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FONDI TORMENTATA DALLE ESPLOSIONI

BEN 5 IN NEMMENO DUE MESI. CRIMINALITA’ ALL’ATTACCO.

SE I GOVERNI CONTINUERANNO AD IGNORARE LE RICHIESTE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CHE DA ANNI STA CHIEDENDO L’ISTITUZIONE DI UNA SEZIONE DELLA DIA A FONDI O SPERLONGA

E UN SUPERCOMMISSARIATO DELLA POLIZIA DI STATO A FORMIA CON 1° DIRIGENTE E SQUADRA MOBILE IL PROBLEMA DELLA CRIMINALITA’ E DELLE MAFIE IN PROVINCIA DI LATINA E NEL BASSO LAZIO NON SI RISOLVERA’ MAI.

A FONDI ED A SPERLONGA SONO DISPONIBILI LE CASERME DELLA GUARDIA DI FINANZA E DEI CARABINIERI PER LE QUALI LO STATO GIA’ PAGA GLI AFFITTI,CASERME CHE DISPONGONO DI AMPI SPAZI PER IL PERSONALE E PER LE ATTREZZATURE E QUINDI LO STATO NON DEVE CARICARSI ALCUN ONERE AGGIUNTIVO.

E’ SOLO QUESTIONE DI VOLONTA’ POLITICA.

ROGHI DI RIFIUTI A GIUGLIANO DI NAPOLI, SOS DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE.IL PREFETTO DI NAPOLI DISPONGA L’INTERVENTO DEL GENIO MILITARE PER LO SGOMBERO E LA VIGILANZA ARMATA DEL SITO

Terra dei Fuochi, ennesimo rogo in zona Asi. Sos dell’Amministrazione comunale di Giugliano

Sindaco Pirozzi su ennesimo rogo a ridosso della zona Asi.

Giugliano, 11 aprile 2021. SOS a Governo, Prefettura e Regione Campania. “Situazione insostenibile- dice il sindaco di Giugliano Nicola Pirozzi, sul posto per un sopralluogo- Da solo il Comune non può fronteggiare questa emergenza, non si possono rimuovere con puntualità le tonnellate di rifiuti abbandonati in strada prima che vengano incendiati. Un evento che non è più eccezionale ma che si ripete ogni giorno provocando danni alla salute e al territorio. C’è bisogno dell’intervento dello Stato”.

GAETA,FORMIA E SUD PONTINO. SITUAZIONE CRIMINALE  AGGHIACCIANTE,L’ALLARME DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO MA IL GOVERNO DORME

GAETA,FORMIA E SUD PONTINO. SITUAZIONE CRIMINALE  AGGHIACCIANTE,L’ALLARME DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO MA IL GOVERNO DORME

CHE NEL SUD PONTINO CI SIA UN’EMERGENZA CRIMINALE E’ COSA NOTA DA ANNI,MA NESSUN GOVERNO HA VOLUTO AD OGGI AFFRONTARLA.

NESSUNO.

EPPURE LA DIA l’HA SOTTOLINEATA IN CENTINAIA DI PAGINE DELLE RELAZIONI CHE SEMESTRALMENTE PRESENTA AL PARLAMENTO,COME ANCHE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO LA VA DENUNCIANDO DA DECENNI CON INTERROGAZIONE DI PARLAMENTARI SUOI AMICI, ESPOSTI, DENUNCE. E QUANT’ALTRO.

UN’INSENSIBILITA’ AGGHIACCIANTE CHE HA DETERMINATO L’IMPOSSESSAMENTO DA PARTE DI CAMORRA E NDRANGHETA DI GRAN PARTE DELL’ECONOMIA LOCALE ED UNA FORTE INFLUENZA SULLA SOCIETA’ CIVILE E SU PEZZI DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI.

UN’INSENSIILITA’ CHE SI AGGIUNGE AD UN’INADEGUATEZZA DELL’APPARATO INVESTIGATIVO PREOCCUPANTE.

