Un ricordo commosso di Don Cesare Boschin,il parroco di Borgo Montello ucciso barbaramente il 30 marzo del 1995 dai killer dei rifiuti.. 20 anni trascorsi nel silenzio.Un periodo lungo,lunghissimo nel quale gli investigatori non sono riusciti a scoprire chi sono stati gli esecutori.Ora Felice Cipriani sta scrivendo un libro per ricordarlo ed esaltarne la sua intensa attività a difesa della gente onesta di Borgo Montello e dell’agro pontino.Vogliamo ricordarlo anche noi come un prete coraggioso ed un pastore ricco di amore verso il prossimo al punto da sacrificare per questo la sua vita.

IL PARROCO DI BORGO MONTELLO

Don Cesare Boschin, ucciso 20 anni fa dai killer dei rifiuti. La gente ricorda FOTO

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Don Cesare Boschin con la gente del Borgo

Don Cesare Boschin con la gente del Borgo
Don Cesare Boschin

Don Cesare Boschin
Inchiesta Caffè di Latina n. 228 pag. 16

Inchiesta Caff� di Latina n. 228 pag. 16
Don Cesare Boschin wera molto amato e vicino alle persone

Don Cesare Boschin wera molto amato e vicino alle persone
Inchiesta Caffè di Latina n. 230 pag. 12

Inchiesta Caff� di Latina n. 230 pag. 12

Inchiesta Caffè di Latina n. 232 pag. 12

Inchiesta Caff� di Latina n. 232 pag. 12
Don Cesare Boschin con la gente del Borgo

Don Cesare Boschin con la gente del Borgo
Don Cesare Boschin

Don Cesare Boschin

Il 30 marzo di 20 anni fa veniva ritrovato il corpo brutalizzato di Don Cesare Boschin, 80enne parroco di Borgo Montello. Si stava interessando del traffico di rifiuti in quel pezzo di Agro pontino martoriato dalla mala-politica e dalla lobby dei rifiuti. Un delitto atroce, insabbiato e ancora scomodo nel capoluogo venuto su all’insegna della retorica tutta ordine e disciplina e poi comandato a tappeto dai demo-presunti-cristiani. Quegli scribi alla cui ombra è stato spartito e violentato l’Agro, eredi di Don Sturzo che hanno permesso che un Sacerdote venisse ammazzato così, accettando persino il tentativo di oblìo sulla vicenda.
L’anziano sacerdote non fece finta di nulla, come fecero e continuano a fare molti, dentro e fuori le istituzioni.

La sua coerente fede, il suo prendere posizione, il suo amore concreto sono vivi. C’è chi parla di martirio, che comunque significa testimonianza. In questi giorni di preparazione alla Passione e Resurrezione di Gesù Cristo, per credenti e non credenti, la testimonianza di Don Cesare è un fatto concreto, un richiamo ad ad andare fino in fondo. Un segno di contraddizione che mostra la forza e la speranza di vera rinascita di fronte alla tentazione della rassegnazione, in mezzo ai moderni farisei, in mezzo a tante ipocrisie che contaminano l’interiorità della Persona e il Creato. Dopo “il ventennio” buono per tutte le stagioni celebrato con tronfia retorica a scopo elettorale, ci sono altri 20 anni: quelli trascorsi dall’omicidio di Don Cesare Boschin. Anche questa è storia dell’Agro pontino, che attende la bonifica da politici incapaci ed arraffoni, da faccendieri senza scrupoli, da mafiosi e stupratori del territorio.

Ieri, domenica 29 marzo, alcuni cittadini hanno commemorato Don Cesare e condiviso un semplice momento di riflessione sulla lapide in sua memoria, presso la chiesa di

Borgo Montello.

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