Una follia autoritaria che alimenta la violenza, di Roberto Saviano

Saviano contro Gasparri e Maroni: scaricano sulla polizia i conflitti sociali. Messaggio dello scrittore su Repubblica tv. Dopo gli incidenti di Roma aveva invitato i ragazzi a evitare gli scontri. Lo scrittore su Repubblica tv. Dopo gli incidenti ha invitato i ragazzi a evitare gli scontri.
ROMA – «Follie autoritarie che alimentano la violenza danneggiando il movimento studentesco, e che scaricano la gestione dei conflitti sociali interamente sulle forze di polizia già mortificate dai tagli alle risorse». Roberto Saviano boccia senz´appello non solo gli «arresti preventivi» invocati dal capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, ma anche il Daspo e le zone rosse per i cortei proposti dal ministro degli Interni Roberto Maroni.
Lo scrittore, tra i primi a denunciare il rischio di una deriva violenta da parte del movimento studentesco dopo gli scontri della scorsa settimana a Roma, interviene sulle iniziative annunciate dalla maggioranza per cortei ed eventi di piazza: «Le ricette del governo contro i manifestanti sono follie autoritarie – dice Saviano a Repubblica Tv – Vogliono risolvere la questione come un problema di forza da affrontare senza dare risposte, ma solo repressione». Uno degli ingredienti della ricetta del governo per evitare il ripetersi di scontri con la polizia è l´applicazione del Daspo per cortei e manifestazioni pubbliche, esattamente come avviene negli stadi: cioè un divieto d´accesso all´evento per soggetti ritenuti «pericolosi» dalla Questura.
Per Saviano, che già aveva invitato qualsiasi manifestante «a fermarsi davanti a una camionetta delle forze dell´ordine perché si manifesta per mostrare al Paese che ci sono diritti da difendere e che c´è chi li difende anche per loro», il rischio è che a pagare le conseguenze delle iniziative annunciate siano proprio i poliziotti: «Il richiamo a queste misure normalmente utilizzate nella repressione delle violenze legate agli eventi sportivi tradisce la volontà del governo di scaricare la gestione dei conflitti sociali interamente sulle forze di polizia già mortificate da notevoli tagli e carenze di risorse», dice Saviano, che suggerisce a Palazzo Chigi altre strade per evitare le violenze di piazza, in primis quella del «dialogo».
«La piazza non è uno stadio, né i cittadini sono ultras scalmanati da reprimere – aggiunge – Il governo non può rifuggire il dialogo, deve ascoltare le ragioni dei precari e degli studenti e a quelle ragioni deve dare risposta». Insomma, per Saviano le iniziative annunciate da Maroni e le richieste di Gasparri sono pericolose: «La violenza, che oscura e danneggia gli obiettivi di questo movimento, va disarmata e non alimentata, come succederebbe invece proponendo arresti preventivi e anticostituzionali, o zone rosse rese più rigide a mo´ di provocazione».

(Tratto da Diritti Globali)

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