Sabaudia

Non c’é la camorra dietro i traffici di droga a Sabaudia?

NON SI MUOVE FOGLIA CHE LA MAFIA NON VOGLIA

 

E’, questa, una massima che ogni buon investigatore e qualsiasi studioso serio del fenomeno mafioso non debbono mai dimenticare quando si tratta di accertare fatti delittuosi che si verifichino su un territorio infiltrato dalla criminalità organizzata. 

 

I fatti recenti di Sabaudia, dove sono state intercettate quantità notevoli di sostanze stupefacenti, debbono indurre a delle riflessioni. 

 

Chi… ”domina” quel territorio? quale clan? quale famiglia?

 

La quantità stessa della droga sequestrata induce a pensare all’esistenza alle spalle di questi traffici di un’organizzazione. Non si tratta, infatti, di quantità irrilevanti. 

 

Il problema è capire se e come il territorio di Sabaudia-San Felice Circeo sia o meno infiltrato dalle mafie. Tutto qua. Se lo è, come noi – e non solo- sosteniamo da anni, non è difficile scoprire “chi” gestisce il mercato delle droghe su quel territorio. Per ogni fatto delittuoso va “letto” sempre il “contesto”. 

 

Intelligenti pauca. 

 

Certo, a parte qualche episodio violento, l’infiltrazione è avvenuta negli anni, nella disattenzione di tanti, con gli investimenti. 

 

Qualcuno, più attento degli altri, fa anche a mezza bocca dei nomi. 

 

Non ci sono gli elementi per informarne la DDA?

 

LA SEGRETERIA

Legambiente: la provincia di Latina nella morsa di abusivismo ed illegalità

COMUNICATO CIRCOLO LARUS LEGAMBIENTE SABAUDIA
SEMPRE PIÙ LA PROVINCIA DI LATINA E VITTIMA DI ABUSIVISMO EDILIZIO E DI ILLEGALITA’!!
COSA FANNO I COMUNI? COSA PRODUCONO GLI UFFICI ANTIABUSIVISMO? DOVE GUARDANO I VIGILI URBANI E LE FORZE DEPUTATE AL CONTROLLO DEL TERRITORIO?

Le recenti dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, On. Montino, presentate alla Commissione Sicurezza del Consiglio Regionale come l’interrogazione parlamentare dei senatori del Partito Democratico, denunciano quanto il circolo Larus sostiene da tempo relativamente alle crescenti pressioni della malavita organizzata e del “mattone selvaggio” (abusivismo e speculazione edilizia) nei territori dei Comuni di Sabaudia e San Felice Circeo. L’abusivismo edilizio incide con sempre maggiore determinazione sulle nostre città e in particolare sulle nostre coste. Non a caso, il Parco nazionale è preso di mira da progetti edilizi di pura speculazione che rischiano di comprometterlo definitivamente. Alla crescente pressione del “mattone selvaggio” si sommano progetti scellerati come nuovi porti (Foce Verde), raddoppio di quelli esistenti (San Felice Circeo), nuove darsene (Rio Martino) con le relative opere urbanistiche, così come le strutture abusive storiche sulle quali attendiamo ancora risposte adeguate da parte delle istituzioni e dei corpi deputati al controllo del territorio (darsena e attività connesse presenti all’interno del Lago di Paola). Per non parlare della volontà da parte della Provincia di Latina di realizzare un porto all’interno del Lago di Paola, progetto scellerato sul piano ambientale, economico e archeologico. In sostanza, un proliferare di porti, darsene, abusivismo edilizio, impunità, inefficienze amministrative, controlli inesistenti che costituiscono da tempo i tratti prevalenti della politica seguita in provincia di Latina. Ricordiamo che per San Felice Circeo risultano abusi residenziali e commerciali per complessivi 55470, 15 metri quadri e 140995, 29 metri cubi. Ciò significa, secondo proiezioni statistiche, che ogni suo cittadino ha sulla testa una pratica di condono edilizio. Per Sabaudia le proiezioni statistiche parlano di un abuso edilizio ogni tre residenti. L’abusivismo, come il circolo denuncia da tempo, è un fenomeno cronicizzato a tal punto da essere ai limiti dell’ordinarietà. La sua stessa percezione di illegalità è talmente tenue, da non comportare reazioni di riprovazione sociale per rilevanti quote della popolazione. Continuiamo ad essere convinti che la devastazione derivante dall’abusivismo e dalla speculazione edilizia, soprattutto quando raggiunge il livello denunciato, determini l’impoverimento sociale, economico e morale del territorio, con ricadute che interessano tutti i cittadini. A questa drammatica situazione, come denunciato da diversi esponenti politici, rapporti istituzionali, inchieste giornalistiche (L’Espresso con l’articolo Circeo Connection) e da Legambiente (rapporto Ecomafia 2008), si sommano i tentativi (in alcuni casi riusciti) da parte delle organizzazioni criminali di infiltrarsi nella struttura economica, sociale e politica della provincia di Latina. Ne deriva una situazione pericolosissima. A questo punto, è legittimo domandarsi chi sono i responsabili. Chi ha permesso questo scempio? Certamente amministrazioni che troppo spesso hanno seguito procedute irregolari, redatto atti illegittimi, prodotto leggerezze inammissibili, responsabili, in alcuni casi, esse stesse di abusi gravissimi. Per queste ragioni, riteniamo sempre più urgente l’applicazione puntuale della legge regionale 15/2008 con ispezioni amministrative nei riguardi degli uffici urbanistici e antiabusivismo dei comuni interessati (in particolare Sabaudia e San Felice ma certamente anche Ponza e Latina). L’esercizio dei poteri previsti da questa legge è occasione reale di contrasto dell’abusivismo edilizio, di ripristino della legalità, per limitare i danni di amministratori “ecoinsensibili” e contrastare la crescente influenza della criminalità organizzata. Insieme alle azioni di contrasto, è necessario elaborare e sostenere progetti di sviluppo alternativi ed ecosostenibili che il circolo si impegna a presentare prossimamente.

