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Usura nel 2008 sono crollate le denunce e il pacchetto sicurezza restituisce i beni agli usurai

E’ allarmante il crollo del numero delle denunce per usura nel primo semestre 2008, quando, al contrario, dai dati in nostro possesso e dal lavoro svolto territorialmente dai nostri centri di ascolto e ambulatori antiusura, risulta che l’odioso fenomeno dell’usura è in continua crescita.

Non solo. Nell’arco di dieci anni, la criminalità che aveva una presenza marginale nel mercato usuraio, ha acquisito amplissime quote e sempre più numerosi sono i clan e le cosche che compaiono nelle cronache giudiziarie.

Il numero dei commercianti coinvolti in rapporti usurari è sensibilmente aumentato ed oggi è stimato in oltre 180.000 unità, mentre le posizioni debitorie possono essere ragionevolmente stimate in oltre 500.000.

In Campania, Lazio e Sicilia si concentra un terzo dei commercianti coinvolti. La Campania detiene il record degli importi protestati (736.085.901 euro) seguita dalla Lombardia e dal Lazio. Il Lazio è invece in testa alla classifica per numero dei protesti lavati. Lo stesso Lazio (5,34%), la Campania (4,46%) e la Calabria (3,53%) sono le regioni con il più alto numero di protesti in rapporto alla popolazione residente. Napoli è la città nella quale lo scorso anno si sono registrati più fallimenti (7,2%) che rappresenta il 15% del totale nazionale. Tutti sintomi di una fragilità e debolezza che colpisce innanzitutto i negozi, grandi o piccoli che siano.

Regioni Commcercianti coinvolti % sul totale attivi Giro d’affari in ml.
Campania 30.000 30% 2,25
Lazio 26.000 32,4% 2,3
Sicilia 24.000 28,1% 1,9
Puglia 16.000 17,6% 1,2
Lombardia 15.000 11,4% 1,3
Calabria 12.000 31,4% 0,75
Piemonte 8.000 11,2% 0,72
Emilia Romagna 7.000 8,6% 0,62
Toscana 7.000 10,6% 0,62
Abruzzo 5.500 25,2% 0,44
Liguria 4.500 12% 0,40
Basilicata 2.000 18,7% 0,15
Molise 1.700 28% 0,13
Altre 21.300 1,9
TOTALE 180.000 19,2% 15

(Fonte: rielaborazione SOS Impresa su dati ISTAT)

Ma ciò che è più preoccupante è che in almeno 50.000 casi il debito usuraio è stato contratto con associazioni per delinquere di tipo mafioso finalizzate all’usura. Nel complesso il tributo pagato dai commercianti ogni anno a causa di questa lievitazione si aggira in non meno di 15 miliardi di euro.

La lotta all’usura è depotenziata

Ad aggravare la situazione il depotenziamento della lotta all’usura. Infatti, una norma contenuta nel c.d. pacchetto sicurezza consente, agli usurai di tornare in possesso dei beni sequestrati. E’ già accaduto con due decisioni emesse dal Tribunale di Palermo, in cui I giudici del Tribunale Misure di prevenzione sono stati costretti, applicando la norma del cosiddetto ‘pacchetto sicurezza, a restituire i beni che erano stati sequestrati a degli usurai, alcuni già pesantemente condannati in primo grado.

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“Una vera beffa per le vittime che hanno trovato il coraggio di denunciare i propri aguzzini – denuncia Lino Busà, Presidente di Sos Impresa – che di fatto premia i 25.000 usurari in servizio permanente effettivo che, già favoriti dalla lentezza dei processi e dalle lungaggini giudiziarie possono continuare a dormire sonni tranquilli”.

Ci riferiamo, in particolare, all’abrogazione dell’articolo 14 del c.d. Pacchetto Sicurezza sui soggetti destinatari di misure di prevenzione patrimoniale, persone ritenute socialmente pericolose, tra cui gli indiziati di usura.

Pertanto chiediamo al Governo un immediato intervento chiarificatore e di verificare urgentemente l’impatto applicativo e l’efficacia di tale norma che, come dimostrano le decisioni del tribunale di Palermo, sta creando solo confusione in sede giudiziaria e provocherà una serie di gravi contraccolpi nel lavoro di contrasto svolto lodevolmente dalle associazioni al fenomeno dell’usura.

Ufficio Stampa Sos Impresa

Il Fatto

La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo (uno dei più autorevoli in materia) con diverse decisioni emesse nei giorni scorsi sta restituendo a diversi indiziati di usura ed estorsione i beni loro sequestrati.

Si tratta prevalentemente delle case cedute dalle vittime agli usurai, sottoposte a sequestro e non ancora confiscate. In alcuni casi c’è già stata la sentenza penale di primo grado contro l’usuraio, ma non la confisca definitiva. Ad es. nel processo a carico di Gatto Francesco (condannato in primo grado a sette anni per usura) il Tribunale ha disposto la restituzione di tutti gli appartamenti (25) finora sotto sequestro perchè provenienti dalle vittime, che si sono pure costituite parte civile contro l’usuraio.

Le decisioni del Tribunale di Palermo interpretano, infatti, le nuove norme introdotte con la legge n. 125 del 27 luglio 2008 (una parte del c.d. pacchetto sicurezza) come abrogative delle Misure di Prevenzione a carico di usurai ed estortori.

Sul tema si è svolto anche un Convegno in Cassazione, introdotto dal Presidente della Corte Vincenzo Carbone cui hanno partecipato il Sostituto Procuratore Generale Antonio Gialanella, il Procuratore della Repubblica di Gela, Lucia Lotti e la Prof.ssa Anna Maria Maugeri dell’Università di Catania. Dal convegno emerge una situazione di incertezza normativa sulla portata della modifica introdotta dal pacchetto sicurezza. Si attende sul punto l’interpretazione della Suprema Corte. Purtroppo, in attesa di ulteriori decisioni, i beni finora sotto sequestro sono già stati restituiti agli usurai.

Avv. Fausto Maria Amato – Coordinamento Nazionale Sos Impresa

Sos Impresa
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E-mail: sosimpresa@confesercenti.it

Roma, 13 novembre 2008