Viterbo, è allarme altissimo dopo l’incendio di Mondo Convenienza. Anche se al momento non è possibile parlare di pizzo e mafie è opportuna l’allerta generale!

Rogo a Mondo Convenienza –

Parla il procuratore capo Alberto Pazienti

Aziende in fiamme, nessun allarme racket

(s.m.) – Nessun allarme racket, almeno per ora.

Sulle cause dei roghi che, negli ultimi mesi, hanno distrutto i locali di alcune aziende viterbesi, il procuratore capo Alberto Pazienti è cauto. Prima di parlare di imprenditori taglieggiati e pizzo, bisogna capire se la natura degli incendi è accidentale o no. E al momento, neppure questo è chiaro.

“Allo stato attuale – dice Pazienti – non abbiamo elementi per ritenere che si tratti di incendi dolosi o di stampo criminale. E’ ancora troppo presto. Le indagini sono in corso”. Tuttavia un fatto è certo: l’incendio di ieri al capannone di Mondo Convenienza (gallery: Mondo convenienza in fiamme * i vigili del fuoco tra le macerie * arriva il sindaco Marini * il capannone distrutto * incendio a Mondo Convenienza video: solo macerie) è l’unico per il quale è stato allertato il Nucleo investigativo antincendio (Nia). E l’intervento del reparto specializzato dei pompieri, a supporto dell’inchiesta del pm Renzo Petroselli, può significare una sola cosa: il sospetto che l’incendio sia stato doloso è forte. Anche se dal dolo al racket, il passo è lungo. Lunghissimo se, come dice Pazienti, non ci sono indizi che portino in questa direzione.

Gli imprenditori non hanno ricevuto minacce. Sembrerebbe.

Ma qualora esistesse un racket delle estorsioni a Viterbo, la strategia di incendiare i negozi di mezza città non pagherebbe. Per mafia e camorra l’incendio è l’estrema ratio, da applicare solo dopo numerosi avvertimenti. L’interesse dei clan è spremere economicamente le aziende, non distruggerle, come nel caso di Union Printing e Mondo Convenienza.

Un evento quest’ultimo che ieri ha tenuto col fiato sospeso l’intera città.

La chiamata ai vigili del fuoco è arrivata alle 2 di martedì mattina. Dal punto vendita di Mondo Convenienza sulla Cassia Sud si levavano fiamme altissime. Quattro le squadre impegnate, due da Viterbo, una da Gradoli e una da Civita Castellana, più un’autobotte da Roma e un’autoscala da Civitavecchia. In cinque ore il rogo era spento e il capannone accartocciato su se stesso, ridotto a un irriconoscibile ammasso di lamiere. L’area, per ora, non è sottoposta a sequestro.

Quello a Mondo Convenienza è il sesto incendio che ha interessato esercizi commerciali del Viterbese in cinque mesi. Prima è stata la volta del supermercato Sigma di via Monte Nevoso, il 18 maggio. Poi è toccata al negozio di elettronica a San Faustino il 9 ottobre. Due giorni dopo, nello stesso quartiere, il rogo al cinema Metropolitan. Gli altri, tutti a novembre: l’11 il deposito di carta della Union Printing, il 21 l’Emi Market di Tuscania e infine, il 29 Mondo Convenienza.

Per almeno tre, Union Printing, Emi Market e Metropolitan, la causa sembrerebbe accidentale. Sugli altri, la Procura continua a indagare, in attesa, per quello a Mondo Convenienza, della relazione degli  uomini della  Nia.

Fonte: http://www.tusciaweb.eu/2011/11/aziende-in-fiamme-nessun-allarme-racket/

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