede a nominare durante la sua prima riunione il Segretario scegliendolo fra i suoi
componenti.
Art 8 L’Amministrazione comunale provvederà a dotare l’Osservatorio di tutti i supporti strumentali,tecnici,documentali
e regolamentari per consentirgli lo svolgimento dei suoi compiti;
l’Amministrazione comunale si attiverà per recuperare in sede provinciale,regionale,nazionale e comunitaria
finanziamenti a sostegno delle attività e delle iniziative promosse dall’Osservatorio.
Art.9 La partecipazione alle riunioni ed alle attività dell’Osservatorio é gratuita e non dà diritto ad alcun
compenso,retribuzione o rimborso.
Art.10. – Accesso agli atti .
I membri dell’Osservatorio potranno accedere direttamente a tutti gli atti comunali (dall’anagrafe,
alle delibere, ai fascicoli delle gare e ad ogni altro documento ritenuto utile per lo svolgimento delle
attività proprie).

OSSERVATORIO COMUNALE CONTRO LA CRIMINALITA’.

Fra poco  partirà la richiesta dell’Associazione Caponnetto di istituzione degli Osservatori contro la criminalità nei comuni di Isernia nel Molise,Civitavecchia e Pomezia nel Lazio,Napoli,Salerno e Santa Maria la Carità in Campania.La condizione,però,é che tali Osservatori dovranno essere costituiti sulla base dell’accettazione da parte delle suindicate amministrazioni del Regolamento elaborato dall’Associazione Caponnetto ad evitare che essi,come spesso avviene,diventino un instrumentum regni al servizio delle forze politiche che governano i comuni.In essi, quindi,a parte il Sindaco che rappresenta l’istituzione,non dovranno esserci,consiglieri,assessori o,comunque,esponenti politici e dovranno vedere la partecipazione diretta di Magistrati e rappresentanti PROVINCIALI ( non locali) delle forze dell’ordine.

——————————-

QUESTO   E’  LO SCHEMA DEL REGOLAMENTO
COMUNALE CONTRO LA CRIMINALITA’ CHE
l’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO HA PROPOSTO
GIA’ UN PAIO DI ANNI FA AI SINDACI DI
LAZIO,CAMPANIA E MOLISE,SENZA MAI AVER
AVUTO ALCUN RISCONTRO.
IL PROBLEMA E’ CHE IN UN ORGANISMO COSI’
DELICATO UN’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA
SERIA ED OPERATIVA QUAL’E’ LA
CAPONNETTO   NON PUO’ CHE FARSI
RAPPRESENTARE DA PERSONE SERIE,ATTIVE
,IMPEGNATE GIA’
NELL’ASSOCIAZIONE,FIDATISSIME  ED
ALTAMENTE PREPARATE .
QUINDI LA PROPOSTA PUO’ ESSERE
PRESENTATA SOLAMENTE IN QUEI COMUNI
LADDOVE SI DISPONE DI PERSONALE ADATTO b
E NON DOVUNQUE.
I COMUNI  AI  QUALI    l’ASSOCIAZIONE
CAPONNETTO   CHIEDERA’ PROSSIMAMENTE DI
ISTITUIRE L’OSSERVATORIO, PREVIA
ADOZIONE PERO’ DELLA BOZZA DI
REGOLAMENTO     ELABORATO
DALL’ASSOCIAZIONE ,SARANNO QUELLI DI
CIVITAVECCHIA  E POMEZIA NEL LAZIO , DI
NAPOLI,SORRENTO E SANTA MARIA LA
CARITA’ IN CAMPANIA E DI ISERNIA IN MOLISE.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA LOTTA
ALLE  ILLEGALITA’ E LE MAFIE  “ANTONINO
CAPONNETTO”
www.comitato-antimafia-lt.org
info@comitato-antimafia-lt.org
tel 3470515527

REGOLAMENTO PER L’OSSERVATORIO COMUNALE
CONTRO LA CRIMINALITA’

