Comunicati

il 26 maggio confronto pubblico sul caso Caivano-cs ASS. Caponnetto

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comunicato stampa

 

 

Giovedì 26 maggio a Caivano confronto aperto ai cittadini sugli orrori del Parco Verde in ricordo di Fortuna e di Antonio

 

L’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto con il Comune di Caivano e con gli avvocati Angelo e Sergio Pisani di Pronto Intervento Legale organizza giovedì 26 maggio l’incontro pubblico sul tema “Caivano – Oltre le sbarre del Parco Verde”, che si terrà nella Biblioteca del Castello Medievale di Caivano (NA) in piazza Cesare Battisti.

 

«Abbiamo aderito subito all’iniziativa dell’avvocato Angelo Pisani e del sindaco di Caivano Simone Monopoli – dichiara il segretario della Caponnetto, Elvio Di Cesare – perché riteniamo che il degrado estremo in cui versano queste sacche di assoluta povertà morale e materiale siano l’humus generato dalla camorra per gestire i suoi traffici, cancellando dignità, sentimenti, senso di appartenenza al genere umano. Straziati per quanto emerso dalle indagini sulla morte dei due bambini, ci associamo alla mobilitazione delle coscienze lanciata da Pisani e dal sindaco Monopoli per fare piena luce su queste mostruosità e prevenire il ripetersi di simili, infamanti situazioni».

 

La Caponnetto sarà in prima fila all’incontro di Caivano con rappresentanti del suo comitato scientifico fra cui il penalista Gerardo Tommasone e la giornalista Rita Pennarola, che condurrà i lavori.

 

In allegato la locandina con il programma, che si concluderà con la marcia silenziosa di cittadini, istituzioni ed esperti verso il Parco Verde, dove saranno lanciati palloncini bianchi al cielo in ricordo di Chicca e del piccolo Antonio.

 

 

Roma, 23 maggio 2016

Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto

Domina Comunicazione

contatti: 347 0515527 – 347.3615263

http://www.comitato-antimafia-lt.org/

L’Associazione Caponnetto a Caivano ( Napoli)

comunicato stampa

Giovedì 26 maggio a Caivano confronto aperto ai cittadini sugli orrori del Parco Verde in ricordo di Fortuna e di Antonio

 

L’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto con il Comune di Caivano e con gli avvocati Angelo e Sergio Pisani di Pronto Intervento Legale organizza giovedì 26 maggio l’incontro pubblico sul tema “Caivano – Oltre le sbarre del Parco Verde”, che si terrà nella Biblioteca del Castello Medievale di Caivano (NA) in piazza Cesare Battisti.

 

«Abbiamo aderito subito all’iniziativa dell’avvocato Angelo Pisani e del sindaco di Caivano Simone Monopoli – dichiara il segretario della Caponnetto, Elvio Di Cesare – perché riteniamo che il degrado estremo in cui versano queste sacche di assoluta povertà morale e materiale siano l’humus generato dalla camorra per gestire i suoi traffici, cancellando dignità, sentimenti, senso di appartenenza al genere umano. Straziati per quanto emerso dalle indagini sulla morte dei due bambini, ci associamo alla mobilitazione delle coscienze lanciata da Pisani e dal sindaco Monopoli per fare piena luce su queste mostruosità e prevenire il ripetersi di simili, infamanti situazioni». 

 

La Caponnetto sarà in prima fila all’incontro di Caivano con rappresentanti del suo comitato scientifico fra cui il penalista Gerardo Tommasone e la giornalista Rita Pennarola, che condurrà i lavori.

 

In allegato la locandina con il programma, che si concluderà con la marcia silenziosa di cittadini, istituzioni ed esperti verso il Parco Verde, dove saranno lanciati palloncini bianchi al cielo in ricordo di Chicca e del piccolo Antonio.

 

 

Roma, 23 maggio 2016

Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto

Domina Comunicazione

contatti: 347 0515527 – 347.3615263

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Caivano oltre le sbarre del Parco Verde – Giovedì 26 maggio incontro pubblico fra cittadinanza, autorità, avvocati ed esperti, poi in marcia verso il Parco Verde .

Caivano oltre le sbarre del Parco Verde – Giovedì 26 maggio incontro pubblico fra cittadinanza, autorità, avvocati ed esperti, poi in marcia verso il Parco Verde – cs

comunicato stampa

Caivano oltre le sbarre del Parco Verde – Giovedì 26 maggio incontro pubblico fra cittadinanza, autorità, avvocati ed esperti, poi in marcia verso il Parco Verde


 

 

Per iniziativa congiunta tra gli avvocati Angelo e Sergio Pisani di Pronto Intervento Legale, il Comune di Caivano e la Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, giovedì 26 maggio si terrà a Caivano un incontro pubblico con la cittadinanza al quale parteciperanno esperti come Roberta Bruzzone, preti coraggio come don Aniello Manganiello, il sindaco di Caivano Simone Monopoli, il magistrato Nicola Graziano, gli avvocati Angelo e Sergio Pisani che assistono i familiari delle piccole vittime del Parco Verde, la psicologa Roberta BasileRoberto Mirabile dell’Associazione La Caramella Buona Onlus e il rappresentante Unicef Mimmo Pesce, oltre ad altri esponenti della società civile e delle associazioni.