PIU’ VOLTE ABBIAMO CHIESTO,SENZA PURTROPPO RICEVERE RISCONTRI,A VARI MINISTRI DELL’INTERNO ED AI GOVERNI CHE SI SONO SUCCEDUTI NEL TEMPO .

L’ISTITUZIONE DI UNA SEZIONE DELLA DIA A FONDI O SPERLONGA – DOVE LE CASERME DELLA GUARDIA DI FINANZA E DEI CARABINIERI HANNO AMPIA DISPONIBILITA’ DI SPAZI PER ALLOCARE PERSONALE ED ATTREZZATURE  ED UN SUPERCOMMISSARIATO DELLA POLIZIA DI STATO CON UN PRIMO DIRIGENTE E PERSONALE DELLA SQUADRA MOBILE.

CAMPA CAVALLO !!!!!!

 

La gestione dei nostri social network è molto gravoso

SEMBRA UNA BANALITA’ MA CREDETEMI E’ IL LAVORO PIU’ DELICATO,COMPLESSO, DIFFICILE E GRAVOSO CHE SI TROVA A FARE CHI GESTISCE PAGINE FB E SITI WEB DI UN’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA SERIA,OPERATIVA E RESPONSABILE QUAL E’ LA CAPONNETTO CHE HA UNA SUA STORIA ED UN NOME PRESTIGIOSO. DA DIFENDERE E PROSPETTARE CON IL PUGNALE IN BOCCA.

UGUALE,SE NON SUPERIORE, A QUELLO PARALLELO DELL’INDAGINE, DELLA DENUNCIA E DELLA PROPOSTA CHE SVOLGIAMO.

CIO’ IN QUANTO ATTRAVERSO IL WEB TI TROVI A VEICOLARE LA VOCE ED I MESSAGGI DEL SODALIZIO IN TUTTO IL PAESE ED ANCHE OLTRE.

SE SBAGLI ED AMMETTI,NELLA CONGERIE DI RICHIESTE DI AMICIZIA E COLLABORAZIONE CHE CI PERVENGONO UN GIORNO SI’ E L’ALTRO PURE,PERSONE NON ADEGUATE E NON SENSIBILI AL PROBLEMA DELLA LOTTA ALLE MAFIE, O NON CONTROLLI PAROLA PER PAROLA QUELLO CHE SCRIVONO QUELLE GIA’ ACCETTATE,OLTRE ALL’ASPETTO DELLA RESPONSABILITA’ PENALE, C’E’ ANCHE QUELLO DEL RISCHIO DI VEICOLARE MESSAGGI DEVIANTI E SBAGLIATI RISPETTO AGLI OBIETTIVI ED ALLE FINALITA’ CHE CI PROPONIAMO E DI COMPROMETTERE,AL CONTEMPO,QUELLO CHE E’ ANCORA PIU’ GRAVE,TUTTO IL LAVORO CHE l’ASSOCIAZIONE FA.

UN LAVORO PESANTE E CHE RICHIEDE ORE DI ESTREMA ATTENZIONE CHE NORMALMENTE CHI SCRIVE FA NEI SILENZI DELLA NOTTE PER AVERE LA MASSIMA CONCENTRAZIONE.

Elvio Di Cesare

Il nostro commento sulla situazione di Gaeta

Ci sentiamo in dovere di sottolineare che il discorso su Gaeta non si esaurisce con le problematiche di natura urbanistica, come sembrerebbe trasparire da quanto avvenuto in Commissione Antimafia, ma altro ed alto.

Altro, alto, più complesso ed articolato e riguarda, oltre i traffici nel porto sui quali indagava Ilaria Alpi, anche i massicci investimenti di capitali da parte di personaggi  provenienti da oltre Garigliano per l’acquisizione di terreni, industrie, attività commerciali, ville, appartamenti e altro ancora. Oltre alle evidenze dei fatti che sono sotto gli occhi di tutti e a quanto scritto in innumerevoli relazioni della DIA  di tale aspetto hanno abbondantemente raccontato i pentiti Schiavone e Facchi, il primo dei quali parlò del sud pontino e della provincia di Latina, come appartenente alla provincia di Casal di Principe. Perché mai, quindi, nessuno ha posto domande al riguardo ? Si vuole ancora minimizzare come si é fatto sempre e nascondere la realtà?

