Una montagna di materiale ferroso nel porto di Gaeta. Qualcuno ci può garantire che non si tratti di materiale inquinante? Ed è ammissibile che almeno nel periodo estivo quando il traffico è già quasi paralizzato sul tratto Gaeta-Formia si continui ad autorizzare questi traffici?

Stamane sul tratto Gaeta-Formia, su una banchina del porto quasi al fianco dello Stabilimento Italcraft, è comparsa all’improvviso una montagna di materiale di scarto.
Ferraglie?
o che altro?
Tonnellate.
Non siamo in grado di affermare che sia materiale inquinante perché non spetta a noi il compito di verificare di cosa si tratti.
Vadano a farlo i Carabinieri del NOE, la ASL, la Guardia di Finanza e l’Ufficio della Dogana.
Una cosa, però, sentiamo di dirla:
il territorio di cui stiamo parlando – Gaeta-Formia-Scauri – è altamente turistico e tutta l’economia è incentrata proprio sul turismo.
Trasporti di materiale del genere – non sappiamo se inquinante o meno e, peraltro effettuati su un’unica strada, quella che collega Gaeta a Formia, già gravata da un traffico semi paralizzato- non sono assolutamente compatibili con la vocazione di questo territorio che già è stato fortemente danneggiato da un commercio scriteriato di pet coke, la cosiddetta feccia del petrolio, altamente cancerogeno.
Appena qualche mese fa la stampa ha riportato la notizia di un grosso traffico di sostanze ferrose rimaste a lungo tempo depositate su una banchina dello stesso porto di Gaeta, sostanze
che furono sequestrate dalla Guardia di Finanza e dalla Dogana su
ordine dell’Autorità Giudiziaria, in quanto si disse che si trattava di
materiale inquinante e dannoso alla salute pubblico.
Dopo qualche tempo, però, tutto quel materiale fu dissequestrato
e rimosso.
Ora su una banchina diversa, ma sempre nella stessa area
portuale, ne ricompare in maggiore quantità e stando al colore del
materiale così come si vede dalla strada che collega appunto
Gaeta a Formia sembra che si tratti, oltre che di quello ferroso,
anche di altro materiale.
Si può sapere di cosa si tratta e se è ammissibile ancora che
almeno nel periodo estivo si autorizzino questi traffici che
rischiano di paralizzare i collegamenti?

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