Scopo dell’iniziativa è un confronto aperto con i cittadini per delineare i reali contorni di un caso umano e giudiziario senza precedenti per l’inaudita mostruosità a danno di bambini emersa dalle indagini, col fine ultimo di sensibilizzare tutti a collaborare per sottrarre altri piccoli innocenti allo stesso tragico destino di Chicca e di Antonio, nel ricordo dei due bambini uccisi al Parco Verde.

«Per quanto agghiacciante – dichiara l’avvocato Angelo Pisani, che assiste i papà di Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio – la ricostruzione dei fatti finora venuta alla luce indica chiaramente che il quadro di abusi e violenze in danno di minori qui è purtroppo molto più ampio e non meno gravido di complici omissioni. Dobbiamo ancora accendere tutti i riflettori su questi angoli bui del mondo, popolati di mostri, che esistono al Parco Verde così come nelle altre ‘discariche’ d’Italia e del mondo in cui è stata confinata la parte più povera dell’umanità. E’ nostro dovere chiamare lo Stato alle proprie responsabilità e pretendere immediati, idonei provvedimenti. Lo scopo dell’incontro di giovedì – conclude Pisani – è prima di tutto questo».

Al termine del confronto, che si terrà a partire dalle ore 15 nella Biblioteca del Castello Medievale di Caivano, è stata organizzata una marcia silenziosa di popolazione, esperti ed autorità dal centro storico fino al Parco Verde, dove saranno liberati al cielo centinaia di palloncini bianchi  in ricordo di Chicca e di Antonio, perché non accada mai più che l’umanità arrivi a così aberranti delitti.

 

Napoli, 20 maggio 2016   

 

Ufficio stampa Studio Legale Pisani & Partners

 

 

Studio Pisani & Co.
Piazza Vanvitelli 15
80129 Napoli, IT

Tel.: 081 556.77.77     www.angelopisani.it

contatti: stampapisani@gmail.com - 335.417420 – 347.3615263

L’Associazione Caponnetto porge il benvenuto al nuovo Procuratore di Civitavecchia Vardaro

Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie
“Antonino Caponnetto
L’associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” porge il benvenuto e i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Procuratore Capo della Repubblica di Civitavecchia Dr. Andrea Vardaro.
La realtà dell’area di competenza della Procura di Civitavecchia, che va da Tarquinia sino all’aeroporto di Fiumicino, è un’area vasta, in cui si articolano dinamiche complesse dovute alla molteplicità di interessi che si muovono attorno ad insediamenti strategici quali il porto, l’aeroporto, il polo energetico etc che nell’attrarre ingenti investimenti, richiamano anche l’interessi di organizzazioni criminali e bande di affaristi e speculatori.
Dinamiche in parte venute alla luce, anche a seguito delle vicende di Mafia Capitale e del crac di banca Etruria, ma sulle quali c’è ancora molto da indagare. Tante sono le inchieste in corso, ancor più numerose quelle che potrebbero essere avviate.
Sappiamo quanto la grave carenza di organico abbia messo in difficoltà la locale Procura e costituito ostacolo al corretto funzionamento della amministrazione giudiziaria, ed è anche per questo, oltre che per nostro specifico ruolo istituzionale, che agli auguri vogliamo aggiungere la disponibilità della nostra Associazione a una utile collaborazione per contribuire alla ricostruzione di un senso e di legalità e di giustizia sul territorio.
Civitavecchia. 19.05.2016
                                   Il Presidente Onorario                                                       Il Segretario Nazionale
                                  Prof.  Avv. Alfredo Galasso                                                        Dr. Elvio Di Cesare
Per contatti:
asscaponnettocv@gmail.com
info@comitato-antimafia-lt.org

Omicidio Fortuna – L’avvocato Pisani incontra il sottosegretario Federica Chiavaroli – E’ allucinante il quadro delle periferie italiane che sta venendo fuori da questa vicenda bieca e dolorosa.Siamo molto oltre il Medioevo.Che orrore!!!!!!!!!!!!!

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comunicato stampa

 

 

Omicidio della piccola Fortuna – L’avvocato Pisani incontra il sottosegretario Federica Chiavaroli cui  consegna un dossier sulla vicenda – Gli impegni assunti dall’esponente del Governo

«Dobbiamo accendere tutte le luci possibili e non lasciare nulla al caso, senza paura, nessuno si deve girare dall’altra parte o far finta di non vedere, se ci sono minacce significa che la direzione è quella giusta». Così l’avvocato Angelo Pisani, difensore dei familiari di Fortuna Loffredo e del papà del piccolo Antonio Giglio, a margine dell’incontro avuto ieri sera con il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli. «Ho appena consegnato un dossier su questi atroci crimini alla senatrice Chiavaroli – fa sapere Pisani – chiedendo  l’intervento forte del governo e un summit istituzionale sull’orrore e i pericoli ancora in essere al Parco Verde di Caivano».

La senatrice, agghiacciata da quanto ha appreso attraverso il dossier e le spiegazioni del legale, ha assicurato il massimo del proprio impegno: «Non immaginavo si fosse arrivati a questo punto – ha affermato – per prima cosa studieremo misure che consentano alle donne di denunciare, rendendole autonome, altrimenti restano a subire violenze, spesso assieme ai loro bambini». «Ci sarà la massima attenzione del Governo», ha aggiunto il sottosegretario Chiavaroli, la quale ha assicurato che riferirà al premier  e ai ministri Boschi e Giannini, perché lo squarcio su questa allucinante realtà ci fa capire che bisogna intervenire subito».

