Una polemica insulsa e deviante. La proposta secessionistica finalizzata a staccare le province del Lazio dalla capitale rafforzerebbe il processo di scivolamento delle province di Latina e Frosinone verso il sud

UNA POLEMICA INSULSA E DEVIANTE

Ma dov’erano negli anni andati tutti questi soggetti che oggi parlano e sparlano a proposito delle ben note vicende amministrative e politiche di Latina e provincia e delle iniziative di qualcuno finalizzate alla costituzione di una regione che… veda esclusa la capitale

Non sono gli stessi soggetti responsabili di un processo generale di arretramento di tutto il basso Lazio?

Che ci sia un problema di riequilibrio di poteri e di rappresentanza nella Regione è assodato.

Ma che si voglia puntare ad una regione delle province –ma diciamolo con chiarezza perché gli autori di tali iniziative non hanno il coraggio di dirlo –o, meglio, del Basso Lazio, è pura follia.

Non si ha il coraggio di riconoscere che il processo di meridionalizzazione di tutto il basso Lazio è in atto da anni.

Un processo che lo sta portando sempre più verso il sud.

Da ogni punto di vista: economico, soprattutto, culturale, sociale, politico. Altro che “allarmismi” dei quali qualcuno va cianciando.

Qua si dovrebbe prendere a calci nel sedere un’intera classe dirigente, vecchia e non, che è tutta. o quasi, responsabile di un processo a ritroso che ci sta portando sempre più giù.

Non a caso la camorra, che non è costituita solamente da gente rozza ed incolta, ma anche da menti raffinate, già da tempo dichiara di considerare il territorio del Basso Lazio “terra propria, parte integrante della Campania, territorio di… cosa nostra”.

Ed allora di cosa stiamo parlando?

Il problema è inverso.

Se c’è ancora qualcuno serio che vuole bene a queste terre ed a queste genti, senza etichettature politiche (e su questo concordiamo con l’ex Sindaco di Latina Finestra), cominci ad adoperarsi per la costituzione di un fronte di resistenza che si proponga il fine di rinsaldare i legami interprovinciali del Lazio, riequilibrando i pesi delle province e della capitale nel senso giusto, ad evitare lo scivolamento definitivo della regione sempre più verso il sud.

Noi ci stiamo.

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