Comunicati

Solidarietà dell’Associazione Caponnetto dopo il raid alla Caserma di Secondigliano – cs

L’Associazione  Caponnetto esprime solidarietà all’Arma dei Carabinieri ed in particolare 

al Comando di Secondigliano colpito  da raffiche di mitra ad opera della criminalità organizzata

 

Diverse raffiche di mitra sono state esplose nella notte contro la stazione dei Carabinieri di Secondigliano-Miano. A finire sotto i colpi sono state due auto civili dei militari e soprattutto il cartello con la scritta “Limite invalicabile. Carabinieri, vigilanza armata”, con un chiaro intento dimostrativo. Le indagini infatti, esclusa la pista di malviventi occasionali, indicano che si sia trattato di una vera e propria intimidazione.

 

Il grave episodio peraltro si inserisce nel quadro di un clima incandescente che pervade tutta la città di Napoli e non sembra abbassarsi nemmeno con la presenza, pur ben visibile, dell’esercito per le strade. E’ di solo due giorni fa, per esempio, la fiaccolata organizzata nella popolosa via Epomeo, zona commerciale del quartiere Soccavo, dove gli esercenti sono esasperati per le continue “stese” della camorra, il nuovo fenomeno criminale generalmente affidato alle baby gang, che sparano all’impazzata per seminare terrore e poi spariscono. Ed è la stessa via Epomeo al cui imbocco staziona ormai da giorni un mezzo blindato dell’esercito con due militari. Un altro episodio che, così come anche la raffica di mitra contro la caserma di Secondigliano, sta ad indicare che a Napoli il crimine organizzato ha alzato il livello della sfida.

 

Di fronte a questa drammatica escalation, l’Associazione Antimafia Caponnetto esprime la massima solidarietà all’Arma dei Carabinieri e a tutti gli uomini e donne delle forze dell’ordine impegnati nell’azione di contrasto. Invita inoltre i politici, locali e nazionali, a far tacere il “coro unanime dello sdegno,” buono solo per le campagne elettorali, mettendo mano finalmente ad iniziative concrete in difesa della popolazione napoletana e della legalità.

 

 

  Roma, 20 aprile 2016


Il terzo Premio Nazionale Amato Lamberti

Nella tarda mattinata di oggi,venerdì 15 aprile,abbiamo ricevuto una telefonata dalla Segreteria della Presidenza della Camera dei Deputati,con la quale ci é stato comunicato che la Presidente Boldrini,rispondendo positivamente alle sollecitazioni formulate dal Testimone di Giustizia Luigi Leonardi e dall’Associazione Caponnetto per una rapida approvazione della nuova proposta di legge per i Testimoni di Giustizia,l’ha trasmessa ieri ,giovedì,alle Commissioni competenti.Sarà cura dell’Associazione Caponnetto seguirne il percorso ed eventualmente,ritornarne a sollecitare l’approvazione da parte delle Commissioni. LA SEGRETERIA

E ora Equitalia pignora anche i pochi spiccioli dei carcerati – VERGOGNOSO !!!!!

 

Lancio ANSA . Testimoni di Giustizia-La Caponnetto scrive alla Boldrini sul caso Leonardi-cs