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Gaeta, l’urbanistica in Antimafia: il Prefetto secreta le risposte. Salone e Zazzaro: finalmente attenzione

Sabato 20 marzo 2021

Il candidato sindaco per le elezioni amministrative del prossimo anno a Gaeta Antonio Salone e l’ideatore del suo progetto politico Luigi Zazzaro proseguono l’attività di segnalazione delle anomalìe amministrative del settore urbanistica sul quale accende i riflettori anche la commissione parlamentare antimafia. “In questo breve estratto video – (a corredo del servizio – ndr) spiegano i due assessori – abbiamo voluto isolare uno degli interventi più salienti tra quelli rivolti dai membri della commissione antimafia, andata in scena ieri, al prefetto di Latina Maurizio Falco. Lo stesso dottor Falco ha scelto di secretare le risposte che quindi almeno per il momento non possiamo conoscere, ma certamente anche le sole domande consentono di comprendere l’opportuna attenzione e la gravità di certe vicende che riguardano il territorio provinciale e ovviamente Gaeta. E’ chiaro che l’appetibilità criminale e delle organizzazioni mafiose sul territorio di Gaeta trova nel business immobiliare uno dei suoi principali e tradizionali settori di interesse. Così come sulla vicina Sperlonga. Eppure ciò che Gaeta può vantare senza alcun orgoglio è il coinvolgimento del settore urbanistica del Comune”. 

“Una questione – puntualizzano Salone e Zazzaro – sulla quale più volte anche noi abbiamo cercato di porre l’attenzione e ora più che mai sappiamo di non essere i soli a denunciare questo scempio amministrativo. Corre l’obbligo di precisare subito che gli uffici comunali compreso il settore urbanistica sono composti soprattutto da persone perbene, anche loro vittime di vicende oscure sulle quali è necessario fare chiarezza prima possibile. Nel caso di specie è stata la deputata Salafia a sottolineare come “nel settore immobiliare e commerciale si siano verificati numerosi segnali da parte di soggetti legati ad organizzazioni criminali con particolare riferimento all’urbanistica di Gaeta”.  Nella fattispecie una più vasta indagine è partita dai permessi a costruire rilasciati per l’edificazione di una palazzina sul lungomare di Serapo e sulle quali era intervenuta anche la lente d’ingrandimento della direzione distrettuale antimafia. Ma si trattava di cattive abitudini ripetute nel tempo, come un vero e proprio sistema”.

“E solo grazie alle segnalazioni di cittadini, al pari di quanto stiamo cercando di fare noi da qualche mese ormai, hanno portato ad opportune verifiche. In quella vicenda il magistrato titolare dell’inchiesta aveva chiesto anche l’arresto per alcuni degli imputati, ma il giudice si era opposto. Poi la vicenda si è allargata a macchia d’olio così la Guardia di Finanza ha ripetutamente prelevato copia degli incartamenti negli uffici competenti anche su altre vicende come la realizzazione del centro commerciale in località Piaja – ex Panapesca – e sul piazzale della ex stazione svenduto ad un privato. Tutti hanno chiuso gli occhi sulle procedure e sulle autorizzazioni, persino sui rischi idrogeologici, addirittura nel caso della palazzina di Serapo, a causa delle autorizzazioni di sbancamenti ed escavi, il dissesto idrogeologico i funzionari comunali lo avrebbero addirittura provocato, fregandosene della conformazione del terreno e dello scorrimento delle acque. La prima udienza del conseguente processo penale si è tenuta solo pochi giorni fa, ma il Comune di Gaeta tace. Non solo non abbiamo sentito dire una parola di sdegno per quanto sta accadendo – concludono – ma l’amministrazione Mitrano non si è nemmeno costituita parte civile. Un fatto di una gravità inaudita, sul quale però almeno ora sappiamo se ne occuperà la commissione antimafia”.

