Viterbo crocevia del traffico illecito dei rifiuti

Ecomafia In Italia giro d’affari da 20,5 miliardi di euro. Il Lazio ai primi posti

Il segno negativo nei bilanci delle ecomafie non è contemplato. Nel 2008 il business ha toccato i 20,5 miliardi di euro, registrando un +7,3 per cento rispetto al 2007 secondo il rapporto di Legambiente. Gli ecoreati sono stati 25.776, le case abusive più di ventottomila, i clan 258. E i rifiuti speciali su cui hanno messo mano le mafie sono 31 milioni. Hanno praticamente fatto sparire nel nulla 3.100 metri di spazzatura: come nascondere il Gran Sasso. Il Lazio è ancora una volta nella zona alta della classificha «nera». La direzione nazionale antimafia spiega che «tutti i territori e le province regionali sono ormai coinvolti nel traffico di rifiuti». «Alcune indagini – è spiegato – hanno evidenziato il ruolo di crocevia di traffici illeciti della provincia di Viterbo». Propio il 6 aprile scorso è stata infatti eseguida un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro persone, che avevano posizionato in provincia di Viterbo il terminale di un vasto traffico di rifiuti speciali. Sempre nella provincia laziale sono arrivate da Roma negli ultimi mesi 406 mila tonnellate di mondezza pericolosa. Sempre a Viterbo, il 19 novembre scorso, si è aperto il più grande processo per ecomafie nel Lazio: un traffico di 250 mila rifiuti speciali arrivati da tutta Italia, per un giro d’affari pari a 2,5 milioni di euro. L’operazione «Black Hole» ha scovato un ulteriore traffico illecito che ha portato al sequestro di due inceneritori a Colleferro. «La provincia di Frosinone – spiega la Dda – registra la presenza di molteplici attività industriali con notevoli problemi nello smaltimento illegale dei rifiuti». In tutto nel Lazio si sono registrate 291 infrazioni, 358 denunce, solo 11 arresti e 172 sequestri. La Regione, lo scorso 13 marzo, aveva proposto la costituzione di una Consulta Legalità e Ambiente della Regione Lazio per contrastare i fenomeni. Ma come spiega Piergiorgio Benvenuti, del movimento FareAmbiente (che aderì al progetto), «siamo fermi alle parole. Ora servono i fatti». Intanto le ecomafie continuano a riciclare. Solo soldi sporchi.

(Tratto da Il Tempo)

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