016-04-13 18:53
Testimoni giustizia: Caponnetto a Boldrini, subito la legge
Leonardi, restituisce dignità a tutti noi
ROMA
(ANSA) – ROMA, 13 APR – “Onorevole Presidente, desideriamo accompagnare e raccomandare alla Sua attenzione la lettera a Lei indirizzata dal testimone di giustizia Luigi Leonardi, che si è rivolto per sostegno alla nostra Associazione in direzione della tutela delle vittime della mafia”. E’ l’incipit della lettera rivolta in queste ore al presidente della Camera Laura Boldrini da Alfredo Galasso ed Elvio Di Cesare, rispettivamente presidente onorario e segretario nazionale dell’Associazione Antimafia Caponnetto. “In particolare – prosegue il messaggio – riteniamo che la riforma della disciplina sui testimoni di giustizia, all’esame del Parlamento, sia di notevole ausilio in questa direzione”.
Alla missiva è allegato il testo della lunga, appassionata nota rivolta alla presidente Boldrini dall’imprenditore Leonardi, testimone di giustizia napoletano che rivendica i diritti di tutti coloro che, come lui, hanno sfidato a viso aperto la criminalità organizzata riponendo la propria fiducia nello Stato. Dopo aver ripercorso le principali “stazioni” della autentica via crucis che vivono i testimoni di giustizia, Leonardi chiede alla Boldrini che venga celermente discusso ed infine approvato il nuovo disegno di legge “che restituisce dignità ai testimoni di giustizia”.
Un tema, questo, fa notare la Caponnetto, che sta molto a cuore ad alcuni parlamentari particolarmente sensibili, in prima fila Lucrezia Recchiuti e Davide Mattiello del PD. “La proposta di riforma, sottoscritta da tutti i gruppi politici, non deve dunque restare nel limbo delle buone intenzioni, ma tradursi al più presto in effettive misure che, tutelando i testimoni di giustizia, restituiscano legalità e fiducia nelle istituzioni al Paese”, l’auspicio della Caponnetto.(ANSA). 

 

Comunicato stampa Associazione Caponnetto a proposito di quanto é avvenuto a Civitavecchia

In questo clima da notte dei lunghi coltelli, dove gruppi di potere si accusano reciprocamente, declassando le gravi violazioni della legalità emerse nelle inchieste in corso, a mero scontro politico, riteniamo doveroso riportare l’attenzione di tutti all’unico vero ed inquietante dato finora emerso, ovvero che il  tessuto economico del territorio è soffocato da un vero e proprio verminaio di interessi privati perseguiti con metodi tutt’altro che legali, che ne preclude ogni possibilità di crescita sana.

Un verminaio di cui, peraltro, non sono ancora ben definiti i contorni né noti tutti i personaggi.

Vale sottolineare, al di là dell’attuale status di cittadini a piede libero e del ruolo svolto, che i protagonisti della vicenda, sebbene innocenti fino a giudizio compiuto, all’oggi sono e rimangono TUTTI indagati, e non in una sola inchiesta, per reati estremamente pesanti.

Vogliamo augurarci, che al di là del duello mediatico intrapreso dai protagonisti, che la magistratura riesca finalmente a squarciare il velo soffocante che opprime la città e l’opinione pubblica si riappropri della propria capacità di analisi critica della realtà che si trovano, loro malgrado, a subire.

Se questo territorio muore, se le attività economico/commerciali sono concentrate in poche mani, se la disoccupazione cresce insieme a macchine di lusso e sale gioco, se gli appalti dei grandi committenti sono sempre nelle stesse mani, se alcuni personaggi si arricchiscono a dismisura a fronte del costante e progressivo impoverimento del tessuto sociale e la commistione tra politica ed affari è tanto palese, forse è giunto il momento che si avvii una riflessione collettiva, ognuno in base alle proprie competenze e al proprio ruolo sociale, partendo dal presupposto inderogabile che silenzi e omissioni si configurano come vere e proprie complicità.

Istituzioni, associazioni di categoria, organi di stampa, e financo i sindacati debbono scegliere se essere le punte di diamante di questo nuovo corso o se continuare a vivacchiare ai margini di quello che, seppure ancora appare forte, è un contesto destinato ad estinguersi.