Redazione L’Inchiesta Quotidiano

 

Fonte:https://www.linchiestaquotidiano.it/

 

MINISTRO LAMORGESE, SI DIA UNA MOSSA !!!!!!!!!

QUANTO TEMPO DOBBIAMO ANCORA ASPETTARE PERCHE’ IL MINISTRO DELL’INTERNO SI DECIDA A RILASCIARE LA DELEGA AD UNO DEI SUOI SOTTOSEGRETARI PER PRESIEDERE LA COMMISSIONE EX ART .10 CHE SI OCCUPA DELLE POSIZIONI E DELLA VITA DI TESTIMONI ,COLLABORATORI DI GIUSTIZIA E DEI LORO FAMILIARI ????

CHE ASPETTA CHE MONTI LA LORO RABBIA,GIA’ AL LIMITE, E FINISCA CHE NESSUNO PIU’ COLLABORI CON LA GIUSTIZIA ?????????????

MINISTRO LAMORGESE,SI DIA UNA MOSSA !!!!!!!!!

E TESTIMONI E COLLABORATORI DI GIUSTIZIA STANNO SEMPRE IN ATTESA MENTRE I PROBLEMI SI INCANCRENISCONO !!!!!………… ALTRO PROBLEMA ANCHE PER NOI !.

Nuovo governo ennesima attesa.

Come sempre ad ogni cambio di governo c è il cambio del presidente della commissione centrale ex art 10.

Quanti mesi ora dovranno attendere i tdg e i cdg prima che venga conferita la delega al nuovo sottosegretario?

Purtroppo sappiamo bene che senza la costituzione della commissione centrale ex art 10 non si può deliberare e quindi per l’ennesima volta la vita di tutti i tutelati e familiari resta in mano alle interpretazioni del servizio centrale di protezione.

Bisogna cambiare la normativa lo aveva chiesto Gaetti già presidente della commissione centrale ex art 10,aveva iniziato un’opera di adeguamento ma sappiamo bene che purtroppo non tutti vogliono il cambiamento specialmente se poi il potere viene scalfito dalla verità

Il virus della illegalità si rinforza coperto dal Covid

Il virus della illegalità si rinforza coperto dal Covid

di Francesco de Notaris

L’altro ieri, colpito da notizie che mostravano un fuoco di artificio di interventi restrittivi nei riguardi di affiliati alla criminalità organizzata o di sospetti, avevo deciso di scrivere un piccolo articolo di commento.

Oggi noto ancora più di prima che l’epidemia di ogni reato contro tutte le leggi della convivenza è prodotta dal vero virus che blocca il nostro Paese e ne ferma lo sviluppo economico, sociale, culturale.

Il vero virus non è la mafia al suo interno, come si presenta all’interno di ogni associazione criminale. Il vero virus è nel terreno che circonda la criminalità.

Esiste la criminalità perché trova alleanze, tolleranza, simpatia, cointeressamento da parte di uomini e aggregazioni che si servono e servono l’illegalità e quindi lucrano, utilizzano, vengono utilizzati, convivono. Le mafie sono il cancro della società, disse il Presidente Ciampi. E siamo in una società malata aggredibile dalle cellule cancerogene.

Un uomo probo, servitore dello Stato, mi diceva , pochi giorni or sono, che non aveva più fiducia in molti uomini delle Istituzioni che, nei fatti, sono cattivi servitori dello Stato.

Ed ecco che la cronaca quotidiana trabocca di notizie di reato che coinvolgono ed interessano Enti, Asl, istituti ospedalieri, dirigenti di P.A., personale amministrativo, imprenditori, addetti ai servizi pubblici, amministratori comunali, eletti in consigli regionali, staff di uomini pubblici e via dicendo.

Non mancano magistrati corrotti, forze dell’ordine distratte, ispettori del lavoro dormienti, controllori che andrebbero controllati, cittadini disillusi per lo stato della convivenza.

Accade che politici corrotti tentano, attraverso norme esistenti, usando comandi, contratti a tempo, trasferimenti pilotati, introdurre loro sodali in Amministrazioni pubbliche per esercitare potere, influenze, legami di interessi, pressioni anche in funzione di carriere, di obiettivi , di condizionamento per nomine, progetti, etc.

