Valenzano, sindaco a rischio processo: “Chiese alla sua vice 1.000 euro al mese per candidarla”

Valenzano, sindaco a rischio processo: “Chiese alla sua vice 1.000 euro al mese per candidarla”

La Repubblica, VENERDì 14 ottobre 2016

Valenzano, sindaco a rischio processo: “Chiese alla sua vice 1.000 euro al mese per candidarla”

Il caso nella cittadina barese in cui esplose la vicenda della mongolfiera per la festa patronale, dedicata alla famiglia di un boss locale, e che ha acceso un dibattito sul ruolo delle istituzioni nella lotta alla mafia

Con l’accusa di aver chiesto all’ex vicesindaco di Valenzano, alle porte di Bari, 1.000 euro al mese in cambio della candidatura alle elezioni regionali pugliesi del maggio 2015, la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Valenzano, Antonio Lomoro (coalizione di centrodestra), e per il consigliere comunale di maggioranza Agostino Partipilo. Lomoro nei mesi scorsi è balzato all’onore delle cronache per la vicenda della mongolfiera per la festa patronale di san Rocco dedicata alla famiglia di un pregiudicato locale e che ha acceso un dibattito sul ruolo delle istituzioni nella lotta alla mafia, portando a Valenzano anche la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi.

Stando alle indagini della magistratura barese, coordinate dal sostituto Claudio Pinto e dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, più di un anno fa il sindaco e un consigliere si sarebbero resi protagonisti di un’altra vicenda ora finita in un’aula di tribunale. I due indagati avrebbero cioè indotto l’ex vicesindaca Francesca Ferri “a consegnare loro indebitamente 1.020 euro mensili, corrispondente all’indennità percepita per la carica rivestita, non riuscendo nell’intento per rifiuto nella stessa”.

Avendo appreso dell’intenzione della Ferri di candidarsi alle elezioni regionali, in particolare, le avrebbero fatto “chiaramente intendere come per candidarsi fosse necessario il loro consenso e il loro avallo politico”. A questo scopo, e per non essere sfiduciata in giunta comunale, avrebbe dovuto pagare. Gli inquirenti hanno inoltre ricostruito che dopo il suo rifiuto, nel marzo 2015, le sarebbe stato revocato dal sindaco l’incarico al Comune. A due indagati la Procura contesta il reato di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità. L’inchiesta è partita dalla denuncia di Ferri, difesa dall’avvocato Fabio Campese, che si costituirà parte civile. L’udienza preliminare inizierà il 16 febbraio 2017 dinanzi al gup barese Giovanni Anglana.

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