Sud Pontino

Situazione criminale in provincia di Latina sempre più grave.L’Associazione Caponnetto chiede  incontro con il nuovo Prefetto

 

 

 

 

 

 

Roma,2.12.2017

 

 

Dr.Maria Rosa Trio

Prefetto di

LATINA

 

 

Signor Prefetto,

sono anni che questa Associazione  sta richiamando l’attenzione degli organi centrali di governo sulla gravissima situazione che investe  la provincia di Latina a causa della devastante  e radicata presenza di organizzazioni criminali di tutte le specie e della diffusione di un’illegalita’ diventata ormai un “sistema”..

Un’illegalità che ha radici remote al punto da  indurre un ex Presidente del Tar a dichiarare pubblicamente che  in provincia di Latina la “legalità é un optional”..

Siamo certi che Ella,prima di venire  in questa provincia,avrà acquisito tutti gli elementi necessari  per un giudizio complessivo e completo sul livello di drammaticità di tale situazione.

Gli avvenimenti di questi ultimi giorni,con  i continui atti di violenze,aggressioni e rapine che stanno sconvolgendo vari comuni della provincia,soprattutto quelli del sud pontino ormai prede della criminalità sia mafiosa che comune.,ci inducono a chiederLe un incontro al fine di esporLe  il nostro pensiero ed alcune nostre proposte per la soluzione del grave problema.

Siamo in attesa,pertanto,di conoscere la data in cui una  nostra delegazione potrà incontrarLa.

Disrinti saluti

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Dr.Elvio Di Cesare

 

 

SIAMO OLTREMODO PREOCCUPATI PER GLI INVESTIMENTI DELLA CAMORRA NEL SUD PONTINO E NEL BASSO LAZIO………………….. CHI STA INDAGANDO SUI CAPITALI CHE SONO STATI INVESTITI E CHE CONTINUERANNO AD ESSERE INVESTITI ???????????

