Via le competenze in materia di “prevenzione antimafia” ai Prefetti per trasferirle alle DDA.

 

ORMAI E’ PRASSI CONSOLIDATA CHE LA MAFIA  DOVUNQUE  TENTI DI CONDIZIONARE IL VOTO.

NON SI VERIFICA SOLAMENTE IN SICILIA .DA QUI LA NECESSITA’ URGENTE DI RIVEDERE TUTTA  LA MATERIA DELLA “PREVENZIONE”  AFFIDATA PER LEGGE AI PREFETTI MA PER LO PIU’ INAPPLICATA.

LA MAGISTRATURA,INFATTI,PUO’ INTERVENIRE SOLO ” DOPO” ,QUANDO,INVECE,BISOGNA FARLO “PRIMA”.L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO STA CHIEDENDO DA ANNI DI SOTTRARRE LE COMPETENZE  IN MATERIA DI “PREVENZIONE ANTIMAFIA”  AI PREFETTI PER TRASFERIRLE ALLE DDA.

 

 

Il Mattino, Giovedì 29 Giugno 2017

Caltanissetta, le mani di Cosa Nostra sulle elezioni a Niscemi: 9 arresti, anche l’ex sindaco La Rosa

La Polizia di Stato di Caltanissetta ha eseguito nove ordinanze di custodia cautelare per i reati di associazione mafiosa e scambio di voti emesse dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale DDA. Le indagini degli uomini della squadra mobile, insieme a quelli del Commissariato di di Niscemi e Gela, hanno permesso di accertare che appartenenti a «Cosa Nostra» di Niscemi e di Gela si incontravano in aperta campagna per discutere accordi politico-mafiosi. Coinvolti anche soggetti politici di Niscemi, tra cui ex amministratori di quel Comune.

C’è anche il sindaco uscente di Niscemi (Caltanissetta) Francesco La Rosa tra i nove arrestati. La Rosa era candidato a sindaco e domenica scorsa ha perso il ballottaggio contro Massimiliano Conti, eletto sindaco. Per lui, un ex consigliere comunale della sua lista e due esponenti del suo entourage sono stati disposti gli arresti domiciliari. Raggiunto dall’ordinanza anche il presunto capomafia di Gela Alessandro Barberi, già detenuto. Secondo gli inquirenti, La Rosa avrebbe stretto «un patto con Cosa nostra alle amministrative del 2012». E dopo avere vinto avrebbe condizionato l’attività amministrativa di questi anni. Manette anche per due uomini dell’entourage di La Rosa.

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