Ventotene repubblica del bunga bunga. Ed, intanto, l’isola continua ad essere sfondata e nessuno interviene

Nell’isola di Ventotene – come in molte piccole comunità – il disagio giovanile é profondo, e si avverte soprattutto d’inverno, quando i turisti sono partiti, i locali sono chiusi e la solitudine, talvolta unita all’alcol piuttosto che alla droga, la fanno da padrone.
E così al sindaco Giuseppe Assenso, rinviato a giudizio una settimana fa per la morte di due tredicenni lo scorso aprile a causa di una frana dovuta all’incuria e alla pessima gestione del territorio, indagato dalla Corte dei conti per la disastrosa amministrazione finanziaria comunale, accusato dal WWF e da Legambiente di aver cementificato l’isola, viene un’idea.
E ieri sera invita tutti i ragazzi e le ragazze dell’isola ad una grande cena a spese del Comune, nel locale di proprietà del vicesindaco gestito dall’assessore al turismo Giuseppe Pepe.
Al momento del brindisi finale il nostro, tutto contento, annuncia una sorpresa. Nel locale si abbassano le luci e, tra lo stupore generale, compaiono due spogliarelliste brasiliane, assoldate dalla cooperativa che svolge per il Comune i servizi di assistenza agli anziani, che si esibiscono a suon di musica denudandosi tra gli invitati. Cala il gelo, l’imbarazzo è tangibile, e tutti i ragazzi, nessuno escluso, abbandonano il locale. Ad una ragazza che manifestava apertamente il suo dissenso il sindaco ha persino detto che la prossima volta penserà anche alle fanciulle, assoldando spogliarellisti maschi.
Il modello bunga bunga è dunque sbarcato a Ventotene con tutto il suo tragico squallore. Solo un dubbio rimane: con quali soldi sono state pagate le spogliarelliste?

(Tratto da Telefree)

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