Cabarettisti,pagliacci e venditori di fumo.E tanti,tantissimi parolai e venditori di fumo,affaristi e vili.L’antimafia é ormai una moda e spesso un business

Sciascia ne parlò, attirandosi le ire di tanti. I “professionisti dell’antimafia”. Ne parlano tanti, di mafia, ed in certo qual modo questo è positivo. Ma non basta parlarne; bisogna andare “ oltre”, “ in alto”, sempre più in alto perché la mafia è ormai ai piani alti, nella politica, nelle istituzioni e questo nessuno lo fa. Si scrivono libri (quasi tutti riferibili a cose già avvenute), si fanno convegni, si organizzano nelle scuole corsi… di cultura della legalità, ma nessuno si preoccupa di andare a vedere dove la camorra va ad atterrare i rifiuti tossici; dove nel Molise e nel Basso Lazio i clan investono nell’eolico e nel fotovoltaico; dove, a Terracina, prestanomi della camorra continuano a comprare bar, ristoranti ed alberghi; dove, ad Itri, Gaeta, Formia, Fondi e così via, per non parlare di altri centri del Lazio, del Molise e così via camorra, politica e potere si intrecciano, si sovrappongono, diventano una stessa cosa e fanno affari insieme. Nessuno ne parla, nessuno va a scavare, nessuno denuncia, nessuno segnala, nessuno agisce. Non lo fanno i cittadini, non lo fanno le stesse associazioni antimafia nate come funghi su input e con riferimenti partitici, non lo fanno spesso, purtroppo, nemmeno le forze dell’ordine e le Procure ordinarie locali. Si parla, si chiacchiera, si fa tanto bla bla, ma pochi fanno quello che TUTTI dovrebbero fare: cittadini onesti ed istituzioni.
Manca la volontà, manca la preparazione, manca spesso una legislazione adeguata che una classe politica non ha mai modificato e rafforzato.
Ci domandiamo e domandiamo al riguardo a cosa sono servite finora le varie Commissioni antimafia costituite dal Parlamento, dalla Regione Lazio, dall’Amministrazione Provinciale di Roma ad esempio, se non a creare posti e posticini, con Presidenti, vicepresidenti, segretari, gettoni di presenza, macchine di servizio, autisti e quant’altro. Risultati, zero. Un “copia ed incolla” dei rapporti della DNA, della DIA, dei Procuratori Generali. Cose dette e ridette ed un fiume di quattrini che ingrassa parlamentari, consiglieri, ”esperti”… di fumo e chiacchiere. Ed, intanto, i corpi della Guardia di Finanza non hanno gli accessi agli schedari delle anagrafi comunali, i Questori non si avvalgono della loro facoltà di adottare autonomamente le misure cautelari patrimoniali, le Procure ordinarie non indagano in materia di mafia e nessuno si preoccupa di imporre ad esse l’applicazione dell’articolo 51 comma 3 bis del CPP, ammesso che ci sia in esse chi ne abbia le capacità.

Altro, questo, discorso delicato ed importante: la competenza e l’esperienza che sono alla base della qualità delle indagini! La QUALITA’ delle indagini. Di cosa si tratta???. Parole incomprensibili per i più! La preparazione, la competenza, la specializzazione, le risorse (La Polizia di Stato non ha una Scuola che prepara il personale alle indagini patrimoniali e quei pochi volenterosi impegnati su questo fronte nelle Questure hanno dovuto imparare a proprie spese).
Questi sono i veri problemi da affrontare e risolvere se si vuole seriamente fare antimafia. E tutto, ovviamente, A COSTO ZERO e non solo a vantaggio di opportunisti, affaristi, incompetenti e carrieristi. Pubblicheremo a parte una lettera commovente del Colonnello Umberto Repetto, il “mago dell’informatica” della Guardia di Finanza, colui che ha scoperto truffe miliardarie, andato via dal Corpo anzitempo perché “mi hanno cazziato fino all’ultimo e se ci fosse stata la De Filippi avrebbe varato il format “Riservata personale”. Ho collezionato richieste di giustificazioni da far rabbrividire chiunque. E sempre per il mio carattere, la mia determinazione, la mia ingovernabile cocciutaggine”. Nessuno che abbia speso una parola; nessuno che abbia deciso di andare a vedere il “perché” di una così grave perdita per lo Stato. Un danno incalcolabile per noi tutti che sembra non interessare a nessuno…
Quando i servitori fedeli dello Stato se ne scappano, lasciando la divisa o la toga, vuol dire che qualcosa non va e bisogna andare a scavare e ad individuare quel “qualcosa” colpendo il marcio, se marcio c’é. come è logico presumere.
Non è successo niente e non succederà niente ed intanto il Paese continua ad andare alla rovina rotolandosi nel fango come nei porcili. Falcone, Borsellino e tutte le altre vittime, oltre ai nostri padri costituenti e chi ha perso la vita per dare a questo Paese la democrazia si stanno rivoltando nelle tombe. Si abbia almeno il pudore di non citare più i loro nomi, perché il solo pronunciarli significherebbe offenderli ancora una volta!
Si finisca di continuare a parlare di loro, additandoli come “eroi”, tralasciando di parlare delle cose che OGGI non vanno, del fango che OGGI ci sommerge e, soprattutto, delle parole di Paolo Borsellino quando evidenziava i doveri della società civile che non può e non deve pretendere che TUTTO ricada sulle sole spalle di magistrati e forze dell’ordine.
La sagra dell’ipocrisia tipica di quell’”Italietta” di Prezzolini e di un popolo di sudditi sempre alla ricerca di un “capo” che non può che essere l’espressione della parte peggiore di un popolo siffatto.
Nei primi mesi del nuovo anno, a dieci anni dalla nostra costituzione, vogliamo dare un volto nuovo alla nostra Associazione per renderla sempre più “diversa” ed “operativa” al massimo.
Dopo la formazione di un nucleo “investigativo” che già sta operando bene grazie allo spirito di sacrificio e di dedizione di alcuni amici, vogliamo costituire un gruppo di lavoro che si dedichi esclusivamente ad individuare le carenze e le omissioni delle istituzioni, dei corpi dello Stato preposti alla lotta contro le mafie.
In una dettagliata relazione che abbiamo intenzione di stilare e mandare ai Ministri dell’Interno, della Giustizia, della Difesa e dell’Economia, oltre che ai vari Comandi Generali ed al Procuratore Nazionale Antimafia, evidenzieremo le cose che secondo noi non vanno e faremo alcune proposte. Già abbiamo chiesto al Ministro della Giustizia un intervento per migliorare le prestazioni delle Procure ordinarie e responsabilizzarle anche sul versante antimafia, ma andremo oltre perché non è più possibile assistere all’occupazione mafiosa dei nostri territori senza far niente per contrastarla seriamente.
E’ un nostro dovere!!!

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