Su questo nessuno è esentato da responsabilità
Per l’Associazione contro le illegalità e le mafie A Caponnetto
La Segreteria

Testimoni di Giustizia – L’Associazione Caponnetto scrive alla Boldrini per caldeggiare l’accoglimento della richiesta di Luigi Leonardi di calendarizzare con urgenza la proposta di legge per i Testimoni di Giustizia

comunicato stampa

 

Testimoni di Giustizia – La Caponnetto scrive alla Boldrini per caldeggiare  l’accoglimento  della  richiesta di Luigi Leonardi di calendarizzare  con urgenza  la proposta di legge  per i Testimoni di Giustizia 

«Onorevole Presidente, desideriamo accompagnare e raccomandare alla Sua attenzione la lettera a Lei indirizzata dal testimone di giustizia Luigi Leonardi, che si è rivolto per sostegno alla nostra Associazione, la quale opera da anni, sul fronte sociale e giudiziario, in direzione della tutela delle vittime della mafia e di ogni azione illegale». E’ l’incipit della lettera rivolta in queste ore al presidente della Camera Laura Boldrini da Alfredo Galasso ed Elvio Di Cesare, rispettivamente presidente onorario e segretario nazionale dell’Associazione Antimafia Caponnetto. «In particolare - prosegue il messaggio - riteniamo che la riforma della disciplina dei testimoni di giustizia, all’esame del Parlamento, sia di notevole ausilio in tale direzione».

Alla missiva è allegato il testo della lunga, appassionata nota rivolta alla presidente Boldrini da Leonardi, il testimone di giustizia napoletano balzato alle cronache per il suo coraggio e per la tenacia con cui rivendica i diritti di tutti coloro che, come lui, hanno sfidato a viso aperto la criminalità organizzata riponendo la propria fiducia nello Stato. Dopo aver ripercorso le principali “stazioni” della autentica via crucis che vivono i testimoni di giustizia, «liberi cittadini la cui colpa è stata quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato», «accomunati con i delinquenti», benché a questi ultimi siano riservati «benefici penitenziari», mentre  i testimoni sono solo «destinatari di perdite», Leonardi chiede alla Boldrini che venga celermente discusso ed infine approvato il nuovo disegno di legge «che restituisce dignità ai testimoni di giustizia».

Un tema, questo, che sta molto a cuore ad alcuni parlamentari particolarmente sensibili, in prima fila Lucrezia Recchiuti e Davide Mattiello del PD, tanto che quest’ultimo nelle scorse ore ha diramato una nota nella quale dichiara: «Il ministro Alfano faccia un decreto sui testimoni di giustizia per dare seguito alle parole spese a Porta a Porta. C’è troppa sofferenza tra i testimoni di giustizia e uno dei motivi è che vengono spesso ancora confusi con i collaboratori, come peraltro è successo anche durante la trasmissione di giovedì sera di Porta a Porta».

«I testimoni di giustizia – incalza l’onorevole Mattiello, componente della Commissione Antimafia -  sono, fino a prova contraria, onesti cittadini che si sono messi a disposizione dello Stato e che per questo sono a rischio della vita. Sono cittadini che spesso fanno i conti con lungaggini burocratiche, assenza di prospettive lavorative, gravi problemi di salute e tanta solitudine». 

La proposta di riforma, sottoscritta da tutti i gruppi politici, non deve dunque restare nel limbo delle buone intenzioni, ma tradursi al più presto in effettive misure che, tutelando i testimoni di giustizia, restituiscano legalità e fiducia nelle istituzioni al Paese. Questo l’auspicio della Caponnetto, che ha fatto proprio e trasmesso alla presidente Boldrini l’appello di Luigi Leonardi. 


