Un uso razionale dei beni confiscati alla camorra a Formia. Il pensiero dell’Associazione Caponnetto

A Formia è in corso un dibattito in ordine all’uso di alcuni beni confiscati alla camorra.
Siamo stati invitati ad un incontro al quale, però, non parteciperemo non perché l’argomento non ci interessi, ma solo perché il nostro pensiero al riguardo lo stiamo esplicitando da anni.
Lo ripetiamo, comunque, per coloro che hanno la memoria corta:
noi siamo per un’azione antimafia di attacco, basata tutta sull’indagine, sulla denuncia e sulla proposta e non siamo affatto interessati alla gestione di beni o comunque ad operazioni che comportino un interesse di natura economica.
Punto.
Ma diciamo ancora di più:
un’associazione antimafia NON può e NON deve, per salvaguardare la sua assoluta autonomia, imbarcarsi in avventure che potrebbero in un modo o in altro comportare forme di assoggettamento alle istituzioni ed ai partiti che le controllano.
L’antimafia deve fare l’antimafia e basta ed antimafia significa individuare i mafiosi – dovunque essi siano annidati, soprattutto nei partiti e nelle istituzioni -, denunciarli, mandarli in galera, privandoli, peraltro, di tutti i beni accumulati illecitamente.
Questa è l’antimafia vera e pura e noi la intendiamo così.
Per quanto riguarda la riunione di Formia e il discorso relativo all’utilizzo degli immobili colà disponibili, noi riteniamo che essi debbano essere messi a disposizione o delle forze dell’ordine per finalità, però, operative, oppure di famiglie senza casa che non hanno la possibilità di pagare un affitto.
E’ una scelta di campo che l’Amministrazione comunale di Formia deve fare anche per fugare ogni dubbio circa un uso improprio dei beni dei quali è venuta in possesso.

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