Art.1 E’ istituito l’Osservatorio Comunale  contro la criminalit
inteso come centro di studi,ricerca,documentazione e di iniziativa
sociale a sostegno  della legalità e della lotta alla corruzione ed
alla criminalità comune e mafiosa.
Art.2 L’Osservatorio svolge i compiti:
a)studiare e “fotografare” le forme criminali tradizionali ed
emergenti presenti sul territorio;
b)individuare i settori a maggior rischio di infiltrazione  mafiosa;
c)analizzare l’efficienza  delle strutture preposte al contrasto della
criminalità e proporre tutte quelle
mutazioni,aggiustamenti,integrazioni che dovessero rendersi
necessari per aumentarne l’efficacia;
d)vagliare il senso di sicurezza soggettiva dei cittadini
comparandola a quella oggettiva;
e)effettuare una “mappatura” delle istituzioni del privato sociale
connesse con problemi della sicurezza e del contrasto alla
criminalità;

f)verificare la  compatibilità con le  leggi ed i  regolamenti di tutti
gli atti assunti dalla pubblica amministrazione locale.
Art.3  L’Osservatorio é presieduto dal Sindaco – o suo delegato in
caso di assenza – ed é composto da:
a) 2 rappresentanti designati dalle associazioni di volontariato  di
provata serietà ed affidabilità ai livelli nazionali,oltre che presenti
sul territorio comunale e che svolgano con continuità da almeno
due anni attività  in favore dell’azione di sostegno alla legalità ed
alla lotta alla criminalità comune e mafiosa;
b)il Prefetto o suo rappresentante;
c)il Questore o suo rappresentante;
d)il Comandante provinciale dei Carabinieri o suo rappresentante;
e)il  Comandante provinciale della Guardia di Finanza o suo
rappresentante;
f)il Comandante  provinciale del Corpo Forestale dello Stato o suo
rappresentante;
g) il Comandante della Polizia Municipale;
h) 2 magistrati,il primo  in rappresentanza della Procura della
Repubblica territoriale ordinaria ed il secondo della Direzione
Distrettuale Antimafia competente per il territorio;
i)il responsabile della SUA (Stazione Unica Appaltante);
l)il Dirigente del Servizio comunale competente (da cambiare a
seconda dell’oggetto in discussione);
m)3 rappresentanti dei sindacati dei lavoratori e dei datori di
lavoro più rappresentativi a livello nazionale.
Art.4 La nomina dei componenti l’Osservatorio avviene con atto di
Giunta Municipale su designazione dei rispettivi sodalizi o enti di
appartenenza.
Essi restano in carica fino alla scadenza della consiliatura.
Art 5 Il Sindaco provvede alla prima convocazione ed
all’insediamento dell’Osservatorio;
a)In caso di dimissioni,decesso o impedimento di un membro
dell’Osservatorio si provvede alla sua sostituzione secondo le
modalità di cui all’art.4;

b)l’assenza a tre sedute consecutive comporta la decadenza dalla
nomina e la conseguente sostituzione del  soggetto decaduto con
altro indicato dallo stesso ente o sodalizio di appartenenza;
c)l’Osservatorio é validamente costituito con la nomina di almeno
la metà dei suoi membri.
Art 6  Il Presidente provvede alla convocazione della riunione
dell’Osservatorio almeno 3 volte l’anno;
il Presidente é tenuto a convocare,inoltre, la riunione
dell’Osservatorio ogni volta che a farne richiesta sia almeno un
terzo dei componenti dello stesso;
le riunioni dell’Osservatorio sono valide con la partecipazione
della maggioranza dei suoi membri;
l’Osservatorio delibera a maggioranza dei presenti.
Art 7  L’Osservatorio provvede a nominare durante la sua prima
riunione il Segretario scegliendolo fra i suoi componenti.
Art 8  L’Amministrazione comunale provvederà a dotare
l’Osservatorio di tutti  i supporti strumentali,tecnici,documentali e
regolamentari per consentirgli lo svolgimento dei suoi compiti;
l’Amministrazione comunale si attiverà per recuperare in sede
provinciale,regionale,nazionale e comunitaria finanziamenti  a
sostegno delle attività e delle iniziative promosse
dall’Osservatorio.
Art.9 La partecipazione alle riunioni ed alle attivit
dell’Osservatorio é gratuita e non dà diritto ad alcun
compenso,retribuzione o rimborso.
Art.10. – Accesso agli atti .
I membri dell’Osservatorio potranno accedere direttamente a tutti
gli atti comunali (dall’anagrafe,
alle delibere, ai fascicoli delle gare e ad ogni altro documento
ritenuto utile per lo svolgimento delle
attività proprie).