In allegato il testo del Disegno di Legge

 

Roma, 12 aprile 2016

Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto


Il 30 aprile p.v. si chiuderà la campagna tesseramento all’Associazione Caponnetto per l’anno 2016

 Il 30 aprile p.v. si chiuderà la campagna tesseramento  all’Associazione Caponnetto per l’anno 2016
E’ TEMPO DI 5 X 1000
L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO NON FRUISCE, PER SUA SCELTA, DI FINANZIAMENTI DA ENTI PUBBLICI E QUANTI ALTRI.
ESSA VUOLE PRESERVARE LA SUA PIU’ ASSOLUTA AUTONOMIA DA TUTTO E DA TUTTI,PARTITI ED ISTITUZIONI.
DEBBONO,PERTANTO,
SOSTENERLA I CITTADINI ITALIANI ONESTI.
SI RICORDA A TUTTI CHE
IL CODICE FISCALE
DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO
E’
91079510599
SOTTOSCRIVETE TUTTI
LA SEGRETERIA
P.S.
SI COGLIE L’OCCASIONE PER SOLLECITARE I VECCHI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE A REGOLARIZZARE LA LORO POSIZIONE PER L’ANNO IN CORSO RIMETTENDO LA QUOTA SOCIALE DI 30 E. TRAMITE VERSAMENTO SUL CONTO CORRENTE POSTALE
N.86015211
INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.
COLORO CHE,INVECE,VOGLIONO ISCRIVERSI PER LA PRIMA VOLTA SONO INVITATI A RIMETTERE UNA DOMANDINA CON TUTTI I LORO DATI – SOPRATTUTTO INDIRIZZO POSTALE,EMAIL E NUMERI DI TELEFONI E DEL CODICE FISCALE  – INDIRIZZANDOLA A:
info@comitato-antimafia-lt.org
IL TUTTO DOVRA’ AVVENIRE ENTRO E NON OLTRE IL 30 APRILE P.V.

Fuoco e pallottole nel Basso Lazio, parla il commissario prefettizio di Minturno

·         Attualità

Il commissario prefettizio di Minturno Bruno Strati è intervenuto a commento dell’ondata di intimidazioni che sta colpendo il profondo sud del Lazio, il triangolo di fuoco tra Minturno, Castelforte e Santi Cosma e Damiano. Fuoco e pallottole che negli ultimi mesi hanno fatto visita a diverse attività commerciali del territorio. E ad alcune delle quali più di una volta. Continuano serrate le indagini dei carabinieri, che ormai non posso che seguire la pista del racket e delle intimidazioni con tutta probabilità a scopo estortivo. Un tipico sistema camorristico.

STA PER CHIUDERSI LA CAMPAGNA TESSERAMENTO PER L’ANNO 2016 DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.

I vecchi iscritti che non hanno ancora provveduto a rimettere tramite conto corrente postale n.86015211 intestato all’Associazione Caponnetto la quota annuale  di 30 euro sono invitati a farlo  entro e non oltre il 20 del corrente mese.Gli inadempienti saranno depennati dall’elenco degli iscritti e considerati dimissionari.
Coloro che,invece,vogliono iscriversi per la prima volta  potranno farlo,sempre entro il 20 di questo mese,inviando la richiesta di adesione contenente tutti i dati anagrafici,indirizzo postale e email,numero di codice fiscale,numeri di telefono ecc,,al seguente indirizzo  info@comitato-antimafia-lt.org Per l’eventuale versamento della quota sociale  questi ultimi dovranno attendere la risposta alla richiesta di iscrizione.
Si  avvertono tutti gli iscritti e anche coloro che non lo sono,i simpatizzanti cioè,che per la sottoscrizione del 5 x 1000 il numero di Codice Fiscale dell’Associazione Caponnetto  é 91079510599.
Si coglie anche l’occasione  per comunicare che nell’ultima Assemblea  abbiamo completato l’organigramma  delle strutture direttive dell’Associazione Caponnetto che risulta così composto:
Presidente Onorario e coordinatore del pool legale
Avv.Prof.Alfredo Galasso;
Presidente del Comitato Scientifico
Giudice  Antonio Esposito;
Capo Ufficio Stampa
Dr.Rita Pennarola;
Responsabile Ufficio “Ricerche”
Gennaro Varriale ;
Responsabile sito web  e comunicazioni con l’esterno
Paolo Costa.
Confermati il titolare dell’Ufficio “Studi”della Segreteria,della Vice Segreteria e degli altri Organi interni  ,l’Assemblea ha provveduto anche  ad adeguare lo Statuto dell’Associazione alle  esigenze delle nostre attività.Essa,infine,al fine  rendere  sempre più incisiva e significativa l’Azione dell’Associazione ha rivolto un pressante invito a TUTTI  gli iscritti  e simpatizzanti  ad essere più attenti  alle situazioni dei rispettivi territori  segnalando alla Segreteria Nazionale  ogni presenza,nuovo insediamento e attività di soggetti sospetti di appartenere alla criminalità mafiosa in modo da  consentire la segnalazione di essi  all’Autorità centrale competente.
                                                                                                                                               LA SEGRETERIA NAZIONALE

