Verifiche morbide in cambio di pranzi: tre finanzieri sotto accusa a Napoli

Il Mattino, Martedì 26 Giugno 2018

Verifiche morbide in cambio di pranzi: tre finanzieri sotto accusa a Napoli

di Leandro Del Gaudio

Avrebbero fatto la voce grossa, minacciando chi era sotto Verifiche fiscali di una catastrofe in arrivo. È questo lo scenario che vede coinvolti tre sottufficiali della Guardia di Finanza, finiti al centro di un’inchiesta per concussione condotta dalla Procura di Napoli. Sono tre le misure cautelari adottate dal gip del Tribunale di Napoli Luana Romano, a carico di tre marescialli, per alcune verifiche condotte tra il 2014 e il 2016: finisce agli arresti domiciliari Claudio Nicoletta; mentre la sospensione dagli incarichi per dodici mesi è stata firmata a carico di Antonio Gambardella; analoga misura – ma per la durata di soli sei mesi – a carico del sottufficiale Antonio Di Donato.

Indagine nata all’ombra degli appalti per la pulizia dell’ospedale Pascale, che vede coinvolto l’ex dirigente Bisogni; due presunti camorristi del Vomero, che avrebbero avuto la forza di organizzare summit e condizionare il flusso di spesa degli appalti grazie a dei contatti interni; oltre ai tre esponenti della Finanza colpiti dalla misura emessa ieri mattina. A fare da collante dei tre filoni di indagine, l’imprenditore Pietro Coci, tre anni fa coinvolti in una indagine analoga a carico del colosso Manutencoop, da allora deciso a confermare accuse messe nero su bianco. Ma è anche grazie alle accuse di Coci che si ottengono conferme in sede investigativa sulle presunte pressioni esercitate dai tre finanzieri. Ed è su di loro che si sono concentrate le indagini, con le intercettazioni della Mobile e l’intervento in sinergia dello stesso nucleo di polizia Tributaria. Saranno gli stessi militari della Finanza a intervenire in un secondo momento sulle aziende taglieggiate, per effettuare verifiche culminate in sequestri per equivalenti.

 

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