Appalti: Anticorruzione,’60% senza gara’. Un risultato allarmante, un regalo alla corruzione e alle mafie! Ecco come si foraggia la mafia !

Appalti: Anticorruzione,’60% senza gara’

Affidamento diretto per 34% importi. Authority, ‘una criticità‘

 © ANSA
© ANSA

Redazione ANSAROMA

26 febbraio 201523:34News

(ANSA) – ROMA, 26 FEB – Il 60% dei contratti pubblici viene stipulato in affidamento diretto e non con gara d’appalto, per un 34,66% dell’importo complessivo. E metà dei comuni capoluogo ha usato l’affidamento diretto nell’80% dei casi. Sono i dati del monitoraggio svolto dall’Anticorruzione guidata da Cantone, che segnala “una criticità” per “l’utilizzo eccessivo di tale procedura”.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2015/02/26/appalti-anticorruzione60-senza-gara_7c3a1e2a-ce46-47eb-977e-450ee359e749.html

Nella vicenda del “caro estinto” nella Capitale l’Associazione Caponnetto querelata e prosciolta.

NELLA VICENDA DELL “CARO ESTINTO” NELLA
CAPITALE   L’ASSOCIAZIONE  CAPONNETTO
QUERELATA    E      PROSCIOLTA

Il GIP  DEL TRIBUNALE DI ROMA HA EMESSO
DECRETO   DI    ARCHIVIAZIONE     SUL
PROCEDIMENTO     PENALE    CHE   CI   VEDEVA
COINVOLTI    NELLA   VICENDA    DEL    “CARO
ESTINTO “    NELLA      CAPITALE.
AFFIDEREMO  AI GIUDICI  IL COMPITO  DI
VALUTARE ORA  IL LIVELLO  DEL  DANNO
ARRECATO  ALL’IMMAGINE   ED   AL RUOLO
DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO  E DEL SUO
SEGRETARIO.
LE COSE ANDARONO  NEL MODO SEGUENTE.
A ROMA C’E'  STATA   E   C’E'  UNA FORTE
PROTESTA DEI  TITOLARI   DELLE   IMPRESE   DI
POMPE FUNEBRI    CHE  LAMENTANO    IL  FATTO
CHE SU  CIRCA  500   SOLO   2    SAREBBERO
MESSE   IN GRADO    DI    LAVORARE    AVENDO
ACCESSO ALLE   CAMERE   MORTUARIE   DEGLI
OSPEDALI.
UNA SITUAZIONE,COME SI VEDE,ALQUANTO
ANOMALA CHE VA ASSOLUTAMENTE CHIARITA.
ALCUNI   RAPPRESENTANTI  DELLA CATEGORIA
SI RIVOLSERO  A NOI  DELL’ASSOCIAZIONE
CAPONNETTO   PER   CHIEDERCI  UN   SOSTEGNO
NELL’AZIONE CHE VOLEVANO   INTRAPRENDERE
NEI    CONFRONTI   DEGLI    ORGANISMI
COMPETENTI   PER    FARE    IN   MODO   CHE
TUTTI    FOSSERO   MESSI   IN   GRADO   DI
LAVORARE.

NON POTEVANO TIRARCI  INDIETRO   PERCHE’  SI
TRATTAVA   E   SI TRATTA  DI UNA BATTAGLIA  DI
GIUSTIZIA  CHE,OLTRETUTTO,RIGUARDA  ANCHE
L’OCCUPAZIONE  DI TANTISSIME FAMIGLIE DI
ROMANI E DI CITTADINI DEI COMUNI VICINI ALLA
CAPITALE.
FU ORGANIZZATA UNA MANIFESTAZIONE
DAVANTI  ALLA REGIONE  LAZIO  SU  VIA
CRISTOFORO  COLOMBO E NOI OVVIAMENTE
PARTECIPAMMO.
VOLEVAMO   ESSERE   RICEVUTI    DAL
GOVERNATORE ZINGARETTI   PER ESPORGLI LE
NOSTRE LAMENTELE E PER CHIEDERGLI
CHIARIMENTI AL RIGUARDO,MA NON  CI  FU
POSSIBILE.
DURANTE LA MANIFESTAZIONE VENNERO I
RAPPRESENTANTI DELLA STAMPA,COMPRESI
QUELLI DELLA RAI,I QUALI  CI INTERVISTARONO
SULLE RAGIONI DELLA PROTESTA.
QUELLI   DELLA RAI AVVICINARONO  GLI
ORGANIZZATORI,IL LORO AVVOCATO   FABRIZIO
SEPIACCI  E NOI  E CI FECERO UNA DOMANDA
“TRABOCCHETTO”  SULLA PRESENZA DI
UN’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA   IN  UNA VICENDA
DEL GENERE.
” C’E’ MAFIA ?”,CI FU DOMANDATO.
NOI  RISPONDEMMO,SENZA MAI  FARE NOMI E
COGNOMI,CHE NON AVEVAMO  ELEMENTI  PER
AFFERMARE  CHE C’ERA DI MEZZO LA MAFIA,MA
CHE,PURTTUTTAVIA, RITENEVAMO CHE NON ERA
GIUSTO CHE A LAVORARE FOSSERO SOLAMENTE

