URGENTE. CHIEDIAMO ALLA POLVERINI CHE LA REGIONE LAZIO SI COSTITUISCA PARTE CIVILE CONTRO LA MAFIA DI FONDI

Processo Damasco2. Chiediamo alla Polverini che la Regione Lazio si costituisca parte civile contro la mafia di Fondi

Riteniamo gravissimo quanto avvenuto ieri nel Consiglio Regionale del Lazio.

La maggioranza, opponendosi ad una inversione dell’ordine del giorno, pur concordata con l’assessore Cangemi, ha, per la seconda volta, impedito la discussione della proposta, avanzata dal gruppo della Federazione della Sinistra ed appoggiata da tutti i gruppi di opposizione, di costituzione di parte civile della Regione Lazio nel processo alla mafia di Fondi, dopo che già lo scorso 6 ottobre aveva fatto mancare il numero legale.

Con il voto di ieri si conferma purtroppo il sospetto dell’esistenza di legami, quanto meno di condizionamento, tra parte della attuale maggioranza in Regione e poteri criminali presenti nella nostra regione.

C’è però ancora tempo, sino a mercoledì prossim data di inizio del processo, per la presidente Polverini per rimediare. E’ della Giunta infatti la potestà di decidere la costituzione di parte civile e ciò può essere fatto convocando una seduta urgente di Giunta. Vogliamo confidare che la Presidente voglia rompere i condizionamenti che le vengono dalle sue alleanze elettorali e procedere a rappresentare in giudizio la cittadinanza laziale contro la mafia.

La Federazione della Sinistra invita i cittadini del Lazio, a fare in queste ore pressione sulla Giunta inviando messaggi alla presidente Polverini.

Messaggi possono essere inviati cliccando qui

o sul link www. federazionesinistralazio. it/petizione. html

Il processo Damasco2 vede imputati per associazione di stampo mafioso, abuso d’ufficio, corruzione e falso ed altri reati contro la pubblica amministrazione Venanzio Tripodo, considerato capo della ‘ndrina calabrese denominata “La minore”, Franco Peppe, grossista di prodotti ortofrutticoli, considerato prestanome della famiglia Tripodo al Mercato Ortofrutticolo, l’ex assessore di Forza Italia Riccardo Izzi, il comandante, il vicecomandante e alti dirigenti del comune di Fondi oltre ad altre 20 persone.

Secondo l’Antimafia di Roma, a partire dagli anni novanta, a Fondi i fratelli Tripodo, avrebbero dato vita a un’associazione mafiosa, ottenendo il monopolio negli appalti su pulizie e servizi per il Comune e il controllo del Mercato ortofrutticolo, utilizzando le ditte di Franco Peppe. I due fratelli, sempre secondo la Dda, avrebbero avuto come politico di riferimento l’ex assessore ai lavori pubblici Riccardo Izzi, sul quale avrebbero dirottato i voti, e si sarebbero serviti di diversi «soldati» per affari sporchi e prestanome a cui intestare beni ed evitare sequestri.

Agli imputati ed ai rispettivi nuclei familiari, e ad altri sono state sequestrate aziende, numerosissimi terreni, ville, quote societarie, fabbricati e conti correnti per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro.

Come si ricorderà fu proprio sull’onda di queste indagini che il prefetto di Latina chiese lo scioglimento del comune di Fondi, negato dal Governo e poi evitato con le dimissioni del Consiglio Comunale.

La costituzione della Regione nel processo Damasco2, in rappresentanza della cittadinanza laziale, oltre e permettere un ristoro del danno economico e di immagine patito dalla Regione, costituirebbe un indubbio segnale di inversione di tendenza delle istituzioni nell’impegno antimafia.

Gruppo consiliare Federazione della Sinistra

Regione Lazio

0665932771

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