Una grande mobilitazione contro le mafie dell’Italia degli onesti, tutti uniti e senza se e senza ma.

DUE IMPORTANTI E GRANDI MANIFESTAZIONI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO E DEI VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ CONTRO LA CAMORRA NEL LAZIO E NELLA CAMPANIA: IL 20 SETTEMBRE A SORRENTO ED IL 12 OTTOBRE A FORMIA
Entrambe di mattina ed entrambe con inizio alle ore 9, 30:
a Sorrento il 20 settembre, presso il Liceo Scientifico “G. Salvemini” in via S. Antonio;
a Formia il 12 ottobre, presso il Teatro “R. Paone” in via Vitruvio.
A Sorrento, con la partecipazione anche dei Giovani Democratici ed a Formia con l’adesione dell’Amministrazione Comunale, di Libera, della Confesercenti, della Fondazione Caponnetto e di SOS Impresa.
Il mondo dell’antimafia sociale comincia a serrare i ranghi dopo le scioccanti dichiarazioni di Carmine Schiavone che, pur note da anni agli addetti ai lavori, ora sono di dominio pubblico con le sue interviste a Sky e, subito dopo, ad altre testate giornalistiche minori.
Magistrati antimafia, rappresentanti delle forze dell’ordine, giornalisti di inchiesta di livello nazionale, studiosi delle malattie tumorali in prima fila, da relatori, insieme a noi.
Tutti uniti a sollecitare una mobilitazione della società civile degli italiani onesti nella lotta alla camorra ed alle mafie.
Ed all’Italia dei corrotti e degli amici dei mafiosi.
E, soprattutto, a quelle parti insane e corrotte della politica e delle istituzioni che, in combutta con i mafiosi e mafiose esse stesse, hanno ridotto a brandelli il nostro tessuto sociale, civile ed economico, al punto da mettere in forse addirittura la nostra stessa salute psico-fisica.
Una guerra titanica contro forze crudeli, potenti, oscure e dotate di mezzi, sostegni e risorse eccezionali, una guerra che può essere vinta solamente con un convinto, unitario, incondizionato impegno personale, partecipato e non solo a parole, di tutte le persone oneste, i cittadini perbene.
Se non sarà così, la fine di tutti noi e, in particolare, dei giovani e dei nostri figli, sarà segnata per sempre.
Irreversibilmente.
Non è più ora di personalismi, localismi, ambizioni, gelosie ed altre stupidaggini del genere, che in un momento drammatico qual’è quello attuale sarebbero suicidi, perché è scattato il minuto della campanella, della chiamata alle armi di chi veramente ha a cuore le sorti del Paese e delle nostre stesse famiglie.
Il nostro nemico sono le mafie e non stiamo parlando di bruscolini!!!
E con le mafie non si scherza, né si può scendere a patti, né si può concordare alcunché.
O di qua o di là, o a favore o contro.
Schiavone ha detto a tutto il Paese che noi tutti siamo un esercito di morti che camminano, dopo che siamo stati e siamo avvelenati tutti i giorni dalla camorra.
Sicuramente egli non va considerato a mò di un santo perché il suo spessore criminale lo ha reso trucido e cinico ed altrettanto sicuramente egli sta giocando una partita personale con messaggi trasversali diretti ad alcuni luridi soggetti dello Stato e della politica ai quali evidentemente sta chiedendo qualche cosa.
Un ricatto orribile, lugubre.
C’è da aggiungere che egli sicuramente non sta dicendo tutto ed ha probabilmente in posti sicuri dossier scottanti che riguardano il connubio ultradecennale fra camorra, massoneria, servizi segreti deviati e pezzi della politica e delle istituzioni.
La merda di questo disgraziato paese.
Ma la realtà drammatica in cui viviamo è sotto gli occhi di tutti ed egli si è mostrato finora agli occhi dei Magistrati un collaboratore credibile.
A noi inquieta, pertanto, oltre a quanto egli ha detto, quello che NON HA DETTO e, probabilmente, non dirà mai per non essere ammazzato.
Come Pisciotta, come Giuliano, come Riina, come Provenzano e tanti altri ancora, alcuni dei quali morti ammazzati ed altri sopravvisuti per i loro silenzi tombali.
La necessità urgente di un cambio di passo da parte di tutti noi che dichiariamo di voler combattere contro questa realtà
drammatica, quindi, emerge dalla constatazione della gravità della situazione in cui ci troviamo.
Stiamo combattendo per la nostra stessa vita, di ognuno di noi, di voi.
E, soprattutto, per quella dei nostri figli, dei nostri nipoti, dei giovani tutti.

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