Vanno ristrutturati urgentemente tutti i presidi giudiziari ed investigativi del Basso Lazio se si vuole iniziare un’azione efficace contro le mafie

Il governo non ha soppresso il Tribunale e la Procura della Repubblica di Cassino, nel Basso Lazio, in quanto ha riconosciuto ad essi il ruolo di unici capisaldi dello Stato in terra di camorra, nella… “provincia di Casale” come la definiscono i clan.
Non solo.
Va aggiunto, inoltre, che su tali presidii è stato caricato tutto il peso dell’azione giudiziaria del Basso Lazio, compreso ovviamente quella svolta finora dall’ex Tribunale di Gaeta.
L’intero territorio, com’è noto, è sottoposto da decenni al dominio della camorra e questo grazie anche ad una fortissima contaminazione da parte dei clan del tessuto non solo sociale ed economico, ma, soprattutto, politico ed istituzionale.
Nessuno più osa negare che soggetti legati alla camorra si sono rivelati attivi nelle campagne elettorali di vari Comuni del basso Lazio al punto che è giusto sospettare che in alcuni consigli comunali e non solo potrebbero esserci elementi riconducibili ad organizzazioni criminali.
Un tema, quello delle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni e nella politica nel Basso Lazio e, in particolare, nel sud pontino, che, a parte le inchieste “Formia Connection” di Formia e le “Damasco” di Fondi-inchieste che, peraltro, non hanno prodotto i risultati che si aspettavano – si stenta ad affrontare con la dovuta attenzione e con il rigore necessario.
Per impreparazione delle forze dell’ordine locali e di una Procura della Repubblica pontina il cui operato sul piano dell’azione di
contrasto alla criminalità organizzata è stato estremamente carente, o per altri motivi?
Non ci interessa.
Noi stiamo ai fatti.
Ed i fatti ci dicono che, se non ci f

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