Talvolta chi chiede legalità è visto come intralcio e viene messo ai margini da gruppi dominanti.

Ogni giorno la cronaca ci informa di truffe, usura, appalti irregolari, utilizzazione distorta del denaro pubblico, violazione dei diritti, disobbedienza alle leggi, disprezzo per giuste sentenze dell’autorità costituita, abuso di potere e sempre soccombono i deboli , i poveri, coloro che non hanno alcun peso e voce.

Il Covid 19 fa sentire presenza e peso. Nella confusione, nella notte il rapinatore opera, si nasconde e profitta delle condizioni a lui favorevoli.

Ed i tempi di crisi sono una manna per individui profondamente disonesti, vili e dediti ad ogni attività criminale.

Al tempo del terremoto c’era chi sorrideva pensando agli utili che avrebbe potuto ricavare dalla eventuale, eterna ricostruzione.

Oggi c’è chi intrallazza per mascherine, bombole di ossigeno, articoli sanitari, materiale di soccorso, convenzioni, appalti da gonfiare profittando delle disgrazie e della morte. Si rinforzano le attività delle mafie nei settori della droga, del commercio delle armi, del contrabbando, delle falsificazioni, etc.

Dovremmo isolare personaggi che sono parassiti, soggetti che meritano di ricevere riprovazione sociale.

Penso che la nostra Associazione debba continuare a insistere sulla denuncia. La nostra Associazione deve continuare a trovare ogni occasione per educare le giovani generazioni che hanno bisogno di sostegno e di attenzione educativa.

Oltre la denuncia che è successiva al reato occorre realizzare un programma educativo, preventivo perché la disapprovazione isoli chi non ottempera ai doveri, alle leggi.

E’ di questi giorni la sofferenza di chi perde il lavoro, di chi vede andare in fumo sacrifici e investimenti. C’è anche una sofferenza indotta dall’avere violato leggi dello Stato in ordine alle tasse da pagare, all’obbligo di non falsificare i bilanci, al dovere di rispettare i contratti di lavoro. Ci accorgiamo, in questo tempo di Covid, di come la violazione delle leggi da parte di molti e per anni, ha accentuato la crisi tanto da produrre una sorta di terremoto istituzionale con nuovi assetti favoriti dal Presidente della Repubblica in seguito al dissolversi delle diverse maggioranze che hanno retto i Governi precedenti a quello oggi in carica.

L’ass.ne Caponnetto esprime la massima solidarietà al giornalista Borrometi, per le continue minacce ricevute

L’ass.ne Caponnetto esprime la massima solidarietà al giornalista Borrometi, per le continue minacce ricevute

Rsf: nuove minacce a Borrometi da boss Simone Castello

AMDuemila 08 Febbraio 2021

Il giornalista Paolo Borrometi, sotto protezione dal 2014, ha ricevuto nuove minacce di morte dal boss Simone Castello“. Lo scrive in un tweet Reporter senza frontiere (Rsf) manifestando “pieno sostegno a Paolo Borrometi e agli altri giornalisti italiani sotto protezione”.

Agi

fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/rassegna-stampa-sp-2087084558/223-cronache-italia/82135-rsf-nuove-minacce-a-borrometi-da-boss-simone-castello.html

RIELLO e AMITRANO RACCONTANO DUE TRISTI EPISODI

RIELLO e AMITRANO RACCONTANO DUE TRISTI EPISODI

AUSPICHIAMO COLLABORAZIONE TRA LE ISTITUZIONI

di Francesco de Notaris

 

L’Associazione “Antonino Caponnetto” è contro ogni illegalità, come è dovere di ogni cittadino. Bisogna edificare le nostre Città che non sono fatte di pietre e asfalto e cemento ma di persone vere, che hanno doveri e diritti e devono mostrare amore per una comunità autentica.
La denuncia va legata alla formazione e mi sembra che gli episodi che narro sono denunce vere che richiedono la formazione, l’educazione civica.
Un Procuratore Generale, uomo di legge, ed un Parlamentare, legislatore, sono sulla stessa lunghezza d’onda. Si esprimono in occasioni ed in modi diversi. Desiderano obiettivi comuni partendo da episodi  con radici simili.