UN PAIO DI IMPRESE SU 500  E
CHE,QUINDI,VOLEVAMO VEDERCI   CHIARO.
TUTTO  QUA.
PARTI’   SUBITO   UNA QUERELA DA PARTE DEL
RAPPRESENTANTE DI UNA DELLE  DUE IMPRESE.
IL PM,DOPO LE INDAGINI,HA CHIESTO
L’ARCHIVIAZIONE ED IL  GIP L’HA ORA
CONFERMATA.
QUESTA,LA STORIA NUDA E CRUDA.
LA NOSTRA DIFESA E’  STATA ASSUNTA E
PORTATA   AVANTI    CON    BRAVURA  E
COMPETENZA     DALL’AVVOCATO     FABRIZIO
SEPIACCI  DI ROMA,IL LEGALE ANCHE
DELL’ASSOCIAZIONE CHE TUTELA  GLI INTERESSI
DI MOLTI  TITOLARI   DI   IMPRESE  DI   POMPE
FUNEBRI.
CON LUI  ORA   STIAMO   STUDIANDO LE AZIONI
DA INTRAPRENDERE NON SOLO PER TUTELARE
L’ONORABILITA’  DELL’ASSOCIAZION E
CAPONNETTO E DEL SUO SEGRETARIO,MA ANCHE
PER COMPLETARE IL DISCORSO  APPENA
INIZIATO.
E’ GIUSTO CHE DEBBANO     LAVORARE
SOLAMENTE DUE-TRE IMPRESE SU  CIRCA 500
???????????
COSA DICE AL RIGUARDO LA REGIONE LAZIO
??????
E’  QUANTO    CHIEDEREMO  A BREVE  DI
CONOSCERE A CHI DI COMPETENZA.

.Ringraziamenti al Prefetto di Caserta per la soluzione del “caso” Luigi Leonardi.

COMUNICATO STAMPA

 

 

Dobbiamo dare atto al nuovo Prefetto di Caserta di

una sensibilità  e di una disponibilità

che,francamente,non ci saremmo aspettati.

Il “caso” del Testimone di Giustizia Luigi Leonardi,da

noi sollevato,ha trovato subito la soluzione dopo

l’intervento del Prefetto la  quale ci ha telefonato

assicurandoci che Luigi Leonardi può andare a ritirare

anche ora in Prefettura quanto richiesto.

Il Prefetto ci ha gentilmente anche aggiornati sullo

stato della pratica negli Uffici centrali del Ministero.

Siamo riconoscenti al Prefetto e riteniamo doveroso,a

questo punto,esternarle i sensi della nostra stima.

 

Ass.Caponnetto

 

Lettera al Prefetto di Caserta ed al Capo dello Stato per il Testimone di Giustizia Luigi Leonardi

Dr.Carmela Pagano

Prefetto di

CASERTA

 

e p.c.

On.Presidente della Repubblica

ROMA

 

 

 

 

OGGETTO:Luigi Leonardi

Testimone di Giustizia

 

 

Signor Prefetto,

in relazione al gravissimo “caso”  che ha visto il Testimone

di Giustizia Luigi Leonardi vittima,secondo notizie di

stampa (v.allegato),di un rifiuto oppostogli da un

funzionario di codesta Prefettura di rilasciargli la

documentazione richiesta,la scrivente Associazione,tenuto

conto dell’URGENZA imposta dall’imminente scadenza dei

termini per un ricorso da parte dell’interessato avverso alle

decisioni adottate,La prega  di voler far conoscere se il

rifiuto di cui sopra è confermato o meno.

