Zaratti e la politica non corrotta e collusa vogliono seriamente combattere le mafie in provincia di Latina?Questa è la strada che essi debbono percorrere

Finalmente dobbiamo dare atto al consigliere di SEL Filiberto Zaratti, Presidente della Commissione Sicurezza della Regione Lazio, di aver cominciato a porre nei termini giusti il problema dell’azione di contrasto alle mafie nella nostra regione ed a Latina in particolare.

Si esce dalla genericità, dalle stramberie, dall’improvvisazione, dalla sconcezza oseremmo dire, nella formulazione delle richieste.

Nella nota che egli ha inviato al neo Ministro dell’Interno Cancellieri, infatti, viene richiesta l’istituzione a Latina di “sezioni distaccate” del ROS e del GICO.

Si comincia ad imboccare un binario giusto, anche se è necessaria ancora qualche ulteriore correzione.

“Istituzione di sezioni distaccate” già di per sé significa istituzione di nuovi presidi che le condizioni economiche del Paese non consentono.

Qua si corre il rischio addirittura della soppressione dell’esistente e figuriamoci se c’è la possibilità di istituire del nuovo!!!

Noi abbiamo lanciato già l’allarme, infatti, circa il rischio di veder chiudere i nostri Tribunali di Gaeta, Cassino, Velletri, Civitavecchia e Tivoli, quei Tribunali, cioè, che non sono ubicati nei capoluoghi di provincia ed è necessario, pertanto, che tutta la politica, soprattutto quella democratica e pulita, si mobiliti subito per scongiurare tale pericolo.

SUBITO, però, perché tale provvedimento semra che verrà adottato in una delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri.

Con un clima del genere appare assurda, se non ridicola, la proposta di istituire “nuovi presidi”, tenuto anche conto del fatto che il precedente governo ha ridotto quasi all’impotenza le forze dell’ordine con il taglio vergognoso di risorse che non consente ad esse di comprare addirittura la carta e la benzina.

Non dimentichiamo, poi, le manovre fatte per sopprimere la DIA, lo strumento interforze accusato di sfuggire al controllo dell’esecutivo e della politica.

Più che di… ”istituzione di sezioni distaccate”, quindi, bisogna cominciare a parlare di assegnazione ai Comandi provinciali di Latina dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di personale proveniente dal ROS e del GICO o dallo SCICO.

La venuta a Latina di un nuovo Comandante provinciale dell’Arma proveniente dal ROS è un segnale importante perché significa che il Comando Generale ha preso consapevolezza della gravità della situazione ed ha deciso di mandare un Ufficiale bravo, competente ed esperto qual’è il Colonnello De Chiara.

Siamo convinti che il nuovo Comandante farà in modo che vengano, con lui, in provincia di Latina due-tre ufficiali ed una decina di sottufficiali di sua fiducia e tutti provenienti dai nuclei speciali.

Zaratti può perfezionare la sua richiesta alla Ministro Cancellieri, chiedendole di intervenire sul Comando Generale dell’Arma per ottenere il trasferimento a Latina di questo personale specializzato.

Non si tratta, quindi, di “istituzione di sezioni distaccate”, ma più semplicemente di trasferimento di una decina di militari competenti ed esperti.

Questo per i Carabinieri.

Per quanto riguarda, invece, la Guardia di Finanza il discorso è più complesso, delicato ed articolato, data la situazione in cui si trova questo Corpo in provincia di Latina.

Qua va fatta un’azione di scomposizione e di ricomposizione, a cominciare dalle brigate e dalle compagnie.

La legislazione, la normativa sindacale e i condizionamenti politici consentono il trasferimento di taluni gradi intermedi che sostano nello stesso posto da decenni?

Il problema è tutto qua, non a livello di Comandanti che dopo due-tre anni vanno via, ma di marescialli e luogotenenti.

Comunque Comandanti provinciali competenti e di larga esperienza, come, ad esempio, Colonnelli come Salato o Piccinini, saprebbero che fare.

Un bravo Comandante Provinciale, peraltro determinato e con la scorta di due –tre ufficiali ed una decina di sottufficiali di sua fiducia e tutti provenienti dal GICO o dallo SCICO basterebbero, come già è stato fatto a Frosinone, per dare una svolta anche in provincia di Latina.

Qualche elemento valido di rinforzo alla Squadra Mobile di Latina, che già dispone di un Questore, di un Capo della Mobile e di una dirigente della Sezione Anticrimine eccellenti, basterebbe, infine, a completare il quadro di una riorganizzazione generale delle forze dell’ordine pontine.

Tutto qua.

Se Zaratti ed i Parlamentari vogliono risolvere il problema “mafie” in provincia di Latina, questa è la strada che debbono percorrere, oltre, ovviamente, a quella che riguarda la coscientizzazione di un tessuto sociale e politico apparso finora disattento e, talvolta, oggettivamente omertoso.

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