L’Associazione Caponnetto a proposito delle dichiarazioni del Prefetto di Napoli sui 27 comuni in odor di camorra

comunicato stampa

27 Comuni del Napoletano sotto osservazione per camorra – L’Associazione  Caponnetto chiede al prefetto Gerarda Pantalone di fare chiarezza

 

In che modo si stanno svolgendo le procedure di “monitoraggio” adottate dalla Prefettura di Napoli in ben 27 Comuni, secondo quanto dichiarato dal prefetto Gerarda Maria Pantalone lo scorso 23 marzo dinanzi alla Commissione Parlamentare Antimafia? E in proposito, perché non è mai giunta risposta alle incalzanti segnalazioni su presunte irregolarità verificatesi, o in atto, all’interno delle stesse Commissioni d’accesso, pur già rivolte alla stessa Prefettura ed all’Autorità giudiziaria?

 

E’ quanto chiede al prefetto Pantalone l’Associazione Antimafia Caponnetto, cui sono pervenuti in copia quegli stessi esposti al calor bianco, tutti con circostanze precise, nomi e cognomi, in merito a possibili anomalie nell’operato di quelle Commissioni in diversi Comuni, con “prescrizioni” che non sarebbero mai state eseguite, senza contare poi la mancata adozione dell’invio di Commissioni in altre amministrazioni comunali fra quelle “sotto monitoraggio”.

 

Il prefetto Pantalone – chiede la Caponnetto – a fronte di dichiarazioni tanto rilevanti come quelle rilasciate all’Antimafia, chiarisca quali sono, Comune per Comune, le misure adottate dalla Prefettura nei 27 municipi riconosciuti a pesante rischio camorra. E faccia conoscere ai cittadini, ferme restando le esigenze di riservatezza, composizione ed operatività delle Commissioni stesse. 

 

Non vorremmo – conclude la nota – che  potesse accadere quanto è stato già segnalato e documentato in passato per Comuni come Gragnano o Santa Maria La Carità, dal momento che lo stesso prefetto Pantalone ammette dinanzi all’Antimafia che è preoccupata per la “continuità” e la “rigenerazione” riscontrate nel personale politico ed amministrativo all’interno di Comuni già sciolti per camorra.

 

La Caponnetto, nel sollecitare al prefetto una costante e trasparente attività di informazione sulle attività connesse al monitoraggio dei 27 Comuni, auspica che il caso venga sollevato attraverso opportune interrogazioni parlamentari ed eventualmente anche con eventuali indagini della magistratura competente.

 

 

Roma, 2 aprile 2016

Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto

Domina Comunicazione

contatti: 347 0515527 – 347.3615263

http://www.comitato-antimafia-lt.org/

Nel Basso Lazio e,in particolare,in provincia di Latina c’é una situazione ormai insostenibile………………………………

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   tel 3470515527

 

 

 

 

 

 

COMUNICATO     STAMPA

 

 

 

A  leggere  le parole pronunciate  durante un’audizione  in Commissione Antimafia dal Procuratore Aggiunto della DDA di Roma dott. Michele Prestipino a proposito delle difficoltà  ad   indagare nella Palude Pontina su fatti di Mafia e quant’altro e di intercettazioni  coperte  dal segreto d’ufficio finite in mani pericolose(sic!!!) c’é da restare oltremodo preoccupati per le sorti di questo Paese.