 

«Esiste una calamità criminale sui minori, ma lo Stato dov’era? – aggiunge Pisani – parliamo di un dramma infinito, finora abbiamo solo sollevato un velo sull’inferno di una delle periferie italiane, che fingiamo non esistano». Invece «è inimmaginabile quanto orrore  c’è ancora, ma dobbiamo intervenire tutti per salvare i bambini ed il nostro futuro».

All’incontro (vedi foto allegate) ha preso parte il presidente dell’Osservatorio Legalità di Scampia, Giovandomenico Lepore, già procuratore capo di Napoli.

 

 

Napoli, 19 maggio 2016   

Ufficio stampa studio avvocati Angelo e Sergio Pisani

 

 

Studio Pisani & Co.
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato pervenutoci dal portavoce del Sindaco di Caivano in provincia di Napoli con allegati.

Scuole aperte al “Parco Verde”: il sindaco chiede al ministro Giannini un incontro per finanziare i progetti
Il Ministero dell’Istruzione ha approvato un progetto “Scuole al centro” per finanziare nelle periferie e nelle aree disagiate l’apertura degli istituti di pomeriggio e d’estate con lo svolgimento di attività sportive, di lettura e laboratori artistici e musicali. Il sindaco di Caivano ha scritto al Ministro Giannini per garantire l’applicazione di questo progetto presso le scuole del “Parco Verde” di Caivano. In allegato, la lettera in formato Pdf che il sindaco ha inviato al Ministro Giannini e il comunicato stampa.

Grazie e buon lavoro.

dott. Giovanni De Cicco portavoce del sindaco di Caivano
3917337735

Premio Lamberti

Il Comitato Scientifico dell’Associazione Caponnetto é così composto:

IL COMITATO SCIENTIFICO DELL’ASSOCIAZIONE  CAPONNETTO,IL CERVELLO DEL SODALIZIO

 

 

 

 

DR,ANTONIO ESPOSITO,Magistrato ,PRESIDENTE;

 

PROF. AVV. ALFREDO GALASSO,docente universitario;

 

AVV. GERARDO TOMMASONE, penalista;

 

AVV.LICIA D’ AMICO ,penalista;

 

AVV. ROBERTO D’ALOISIO ,penalista;

 

 DR.SALVATORE CARLI , dirigente prefettizio;

 

DR. RITA PENNAROLA ,giornalista professionista;

 

DR.ANDREA CINQUEGRANI,giornalista professionista;

 

DR.SIMONA RICOTTI,funzionaria statale.

Minacce di morte dal Parco Verde-le dichiarazioni dell’avvocato Pisani-cs, incredibile! Questa non é solo criminalità ,ma BARBARIE !!!!!!

comunicato stampa

Minacce di morte all’avvocato Pisani da chi non vuole che si parli di orchi del Parco Verde. Il legale: nella città in cui si arriva a preparare il tritolo contro il procuratore capo o si sparano fuochi per la morte del pm Bisceglia, non ci lasceremo intimidire, andremo avanti per difendere i valori e la vita dei piccoli innocenti da questo orrore senza fine

 

Pesanti minacce sono arrivate oggi dal Parco Verde di Caivano all’indirizzo di Angelo Pisani, che con il fratello Sergio è impegnato nelle indagini difensive per ricostruire la verità sulla morte della piccola Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio, assistendo i papà dei due bambini e i nonni di Chicca.

 

Ed è stata proprio la famiglia di Mimma Guardato, madre di Fortuna, a denunciare l’esistenza di minacce e a chiedere giustizia.  Alcune persone si erano infatti recate ieri sera a casa di familiari della piccola Fortuna, ai quali avrebbero detto: “Non fate più venire l’avvocato e i giornalisti nel Parco Verde altrimenti fanno la stessa fine di Fortuna”.

In merito a questo grave episodio intimidatorio, che è stato denunciato alle forze dell’ordine, l’avvocato Angelo Pisani ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.

 

Le minacce rimbombate oggi dal Parco Verde di Caivano arrivano dopo che le TV nazionali hanno acceso i riflettori, e alla vigilia dell’incidente probatorio nel quale due bambine, che sono riuscite ad infrangere il muro dell’omertà, dovranno confermare dinanzi ai pubblici ministeri le atroci verità su quanto loro accaduto e sul tragico destino di Fortuna. Non è certo un caso che proprio in queste ore, come spesso accade, si cerchi con ogni mezzo di evitare e fermare la verità, e possiamo immaginare quali tentativi potrebbero essere messi in atto, oltre alle pesanti intimidazioni di queste ultime ore, proprio per impedire che si cristallizzino prove e testimonianze.

Fin dal primo momento abbiamo sostenuto che, per quanto già di per sé atroci, le morti di Chicca e di Antonio rappresentavano lo scenario emerso di un contesto ancora più esteso ed orribile, ponendoci l’obiettivo di offrire il massimo della nostra collaborazione alle accurate indagini, con lo scopo primario di sottrarre altri piccoli innocenti allo stesso destino, oltre che per individuare e punire i responsabili di simili scempi.

