Un regalo alle mafie

Intercettazioni, nuovo blitz del Pdl. “Non piu’ utilizzabili come fonte di prova”

Roma. Le intercettazioni non saranno più “mezzi di ricerca della prova”, ma semplici strumenti di investigazione.

E, come tali, non finiranno nei fascicoli processuali e non saranno pubblicabili. E’ l’ultima proposta targata Pdl, in tema di riforme della giustizia, depositata alla Camera, il 3 marzo scorso, dal deputato Maurizio Bianconi e assegnata pochi giorni fa alla commissione Giustizia. Mercoledì scorso, infatti, la proposta del parlamentare pdl, presentata “a titolo personale”, è stata messa tra i proveddimenti da inserire nel calendario dei lavori.

La soluzione è la seguente, e la spiega Bianconi stesso nella premessa della legge: “Collocare il tema nel codice di procedura penale all’interno delle fonti di investigazione semplice, ‘cassandolo’ dalla collocazione nel testo vigente dei mezzi di ricerca della prova”. Così, continua il deputato berlusconiano, “si taglierebbero alla radice altri problemi, oltre a quello dell’utilizzo distorto delle intercettazioni in fase processuale”. In nome della “tutela della privacy”, infatti, gli ascolti di conversazioni o comunicazioni telefoniche, essendo a solo uso degli investigatori, non potrebbero far parte di fascicoli contenenti atti pubblicabili.

Con la proposta bianconi, quindi, mai più “casi Ruby”, con centinaia e centinaia di stralci di intercettazioni delle ragazze dell’Olgettina a rivelare all’opinione pubblica i particolari delle feste nelle ville del premier.

Al comma 7 dell’articolo 2, il deputato di maggioranza specifica: “In ogni caso, gli elementi acquisiti attraverso le attività preventive non possono essere utilizzati nel procedimento penale, fatti salvi i fini investigativi. In ogni caso le attività di intercettazione preventiva di cui al presente articolo, e le notizie acquisite a seguito delle attività medesime, non possono essere menzionate in atti di indagine nè costituire oggetto di deposizione nè essere altrimenti divulgate”.

Il parlamentare precisa che “questa iniziativa legislativa è prettamente personale”, tanto è vero che non ha richiesto la sottoscrizione ad alcun collega. E tuttavia, alla luce dell’intenzione della maggioranza e del governo di tornare sul tema intercettazioni, la proposta Bianconi, che fa il paio con l’altra presentata dal collega di partito Vitali (che ‘punisce’ i pm e i gip che non hanno competenza territoriale), potrebbe essere associata agli altri ddl sul tema in caso di ripartenza dell’esame alla Camera.

L’Italia dei Valori protesta per l’ennesimo colpo di mano della maggioranza. “Ne inventano una più del diavolo – ha commentato il presidente dei deputati Massimo Donadi – pur di impedire le intercettazioni e mettere il bavaglio alla stampa. Ora ci provano con la proposta di legge Bianconi. Stanno diventando persino ridicoli”.

(Tratto da Antimafia Duemila)

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