Una scia di attentati a Fondi ai danni di rappresentanti delle forze dell’ordine e di uffici giudiziari. Lo Stato li lascia soli

L’ATTACCO DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA A FONDI E NEL CIRCONDARIO ALLA MAGISTRATURA ED ALLE FORZE DELL’ORDINE E L’INDIFFERENZA E L’INERZIA DELLO STATO CENTRALE

Sconcertano l’indifferenza e l’inerzia dello Stato centrale di fronte all’attacco della criminalità organizzata ai danni della magistratura e delle forze dell’ordine locali.

Una scia di attentati ai danni di presidi e singoli soggetti appartenenti alla magistratura ed alle forze dell’ordine caratterizza l’azione di occupazione del territorio di Fondi e del circondario da parte della criminalità organizzata.

Fatti e comportamenti colpevolmente non contrastati in maniera adeguata da un Governo e dagli organi centrali dello Stato mostratisi quanto meno disattenti di fronte ad una situazione a dir poco pericolosissima, se non addirittura eversiva.

Dai tentativi di discredito e di delegittimazione di organismi ed autorità amministrative e giudiziarie definiti “ pezzi deviati dello Stato”, alle aggressioni fisiche ed a fuoco ai danni di Uffici giudiziari e singoli appartenenti ai corpi di polizia: una serie di fatti e pronunciamenti di fronte ai quali uno Stato democratico avrebbe dovuto reagire in maniera adeguata e con estrema determinazione.

Cosa che non è avvenuta e che, conseguentemente, induce a nutrire seri dubbi circa una reale volontà della classe politica governante di voler contrastare le mafie nel nostro Paese.

Questa Associazione ha ritenuto di ricostruire una mappa approssimativa degli attentati ai danni dei presidi giudiziari e degli appartenenti alle forze dell’ordine di Fondi.

Ne citiamo quelli più significativi:

1) spari contro le finestre del Giudice di pace;

2) incendio di un’autovettura a Monte San Biagio di un finanziere che presta servizio a Fondi;

3) incendio di due autovetture a Monte San Biagio di proprietà di un sottufficiale dei carabinieri del ROS;

4) aggressione fisica nelle campagne di Fondi ai danni di un poliziotto fuori servizio;

5) incendio di un’autovettura ad Itri dell’autovettura di proprietà di un finanziere in servizio a Fondi;

6) attentato incendiario a Fondi di un’autovettura di proprietà di un sottufficiale dei carabinieri, del quale il Comando Generale ha disposto il trasferimento per ragioni di sicurezza in un comune vicino;

7) taglio delle 4 gomme a Fondi dell’autovettura di proprietà di un sottufficiale della Guardia di Finanza;

8) spari di arma di grosso calibro contro le finestre di un’abitazione al terzo piano ad Itri occupata da un finanziere, in servizio sempre a Fondi, lo stesso al quale l’anno scorso è stata bruciata l’autovettura.

Quello che sconcerta questa Associazione è l’atteggiamento assunto nei confronti delle vittime di tali attentati dei Comandi generali e provinciali della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, i quali, anziché disporre misure adeguate di protezione nei loro confronti- e delle rispettive famiglie-, le hanno letteralmente isolate spostandole dai servizi operativi a quelli sedentari e di carattere generale.

Personale, quello citato, dalle spiccate capacità investigative e proprio per questo colpito dai malavitosi, ora inutilizzato ed esposto -con le proprie famiglie- alle possibili ritorsioni della criminalità locale o proveniente da altre regioni.

Comportamento, quello delle autorità centrali e provinciali di polizia, ad avviso di questa Associazione, insensato e che, peraltro, priva i presidi locali delle migliori energie.

Ass. A. Caponnetto

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