Una lettera di un Testimone di Giustizia ai boss

La notizia di oggi 22 maggio 2014, diffusa da “Repubblica”, Il Mattino e qualche altra testata, parla del pentimento di Antonio Iovine, ”o ninno” Iovine dopo 4 anni di carcere duro inizia la collaborazione con i Magistrati.

I Casalesi, un clan spietato che conta un potere economico tra i più ampi e floridi del mercato della camorra, personaggi infiltrati in ogni livello e che contano alleanze anche all estero, presenti in molti settori imprenditoriali, che con quei flussi di denaro sporco contaminano e condizionano il mercato legale.
E quindi questa collaborazione, perché noi di questo vogliamo parlare, non possiamo ancora dire pentimento, lo si potrà forse dire in un futuro lontano, ma sino a quando questo individuo criminale macchiatosi di reati gravi, reati di ” sangue ” a volte con efferatezza e crudeltà tipiche del clan dei casalesi.
Quei delitti di vittime innocenti che non hanno voluto piegarsi alle regole della camorra e che si sono ribellate, pagando con la vita.
Dal profilo giudiziario certo questa collaborazione è una vittoria per la magistratura, un forte segnale, una conferma che quel 41bis (regime carcerario) attuato a norma di legge in ogni sua forma e senza alcun privilegio o quelle distrazioni resta un valido deterrente, un monito a chi aspira a diventare boss.
> Quel carcere che molti politici in più occasioni definirono al limite dei diritti umani, senza però mettere in conto che chi è sottoposto al regime 41bis certo dei diritti umani altrui non ne ha tenuto minimamente conto.
E quindi oggi dopo 4 anni di carcere duro ed un latitanza durata qualche anno Iovine il boss dei casalesi inizia il suo percorso di collaboratore di giustizia.
Sperando che lo stesso possa chiarire alla magistratura quei molti anni in cui lui ed i suoi affiliati hanno avvelenato quelle terre oggi chiamate” terra dei fuochi”.
Di dove oggi tutti quei milioni di euro sono investiti, i nomi delle aziende che fungono da” lavanderia” e che alimentano e sostengono i familiari dei camorristi detenuti, pagando spesso parcelle legali e molto altro.
Spesso non sono mancati i casi di Boss che dal carcere hanno continuato a comandare, a dettare ordini e non sono mancati i pizzini dove si ordinavano omicidi, spesso lo stesso carcere usato a modo grad hotel.
Ora lo stesso Iovine deve svelare con nomi, cognomi ora e luoghi, tutti i “Pupari” quei personaggi che con i loro ruoli “istituzionali e non ” hanno contribuito con complicità ad accrescere il potere criminale di questi “pupi”.
C’ è differenza tra “pupari e pupi ” e sarebbe bene spiegare al popolo onesto i molti anni in cui questi criminali sedevano con i “pupari” e decidevano chi mandare al potere o meglio erano usati per scambi politico elettorale mafioso in cambio di protezioni e denaro, “pupi” usati come podestà ed un popolo a volte silente per paura o l’ omertà intrinseca del dna.
Ora verrebbe da chiedersi se qualche “puparo ” del nord non inizi a tremare!!! Possibili da oggi scenari investigativi inimmaginabili sino a ieri, ma bisogna prestare molta attenzione ed i magistrati in questo sono persone eccezionali, spesso può capitare che criminali per ottenere vantaggi o salvare il loro tesoro mettano in scena una recita o depistino il lavoro dei magistrati e degli inquirenti,. Ora nell attesa del vero pentimento di Iovine ci resta da sperare che altri criminali si possano pentire prima dell ‘arresto, cosa rara, ma noi che crediamo nel perdono, nella fede cristiana, noi non possiamo che non gridare a voi crimjnali di camorra e di mafia: ” convertitevi e pentititevi di ogni vs azione criminale ma fatelo presto perché ogni giorno che passa le vs mani si continueranno a macchiare di sangue, quel sangue che penserà sulle vs coscienze, o di chi una coscienza può avere “.
Infine chiedete pubblicamente perdono alle vittime innocenti, vittime che lasciano un messaggio, un esempio ma lasciano anche quella rabbia per non essere riuscite a difenderle da voi criminali, eroi di tempi moderni che spesso vengono ricordati al solo loro anniversario di morte per poi restare una targa o a volte nulla!!
Spogliatevi dei vs averi proventi illeciti, del vs lusso criminale e lanciate un appello che la camorra è nullità, è morte, e che un boss non è nulla e che la vita da cammorista non è vita!
Forse solo quando quella cultura criminale sarà debellata; solo allora la camorra potrà avere fine.

Testimone di giustizia
Contro la camorra “spa”
Ciliberto Gennaro

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