Un salto di qualità. Da oggi in poi dobbiamo dedicare il nostro tempo ad organizzarci con un archivio informatico ricco di notizie. Dobbiamo essere l’antimnafia del fare e non delle parole

Un’antimafia seria, concreta.

Un ‘inversione di tendenza.

Un salto di qualità.

Non si può continuare a parlare di cose passate, vecchie, di commemorazioni, di ricordi.

Queste cose le lasciamo agli storici, agli studiosi del fenomeno mafioso, agli scrittori, ai giornalisti non d’inchiesta.

Un’associazione antimafia seria deve fare altre cose.

Le mafie si sono modernizzate.

I mafiosi ed i loro compari stanno fra i cittadini, fra i professionisti, fra gli avvocati, fra i commercialisti, fra i notai, gli ingegneri e gli architetti, nei partiti politici, nei Ministeri, nel Parlamento, nei consigli comunali, provinciali e regionali, forse fra i nostri stessi conoscenti, nelle stesse forze dell’ordine e, perciò, dovremo essere attenti a chi passiamo le notizie.

Le mafie rappresentano la più grossa impresa del Paese e, forse, del mondo.

Anche Obama ha deciso di considerare la camorra e le mafie in genere pericolose per le sorti degli Stati Uniti.

La politica, fortemente inquinata, ha mostrato, fatta qualche piccolissima eccezione, di non sapere e volere combattere le mafie.

Da oggi in avanti dovremo attrezzarci per fare un’azione efficace, molto più efficace di quella che abbiamo fatto finora.

Non bastano le parole, le chiacchiere.

Ognuno di noi dovrà essere sentinella sul proprio territorio, guardare, osservare, annotare e segnalare.

Dedicheremo la maggior parte della nostra attività, da oggi in avanti, a fornirci di uno strumento informatico, di un archivio, con accesso riservato al massimo a due persone fidatissime, nel quale vengono immessi tutte le notizie, i dati, i nomi, le ordinanze cautelari, le sentenze, le visure camerali, uno strumento, un date base, che ci consenta in un attimo di risalire all’identità ed alla storia di tutti i soggetti sospetti.

I convegni, i comunicati stampa tradizionali non servono a niente.

Di convegni basta farne uno all’anno, ben organizzato, concreto, che parli dei problemi del territorio, delle tattiche e delle strategie, che faccia il punto della situazione e studi e decida quello che va fatto e quello che non va fatto più.

I relatori debbono essere persone impegnate, che stanno al fronte, magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, giornalisti d’inchiesta, qualche parlamentare che fa parte della Commissione Parlamentare Antimafia e basta.

Sulla falsariga di quello, bellissimo, forse il migliore che abbiamo fatto in questi ultimi dieci anni, che abbiamo promosso a Pastena, in provincia di Frosinone, il 29 giugno u. s.

I nostri iscritti debbono essere persone consapevoli, attive, che danno ognuno quello che può dare sì, ma partecipi.

La campagna del tesseramento prossima dovrà tendere a far fare un salto di qualità all’Associazione.

Non ci interessano gli eserciti, a noi interessa soprattutto la qualità dei nostri amici, gente consapevole, che sa della gravità della situazione, che sa della potenza delle mafie e che, quindi, ”sente” di dover dare un proprio contributo, piccolo o grande, per combatterle.

Gente che non venga a farci discorsi avulsi dalla realtà del proprio territorio.

Il 2012 dovrà segnare una grossa svolta nell’attività della nostra Associazione.

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