Vesuvio e Torre Annunziata: facce di illegalità e camorra

                     Vesuvio e Torre Annunziata: facce di illegalità e camorra

 

 

La stagione degli incendi, stagione calda di per sé e caldissima per il fuoco mai frutto di autocombustione apre a tutte le ipotesi per quanto attiene la causa del disastro , le motivazioni che hanno spinto gli incendiari, le conseguenze, i possibili vantaggi, le responsabilità. Parlo dell’incendio in zona vesuviana non dissimile da altri avvenuti in diversi siti del nostro Paese. E anche abbiamo avuto i morti.

Ed allora noi diciamo che il fatto che gli inquirenti brancolano nel buio, (nonostante il fuoco…che fa luce), il fatto che nessuna ipotesi viene scartata , il fatto che viene chiaramente affermato che molti possono essere i colpevoli, molti i possibili beneficiari, molti i possibili autori di sfregi e vendette sono la manifestazione evidente dell’intreccio di illegalità, incompetenze, ritardi colpevoli e non, conflitti burocratici, guerre di potere, rivalse alla base di disastri ai quali manca il rimedio.

E quindi certamente c’è l’esecutore che forse ha utilizzato un gatto per appiccare l’incendio. Più esecutori e più gatti o cani . Certamente il piromane non avrebbe immaginato l’entità del disastro anche a causa dell’ignoranza che lo possiede. Certamente il piromane non era solo. Certamente un miserabile disegno era all’origine dell’iniziativa criminale.

Certamente ci sarà stato l’elicottero fermo che non si è levato per spegnere l’incendio; certamente i canadair non sono sufficienti, certamente, certamente, certamente. 

E certamente la somma fa il totale.

L’inquirente ha aperto il fascicolo. Non basta un fascicolo. Bisogna aprire le discariche vere ed individuare il verminaio che c’è sotto ogni segmento di società che è interessato alla questione dei roghi in Italia .

Intanto ogni tassello interessato urla la propria protesta. L’agricoltore piange, l’allevatore si dispera, gli abitanti soffrono. E si invocano nuove e più severe leggi, forestali da assumere, sorveglianti in ogni dove, telecamere, raggi infrarossi, elicotteri e canadair e piloti e corsi di formazione; tutti si lamentano dell’abusivismo (di quello degli altri e non del proprio); gli amministratori ed i politici fanno a gara a solidarizzare con chiunque e promettono che faranno e che il governo farà. Non dicono che cosa si farà. Dicono che faranno e si farà. Il rappresentante del Governo stigmatizza lo sfregio alla natura ed annuncia che non deve accadere più un episodio di tale gravità. Insomma il Governo auspica e denuncia. Un po’ poco.

Il Parco del Vesuvio è scomparso. I valori delle polveri sottili sono alle stelle. Si temono altri dissesti geologici. 

Ciò che è accaduto sarebbe successo in un clima di legalità e rispetto delle leggi? No. Non sarebbe accaduto

Se sul Vesuvio non vi fossero case costruite abusivamente, se non vi fossero le discariche abusive, se non vi fossero stati  sotterrati i rifiuti tossici, se avessero rispettato il Parco, se le poche strade fossero percorribili, se i forestali avessero fatto prevenzione, se i vigili del fuoco avessero avuto i mezzi sufficienti, se gli amministratori dei Comuni vesuviani avessero a cuore il territorio e il paesaggio, se gli Enti locali avessero avuto e finanziato i Piani previsti dalle leggi, se avessero avuto cura degli animali, se ognuno avesse fatto il proprio dovere di cittadino, anche denunciando le continue manomissioni, ogni illecito comportamento, ogni omissione, se fossimo stati tutti più esigenti e rispettosi delle leggi oggi avremmo una comunità.

L’incendio è il segno della presenza della camorra che intimidisce e minaccia. 

L’incendio del Vesuvio è un’altra faccia dell’illegalità diffusa che ha procurato il crollo e gli otto morti di Torre Annunziata. A Torre si immaginava il lucro in seguito alla ristrutturazione di alcune abitazioni. La mano della camorra pare sia più che un’ipotesi, insieme all’intreccio con la politica affaristica e professionisti corrotti.

Credo che dietro gli incendi c’è sempre l’idea del guadagno illecito che può venire da ogni intervento che verrà intrapreso.

Ognuno si prepara ad incassare denaro ed anche lavoro occasionale, contributi, sovvenzioni.

Ecco che la prevenzione necessaria non può essere riferita ad un aspetto soltanto in una società complessa. Prevenzione vuol dire lavorare per una società giusta , per un lavoro che soddisfi, per responsabilizzare ogni cittadino. Non si tratta di assumere un certo numero di operai stagionali né di modificare qualche legge né di fornirsi di un elicottero in più o di distribuire denaro a chi lo chiede.

E’ l’Amministratore che deve prevenire. E’ l’Amministratore che deve progettare e realizzare per il bene comune. 

Senza fare del populismo inconcludente: il mal governo visibile ha responsabilità nei vertici delle amministrazioni incapaci di educare i cittadini, anzi sollecitati alle appartenenze ed a rinforzare il clientelismo.

E nel vuoto di governo la camorra cerca di occupare ogni spazio e si diffonde ed è il cancro del nostro tempo.

 

     ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CAMPANIA

FRANCESCO DE NOTARIS

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