Civitavecchia

Convegno a Civitavecchia con Mario Almerighi Presidente del Tribunale ed autore del libro “Tre suicidi eccellenti”

Fondazione Sandro Pertini – Assoc.Reg.Lazio “Antonino Caponnetto” – Ass.Civitas et Jus

VENERDI’10 OTTOBRE 2008,ALLE ORE 17, a Civitavecchia, presso l’Aula Conferenze dell’Autorità Portuale in via Prato del Turco MARIO ALMERIGHI presenta il suo libro “TRE SUICIDI ECCELLENTI”
Castellani, Cagliari, Gardini

Introduce
Dr.Elvio Di Cesare

Partecipano
On.Giovanni Galloni
Prof.Giuseppe De Lutiis

Modera
Avv.Angelo Scala

La cittadinanza tutta é invitata a partecipare

L’introduzione di Elvio Di Cesare al convegno a Civitavecchia di presentazione del libro di Mario Almerighi “Tre suicidi eccellenti”

L’INTERVENTO DI ELVIO DI CESARE IN OCCASIONE DELL’INCONTRO PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MARIO ALMERIGHI “TRE SUICIDI ECCELLENTI” (Sergio Castellari, Gabriele Cagliari, Raul Gardini) – “Ed. L’Unità”

Civitavecchia 10 ottobre 2008

Ancora una volta il “sistema”!
Lo stesso “sistema” di Gomorra, di Saviano!

Di recente un noto saggista, scrivendo della “anomalia” dello Stato italiano, da lui definito “bicefalo”, ha classificato il nostro Paese come quello che, al contempo, alimenta e reprime la criminalità.
Il nuovo libro di Mario Almerighi ci presenta uno spaccato della storia recente di questo Paese caratterizzato dalla corruzione, dagli intrecci affaristici, dalle mafie, dai misteri, dai grandi misteri.

“‘O sistema” uccide “chi non ci sta”, chi ne fa parte, chi lo ha alimentato ed alimenta, ma che, poi, non è più ritenuto “affidabile” perché minaccia di volerne uscire.
“Il sistema funziona in gran parte con i suoi protagonisti coinvolti in operazioni illecite. Questo coinvolgimento li pone in una posizione di ricattabilità e quindi li obbliga al silenzio e all’omertà, unica garanzia in ordine alla loro affidabilità. A volte tale posizione è utilizzata dal sistema come metodo di reclutamento”.

Sergio Castellari, Gabriele Cagliari e Raul Gardini facevano parte del “sistema” di un Paese, come il nostro, in cui “in gran parte la direzione e le scelte politiche sono condizionate dalle attività corruttive poste in essere dai centri di potere economico e finanziario”. Sono morti tutti e tre prima che parlassero, alla vigilia dell’interrogatorio da parte dei pubblici ministeri.

CASTELLARI era direttore generale degli affari economici del Ministero delle Partecipazioni Statali, poi consulente ENI.

Il 16 aprile del ’93 Carlo Palermo dichiara :
“Castellari ha un ruolo chiave nella vendita di elicotteri Augusta al governo belga sia nella sua qualità di direttore generale del ministero delle partecipazioni statali sia nella veste di consigliere di amministrazione dell’Ifim…”.

Sempre Carlo Palermo “parla poi del ruolo dell’EFIM e del coinvolgimento di Castellari, quale membro del consiglio di amministrazione di questo ente e dell’Augusta, in traffici di armi e di elicotteri da guerra con l’Iraq ed altri paesi mediorientali, che si sarebbero svolti negli ultimi tre anni di vita dello stesso Castellari…”.
“…Egli controlla i bilanci dell’IRI, dell’EFIM, …esercita attività di vigilanza del Ministero sugli enti pubblici economici di gestione e mette nel suo archivio una serie di notizie sugli alti funzionari del Ministero sotto la voce “Società segrete dei funzionari”.
Perfettamente inserito nel sistema. E’ uno di quelli che se parlano lo mette a rischio. La sua morte avviene il giorno in cui doveva presentarsi ai pubblici ministeri”.

