Un’intervista di Gratteri e le responsabilità dello Stato ed anche della Magistratura e in parte,delle forze dell’ordine,che hanno sottovalutato il problema delle mafie..Manca in Europa una legislazione antimafia adeguata .

Gratteri: «La ‘ndrangheta conquista Europa e Usa» 

Il procuratore di Catanzaro ribadisce l’allarme in un’intervista a Tv2000 che andrà in onda venerdì. «Da Roma in su i clan stanno comprando tutto» Martedì, 09 Maggio 2017 18:23

Nicola GratteriNicola Gratteri

ROMA «Il peggiore nemico di Cosa Nostra è stato Totò Riina. È un folle che ha cercato di dettare l’agenda allo Stato che ha reagito mettendo in campo uomini e mezzi sulla Sicilia. Lo Stato colpevolmente, come la Magistratura e in parte le Forze dell’Ordine, ha così sottovalutato la ‘ndrangheta facendola apparire sempre come la mafia stracciona con il cappello in mano». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, in un’intervista ad “Avanti il prossimo” il talk show di Tv2000 condotto da Piero Badaloni in onda domani, 10 maggio, alle 21.05, con una puntata dedicata al tema della mafia. «Con i soldi dei sequestri di persona tra gli anni 70 e 80 – ha aggiunto Gratteri nell’anticipazione di Tv2000 – la ‘ndrangheta ha avuto grande liquidità. Ha potuto inviare in Sud America, in particolare Colombia, Bolivia e Perù, alcuni broker per comprare cocaina al prezzo più basso possibile. Con i soldi della cocaina oggi la ‘ndrangheta sta comprando tutto ciò che è in vendita da Roma in su, conquistando i mercati d’Europa e degli Stati Uniti. E da almeno 4-5 anni vende la cocaina proprio negli Stati Uniti. Addirittura una delle 5 famiglie di Cosa Nostra ha chiesto alla ‘ndrangheta di poter entrare in questo business». «Tra gli errori commessi dalla ‘ndrangheta – ha sottolineato Gratteri – è stata la strage di Duisburg nel 2007. E grazie a quella strage i media si sono accorti della sua esistenza. Conseguentemente l’opinione pubblica e anche il potere centrale dello Stato hanno cominciato a interessarsene». Sul contrasto alle mafie «in Europa è un dramma: non c’è la cultura del controllo del territorio, non c’è una legislazione che preveda il reato associativo e contrasti il traffico internazionale di stupefacenti. In Europa non c’è assolutamente la percezione dell’esistenza delle mafie. Di conseguenza – ha aggiunto Gratteri nell’anticipazione di Tv2000 – i governi nazionali non intervengono per contrastare le mafie. Ciò che è accaduto in Europa con il terrorismo “domestico” non mi ha meravigliato. Quello che è successo a Bruxelles, Parigi e Londra non mi ha stupito perché da decenni che ho rapporti con le polizie e le magistrature d’Europa e America e conosco bene i limiti sul piano giudiziario ma anche su quello della cultura del controllo del territorio. In Belgio ad esempio è infatti facile delinquere». «Oggi – ha concluso Gratteri – tutte le forze sono state dirottate sul terrorismo. C’è dunque ancora meno contrasto alle mafie che stanno godendo della presenza del terrorismo in Europa. Non c’è assolutamente commistione tra ‘ndrangheta, Cosa Nostra e il terrorismo. I mafiosi non sono così stolti da farsi vedere vicino ai terroristi».

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