Usura, richieste di aiuto in aumento. “Attenzione alla cessione delle aziende”

Usura, richieste di aiuto in aumento. “Attenzione alla cessione delle aziende”

16 GIUGNO 2020

Il presidente dell’Ambulatorio che collabora con Confcommercio: “Prestiti ad alto tasso anche per cifre minime e ristoranti vengono venduti sotto costo”

DI TERESA SERRAO

ROMA – L’allarme arriva dalla Confcommercio, dall’ambulatorio anti Usura e dalle diverse Camere di Commercio. Un allarme che continua da mesi, dopo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno. Il rischio usura per commercianti o piccoli imprenditori dopo la crisi economica post-Covid ha subito un’impennata. Ora si parla del più 38% in Friuli Venezia-Giulia rispetto al 2017 al Centro contro il racket di Libera e Camera di Commercio locale. E l’ambulatorio anti usura nazionale parla addirittura di una crescita di richieste tra marzo e aprile del 30% e poi del 50% nei mesi di aprile e maggio rispetto allo scorso anno. Ma il nuovo allarmante fenomento riguarda la mano della criminalità organizzata sulle attività in crisi. Le cessioni per un valore molto inferiore sono già una realtà, soprattutto per quanto riguarda i ristoranti.


Migliaia di richieste di aiuto

Racconta Luigi Ciatti, presidente dell’ambulatorio antiusura, organizzazione che opera a Roma dal 1996 in collaborazione con la Confcommercio locale: “Durante questi mesi, con crescita rilevante da marzo a maggio, siamo stati subissati di telefonate, erano migliaia ai nostri due numeri verdi nazionali, avevamo difficoltà a gestirle. Fino a prima del Covid molti si rivolgevano per consolidamento dei debiti. Ora il tema è diverso, chiedono un aiuto per la sussistenza, dicono di avere bisogno di soldi per le spese mediche e per quelle di tutti i giorni”. D’altronde l’usura è stato l’unico reato ad aumentare durante il lockdown.
Dopo le segnalazioni scatta un percorso di protezione che cerca di risalire al problema e offre un percorso protetto con la collaborazione di Carabinieri, Polizia, Caritas e associazioni di volontariato. Ma spesso chi chiama non è ancora arrivato a essere invischiato nella trama degli usurai, ma si è informato e ci sta pensando. Non per comprare un televisore o qualche vestito in più ma per mangiare, soprattutto in questo periodo. O per evitare di cedere l’attività.
L’Ambulatorio gestisce un fondo nazionale di prevenzione dell’usura del Mef, che dal 2002 a oggi ha consentito l’accesso al credito per oltre 7 milioni di euro. E finché si attiva una procedura di erogazione ci si rivolge per i casi più urgenti a enti come la Caritas.


L’indagine della Confcommercio

Alla domanda “Quanto ritiene grave il problema dell’esposizione delle imprese del commercio al dettaglio, dei bar, dei ristoranti, al rischio dell’usura in questa fase di pesantissima crisi economica senza precedenti?” posta dalla Confcommercio in un’indagine nazionale su 700 persone post Covid, ultimata a fine maggio e diffusa qualche giorno fa, il 59,2 % del campione si dice molto (16,5%) e abbastanza (40,6%) preoccupato riguardo al fenomeno dell’usura.Il 60% circa degli intervistati ritiene che l’imprenditore che si trova alle prese con i fenomeni criminali dell’usura e del tentativo della malavita di impadronirsi delle imprese deve denunciare subito alle Forze dell’Ordine o comunque alla Magistratura il reato del quale è rimasto vittima.

I nuovi fenomeni

“Quando abbiamo aperto erano soltanto commercianti a rivolgersi a noi”, continua Ciatti, ” Dal 2008 sono subentrate le famiglie, dopo il Covid sono tornati in gran numero imprenditori, commercianti e artigiani in crisi di liquidità. Ma c’è una nuova frontiera dell’usura, ora i criminali sono disposti anche a concedere piccoli prestiti a interessi anche minori, basta fare leva sulle necessità della gente. L’altro fenomeno che preoccupa, per cui abbiamo chiesto un osservatorio speciale alle Camere di Commercio, è la cessione delle attività in tempo di Covid. Non si deve solo registrare il cambio di proprietario ma indagare meglio su ogni cessazione ed acquisto, soprattutto nella ristorazione. Perché qui davvero arriva la mano della criminalità organizzata”.

Il caso di Roma

I commercianti e imprenditori a rischio usura sono aumentati di almeno il 30%, secondo l’Ambulatorio Antiusura che fa parte di Confcommercio Roma e della Federazione Antiracket Italiana. Anche gli sportelli Caritas confermano questo dato che preoccupa molto le forze dell’ordine perché a Roma l’usura è lo strumento usato da clan come Casamonica o Spada, per infilarsi nel commercio e riciclare denaro sporco: succede a Ostia, Tuscolano, Casilino, Anagnina, Spinaceto e tutte le aree commerciali. Rischiano anche gli imprenditori e i commercianti già vittime di usura e chi non potrà accedere al credito bancario perché ha debiti aperti e in sofferenza. Tante storie, una per tutte: Tonino Ciardullo, 58 anni, proprietario di un locale che vende prodotti gourmet in via dei Serpenti nel rione Monti, è stato vittima di usura fino a due anni fa, poi ha denunciato i suoi strozzini legati a un clan di albanesi. Adesso Ciardullo è di nuovo a rischio: non ha ricevuto alcun aiuto dalle banche nonostante le garanzie dello stato e da alcune settimane due bengalesi, che secondo lui potrebbero essere intermediari di un clan, chiedono se vuole vendere in contanti. Stesso caso il gestore di un noto ristorante a Nuovo Salario, che preferisce rimanere anonimo. L’allarme riguarda anche le famiglie: molte sono disposte a ricorrere agli usurai anche per 500 euro, per saldare una rata o le bollette.

(Ha collaborato Salvatore Giuffrida)

fonte:https://rep.repubblica.it/

 

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