Una strana morte, quella di Castellari,perché il suo corpo, ritrovato 7 giorni dopo la scomparsa, “è immune da processi putrefattivi. Gli abiti sono puliti”, pur avendo piovuto nella zona in cui esso è stato ritrovato…”. Entrambe le mani presentano amputazioni di alcune dita. La mano destra è appoggiata sul torace a contatto con la camicia. Neanche in tale punto la camicia presenta macchie di sangue. La pistola è infilata nella cintura dei pantaloni. Le scarpe sono sostanzialmente pulite sia nella parte superiore che nelle suole”. E poi “…la calotta cranica manca di un pezzo e dentro è vuota. Il volto è irriconoscibile”.
“Castellari era alto non meno di 1,85 eppure il corpo ritrovato sulla collina di Sarcofalo è più basso di almeno 10 centimetri…”; egli “prima di sparire ha distrutto tutte le foto che lo ritraevano…; le dita sono state amputate e non mangiate…; i consulenti hanno attribuito al morto l’età di 50 anni. Castellari ne aveva 60… Il 13 agosto 1994 il pubblico ministero ordina l’esumazione della salma del cadavere per ulteriori accertamenti medico-legali…; il 22 agosto ignoti trafugano il computer dall’interno dei locali dell’Istituto di medicina legale dell’ospedale A.Gemelli dove erano in corso gli ulteriori accertamenti…; il computer rubato conteneva i test sulla morte di Castellari”.
C’è il fondato sospetto che quello fatto ritrovare non sia il cadavere di Castellari, ma di altra persona. Si sospetta che in tutta questa oscura vicenda ci sia stato “lo zampino di quella parte dei servizi che era legata con lui nel traffico di armi”.

CAGLIARI, Presidente dell’ENI, viene arrestato per corruzione ed illecito finanziamento dei partiti.
“Con Gardini è protagonista della vicenda Enimont… La lunga permanenza in carcere lo rende non più affidabile al sistema. Se parla può metterlo a rischio.Anche lui muore in prossimità di un interrogatorio dinanzi ai pubblici ministeri”.
“La mattina del 20 luglio 1993, intorno alle ore 10,10, il corpo di Gabriele Cagliari giace sul pavimento del bagno annesso alla cella. Il suo capo è ricoperto da una busta di plastica legata intorno al collo… Cagliari presenta al volto, in regione zigomatica sinistra, due sfumate aree ecchimotiche di colore violaceo… scollato dal cuoio capelluto si nota un’intensa infiltrazione emorragica della sua faccia profonda per un’area di circa 5 x 2, disposta in regione parieto-occipitale sinistra, infiltrazione emorragica del piastrone sternale con frattura dello sterno a livello del terzo spazio intercostale… infiltrazione emorragica della faccia sterno-costale del pericardio… il cavo pericardio contiene circa 10 cc di liquido citrino limpido”.
Qualsiasi medico ci dirà che gli ematomi si formano solo se c’è circolazione sanguigna e che le ecchimosi si formano quando uno è in vita, non dopo morto.
“Ci sono pochissimi casi di suicidio di questo tipo. Ci vuole una volontà molto forte. L’istinto di sopravvivenza porta normalmente l’aspirante suicida, ad un certo momento, a strapparsi la busta di plastica dalla faccia”.

L’autore commenta:
“Vi sono impressionanti analogie di alcuni contenuti degli scritti di Cagliari con quelli delle lettere scritte da Castellari: i riferimenti alla necessità di salvare la dignità, i riferimenti all’estero, l’invito a non leggere le lettere, l’atteggiamento dei parenti, le analisi politiche e fortemente critiche e delegittimanti dell’operato dei giudici. Analogie che sembrano ispirate da un’unica regia”.

GARDINI “…è pienamente inserito nel sistema corruttivo del Paese. Anche lui, se parla, può mettere a rischio il sistema. Anche lui muore lo stesso giorno in cui doveva presentarsi ai pubblici ministeri”. Ed anche per lui si tratta di una morte strana.
Egli, secondo la versione ufficiale, si sarebbe sparato alla tempia mentre era disteso sul letto, ma nessuno dei presenti in casa ha sentito lo sparo. Inoltre la pistola con cui si sarebbe sparato non era sul letto, dove peraltro non sono stati rintracciati residui di polvere da sparo, ma sulla scrivania, a parecchi metri di distanza. Sulle cartucce non vengono rintracciate impronte di Gardini. L’ambulanza, senza aspettare l’arrivo del magistrato, ha subito portato via cadavere, cuscini e lenzuola e l’autopsia è stata fatta dopo 36 ore. Inoltre le ferite riscontrate non sono compatibili con la dinamica descritta.