I riflettori che abbiamo acceso su quell’angolo più buio della provincia di Napoli, anche attraverso la stampa, dovrebbero spegnersi: questo l’obiettivo palese delle minacce, rivolte a noi legali e ai giornalisti, con l’evidente scopo di far inghiottire nuovamente nell’oscurità la catena di abusi e reati che sono stati consumati per anni. Finora si era trattato di intimidazioni velate, anche a carico di qualche operatore sociale che aveva provato a sollevare il velo. Adesso si è deciso evidentemente di alzare il tiro, benché le stesse aggressioni in carcere all’indagato per queste mostruosità e alla sua compagna sembrassero indicare che anche tra i detenuti si manifesta orrore verso crimini come questi. Invece si cerca di sbarrare la strada a tutti coloro che con rigore e coraggio cercano di sottrarre altri piccoli  innocenti a delitti ripugnanti contro l’umanità, lungo un percorso che appare solo all’inizio rispetto alla gravità della situazione.

Ma nella città in cui si stava preparando il tritolo per il nostro procuratore capo Giovanni Colangelo, e nello stesso Parco Verde in cui un anno fa qualcuno aveva stappato lo spumante dopo la notizia della morte di Federico Bisceglia, che proprio su quegli orrori stava indagando, noi non ci fermeremo, noi abbiamo il dovere di andare avanti, così come devono farlo tutte le istituzioni.

Diamo atto alla famiglia di Mimma Guardato, mamma della povera Fortuna,  di aver reso nota l’esistenza di queste minacce,  facendo seguito all’atteggiamento tenuto fin dall’inizio da questa famiglia, con la richiesta di conoscere ad ogni costo la verità sulla morte della loro bambina.

Certo, si respira un clima torbido, qualcuno sta cercando di seminare il terrore. Ma noi andremo avanti ed ogni altra minaccia, come qualsiasi ‘anomalia’ che possa intralciare il nostro percorso e quello degli investigatori, sarà denunciata ai carabinieri. Lo faremo per onorare la memoria di Chicca, il ricordo di Antonio, la testimonianza di vita che ci ha lasciato Federico Bisceglia.

Nulla può fermare il dovere di accertare la verità e di difendere tutti i bambini. 

 

Napoli, 14 maggio 2016   

 

                                    Ufficio stampa studio avvocati Angelo e Sergio Pisani

 

 

 

 

Studio Pisani & Co.
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L’ Associazione Caponnetto parte civile nel processo a carico del poliziotto accusato di collegamenti col clan Belforte che faceva la scorta a Gigi D’Alessio

comunicato stampa

La Caponnetto ammessa parte civile nel processo a carico del poliziotto accusato di collegamenti col clan Belforte che faceva la scorta a Gigi D’Alessio

 

Assistita dal penalista Gerardo Tommasone, l’Associazione Antimafia Caponnetto si è costituita parte civile all’udienza preliminare del procedimento penale a carico del poliziotto Alessandro Albano e di altre 20 persone, tenutasi a Napoli dinanzi al gup Giuliana Taglialatela.

Il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile della Caponnetto nonostante le opposizioni avanzate della difesa degli imputati, che rispondono a vario titolo di reati contro la pubblica amministrazione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante, per alcuni di loro, di aver favorito l’associazione camorristica denominata clan Belforte.

Ricordiamo che lo scorso 13 aprile il sostituto procuratore Antimafia Luigi Landolfi aveva chiesto il rinvio a giudizio per Alessandro Albano, Nunziante Camarca e Domenico Petrillo, i tre poliziotti in servizio al commissariato di Marcianise (Caserta), arrestati ad ottobre con l’accusa di peculato, corruzione e ritenuti collusi coi Belforte. Per Albano, anche l’accusa di aver usato impropriamente l’auto di servizio per scortare in diverse occasioni il cantante Gigi D’Alessio.

«All’udienza dinanzi al gup gli imputati – fa sapere l’avvocato Tommasone – tramite  i loro difensori e procuratori speciali, hanno chiesto il rito abbreviato, che si svolgerà all’udienza del 6 giugno prossimo con requisitoria del pm e le conclusioni della parte civile, per lasciare poi alla difesa le discussioni, con udienze ancora da fissare. Solo tre imputati hanno deciso per il rito ordinario ed uno dei tre poliziotti, Alessandro Albano, ha scelto il patteggiamento a 4 anni di reclusione».

«L’associazione Antimafia Caponnetto – dichiara l’avvocato Tommasone – è sempre più presente nei principali procedimenti penali per tutelare gli interessi di tutti i cittadini onesti, bisognosi di giustizia e di fiducia nelle istituzioni, specie quando esponenti delle forze dell’ordine, in modo diretto od indiretto, deviano dai loro compiti istituzionali e morali, favorendo il crimine invece di combatterlo».

