Fondi

A proposito della “vicenda Fondi”

COMUNICATO STAMPA

 

Alcuni cronisti ci hanno interpellato per chiederci il motivo del nostro “silenzio” sulle vicende che interessano in queste settimane il Comune di Fondi, in provincia di Latina.

Chi ci conosce sa molto bene che noi abbiamo, sin dall’inizio della nostra nascita, sempre rifiutato di assumere una dimensione da “antimafia urlata”…

Non è, questa, un’antimafia efficace, anche se il… parlare di mafia è pur sempre un contributo lodevole al processo di conoscenza di un fenomeno che in troppi, anche ai livelli politici ed istituzionali, vogliono nascondere.

Noi siamo un’associazione di frontiera, che lavora sul territorio, fa monitoraggio costante e, acquisiti i dati, li passa, poi, a chi deve per legge operare.
Questo, in generale.

Per quanto riguarda la situazione di Fondi in particolare, noi riteniamo che il silenzio sia d’obbligo.
Ci sono state due inchieste parallele, delle quali una, quella della Commissione d’accesso, terminata, mentre l’altra, quella della DDA di Roma, ancora in corso.

Che dobbiamo dire? Che i Carabinieri del Col. Leonardo Rotondi e la DDA di Roma hanno fatto un eccellente lavoro? Che la situazione, per quanto è a nostra conoscenza, è estremamente grave? Che ciò è determinato dal fatto che in troppi hanno taciuto e che, quindi, oggettivamente in troppi sono responsabili???????????????? Un giorno, prima o poi, qualcuno dovrà parlare della diffusa rete di responsabilità, dirette ed indirette!!!!!!!!!… Parlare oggi, con una situazione incancrenita, è troppo tardi. Oggi, ormai, è il tempo dei Magistrati e dei Carabinieri e basta!

Infatti, se chi era a conoscenza dei fenomeni degenerativi in corso da decenni, avesse parlato prima, non saremmo arrivati al punto in cui siamo arrivati.

Le situazioni tragiche e perverse hanno una loro genesi ed un loro decorso e nessuno di quelli che ne erano a conoscenza ha mai parlato.Purtroppo !!!!!…

Questo va detto con forza!

Oggi non è tempo di parlare, ma, al contrario, di operare, lasciando ai Magistrati antimafia della DDA, magistrati eccellenti ed affidabili, il compito di accertare come effettivamente stiano le cose su quel territorio.
Tutto il resto sono chiacchiere al vento!

LA SEGRETERIA

Ancora a proposito del suicidio del Capitano Conti

ANCORA A PROPOSITO DEL SUICIDIO DEL CAPITANO FEDELE CONTI
COMANDANTE DELLA COMPAGNIA DELLA GUARDIA DI FINANZA DI FONDI

C’è chi non vuole che si continui a parlare di Fedele Conti e della sua morte, che resta, a due anni di distanza, avvolta nel mistero.
Una morte misteriosa, ripetiamo, che impone un esame retrospettivo a 360 gradi.
Non la si può far cadere nel dimenticatoio, senza aver fatto assoluta chiarezza sulle cause che l’hanno determinata.
Non è stata la “depressione” versione che qualcuno ha tentato di accreditare. Lo escludono la fidanzata, medico, e tanti altri colleghi di quest’ultima che lo hanno frequentato.
Cosa è stato, allora, a spingerlo alla morte?
“Mi sento incartato e non posso più decidere in maniera autonoma”, egli ha lasciato scritto.
Un atto di accusa terribile! Contro chi? e per che cosa?
Qualcuno sussurra che egli stesse indagando, contro il parere dei superiori, sulla vicenda di un noto campeggio di Fondi.
Se la notizia fosse vera, essa sarebbe veramente inquietante.
Noi abbiamo fatto un giuramento davanti alla tomba a Pastena del Capitano Conti: finiremo di parlare di questo doloroso evento quando e solo dopo che sarà fatta chiarezza.
E’ un impegno che rispetteremo. Costi quello che costi.
E lo facciamo non per “strumentalizzare” la morte dell’ufficiale, come qualcuno vigliaccamente sostiene, ma solo perché non vogliamo che un ufficiale onesto e fedele al giuramento da lui fatto allo Stato venga ucciso dal Sistema per la seconda volta.
Solo con questo spirito, allora, chiediamo al Comandante Generale della Guardia di Finanza ed al PM Giancristoforo della Procura di Latina, titolare del fascicolo d’indagine:
1) è possibile che il piantone della Caserma della Guardia di Finanza di Fondi non abbia sentito la notte del suicidio del capitano lo sparo? Uno sparo -e per lo più di notte- si dovrebbe sentire anche a mille metri di distanza. O no? Ed allora, delle due una: o il piantone non è stato ascoltato dal magistrato e, quindi, non ha potuto dichiarare nulla, o egli non ha sentito veramente perché dormiva. Come stanno le cose?
2) se è fondata la notizia, confermata dallo zio Eliseo del Capitano Conti, secondo cui l’ufficiale stava indagando sul “campeggio” e se risultasse che tale campeggio era stato già oggetto di verifiche da parte della Guardia di Finanza di Fondi, non sarebbe opportuno che qualcuno disponesse… la verifica della verifica?

Ciò, ovviamente, non per sfiducia verso i primi verificatori, ma più semplicemente per… verificare che i verificatori abbiano verificato senza farsi sfuggire nulla.

 

Associazione “A. Caponnetto”

Convegno a Pastena per parlare di mafie e del suicidio del Capitano Fedele Conti, comandante della Guardia di Finanza di Fondi

CONVEGNO A PASTENA IN PROVINCIA DI FROSINONE PER PARLARE DI MAFIE, DEL “CASO FONDI” E DEL SUICIDIO DEL COMANDANTE DELLA COMPAGNIA DELLA GUARDIA DI FINANZA CAPITANO FEDELE CONTI

“Caso Fondi” e suicidio del capitano Fedele Conti. Due temi che si intrecciano e che non trovano ancora una soluzione.
Quello di Fondi è indicato come territorio fortemente infiltrato dalle organizzazioni criminali, anche se c’è ancora qualche sconsiderato che tenta di far passare la cosa come tutta una montatura di alcuni giornali.
La smentita a questi sconsiderati viene, però, dai risultati del lavoro fatto dalla Commissione di accesso nominata dal Prefetto di Latina e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e da taluni arresti disposti già da questa.
In questo contesto,va collocato il suicidio dell’ex Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di quella città, Capitano Fedele Conti, un suicidio le cui cause sono ancora avvolte nel mistero, anche se sicuramente collegate al suo lavoro nella città di Fondi. E’ stato infatti lo stesso Capitano Conti a sostenerlo nel biglietto da lui scritto prima di morire .”Mi sento incartato. Non sono autonomo…”
Se ne è parlato in un convegno pubblico tenutosi a Pastena, paese natale del Capitano Conti, con gli interventi di Antonio Turri, Presidente regionale di “Libera”, di Elvio Di Cesare, segretario regionale dell’Associazione Caponnetto e di Arturo Gnesi, Presidente dell’Associazione “La Ginestra” ed amico personale di Fedele Conti.

Archivi