“Una nostra sfida agli imprenditori ed ai sindacati del Lazio: facciamo un patto di sicurezza contro le mafie

IL SILENZIO SCONCERTANTE DEGLI IMPRENDITORI E DEI SINDACATI DEI LAVORATORI DEL LAZIO DI FRONTE ALL’INVASIONE DELLE MAFIE NELLA REGIONE

L’altro giorno abbiamo letto, sconcertati, le dichiarazioni del Presidente dell’Autorità Portuale del Lazio, Ciani, che, alludendo a quanto abbiamo denunciato con il dossier e durante il Convegno di aprile scorso a Civitavecchia in ordine alla presenza ed alle attività dei clan nella nostra Regione, ha parlato di “allarmismi”…

Ciani evidentemente non ha letto quanto denunciato da anni dalla Procura Nazionale Antimafia e dagli altri organismi specializzati investigativi e giudiziari al riguardo.

E questo è estremamente grave.

Ma altrettanto grave è il silenzio assordante degli imprenditori, oltreché dei sindacati dei lavoratori, in ordine al problema dell’invasione mafiosa del nostro territorio.

I nostri imprenditori non hanno ancora capito –o fingono di non capire-che, continuando così, essi saranno le prime vittime di un sistema che tende ad espellerli completamente dall’intero impianto economico della regione.

Ormai, dovunque si vada, dai confini con la Campania fino a quelli con la Toscana, non si vedono che imprese provenienti dalle regioni “calde” del sud del Paese considerate il vivaio delle organizzazioni criminali.

Si tratta di imprese, molte delle quali in odor di mafia, che lavorano “in nero”, a prezzi stracciati, che, proprio per questo, riescono ad accaparrarsi, in appalto o, per lo più, in subappalto, quasi tutti i lavori pubblici e privati.

Nessuna reazione da parte dei nostri imprenditori e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori!!!

Ad essi lanciamo una sfida: incontriamoci per discutere le iniziative da mettere in campo.

Fra queste ne proponiamo una:

elaboriamo un”patto di sicurezza” che preveda la garanzia, nelle gare di appalto, per l’utilizzo di almeno il 75% di ditte locali.

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