Pur essendo abituati  a leggere  notizie fra le più inquietanti ,confessiamo che siamo rimasti alquanto scossi nell’apprendere  che intorno a casa nostra  accadono   fatti così gravi, oscuri e misteriosi che fanno sospettare  l’esistenza nel Basso Lazio di una sorta  di “Cupola Deviata” dai contorni ancora indefiniti che potrebbe interferire con i  poteri ufficiali delle Istituzioni democratiche.-

Tale sospetto é forte   e ci riferiamo,nella fattispecie, anche alle affermazione di Carmine Schiavone, nonchè agli articoli  che fanno riferimento ad una ipotetica trattativa che sarebbe avvenuta in una “villa di Gaeta ” fra uomini dei   servizi ed elementi  dei casalesi all’epoca della vicenda dei rifiuti a Napoli ed in Campania .. Una certezza rimane::     nelle Province di Latina e di Frosinone,nel Basso Lazio insomma, non  abbiamo quella percezione che si indaghi a 360 gradi per una lotta senza quartiere  per sconfiggere la mafia e chi con essa si sia alleato per vantaggi di vario genere. 

Certamente come Associazione Caponnetto reagiremo incrementando la nostra attività di indagine e di  denunzia, anche perchè, le minacce che alcuni dei nostri dirigenti  hanno subito sia a Sperlonga che a Fondi -ed i cui  autori e mandanti sono rimasti anonimi mentre  le denunzie sono state archiviate frettolosamente- non ci fanno paura.

Pertanto ci rivolgiamo a tutte la persone oneste, compresi i giornalisti- la cui attività diventa  sempre più difficile a causa delle montagne di   querele ricevute e  dal chiaro intento  intimidatorio-, per chiedere di darci una mano in questa vicenda segnalandoci fatti,episodi e quant’altro   a loro conoscenza. 

Siamo pronti anche a ricevere  segnalazioni anonime  che poi inoltreremo alle Autorità centrali competenti,

Nel frattempo apprezziamo la disponibilità di alcuni Parlamentari decisi a porre  all’attenzione del Governo la vicenda per un intervento volto a scardinare questa insostenibile situazione..

 

 

                                                               ASSOCIAZIONE A.CAPONNETTO

Spostamento della data del Convegno della Caponnetto a Caserta.

A causa dell’indisponibilità di alcuni relatori impegnati in processi importanti,il convegno programmato dall’Associazione Caponnetto  per venerdì 8 aprile a Caserta é spostato a SABATO  9 MAGGIO  alle ore 16,30.
LA SEGRETERIA  NAZIONALE

Quando l’asino non vuole bere é inutile continuare a fischiare………………………………………………..

 

Attentati inditimidatori a Santi Cosma e Damiano, M5S: “E l’osservatorio antimafia?”

Gli auguri di Gennaro Ciliberto,Testimone di Giustizia,a tutti gli iscritti e simpatizzanti dell’Associazione Caponnetto ed alle loro famiglie

A tutti voi il mio sentito messaggio di pace e serenità ,sognando un giorno in cui possa rivivere nella mia terra e potervi riabbracciare tutti.
Pace e serenità a Voi popolo onesto.
Gennaro Ciliberto

Stanno per scadere i termini per l’operazione tesseramento 2016 all’Associazione Caponnetto.