Il Procuratore Generale di Napoli dr. Luigi Riello, in occasione della giornata dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha evidenziato episodi, azioni, iniziative, atteggiamenti, che sembrano di colore ma che manifestano assuefazione alla mentalità camorristica ed indicano una distorsione dei valori e quindi è più che evidente la necessità della formazione civica dei giovani ed allo stesso tempo l’esigenza che gli uomini delle Istituzioni non cedano dinanzi al tentativo di una vera sovversione travestita da pietà popolare.
L’ANSA di Napoli  del 30 Gennaio riporta: “Ho letto sui giornali, dopo il mio intervento sugli altarini a Napoli che uno di questi era stato fatto con il permesso del Comune, un assessore, bontà sua ha detto li rimuoveremo, ma riportando non so il pensiero di chi, ha detto troveremo modo di ricordare questo giovane”.
Così il procuratore generale di Napoli Luigi Riello nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario riferendosi alle polemiche da lui sollevate sugli altarini realizzati in alcuni quartieri di Napoli per giovani morti nel corso di episodi di criminalità “Io non so in che mondo viviamo – ha aggiunto Riello – non so se in Germania, in Francia, in qualsiasi altro Paese possa succedere questo.
Domani potremmo aspettarci che, oltre alla festa della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza, facciamo anche la festa della criminalità, diamo qualche medaglia, ricordando chi è morto nell’adempimento del proprio dovere di camorrista e rapinatore”.
I murales e gli altarini dedicati alla memoria di baby rapinatori o boss della camorra “sono una vergogna e la libertà di espressione non c’entra. Devono essere rimossi e lo Stato deve impegnarsi per questo”, dice inoltre il Procuratore Generale di Napoli Luigi Riello. “E’ ora di mettere i valori al posto giusto – sottolinea l’alto magistrato – Non può esserci mediazione su questo: bisogna scegliere da che parte stare, se con lo Stato o contro lo Stato.  Con tutto il rispetto, chi ha perduto la vita commettendo reati non merita nessuna celebrazione”. Il Procuratore Generale deplora la costruzione  di altarini e pitturazioni in ricordo di  Luigi Caiafa e Ugo Russo entrambi uccisi nel corso di tentativi di rapine da colpi esplosi da appartenenti alle forze dell’ordine. Sugli episodi bisogna fare chiarezza. Altre opere analoghe si possono ritrovare in diversi quartieri della città.

Molto opportunamente il deputato Alessandro Amitrano ha ripreso una denuncia dell’Associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”.
Il giovane deputato napoletano nella sua nota guarda al futuro. Non si sofferma soltanto sulla gravità dell’episodio che vede impegnate persone che hanno perso il senso dell’appartenenza alla società, la dovuta partecipazione al dolore, il rispetto per il servizio di operatori dediti ad un servizio in favore di tutti noi e degli stessi personaggi che non sono dissimili da coloro che mettono a soqquadro un ospedale se un loro congiunto non viene curato o che pretendono anche che il loro morto resusciti.
Amitrano è un parlamentare di 5stelle  con il quale ho dialogato ed è preoccupato per i suoi coetanei chiamati a vivere nella nostra Città nella quale si giunge quasi ad indicare come modello e come destinatario di culto chi , comunque non lo è. Mi pare che occorra avere sempre rispetto e pietà per chi muore, ma bisogna sapere distinguere, come diceva San Giovanni XXIII, il peccato dal peccatore. Quindi si chiede che la Città si costruisca sulla chiarezza e che i giovani ricevano la giusta formazione.
“La denuncia dell’associazione ‘Nessuno tocchi Ippocrate’, secondo la quale in alcuni quartieri di Napoli agli equipaggi delle ambulanze viene imposto con la violenza di spegnere la sirena, è gravissima – afferma il deputato – ed è una ulteriore, drammatica testimonianza di come la lotta alla camorra debba essere considerata un’assoluta priorità nazionale. I ministeri della Sanità e dell’Interno intervengano per tutelare il personale del 118 e ripristinare la legalità con interventi concreti e visibili in grado di prevenire nuovi casi simili”.
Circondare, minacciare e ‘tenere in ostaggio’ un’ambulanza è un atto di una gravità inaudita. Lo Stato non può tollerare zone franche: servono il massimo impegno e una grande mobilitazione di tutti contro questa piaga che mette seriamente a rischio il futuro della città”, conclude il parlamentare.
Si registra dell’altro giorno un ennesimo episodio di aggressione al personale,  nel quartiere di Montesanto. “L’ambulanza viene affiancata da due uomini su un motociclo che colpiscono con le mani violentemente la fiancata del mezzo, ne fermano la corsa ed esclamano: “Hai capito che qui le sirene non le devi usare? Spegnile altrimenti ti sparo” . Poi una serie di offese non ripetibili, come raccontato nella denuncia.

