A proposito della non riuscita della marcia antimafia promossa dal Social Forum a Terracina.

E’ sempre una notizia non piacevole quella che riguarda il fallimento di una manifestazione a favore della legalità e contro le mafie.

Ma questo deve indurre quanti propongono queste iniziative a riflettere sulle modalità di fare antimafia seria.

Ci dispiace per gli amici del Social Forum di Terracina che conosciamo e stimiamo, ma proprio per i sentimenti di stima e di affetto che nutriamo verso di loro ci permettiamo di fare queste annotazioni, che, però, non vanno interpretate come critiche, ma, al contrario, come semplici suggerimenti.

Noi non siamo contrari alle manifestazioni pubbliche, anzi!

Bisogna tener presente, però, il fatto che la maggior parte della gente è vile ed ha paura di esporsi.

Quello di Terracina, com’è ormai noto a tutti, è un territorio dove la presenza della camorra è asfissiante in quasi tutti i settori economici:

dall’alberghiero, all’edilizia, al commercio, agli appalti pubblici e privati.

Non a caso noi dell’Associazione Caponnetto il 7 giugno u. s. abbiamo voluto promuovere un Convegno, proprio a Terracina, con la partecipazione, fra gli altri, del coordinatore della DDA di Napoli Cafiero de Raho e con il Capo della Squadra Mobile di Latina Tatarelli.

Un convegno con addetti ai lavori, con persone che non chiacchierano e che stanno in trincea a combattere la camorra e le mafie tutti i giorni, tutti i momenti.

I protagonisti dell’antimafia VERA, non quella delle parole.

A Terracina, come altrove, c’è bisogno di persone che, anche in anonimato, guardano, osservano, annotano e segnalano.

Noi le chiamiamo “persone coperte”, sentinelle sul territorio che cercano di scoprire i mafiosi, uno per uno, segnalandoli a noi che, a nostra volta, giriamo le notizie a chi di dovere.

E’, questo, indubbiamente un lavoro gravoso e delicato che può fare solamente chi, come noi, non ha fini politici ed il cui unico obiettivo è quello di difendere con le azioni concrete la legalità facendo arrestare i mafiosi, privandoli, peraltro, dei beni che essi hanno accumulato ed accumulano illecitamente.

Anche noi, fra le tante attività cosiddette “coperte”, organizziamo qualche convegno pubblico.

Ma lo facciamo, intanto, con addetti ai lavori (magistrati antimafia, rappresentanti delle forze dell’ordine, giornalisti d’inchiesta e raramente, ma molto raramente, qualche parlamentare che faccia parte della Commissione Parlamentare Antimafia), gente insomma esperta ed impegnata al fronte e, poi, con il fine di far comprendere ai mafiosi che stiamo loro con il fiato sul collo.

Ma l’attività prioritaria, per essere efficaci e non parolai, deve essere sempre quella dell’indagine e della DENUNCIA, in piena e leale collaborazione con forze dell’ordine e magistratura.

Tutto il resto serve a poco.

Restiamo sempre a disposizione degli amici del Social Forum di Terracina e di quanti altri, pronti a collaborare con loro nella ricerca dei mafiosi, uno per uno e sempre con il fine di colpirli seriamente non con le parole, ma con la galera e con il sequestro dei loro beni accumulati con i soldi macchiati del sangue della povera gente.

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