In attesa,distinti saluti

IL SEGRETARIO

Dr.Elvio Di Cesare

 

.In Campania tutta un’”area grigia” che va tutta individuata e colpita.

L’Associazione Caponnetto: “A Napoli c’è una zona grigia che alimenta i clan”

L’Associazione Caponnetto: “A Napoli c’è una zona grigia che alimenta i clan”

Sabato si e’ svolta, a NaE' MORTO CAPONNETTO ANTONIOpoli, la tradizionale riunione mensile degli amici iscritti all’Associazione Caponnetto della Campania. In un comunicato il presidente mette sotto accusa “tutta quella vasta area grigia che, annidata nella politica e nelle istituzioni campane, rappresenta il nerbo centrale della criminalita’ mafiosa e non solo. Una criminalita’ mafiosa che, alleata e supportata da gruppi di interessi oscuri, e’ riuscita a sottrarre spazi vitali alla vivibilita’ civile e democratica della popolazione campana fino quasi a ridurre al collasso le stesse istituzioni ed a compromettere irreversibilmente il processo di una crescita economica e sociale corretta non solo della campania ma anche di altre vaste aree del paese, oltre che, in particolare, dell’intero Centrosud dell’italia”.

La collocazione della Campania, si legge ancora nel comunicato, “regione purtroppo caratterizzatosi, per colpa delle sue classi dirigenti, come uno dei territori a piu’ alto tasso di inquinamento mafioso e di malaffare, nel quadro socio-economico del paese, induce l’associazione caponnetto a confermare la sua tradizionale linea della piu’ piena autonomia e di distacco sia dalla politica che dalle istituzioni locali nei cui confronti essa si vede costretta, percio’, ad assumere un comportamento di estremo rigore. Cio’ anche se dovesse comportare una posizione di piena solitudine, da parte dell’associazione stessa, rispetto alla rimanente parte del mondo organizzato locale le cui strategie e le cui tattiche – si rende necessario ammetterlo – si sono, purtroppo, rivelate inefficaci nel bloccare – o quanto meno rallentare – il processo di arretramento sociale, politico, culturale ed economico della regione. I valori sui quali e’ nata e poggia la vita stessa dell’associazione caponnetto non possono essere annacquati e sviliti da eventuali comportamenti di lassismo o di facile arrendevolezza di fronte a una situazione complessiva che non solo non migliora con il passare del tempo, ma che, purtroppo, addirittura va degradando sempre di piu’”.

Gia’ nella riunione di ieri sono stati compiuti importanti atti di denuncia di situazioni particolari ed altri che riguardano le varie aree della regione ne verranno compiuti negli incontri che seguiranno.

Per la vicenda di Luigi Leonardi non ci fermeremo alla richiesta di intervento del Capo dello Stato.La cosa non finisce qua.

.Per la vicenda del rifiuto da parte della Prefettura di Caserta di rilasciare l’autorizzazione di accesso agli atti al Testimone di Giustizia Luigi Leonardi ,oltre  alla richiesta di intervento del Capo dello Stato che già abbiamo fatto,avvieremo altre iniziative.La cosa non finisce qua perché é giunta l’ora di  capire bene da quale parte  taluni presidi territoriali dello Stato stanno,se da parte dello Stato o della camorra.

QUESTA STORIA DEL RIFIUTO OPPOSTO A
LUIGI LEONARDI DA PARTE DELLA
PREFETTURA DI CASERTA NON FINISCE QUA.

