MOLISE

Vigneti distrutti nella notte e danni agli agricoltori: giallo nei campi di Nuova Cliternia

In pieno periodo di raccolta dell’uva si tingono di giallo alcuni episodi avvenuti nelle ultime settimane nella zona di Nuova Cliternia. Diversi ettari coltivati a vigneto sono stati devastati da ignoti che hanno tranciato le strutture mozzando il cavo che sorregge le viti. Danni ingenti per alcuni agricoltori locali che durante la notte sono stati interessati da questo ’raid’. Non si conoscono i motivi di quanto avvenuto e sono in corso gli accertamenti per fare chiarezza sull’accaduto. Per ora non si esclude nessuna pista, se un atto vandalico oppure altro.

Campomarino. Un caso non isolato e avvenuto in pieno periodo di vendemmia. La zona in questione è quella di Madonna Grande, in territorio di Nuova Cliternia, frazione di Campomarino. Vigneti devastati da ignoti e uva caduta a terra con danni ingenti per la produzione. Sono interessati alcuni agricoltori locali che hanno dedicato a questo settore i propri terreni. L’ultimo episodio si è verificato la scorsa notte: tranciato il cavo principale, di conseguenza, tutta la struttura che la regge ne è uscita danneggiata o, comunque, ha subitoconseguenze di non poco conto.

Una vicenda che si tinge «di giallo» in quanto non è chiaro cosa ci sia dietro l’accaduto e, ovviamente, i vigneti non si rompono da soli in una misura così estesa, tanto che si parla di diversi ettari complessivi tra i vari terreni interessati da questa vicenda. Si può pensare a un atto vandalico o anche ad altre ipotesi ma, al momento, non ci sono conferme e altre comunicazioni ufficiali rispetto a quanto avvenuto. Tanta l’amarezza per chi ha subito danni, peraltro, in pieno periodo di raccolta dell’uva e con la vendemmia in corso in una zona molto estesa.

Sono in corso gli accertamenti e della vicenda si stanno interessando anche i Carabinieri della stazione del paese.

L’obiettivo è quello di fare chiarezza sull’accaduto e capire che cosa sia successo nei vigneti di proprietà di alcuni agricoltori. Tutto, a quanto pare, sarebbe successo durante la notte in un’area peraltro molto vasta e collegata da una rete di strade interpoderali. La conta dei danni è in corso in attesa di conoscere eventuali sviluppi rispetto a un fatto preoccupante che lascia aperta una riflessione: chi e perché ha colpito i vigneti nelle campagne di Campomarino?

Promesse,impegni,assicurazioni,ma la situazione in Molise non cambia ed anzi peggiora

 

 

 

 

Associazione Caponnetto

 

“Basso Molise in balia di scorribande di criminali pugliesi”

di Emanuele Bracone – 09 settembre 2017 – 17:01

PETACCIATO. Grande attenzione da parte dell’associazione Caponnetto a quanto accade sul territorio del Basso Molise. Dopo l’ennesimo atto criminale compiuto nella notte scorsa, arriva la nota di commento e sgomento dei responsabili di Abruzzo e Molise dell’associazione Antimafia, Romano De Luca e Roberto D’Aloisio.

“Dopo l’ennesimo assalto avvenuto con uso di esplosivo a istituti di Credito del Basso Molise e precisamente a Petacciato, in pieno centro abitato, con gravi pregiudizi per l’incolumità pubblica, l’Associazione Caponnetto lancia di nuovo l’allarme criminalità. Certamente non osserviamo inversioni di tendenza nell’opera di contrasto del grave fenomeno malavitoso rispetto al recente passato, che sta interessando sempre più spesso il territorio molisano. Tale fenomenologia criminale, di probabile origine pugliese, continua ad agire indisturbata nel territorio molisano, nonostante i proclami di tolleranza zero fatti dal ministro Minniti, poco tempo addietro nella Prefettura di Foggia, a seguito dei gravi fatti delittuosi avvenuti nel Gargano. Tra mafia foggiana e quella albanese dedita al traffico di droga restiamo in piena emergenza criminalità specialmente nella fascia costiera molisana.

L’ultimo allarme criminalità lanciato alle Autorità da questa  Associazione risale appena al marzo scorso, ivi compreso la Commissione Antimafia, nulla è cambiato e la popolazione resta preoccupata”.

