Sequestro Sombrero: alcune riflessioni

Sequestro Sombrero: alcune riflessioni


Il sequestro del lido Sombrero, disposto dal GIP di Latina Pierpaolo Bortone su richiesta del Sostituto
Procuratore Dott. Giuseppe Miliano, fa seguito ai due precedenti sequestri, ormai risolti sebbene in attesa
di definizione delle rispettive procedure giudiziali, e all’ormai annoso e rumoroso sequestro del complesso
Pro Infantia per il quale, stante l’evidenza delle prove, è stato chiesta l’emissione del Decreto di giudizio
immediato.
Secondo gli inquirenti, sarebbero state poste in essere diverse violazioni degli strumenti urbanistici, in
contrasto con il Piano di Utilizzazione degli Arenili, abusi edilizi compiuti entro la fascia di rispetto dei
trecento metri dalla battigia, area sottoposta a vincolo paesaggistico.
Un minimo comune denominatore sembra emergere dall’iniziativa delle autorità inquirenti e cioè il nome
del Geom. Giuseppe Zappone, che risulta tecnico dello stabilimento La Vela, tecnico nel cantiere ex Pro
Infantia e tecnico dello stabilimento Sombrero.
Vale evidenziare questo tecnico è il figlio dell’ex sindaco di Terracina nonché Presidente del Consiglio
Comunale durante la prima consiliatura Procaccini, Giovanni Zappone, e fratello dell’attuale assessore della
giunta Tintari, Emanuela Zappone.
Nel merito della vicenda Sombrero, le autorità inquirenti affermano che sin dal 2019 il settore attività
produttive del Comune aveva rilasciato parere negativo al progetto presentato dal geometra Zappone,
successivamente fu il Mibac, con varie prescrizioni, a dare il via libera al progetto, sulla base, però, di
prospettazioni fittizie sempre del geom. Zappone.
Queste, in estrema sintesi, le motivazioni alla base del sequestro da parte della Procura della Repubblica di
Latina.
Il litorale terracinese, ed in generale tutta l’area demaniale (vedi arresto Suffer per area Luna Park), per
troppo tempo è stato considerato un far west, lasciato a se stesso, al suo destino ed alla merce’ del più
forte. La sensazione è che ci sia una sorte di sistema che pensa di poter utilizzare il territorio a proprio uso e
consumo grazie ad importanti coperture.
Basterebbe ricordare, come facilmente desumibile con una semplice ricerca su internet, come il Sombrero
sia stato punto di raccolta elettorale e luogo di frequentazione previlegiato di importanti quanto discussi
esponenti politici.
Vogliamo augurarci che le lodevoli quanto doverose iniziative della Magistratura e della Guardia Costiera in
particolare, possano non solo ristabilire un minimo di legalità, ma aiutino la collettività terracinese a
riappropriarsi dei propri luoghi, della loro bellezza e della loro vocazione turistica a favore di tutti e non di
pochi privilegiati. L’Associazione Caponnetto, come sempre, sarà al loro fianco.

Per la sezione di Terracina

Vittorio Marzullo

Per la Segreteria Nazionale
Il Responsabile La Segretaria
Simona Ricotti

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