 

  Roma, 14 maggio  2016

Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto- Domina Comunicazione – Rita Pennarola

contatti: 347 0515527 – 347.3615263 - www.comitato-antimafia-lt.org/

COISP MOLISE – COMUNICATO STAMPA

.Anche il Sindacato COISP della
Polizia di Stato,oltre all’Associazione Caponnetto,preoccupato
dell’invasione mafiosa  della “società foggiana” nel Molise,chiede il
potenziamento dell’impegno  con il rafforzamento di  risorse,uomini e mezzi

Gentilissimi, vi inviamo il nostro comunicato stampa relativo all’impegno
intrapreso da questa O.S. a favore del potenziamento del territorio molisano
di uomini e mezzi della Polizia di Stato a difesa dalla incombente invasione
del fenomeno mafioso della “società foggiana” nel basso Molise. Ci sono
diversi episodi riportati ultimamente anche dalla cronaca che fanno ritenere
quanto sopra e noi incessantemente e da tempi non sospetti chiediamo anche
ai nostri vertici il rafforzamento delle difese e non la chiusura di
presidi.

Un caloroso saluto e complimenti per le attività svolte.
La Segreteria Regionale Coisp Molise.

.Nasce su Facebook la pagina “Io sto con Colangelo” a sostegno del procuratore capo

 

 

 

L’avvocato Angelo Pisani, presidente della Municipalità Scampia, e l’Associazione Antimafia Caponnetto, hanno lanciato poco fa su Facebook la pagina “Io Sto con Colangelo”, un aperto invito rivolto a tutte le forze sane ad esprimere solidarietà nei confronti del procuratore capo di Napoli Giovanni Colangelo.

L’iniziativa nasce sull’onda emotiva dello sdegno e della preoccupazione suscitati in queste ore dalle notizie sul ritrovamento a Gioia del Colle di un’ingente quantità di tritolo che, secondo i pm antimafia pugliesi, doveva servire a far saltare in aria il massimo inquirente della Procura partenopea.

«La grave situazione dell’ordine pubblico a Napoli – dichiara l’avvocato Pisani, presidente uscente, e non ricandidato, all’Ottava Municipalità comprendente Scampia – richiede una mobilitazione generale delle coscienze. Ringrazio l’Associazione Antimafia Caponnetto, sempre in prima fila nel contrasto alla camorra, per aver aderito subito al nostro appello ed aver fatto nascere insieme a noi la pagina social con cui, questo è il nostro auspicio, quella grande parte di Napoli e di Scampia da sempre in lotta per affermare diritti, dignità e bene comune, potrà far sentire la sua voce a sostegno del procuratore Colangelo e dei coraggiosi pm della Direzione Distrettuale Antimafia, cui va tutto il nostro ringraziamento».

 

 

Napoli, 11 maggio 2016   

Ufficio stampa avvocato Angelo Pisani

 

 

 

Studio Pisani & Co.
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80129 Napoli, IT

Tel.: 081 556.77.77

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contatti: stampapisani@gmail.com  - 335.417420

 

 

Domani giovedì 12 maggio TUTTE le Associazioni antimafia convocate insieme in audizione presso la Regione Lazio.Una burla per non dare spazio agli interventi di ognuno.Ma che si fa così??????????

DOMANI,GIOVEDI’  12  MAGGIO,AUDIZIONE  PRESSO LA REGIONE LAZIO DI TUTTE LE ASSOCIAZIONI  ANTIMAFIA.

 

 

LA COMMISSIONE   DELLA REGIONE LAZIO  CONTRO LA CRIMINALITA’  E’ COMPOSTA DA:

 

Commissione speciale sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata nel territorio regionale
Presidente: Baldassarre Favara (Pd)
Vice presidenti: Marta Bonafoni (Sinistra italiana) e Fabio De Lillo (Cuoritaliani).
Componenti: Fabio Bellini (Pd), Gian Paolo Manzella (Pd), Massimiliano Valeriani (Pd), Michele Baldi (Lista Zingaretti), Piero Petrassi (Centro democratico), Daniele Fichera (Psi per Zingaretti), Marino Fardelli (Lista Bongiorno-Obiettivo Lazio); Giuseppe Simeone (Pdl-FI), Fabrizio Santori (Gruppo Misto), Giancarlo Righini (FdI), Francesco Storace (La Destra), Olimpia Tarzia (Lista Storace), Gianluca Perilli (M5s).

 

LE ASSOCIAZIONI ANTIMAFIA,QUELLE VERE  ED OPERATIVE  E QUELLE CHE  STANNO  SOLO SULLA CARTA  COME CAPITA  SPESSO,CONVOCATE TUTTE INSIEME.

IMMAGINATE QUANTO TEMPO  SARA’ RISERVATO  AD OGNUNA DI ESSE!!!!!!!

LASCIAMO  A CHI CI LEGGE OGNI GIUDIZIO  AL RIGUARDO.

Isernia nel caos

Troppi furti e rapine,…
L’Associazione si associa alle preoccupazioni espresse dai cittadini del Basso Molise, dopo l’escalation di furti e rapine in banca e agli uffici post…

” Noi non molliamo”.E’ successo oggi a Napoli, CAMORRISTI VIGLIACCHI HANNO IMBRATTATO NEI GIORNI SCORSI LE IMMAGINI DI FALCONE E BORSELLINO. IL TESTIMONE DI GIUSTIZIA GENNARO CILIBERTO HA FATTO STAMPARE A PROPRIE SPESE I MANIFESTI CHE SI VEDONO NELLA FOTO ED E’ ANDATO AD AFFIGGERLI AL POSTO DELLE IMMAGINI RIMOSSE. SUBITO UNA MOTO CON DUE MOTOCICLISTI SI E’ AVVICINATA MINACCIANDO GENNARO.MA E’ INTERVENUTA LA SCORTA ED I DUE DELINQUENTI SONO SCAPPATI COME FANNO SOLO I VIGLIACCHI.