CONDIVIDO”,”CONDIVIDO” . E POI ?…………

E’ inutile piangersi addosso,scrivere “condivido”,formulare su Fb giudizi che pochi leggono o comprendono,se non si passa,poi,alle cose concrete,all’azione, ed anche all’individuazione e alla segnalazione delle singole criticità,ai problemi che non vanno,uno per uno ,denunciandoli, per ottenerne la soluzione.
Ma in gruppo,non individualmente,perché é l’associazione che ti dà forza e legittimazione a parlare con la certezza di essere ascoltato da qualcuno.
La guerra si fa in gruppo,con gli eserciti,non da soli,ben armati,perché il nemico che combattiamo -le mafie- è un esercito potente e ben armato che si può sconfiggere non di certo con le chiacchiere o con gli slogan
Ed é solo attraverso/e nell’associazione che si acquisisce quella visione d’insieme,il quadro,che ti consente di “capire” a fondo la drammaticità della situazione nella quale ci troviamo e,soprattutto,quali possono essere le metodologie ed i mezzi da usare per contrastarla.
Perché non basta diagnosticare il male senza,poi,far seguito con una cura adeguata.
Per combattere “o sistema” è necessaria l’organizzazione.
Un ‘organizzazione,però, non parolaia,ma,al contrario,che abbia capacità , voglia e libertà di individuare i punti critici dei piani di contrasto e di chiedere eventualmente le necessarie correzioni.
Le carenze ed i ritardi culturali,ad esempio, nella comprensione del fenomeno mafioso che abbiamo registrato talvolta in alcune settori della magistratura e delle forze dell’ordine in alcune aree del Paese,come il Lazio, hanno provocato e provocano un gravissimo nocumento all’efficacia dell’azione contro le mafie.
Giova ricordare al riguardo la sentenza del Tribunale di Roma che condannò i componenti della banda della Magliana solamente per associazione a delinquere e non ,invece ,per associazione a delinquere di stampo mafioso.
Quando noi parliamo di “qualità” delle indagini,un discorso che sentiamo,purtroppo, da pochi e che,invece,é vitale se si vuole fare EFFETTIVAMENTE la lotta alle mafie imprenditrici ,politiche ed anche istituzionali.
Se il maresciallo della tale stazione dei carabinieri o l’ispettore di tale commissariato della Polizia di Stato delegati a svolgere un’indagine di mafia non sono stati preparati,ad esempio, a comprendere l’importanza che hanno una visura camerale,un bilancio di un comune o di una società ,una variante urbanistica,un passaggio di proprietà,una variazione della destinazione d’uso e così via,di quale lotta alle mafie stiamo parlando ?
E quando poi ascoltiamo da un Procuratore della DDA che del contenuto di tale intercettazione sarebbe stato messo a conoscenza,come sarebbe avvenuto a Latina,l’intercettato ,quale speranza possiamo più nutrire che un’indagine possa portare ad un esito positivo?
Ecco,abbiamo voluto citare solo alcuni esempi di talune criticità,ma ne potremmo citare tantissimi altri.
Un’associazione antimafia seria ha il DOVERE di calarsi “dentro” i problemi.
Essa DEVE essere in grado di valutare se il tale Prefetto,il tale Questore,i tali Comandanti Provinciali della Guardia di Finanza o dei Carabinieri,i tali Comandanti di Compagnie,Stazioni,Brigate ecc. sono persone preparate,attente ed attive e,ove dovessero non esserlo,essa ha il DOVERE di farlo presente,con garbo e in un’ottica di collaborazione,nelle sedi ed alle persone competenti ,con le quali,ovviamente,bisogna avere dei canali di comunicazione.
Alcuni amici a volte ci chiedono “io voglio impegnarmi a combattere le mafie. Ma come si fa ?”.
La risposta é sempre la stessa:
” Intanto iscriviti ad un’associazione seria e che faccia la lotta in maniera disinteressata e senza fini di lucro o politici. E,poi,comincia a “guardarti attorno” partendo dall’assunto che oggi la mafia va sempre alla ricerca di una sponda politica ed istituzionale. Ed é,pertanto,nella politica e nelle istituzioni,oltre che fra i professionisti, che vanno ricercati i suoi sodali. Se vedi o senti qualcosa di sospetto ,segnalalo subito alla tua associazione perché bisogna intervenire PRIMA che i fatti succedano,non DOPO che sono successi , quando il danno é stato già fatto e la mafia si é insediata sul tuo territorio. Saranno i vertici della tua associazione a valutare “come” e “dove” intervenire”.
In questi giorni é stata pubblicizzata la pubblicazione di un saggio di Antonio Giangrande che ,parlando del Molise,si sofferma ad analizzare le metodologie di azione di alcune Associazioni antimafia ed antiracket.
Vogliamo concludere questa nostra nota riportandone,come abbiamo già fatto sul sito dell’Associazione Caponnetto,il link:

TUTTO SUL MOLISE, QUELLO CHE NON SI OSA DIRE.
Pubblicato 27 Dicembre 2014 | Da admin3
https://books.google.it/books?id=7BBW312qSjgC questo è il link su cui puoi trovare un illuminante riferimento all’Associazione Caponnetto oppure vai su: ASSOCIAZIONE CAPONNETTO MOLISE, poi su: IL MOLISE- RISULTATI DA GOOGLE LIBRI. E potrai trovare nelle prime 50 pag. del libro quanto l’autore scrive di alcune Associazioni antimafia,fra le quali la Caponnetto .

Un interessante servizio di Report sul Sistema Molise.

Iorio, Frattura, bugie, ricatti e media asserviti: nel Molise di Report non si salva nessuno
Le telecamere di Rai 3 sono tornate in Molise per raccontare la vicenda Biocom e il Sistema Iorio. Dalla mini inchiesta di Bernardo Iovene emerge l’incredibile intreccio di affari e interessi in una regione in cui tutti sembrano legati al doppio filo a personaggi politici, dell’informazione, magistrati e imprenditori. «Dal sistema Iorio al sistema Frattura» il Molise rimedia l’ennesima figuraccia nazionale. E spunta la testimonianza anonima di un inquirente.

 

Campobasso. Un servizio di un quarto d’ora, preceduto da tre minuti di riassunto della puntata sul “Sistema Molise” del 2010, è andato in onda ieri sera a Report su Raitre.

“Frattura molisana”, il titolo del lavoro di Bernardo Iovene, racconta due inchieste: quella sulfinanziamento erogato alla Biocom, la ex società di Frattura finanziata con 265 mila euro all’epoca del governo Iorio per un impianto a biogas mai realizzato e quella, esplosa con la notifica della conclusione delle indagini per 28 indagati lo scorso ottobre, sul cosiddetto sistema Iorio, in cui s’intrecciano politica, burocrazia e informazione.

Nella ricostruzione di Report, l’immagine del Molise esce, ancora una volta, assai ammaccata. La figuraccia è generale, coinvolge protagonisti nuovi, vecchi ed eterni della storia molisana politica e giornalistica e restituisce l’idea di un luogo dove amicizie, interessi privati, consorterie piccole e grandi ripicche si mescolano in un sistema senza sbocchi di favori dati e negati. Non si salva nessuno, fatta eccezione (forse) per il magistrato Fabio Papa, il pm dell’inchiesta su Biocom recentemente trasferito a Rovigo per volontà del Csm, l’organo giudicante dei magistrati.
Secondo il racconto di Rai 3, che sostiene la tesi secondo cui nel Molise di Frattura siano in vigore più o meno gli stessi meccanismi del “sistema Iorio”, Fabio Papa «è l’unico ad aver pagato fino ad oggi in una vicenda dai contorni torbidi» che non risparmia nessuno.
Dal servizio emergono anche nuovi particolari, come l’intervista a un anonimo inquirente che a proposito del finanziamento pubblico erogato alla Biocom (fino al 2011 nella disponibilità di Frattura), parla di «distrazione di fondi», sostenendo che per l’acquisto dei macchinari sono stati spesi solamente 50 degli oltre 260mila euro erogati. E riferendo, poi, che «la volontà reale non era quella di costruire l’impianto ma di ottenere un risarcimento». Parole che riportano immediatamente alla vicenda biomasse e all’impianto da 1 megawatt di Campochiaro anch’essa terminata con la richiesta di risarcimento danni milionario (su cui si pronuncerà il Tar) da parte dell’ex socio di Frattura, l’ingegnere Luca Di Domenico, marito della segretaria di Giunta, Mariolga Mogavero.

Frattura, raggiunto nel suo ufficio dalle telecamere della Rai, si difende sostenendo quello che dice da tempo, cioè che «il denaro è servito per pagare i macchinari che sono a Termoli». E poi mostra carte e fatture a Iovene il quale si sposta a Termoli dove ottiene dall’ex sindaco Di Brino la conferma che il permesso a costruire l’impianto non è mai stato dato dal Comune e che il materiale di cui parla Frattura, in parte ancora imballato, si trova in un magazzino della C&T, la biomasse del Nucleo. 

Tra gli intervistati anche l’ex presidente della Regione Molise, Michele Iorio, che ribadisce la vecchia militanza politica in Forza Italia di Paolo Frattura e il ‘tradimento’ dell’attuale presidente, oggi tesserato Pd.

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