L’infelice legge, approvata dai governi precedenti , che consente ai magistrati di prestare servizio nelle DDA per 8 anni appena sta privando quella di Napoli delle persone più esperte. Andato via Cafiero de Raho ,la DDA di Napoli ha perso altri valenti magistrati come Ardituro,Milita ecc,mentre ce ne sono altri ancora prossimi a quel traguardo. Tutte persone brave e coraggiose che hanno accumulato negli anni un patrimonio di conoscenze e di esperienze davvero prezioso. Ci vorrà tempo prima che coloro che stanno subentrando al loro posto acquisiscano quelle qualità organizzative necessarie per la ripresa di quel ritmo di lavoro che ha caratterizzato finora la DDA partenopea. Ciò,anche se la mole del lavoro dovrebbe essersi in certo senso ridotto a seguito della ridefinizione delle competenze fra le due DDA,quella napoletana e l’altra romana,la quale ultima ha assunto su di sè,dopo la venuta del Procuratore Pignatone,tutto il carico di lavoro che riguarda il basso Lazio che prima gravava sulle spalle dei magistrati campani. Infatti,anche se i reati venivano commessi nel Lazio,gli autori di essi appartenevano ad organizzazioni della camorra tutte provenienti dalla Campania e ciò obbligava quasi la DDA di Napoli, soprattutto per salvaguardare l’unitarietà dell’indagine,a seguire anche il filone che riguardava il Lazio.Ora non é più così e forse é meglio. Ma non é questo che ci preoccupa perché i magistrati di entrambe le DDA,quelle di Roma e di Napoli,sono tutti bravi ed affidabili. Ci inquieta,invece,l’impianto investigativo locale che ci appare non adeguatamente attrezzato per far fronte,fatta qualche eccezione, a fronteggiare la situazione. In particolare siamo preoccupati per le situazioni esistenti a Gaeta prima di tutte,ma anche a Formia e Fondi. Per non parlare di Cassino ,dopo lo spostamento del Dirigente del Commissariato che era persona esperta in quanto proveniente dalla DIA. Ci auguriamo di sbagliarci. La sensazione é che,a causa anche della fase imminente di riorganizzazione delle forze di polizia e del ridimensionamento delle risorse,ci sia una scarsa attenzione da parte del Viminale e dei vertici nazionali verso il basso Lazio,il cui territorio é ,com’é noto,fortemente infiltrato soprattutto da camorra e ‘ndrangheta. Non a caso i casalesi lo hanno definito ……..”provincia di Casale”,a significare,cioè, il loro forte dominio su cose e persone,non escluso una parte del mondo della politica. Non siamo per niente soddisfatti,tanto per citare un esempio,del funzionamento sul versante della lotta alle mafie del Commissariato di Formia come di quello di Gaeta. Avevamo fatto delle proposte di accorpamento dei due presidi ,che distano 6-7 chilometri l’uno dall’altro,oltre che della creazione di una sezione distaccata della Squadra Mobile di Latina,ma sembra che esse non siano state tenute affatto in considerazione. La Polizia di Stato a Formia,insieme alla Guardia di Finanza,dovrà assolutamente essere messa nelle condizioni di operare con la massima efficacia. Occorre personale specializzato soprattutto in indagini finanziarie,economiche e patrimoniali. Ad operare oggi in tale senso,considerate le qualità richieste,sono un solo Ispettore della Polizia di Stato ed un paio di sottufficiali della Guardia di Finanza. Non bastano. Occorrono almeno 4-5 altri operatori della Polizia ,ma bravi ed esperti, ed altrettanti della Guardia di Finanza. Per ottenere ciò noi siamo determinati ad impegnare tutto il peso ed il prestigio dell’Associazione Caponnetto perché non é possibile che,di fronte ad una situazione seria qual’é quella che investe il Basso Lazio,si continui a tollerare irresponsabilmente un comportamento non diciamo di inerzia ma quasi. Non é possibile. Noi stimiamo sia il Questore che il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Latina,ai quali confermiamo la nostra volontà di collaborazione e sappiamo che non dipende da loro,ma dai vertici nazionali dei due Corpi. Ma li preghiamo di farsi portavoce presso tali vertici della nostra determinazione,ove non si risolvessero questi problemi, al ricorso ai manifesti ed alle interpellanze e mozioni parlamentari. Non si può continuare ad addossare tutto il peso delle inchieste ai Corpi speciali che vengono da fuori ,siano essi la DIA,il ROS,il GICO e così via,anche perché questi,per colpa dei governi irresponsabili che si sono succeduti negli ultimi anni,sono fortemente debilitati e privati di uomini e risorse. Siamo anche preoccupati per Gaeta,dove,a parte gli investimenti già fatti dalla camorra senza che nessuno li abbia finora monitorati come era necessario fare ,é prevedibile ,con l’ampliamento delle attività del porto,che le organizzazione criminali accentuino la loro presenza ed il loro interesse che già finora sono stati e sono significativi. I carabinieri hanno mandato un Comandante di Stazione bravo ed esperto,ma non basta. Occorrono altri 4-5 sottufficiali con l’esperienza e le qualità che egli ha.

Legambiente: la provincia di Latina nella morsa di abusivismo ed illegalità

COMUNICATO CIRCOLO LARUS LEGAMBIENTE SABAUDIA
SEMPRE PIÙ LA PROVINCIA DI LATINA E VITTIMA DI ABUSIVISMO EDILIZIO E DI ILLEGALITA’!!
COSA FANNO I COMUNI? COSA PRODUCONO GLI UFFICI ANTIABUSIVISMO? DOVE GUARDANO I VIGILI URBANI E LE FORZE DEPUTATE AL CONTROLLO DEL TERRITORIO?

