Valente, un fiume in piena

VALENTE FIUME IN PIENA. “Cosentino chiamò Maddaloni per evitare l’interdittiva antimafia all’Eco4. E la perizia per i milioni di euro ad Orsi delle quote la reputo falsa”

La telefonata in prefettura sarebbe avvenuto durante un incontro veloce fuori al casello di Caserta Nord. Il perito del tribunale di S.Maria C.V. fece una valutazione di 9 milioni di euro. “Orsi mi disse che era una persona da loro conosciuta”

CASERTA – E’ proprio vero: dai diamanti non nasce niente. Dal letame, nel nostro caso dalla monnezza, invece, altro che fiori: sbocciano business incredibili, da capogiro. Al di là delle dinamiche argute, complesse, intricate, molte delle quali logicamente ancora da comprovare, da vagliare nei tribunali, i lettori appassionati delle tante vicende che orbitano intorno alla spazzatura dovrebbero sussultare, meravigliarsi (e probabilmente lo fanno) anche per la sostanza corposa delle cifre che sono circolate in nome di un servizio (gestione delle discariche, raccolta rifiuti e tutti gli annessi) il quale, , nonostante gli ingenti investimenti, di momenti rosei ne ha visti pochissimi.

L’uomo, perdonate l’ingenua deriva antropologica, è un animale sorprendete: è riuscito, pensate un po’, a fondare sugli scarti (perché l’immondizia, essenzialmente, di scarti è fatta) un giro di affari enorme, un circuito di finanza mica spicciola, macché, di finanza complessa, altissima.

La Dda di Napoli da tempo è a lavoro per cercare di comprendere gli andamenti alla base di questo commercio e gradualmente ci sta riuscendo. E a contribuire all’apertura di ‘sto vaso (verrebbe da dire bidone) di pandora sta notevolmente contribuendo quella che abbiamo chiamato “stagione dei pentimenti”, iniziata con Attilio Pellegrino e Antonio Iovine.

Ieri, giovedì, nell’ennesima udienza del processo Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione camorristica per presunti rapporti con il clan dei Casalesi , il giudice antimafia Milita ha iniziato l’interrogatorio di Giuseppe Valente, ma, sostanzialmente, per ragioni di tempo, si è fermato, forse, neppure alla metà del canovaccio che ha intenzione di srotolare davanti alla corte presieduta da Guglielmi. Sicuramente Valente sarà ascoltato per tutta la prossima udienza, quella del 27 ottobre, e, probabilmente pure in parte di quella successiva fissata ad inizio novembre.

Intanto, però, cominciamo noi ad anticipare i possibili argomenti che il pm tratterà nei successivi incontri.

Se dici monneza dici società, consorzi, quote. Dei vari step che hanno condotto all’espletamento della gara bandita dal Ce4 e vinta dall’Ati degli Orsi già ne abbiamo scritto. Della costituzione di quello che fu il braccio operativo del Consorzio, l’Eco4, pure ne abbiamo già in una certa misura parlato. Facciamo, oggi, un piccolo salto in avanti. Arriviamo al maggio del 2005, quando proprio gli Orsi, ormai 9 anni fa, iniziarono a meditare un’uscita di scena dall’Eco4.

“Vi erano diverse ragioni per cui lo fecero – ha dichiarato l’ex presidente del Consorzio, lo scorso 26 giugno al pm Milita. – Innanzitutto vi erano state informazioni negative per il rilascio delle certificazione antimafia per l’Eco4, legate alla persona degli Orsi, ragione per la quale era più difficoltoso per loro continuare ad operare con la società: poi Sergio Orsi e lo stesso Cosentino mi dissero che vie erano indagini incorso sugli Orsi, proprio con riferimento alla gestione Eco4, informazioni che gli furono date da fonti che non citarono. Inoltre c’è da sottolineare che l’Eco4 non consentiva più utili significativi ed anzi vi era una situazione di sofferenza enorme dell’Eco4 in stato di insolvenza, quasi fallimentare.”

