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Un regalo del governo alla criminalità organizzata: il via alla speculazione edilizia

Un cadeau agli speculatori

Un piano per il settore dell’edilizia come quello descritto dai media e annunciato dal presidente del Consiglio Berlusconi di fatto si caratterizza come un nuovo grande condono nel settore delle costruzioni. Un condono che cancellerebbe ogni regola e possibilità di controllo rispetto alle nuove edificazioni e che ricondurrebbe il paese agli anni neri dell’abusivismo edilizio. Oltre ad essere un generoso regalo all’illegalità diffusa, visto che spesso al suo centro, come protagonista, si colloca la criminalità organizzata, in tutte le sue declinazioni regionali.

Ricomincerebbe dunque una stagione di cementificazione anarchica e selvaggia, capace di rovinare e distruggere anche quel che resta del nostro paesaggio.

Fondamento teorico, a cui si ispira questo tipo di politica annunciata dal governo, è che cementificare l’Italia serva all’Italia stessa e, in tempi di crisi come quello che il mondo intero sta vivendo, anche all’economia del nostro paese.

Un’idea in verità equivoca e sbagliata perché al contrario la risposta economica va cercata nella difesa e nel rilancio della qualità ambientale e territoriale, cioè in quei riferimenti che sono base irrinunciabile del turismo. Perciò, anche dal punto di vista economico, gli effetti e le conseguenze che l’esecutivo tenta di guadagnare con questa politica edilizia rischiano di rivelarsi un boomerang in senso contrario, andando ad assestare un colpo al settore turistico.

Invece di puntare sulla deregulation, che premia l’industria edilizia più arretrata, si dovrebbe investire e sostenere la manutenzione del patrimonio abitativo, le reti infrastrutturali, cercando di riqualificare, per esempio, gli edifici per renderli più efficienti dal punto di vista energetico. Insomma, favorire un’industria edilizia sana che aiuti il paese e non lo distrugga.

Del resto, non si capisce come gli italiani, che assistono quotidianamente all’ erosione del salario e del posto di lavoro, possano costruire nuovi vani o nuovi edifici. Una politica che voglia rilanciare l’economia infatti persegue la strada del sostegno della domanda e dei consumi, non certo quella che consente di azzerare le regole e le norme per costruire dovunque, senza freni, senza vincoli.

Questo progetto edilizio nasconde non troppo velatamente un unico movente: quello di regalare porzioni di territorio italiano ai grandi speculatori nelle costruzioni, spesso legati direttamente al premier, come dimostra il caso della Sardegna, una delle poche regioni (non casualmente) che si è detta da subito entusiasta verso il piano. Un’isola che infatti ritornerebbe alle grandi speculazioni, che impoveriscono invece le risorse del territorio assestando un colpo negativo al turismo.

Roberto Della Seta (Capogruppo Pd in Commissione Ambiente del Senato)

(tratto da www.aprileonline.info)