Siamo disposti ad andare fino in fondo per ottenere
ampia soddisfazione  in ordine alla vicenda del  rifiuto
opposto  dalla Prefettura di Caserta a Luigi Leonardi
di rilasciargli l’autorizzazione all’accesso agli atti
relativi alle denunce da lui fatte dopo quanto subito da
parte di elementi  probabilmente collegati  con la
criminalità organizzata.
Ci fermeremo quando il Prefetto in persona  gli
chiederà scusa e gli rilascerà immediatamente quanto
da lui richiesto.
Ma non solo perché anche questo non basterà a farci
ritenere soddisfatti in quanto il nostro obiettivo é
quello di chiarire una buona volta per  sempre da
quale parte sta ognuno,se contro la camorra o a
favore.
Pretendiamo che il chiarimento ci venga
personalmente dal Prefetto.
Ora siamo veramente stufi dei comportamenti di chi in
Italia dice di stare con lo Stato-Stato
e,poi,oggettivamente si comporta come coloro che
stanno dall’altra parte.
Questo é il punto che a noi interessa soprattutto.
Abbiamo già chiesto l’intervento del Capo dello Stato
ma non ci fermeremo perché segnaleremo la cosa
anche alla DDA per “capire” il motivo di tali

comportamenti e continueremo a denunciare
mediaticamente,anche a mezzo di manifesti
pubblici,non trascurando di far presentare
interrogazioni in Parlamento.
La Prefettura di Caserta rappresenta uno dei presidi
dello Stato dove in passato ci sono state situazioni di
cui si é dovuto occupare la cronaca e l’Associazione
Caponnetto ,pertanto,vuol vederci chiaro e verificare
se ci sono ancora o meno residui di quelle situazioni.
Non ci fermeremo qua.

Ass.A.Caponnetto
www.comitato-antimafia-lt.org

La Prefettura di Caserta nega i documenti richiesti secondo legge da un testimone di giustizia. L’allarme e la protesta della Caponnetto.

La Prefettura di Caserta nega i documenti richiesti secondo legge da un testimone di giustizia. L’allarme e la protesta della Caponnetto. Nelle Prefetture ed al Ministero dell’Interno debbono mettersi tutti in testa che i Testimoni di Giustizia vanno rispettati e serviti subito.Altrimenti l’Associazione Caponnetto sarà inflessibile e dura.

comunicato stampa

La Prefettura di Caserta nega i documenti richiesti secondo legge da un testimone di giustizia.

L’allarme e la protesta della Caponnetto

 

Ieri, 18 febbraio 2015, il testimone di giustizia Luigi Leonardi, recatosi alla Prefettura di Caserta per richiedere copia degli atti riguardanti il rigetto della sua richiesta di sostegno in quanto vittima di racket, al fine di presentare ricorso nei limitati tempi previsti dalla norma, ha ricevuto un netto rifiuto. L’addetto gli ha risposto che la fotocopiatrice era guasta, mancava perfino la carta e comunque ieri “non avevano tempo” per evadere la sua richiesta.

Subito dopo Leonardi si è presentato alla stazione dei Carabinieri di Marcianise, dove ha denunciato il fatto. «Adesso, con una scadenza che pende come una spada – si legge nella denuncia – attendo che la Prefettura si decida a comprare una fotocopiatrice e una risma di carta, e a trovare tra i vari addetti che affollavano la sala del caffè e il corridoio, a parte qualcuno, un santo che faccia le fotocopie e mi dia la possibilità di far valere i miei diritti in un sistema incancrenito dalle Mafie».

 

L’Associazione Caponnetto esprime viva preoccupazione per quanto accaduto, che conferma la scarsa attenzione dello Stato nei confronti di uomini e donne privati dei mezzi di sostentamento ed esposti alle ritorsioni della malavita organizzata solo per aver fatto il loro dovere.

 

Roma, 19 febbraio 2015

 

Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto

vocedellevocionlus

vocedellevoci@gmail.com

Contatti: 347.0515527 – 347.3615263www.comitato-antimafia-lt.org

elvio di cesare

14:42 (5 ore fa)

a me
COMUNICATI. La Prefettura di Caserta nega i documenti richiesti secondo legge da un testimone di giustizia. L’allarme e la protesta della Caponnetto.Veramente assurdo il comportamento di taluni dirigenti delle Prefetture per quanto riguarda il trattamento dei Testimoni di Giustizia.Già in passato abbiamo dovuto interessarci di qualche altra Prefettura dove qualche Prefetto addirittura non riceve i Testimoni di Giustizia,ma quello che si é verificato ieri a Caserta é veramente grave.L’addetto del quale si parla nel Comunicato dell’Associazione Caponnetto é arrivato anche a negare di aver ricevuto una Raccomandata dell’Associazione Caponnetto della quale noi abbiamo la ricevuta di ritorno con tanto di timbro PREFETTURA DI CASERTA –GABINETTO. Questi comportamenti ai danni di chi si è giocata la vita per schierarsi dalla parte della Giustizia e dello Stato di diritto contro la camorra non sono ammissibili e l’Associazione Caponnetto chiede ufficialmente al Ministro dell’Interno di intervenire personalmente con una nota di demerito per quell’addetto.VERGOGNA!!!!!!!

