Accordi fra Stato e camorra nella gestione rifiuti – La Provincia del 26 febbraio 2011 – La situazione nel Basso Lazio e a Frosinone

CHE SUCCEDE NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI IN PROVINCIA DI LATINA?

Mentre la Procura della Repubblica di Latina è impegnata nell’indagare sul sistema dei rifiuti in vari comuni – Minturno, Terracina, Latina ecc. – ieri, 26 febbraio 2011, il quotidiano “La Provincia”, a pagina 33 dell’edizione pontina, ha sparato a tutta pagina, a firma S.P., una notizia che avrebbe dovuto attirare l’attenzione del lettore attento.

Sopratitolo “Camorra, servizi segreti e rifiuti campani, le rivelazioni di Giulio Facchi”.

Titolo “”Ostaggio” degli 007 a Gaeta”.

Sottotitolo “L’ex subcommissario sarebbe stato messo sotto torchio da tre esponenti del SISDE per undici ore”.

Nel corpo del servizio, è scritto, ad un certo punto:

“… Facchi ha poi dichiarato d’essere certo del fatto che, dopo il 2004, il servizio segreto civile riuscì ad inserire un proprio uomo nella struttura commissariale. E’ durante la sua permanenza che sarebbero avvenuti gli incontri (secondo la ricostruzione de “ Il Mattino” almeno due) con Michele Zagaria, già all’epoca latitante, oggi numero uno discusso del clan dei casalesi. Incontri durante i quali sarebbe stata definita la strategia di desistenza per favorire la camorra in cambio di “tranquillità”. Nel fascicolo aperto dalla DDA di Napoli sono stati inseriti gli elenchi delle ditte che, nel tempo, si sono aggiudicati appalti per il trasporto dei rifiuti. Si tratta spesso di affidamenti diretti, effettuati senza gara per via dell’emergenza: Della lista fanno parte anche ditte riconducibili direttamente a Zagaria e già gravate da misure di interdizione antimafia.

Nell’elenco anche la “Euro Truck” di Raffaele Parente che il sud pontino, suo malgrado, lo conosce bene.

Nel 1988 fu ferito gravemente a Gaeta nel corso dell’agguato nel quale perse la vita l’amico Pasquale Piccolo. Delitto per il quale, di recente, la Corte di Assise di Latina ha condannato Michele Zagaria alla pena dell’ergastolo”.

Fin qui, ”La Provincia”.

Secondo la ricostruzione del cronista, il quale si riferisce ad un servizio de “ Il Mattino”, qualcuno appartenente a strutture statuali –SISDE, Commissariato per la gestione dei rifiuti o altro vattelapesca- avrebbe trattato con Michele Zagaria o altri camorristi per “favorire la camorra in cambio di “tranquillità”.

Una sorta di trattativa fra Stato e camorra, come in Sicilia.

Bene, la cosa, se vera, non sorprende noi che siamo abituati a tutto, abbiamo appreso ed apprendiamo ogni giorno, per il lavoro che facciamo, tante cose e siamo pienamente convinti delle continue collusioni e commistioni fra criminalità e pezzi della politica e delle istituzioni.

Lo diciamo per i tanti allocchi o opportunisti, che, credendo in buona o cattiva fede che, per fare antimafia, sia sufficiente parlare di storia e sociologia, vanno in giro parlando di cose generiche, senza mai toccare casi specifici, quando, al contempo, ci sono sui territori, ad esempio, il dirigente di polizia che non indaga, lo 007 che tratta con i mafiosi, il prefetto che ne nega la presenza, il magistrato che li assolve, il parlamentare che ti rifiuta l’interrogazione, il sindaco o il dirigente comunale che rilasciano la concessione edilizia, approvano la tale o tal’altra variante per favorirli e così via.

Non parliamo, poi, dei professionisti che ci fanno affari e quant’altro.

L’altro giorno stavamo in provincia di Frosinone per seguire alcune cose.

Tempo fa Roberto Galullo, una delle migliori penne de Il Sole 24 Ore, profondo analista e conoscitore di questi territori, ha pubblicato un ampio servizio sul giornale della Confindustria sulla situazione esistente in Ciociaria.

Massoneria, mafie, politica corrotta, questi i mali evidenziati.

Non dimentichiamo che Licio Gelli era di casa nel frosinate.

E con Gelli, altri nomi illustri.

A Frosinone, ci sono, da poco, tre ottimi Comandanti provinciali delle forze dell’ordine.

Ottimo Questore ed ottimi comandanti della Guardia di Finanza e dei Carabinieri. Finalmente!

Ma, mentre le cose funzionano o cominciano a funzionare per quanto riguarda finanzieri e carabinieri, non altrettanto si può dire per la Polizia di Stato.

Alcuni Commissariati –Cassino, Sora ecc- non sono efficienti come dovrebbero essere.

Nessuno che ne chiami i dirigenti per chiedere di esibire le carte, le informative fatte da dieci anni a questa parte.

No chiacchiere, carte, documenti, su territori invasi da usurai, camorra ecc. ecc.

Gente che sta in quel posto da dieci anni o poco meno e che nessuno ha osato spostare, come di solito avviene dappertutto.

Andato via da Frosinone il vecchio Capo della Squadra Mobile Tatarelli, ora a Latina, la struttura ciociara fa acqua.

Non vorremmo trovarci nei panni del povero Questore, che è una persona perbene ed un ottimo dirigente.

Ma non è finita.

La Procura della Repubblica, dopo l’andata via della Gerunda, è ancora senza un Capo e funziona con pochissimi PM.

La Sezione Staccata del Tribunale di Sora, città sul cui territorio c’è di tutto, usurai, componenti di note famiglie nomadi, ecc, , in nemmeno due anni ha avuto l’avvicendamento di 4 giudici.

Nessuno parla, nessuno protesta, nessuno fa un’interrogazione in parlamento, nessuno fa un manifesto di protesta.

Perché???

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