STIAMO PER CHIUDERE L’OPERAZIONE TESSERAMENTO PER IL 2016 ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.
INVITIAMO I VECCHI ISCRITTI A REGOLARIZZARE LA LORO POSIZIONE INVIANDO LA QUOTA SOCIALE DI 30 EURO SUL CONTO CORRENTE POSTALE n.86015211 INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.
COLORO CHE,INVECE,VOGLIONO ISCRIVERSI PER LA PRIMA VOLTA POTRANNO INVIARE UNA DOMANDA COMPLETA DI TUTTI I DATI,ANAGRAFICI,INDIRIZZI POSTALE E TELEMATICO,NUMERI DI TELEFONO,ATTIVITA’ SVOLTE E QUANT’ALTRO,NON ESCLUSO IL NOME DI CHI HA SUGGERITO LORO L’ISCRIZIONE O COME SONO VENUTI A CONOSCENZA DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.
LA RICHIESTA D’ISCRIZIONE POTRA’ ESSERCI INVIATA TRAMITE EMAIL info@comitato-antimafia-lt.org
AUGURI A TUTTI DI UNA SERENA PASQUA.
LA SEGRETERIA

Comunicato dell’Associazione Caponnetto

COMUNICATO

 

CI SCRIVONO  O  CI TELEFONO  PERSONE DA   TUTTA   ITALIA   PER   CHIEDERCI ASSISTENZA   LEGALE  ANCHE  PER VICENDE   PRIVATE.

 AL   RIGUARDO  CI  TENIAMO  A RIBADIRE, PUR A MALINCUORE, CHE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO  ,PER SUA SCELTA  ,NON  FRUISCE DI ALCUN FINANZIAMENTO   PUBBLICO  E CHE,PERTANTO,I  NOSTRI  AVVOCATI  NON SONO IN GRADO  DI  ASSISTERE  GRATUITAMENTE   CASI  CHE  NON RIENTRINO NELLE ATTIVITA’  PROPRIE DI  UN’ASSOCIAZIONE  CHE COMBATTE CONTRO LE MAFIE  E LA CORRUZIONE.

NOI   OPERIAMO  CON  GLI  SCARSI CONTRIBUTI  CHE CI DERIVANO DA UN TESSERAMENTO  RISTRETTISSIMO  E RIGOROSO  ,STANTE IL PERICOLO DI CONTINUE  INFILTRAZIONI  DI MAFIOSI,E DAL  5  x 1000 DI  ISCRITTI  E SIMPATIZZANTI.

LE SPESE  PER  LE VARIE ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO  –VISURE CAMERALI, ,CONVEGNI,INDAGINI,VIAGGI,SPESE TELEFONICHE , POSTALI ,DI TIPOGRAFIA ,AFFISSIONI ECC. - SPESSO SONO  A CARICO  DI QUALCUNO DI NOI CHE ATTINGE ALLE PROPRIE TASCHE.

ANCHE   DA  QUESTI  COMPORTAMENTI  SI MISURA  L’ONESTA’ DEI SINGOLI,  OLTRE CHE  L’ATTACCAMENTO  DI OGNUNO  AI VALORI  DELLA LEGALITA’,DELLA GIUSTIZIA E  IL SUO   SENSO  CIVICO.

 

                       LA   SEGRETERIA 

Noi siamo soliti rispettare le sentenze e i provvedimenti della Magistratura e ciò é confermato anche dal nome che ci siamo dati .Ma in questa occasione ci viene spontanea rivolgerci e rivolgere una domanda a noi stessi e a chi di dovere: ma come si fa ad archiviare un fatto così grave quale quello accaduto a Benito Di Fazio successo appena un mese e mezzo fa? Quali indagini sono state fatte in così breve lasso di tempo? Suvvia,riaprite quelle indagini e fatele come la situazione esistente a Sperlonga come in tutto il sud pontino impone.

L’Associazione Caponnetto augura ai suoi iscritti e simpatizzanti una serene Pasqua

L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

FORMULA

A TUTTI   I  SUOI  ISCRITTI E SIMPATIZZANTI ED ALLE LORO FAMIGLIE

I PIU’  SENTITI AUGURI   DI  UNA SERENA PASQUA    

                          LA SEGRETERIA

 Il messaggio dell’ Associazione Caponnetto per le vittime di mafie-cs

comunicato stampa

                                                                             Vittime innocenti: 70 per cento senza verità e giustizia. 