IL DIRETTIVO DEL CIRCOLO LARUS LEGAMBIENTE DI SABAUDIA
SABAUDIA 23.09.2008

La vicenda del lago di Sabaudia

Si tratta di una vicenda oscura, che ci preoccupa notevolmente, al pari, se non più, di quella dell’ex AVIR di Gaeta.
“Si vogliono aprire le porte alla criminalità organizzata”, sostiene la signora Anna Scalfati, proprietaria, insieme al fratello, dello specchio d’acqua che rappresenta un patrimonio naturalistico unico nel Paese.
Noi non sappiamo se effettivamente ci siano, allo stato, mire del genere da parte delle mafie. Ma certo è che su un territorio sul quale la presenza massiccia di elementi sospettati di collegamento con le organizzazioni criminali è ormai un dato acclarato, questi non stanno con le mani in mano, inerti.
Finora la famiglia Scalfati è riuscita a costituire una diga all’avanzata delle mafie su quel territorio, gia assalito, peraltro, nei pressi del Lago, da una abusivismo edilizio ” sospetto” da far paura.
Temiamo che il tentativo pesante messo da tempo in atto per sottrarle la proprietà di quello specchio d’acqua miri a spalancare le porte all’occupazione definitiva di uno degli angoli più belli del Paese, qual’è, appunto, quello di Sabaudia e della confinante San Felice Circeo.
D’altro canto le recenti notizie sulle cose venute fuori dalle indagini della DDA su Fondi e quelle ancora più gravi emerse su personaggi di Minturno che ricoprono altissimi incarichi istituzionali a livello regionale non possono lasciarci tranquilli circa l’affidabilità democratica di una parte cospicua della classe dirigente pontina.
Una classe dirigente che, direttamente od indirettamente complice, ha consentito l'”occupazione” del nostro territorio da parte della criminalità organizzata.
Noi, quindi, non vogliamo che quelle poche porzioni di territorio che sono rimaste nelle mani di nostri concittadini vadano a finire anch’esse in quelle di gente non affidabile.
E’ per tale motivo che ci appelliamo direttamente alla Direzione Nazionale Antimafia perché da subito cominci a vigilare su tutto quanto sta avvenendo sul Lago di Paola di Sabaudia.
Questo, soprattutto per evitare, come spesso è accaduto, di chiudere le stalle quando i buoi sono già scappati.

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