Evidentemente “…qualcuno ha afferrato la testa di Gardini e gliel’ha sbattuta contro un corpo solido… Gardini è svenuto e poi gli hanno sparato sistemandogli la pistola in modo che sembrasse un suicidio?… Come mai sulla pistola non sono state trovate impronte di alcun genere? Chi l’ha pulita?”

Le considerazioni dell’autore sono amare :
“Di fronte alla dilagante illegalità che ammorba il nostro paese, la giustizia, il processo penale sono in stato preagonico. Quei giudici che sono riusciti in passato ad accertare crimini al di là della soglia gradita al potere sono stati dileggiati, criminalizzati, spiati. Ciò dimostra che il problema dei livelli di legalità che si vogliono perseguire nel nostro paese non può essere delegato solo alla polizia giudiziaria e alla magistratura.
Ieri chi assumeva questa delega veniva ucciso .Oggi sopravvive perché innocuo al sistema”.

E’, questa, una considerazione che non ha bisogno di ulteriori commenti, soprattutto da parte di chi, come noi di un’associazione antimafia, tutti i giorni ci troviamo a fare i conti con il… “sistema”.

Grazie, dr. Almerighi, per il suo coraggio e la sua onestà intellettuale!

Civitavecchia. Fondazione Pertini, Associazione Caponnetto e Civitas et Jus presentano “Tre suicidi eccellenti” di Mario Almerighi