Le recenti dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, On. Montino, presentate alla Commissione Sicurezza del Consiglio Regionale come l’interrogazione parlamentare dei senatori del Partito Democratico, denunciano quanto il circolo Larus sostiene da tempo relativamente alle crescenti pressioni della malavita organizzata e del “mattone selvaggio” (abusivismo e speculazione edilizia) nei territori dei Comuni di Sabaudia e San Felice Circeo. L’abusivismo edilizio incide con sempre maggiore determinazione sulle nostre città e in particolare sulle nostre coste. Non a caso, il Parco nazionale è preso di mira da progetti edilizi di pura speculazione che rischiano di comprometterlo definitivamente. Alla crescente pressione del “mattone selvaggio” si sommano progetti scellerati come nuovi porti (Foce Verde), raddoppio di quelli esistenti (San Felice Circeo), nuove darsene (Rio Martino) con le relative opere urbanistiche, così come le strutture abusive storiche sulle quali attendiamo ancora risposte adeguate da parte delle istituzioni e dei corpi deputati al controllo del territorio (darsena e attività connesse presenti all’interno del Lago di Paola). Per non parlare della volontà da parte della Provincia di Latina di realizzare un porto all’interno del Lago di Paola, progetto scellerato sul piano ambientale, economico e archeologico. In sostanza, un proliferare di porti, darsene, abusivismo edilizio, impunità, inefficienze amministrative, controlli inesistenti che costituiscono da tempo i tratti prevalenti della politica seguita in provincia di Latina. Ricordiamo che per San Felice Circeo risultano abusi residenziali e commerciali per complessivi 55470, 15 metri quadri e 140995, 29 metri cubi. Ciò significa, secondo proiezioni statistiche, che ogni suo cittadino ha sulla testa una pratica di condono edilizio. Per Sabaudia le proiezioni statistiche parlano di un abuso edilizio ogni tre residenti. L’abusivismo, come il circolo denuncia da tempo, è un fenomeno cronicizzato a tal punto da essere ai limiti dell’ordinarietà. La sua stessa percezione di illegalità è talmente tenue, da non comportare reazioni di riprovazione sociale per rilevanti quote della popolazione. Continuiamo ad essere convinti che la devastazione derivante dall’abusivismo e dalla speculazione edilizia, soprattutto quando raggiunge il livello denunciato, determini l’impoverimento sociale, economico e morale del territorio, con ricadute che interessano tutti i cittadini. A questa drammatica situazione, come denunciato da diversi esponenti politici, rapporti istituzionali, inchieste giornalistiche (L’Espresso con l’articolo Circeo Connection) e da Legambiente (rapporto Ecomafia 2008), si sommano i tentativi (in alcuni casi riusciti) da parte delle organizzazioni criminali di infiltrarsi nella struttura economica, sociale e politica della provincia di Latina. Ne deriva una situazione pericolosissima. A questo punto, è legittimo domandarsi chi sono i responsabili. Chi ha permesso questo scempio? Certamente amministrazioni che troppo spesso hanno seguito procedute irregolari, redatto atti illegittimi, prodotto leggerezze inammissibili, responsabili, in alcuni casi, esse stesse di abusi gravissimi. Per queste ragioni, riteniamo sempre più urgente l’applicazione puntuale della legge regionale 15/2008 con ispezioni amministrative nei riguardi degli uffici urbanistici e antiabusivismo dei comuni interessati (in particolare Sabaudia e San Felice ma certamente anche Ponza e Latina). L’esercizio dei poteri previsti da questa legge è occasione reale di contrasto dell’abusivismo edilizio, di ripristino della legalità, per limitare i danni di amministratori “ecoinsensibili” e contrastare la crescente influenza della criminalità organizzata. Insieme alle azioni di contrasto, è necessario elaborare e sostenere progetti di sviluppo alternativi ed ecosostenibili che il circolo si impegna a presentare prossimamente.

IL DIRETTIVO DEL CIRCOLO LARUS LEGAMBIENTE DI SABAUDIA
SABAUDIA 23.09.2008

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