Mi piace fare mio e dell’Associazione quanto affermato responsabilmente da Amitrano: “…questa piaga, mette a rischio il futuro”.
Concordo con Riello: “bisogna mettere i valori al posto giusto”
Il Presidente Ciampi disse che “la camorra è il cancro della società”.
Troppi nostri Amministratori sono assuefatti a questa piaga in diversi modi. Non è compito di questa nota approfondire. E’ sotto gli occhi di tutto quanto accade.
Vorremmo noi della Caponnetto che vi siano in ogni Città in ogni Paese, in ogni Municipio d’Italia altri Riello ed Amitrano.
Lo sappiamo. Ci sono. Ma devono alzare la voce per una società educante.

SPUNTI DI RIFLESSIONE PER L’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO DEL 29 NOVEMBRE

SPUNTI DI RIFLESSIONE PER L’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO DEL 29 NOVEMBRE

 

di Francesco de Notaris – vice Segretario vicario

 

La convocazione dell’Assemblea degli Iscritti dell’Associazione segna un momento molto interessante per la vita della nostra Associazione.

Il 14 Aprile del 2018 fu eletto il nuovo direttivo.

Dopo due anni da quella elezione dobbiamo riflettere sul lavoro svolto ed assumere decisioni importanti, insieme al Segretario nazionale.

L’Associazione ha bisogno di stabilità e di saggezza.

L’epidemia che ha colpito tutto il mondo non ci ha permesso di svolgere l’opera formativa, di sensibilizzazione che ritengo fondamentale per una Associazione come la nostra.

Essere contro le mafie e la criminalità deve nascere da un convincimento profondo che deve motivare ogni aspetto dell’attività dell’Associazione.

Il puro attivismo è parente, spesso, dell’agitazione e non del tranquillo impegno che ogni iscritto deve avere.

Se non motiviamo fortemente la nostra attività non ci distingueremo da altri gruppi che non caratterizzano il lavoro in modo qualitativo e che appaiono simili a nuove burocrazie che si occupano in maniera ripetitiva di finalità condivise.

E’ essenziale dare peso e grande spazio alla presenza nei processi, come parte civile, per poi comunicare ai cittadini i risultati del nostro intervento svolto egregiamente dagli avvocati.

A parere di chi si interessa anche in modo scientifico della criminalità ed anche per nostra esperienza e per gli esempi che abbiamo riscontrato in analoghe situazioni, le criminalità si rinforzano nei momenti di sofferenza, di crisi, di guerre.

Oggi le guerre con le armi, specialmente in Occidente , non ci sono più. Le guerre sono di tipo economico e si combattono senza esclusione di colpi.

La cronaca ci informa delle grandi speculazioni, dell’emergere dell’usura, delle miserabili truffe ordite ai danni di chi ha bisogno e viene aggredito dalle malattie e dalla miseria. La mancanza o la precarietà dell’occupazione nel nostro Paese genera nuove camorre, nuove mafie che profittano da autentici vampiri.