VENERDI’ 10 OTTOBRE ALLE ORE 17

A CIVITAVECCHIA

NELLA SALA CONFERENZE DELL’AUTORITA’ PORTUALE IN VIA PRATO DEL TURCO

MARIO ALMERIGHI

Presenta il suo libro

“TRE SUICIDI ECCELLENTI “

Castellani, Cagliari, Gardini

Introduce

  • Dr.Elvio Di Cesare

Partecipano

  • On.Giovanni Galloni
  • Prof.Giuseppe De Lutiis

Modera

  • Avv.Angelo Scala

La cittadinanza tutta é invitata a partecipare

Civitavecchia: pericolo di ulteriori insediamenti mafiosi

Frasca, l’opposizione “smaschera” il sindaco e lo sfida in pubblico

di Katia Trombetta
venerdì 3 ottobre 2008 17:59
C’è un aspetto inquietante che “vieta” ogni ipotesi di cementificazione della Frasca. L’opposizione lo ha detto chiaramente questo pomeriggio in Comune: articoli di stampa nazionale parlano di precise mire espansionistiche di organizzazioni criminose. Un motivo in più, se mai ce ne fosse bisogno, per respingere ogni progetto di maga-porticcioli. Un motivo in più, accanto a una serie di altri contenuti nei documenti ufficiali che scandiscono la storia amministrativa di quel pezzo di terra e di mare, e delle prescrizioni e previsioni, ai sensi di legge.
L’opposizione consiliare al completo dalla sala Cutuli del Pincio li ha portati tutti: le prescrizioni della V.i.a. del 2002 sulla darsena energetica e grandi masse, l’accordo comune-Enel del 2003, la V.i.a. su Tvn del 2003, il rapporto Enel sullo stato di avanzamento dei lavori di conversione al 30 giugno 2008, il piano di coordinamento dei porti della Regione Lazio, la variante al Prg portuale del 2004, due delibere consiliari dell’epoca De Sio. Insomma un faldone alto qualche centimetro, nel quale non c’è traccia di mega-porticcioli. Perché “in questa città non si può continuare a dire qualsiasi cosa – dice Piendibene (Sinistra Democratica) – a dispetto dei comportamenti delle persone, specie quando noi abbiamo usato toni assolutamente pacati”. E “non si può andare ogni volta in consiglio o in Comune – spiega Marietta Tidei (Pd) – per farsi insultare da un sindaco che deve ancora imparare il rispetto istituzionale, e se continua così altro che le barricate”.
Del resto prima di ricordare che “l’Autorità Portuale non è San Marino – prosegue Gatti (Pd) – Moscherini dovrebbe pensare a come ha governato il porto nel passato e a come sta governando la città ora, da presidente del Comune, sbeffeggiando continuamente anche i suoi consiglieri comunali”. Queste le posizioni politiche, sostenute dagli atti. Primo: questo porticciolo alla Frasca, testa di ponte di quel terminal Cina (poi Asia, che il sindaco sembrava avere dimenticato ma che in questi giorni è tornato alla ribalta) “rimetterebbe in discussione l’intero piano regolatore portuale – precisa Bonomi (Prc) – cosa che Moscherini sa bene avendo comunicato con una lettera del 2006 la sua rinuncia al terminal”. Una V.i.a. (necessaria) per un porticciolo di quelle dimensioni allungherebbe i tempi di realizzazione fino a tre anni, per cui non si avrebbe nessuna soluzione immediata al problema dei diportisti.
“La pianificazione è chiarissima – dice Manuedda (Verdi) – fin quando qualcuno non ha iniziato con la portualità creativa”. La V.i.a. della Degm (2002): è l’Autorità Portuale che è titolare delle compensazioni alla Frasca che Moscherini avrebbe dovuto fare al porto ma che non ha fatto allora. L’Authority le farà ora: l’ente ha già pronto un “progetto esecutivo – scandisce con enfasi Piendibene – e non uno schizzo, e a breve, secondo la legge, questo progetto andrà in Regione”. Accordo comune-Enel: prevede che non alla Frasca ma nelle “aree marittime della centrale di Tvn verranno delocalizzate le attività di cantiere e da diporto della Buca di Nerone”. Tanto è vero che Enel – siccome questa è anche una prescrizione V.i.a. per Tvn – questo giugno nel suo report sullo stato dei lavori dà come “ottemperata” la prescrizione, perché ha in effetti presentato un progetto, anche se necessita di adattamenti da concordare con l’Authority. Il Piano dei Porti: gli approdi sono destinati a barche non più lunghe di 8 metri, mentre nei porticcioli non possono venire ospitate imbarcazioni di meno di 6 metri. Insomma, se si facesse davvero il porticciolo di Moscherini, le barchette dei civitavecchiesi nemmeno ci potrebbero entrare. Infine, tra i documenti, una chicca: una nota con la quale Moscherini dall’Autorità Portuale in veste di commissario nel 2006 convocava una conferenza dei servizi, alla quale oggi si auto-risponde come sindaco. L’opposizione ha annunciato a breve un’iniziativa pubblica nell’ambito della quale confrontarsi direttamente sul tema con il sindaco, documenti alla mano. Solo un’ultima cosa: ma perché il primo cittadino ci tiene tanto a questo porticciolo? Semplice: di certo “non per l’interesse della città, ma perché questa è tra quelle tre o quattro operazioni, insieme a qualche altra di carattere urbanistico – chiude l’opposizione – senza le quali l’amministrazione di Moscherini va in crisi”.

 

(da trcgiornale.it)

DIA: Civitavecchia, porto di traffici illeciti cinesi

Merce cinese, il porto tra gli accessi principali in Italia

30/09/2008 19:22

Secondo la Dia Civitavecchia è tra gli scali preferiti per l’importazione di materiale di contrabbando

PORTO VISTA ALTO CIVITAVECCHIA – Civitavecchia tra i porti che fungono da canale d’ingresso per i prodotti irregolari cinesi. Lo ha riferito la Direzione Investigativa Antimafia nella relazione semestrale al Parlamento e al Ministero dell’Interno sull’attività svolta e i risultati conseguiti nei primi sei mesi del 2008. «L’importazione irregolare di prodotti di diverso tipo – si legge nel documento – concretizzata attraverso le forme del contrabbando doganale, della falsificazione di origine dei prodotti, della contraffazione e della violazione del ‘‘made in Italy’’, è stata sicuramente la tipologia di illecito maggiormente perpetrato dalla criminalità cinese». Secondo i dati della Dia, i canali d’ingresso della merce, prodotti che vanno dai tessili alla tecnologia fino agli alimentari «continuano ad essere i porti con terminal container; Gioia Tauro, Napoli,, Salerno, i porti pugliesi e quelli siciliani per il sud del Paese; Civitavecchia, Ancona e Livorno per il centro, i porti liguri e Trieste per il nord».
(da civonline.it)

Archivi