Usura ed estorsione a Roma, 9 arresti: banda legata a Casamonica e camorra terrorizzava imprenditori.PERQUISIZIONI A ROMA,NAPOLI E LATINA.POTEVA MANCARE LATINA ?????

Il Mattino, Martedì 3 Luglio 2018

Usura ed estorsione a Roma, 9 arresti: banda legata a Casamonica e camorra terrorizzava imprenditori

di redazione

Imprenditori minacciati e picchiati da una banda di usurai. E a capo dell’organizzazione criminale c’era Mario Licenziato, criminale conosciuto alle forze dell’ordine, che non solo aveva rapporti con il can dei Casamonica ma anche con il clan camorristico Nuova Famiglia, capeggiato dal noto Michele Zaza detto ù pazzo.

Nove le misure cautelari e un sequestro di beni e società per un valore di 11 milioni di euro. È il bilancio dell’operazione della Guardia di Finanza di Roma.
Le attività investigative eseguite dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Capitale, con intercettazioni, pedinamenti, appostamenti e meticolosi accertamenti economico-patrimoniali, hanno rivelato come la famiglia Licenziato (Mario e i figli Mauro e Gianluca), grazie alla disponibilità di ingentissimi capitali, fossero dediti a sistematiche e abusive operazioni di finanziamento nei confronti di un’ampia platea di soggetti, per lo più imprenditori in gravi difficoltà economiche, sgominata dalla Gdf di Roma.
Ad aggravare lo stato di sudditanza psicologica delle vittime contribuiva il profilo delinquenziale dei capi, Mario Licenziato ed il figlio Mauro: entrambi di origine campana ma trapiantati nel comune di San Cesareo (RM), oltre ad avere collegamenti – per il tramite del sodale Elvis Hudorovich, detto Giovanni lo zingaro – con esponenti del clan dei Casamonica, sono stati indicati da alcuni collaboratori di giustizia come appartenenti ovvero contigui ad ambienti della criminalità organizzata partenopea.

In particolare Mario Licenziato è stato citato quale soggetto organico alla Nuova Famiglia, capeggiata dal noto Michele Zaza detto ù pazzo, storico «cartello di famiglie della camorra» nato in contrapposizione alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. In proposito, le indagini del Gico hanno confermato che Mario Licenziato era in contatto diretto con Pasquale Zaza, nipote di Michele ù pazzo, con il quale ha condiviso importanti progettualità «imprenditoriali».

L’operazione – denominata «Terza età» in quanto uno dei settori di reinvestimento dei proventi illeciti dell’organizzazione criminale era rappresentato dalle «strutture protette per anziani» – trae origine da un’indagine del 2017 che portò alla cattura, tra gli altri, di Massimo Nicoletti, figlio del noto Enrico, storico cassiere della Banda della Magliana.

Durante le indagini era emerso che un faccendiere di Nicoletti, trovandosi in difficoltà economica e dovendo restituire rilevanti somme di denaro a terzi, si rivolse a un parente, Mauro Licenziato, per chiedere un prestito. Approfondimenti da parte della Finanza hanno portato alla luce uno strutturato sodalizio al vertice del quale c’era appunto Mario Licenziato, il padre di Mauro, e al quale erano legate altre persone.

Secondo quanto ricostruito dagli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Capitale, la famiglia Licenziato (Mario e i figli Mauro e Gianluca) coadiuvata dagli indagati Domenico Mastrosanti, Anna Maria Liguori, Danilo Del Vecchio e Elvis Hudorovich (detto Giovanni lo zingaro), grazie alla disponibilità di ingentissimi capitali, finanziavano abusivamente una lunga lista di persone, perlopiù imprenditori in gravi condizioni economiche, ricorrendo in alcuni casi a violenze o minacce per ottenere la restituzione delle somme elargite. I tassi medi applicati oscillavano tra il 90% ed il 180% annuo con punte del 570%.

Tra gli 11 milioni di beni sequestrati ci sono quote sociali, capitale sociale e intero patrimonio aziendale di 9 società di capitali – di cui una di diritto estero – e 2 ditte individuali, nonché una quota maggioritaria di una società consortile, attive nei settori del «commercio autoveicoli», «intermediazioni finanziarie», «commercio di prodotti petroliferi», «commercio all’ingrosso di prodotti vari», «ristorazione», «alberghiero» e «assistenza sociale residenziale». Ma anche tre immobili a San Cesareo (RM) e Palestrina (RM).

Sono in corso di esecuzione 30 perquisizioni in provincia di Roma, Latina e Napoli, con l’impiego di oltre 150 Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ed il supporto dei Reparti competenti per territorio.

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