Una domanda al ministro degli interni: perchè nelle province di Latina e Frosinone non si fanno le indagini patrimoniali contro i mafiosi?

UNA RICHIESTA PRESSANTE ED UNANIME: CHE FARE DI FRONTE ALL’AVANZATA CONTINUA DELLA MAFIE NELLE PROVINCE DI LATINA E FROSINONE ED ALL’INERZIA, SE NON LA COMPLICITA’, DI TALUNE ISTITUZIONI TERRITORIALI?

 

 

 

 

”Che cosa fare?”, è la domanda che ci proviene da tantissimi amici delle province di Latina e Frosinone: 

 

Che fare, di fronte all’avanzata inarrestabile delle mafie sul nostro territorio ed alle istituzioni locali che insistono nel negare l’esistenza del fenomeno?

 

Non è il caso di cominciare a parlare di soggetti istituzionali collusi con le mafie?

 

Pensiamo proprio che cominciano ad esserci le condizioni per rispondere positivamente a tale domanda inquietante. 

 

Non è più possibile, infatti, continuare ad ascoltare o leggere le dichiarazioni di questi irresponsabili che, pur dopo le continue operazioni di polizia a carico di individui collegati con la criminalità organizzata ed operanti sul nostro territorio, continuano, non solo a disattendere la richiesta corale di interventi seri contro le mafie, ma, soprattutto, a sostenere che il sud del Lazio è indenne dal pericolo di… infiltrazioni!… 

 

Tutte le operazioni di polizia finora effettuate si debbono, per lo più, all’iniziativa delle DDA e delle forze dell’ordine di Napoli e di Roma. 

 

Qualcuno ci smentisca. 

 

Allora, la domanda che viene posta in continuazione a noi la giriamo al Ministro degli Interni, dal quale vorremmo sapere, fra l’altro, perché nelle province di Latina e Frosinone non si fanno le indagini sull’origine dei capitali che vengono investiti.

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