Una situazione inquietante sulla quale pochi sembrano riflettere:un giovane su due non ha più fiducia nello Stato.Un’indagine del Centro Pio La Torre che fa venire i brividi

 

QUANDO LA GENTE NON HA PIU’ FIDUCIA NELLO STATO E’ L’ ” ANOMIA” DI  EMILE  DURKHEIM

 

 

Quasi un giovane su due  non ha più fiducia nello Stato e ritiene che la mafia sia più forte di questo.

Una situazione  oltremodo inquietante, foriera,peraltro, di rischi per la nostra democrazia e per la stessa civiltà.

Lo Stato che non viene più considerato l’espressione del popolo e che viene visto come un ‘entità a se stante,a noi estranea ,se non nemica,e,peraltro,perdente al confronto con la criminalità.

Una condizione pericolosissima che potrebbe essere configurata come il preludio a disgrazie inimmaginabili per il futuro del nostro Paese.

L’indagine svolta dal Centro Pio La Torre ci propone uno scenario terrificante con uno sfondo,questo sì,immaginabile:il collasso dello Stato e la sua liquefazione in un magma indefinito dove il Potere passa di mano e si torna all’era dei vassalli e valvassori.

All’era della prepotenza e della violenza.

Da parte dei pochi a svantaggio dei tanti.

Dei più.

La teoria dei corsi e dei ricorsi di vichiana memoria.

Un salto all’indietro.

Di secoli.

L’insipienza di un popolo,quello italiano,che ha affidato la sua rappresentanza a classi dirigenti inadeguate ed irresponsabili che hanno tradito i valori dei Padri costituenti e che stanno portando il Paese nel baratro.

Si tende ,con un’esemplificazione terrificante,ad attribuire la responsabilità di tutto ciò a pochi soggetti – i vari Berlusconi , Renzi e così via-,ma qua il problema é un altro perché il vero ed unico responsabile é il popolo che li ha partoriti,allevati , cresciuti e sostenuti e continua a sostenerli.

Malgrado tutto.

Sembra di assistere ad un film dell’horror nel quale si vedono folle festanti che vanno,incoscienti,incontro al loro massacro.

Poveri figli nostri !

 

 

 

Il Mattino, Martedì 25 Aprile 2017

Un giovane su due pensa che la mafia sia più forte dello Stato

Il 74% degli studenti ritiene che la presenza mafiosa incida molto o abbastanza sull’economia della propria regione, e solo una minoranza ritiene che la criminalità organizzato possa essere sconfitta. Il rilevamento del Centro Studi Pio La Torre

di Redazione Cronache

Quasi un giovane su due (il 47%) ritiene che la mafia sia più forte dello Stato, meno di un terzo (il 29,8%) crede che sia possibile sconfiggerla definitivamente e la stragrande maggioranza di loro non ha fiducia nei politici, né nazionali (84,5%), ne locali ( 79,9%). È quanto emerge dall’indagine sulla percezione mafiosa condotta per il decimo anno dal Centro Studi Pio La Torre tra i ragazzi che partecipano al Progetto educativo antimafia promosso dal Centro e i cui risultati sono contenuti in un numero speciale della rivista «A Sud’Europa» che sarà presentata venerdì, alle ore 11, al Teatro Biondo di Palermo, alla presenza del Capo dello Stato, in occasione della manifestazione per il 35esimo anniversario dell’uccisione di La Torre e Di Salvo. Sono stati 3061 gli studenti che hanno risposto alle quarantasette domande del questionario.

Dal Nord al Sud

«Non c’è differenza significativa tra i giovani del Centro-Nord e del Sud sulla percezione della corruzione delle classi dirigenti locali — sottolinea Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre —. La mafia è forte perché si infiltra nello Stato che è più forte delle mafie solo per un 13% dei giovani. Ma la stragrande maggioranza dei giovani, oltre il 90%, ripudia la mafia e ritiene che sia più forte il rapporto tra mafia e politica». Lo hanno dichiarato infatti molto forte il 41,18% degli intervistati, abbastanza forte il 48,72%, debole il 4,27%, inesistente l’1,16%, mentre un altro 4,66% non si è espresso. I ragazzi però hanno fiducia negli insegnanti (l’83%)

La preoccupazione per il futuro

Alla domanda se si ritiene che la presenza della mafia possa ostacolare nella costruzione del proprio futuro, il 32,32% ha risposto sì, molto, il 28,24% sì, poco, il 18,99% no, per niente e il 20,45% non so. Emerge un senso d’impotenza e rassegnazione, che trova la massima espressione nella risposta alla domanda: «A tuo avviso, tra lo Stato e la mafia chi è più forte?», dove il 47,27% ha risposto la mafia, mentre sono ugualmente forti il 27,86% e solamente il 13,49% dichiara di mostrare maggior fiducia nello Stato. Ancora più sconfortante è il quadro che emerge dalle risposte alla domanda: «Secondo te, il fenomeno mafioso potrà essere definitivamente sconfitto?», dove la risposta no prevale sul sì anche quest’anno in maniera rilevante. In particolare: il 42,35% ha risposto no, il 29,8% sì, mentre il 27,86% non so. Il 74% degli studenti ritiene che la presenza mafiosa incida molto o abbastanza sull’economia della propria regione. La presenza della mafia è considerata un forte ostacolo per la costruzione del proprio futuro dal 36% dei rispondenti di Sicilia, Calabria e Campania, dal 32% da quelli delle altre regioni meridionali e dal 24% da quelli delle regioni del Centro-Nord. Se nel complesso, infatti, il 42% del campione ritiene che il fenomeno non potrà essere definitivamente sconfitto, tale percentuale risulta nettamente più bassa nelle regioni di insediamento tradizionale, dove si attesta al 38% a fronte di oltre il 50% registrato nel Centro-Nord.

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