Civitavecchia: pericolo di ulteriori insediamenti mafiosi

Frasca, l’opposizione “smaschera” il sindaco e lo sfida in pubblico

di Katia Trombetta
venerdì 3 ottobre 2008 17:59
C’è un aspetto inquietante che “vieta” ogni ipotesi di cementificazione della Frasca. L’opposizione lo ha detto chiaramente questo pomeriggio in Comune: articoli di stampa nazionale parlano di precise mire espansionistiche di organizzazioni criminose. Un motivo in più, se mai ce ne fosse bisogno, per respingere ogni progetto di maga-porticcioli. Un motivo in più, accanto a una serie di altri contenuti nei documenti ufficiali che scandiscono la storia amministrativa di quel pezzo di terra e di mare, e delle prescrizioni e previsioni, ai sensi di legge.
L’opposizione consiliare al completo dalla sala Cutuli del Pincio li ha portati tutti: le prescrizioni della V.i.a. del 2002 sulla darsena energetica e grandi masse, l’accordo comune-Enel del 2003, la V.i.a. su Tvn del 2003, il rapporto Enel sullo stato di avanzamento dei lavori di conversione al 30 giugno 2008, il piano di coordinamento dei porti della Regione Lazio, la variante al Prg portuale del 2004, due delibere consiliari dell’epoca De Sio. Insomma un faldone alto qualche centimetro, nel quale non c’è traccia di mega-porticcioli. Perché “in questa città non si può continuare a dire qualsiasi cosa – dice Piendibene (Sinistra Democratica) – a dispetto dei comportamenti delle persone, specie quando noi abbiamo usato toni assolutamente pacati”. E “non si può andare ogni volta in consiglio o in Comune – spiega Marietta Tidei (Pd) – per farsi insultare da un sindaco che deve ancora imparare il rispetto istituzionale, e se continua così altro che le barricate”.
Del resto prima di ricordare che “l’Autorità Portuale non è San Marino – prosegue Gatti (Pd) – Moscherini dovrebbe pensare a come ha governato il porto nel passato e a come sta governando la città ora, da presidente del Comune, sbeffeggiando continuamente anche i suoi consiglieri comunali”. Queste le posizioni politiche, sostenute dagli atti. Primo: questo porticciolo alla Frasca, testa di ponte di quel terminal Cina (poi Asia, che il sindaco sembrava avere dimenticato ma che in questi giorni è tornato alla ribalta) “rimetterebbe in discussione l’intero piano regolatore portuale – precisa Bonomi (Prc) – cosa che Moscherini sa bene avendo comunicato con una lettera del 2006 la sua rinuncia al terminal”. Una V.i.a. (necessaria) per un porticciolo di quelle dimensioni allungherebbe i tempi di realizzazione fino a tre anni, per cui non si avrebbe nessuna soluzione immediata al problema dei diportisti.
“La pianificazione è chiarissima – dice Manuedda (Verdi) – fin quando qualcuno non ha iniziato con la portualità creativa”. La V.i.a. della Degm (2002): è l’Autorità Portuale che è titolare delle compensazioni alla Frasca che Moscherini avrebbe dovuto fare al porto ma che non ha fatto allora. L’Authority le farà ora: l’ente ha già pronto un “progetto esecutivo – scandisce con enfasi Piendibene – e non uno schizzo, e a breve, secondo la legge, questo progetto andrà in Regione”. Accordo comune-Enel: prevede che non alla Frasca ma nelle “aree marittime della centrale di Tvn verranno delocalizzate le attività di cantiere e da diporto della Buca di Nerone”. Tanto è vero che Enel – siccome questa è anche una prescrizione V.i.a. per Tvn – questo giugno nel suo report sullo stato dei lavori dà come “ottemperata” la prescrizione, perché ha in effetti presentato un progetto, anche se necessita di adattamenti da concordare con l’Authority. Il Piano dei Porti: gli approdi sono destinati a barche non più lunghe di 8 metri, mentre nei porticcioli non possono venire ospitate imbarcazioni di meno di 6 metri. Insomma, se si facesse davvero il porticciolo di Moscherini, le barchette dei civitavecchiesi nemmeno ci potrebbero entrare. Infine, tra i documenti, una chicca: una nota con la quale Moscherini dall’Autorità Portuale in veste di commissario nel 2006 convocava una conferenza dei servizi, alla quale oggi si auto-risponde come sindaco. L’opposizione ha annunciato a breve un’iniziativa pubblica nell’ambito della quale confrontarsi direttamente sul tema con il sindaco, documenti alla mano. Solo un’ultima cosa: ma perché il primo cittadino ci tiene tanto a questo porticciolo? Semplice: di certo “non per l’interesse della città, ma perché questa è tra quelle tre o quattro operazioni, insieme a qualche altra di carattere urbanistico – chiude l’opposizione – senza le quali l’amministrazione di Moscherini va in crisi”.

 

(da trcgiornale.it)

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