Ed ecco che la nostra Associazione deve offrire risposte ampie, dando spessore al lavoro che ha svolto e svolge ed accrescendo la formazione degli aderenti e di coloro con i quali ci rapportiamo.

Anche l’interlocuzione con  i rappresentanti delle Istituzioni deve realizzarsi con stile appropriato.

L’Associazione necessita sempre, in continuità ed in ossequio allo Statuto, di una dirigenza che sappia rappresentarla soltanto in funzione degli obiettivi statutari ed ogni responsabile , forte delle precedenti esperienze, dovrà sapere guardare esclusivamente al futuro dell’Associazione.

In un tempo in cui Movimenti, gruppi, Associazioni, organizzazioni soffrono di un leaderismo inappropriato, la ‘Antonino Caponnetto’ deve tener fede ai convincimenti del Magistrato, che valorizzò il lavoro di gruppo, di un gruppo affiatato che rappresentò una squadra ispirata ad alti valori civici.

 

COSA SUCCEDE,SENATORE MORRA,ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA ?

COSA SUCCEDE,SENATORE MORRA,ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA ?

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA MAIL PERVENUTACI POCHI MINUTI FA DA BRUNO

BONFA’. 

QUANTO DA LUI DENUNCIATOCI NON HA BISOGNO DI COMMENTI IN QUANTO CI LASCIA LETTERALMENTE INORRIDITI.

UN PADRE UCCISO E DANNEGGIAMENTI ALL’AZIENDA LA CUI ENTITA’ EGLI VUOL.E ESPORRE ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA CHE A SUO DIRE RESTA SORDA ALLA SUA RICHIESTA..

MA COSA  STA SUCCEDENDO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA STANDO A QUANTO AVREBBERO RISPOSTO AL SIG.BONFA SECONDO CUI IL COMITATO PRESIEDUTO DALL’ON.AIELLO NON SI  RIUNIREBBE DA MESI ?

SENATORE  MORRA,COSA RISPONDE ?

LA SEGRETERIA NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.

Spett.le

Associazione A. Caponnetto,

sono Bruno Bonfà, nel ’91 hanno ucciso mio Padre Stefano Bonfà, mi continuano a danneggiare e distruggere l’azienda, mi stanno facendo perdere diverse e rilevanti opportunità economiche.

Ho chiesto alla Segreteria della Commissione Parlamentare Antimafia di sollecitare la continuazione della mia audizione avviata per pochi minuti ed interrotta nel corso del 2019, mi rispondono che l’On.le Aiello è da mesi che non convoca il relativo Comitato da Lei presieduto.

La situazione è gravissima, non posso più attendere oltre i venti anni già trascorsi, vi chiedo di intervenire urgentemente, diversamente consegnerò al Ministro della Giustizia le chiavi di questa azienda che non può più continuare ad attendere.

Cordialmente,

Bruno Bonfà

Una società con capitale di 30mila euro acquista un’area a Gaeta  di 400mila euro.

IMMOBILIARE CAVOUR SRL.

Una società con capitale di 30mila euro acquista un’area a Gaeta  di 400mila euro.

La Guardia di Finanza verifichi.

Come ai tempi del Cardinale Ruffini a Palermo !!!

Come ai tempi del Cardinale Ruffini a Palermo !!!

A Gaeta- in provincia di Latina,territorio che il pentito Camine Schiavone definiva “ Provincia di Casal di Prinicpe” per la forte presenza mafiosa- nel cui Porto si sono verificati i traffici sui quali indagava Ilaria Alpi ,poi uccisa,la mafia non esiste.Nessuno la nomina.Investimenti colossali di capitali sulla cui provenienza nessuno indaga,un’economia quasi per intero nelle mani di gente venuta da fuori,un’imprenditoria locale prima fiorente ed ora quasi tutta scomparsa e passata in altre mani , migliaia di cittadini allontanatisi dal territorio e trasferitisi in altri comuni e regioni,unità immobiliari confiscati alla camorra e,malgrado tutto ciò,non senti una solta volta pronunciare la parola “mafia “

Incredibile !!!!!!!!!!!

Sembra di stare in un altro mondo.

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