Ed è a questo punto che entra in scena un’altra multiservizi. “Inoltre gli Orsi, – ha proseguito Valente, –avevano puntato strategicamente sulla Gmc con la quale intendevano e stavano operando in modo analogo ed anche più redditizio, per estensione delle potenzialità dei servizi sui diversi comuni che entravano nella società stessa. Per queste ragioni, – ha sintetizzato il neo pentito, – Sergio Orsi mi disse che voleva cedere le loro azioni dell’Eco4 al Ce4, per lasciare tutto nelle mani del Consorzio stesso.”

Valente, in queste righe da noi trascritte integralmente, ha fatto cenno ai potenziali problemi che stavano sorgendo riguardanti la certificazione antimafia per l’Eco4. E proprio in merito a tale questione il mondragonese ha raccontato al pm di un incontro tenutosi all’uscita dell’autostrada di Caserta Nord. “[…]Sopraggiunse anche Nicola Cosentino e Sergio, me presente, riferì al Cosentino quel che stava succedendo in Prefettura dove, – ha raccontato Valente, – stavano predisponendo una relazione che avrebbe condotto all’interdittiva antimafia per l’Eco4 […]. Cosentino immediatamente telefonò in Prefettura e davanti a noi parlò credo con il Dr. Maddaloni (non sono certo sul nome ma sicuramente parlò con qualcuno della Prefettura), lamentandosi di questo fatto, dicendo che non era possibile che certe cose – ossia l’interdittiva – succedessero, anticipando che sarebbe andato di persona in Prefettura per parlare della cosa: le possibilità di incidere sulla Prefettura da parte di Cosentino erano notevoli […] In quella fase l’intervento di Cosentino, – ha proseguito Valente, – ebbe successo perché non giunsero notizie di interdittive antimafia […]. Lo stesso Orsi Sergio, sempre in mia presenza, parlò della stessa cosa con Mario Landolfi, anche se ormai l’intervento in Prefettura era già stato fatto da Nicola Cosentini in precedenza. Sergio Orsi aveva delle talpe nella commissione e gli era stato detto che era imminente l’emissione del provvedimento interdittivo e per questo Nicola Cosentino agì immediatamente al telefono per impedire che ciò avvenisse.”

Chiusa la parentesi sull’interdittiva Valente riprende l’argomento riguardante la cessione delle quote Eco4 al Consorzio: “Visto che c’era l’accordo di Nicola Cosentino io obbedì. Era dunque necessario accordarsi sul prezzo, – ha dichiarato durante l’interrogatorio, l’ex presidente del Ce4, – e si decise di comune accordo tra me e Sergio Orsi di affidare la valutazione ad un perito nominato dal tribunale di S.Maria C.V. Io ero, in quel periodo, sia presidente dell’Eco4, sia presidente del Consorzio. […] Venne nominato perito che era, per quel che mi disse Sergio Orsi, persona da loro conosciuta. Non mi dissero altro. […] Io oggi reputo quella perizia del tutto falsa […] Una volta che la perizia venne depositata rilevai la sproporzione. La quota degli Orsi fu valutata in 9 milioni di euro circa. Non feci nulla per contestare questa perizia e se avessi fatto qualcosa sarebbe saltato tutto […] Io andai da Cosentino ed osservai che quella cifra era esagerata e chiesi lumi. Cosentino mi disse che quella cifra andava bene e che se c’era la perizia la cosa non doveva preoccuparmi. Mi chiese se ci fossero stati fondi disponibili ed io dissi che non c’erano e che l’unico modo di adempiere ad una compravendita, ancora non stipulata, era quello di cedere, quale corrispettivo una parte del credito riconosciuto dal Commissario di Governo, credito che era già stato ceduto ad una banca.”

Questa è la versione di Valente, che, ripetiamo, dovrà essere valutata dalla corte, dovrà essere analizzata anche dai legali di Cosentino. Ma resta pur sempre una visione, un’altra, che è entrata con forza nel processo.

Giuseppe Tallino

(Tratto da CasertaCE)

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