Imbrattato a Napoli stencil di Falcone e Borsellino

Ma testimone di giustizia affigge foto, “non abbiamo paura”

10 maggio, 16:47

(ANSA) – ROMA, 10 MAG – (ANSA) – NAPOLI, 9 MAG – Imbrattato a Napoli uno stencil, ispirato alla storica foto divenuta simbolo dell’Antimafia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, dipinto da un anonimo street artist sul muro di contenimento del parco di Capodimonte. L’opera e’ stata coperta quasi del tutto da vernice rossa che ha nascosto i volti sorridenti dei due eroici amici giudici immortalati nel 1992 a Palermo dal reporter Tony Gentile. La strada dove è stata realizzato lo stencil, Via Miano, collega il centro città alla periferia nord in direzione di Secondigliano e Scampia. Da tempo i muri della città e del centro storico sono utilizzati dagli artisti di strada per l’allestimento delle opere tra queste la madonna realizzata dal famoso street artist Banksy in piazza dei Gerolamini coperta da una lastra di plexiglass proprio per evitare atti vandalici. “Stamattina sono andato in Via Miano a Napoli dove dopo aver appreso che vigliacchi avevano imbrattato la foto simbolo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino dipinta da un artista di strada. Non potendo ripristinare il murales poiché danneggiato da vernice rossa, ho provveduto a far stampare la foto di Falcone e Borsellino su manifesti e affiggere personalmente sui muri la foto simbolo della legalità“, racconta il testimone di giustizia napoletano Gennaro Ciliberto. “Ho voluto lanciare un messaggio alla camorra: il popolo onesto non ha paura. Oggi che i simboli del crimine vengono emulati da questi baby boss anche grazie alle fiction, in una città dove si spara e si uccide, l’unica risposta è una rivoluzione culturale per la divulgazione della cultura. Spero che ogni cittadino napoletano possa essere sentinella del bene per un futuro libero dalla camorra”, conclude il testimone di giustizia. (ANSA).

Allarme criminalità in Molise-La Caponnetto chiede intervento dell’Antimafia.

Allarme criminalità in Molise-La Caponnetto chiede intervento dell’Antimafia-cs

comunicato stampa

Allarme criminalità in Molise – la Caponnetto chiede intervento della Commissione Parlamentare Antimafia sul territorio

 

 

La situazione dell’ordine pubblico e della sicurezza nel basso Molise va aggravandosi in maniera preoccupante. L’escalation della criminalità fa segnare una serie di attività malavitose che si susseguono senza sosta ormai con cadenza quotidiana. 

Non si contano più i reati di rapina in banche e uffici postali e gli attentati dinamitardi contro bancomat con uso di esplosivo. Oltre a ciò vengono segnalati in zona consistenti traffici di droga, con sbarchi di tonnellate di stupefacenti ad opera della mafia albanese. 

«I raid contro le banche del basso Molise che coinvolgono gang del crimine organizzato pugliese  – spiegano alcuni cittadini dalla zona – sono caratterizzati da un ardire  mai prima sperimentato: oltre all’esplosivo per far saltare bancomat, si spara ad altezza d’uomo contro le Forze dell’Ordine». 

La Caponnetto si associa all’allarme lanciato dai cittadini e chiede con urgenza l’intervento della Commissione Parlamentare Antimafia sul territorio per capire cosa sta accadendo nel Molise e chiede di conoscere quali provvedimenti i responsabili della DDA di Campobasso intendono adottare per reprimere questi pericolosi fenomeni criminale.

 

 

Dal periodico locale L’immediato (www.immediato.net) del 6 maggio 2016

In Molise non hanno dubbi, ci sarebbe la mano della “Società foggiana” in numerosi agguati dinamitardi e rapine. Tre bancomat fatti saltare per aria e tre istituti di credito rapinati. “Rapine che, per dinamica e metodologia, sono tutte uguali” – secondo la testata primonumero.it che continua: “Cosa sta succedendo in riva all’Adriatico? Solo coincidenze o è l’inizio di un percorso di approvvigionamento di denaro fatto in maniera più cruda, all’antica? Una banda così organizzata, che fa della precisione e della scrupolosità il suo punto di forza, non può essere associata alla pur pericolosa e dilagante micro criminalità presente in questo pezzo di territorio. Vista l’organizzazione, la precisione e la rapidità di esecuzione, è facile ipotizzare che si possa trattare di uomini provenienti dalla vicina Puglia legati alla criminalità mafiosa pugliese, una “paranza” senza scrupoli e soprattutto in cerca di denaro liquido magari da reinvestire in traffici di droga o da ripulire attraverso investimenti in aziende decotte.
Secondo il quotidiano molisano, “la “Società foggiana” è ben presente in Molise e non è da escludere che i “mafiosi” della Capitanata cerchino in zone meno “protette” quelle risorse utili al loro business. Rifiuti, droga, prostituzione e agricoltura sono solo alcuni dei settori trainanti dai quali trae profitto la malavita organizzata. Ma non i soli, appunto. “A questi – si legge – bisogna aggiungere il racket e l’usura ma anche rapine a banche e portavalori. La capacità di “convincere” interi pezzi produttivi di territorio a pagare il pizzo, con le buone o con la cattive maniere, è una delle attività “culturali” più redditizie per radicarsi nel territorio”.