Oggi in Commissione Ambiente invitato Cantone ad occuparsi della Cispadana.

> STRADE. M5S CHIAMA CANTONE: SI OCCUPI DELLA CISPADANA DOPO SCONTRO COL PD, DELL’ORCO RILANCIA: FAR LUCE SU COOPSETTE
> (DIRE) Modena, 16 feb. – «Si occupi anche della concessione sulla Cispadana, prima che sia troppo tardi». E’ l’appello che Michele Dell’Orco, deputato M5s capogruppo in commissione Trasporti, ha rivolto oggi al presidente dell’Anac Raffaele Cantone, intervenuto in commisione Ambiente nell’ambito del ciclo di audizioni sulle concessioni autostradali. Dopo un botta e risposta oggi coi deputati Pd sull’opera autostradale, Dell’Orco rilancia: «Seguiamo da tempo i problemi che riguardano le concessioni stradali e apprezziamo l’operato di Cantone. Proprio per questo- scrive il grillino in una nota- oggi ho chiesto direttamente a lui di sostenere la nostra battaglia di trasparenza e buon governo contro un’opera inutile e dannosa come l’autostrada Cispadana contro la quale abbiamo gia’ depositato una risoluzione».
> All’interno della societa’ di progetto Arc che costruira’ e gestira’ per 49 anni l’autostrada, ricorda Dell’Orco, c’e’ anche la Coopsette, «una cooperativa che risulterebbe al centro di numerose indagini della magistratura: non e’ possibile affidare un’opera pubblica in queste condizioni», conclude il deputato M5s dicendosi «certo che il presidente Cantone avra’ modo di intervenire sulla questione per quanto di sua competenza».
> (Lud/ Dire) 18:24 16-02-15
>

>

L’allarme dell’ Associazione Caponnetto per il fenomeno “Telecamorra”

La Caponnetto esprime le sue preoccupazioni in ordine a quanto denunciato nel Documentario “Telegomorra” trasmesso dalla tv privata Julie Italia  e chiede agli organismi competenti di fare piena chiarezza

 

L’Associazione Antimafia Caponnetto esprime viva preoccupazione per quanto denunciato  nel filmato dal titolo “Telegomorra” in onda sulle frequenze di Julie Italia (Canale 19 Digitale Terrestre in Campania, visibile anche al link http://www.julienews.it/filmato/speciale-telecamorra/8_348050.html#player).

L’Associazione ha manifestato tali sue forti  preoccupazioni nelle sedi competenti, chiedendo di fare piena chiarezza  sull’intera materia.

 

 

 

Roma, 16 febbraio 2015

 

Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto

Arrestati due imprenditori vicini a clan Prestanome fedelissimo figlio Sandokan, gestivano lidi e armi.

Arrestati due imprenditori vicini a clan

Prestanome fedelissimo figlio Sandokan, gestivano lidi e armi

 © ANSA

Redazione ANSANAPOLI 14 febbraio 201514

(ANSA) – NAPOLI, 14 FEB – Due imprenditori ritenuti organici alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi, Luigi Russo, titolare tra l’altro di lidi a Castel Volturno (Caserta), e Luigi Mercadante, sono stati arrestati dai carabinieri. A un terzo indagato, già detenuto, è stata disposto l’obbligo di presentazione. Sarebbero dei prestanome di Pasquale Vargas, fedelissimo di Nicola Schiavone, figlio di “Sandokan”. Gestivano alcuni lidi a Castel Volturno e custodivano armi per conto del camorrista.

Si muova il Ministro Alfano e richiami il Prefetto di Vibo Valentia ed i suoi subordinati.

Si muova il Ministro Alfano e richiami il Prefetto di Vibo Valentia.I Testimoni di Giustizia vanno RISPETTATI.O cambiamo le cose o cominciamo ad attaccare con manifesti e interrogazioni parlamentari.VERGOGNA !!!!!!!