                                                                   La proposta shock: sostituiamo l’elenco delle vittime con quello dei magistrati 

                                                                           che in oltre vent’anni non hanno saputo trovare la verità

 

Abbiamo atteso che trascorresse la giornata ufficiale delle celebrazioni organizzate da Libera per ricordare anche noi, come Associazione Antimafia Caponnetto, le mille vittime innocenti di criminalità organizzata, unendoci al dolore sempre vivo dei familiari.

C’è stato qualcosa in più, quest’anno, alla manifestazione che ha riempito le piazze di tutta Italia: per la prima volta in un flash del Tg1 delle 20.30 abbiamo ascoltato dal fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, parole che suonano come un pesante atto d’accusa alle nostre istituzioni, in primis alla magistratura italiana: «Il vero problema – ha detto don Ciotti sfilando in corteo al fianco dei familiari – è che il 70 per cento di loro non conosce la verità, o la conosce solo in parte».

Non sappiamo se era questa la precisa intenzione di don Ciotti, ma di sicuro quel 70% di delitti impuniti, di assassini senza nome coperti da pesanti coltri di omertà istituzionali, colpiscono come una fucilata al cuore i tanti che nelle aule della giustizia italiana da oltre vent’anni erano stati chiamati ad identificare e punire i killer e i loro mandanti a volto coperto. Ma non lo hanno fatto.

Di fronte a tanto scempio, però, invece di sentirsi inchiodata al muro, coperta di vergogna, la Giustizia italiana si volta dall’altra parte. E se chiamata a rispondere, tira fuori le solite frasi di apparato: «è bellissimo vedere tanto risveglio nelle giovani generazioni…».

Qualche anno fa, durante un incontro pubblico finalizzato al suo lancio in politica, un pubblico ministero di Palermo ebbe a tuonare: «Vogliamo la verità sugli assassinii di mafia!”. Nel silenzio in cui era sprofondata la sala si alzò una donna e con la voce carica di dignità gli rispose: “Siamo noi cittadini, signor pubblico ministero, che vogliamo la verità sulle stragi di mafia. E la vogliamo dai rappresentanti della giustizia. Lei cosa ha fatto in questi ultimi venti anni per trovare quella verità che oggi viene a chiedere a noi?”.

Il tema vero che dobbiamo toccare oggi, al cospetto di tante vittime rimaste senza giustizia, è la mancanza di responsabilità dello Stato italiano. Tutti colpevoli, nessun colpevole: è il massimo che hanno saputo confessarci in questi anni, anche di fronte ad attacchi frontali come la frase a caldo pronunciata ieri da don Ciotti: più di uno su tre sepolto senza verità.

Sempre pronti, i rappresentanti della Giustizia italiana, a chiamarsi fuori. E se il dolore di un intero Paese per gli eccidi senza colpevoli, di fatto “autorizzati” dallo Stato, non risuona nelle loro coscienze, d’ora in poi saremo noi a fare in modo che questo accada. E cominceremo subito, sostituendo al doloroso elenco di nomi e cognomi delle vittime innocenti quello dei tanti magistrati che avrebbero potuto e dovuto trovare la verità, per placare la sete di chi è rimasto su questa terra a piangere i suoi cari. E per impedire che tutto questo potesse accadere ad altri. Ma non lo hanno fatto. Così calpestando anche la memoria di quei loro colleghi che, per squarciare i muri alti delle collusioni eretti intorno ai Palazzi, hanno per primi pagato con la vita.

Roma, 22 marzo 2016

                                                Rita Pennarola - Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto

Associazione Antimafia Caponnetto – Ufficio stampa Domina Comunicazione – contatti: 347 0515527 – 347.3615263

www.comitato-antimafia-lt.org

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