Alcuni esempi. Nelle scorse settimane a San Severo, in una sola notte, sono stati fatti esplodere tutti i contenitori di denaro dei benzinai che fanno del self service la loro forza. Perché? Perché contrarie alla protezione della criminalità organizzata ma anche per avere subito e facilmente denaro contante a disposizione. A Foggia città, invece, sono quasi all’ordine del giorno sia gli attentati dinamitardi alle attività commerciali, sia i furti e rapine a banche e portavalori.

 

 

Il Molise, purtroppo, non è esente da atti intimidatori e bombe di avvertimento a chi vuole continuare a essere libero da “protezioni”. Il 18 luglio 2015 una bomba esplode nel ristorante “Il Centrale” in via Alcide De Gasperi a Campomarino Lido. Nel luglio 2013, un altro ordigno scoppiò devastando le vetrate del discount alimentare “EuroSpin” lungo la statale 16 sempre a Campomarino Lido. Sempre contro commercianti, e sempre racket. Il 28 luglio, dieci giorno dopo l’esplosione al “Il Centrale”, i carabinieri fermarono in flagranza di reato tre pregiudicati del foggiano per estorsione: stavano ricattando il proprietario del locale. I tre pregiudicati di San Severo di 42, 45 e 48 anni pretendevano 5 mila euro dal proprietario del ristorante in cambio di “protezione”.“Episodi come questi – continuano su primonumero.it – lasciano presupporre come la criminalità organizzata non solo si sia infiltrata nelle maglie della società regionale, ma come sia attiva “economicamente” nel territorio basso molisano”.

A confermare questa scomoda presenza è il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Il quale, nella relazione annuale, scrive: “In Molise le infiltrazioni mafiose sono un dato ormai certo e inconfutabile. Le mafie in Molise fanno affari principalmente per motivi di occultamento di attività criminali (riciclaggio e reinvestimento di capitali) e per motivi economici (profitto)”. Ora, bisogna aggiungere un ulteriore tassello: quello della rapina con esplosivo ai danni degli istituti di credito, come i tre colpi alle banche di Montenero di Bisaccia, Campomarino e Portocannone testimoniano. Non semplici bande armate ma delle vere “paranze”, come vengono chiamati i gruppi criminali, che nel giro di poco meno di due mesi hanno messo a segno tre colpi che hanno fruttato decine e decine di migliaia di euro.

 

Roma, 10 maggio  2016

Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto

Domina Comunicazione – Rita Pennarola

contatti: 347 0515527 – 347.3615263

http://www.comitato-antimafia-lt.org/

Il clan si interessava delle elezioni amministrative a San Giuseppe Vesuviano

Il clan si interessava delle elezioni amministrative a Somma Vesuviana
ANSA) – NAPOLI, 10 MAG – Il clan si interessava alle elezioni amministrative nel comune di Somma Vesuviana, e il ‘padrino’ dal carcere dava istruzioni: ufficialmente fingere di appoggiare la candidatura a consigliere della nipote, ma in realtà parteggiare per lo schieramento opposto, ritenuto più affidabile, grazie anche a un vantato rapporto con la famiglia di Carmine Mocerino, oggi presidente della Commissione anticamorra del Consiglio regionale. E’ quanto emerge dalle intercettazioni contenute nell’ordinanza di custodia eseguita oggi dai carabinieri nei confronti di 21 indagati appartenenti alle cosche D’Avino e Anastasio.
Carmine Mocerino – ex esponente dell’Udc, oggi nel gruppo consiliare Caldoro presidente – non è indagato. Del rapporto con lui il boss Giovanni D’Avino parla in carcere con la compagna.
Il boss dice che si dovrà fingere di aiutare la nipote, ma facendo sapere ai Mocerino che in realtà l’impegno elettorale sarà a favore della loro candidata sindaco.

La riunione del Comitato Scientifico dell’Associazione Caponnetto presieduto dal Giudice Antonio Esposito

Associazione Antimafia Caponnetto      

                                                                                                           Verbale della riunione del Comitato Scientifico, Caserta, 7 maggio 2016

 

Prima riunione per il Comitato Scientifico dell’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, sabato 7 maggio 2016, a Caserta, ore 14.,00, nella sala multimediale della chiesa Santissimo Nome di Maria, dove alle ore 16.30 ha avuto inizio il convegno sul tema “Là dove c’era l’erba – il costo sociale ed economico della camorra nella Terra dei fuochi”.

Alla riunione hanno preso parte tutti i membri del Comitato Scientifico: il giudice Antonio Esposito (presidente Comitato Scientifico), il professor Alfredo Galasso (presidente onorario della Caponnetto), Salvatore Carli, gli avvocati dell’associazione Gerardo Tommasone e Roberto D’Aloisio, i giornalisti Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola.

