Viadotto crollato: putiferio ai vertici Anas.

Si moltiplicano i pettegolezzi, fra licenziamenti e consulenti chiacchierati per la costruzione delle strade

| 22 Gennaio 2015
scorciavacche

Iniziamo dalle tre notizie più recenti che riguardano il crollo del viadotto Scorciavacche avvenuto il 1° gennaio in Sicilia sulla statale Palermo-Agrigento, pochi giorni dopo l’inaugurazione: un evento eclatante. Prima notizia: cominciano a “rotolare le teste”. Parliamo di quella di Claudio Bucci, un ingegnere dell’Anas arrivato in Sicilia pochi mesi fa per volontà del presidente Pietro Ciucci, e appena trasferito a L’Aquila con un ordine di servizio datato 15 gennaio. La seconda notizia: al posto di Bucci, doveva arrivare Sergio Serafino Lagrotteria, dirigente dell’azienda pubblica delle strade. Qui l’Anas l’aveva fatta grossa, tanto quanto il crollo del viadotto. Lagrotteria ha una condanna in primo grado a tre anni inflitta dal tribunale di Padova nel 2010 per la vicenda delle escavazioni selvagge nel fiume Po, tra l’Adige e il Brenta. La terza notizia: no, Lagrotteria non prenderà il posto di Bucci. Non sapremo mai perché: se l’Anas s’è accorta solo a poche ore di distanza dalla nomina di Lagrotteria della inopportunità della scelta, o se temeva ulteriori polemiche, o se è arrivato un diktat dall’alto per evitare che la questione del crollo del viadotto Scorciavacche, già gravissimo e dai contorni surreali, divenisse ancora più inaudito.

ANTICORRUZIONE, SI VA SUL PESANTE – Occhio: a indagare, oltre alla magistratura che ha aperto un’inchiesta, c’è anche l’Anticorruzione. Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ha disposto l’inizio delle attività ispettive e di vigilanza sul viadotto Scorciavacche e sul tratto stradale crollato sulla Palermo-Agrigento. Nei prossimi giorni, dirigenti dell’Autorità acquisiranno tutti gli atti relativi alla gara per valutare sia la qualità dell’opera, sia se siano state rispettate le procedure previste per l’espletamento della gara. Il cedimento verificatosi a Capodanno ha interessato un tratto di circa 30 metri di strada a ridosso del viadotto Scorciavacche, che era stato inaugurato il 23 dicembre, quindi una settimana prima. Nell’Autorità Anticorruzione, a seguito delle modifiche legislative che hanno cambiato l’assetto e i poteri dell’Authority, è confluita anche l’ex Avcp, cioè l’Autorità appalti cui è demandata la vigilanza sui contratti pubblici. Sulla vicenda del viadotto è scattata anche un’inchiesta penale con l’ipotesi di crollo colposo aperta dalla Procura di Termini Imerese (Palermo). “Dobbiamo intervenire rapidamente perché si accertino le responsabilità: chi è responsabile deve pagare e ripristinare i danni subiti sia oggettivi sia in termini di immagine – così il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha detto nei giorni scorsi durante il question time sul crollo del viadotto Scorciavacche -. L’Anas ha chiesto al consorzio la rimozione del direttore lavori: è un primo provvedimento che ci dice che la strada che vogliamo percorrere è verificare puntualmente le responsabilità e chi le ha deve rispondere“. Alle parole seguiranno i fatti?

PRIVATIZZAZIONE ANAS – Mentre l’Anas è nell’occhio del ciclone, il suo presidente Pietro Ciucci pensa alla privatizzazione. “Il legislatore ha delineato per l’Anas, a partire dalla trasformazione in società per azioni, un percorso di progressivo avvicinamento al mercato“, che la società ha seguito “attraverso una pluralità di azioni finalizzate all’efficientamento della struttura nonché ad assicurare nell’ambito la massima trasparenza e l’efficace comunicazione“. Comunque, “il progetto di procedere alla privatizzazione dell’Anas – ha detto Ciucci – è stato di recente ribadito dall’attuale Governo, che ha inserito l’Anas nel programma di privatizzazioni per gli anni 2015-2016“. Il percorso dell’Anas, ha sostanzialmente detto Ciucci, “si è concretizzato nell’adozione, a partire dal 2006, di una pluralità di misure volte a conseguire l’efficientamento della struttura, attraverso lo sviluppo dei ricavi e il contenimento dei costi di gestione, nonché a garantire il potenziamento del sistema dei controlli, la massima trasparenza e l’efficace comunicazione, nell’ottica di assicurare un accorto monitoraggio delle risorse pubbliche investite e un servizio sempre più efficiente per l’utenza“. Quelle parole (“efficientamento della struttura”, “monitoraggio delle risorse pubbliche”, “servizio sempre più efficiente per l’utenza”) suonano beffarde a ripensare al viadotto Scorciavacche…

DIMISSIONI ECCELLENTI – Voci non smentite del Tesoro dicono che Maria Cannata, capo della seconda direzione del dipartimento del Tesoro “Debito pubblico” (area del ministeri delle Finanze che ha il compito di emettere Titoli di Stato e gestire le passività dell’Amministrazione centrale), abbia rassegnato le sue dimissioni dal Consiglio di amministrazione Anas. La Cannata avrebbe motivato la decisioni con “ragioni personali”, ma ambienti del Tesoro confermerebbero che si tratta di una presa di distanza dall’amministrazione Ciucci, l’unico manager-pensionato ancora in carica nell’era della rottamazione di Renzi. Non ultima la gestione del viadotto Scorciavacca in Sicilia. Dove Ciucci, per risolvere le cose e accontentare Renzi che chiedeva di tagliare una testa, ha mandato, poi rimangiandosi la parola, un dirigente pregiudicato per tangenti. Ora, il ministro Pier Carlo Padoan dovrà nominare una sostituta: una donna, per rispettare la normativa sulla parità di genere. Va infatti considerato che gli altri due consiglieri, Pietro Ciucci e Sergio Dondolini, espressione del ministero di Lupi, sono uomini. Intanto, pare sulla via delle dimissioni anche Alessandra Del Verme la rappresentante del ministero di Padoan nel collegio dei revisori dei conti Anas. Si apre adesso una rosa di ipotesi, tra cui persino un commissariamento dell’Anas.

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