Una presenza inopportuna che era meglio evitare.

Una presenza inopportuna che potrebbe essere stata interpretata come una sorta di sostegno alla parte vincente nelle recenti elezioni amministrative di Gaeta.

Ci riferiamo a quella dell’Arcivescovo di Gaeta in occasione dell’insediamento del nuovo consiglio comunale della città, dopo l’affermazione della destra.

Lo diciamo, con profondo senso di angoscia e di preoccupazione, da credenti e praticanti.

La Chiesa di Cristo non deve mai dare l’impressione di dividere il suo gregge.

La situazione nella città del Golfo è estremamente delicata e complessa non tanto per i suoi aspetti politici –che non ci interessano in quanto tali -, quanto, soprattutto, per i forti interessi che si concentrano sul suo territorio, per i prevedibili giochi di gruppi e soggetti anche malavitosi di provenienza in particolare campana e già presenti nel Golfo e le possibili connivenze che possono nascere fra questi ed elementi locali.

Non possiamo, al momento, imputare alcunché a chicchessia, sia chiaro a tutti.

Ma certi collegamenti con il “caso Fondi” ci sono stati e su di essi sarebbe bene fare chiarezza fino in fondo.

La relazione della Commissione di accesso al Comune di Fondi contiene, stando alle notizie riportate da molti organi di stampa, taluni rilievi che riguardano soggetti oggi appartenenti all’Amministrazione comunale di Gaeta e, in attesa che gli organi competenti facciano chiarezza sulle vicende che hanno dato origine a quei rilievi, sarebbe quanto meno opportuno che la Gerarchia ecclesiastica si tenga al massimo estranea agli ambienti politico-amministrativi locali ad evitare che qualcuno possa sospettare prese di posizione a favore degli uni contro gli altri.

Prudenza, insomma, tanto necessaria da parte di una Chiesa missionaria nel mondo che deve unire e non dividere i fratelli.

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