Approvata subito all’unanimità la proposta avanzata dal  Segretario dell’Associazione Elvio Di Cesare  di inserire quale componente del Comitato Scientifico l’avvocato Licia D’Amico, che rappresenta la Caponnetto per la costituzione di parte civile nel processo Mafia Capitale. Il professor Galasso, sollecitato anche dagli altri componenti del Comitato, si è poi soffermato sulla bufera giudiziaria che ha colpito un ex “simbolo” dell’antimafia a Palermo, il giornalista Pino Maniaci, invitando i presenti a leggere un suo editoriale pubblicato su Repubblica Palermo alla vigilia dello scandalo per mettere in guardia da personaggi e situazioni che apparivano già dai contorni ambigui. Pennarola ha osservato che dunque, se personalità come il professor Galasso avevano già  elementi per criticare con la dovuta autorevolezza certi personaggi, forse la magistratura sarebbe dovuta intervenire prima, e non a seguito del precedente scandalo che proprio su denunce di Maniaci aveva  travolto il magistrato delle misure di prevenzione Silvana Saguto, sempre a Palermo, così dando l’impressione all’opinione pubblica che si sia trattato di una “vendetta giudiziaria”, come ha dichiarato lo stesso Maniaci. Tutti concordi, nel Comitato, con la richiesta di Galasso alla magistratura di portare ora a compimento le indagini con la dovuta tempestività, cosa che finora in circostanze analoghe non è accaduta, perché altrimenti  – ha dichiarato Pennarola – si rischia di favorire l’eventuale “disegno” di gettare discredito anche su chi fa antimafia seriamente da anni a proprio esclusivo rischio e pericolo, come i componenti dell’ Associazione  Caponnetto.

Dalla riunione del Comitato scientifico sono emerse tre importanti proposte, tutte approvate: la prima, avanzata da Pennarola, sulla necessità di dotare l’associazione di un sito internet più aggiornato e in linea con gli standard minimi della comunicazione, intensificando al tempo stesso le attività di ufficio stampa.

Il professor Galasso ha inoltre annunciato l’iniziativa  – da tutti condivisa – di organizzare due importanti momenti di confronto pubblico: il primo, verso la metà di giugno (data da definire) a Palermo in coincidenza con l’inaugurazione della nuova sede palermitana della Caponnetto. L’incontro sarà incentrato sul difficile momento che vivono ormai da tempo le compagini antimafia e sarà animato da testimonianze dirette. La sede potrebbe essere presso la redazione di Repubblica Palermo.

Il secondo incontro si terrà probabilmente nel mese di ottobre a Roma e sarà organizzato in collaborazione con ANM e Consiglio Nazionale Forense, con la partecipazione – come indicato dall’avvocato D’Aloisio – di rappresentanti delle Camere penali. In tale sede saranno dibattute ed avanzate proposte di riforma legislativa in merito a temi quali, ad esempio, la necessaria riforma della definizione di un reato sfuggente, quale è il concorso esterno in associazione mafiosa.

I lavori del Comitato scientifico sono terminati alle ore 16.00

 

Caserta, 7 maggio 2016

 

Ufficio Stampa Associazione Caponnetto

Rita Pennarola

COMUNICATO ASS. CAPONNETTO

 

Molti  amici ed amiche  ci scrivono da  Torino,da Milano,da Venezia e da tutto il nord  per domandarci :” perché non organizzate anche da noi che abbiamo la mafia in casa  un convegno? “

Al riguardo ci  teniamo a   sottolineare che l’Associazione Caponnetto non é amante di una convegnistica scollegata da un impegno forte sul territorio.

Essa ,é,al contrario ,un sodalizio di attacco che concepisce il convegno come un’occasione di sintesi di attività già svolte o prossime ad essere svolte su un territorio.

Se già non c’é un suo nucleo già costituito e-soprattutto già operativo – su un determinato territorio ,essa non vi  va a fare della semplice retorica.

Sappiamo che Milano,la Lombardia e tutto il nord Italia sono assediati dalle mafie,ma ,se non vi abbiamo già una presenza significativa ,non veniamo per fare solo chiacchiere.

Cominciate ad iscrivervi all’Associazione Caponnetto,costituite un bel nucleo di persone combattive,guardate attraverso il suo sito e le sue pagine Fb come si fa e si opera nelle altre aree con INDAGINI e DENUNCE di fatti e situazioni specifici  e,poi,ne parliamo.

                                    Ass.A.Caponnetto

                                  www.comitato-antimafia-lt.org

Nota dell’Associazione Caponnetto a proposito delle audizioni delle Commissioni Parlamentare e Regionali antimafia

UNA NOTA DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO A PROPOSITO DELLE AUDIZIONI  DA PARTE DELLE COMMISSIONI  PARLAMENTARE  E REGIONALI  ANTIMAFIA

 

 

 

 

Al di là dei risultati e dell’importanza dei  temi trattati durante le audizioni,noi non siamo mai   troppo entusiasti dell’intervento di  dette Commissioni.

Ciò in quanto potrebbe verificarsi,considerata la composizione di esse , che chi non é opportuno che sappia venga a conoscenza delle mosse  e delle azioni delle parti che operano  per contrastare il fenomeno mafioso su un determinato territorio.

L’unico aspetto positivo dell’intervento delle Commissioni é che le parti operanti vengano a sapere,con tali audizioni,che sono accesi i riflettori sui territori sui quali esse operano.

 

                                             Associazione A.Caponnetto

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