ORE DI ATTESA  E FUORI AL FREDDO  E PURE
ESPOSTO AL RISCHIO DI RITORSIONI
VIOLENTE DA PARTE DI EVENTUALI KILLER.
MA COME FUNZIONA LA PREFETTURA DI
VIBO VALENTIA PER QUANTO RIGUARDA IL
TRATTAMENTO DEI TESTIMONI DI
GIUSTIZIA?????????
INTERVENGA IL MINISTRO ALFANO!!!!!!!!!

Abbiamo i nervi a fior  di pelle e,se non cambiano le
cose,cominceremo un fuoco di fila senza  un attimo di
tregua.
I Testimoni di Giustizia vanno rispettati e non
umiliati come spesso avviene in taluni Uffici dello
Stato.
R I S P  E T T A T I !!!!!!!!!!!
Lo tengano bene a mente  nella Prefettura di Vibo
Valentia e in tutti gli altri uffici d’Italia ai quali si
rivolgono questi uomini e donne eccezionali.
Stamane il Testimone di Giustizia Salvatore
Barbagallo,convocato per le prime ore della
giornata,ha dovuto attendere lorsignori per ore fuori al
portone della Prefettura di Vibo Valentia,al freddo ed
esposto,pertanto, anche al rischio di  subire eventuali
violenze da parte di malintenzionati legati a coloro
che ha denunciato.
Ore di attesa senza peraltro ottenere nulla.

Questa storia deve finire e noi la faremo finire
cominciando ad attaccare con manifesti e
interrogazioni parlamentari perché Prefetti  ,vice
Prefetti e funzionari, quando hanno a che fare con i
Testimoni di Giustizia ,DEBBONO  mettersi a loro
disposizione e non trattarli in questo modo.
Vergogna!
Si muova il Ministro Alfano e richiami quel Prefetto
!!!!!!!!

Testimoni giustizia: Di Maio scrive a viceministro Bubbico – Pizzo? No Grazie.

Testimoni giustizia: Di Maio scrive a viceministro Bubbico

“Sia ascoltata e tutelata Italia migliore che non si piega”

10 febbraio, 20:10

(ANSA) – ROMA, 10 FEB – Una lettera al viceministro all’Interno Filippo Bubbico perchè “sia ascoltata e tutelata l’Italia migliore, che non si piega al sopruso mafioso”, l’ha scritta oggi il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S) che ha ricevuto, nei giorni scorsi, una delegazione dei testimoni di giustizia venuti a Roma per un sit in pacifico.

Nella lettera, Di Maio fa presenti le richieste che i testimoni di giustizia gli hanno illustrato nel corso dell’incontro: dall’apertura di un tavolo per il miglioramento del sistema di tutela e assistenza degli stessi testimoni, alla costituzione di un “gruppo di confronto” con lo scopo di raccogliere idee e proposte. In particolare, i testimoni di giustizia chiedono che si avvii una riflessione per lo snellimento della burocrazia; il miglioramento del servizio di tutela dei testimoni di giustizia inseriti nei programmi di protezione; l’inserimento di nuove figure quali tutor tecnici e psicologici dei testimoni; l’istituzione di un ufficio preposto che possa dare indicazioni e assistere i testimoni dal primo momento della denuncia sino al loro reinserimento socio-lavorativo e informarli su tutte le possibilità, illustrando la normativa vigente, le opportunità e i percorsi da intraprendere e fornire per il giusto supporto e ascolto. I testimoni chiedono inoltre che si eviti di sradicarli dalla loro casa, migliorando il sistema di protezione dove vivono, di applicare lo steso trattamento per tutti, infine di prevedere agevolazioni fiscali, credito agevolato e incentivi alle loro imprese. Complessivamente sono 85 i testimoni di giustizia in Italia, ovvero coloro che hanno scelto di denunciare omicidi, racket, estorsioni, usura ecc. – la maggior parte tra i 26 e i 60 anni.

Nel programma di protezione del Viminale ci sono anche 253 loro familiari, di cui 103 hanno tra 0 e 18 anni. (ANSA).

Finalmente un intervento serio ed autorevole a favore dei Testimoni di Giustizia.E’ quello del Vice Presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio.

Di Maio testimoni

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