Usura e droga a Fondi e Monte San Biagio

Non immaginavamo che due comuni confinanti – Fondi e Monte San Biagio – del sud pontino potessero essere fra i primi nella graduatoria di quelli i cui abitanti hanno fatto maggiormente ricorso ai fondi antiusura della provincia di Latina.

Una notizia, questa, che giunge ad ulteriore conferma di quanto fosse esteso il fenomeno dell’usura su un territorio devastato da una asfissiante presenza mafiosa.

Una presenza, ampiamente documentata sia dalla Prefettura di Latina che dalle stesse forze dell’ordine, di cui, però, il governo centrale sembra di non voler prendere atto, se è vero, come è vero, che esso si è rifiutato di adottare i provvedimenti proposti dallo stesso Ministero dell’Interno in ordine allo scioglimento dell’amministrazione comunale di Fondi.

Usura, accompagnata da un traffico massiccio di sostanze stupefacenti che trova le sue fonti di approvvigionamento sia in Campania, come comunemente avviene, e sia, secondo alcune voci che circolano nella zona, anche in Puglia.

Usura e droga, quindi, due elementi che stanno alla base delle attività tradizionali delle mafie, insieme ad un terzo che riguarda un massiccio lavoro di investimenti nei settori immobiliari, del commercio ed altri settori dell’economia locale.

Quando si parla di usura non necessariamente bisogna pensare a quella di tipo mafioso.

Ci sono anche i comuni “cravattari”, che sono cittadini, del posto o meno, che non sono organici alle organizzazioni mafiose.

Ma c’è una considerazione da fare.

Su un territorio dove le mafie sono fortemente radicate da decenni, com’è, appunto, quello di Fondi –e di Terracina – (Monte San Biagio dista da entrambi questi comuni, con i quali confina, appena qualche chilometro), è estremamente difficile che singoli soggetti possano svolgere attività malavitose senza una compartecipazione o, quanto meno, l’assenso delle organizzazioni criminali.

Tanto più se si considera, peraltro, il fatto che solo quest’ultime dispongono delle fonti alle quali un eventuale singolo soggetto deve necessariamente far ricorso.

Quindi è lecito pensare all’equiparazione usura-droga-mafie.

Per noi non è una novità.

Lo stiamo denunciando da anni e siamo stati anche insultati per averlo fatto.

Quello che continua a stupirci sempre più –e ci induce a farci sempre più domande in ordine ad una reale volontà delle Istituzioni di contrastare seriamente questi fenomeni – è la non sufficiente attenzione verso questi.

Non vogliamo ripetere fino all’ossessione quanto denunciamo da tempo: i presidi di polizia locali non sono attrezzati per contrastarli efficacemente.

I dati stanno a dimostrarlo anche questa volta.

Ed allora è inutile continuare a parlare di mafie e roba del genere se ci troviamo in presenza di uno Stato inefficiente che parla, parla, ma non opera come dovrebbe.

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